23 novembre 2020

Il Prugnolino



E chi lo sapeva che esistessero ancora i rosoli?
io l'ho scoperto grazie ad una giornalista di Milano che si è trasferita qui in Puglia, quasi vicino a casa mia che in una sera d'estate, a cena, ce l'ha offerto. Buono, profumato e ghiacciato.
Un sorso e via sono piombata indietro nel tempo, nel salotto di mia nonna, con ospiti intorno, la tovaglietta ricamata a punto croce e questi bicchierini con un liquore rosso e profumato, vietato a noi bambini. Poi quando sono diventata grandicella, ho avuto il permesso di scolare l'ultima goccia dal bicchiere di mamma e ho capito il perchè di questo rito magico.  Era proprio una cosa buonissima da offrire all'ospite in segno di benvenuto. 

Questi piccoli gesti, che vengono dal passato, ricchi di significato, preziosi per le regole che governavano le case, le famiglie, i rapporti sociali, mi hanno sempre affascinato. E ora sempre più. Ora che abbiamo bisogno sempre più di riscoprire il valore delle cose e degli incontri. E soprattutto di guardarci intorno e vedere quanto la natura ci offra spontaneamente e senza pagare.

Queste bacche sono frequentissime sulle nostre strade, nei nostri campi e io che pensavo fossero solo bacche spinose e velenose. E invece nel suo cuore e in una ricetta semplice che ti chiede solo di avere pazienza, mi ha fatto scoprire un piccolo prezioso dono.

Ora vi metto la foto dei frutti e la ricetta per preparare il liquore. Periodo di raccolta ottobre novembre.



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Il prugnolino


1 litro di alcool a 95°
1 litro di vino bianco (io chardonnay)
700 grammi di zucchero 
1 kg di bacche
1 recipiente a chiusura ermetica


Raccolte le bacche si lavano sotto acqua corrente e si mettono ad asciugare. 
Far macerare con l'alcool per 40 giorni provvedendo a mescolarle ogni 4 giorni circa. 
Passati i 40 giorni si fa sciogliere lo zucchero nel vino bianco e si fa sobbollire finchè si addensa leggermente fino a diventare uno sciroppo profumato.
Si fa raffreddare e si unisce all'alcool e alle bacche, mescolando il tutto.
Si fa nuovamente riposare per 10 giorni.
Alla fine si filtra e s’imbottiglia. 

Alcune ricette consigliano di lasciare imbottigliato il prugnolino per almeno 6 mesi prima di consumarlo, ma noi l'abbiamo assaggiato già dopo un mese.


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8 commenti

  1. Ciao Anna! Queste bacche sembrano quella specie di mirto selvatico che si incontra per le stradine di campagna...
    Il rosolio/liquore che facciamo spesso in famiglia è quello con i noccioli di amarena...quando le riusciamo a trovare!

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    Risposte
    1. Ciao ci sono le bacche di prugnolo dei cespugli spinosi che sono diverse dalle bacche di mirto.
      Io il prossimo
      Anno farò anche quello di noccioli. Mi
      Mandi la ricetta per favore?
      Grazie
      Anna

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    2. Ciao ci sono le bacche di prugnolo dei cespugli spinosi che sono diverse dalle bacche di mirto.
      Io il prossimo
      Anno farò anche quello di noccioli. Mi
      Mandi la ricetta per favore?
      Grazie
      Anna

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    3. Anna, potresti mettere la foto del cespuglio per cortesia?

      Elimina
    4. mandami un indirizzo mail e te la mando

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  2. Allora noi facciamo di solito tutti i noccioli che avanzano quando facciamo o le amarene sciroppate o la marmellata...quindi non so dirti il peso preciso. Posso solo dirti che intere le amarene erano 3 kg!
    Lascia macerare i noccioli in mezzo litro di alcool 95/96% per una quarantina di giorni in un contenitore ermetico andando ad agitare di tanto in tanto.
    Trascorso questo periodo si fa uno sciroppo con 500 ml di acqua e 370g di zucchero. Si versa lo sciroppo nel contenitore, si agita un pochino giusto per amalgamare il tutto e poi si filtra dal fazzoletto come si faceva un tempo. Mescola ancora un pochino e si può imbottigliare. Si aspetta una decina di giorni e poi si può consumare freddissimo da congelatore perché non si congelerà! È buonissimo!

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  3. grazie mille Gabriella
    un abbraccio

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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