13 ottobre 2025

Cappadocia, un viaggio da sogno

 


Al ritorno da un viaggio bisogna lasciar decantare le emozioni che ti porti dentro. Si torna sempre cambiati un pò, sicuramente arricchiti dal bagaglio di cose nuove che si conoscono strada facendo: sapori, colori, profumi e storie raccontate o vissute.

Tornare a raccontare sul mio blog ogni tanto mi da la sensazione di ritrovarmi in un luogo familiare dove c'è sempre qualcuno che mi aspetta ed è desideroso di ascoltare.

Molti di voi che mi seguite da Instagram, siete qui perchè avete già visto foto che raccontano e siete curiosi di conoscere un itineriario di viaggio già vissuto da me per sognare o per programmare il vostro. Ogni volta che visitiamo un luogo nuovo abbiamo bisogno di consigli da parte di chi c'è già stato per evitare perdite di tempo e scegliere con fiducia in base ai suggermenti.

E così inizio a raccontare dal primo giorno in cui abbiamo deciso di partire.

Un giorno di settembre abbiamo scoperto che saremmo stati liberi dal 6 all'11 ottobre e dopo aver fatto una ricerca sui posti suggeriti per quel periodo abbiamo scelto la CAPPADOCIA che da tempo era nella nostra lista. Devo dire che è stata un'ottima scelta per evitare sovraffollamenti e caldo torrido nel posto.

La nostra meta è stata GOREME, cuore della Cappadocia.

vi dico subito quali sono le esperienze che si possono fare li, in base alle quali potete scegliere il numero di giorni per il vostro viaggio.




- RED TOUR – Zona Nord (Göreme, Avanos, Uçhisar)

👉 Ideale per: chi visita la Cappadocia per la prima volta

🕐 Durata: 9:30 – 16:30

🚗 Distanze brevi (tutto vicino a Göreme)

📍Tappe principali

Göreme Open Air Museum – chiese rupestri bizantine affrescate

Uçhisar Castle – vista panoramica

Paşabağ (Valle dei Monaci) – camini delle fate più famosi

Devrent Valley (Imagination Valley) – rocce a forma di animali

Avanos – villaggio della ceramica sul fiume

Göreme Panorama – punto panoramico spettacolare

⭐ Pro

Ideale come introduzione alla Cappadocia

Brevi spostamenti

Molti panorami e foto


noi l'abbiamo scelto per avere subito una panoramica del posto e ci è piaciuto. E' compreso anche il pranzo e la visita ad un laboratorio di ceramiche. E' chiaro che c'è una guida e può sembraro 'troppo' turistico, ma il viaggio fatto per la prima volta è bene farlo con qualcuno del posto e rimandare ad una seconda volta l'esperienza faidatè con la macchina.

Ogni tour operator decide piccole varianti

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💚 GREEN TOUR – Zona Sud (Ihlara, Derinkuyu, Selime)

👉 Ideale per: chi ama la storia e la natura

🕐 Durata: 8:30 – 18:30

🚗 Distanze più lunghe (1h–1h30 di auto per arrivare alle valli)

📍Tappe principali

Città sotterranea di Derinkuyu o Kaymaklı – antichi rifugi cristiani (da visitare assolutamente con una guida per non perdersi nei tunnel)

Valle di Ihlara – trekking lungo un fiume tra chiese rupestri

Villaggio di Belisirma – pranzo sul fiume

Monastero di Selime – il più grande della Cappadocia, scavato nella roccia

Pigeon Valley Viewpoint – sosta panoramica al ritorno

⭐ Pro

Più autentico e tranquillo

Perfetto per chi ama camminare nella natura

Esperienza storica affascinante


⚠️ Contro

Spostamenti più lunghi

Non adatto a chi vuole solo panorami o foto rapide e non adatto a chi non può o non vuole camminare tanto (come me)

Questo tour noi non l'abbiamo fatto perchè raccogliendo suggerimenti sarebbe stato impegnativo per me che ho ancora un problemino al ginocchio (ricordate che mi sono operata qualche mese fa...)

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🌅  Volo in mongolfiera all’alba

  • L’esperienza simbolo della Cappadocia!

  • Si parte all’alba per vedere il sole sorgere sui camini delle fate, con decine di altre mongolfiere in cielo.

  • Consigli: prenota almeno 1-2 giorni prima o meglio prima di partire scegli una compagnia certificata (Butterfly Balloons, Royal Balloon, Voyager Balloons).

  • In caso di vento forte, i voli possono essere cancellati.

... infatti a noi è successo! L'avevamo prenotato per il secondo giorno, per sicurezza,  ma a causa di incerte condizioni atmosferiche è stato cancellato e alla fine abbiamo avuto difficoltà a trovare posto. Una guida del posto ci ha detto che una famiglia ci ha provato 5 volte senza mai riuscirci. Sono molto rigorosi sulla sicurezza e, alla luce dell'esperienza (positiva|) che noi abbiamo avuto, abbiamo capito il perchè.
potete scegliere anche il luogo dove volare. O sulla citta di Goreme, la più gettonata ma anche la più caotica, o fuori dalla città (che noi abbiamo scelto), in una valle immensa dove regna il silenzio magico che ti fa godere dell'alba e del panorama mentre ti avvolge una sensazione unica di leggerezza anche dell'anima. 
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🐎 Escursione a cavallo o in quad (ATV) o con fuoristrada

  • I tour in quad al tramonto sono molto popolari e permettono di esplorare più valli in poco tempo.

