7 aprile 2020

Ciucciarelli e taralloni di Pasqua

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E' quasi Pasqua. E quest'anno ha per me un significato particolare. E' la prima volta che preparo i ciucciarelli da sola. E questa cosa mi riempie di grande tristezza. Tutto quello che ogni anno della mia vita è successo durante questo periodo è raccontato in un vecchio, divertente post che ho scritto tanto tempo fa. Ed è talmente bello che non posso riscriverlo più bello di così.

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30 marzo 2016

Pasquetta al mare

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Erano giorni che guardavamo di continuo le previsioni del tempo. Quella benedetta goccia di pioggia prevista dalle 13 alle 18 ci stava fregando ed eravamo li li per desistere e cancellare tutti i piani per un’uscita all’aria aperta. Però io ho cominciato a fare la prepotente con il meteo e mi sono convinta che quella goccia non l’avrebbe spuntata. Confidavo nel repentino cambiamento di ‘umore’ del tempo anche in positivo. Infatti non era la prima volta che le previsioni ‘portavano pioggia’ per poi stupirci con un sole caldo. Ho sempre pensato che dietro questi meteo si nasconda un sadico che si diverte a predire il peggio per non far organizzare niente alla gente. Forse un uomo solo che invidia gli altri che hanno amici e voglia di uscire.

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Due giorni prima mando un messaggio ai miei amici che dice ‘Programma per Pasquetta: nel cesto da picnic metteremo  fritta di asparagi, pizza di carne, ratatouille di verdure colorate, orecchiette con funghi, salsiccia e gnumeredd con fornacella, verdure crude, ciucciarelli, pastiera, rum, passito e macchinetta per il caffè. Interessa? ah! portiamo anche la chitarra.’-

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E così con timoroso entusiasmo (per il tempo incerto e per la paura di scoppiare dopo la maratona di Pasqua) hanno aderito 4 amici. Caricato il cesto, i viveri ancora caldi, il tavolino, altri due sgabelli, la fornacella, i carboni, la tenda parasole per ripararci in caso di pioggia, la chitarra e il fornelletto per il caffè, siamo partiti. Abbiamo scelto un pezzo di mare di cristallo, una piscina naturale, con venticello frizzante annesso, passeggiata su scogli profumati, ancora non occupato da altri vacanzieri. E dalle 13 alle 18 non ci siamo mossi. Abbiamo vissuto il primo giorno di primavera, con la spensieratezza di bambini che giocano con i racchettoni e fanno volare l’aquilone, che mangiano dimenticando ancora per un giorno la dieta, che cantano per la milionesima volta sempre le stesse canzoni, e brindano felici per una leggera sensazione di libertà. Pura e semplice come quando eravamo bambini e ci portavano il primo giorno di tepore, sulla spiaggia a giocare. E già con quei pochi raggi di sole riuscivi ad assaporare l’emozione dell’estate che è più vicina dell’inverno ormai alle spalle.

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Abbiamo vissuto una bellissima giornata ridendo e dimenticando le ansie e i pensieri, seguendo il ritmo dell’acqua trasparente sulla spiaggia, respirando l’aria di una promessa che verrà. E che avrà il sapore dei panzerotti sugli scogli, delle notti di luna piena sulla spiaggia, degli spritz al volo seguiti dagli spaghetti con le cozze. E del caldo sulla pelle e delle albe attese in campagna. Della compagnia e dei pensieri cacciati via, per godere del momento. Che tanto quello solo è sicuro ed è meglio fermarlo quando puoi. E siamo già in attesa della bella stagione. 

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20 aprile 2014

Buona Pasqua 2014

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Andiamo avanti, e con il peso di un lungo inverno, buio a volte anche nel cuore, continuiamo la nostra strada verso la luce. E’ tempo di rinascita. E’ tempo di abbracci. Ne abbiamo tutti bisogno. Dimentichiamo per un momento i pensieri grigi e i sentimenti negativi che ci allontanano. E’ tempo di colori e di luci negli occhi.

Vogliamoci bene e andiamo avanti con progetti di amicizia e di incontri.

Buona Pasqua di rinascita a tutti noi!

