15 dicembre 2014

I dolci del mio Natale: Panzerottini di Pasta Reale con miele e cannella

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Eravamo circa 25 a tavola. Natale quando arrivava, si faceva precedere dai profumi sublimi del miele caldo, della cannella e del vincotto di fichi. E dopo l’affanno dei giorni che precedevano la vigilia, finalmente, arrivava. E c’era la felicità di incontrare i cuginetti, e poi gli abbracci degli zii e di nonna che profumava anche lei di cose buone. E, nonostante gli ammonimenti di mamma, di stare buoni, di essere educati, di non gridare e correre per i corridoi, non ci riuscivamo proprio a stare fermi. E c’era questo viavai di donne che preparavano la tavola con le tovaglie buone e, la sera della vigilia a casa di zia Omena, accanto all’albero di Natale più bello del mondo (i suoi alberi restano i più belli di tutti ancora….. indimenticabili, come pure i suoi presepi fatti dentro la radice di un albero secco), si mangiavano piatti di pesce e si aspettava la mezzanotte, e si faceva nascere Gesù Bambino cantando ‘tu scendi dalle stelle’. Il più piccolo lo portava nelle mani giunte e gli altri in processione quasi al buio con le candele in mano. E poi nessuno che voleva andare a Messa, perchè troppo stanchi, e si rimandava al giorno dopo.

Il giorno di Natale tutti con i vestiti buoni prima a messa e poi di nuovo a casa di nonna, dove c’era un mitico pranzo a botta di cannelloni con ragù e ragù e tielle di carne al forno con patate. In trepida attesa del grande vaso di terracotta pieno di questi panzerottini al miele con la stecca di cannella spezzettata, che si faceva girare intorno al tavolo. In una danza comandata da Nonna Anna.

E, dopo aver nascosto sotto al piatto la letterina di Natale con la porporina, i genitori fingevano un non credibile stupore e cominciavano a leggere.Si recitava la poesia di Natale, dopo mille interruzioni e mille amnesie e poi si passava a ‘dare il bacetto’ agli zii che di nascosto ti davano sempre qualche moneta. E così stremati di cibo e di poesia si giocava a tombola tutti insieme, prima di addormentarsi tutti quanti i cugini mentre i grandi parlavano e ridevano tra di loro.

Questo è quello che racconto quando mi chiedono del mio Natale di bambina. Questo è quello che ho nel mio cuore. E ogni anno la festa per me non può cominciare se non sento i profumi dei mandarini e dei dolci che sanno di miele caldo e vincotto di fichi.

Preparo sempre quattro tipi di dolci. I panzerottini di Pasta Reale con miele e cannella, le cartellate con vincotto, i ‘fcazz fracd’ e le pettole cresciute. Qui, oggi, la prima ricetta.

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Panzerottini di pasta reale con miele e cannella

(per la pasta reale)

500 g di mandorle sgusciate e spellate

400 g di zucchero

200 g di acqua

1 limone grattugiato

Cannella in polvere secondo il proprio gusto

1 cucchiaio di liquore Strega

Amalgamare tutti gli ingredienti (meno il liquore). Far cuocere a fuoco bassissimo. Schiumare se necessario e far cuocere finchè si addensa (20 minuti circa).

Alla fine aggiungere il liquore.

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(per la pasta)

- 1 kg di farina

- 200 g. di olio di oliva

- vino bianco caldo per impastare

-  1 cucchiaio di grappa o cognac

- 1 l di olio di semi per friggere

- un pizzico di sale

- cannella

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Preparare l'impasto con farina, olio e il vino bianco che serve.
Lavorare bene un pezzo per volta con la macchinetta impastatrice (alla larghezza massima), aggiungendo un pò di farina per non fare attaccare la pasta

Quando la pasta risulta liscia al tatto, spostare la rotellina della macchinetta alla penultima posizione e tirare una sfoglia come quella della lasagna. Disporre la pasta reale come da foto e ‘coprire’ formando dei panzerottini che taglierete con la rotella dentellata o con un tagliabiscotti. Friggere in abbondante olio di semi di arachidi e ‘passare’ nel miele caldo (diluito con un pò di acqua se troppo denso) aromatizzato con cannella in polvere. Servire con stecca di cannella spezzettata grossolanamente.