  • Oppure, per un’esperienza più tranquilla, opta per un horse safari al tramonto.

  • per un'esperienza più hard il fuoristrada è l'ideale. Percorre sentieri vietati ai più e scorre adrenalina pura se non si è abituati.

Noi abbiamo scelto il fuoristrada e ammetto che non mi aspettavo tanto 'sbattimento', ma la nostra guida è stata eccezionale e ha moderato show e velocità per me che sono una fifona.

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- La danza dei dervisci rotanti (Whirling Dervishes, in turco “Semâ / Sema”) è una delle esperienze culturali e spirituali più suggestive della Turchia, specialmente se sei interessato/a alla dimensione mistica del Sufismo. Il rituale si chiama Sema e consiste in preghiere, musica, recitazione, e la rotazione (danza) dei dervisci, detti semazen

Simbolismi importanti:
    • Il sikke (il cappello conico) simboleggia il sepolcro dell’ego.

    • Il mantello nero (“hırka”) rappresenta la morte terrena, che viene tolto prima della danza. 

    • Il vestito bianco ampio (turbante e “tennure”) è simbolo della rinascita, dell’anima che si libera dall’ego.

    • Durante la rotazione, la mano destra è sollevata verso il cielo per ricevere la grazia divina, la sinistra verso terra per distribuirla.


  • Noi ci siamo andati dopo aver 'studiato' perchè è una cerimonia bellissima che va capita e rispettata.
     Consigli: vestirsi con rispetto, non fare foto o video (è rigorosamente vietato, onostante ci siano sempre persone cafone che non rispettano la regola), prenotare con anticipo, magari anche prima di partire. Dura un'ora a partire dalle 18 quindi potete inserirla anche dopo un'escursione del mattino
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    - HAMMAM - BAGNO TURCO E MASSAGGI

    ci sono diverse opzioni tra cui scegliere. Certo gli hammam dii Goreme sono meno scenografici di quelli di Istanbul, ma entrare nella zona riservata alle donne, ed essere massaggiata e coccolata da una donna,  con oli profumati e con musica rilassante, in mezzo ad altre donne fa di questo un'esperienza davvero unica.

    dura al massimo 2 ore e anche questa potete programmarla a fine giornata, a fine tour del mattino.

    non vi lascio indirizzi perchè potrete trovari maggiori info su internet.

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    Ultimi suggerimenti:



    Scegliete ristoranti non turistici,  ma in generale si mangia bene. Assaporate con fiducia i piatti turchi perchè sono richi di sapori e spezie, ma anche  insalate favolose di verdure e frutta (che rifarò e pubblicherò) condite con succo di melograno.




    Bevete il caffè turco perchè è un'esperienza unica. Spesso servito con dolci profumati di rose o pistacchi

    Scegliete un hotel caratteristico (ce ne sono tanti) scavato nel tufo.

    Portate con voi scarpe comode, un cappello per alba e tramonto quando scende la temperatura, un cappellino da sole perchè durante le escursioni del giorno potrebbe far caldo e la crema solare per proteggervi il viso. 

    So che è stato lungo questo post ma spero anche sia stato utile. Se volete maggiori info o volete commentare, contattatemi sul mio account su instagram perchè qui ho disattivato i commenti perchè attaccato da spam.

    Vi lascio qui i link:

    la storia in evidenza con le foto e i video del viaggio:  qui


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    29 ottobre 2024

    Insieme


     

    Non esiste ricetta più buona del tempo trascorso insieme. Ecco perché voglio raccontarvi di una giornata meravigliosa che ha il sapore di amicizia, di donne, di nuove conoscenze, di una casa che racconta storie, di una cucina che ha i colori di un romanzo.


    Ieri dovevamo essere 18 a casa di Silvana. E noi dovevamo portare una zuppa. Poi decidiamo di andare prima perché dovevamo presenziare alla ‘valutazione’ della possibilità di rimettere in funzione un forno a legna. Ci aspettano i muratori (in giacca e cravatta, ma tant’è… é domenica), la padrona di casa e Marcella del mio cuore. Entriamo in un giardino segreto coperto di edera e apriamo il forno. È deciso! Il forno ripartirà! 

    Io mi aggiro da sola in questa villa splendida, dove il tempo si è fermato e che racconta di arte, di poesia e di bellezza di altri tempi. Non riesco a fermarmi, lo sguardo si posa ovunque e ovunque ascolto storie. Finalmente mi fermo in cucina e iniziamo a preparar a sei mani la zuppa, quella mia famosa scalda cuore, di funghi zucca e ceci con tanto rosmarino e salvia. E poi arriva un nuovo amico che prepara la frittata e ci raccontiamo ricette e pezzi di vita. Prima ci aspetta il pranzo, poi andremo ad uno spettacolo di marionette tutti insieme. 