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2 aprile 2013

Tripudio di ricette della mia Pasquetta al trullo

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Eccomi qua, che mi regalo un momento di stop e, come vecchie amiche davanti ad un caffè, vi racconto com’è andata. Com’è andata? Come avevo previsto e raccontata due post fa. Il tempo è stato clemente, 20 gradi fino alle 12,00. Poi ha cominciato a rinfrescarsi un pò, ma si stava bene tra dentro il trullo e fuori all’aria aperta, in un viavai di gente indaffarata e cose da fare. Allegria, scherzi, battute e tante cose buone da preparare. Volevamo sperimentare il forno a legna e così abbiamo cucinato tutto, tutto al forno. Che se andava male l’esperimento dovevamo mangiare solo finocchi crudi e basta. Invece le pagnotte di pane son venute benissimo, croccantissime fuori e soffici dentro. Il casatiello, prima volta per me, è fantastico, assolutamente NON DA DIETA (un pezzo corrisponde a due giorni di pasti di dieta), ma si potrebbe morire felici con il pezzo di casatiello in bocca…. Poi la torta pasqualina (prima volta anche quella, ma, si sa, io improvviso!) ha stupito tutti. Le cicorielle e le bietole erano della mia campagna, assolutamente biologiche (per i puristi), le uova del contadino (come dicono i cultori, uova di galline felici), la ricotta di un caseificio artigianale che se non arrivi presto la mattina e la compri ancora calda, non ne trovi più e lo devi prenotare per il giorno dopo. E Poi abbiamo mangiato sul pane appena uscito dal forno, le acciughe salate, dissalate e lavate con l’aceto e condite con olio (dei miei uliviiii!!!) e prezzemolo (della mia aiuolaaaaaaaa). Scusate se grido, ma ero orgogliosa di tutto ciò. E c’era anche altro….

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E questi erano solo gli antipasti. Il primo era un tegame di coccio di orecchiette con mozzarella e ragù di polpette, cotte al forno a legna.

a7a8 Secondi: marretto con alloro, lampascioni e cipolle bianche a gogò. Carne arrostita sulla brace. contorni di Ratatouille di verdure colorate e patate al rosmarino. Latticini. C’era una persona che ha detto prima di mangiare che stava per convertirsi alla religione ‘contro i mangiatori di agnello’ ma poi ha rimandato al prossimo anno. Per favore non rompete con il fatto dell’agnello a pasqua. Rispettate le scelte.

Macedonia di fragoloni, banane, ananas con zucchero limone e menta.

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Colomba di pasta di mandorle (di mia cognata pasticcera, yummm), colomba normale ma speciale, ciucciarelli con glassa fatti dalla mia mamma e da me.

Caffè e…. basta.

Pomeriggio con memorial per Jannacci e Califano. Passeggiata e via….

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30 marzo 2013

Buona Pasqua 2013

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Per un momento mi guardo indietro. E vedo qui sul mio blog, tra le mie parole, il ripetersi di pensieri che sottolineano come una magia, il miracolo della vita che si rinnova. Ad ogni primavera la vita rinasce per davvero. e ritrovo lo stupore dei fiori di ciliegio che si aprono a noi, dei profumi che sanno di fermento. Di bulbi che spuntano assonnati dalla terra ancora fredda. E di mani, come le mie, che si aprono alla speranza. Ancora, con paura, ma che accettano di sperare che la vita porti sempre gioia e cose belle.

E’ per questo che ogni anno preparo il mio piatto di semi da mettere a germogliare sotto il letto, per stupirmi ogni volta di ritrovare le piantine già alte, pallide, in attesa della Pasqua, per rinnovare il miracolo della vita.

Come loro, pallida nell’animo, chiuderò gli occhi e mostrerò il mio viso al Sole, affinchè nuova linfa, verde di vita nuova, torni a scorrere con fiducia. E aprirò il mio cuore, ancora freddo, per riempirlo di colori e abbracci.

La Pasqua è arrivata. E sa ancora di di voci di bambini, di attesa di uova di cioccolata, di fughe in campagna, di attese di asparagi e fiori di muscari, di sguardi verso la bella stagione.

La Pasqua è arrivata. E sa di vita nuova. Auguri a tutti, tutti, tutti voi.

a8 (la mia ricetta preparata per Vallè)

