23 novembre 2018

Polpettine di ricotta e erbe aromatiche in brodo vegetale

Quest'anno, stranamente, c'è un'incredibile voglia di freddo, di casa, di Natale.
Anch'io non vedo l'ora che arrivi questo momento. Ho bisogno di magia, di ritorni a casa e di incontri. Fra poco inizierò a mettere le mani nella farina per impastare dolci buoni e profumati di spezie. E nel frattempo sfoglio libri di zuppe e rubo ricette buone dalle amiche. 
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6 ottobre 2016

Riso e zucca arrostita con rosmarino e aglio

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E’ una di quelle giornate incerte. La pioggia arriva all’improvviso con un cielo nero e minaccioso. Bagna tutte le piante e il terrazzo, lava via la polvere nera di questa città e tutto risplende di nuovo. Ho dovuto mettere da parte i miei programmi di uscita, per andare a comprare una nuova agenda, per riportare tutti gli impegni presi già fino a maggio del prossimo anno. Perchè piove. Poi all’improvviso da dietro una nuvola nera, sbuca il sole e crea un paesaggio strano e misterioso, fatto di luce fortissima che colora d’arancione alcune facciate di palazzi e di ombre scure su altre facciate, tanto scure da percepire anche il freddo che potrebbe arrivarti fin nelle ossa, quando sai che li manca il sole. E guardando in alto non si sa ancora se le nuvole dell’orizzonte porteranno pioggia o se saranno innocue. Intanto mi preparo da mangiare qualcosa, poi ci penserò.

Mi piace cucinare per me, perchè solo così posso sperimentare accostamenti nuovi secondo l’ispirazione, senza il timore di sbagliare e senza la responsabilità di dover tenere conto di gusti altrui. Così ho aperto il frigo e mi ha guardato per un attimo una zucca piccola che qualcuno mi ha regalato pochi giorni fa. E mi son detta ‘va bene, e zucca sia’.

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L’ho tagliata con molta difficoltà a fette. Aveva una scorza durissima, verdone scuro, a protezione di una polpa soda e non molto spessa. Ho raccolto i semi e li ho conservati per piantarli in campagna. Ho tagliato tutto a fette, le ho sbucciate e le ho sistemate in una teglia da forno. Ho raccolto un paio di rametti di rosmarino, li ho lavati e ho staccato gli aghi, distribuendoli sulle fette. Ho sbucciato e tagliato a fette uno spicchio d’aglio che è andato a far compagnia al rosmarino. Poco sale, un filo d’olio e via nel forno. Nel frattempo ho semplicemente lessato una tazza di riso in acqua salata. Quando tutto è cotto, la zucca era diventata morbida e profumata, il riso leggermente al dente. Ho versato il riso nella teglia della zucca e li ho fatti abbracciare. Ho messo il tutto nel piatto, con l’acquolina in bocca perchè intorno intanto si era sparso un profumo meraviglioso. E guardando fuori dalla finestra la pioggia che nel frattempo era tornata, ho gustato il mio piatto di riso e zucca profumata.

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9 marzo 2012

Ali di pollo croccanti con patate al rosmarino


Oggi parlo di umiltà. Con umiltà.
E' da tempo che dico che sto camminando sulla mia strada, liberandomi dalle cose superflue. Si ritrova spesso nei miei post questa esigenza. E piano piano anche le mie ricette stanno diventando essenziali e povere. 
Ma paradossalmente tutto ciò mi sta arricchendo dentro.
Sto accumulando amicizie e momenti di leggerezza che come palloni pieni d'aria mi riportano a galla quando sento di affondare.
Sto leggendo libri di storie che mi fanno compagnia, perchè simili alla mia.
Sto incontrando gente grata alla vita per quello che ha, soprattutto perchè ha riscoperto l'importanza delle piccole cose, e questo porta gioia.
La ricercatezza nel vestire, nel porsi come migliore degli altri, come più brava a cercare gli ingredienti rari per le proprie ricette, non mi appartiene.
La supponenza nello snobbare le scelte altrui e magari anche nel farsi la risatina ironica, o lo sguardo sorpreso con occhi sgranati dall'orrore davanti ad una margarina, la lascio agli altri.
Voglio essere più rilassata nell'accettare le cattiverie gratuite e dire 'pazienza'.
Anche perchè a spruzzare acido si rischia di corrodere la terra che ti circonda, e a rimanere sola con la corte che ti sei creata nel tuo castello, lasciando un mondo di amicizie fuori.
Le strade solitarie o con poche persone io le lascio a chi disprezza la folla allegra e caciarona di blogger incoscienti che mettono margarina nelle torte, mangiano maionese, o si preparano tartine con formaggi spalmabili non fatti propriamente dal contadino.
Non è buonismo stupido. E non è nemmeno un'altra forma di supponenza, come qualcuno sicuramente obietterà, ma qui poi si aprirebbe una diatriba infinita.....
E' solo un'esigenza di pulizia e di allegria. 
Ne ho bisogno come l'aria di una nuova stagione.