    Tutto questo tempo prezioso trascorso insieme, la sensazione di poter vivere per sempre così, parlandosi, ridendo, anche piangendo a momenti, con pensieri bui che lasciamo appesi lontano. Oggi è il momento di stare bene, abbracciandoci, mangiando e bevendo. Con infinita lentezza e immensa gratitudine per la vita e per il qui e ora.

    Le ricette torneranno anche qui, perchè questo è la mia casa preferita, un angolo solo mio e di chi passa per caso o perchè lo vuole davvero. Per oggi c'è solo una ricetta per ritrovare il calore vero.

    Alla prossima.


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    31 gennaio 2024

    La Tiella di Riso patate e cozze



    Finalmente è arrivata questa ricetta e finalmente torno qui sul blog. E si, perchè solo su un post su instagram o fb posso parlarne come merita. E' stata una vera e propria esperienza che mi ha fatto capire quanto sia importante il giusto equilibrio tra tutti gli ingredienti e il proprio gusto. 

    Faccio una premessa prima di scrivere il resto. L'altra sera, ascoltando Baricco in tv, ho fatto mie le sue parole sulla ricerca della felicità. Quello che si impara con gli anni e con il dolore è che bisogna lasciar andare quello che non merita di avere la nostra attenzione, il nostro tempo e la nostra rabbia. Perchè dico questo? Perchè in questa vita virtuale si spende troppo tempo e troppe parole per polemiche inutili.

    Quindi lasciatemi chiamare questa ricetta RISO PATATE E COZZE perchè al mio orecchio è più armonioso e  voi chiamatela PATATE RISO E COZZE senza dire niente.

    Punto.

    E ora veniamo al priscio che ho di parlare qui ora.

    Questo piatto non appartiene al quaderno di famiglia. Noi viviamo nell'entroterra e non sul mare, anche se vicini, quindi abbiamo dato priorità agli ingredienti di campagna. Quando mi è capitato di assaggiarlo non è che sia rimasta molto entusiasta perchè mi è sembrato sempre piuttosto sciapo o poco ricco di sapori come piace a me. Per dire, preferisco un bel risotto alla pescatora o spaghetti con frutti di mare. Ma un bel giorno mi son svegliata curiosa di provare a capire il perchè della sua importanza. Ho cercato le mille proposte, ognuno che dice 'è migliore la mia versione', ognuno con le proprie ragioni e ognuno con il proprio gusto. 

    Ci sono delle regole di base, come gli strati da fare, che non si possono modificare, ma il gioco è tutto sui condimenti. Quali e quanti.

    Io qui vi dico la mia che ho fatto ieri. Ho invitato una mia amica, esperta in 'risopatateecozze' per il primo assaggio e mi ha detto che l'ho 'azzeccata' in pieno. La prova è che abbiamo finito tutta la nostra Tiella in due.

    * Prima di scrivere la ricetta solo un consiglio: se ne avete la possibilità usate la teglia di alluminio delle nostre mamme/nonne, quella con il bordo alto, oppure quella di coccio, ma NON quelle antiaderenti.


    TIELLA DI RISO PATATE E COZZE

    (per una teglia di 23 cm e per tre/quattro persone)

    - 4 tazze di riso Arborio o Roma a chicchi grossi (no parboiled, almeno per me no)

    - 4 patate grandi

    - cozze, lavate abbondantemente, private delle impurita esterne e aperte a 'mezza scorza'. La quantità dipende dalle dimensioni

    - 2  cipolle bianche

    - 2 spicchi d'aglio

    - 10 pomodorini Piccadilly o quelli che preferite

    - un mazzetto di prezzemolo fresco

    - 3 cucchiai di pecorino grattugiato e 1 cucchiaio di parmigiano (anche questo secondo il gusto, io metterei tutto pecorino o Rodez che è un'ottima via di mezzo)

    - olio extravergine di oliva a sentimento

    - sale e pepe


    PROCEDIMENTO

    1) mettere in ammollo il riso in una ciotola con acqua fredda

    2) pelare le patate e tagliarle a fette e metterle in una ciotola con acqua fredda 

    3) tagliare a fette le cipolle, a pezzettini l'aglio e il prezzemolo

    4) versare un filo abbondante di olio nella teglia. 

    5) aggiungere cipolla, aglio, prezzemolo 

    6) disporre le PATATE in un unico strato

    7) ancora cipolle, aglio, prezzemolo, un pomodorino spezzettato, un cucchiaio di formaggio misto, pepe e un filo d'olio

    8) disporre le COZZE (con il mezzo guscio) in un unico strato 

    9) ancora un pò di condimento come al punto 7

    10) distribuire il RISO scolato, nelle cozze e dintorni, senza esagerare

    11) condire come al punto 7

    12) coprire con altre patate

    13) distribuire pomodorini spezzettati, formaggio, pepe e un filo d'olio

    14) aggiungere dal lato della teglia l'acqua delle cozze filtrata e acqua con un pò di sale, fino a quando il livello sarà arrivato a filo con le patate.