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28 marzo 2013

Pane di mais al timo per il picnic di Pasquetta

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Quasi si sente il rumore delle rotelle che girano velocemente per decidere quali ricette preparare per il lunedi di Pasquetta. Intanto ci prepariamo mentalmente per un picnic. Poi se piove ci infiliamo dentro, al riparo e trasformiamo il tutto in un santo pranzo di campagna, pieno di cose buone, condite con canzoni alla chitarra. Le donne si sbizzarriranno ai fornelli, preparanno teglie da infilare nel forno a legna e si scontreranno i sederi per muoversi in una piccola cucina di campagna. Gli uomini di buona volontà faranno i lavori ‘da uomini’ accanto al forno, parlando di politica e di posizione della legna, alcuni. Altri non faranno un bel niente e parleranno solo di politica perchè hanno le mani delicate o perchè realmente incapaci di ‘menare le mani’. Altri aiuteranno le donne in casa, perchè gentiluomini. E nell’allegro casino generale, al suono di ‘a tavolaaaaaaaaaaaaa’, inizierà l’incontro goloiardico che vedrà sparire lentamente e inesorabilmente tutto il ben di Dio che avremo preparato, fino al calare del giorno. Piccola passeggiata umida per la pioggia che forse cadrà, in cerca di asparagi che aspettano ancora il sole per poter spuntare. Riflessione sulla meraviglia della nostra campagna che è già tutta verde e con le gemme già pronte per scoppiare prima in fiori e poi in ciliege. Riorganizzazione e annotazioni mentali dei lavori da fare. Insieme faremo programmi per l’estate che si avvicina e ci riempiremo di speranze di cose belle. E poi all’improvviso ci stupiremo perchè ci ritroveremo a pensare di nuovo, ancora,  alla cena.

E si perchè noi siamo capaci di tutto questo.

E ora un suggerimento di un pane buono preparato pensando alla Pasquetta, ricetta trovata su un giornale tanto tempo fa, provata e modificata con successo.

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Pane di mais al timo

- 200 g di fioretto di mai

- 350 di farina 00

- una bustina di lievito di birra secco

- una noce di burro buono o 3 cucchiai di olio di oliva extravergine

- un cucchiaino di malto d’orzo o di zucchero o di miele

- 2 cucchiaini di sale fino

- rametto di timo fresco

In una ciotola amalgamare il lievito con un pugno di farina 00, il malto ( o lo zucchero o il miele) e mezzo bicchiere d’acqua. Lasciare a riposo per una mezz’oretta, per far esplodere di vita il lievito. Nel frattempo miscelare le due farine, il sale, il timo. Aggiungere il lievitino e il grasso scelto (burro o olio), l’acqua tiepida nella quantità che ne assorbe e lavorare. Ovviamente si può lavorare l’impasto anche nell’impastatrice con il gancio. Far lievitare per circa due ore. Fare le pieghe, dare la forma, aspettare ancora una mezz’oretta e infornare a 220° (al forno mio eh?).

Abbinare salumi profumati e formaggi molli.

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18 marzo 2013

Pace

ridottepalme55  Pensavo fosse arrivata la primavera. Ma sabato scorso per un attimo siamo rimasti tutti stupiti, aprendo la finestra. Ma cos’era quello che si vedeva volare? L’aria gelida era piena di petali bianchi che svolazzavano qua e la… oppure…. era neve? Ma si era neve, ed era arrivata puntuale per rendere speciale la giornata del mio corso per l’intreccio dei rami di ulivo. Amiche che son venute da lontano hanno lasciato la loro casa con il sole e, man mano che si avvicinavano al mio paese, son rimaste sbalordite, quasi si trovassero in un altro tempo e molto distanti da qui, di fronte ad una tormenta di neve. Comunque siamo andate tutte al mio magico trullo, dove ci aspettava un camino acceso,  cose calde da bere e una crostata di ricotta e ciliege, e un corso dove imparare ad intrecciare rami di ulivo. E la magia c’è stata. E’ bello ritrovarsi, tra donne che non si conoscono tra loro, e cominciare a parlare come se invece ci si conoscesse da sempre. Davanti ad un camino e a cose buone da mangiare, si crea subito empatia. E poi c’era la curiosità, tanta, per quello che dovevamo imparare e fare. Abbiamo cominciato a parlare, a spiegare, a raccontare. Poi siamo andate fuori, al fresco, tra petali di ciliegi che volavano e neve che cadeva e abbiamo raccolto i rami buoni per l’intreccio.

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E poi di corsa dentro, con la luce del sole che stranamente splendeva nonostante tutto. E insieme abbiamo imparato un rito antico che nella sua semplicità parla del tempo che abbiamo dedicato a chi riceverà quel ramo, della cura nel renderlo perfetto e bello, del momento in cui, innalzato al cielo, sarà benedetto per portare pace nelle case. Grazie a chi ha partecipato e reso bella, con il suo entusiasmo, questa giornata.

