4 marzo 2010

'Sagna rìz chì middichele' Trenette con briciole di pane e noci

Beate voi!!! Da un pò di giorni sono vittima di una pigrizia incredibile che mi sta togliendo le forze. Appena sveglia e rigorosamente dopo il caffè, riesco appena a scrivere l'elenco delle cose da fare sull'agenda e fin da allora mi accorgo che dovrò riportare quasi la metà delle cose del giorno prima, che non sono riuscita a portare a termine. Poi mi trascino in casa tra un caffè e l'altro rassettando mal volentieri le stanze e sbirciando qua e la il pc che mi attrae irresistibilmente. E mi deprimo ancora di più nel vedere il mio blogroll che si aggiorna continuamente con le vostre ricette, i vostri post, sintomo di un'energia che non riesco ad avere. E mi dico 'a si fra un pò faccio questa ricetta'...
E' anche vero che la pioggia fuori non aiuta..... Però anche se fa freddo si sente già che qualcosa di nuovo sta arrivando... Sarà l'uccellino che è tornato proprio stamattina nel nido sotto la grondaia e che adesso ci sveglierà la mattina alle 6 mettendosi a cantare proprio dietro la finestra di mio figlio, dove puntualmente comincerà a partire il cuscino? Sarà che appena esce il sole lo senti sulla pelle che è un sole nuovo e diverso?
Ma allora questa pigrizia può dipendere solo dalla primavera. E si, perchè solo in questo periodo non riesco più a muovermi il pomeriggio dalle 14 alle 15 e mi sento 'costretta' a buttarmi sul divano dove, come succede quando ti fanno l'anestesia totale, non riesci a contare nemmeno fino a tre che sei già bella e cotta e..... sogni pure...... e dormi così profondamente che quando ti svegli sembri uscita dal coma e ti chiedi 'ma è mattina o pomeriggio?', 'ma dove sono? a casa mia o di mamma?'. E ti assalgono i sensi di colpa, perchè tutto il resto dell'umanità sta lavorando in quel momento e tu che fai? Dormi.
Ma ci sarà pure qualche vantaggio, dico io, ad essere disoccupate no?
Vabbè .... non apriamo questo capitolo....
Siamo in periodo di Quaresima e da noi c'è l'usanza di preparare per il giorno di San Giuseppe un piatto povero che dovrebbe ricordarci di non ingozzarci e di fare penitenza, di pensare all'essenziale e non mangiare carne ecc....
Però io mi sa che ho peccato ugualmente perchè questo piatto è talmente buono che mentre lo mangi capisci con certezza il significato della parola peccaminosa 'ingordigia'.
E l'ho preparato apposta per fotografarlo e mostrarvelo, e per dimostrare a me stessa che a parte la gola e a un altro paio di peccatucci che non riesco a combattere, almeno sto provando a debellare con un grande sforzo quello della pigrizia e dell'indolenza.

'Sagna rìz chì middichele' Trenette con briciole di pane e noci
- trenette o sagna riccia (si dice 'sagna' xchè secondo mia madre la parola lasagna contiene già in se l'articolo, quindi perchè ripetersi????)
- pane di qualche giorno ma non ancora duro
- noci
- acciughe sotto sale
- olio extravergine di oliva

Eliminare la crosta del pane e sbriciolare la mollica tra i palmi delle mani.
Sgusciare le noci e tritarle grossolanamente infilandole in uno scottex e schiacciandole con un matterello o il fondo di una bottiglia piena.
In un tegame largo versare dell'olio (non un filo!!!) e quando è caldo versare un'acciuga diliscata e lavata. Attendere che si sciolga. Quindi  versare le briciole del pane e le noci tritate.
Appena dorate spegnere e attendere che la pasta sia cotta (al dente). Mettere in un pentolino ancora un pò di olio e farlo scaldare. Scolare la pasta e versare le briciole abbrustolite. Nel pentolino dove nel frattempo l'olio è diventato caldissimo versare ancora un'acciuga e quando sta sfrigolando versare il tutto sulla pasta.

Lo so, lo so, sembra un pò pesante e lo è, ma vi consiglio di ridurre le dosi piuttosto che i condimenti, perchè vi assicuro che ne vale davvero la pena.

Poi se siete proprio ostinati e volete una variante più leggera allora basterà far tostare in un flo d'olio le molliche di pane e le noci e basta........ è ugualmente buona e croccante... ma appena possibile assaggiate anche la versione originale...
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