    15) portare a bollore la teglia su un fornello e poi completare la cottura in forno a 200°/220° secondo il proprio forno) per almeno un'ora.

    E' un piatto che va servito non caldissimo, ma quasi tiepido. 

    (p.s. tutti si stupiscono del fatto che per me questa sia la prima volta, ma mio marito non può mangiare formaggio e fino ad oggi non l'avevo mai preparato per questo. Infatti ho preparato anche una versione senza formaggio per lui e secondo me non aveva un granchè di sapore. Direte voi 'grazie, nella tua versione c'è più condimento che risopatateecozze!)





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    5 aprile 2023

    Le Madeleine


    Non credo ci sia bisogno di spiegare la magia di una Madeleine servita con il thè. La letteratura ci insegna a sognare e Proust ha scelto proprio questo dolcetto semplice timido da rendere immortale. È facilissimo trovare in rete materiale infinito su questo argomento. Qui mi limiterò a darvi la ricetta trovata studiata e modificata adattandola al mio gusto.
    .
    Scegliete con cura il momento in cui prepararle perché meritano davvero di essere celebrate con qualcuno di speciale o anche solo con voi stessi per volervi più bene.
    .
    INGREDIENTI
    150 g di farina
    120 g di zucchero
    Mezzo cucchiaino di lievito per dolci
    Tre uova
    80 g di burro
    Scorza grattugiata di un arancia (oppure mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia oppure qualche goccia di essenza di mandorle amare)
    .
    In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero fino a farle diventare chiare e spumose.
    Aggiungete il burro sciolto e lavorate il tutto.
    Aggiungete il vostro aroma preferito.
    Setacciate farina e lievito e amalgamate lavorando con una spatola dall’alto verso il basso.
    Mettere in frigo a riposare per almeno due ore o meglio tutta la notte.
    Cuocete per quattro minuti in forno preriscaldato a 220° e per i restanti sei minuti a 180°
    .
    Dose per circa 18 Madeleine .




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    16 novembre 2022

    Il lievito madre

     


    Abbiamo bisogno di nuovi inizi.
    Così ho deciso di preparare il MIO lievito madre. Ho trovato un metodo che dovrebbe essere semplice sempre sul famoso libro ‘come si fa il pane’ di Emmanuel Hadjiandreaou, bello come un racconto davanti al camino. E con lo stesso spirito ho iniziato. Speriamo di riuscirci. Copierò il suo procedimento qui e se avrete voglia di provarci potrete trovarlo sempre lì. E Se ci provate fatemelo sapere e percorriamo insieme questa strada.

    Ormai continuo a fare il pane un giorno si e uno no. Sento l'esigenza di questo rito, delle mani che impastano velocemente, delle carezze ogni 10 minuti, dell'attesa mentre lo vedo crescere. Mi piace accendere il forno e riscaldare la pentola di terracotta che ho comprato apposta e che ormai è per me irrinunciabile. Vi consiglio di comprarne una. Sa di antica sapienza, per le mani che l'hanno creata e per i tempi che ci son voluti. Quando ho deciso di acquistarla, ho pensato al pane da cuocere come in un rifugio caldo, al chiuso sotto il suo coperchio, al ragù che preparerò la domenica, al brasato con le cipolle rosse che mi piace preparare in forno e a tante cose che piano piano realizzo, una per volta. 

    Il pane è sempre buono, con o senza lievito madre, ma con quest'ultimo ha un qualcosa in più. E ora vi lascio perchè ho già infornato una pagnotta e sento che il profumo che arriva qui mi dice che è pronto. 

    ah...la ricetta.

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    LIEVITO MADRE (di Emmanuel Hadjiandreaou)

    "Giorno 1: mescolate 1 cucchiaino di farina e 2 cucchiaini d'acqua 
    in un barattolo pulito. Chiudete e fate riposare durante la notte.

    Giorni 2, 3, 4 e 5: unite 1 cucchiaino di farina e 2 d'acqua
    e mescolate. Sulla superficie si formeranno sempre più bolle.

    Per ottenere il lievito madre, mescolate in una ciotola capiente
    15 g del composto nel barattolo con 150 g di farina e 150 ml
    d'acqua calda. Coprite e fate fermentare durante la notte. 

    Il giorno dopo, usate la quantità di lievito madre richiesta nella ricetta.

    Unite 1 cucchiaino di farina al fermento nel barattolo, chiudete
    e mettete in frigo per usarlo un'altra volta. 

    Se resta in frigo molto a lungo, potrebbe diventare inattivo. 
    Buttate il liquido acido che rimane in superficie, incorporate 30 g di farina 
    e 30 ml d'acqua, mescolate fino a ottenere una pasta, chiudete e fate riposare una
    notte. Il giorno dopo, se si sono formate delle bolle, si può ripartire
    con la procedura descritta sopra. Altrimenti, ripetete l'operazione.