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2 aprile 2010

Ciucciarelli di Pasqua

E' arrivato il tempo di fermarsi per un pò. Ho chiesto tanto da me stessa, ho corso e lavorato tanto, ho seguito tante cose, ma ora ho bisogno di riposare qualche giorno. Sento intorno a me la frenesia dei preparativi pasquali e mi dispiace di non essere riuscita quest'anno a seguire i riti che mi hanno sempre affascinato fin da piccola. Il rito dei Sepolcri da visitare, la processione dei Misteri dei Venerdì Sando che hanno spostato alla Domenica delle Palme lasciandomi perplessa e arrabbiata perchè le tradizioni sono tali quando non cambiano.
Ma la cosa che non cambia mai è la preparazione dei 'ciucciarelli' di Pasqua, tipici dolci  di biscotto all'uovo, preparati in casa e cotto nel forno a legna del paese e ricoperti di 'gilèp' (naspro o giulebbe) che sarebbe un quintale di candida glassa di zucchero. Io non li ho mai preparati e questi che vedete sono quelli fatti dalla mia mitica mamma che però ogni anno fa la sua corsa sotto sotto Pasqua per regalarli freschi. E ogni anno si assiste alla sparizione improvvisa di mamma che va dalla 'signora di sopra' o dalla zia o dalle amiche per aiutarle a fare o i ciucciarelli o il gilèp, perchè come li fa lei non li fa nessuno.
Ah! la mia mamma. In questi giorni frenetici stanno venendo fuori tante di quegli aneddoti che mi fanno ridere che prima o poi scriverò. 
Ora faccio a tutti voi i miei auguri per una felice e serena Pasqua... e ci rivediamo dopo le feste.

Ciucciarelli di Pasqua
 - 2 cucchiai di zucchero
- 8 uova
- 50 g di olio
- 50 g di liquore
- 1 cucchiaino di bicarbonato
- farina q.b.
- un cucchiaino di sale fino

impastare gli ingredienti e formare un salame grosso da tagliare a tocchetti. Schiacciare ciascun pezzocon il matterello fino a raggiungere lo spessore di un dito. Dare la forma tipica del ciucciarello ( tipo un ideogramma cinese!!!) e metterli sulla spianatoia. Portare ad ebollizione una pentola capiente di acqua e immergere i ciucciarelli pochi per volta.
Quando vengono a galla scolarli e rimetterli ad asciugare su un canovaccio. Infornare a 180°-200° o, meglio nel forno a legna, fino a quando diventano dorati e gonfi.

Gilèp (giulebbe)
- 1 kg di zucchero
- 250 g di acqua
- 2 albumi

Preparare lo sciroppo di zucchero facendo bollire lo zucchero nell'acqua. Montare a neve fermissima gli albumi e, lentamente, versare lo sciroppo, mescolando.
Immergere i ciucciarelli solo su una facciata e metterli a riposare sulla spianatoia.

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23 marzo 2010

La piantina di Pasqua

E' così che comincia la primavera...
Con una pianta lasciata crescere al buio e poi vestita di fiori in una settimana di passione. Con il viso che si lascia bagnare dalla pioggia che ancora ti sorprende mentre gioivi per il sole. Con le piante delle rose e dei lillà che mettono radici nell'acqua e vogliono andare a vivere nella terra. E l'ulivo che chiede di essere spogliato. E i ciliegi che lentamente si vestono di bianco. E la luce che inonda sempre prima il tuo risveglio. E una strana frenesia, dietro la tua finestra, che si   trasforma in canto. Ho passeggiato per i campi bagnati di pioggia mentre un profumo di fiori nuovi si spandeva intorno a me. E' bello vedere che ogni anno la terra mantiene le sue promesse e ti regala le sue magie per il tempo che ti è concesso. E scandisce con la sua calma un ritmo che dovresti fare tuo, fermandoti, assaporando, gustando lentamente questo grande dono che è la vita che rinasce.
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12 marzo 2010

I germogli e la pioggia

La pioggia porta con se non solo malinconia. Evoca anche emozioni e si allinea perfettamente a questo che è il tempo della Quaresima. Durante l'ultimo infinito temporale che ha allagato tutta la mia terra ho trascorso un pò di tempo dietro la mia finestra ad osservare attraverso la cascata del cielo, il mondo di fuori.
Un passerotto ignaro della mia presenza, ma intirizzito dal freddo e rincuorato dal mio davanzale, si è fermato per un pò con me. E all'improvviso mi son ritrovata a pensare alla Settimana Santa e alla Pasqua che per me, forse più del Natale, mi comunica una fortissima emozione. Un senso di rinascita. E ripercorro con la mente quello che fin da bambina la mia mamma mi ha insegnato. Tra le tante cose, la piantina di germogli cresciuti al buio, da offrire al Sepolcro.
E così ho raccolto in una ciotola bianca l'acqua che cadeva dal cielo, e ho posato su un letto di ovatta bianca dei legumi che, al buio, diventeranno bianche piantine da offrire in dono.


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