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7 dicembre 2014

L’Artigiano in Fiera e Artimondo, alla Fiera di Milano

_MG_1531Ogni tanto scompaio, per poi ricomparire dopo qualche giorno, più ricca di cose da raccontare. Cosa ho fatto questa volta? Ho passeggiato nel mondo. Ma davvero davvero eh? Allora provate ad immaginare con me. Arrivo in un posto mai visto prima, completamente circondato da una struttura avveniristica di acciaio e vetro. Immensa. Mi spavento pensando di dover attraversare tutto a piedi. Invece, una volta dentro, scopro che ci sono tanti tapis roulant che mi portano tranquillamente da una parte all’altra. Prendo la mappa che tante ragazze belle e gentili distribuiscono ovunque e cerco di orientarmi e di fare un progetto di visita. Non ho tanto tempo, ma quello che ho non lo sprecherò di certo. Vado a desideri. Ho davanti a me il mondo intero e decido quale paese e cosa voglio visitare in un ordine di priorità dettato dal cuore. E parto. Il mio è un viaggio attraverso le cose belle e buone che l’uomo, con le sue mani e la sua fantasia sa creare. Sono alla Fiera di Milano Rho-Pero (150.000 metri quadrati divisi in otto padiglioni) e il mondo che sto per attraversare è quello multicolorato e multiprofumato de ‘l’Artigiano in Fiera’, dove 3000 artigiani (provenienti da Austria, Brasile, Cina, Colombia, Francia, Georgia, Germania, India, Iran, Israele, Giappone, Kirgizstan, Corea del Sud, Malesia, Malta, Marocco, Messico, Portogallo, Repubblica Dominicana, Romania, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Thailandia, Tibet, Ucraina, Vietnam) offrono agli occhi curiosi dei visitatori, tutto quello che sanno fare.

Vedo gente che arriva (giustamente!) con i carrelli della spesa o con i trolley, perchè, sicuri degli acquisti che faranno, si sono organizzati. E capisco quello che provano, perchè, attraversando i mille corridoi attraverso gli stand espositivi, non puoi fare a meno, dopo aver assaggiato, annusato, guardato, toccato e anche ascoltato, di desiderare di portare a casa queste meraviglie. Mi stupisco di tutto, del tanto che c’è qui, e prendo appunti per poter acquistare poi con calma da casa, dall’e-shop creato appositamente per gli acquisti online, ARTIMONDO, (qui anche la sua pagina fb) tutte le cose che mi son piaciute. Facile fare i regali di Natale o organizzare i futuri acquisti così. Volete sapere cosa desidero comprare (e comprerò!)?. Il burro al profumo di tartufo bianco, la crema d’asina per il corpo, la linea alla stella alpina per il viso, un poncho di angora, una coperta caldissima di lana colorata, prodotta da un artigiano di Prato, delle polacchine coloratissime, pentole fantastiche in alluminio pesante, ecc…. bisogna sapersi fermare perchè ti viene il desiderio di comprare tutto. Ma tanto puoi sempre farlo, perchè sono sempre li pronti per essere acquistati.

Siete ancora in tempo per visitare la fiera che, con ingresso gratuito vi aspetta fino a domani. Io, di sicuro tornerò il prossimo anno.

Vi lascio qui una carrellata di immagini. Immaginate di passeggiare con me…..

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Non posso mettere qui tutte le foto, ma se ne avete voglia potrete guardarle QUI

Al prossimo viaggio!!!!

