3 dicembre 2020

Churros


Questo periodo non faccio altro che ripensare ai viaggi fatti e sono contenta di avere tanti bellissimi ricordi. 
Sfoglio il mio blog e mi sento catapultata all’istante nei bei posti che mi hanno fatto sognare. E a flash mi vengono immagini ma anche sapori. Il mio canale sensoriale preferenziale per conservare i ricordi è proprio il gusto e, non ci crederete, ma io ricordo esattamente tutto quello che ho mangiato durante i miei viaggi. Da sempre. 
Quindi i miei ricordi hanno davvero un buon sapore, oltre che immagini.  

Questi dolci per esempio, i Churros, li ho mangiati solo due volte in vita mia, fino ad oggi. Una volta a Siviglia alle 11 di mattina stupita di non essere riuscita a trovare fino a quell’ora un bar aperto per fare colazione, e una volta a Tokyo, in un grande supermercato dove c’era l’intero mondo gastronomico a disposizione. Avevo deciso che sarebbe stata una delle mie tappe preferite, andare in giro in un negozio immenso per capire prodotti, profumi, ingredienti strani, cibi pronti e cosi via. E io in tutto questo cosa scelsi di assaggiare?  Un Churros lungo 50 cm. Buonissimo come il churros di Siviglia, ottimi in entrambi i ricordi, bollenti, con zucchero e tanta cannella. 

E così in un momento difficile come questo dove il cibo deve avere un suo potere evocativo e consolatorio, un momento di coccole pure per me, ho deciso di prepararli.

E ho fatto bene.

E ora la ricetta, fateli e non ve ne pentirete.


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Churros

Tempo di preparazione:15 minuti

Tempo di cottura : 20 minuti 

Dose per 4 persone

Difficoltà: facilissima


Ingredienti: 

Un cucchiaio colmo di burro o Vallé 

250 di acqua

Un cucchiaino di zucchero + zucchero q.b. per la fase finale

Mezzo cucchaino di sale

175 gr di farina 00

Olio di semi di arachidi per friggere qb

Mezzo cucchiaino di cannella


Procedimento:

Ingredienti

Far sciogliere il burro o Vallè  nell’acqua a cui avrete aggiunto il sale e il cucchiaino di zucchero, fino ad arrivare al bollore.

Spegnere e aggiungere la farina, girando velocemente ed energicamente fino a raggiungere una consistenza morbida 

Mettere l’impasto in una tasca da pasticcere con una bocchetta a stella e stendere tanti bastoncini di circa 15 cm su un foglio di carta forno

Tagliare la carta da forno e adagiarla con due/tre bastoncini direttamente nell’olio caldo

Scolarli prima su una carta assorbente e poi versarli in un piatto dove avrete mescolato zucchero e cannella.

Servire caldissimi.

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23 novembre 2020

Il Prugnolino



E chi lo sapeva che esistessero ancora i rosoli?
io l'ho scoperto grazie ad una giornalista di Milano che si è trasferita qui in Puglia, quasi vicino a casa mia che in una sera d'estate, a cena, ce l'ha offerto. Buono, profumato e ghiacciato.
Un sorso e via sono piombata indietro nel tempo, nel salotto di mia nonna, con ospiti intorno, la tovaglietta ricamata a punto croce e questi bicchierini con un liquore rosso e profumato, vietato a noi bambini. Poi quando sono diventata grandicella, ho avuto il permesso di scolare l'ultima goccia dal bicchiere di mamma e ho capito il perchè di questo rito magico.  Era proprio una cosa buonissima da offrire all'ospite in segno di benvenuto. 

Questi piccoli gesti, che vengono dal passato, ricchi di significato, preziosi per le regole che governavano le case, le famiglie, i rapporti sociali, mi hanno sempre affascinato. E ora sempre più. Ora che abbiamo bisogno sempre più di riscoprire il valore delle cose e degli incontri. E soprattutto di guardarci intorno e vedere quanto la natura ci offra spontaneamente e senza pagare.

Queste bacche sono frequentissime sulle nostre strade, nei nostri campi e io che pensavo fossero solo bacche spinose e velenose. E invece nel suo cuore e in una ricetta semplice che ti chiede solo di avere pazienza, mi ha fatto scoprire un piccolo prezioso dono.

Ora vi metto la foto dei frutti e la ricetta per preparare il liquore. Periodo di raccolta ottobre novembre.



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Il prugnolino


1 litro di alcool a 95°
1 litro di vino bianco (io chardonnay)
700 grammi di zucchero 
1 kg di bacche
1 recipiente a chiusura ermetica


Raccolte le bacche si lavano sotto acqua corrente e si mettono ad asciugare. 
Far macerare con l'alcool per 40 giorni provvedendo a mescolarle ogni 4 giorni circa. 
Passati i 40 giorni si fa sciogliere lo zucchero nel vino bianco e si fa sobbollire finchè si addensa leggermente fino a diventare uno sciroppo profumato.
Si fa raffreddare e si unisce all'alcool e alle bacche, mescolando il tutto.
Si fa nuovamente riposare per 10 giorni.
Alla fine si filtra e s’imbottiglia. 

Alcune ricette consigliano di lasciare imbottigliato il prugnolino per almeno 6 mesi prima di consumarlo, ma noi l'abbiamo assaggiato già dopo un mese.


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8 novembre 2020

Torta all'uva


 Con molta difficoltà torno a scrivere.
Manca la voglia, l'ispirazione e la motivazione. 
Ho il cellulare pieno di foto che raccontano storie di ricette, ma quando devo pubblicarle, decido di rimandare perchè forse non interessano a nessuno. O meglio, interessa solo una fruizione veloce sui social e basta.
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