    Trattate la vostra pasta madre con amore e durerà una vita.

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    12 ottobre 2022

    Fave spizzicate con verdure

     


    Si sente l'esigenza di ritrovarsi di nuovo qui.

    Ed io ne sono felice. Mi manca questa stanza tutta mia dove fare quattro chiacchiere senza la corsa frenetica che contraddistingue i social. 

    Oggi torno per raccontare una storia che tempo fa avrei voluto facesse parte di un libro, ma è inutile inseguire un sogno troppo a lungo rimandato. Significa che o 'non è cosa mia' o semplicemente non è ancora arrivato il momento. 

    Intanto ve la racconto.

    Qui in Puglia ancora conserviamo l'abitudine di piantare le fave, per mangiarle 'novelle' a maggio e anche per farle seccare sulla pianta e conservarle per l'inverno. Nella nostra tradizione abbiamo tante ricette buonissime e note, come le 'fave bianche' che si accompagnano a tanti contorni colorati e diversi tra loro, e altre meno note e più difficili da trovare nei ristoranti: le fave 'spizzicate'.


    Per poterle preparare e farle ammorbidire al punto giusto con l'ammollo dalla sera prima, bisogna eliminare la parte superiore della buccia. Ma è un lavoro lungo e che richiede pazienza. Se si aveva tempo e dimestichezza lo si faceva in casa con un coltello curvo e togliendo con un colpo secco la calotta. Oppure lo si faceva fare a chi ne aveva fatto un. mestiere.

    Qualche anno fa mia madre doveva far 'spizzicare' circa 5 kg di fave e così andammo a casa della signora Maria, una donnina piccola piccola, che incontravo sempre al cimitero, perchè ci andava ogni giorno per abitudine. Lei abitava in una casa piccola e priva di tanti comfort, ma era una donna di temperamento e di buona volontà. Tra le tante cose 'spizzicava' anche le fave e bisognava anche aspettare perchè aveva molte richieste. 

    Abbiamo aspettato forse un paio di mesi e un giorno, con il passaparola di mia zia che l'aveva incontrata al cimitero, ci arrivo la notizia che 'le fave erano pronte'. Metà 'bianche' e metà 'spizzicate'.

    Arrivate li per la consegna ci chiede 5 euro per il lavoro e ci restituisce tre buste, due per le fave pulite e una per... le bucce, perchè non sia mai avessimo dubitato della sua onestà. 

    Noi rimanemmo allibite e, all'offerta di mamma di pagare di più il suo lavoro, lei rifiutò dicendo che quelli erano i prezzi e basta.

    Quel giorno mi vergognai a chiederle di poterla fotografare, ma mi ero riservata di farlo in un secondo momento. Purtroppo di li a poco la signora Maria vene a mancare, era molto anziana, ed io ho dovuto tenere per me questa storia. Ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarla e a ringraziarla per il grande esempio di semplicità e onesta che mi ha lasciato quel lontano giorno.

    E ora veniamo alla ricetta.

    Fave spizzicate con verdure

    - una giumella di fave secche 'spizzicate' a persona
    - una patata
    - costa di sedano
    - cipolla intera
    - qualche pomodorino
    - foglie di alloro
    - olio extravergine di oliva
    - verdure a piacere (zucchine, cime di rapa, cicorielle di campagna, cicorie e bietole)


    Mettere le fave 'spizzicate' 'a bagno'  dalla sera precedente, avendo cura di coprirle abbondantemente di acqua per non farle rimanere 'a secco' dopo che si saranno impregnate e gonfiate.
    Quindi sciacquarle e metterle a cuocere in acqua pulita in una legumiera o pentola alta.
    Eliminare la schiuma che si forma e appena non se ne forma più salare e aggiungere la cipolla, il sedano, i pomodorini, la foglia di alloro e la patata.
    Controllare che l'acqua superi il livello delle fave e far cuocere a fuoco lento.
    I tempi di cottura variano a seconda del tipo di fave, che possono essere più o meno cottoie. Per cui bisogna assaggiare di tanto in tanto per controllare.
    Servire con verdura lessa e un filo di olio extravergine di oliva.
    Se potete utilizzare la 'pignata' di terracotta per cuocere questo piatto accanto al fuoco di un camino, il sapore diventerà ancora più godurioso.




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    24 gennaio 2022

    Il Polpettone

     


    Sento il bisogno di tornare a scrivere.

    Già ticchettando sui tasti mi sento ritornare l'entusiasmo e l'energia di un tempo, quando scrivere un post era per i miei lettori una bellissima attesa e per me un piacere da condividere.

    Oggi ritorno con le buone intenzioni di riprendere a scrivere per me e per chi vorrà rallentare il proprio tempo in un incontro dove gustare virtualmente le mie ricette e quattro chiacchiere.

    Magari, a dispetto dei commenti fake, riapro anche la possibilità di lasciare messaggi. Ora vediamo.

    Ricomincio scrivendo una delle ricette che mi fanno letteralmente impazzire, la ricetta del polpettone.