1 dicembre 2014

Farfalle delle due stagioni (verdure, noci e pomodori secchi) e l’inverno che non c’è

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Oggi primo dicembre. Ovunque alberi di Natale e luci. C’è chi finge anche l’ansia dei regali, guardando con occhi sgranati nelle vetrine, ma subito dopo si allontana distratto, dimenticando già quello che ha visto, e continua a parlare con l’amica o al telefono. L’aria è calda, umida, anzi bagnata. Non è l’aria dei dicembre veri, quella che se andavi in una strada dove qualcuno stava arrostendo le castagne ecco che ti sentivi bambina, stretta nel tuo cappotto, mano nella mano di qualcuno che ti voleva bene. Nemmeno l’odore dei mandarini che volutamente lasci sulle mani, ha più l’effetto della magia dell’inverno. Ricordi? appena assaggiavi il primo mandarino, non clementina, mandarino proprio, quello giallo, ovale e con tanti semi dentro, ecco che una strana sensazione stringeva il tuo cuore. E in un attimo ecco li, la voglia di restare a casa, il profumo delle cartellate e del vincotto, la fretta che metteva mamma, come se stesse per succedere chissà che e non potevamo arrivare impreparate. Quindi bisognava sbrigarsi, sbrigarsi…. per fare cosa? Niente. Prepararsi a fare l’albero, mettere fuori le tovaglie rosse, controllare le luci che dall’anno prima sempre qualcuna rimaneva fulminata. E poi decidere la cena della vigilia (sempre quella: linguine con il baccalà, cime di rapa con il limone, baccalà al sugo e baccalà fritto. E se volevi esagerare, anche baccalà con le olive, tanto che alla fine eri tutta un baccalà e non volevi più sentirne parlare almeno fino all’Immacolata successiva). E poi il pranzo di Natale, sempre con mille antipasti, e i cannelloni e poco ragù e la carne arrostita e poi i lampascioni e le mozzarelle e la frutta e le cartellate e le pettole e ‘ì fcazz fracd’ ecceteraecceteraeccetera….. La certezza delle cose che si ripetono, che non annoiano, ma che danno la sicurezza di un rifugio. Si sa. A Natale si mangiano per forza le stesse cose e se ti azzardi a cambiare o a voler fare la moderna, non è più Natale.

……

E mentre scrivo si è fatto buio. E ha cominciato a diluviare. E sono qui, con la finestra aperta, mentre da fuori entra solo il rumore della pioggia incessante e calda. Fa ancora caldo e ancora indosso la mia maglietta a mezze maniche, con nessun brivido di freddo. E’ una strana sensazione, provare d’istinto l’estate addosso e di ragione sapere di essere in inverno.

Ed è per questo che anche i desideri a tavola diventano ibridi. Prendo dal freezer il contenitore dove conservo le verdure che di solito avanzano (le taglio a pezzi e le metto tutte insieme, mezza zucchina, una fetta di zucca, qualche fetta di peperone, una cipolla, carote un pò vecchie quando ne ho già comprate di fresche, ecc). Scelgo solo le zucchine, e le cipolle, ho una melanzana fresca e mentre decido cosa cucinare, mi assalgono desideri di più stagioni e così…. procedo…..

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Farfalle integrali con verdure e pesto di noci e pomodori secchi.

(per due persone)

- una melanzana

- un paio di zucchine tagliate a pezzi o rondelle

- una cipolla

- due noci

- due pomodori secchi piccoli

- un ciuffo di prezzemolo

- pepe

- olio extravergine di oliva (3 cucchiai)

- Parmigiano

- 100 g di pasta integrale di formato piccolo (io ho usato le farfalle, ma forse erano troppo piccole, infatti ho dovuto usare il cucchiaio, altrimenti mi innervosivo)

In una padella far rosolare dolcemente nell’olio, la cipolla tagliata a pezzi, la melanzana e le zucchine a pezzi. Salare e far cuocere a fuoco dolce le verdure. Nel frattempo mettere sul fuoco l’acqua per la pasta. Quando bolle, salarla, e versare la basta. Su un tagliere tritare le noci e tagliuzzare i pomodori secchi. Versarli nelle verdure e far insaporire. Quando la pasta è ancora molto al dente, scolarla e unirla alle verdure. Saltare a fuoco vivace per un minuto circa. Servire con pepe, parmigiano e prezzemolo tritato.

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