1 dicembre 2016

Torta di carote e spezie








Mi piace quando arriva dicembre. Ci prende quella strana euforia e ci comportiamo o come bambini contenti e friccicosi o come adulti romantici o come mamme indaffarate anzi indaffaratissime perchè il Natale (già dal 1° di dicembre) sta arrivando e ci sono un sacco di cose da fare e non c'è mai tempo a sufficienza.
Ed ecco che arrivano le telefonate della mia che dice 'quando torni? che qua sta da organizzare per l'Immacolata, la vigilia la facciamo qua o da te? e le cartellate quando cominciamo a prepararle? eh? che non è che ci riduciamo all'ultimo minuto eh? non fare all'uso tuo eh?', 'Mamma ma ci vogliono ancora 25 giorni....', 'Si 25 giorni, che poi sono 23, perchè poi il 24 è già vigilia, ma sai come volano i giorni?'.
Insomma è iniziato il delirio.
E per me è iniziata l'attesa. Non vedo l'ora di riabbracciare i miei figli che tornano. Gli ho già strappato la promessa che quando torneranno staremo i primi quattro giorni almeno, attaccati attaccati, quasi legati da una fune stretta di abbracci. Ne voglio tanti, tutti quelli che ho desiderato e che mi son mancati, più quelli che mi mancheranno quando andranno di nuovo via.
Non mi importa se dicono che sono appiccicosa. Mi mancano tanto, mi manca il loro muoversi in casa intorno a me, mi mancano le loro richieste, i loro desideri, mi mancano gli abbracci scambiati nel corridoio. Lo so che mi ripeto, ma l'attesa, la mancanza, la malinconia, non sono cose che si esauriscono, anzi si, ma poi ricominciano.
E io ho cominciato a sfogliare i miei adorati libri di ricette, scelgo quelle che mi ispirano e inizio a provare impasti di cose buone che poi rifarò di continuo durante i giorni di festa. Mi piace sentire il profumo della cannella e della noce moscata. Metto anche a bollire le scorze d'arancia per far diffondere il profumo in casa. E impasto pane integrale con semi. E inforno mandorle per cominciare a sentire intorno la presenza del torrone che verrà.
Non mi piace preparare l'albero di Natale con molto anticipo ma distribuisco ovunque le prime lucine e accendo dalla mattina le candele. Mi soffermo a pensare al mio papà, al tramonto, mentre bevo il mio caffè e guardo fuori il cielo e quella luce dove spero ci sia lui. E accarezzo la candela e la luce che è sempre con me, pensando che lui con mamma per tutto il mese erano impegnati insieme, vicini vicini a 'girar la manovella' per far cartellate.
E' sempre con me, e così, in quel momento preciso, mi sembra di stare un pò più vicina a lui, a parlare con calma come facevamo noi due.
Insomma, comincio a fermarmi un pò e aspetto carezze che verranno e pensieri belli che portino via le bufere degli ultimi tempi.
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Torta di carote e spezie

Ingredienti

175 g di carote grattugiate
175 g di olio (evo o di arachidi)
175 g di farina autolievitante (o farina + lievito per dolci)
3 uova
100 g di zucchero di canna
una grossa arancia biologica
55 g di noci sgusciate
85 g di uva sultanina
un cucchiaino di cannella in polvere
un cucchiaino di noce moscata in polvere
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio

(Per la guarnizione)
zucchero a velo oppure
200 g di formaggio cremoso
100 g di zucchero a velo
2 cucchiai di succo d'arancia
scorza d' arancia

Procedimento

Mettere l'uvetta in ammollo in acqua tiepida (o liquore se volete). In una ciotola lavorare lo zucchero, l'olio e le uova.
Aggiungere le carote, le noci sminuzzate grossolanamente, l'uvetta, la cannella, la noce moscata, la scorza di arancia e il bicarbonato. Aggiungere la farina e amalgamare il tutto.
Versare l'impasto in una teglia unta e infarinata (o se volete anche foderata di carta da forno) e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti o fino a quando, infilando uno stuzzicadenti ne uscirà asciutto. Far raffreddare e servire o solo spolverizzato con lo zucchero a velo o con una crema morbida ottenuta mescolando formaggio cremoso, zucchero a velo e scorza e succo d'arancia. 

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(tratto dal libro 'Step by step. Cucinare al forno'






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