    Dovete sapere che quando sento nell'aria odore di polpette o polpettone io vado in confusione. Ad ognuno la sua ricetta del cuore. Io cedo volentieri dolci e cannelloni, per una pentola intera di polpette al sugo o una teglia di polpettone a fette. Accetto anche polpette e polpettoni freddi di frigorifero. Non importa. Mi piacciono da impazzire lo stesso.

    Una volta mia madre aveva preparato queste prelibatezze in quantità industriale prima di partire per una gita. Mi telefonò e me lo annunciò, dimenticando le conseguenze.

    Verso il pomeriggio se ne ricordò e mi chiamò per avvisarmi di 'lasciare una porzione almeno a mio fratello', ma troppo tardi. Avevo già spazzolato tutto con grande, grandissimo piacere, con pace di mamma e fratello che rimasero a bocca asciutta. 

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    29 ottobre 2021

    Cavatelli, ceci e cozze

    Cosa non si fa per i figli?

    Mio figlio è tornato a casa per il ponte di novembre. Da quando lavora fuori casa, ogni giorno mi racconta con grande entusiasmo storie di incontri di lavoro, di sogni appena iniziati, di primi obiettivi raggiunti, di un lavoro che gli piace tantissimo, di colleghi/amici con cui sta bene. Mi parla di pranzi al bar, di cene veloci di quando la sera, stanchissimo, torna a casa, e non ha molta voglia di cucinare.
    Della nostalgia dei piatti di casa e dell’impossibilità di prepararli. Prima di tornare mi dice ‘mamma mi faresti i cavatelli con ceci e cozze, piccanti, per quando torno?’.
    E figurati se non te li faccio, gli dico!
    .
    E così oggi ho mantenuto la promessa.
    Come le donne di una volta, ho subito messo a riscaldare un po’ di acqua e messo sulla spianatoia dell’ottima semola rimacinata del @molinomoras che avevo in dispensa. Ho mescolato con una forchetta, per evitare di scottarmi le mani e ho formato una palla consistente, non morbida, da lasciar riposare fintanto che preparavo il condimento e mettevo l’acqua a bollire. Poi ho steso un ‘serpentello’, tagliato piccoli pezzi che ho poi trascinato con la lama piatta di un vecchio coltello di mamma. E così, uno dopo l’altro ho fatto i miei #cavatelli , orgoglio delle tavole pugliesi. Ma il segreto è anche usare una semola di qualità, e questa lo era eccome. L’impasto ottenuto era liscio, elastico e profumato. Davvero buona. Fra qualche giorno la userò per il pane o una piccola #focacciabarese . Poi vi dirò.
    Se volete vedere come si preparano i cavatelli vi lascio un video su instagram.

    Intanto qui vi lascio la ricetta per preparare questo piatto davvero, davvero interessante.

    (adv x Molino Moras)

    Cavatelli, ceci e cozze

    ingredienti: 

    (per due persone)

    - 200 gr di cavatelli

    - 200 gr di cozze sgusciate con la loro acqua

    - 150 gr di ceci precotti

    - due cucchiai di olio extravergine di oliva

    - due spicchi d'aglio

    - 6, 7 pomodorini ciliegino

    - prezzemolo

    - peperoncino o pepe


    Procedimento:

    - Preparare l'acqua per cuocere i cavatelli.

    - in una casseruola capiente versare l'olio e gli spicchi di aglio schiacciati

    - aggiungere i ceci scolati e far amalgamare a fuoco dolce

    - quando i ceci saranno teneri, aggiungere le cozze con la loro acqua

    - nel frattempo cuocere i cavatelli che avranno bisogno di pochi minuti

    - scolare i cavatelli e versarli nella casseruola del condimento.

    - amalgamare per un paio di minuti, aggiungere un filo d'olio e del peperoncino secondo il proprio gusto

    - aggiungere del prezzemolo tritato e servire






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    30 settembre 2021

    Muffin di sfoglia alla crema di nocciole

    Bisognerebbe eliminare dal proprio vocabolario e dalla mente le parole antipatiche,  quelle che fanno venire il cattivo umore. La parola #dieta è una di quelle. Fa pensare a privazioni, sofferenza e soprattutto a desideri repressi. Io sto seguendo un’alimentazione che prevede zero zucchero, porzioni ridotte, molta verdura, pochi carboidrati. Insomma lo sappiamo come sono le diete. I risultati si cominciano a vedere ma come al solito ogni tanto viene fuori il desiderio scatenato. Voglio il muffin, voglio la Nutella, voglio la bisteccona alla Bismarck… e così via.
    Io non sgarro ma mi deprimo un po’.
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    14 giugno 2021

    Torta alle albicocche

    Bisogna cogliere al volo le occasioni della vita. E non pianificare un futuro molto lontano. E così possono succedere cose belle. Oggi all’ora di pranzo ho avuto il piacere di aprire la porta di casa e trovare una sorpresa. Amici che passano a salutarti e si improvvisa all’aperto immediatamente un pranzo veloce con quello che c’è. Un aperitivo tanto desiderato da più di un anno ormai con tartine fatte al volo, due penne ‘alla Norma crudaiola ‘ una tiella al forno di carne e patate, un piatto di ciliege e, mentre si aspetta il caffè, metto in forno la mia torta portafortuna ‘senza bilancia’ alle albicocche con granella di zucchero per fare la crosta croccante. E via a risate dimenticate, al tempo che vola, come se niente fosse successo. Ma sappiamo bene che non è così. Siamo cambiati, ma la voglia di stare insieme resta dentro. E per gli abbracci dovremo ancora aspettare.