Ho preparato un piatto che costa poco, sembra povero, ma è buonissimo e porta davvero appetito e allegria  sia nelle giornate in cui hai poco tempo, sia nelle serate improvvisate con gli amici.
Lo condivido con chi passa di qui, proprio perchè sa di umiltà. 
Chissà che direbbe il pollo, vedendo che sto elogiando solo le sue alette e non la sua coscia tenera o il suo petto consistente e versatile.


Ali di pollo croccanti con patate al rosmarimo

- ali di pollo spuntate
-  pangrattato
- sale fino
- patate
- rosmarino
- olio extravergine di oliva
- vino bianco secco
- pomodorini

Spuntare le ali di pollo, privarle di eventuali filamenti e lavarle con un pò di vino bianco.
Asciugarle tamponando con carta assorbente da cucina.
In una coppa versare il pangrattato,  poco sale e le ali.
Tagliare a cubetti le patate, metterle in un recipiente con sale, un filo d'olio e il rosmarino.
In una teglia antiaderente sistemare da un lato le alette dopo aver eliminato il pane in eccesso, scuotendole, e dall'altro le patate.
Infornare a 220° e aprire il forno solo quando si intravede la crosticina sia sulle alette che sulle patate.
Aggiungere un pò di vino bianco e continuare la cottura fino a quando sarà evaporato.
A piacere si può anche accompagnare nel piatto con un'insalata di pomodorini e..... udite udite.... anche con un pò di maionese.......

Sento l'urlo dei salutisti, ma voi vedete la mia espressione di godimento?



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10 novembre 2010

Tortini alle mele e fiori di rosmarino con crema pasticcera calda


Se si potessero scorrere le immagini lungo la linea del tempo, come in quei film dove le auto e le persone corrono veloci e le nuvole si dissolvono o si formano mentre il sole sorge e tramonta,  e le piante nascono, fioriscono e muoiono....sarebbe bello e stupefacente poter vedere come dentro e fuori di noi si avvicendano i cambiamenti.
Quasi ci si stupisce di noi stessi.
E come se nella vita ci fosse una curva che sale, durante la quale si accumula, di tutto, esperienze, abiti, ricordi, gusti, voglia di cose diverse, le più strane...... e poi lentamente la curva diventa pianura, e si comincia a buttar via il superfluo, troppi anelli, catenine, troppi fronzoli, troppi ingredienti nei cibi, troppa gente da ascoltare, troppi ricordi di viaggio accumulati, perfino troppi numeri di telefono inutili, troppi biglietti da visita legati a nomi e volti ormai scomparsi dalla nostra mente, troppi pensieri di cui liberarsi, troppi progetti ancora da realizzare...........
E allora cominci ad abbandonare per strada il superfluo.
E continui a viaggiare con poche cose importanti. La gente la cui compagnia ti da davvero piacere e con cui il tempo diventa ricco e prezioso, gli abiti che ti son sempre stati comodi ma che piacevano solo a te,  i caffè nei bar con amici di passaggio che diventano momenti di confidenze fatte al volo, col cuore.... progetti da realizzare subito, hic et nunc, per non voler più aspettare. Anche perchè ti accorgi che quello che pensi è bello (vedi CIBINLIBRI e questo ti rende felice.... 
E scegli che la colonna sonora della tua vita e del tuo blog sia dolce e piena di cose serene, e di belle persone.
Anche in cucina i gusti non vogliono folla di sapori. E così scegli due, tre elementi, magari con la voglia di osare, e cammini su una strada nuova.