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    12 aprile 2021

    Crostata con fragole e crema pasticcera

    Sono sempre più contenta di essere travolta dall'entusiasmo per le ricette facili. Sia perchè le amo anch'io e ogni volta ho sempre il timore di pubblicare qualcosa di scontato, in mezzo al mare magnum di ricette splendide, sia perchè significa che forse rendo un 'servigio' a chi vuole cominciare da zero e ha bisogno proprio di semplicità. 

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    25 febbraio 2021

    marmellata di arance (gelatina)


     Mi direte, ma ancora? 

    Ebbene si. Questa storia della ricerca della marmellata di arance come dico io finalmente ha trovato le sue risposte. Ho cercato le diverse ricette e finalmente ho trovato quelle che cercavo. E si perchè a me non ne piace solo una, ma diverse. Quella cremosa, aspra, con le scorze e la polpa, e quella tipo gelatina tipo quella dell'ikea per intenderci, trasparente e luminosa come l'ambra. 

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    21 febbraio 2021

    Torta di mandarini

    Io amo le ricette semplici. Quelle facili facili della serie metti tutto dentro e gira, per intenderci. È il dilemma che mi porto dentro fin da piccola, quando mia madre prendeva un’unica ciotola, metteva tutti gli ingredienti e con un semplice mestolo di legno preparava delle torte strabilianti. 

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    5 febbraio 2021

    Marmellata di arance e limoni

    Ce l'ho fatta.

    Sono seduta e ora vi racconto.

    La marmellata di arance è da sempre oggetto di ricerca e di studio. Tutti la vogliono come quella confezionata, trasparente e dorata, oppure con quella nota aspra che fa tanto fattaincasa, ma, addentrandosi nella miriade di ricette della rete o di vecchi libri fidati, il risultato non è mai quello desiderato.

    A meno di fare la gelatina di arance con la tanto disprezzata pectina comprata, il risultato non è mai abbastanza trasparente ed elegante. Viene sempre fuori una marmellata arancione carico/scuretto, oppure a crema giallina, e così via.

    Nel tempo si accumulano ricette su ricette, storie su storie che passano di bocca in bocca. 

    Quando ho comprato con entusiasmo i miei bei 15 kg di arance biologiche e i 5 kg di limoni e quando ancora ho ricevuto altri 3 kg di limoni, dopo il primo entusiasmo sono andata nel panico.

    ma poi ho deciso di concentrarmi, studiare e procedere.

    La ricetta ve la racconto, partendo da 1 kg di arance e 500 gr di limoni. 

    Ho messo da parte un'arancia e ho eliminato a tutte le altre e a tutti i limoni le bucce  con un pelapatate, così da non utilizzare la parte bianca.

    Ho messo le bucce in acqua per un giorno,  cambiando l'acqua ogni tanto e facendo aspettare in frigo gli agrumi pelati.

    Il secondo giorno ho eliminato la parte bianca di arance e limoni.

    Ho tagliato a fettine sottili l'arancia intera, tutta la polpa delle altre, ho messo da parte i semi con la parte bianca.

    Ho messo la parte bianca e i semi in una garza che ho legato con uno spago da cucina.

    Ho tagliato a striscioline sottili le bucce.

    In una pentola alta ho messo le bucce, la polpa, e la garza. 

    Ho coperto il tutto con acqua e ho messo sul fuoco a sobbollire.

    Quando le bucce sono diventate tenere ho aggiunto 500 gr di zucchero e ho continuato la cottura per circa 2 ore, eliminando la schiuma che si formava di tanto in tanto.

    Ho tenuto la fiamma medio bassa.

    Ho controllato dopo due ore il livello di cottura versando un pò di liquido su un piattino freddo di freezer, tenendo presente che, se fosse stato liquido avrei dovuto continuare la cottura.

    Infatti così è stato e ho continuato ancora per una mezz'ora.

    Ho eliminato la garza, dopo averla strizzata ben bene.

    Ho versato la marmellata nei barattoli precedentemente sterilizzati, chiuso e capovolto.

    Per eccesso di zelo ho fatto bollire comunque a bagno maria per 20 minuti i barattoli. 

    Dopo 48 ore ho potuto finalmente vedere la marmellata immobile nel barattolo. Fino alla fine ho sempre avuto il timore che non si sarebbe solidificata abbastanza. E invece è diventata proprio come desideravo.

    Il sapore di questa marmellata non è dolcissimo, ma tendente alla frizzantezza energizzante del limone. E questo io l'adoro. 