Tortini alle mele e fiori di rosmarino con crema pasticcera calda

- 300 g di farina
- 150 g di zucchero
- 50 di olio extravergine di oliva (o 70 di burro o 70 di olio si semi)
- 3-4 uova
- 2-3 mele
- fiori e aghi di rosmarino (un rametto piccolo)
- lievito per dolci
- crema pasticcera (preparata con 500 g di latte, 2 tuorli, 2 cucchiai rasi di farina, 2 cucchiai di zucchero)

Unire e lavorare uova e zucchero- Aggiungere l'olio (o il burro ammorbidito), infine la farina e il lievito setacciati.
Lavare, sbucciare e tagliare a pezzi le mele e aggiungerle all'impasto. Spezzettare finemente circa 15 aghi di rosmarino (non esagerare, perchè deve sentirsi 'da lontano' il profumo, e non essere predominante). regolatevi secondo il gusto personale.
Aggiungere i fiori e conservarne qualcuno per la decorazione.
Versare nei pirottini o nei contenitori per merendine di alluminio o di silicone, infarinando ove necessario... e infornare a 180° fino a doratura.

Servire con crema pasticcera calda e decorare con i fiorellini di rosmarino.
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18 marzo 2010

Crema di lenticchie con gamberi al rosmarino e bruschetta all'aglio

I lavori del trullo procedono. A rilento ma procedono. Tutti coloro che hanno vissuto l'esperienza della ristrutturazione di un qualcosa,  SANNO che è un inferno in cui i diavoli si scatenano e inforcano le vittime malcapitate nella figura dei proprietari.
Innanzitutto premetto che: non ho niente da dire sulle categorie dei carpentieri, elettricisti, intonacisti, trullari, paretari (x gli alieni: costruttori di muretti a secco), se lavorano bene e fanno il loro dovere. Ma non se cominciano a trovare la scusa della pioggia (quando devono lavorare all'interno!!!), scuse sul  muro non venuto esattamente a piombo ('signò l'hai voluto tu grezzo e non allisciato!'), e sull'intonaco venuto scuro ('signò io ho lavorato a Bressanone e li, che ne capiscono, fanno tutti quest'intonaco marroncino!', ' e io sul contratto ti avevo detto BIANCO!!!, non ne capirò come quelli di Bressanone, non me ne vogliano per carità, ma io lo voglio BIANCO...), sull'angolo non proprio a 90° ('signò mi sono ispirato alle pareti tipiche del trullo che sono storte!')..... insomma devo continuare? La primavera è alle porte e io sono stanca di fare il capocantiere di un cantiere rallentato e inefficiente, per non dire di peggio che finisce sempre in '...efficiente'.
Bene ci siamo sfogati, allineamoci al clima di questa splendida stagione che è (leggi dovrebbe essere) la primavera e sentiamo dentro di noi il clima della rinascita.
Traduzione: io ho voglia di cose nuove, di un viaggio, di uscire, di fare le pulizie di primavera estese a tutti gli ambiti della mia vita, casa, campagna, armadio, progetti..... taglio di capelli, colore degli occhi anzi delle mie lenti a contatto, colore dei vestiti, vestiti nuovi, peso (quello è un'illusione), sport (altra  illusione)...., ricette... provare nuovi sapori....
Insomma a quanto pare questa primavera fa più male che bene.
E oggi, all'insegna della novità, ho utlizzato gli ingredienti di una ricetta tradizionale per creare (o meglio assemblare) un piatto originale.
Che è stato molto apprezzato dal pargolo metallaro che si è espresso con occhi chiusi e sognanti, un ampio giro di mano roteante sottolineando il tutto  dal suono 'MMMMMMMMMMMMMM'.
Crema di lenticchie con gamberi al rosmarino e bruschetta all'aglio
- lenticchie
- sedano
- prezzemolo
- aglio
- gamberetti freschissimi
- rosmarino
- pane tipo sfilatino o per bruschette
- olio extravergine di oliva

In una pentola alta per legumi mettere le lenticchie lavate, un gambo di sedano, il prezzemolo, degli spicchi d'aglio e il sale. Coprire di acqua e mettere a cuocere fino a quando saranno diventate morbide, ma non sfatte.
Tagliare a fette il pane, salarlo leggermente e passarlo in forno per far abbrustolire.
Appena cotte le lenticchie metterle in un frullatore con un filo d'olio e ridurle in crema morbida. Nel frattempo in una padella larga versare un filo d'olio e un rametto di rosmarino. Quando sarà caldo versare i gamberetti sgusciati e saltare velocemente, aggiustando di sale.
Servire la crema di lenticchie con i gamberetti e le bruschette strofinate con l'aglio. Irrorare con un filo d'olio crudo.

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