    Il procedimento è questo, ma per il sapore finale dovrete decidere voi se preferite più verso l'arancia o verso il limone.

    E ora tocca a voi. 




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    3 febbraio 2021

    Focaccia con i carciofi di Celestina




    Ci sono due cose che mangerei sempre, ad ogni ora del giorno: i peperoni e i carciofi.

    D'altro canto la nostra tradizione pugliese mi regala talmente tante ricette, tutte buonissime, ma soprattutto dei prodotti della terra così profumati, che posso gustarli anche senza cuocerli. Fin da bambina ho imparato da mia madre ricette squisite e procedimenti che richiedono manualità. Anche solo pulire il carciofo può essere considerato un'attività di economia domestica, poichè per arrivare al cuore, si rischia di buttarlo tutto. E' un pò come il discorso che faccio sempre sulla pulizia delle cime di rapa o dei broccoli: Per arrivare alla cima devi cercare anche di recuperare il resto. E nei carciofi c'è tutto un procedimento per la 'sfogliatura' che ti consente di recuperare la parte tenera delle foglie che butti. Ma questo è oggetto di un video dimostrativo. 

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    1 febbraio 2021

    Ossobuco e risotto alla milanese

     Il potere  evocativo del cibo. Ovvero come sentirsi a Milano, solo chiudendo gli occhi e assaporando un piatto che ho mangiato solo una volta a Piazza Duomo. E' successo forse tre anni fa, credo di averlo già raccontato. Passeggiavo da sola a Milano, in Galleria. Quando viaggio mi piace dedicare un po’ di tempo passeggiando in solitaria tra stradine, negozi e bar, cercando di cogliere lo spirito di un luogo. E passeggiando nel grigio e nel freddo di Milano la mia attenzione fu attratta da un ristorante con gazebo, pieno di luci calde e gente che mangiava serenamente. Decisi di entrare e pranzare li. E ordinai curiosa il mio primo risotto con ossobuco. Mi arrivó un piatto enorme, profumato e caldo. L’assaggiai e mi commossi. Come mai avevo aspettato tanto prima di fare la conoscenza con questa fantastica ricetta? Ad occhi chiusi mangiavo e sorridevo stupita, dispiaciuta solo di non poterlo condividere con qualcuno, tanto che ad un certo punto aspettai che tornasse il cameriere per dirlo almeno a lui. 

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    23 gennaio 2021

    Focaccia pugliese


    Ce l'abbiamo fatta. Ieri è stata una giornata fantastica. A grande richiesta ho organizzato una diretta per preparare in compagnia la mitica focaccia pugliese, indimenticabile ricordo di chi passa dalla Puglia. 
    Molte volte mi è stato chiesto di fare un video, un tutorial, ma non ci sono mai riuscita, e così ho detto, ma si mi butto e mi sono buttata. 
    Eravate tantissimi davvero ieri, almeno rispetto al solito, e la cosa mi ha fatto piacerissimo. Inoltre subito dopo mi avete scritto in tanti che vi è piaciuto mettere le mani in pasta con me e che vi siete divertiti e che, soprattutto, le millemila focacce che avete preparato sono venute tutte buonissime. 
    Evviva! allora funziona davvero questa ricetta.
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    3 dicembre 2020

    Churros


    Questo periodo non faccio altro che ripensare ai viaggi fatti e sono contenta di avere tanti bellissimi ricordi. 
    Sfoglio il mio blog e mi sento catapultata all’istante nei bei posti che mi hanno fatto sognare. E a flash mi vengono immagini ma anche sapori. Il mio canale sensoriale preferenziale per conservare i ricordi è proprio il gusto e, non ci crederete, ma io ricordo esattamente tutto quello che ho mangiato durante i miei viaggi. Da sempre. 
    Quindi i miei ricordi hanno davvero un buon sapore, oltre che immagini.  
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    23 novembre 2020

    Il Prugnolino



    E chi lo sapeva che esistessero ancora i rosoli?
    io l'ho scoperto grazie ad una giornalista di Milano che si è trasferita qui in Puglia, quasi vicino a casa mia che in una sera d'estate, a cena, ce l'ha offerto. Buono, profumato e ghiacciato.
    Un sorso e via sono piombata indietro nel tempo, nel salotto di mia nonna, con ospiti intorno, la tovaglietta ricamata a punto croce e questi bicchierini con un liquore rosso e profumato, vietato a noi bambini. Poi quando sono diventata grandicella, ho avuto il permesso di scolare l'ultima goccia dal bicchiere di mamma e ho capito il perchè di questo rito magico.  Era proprio una cosa buonissima da offrire all'ospite in segno di benvenuto. 
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    8 novembre 2020

    Torta all'uva


     Con molta difficoltà torno a scrivere.
    Manca la voglia, l'ispirazione e la motivazione. 
    Ho il cellulare pieno di foto che raccontano storie di ricette, ma quando devo pubblicarle, decido di rimandare perchè forse non interessano a nessuno. O meglio, interessa solo una fruizione veloce sui social e basta.
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