31 gennaio 2012

Brodo di carne

 
Vi regalo un momento di quiete prima che mi investa l'uragano.
Neve permettendo domenica prossima parto per Milano dove mi aspetta un turbinio di eventi, di incontri con persone speciali, di degustazioni di cose buonissimissimissime. 
Ma per gustarsi tutto questo bisogna essere in forma. 
Sabato scorso faceva molto freddo, ma stranamente nella mia campagna, che ormai è notoriamente un posto magico e ricostituente, c'era nell'aria un tepore primaverile. Ovvio, in casa un freddo terribile, ma fuori si stava benissimo.
Allora abbiamo inaugurato il caminetto nuovo per stemperare un pò il gelo e, al momento di andare via, non ne abbiamo avuto la forza. E abbiamo deciso di rimanere li a pranzo.
Son tornata a casa per prendere quello che avevo preparato e abbiamo mangiato li.
Quando sei circondata dal silenzio fuori, dal caldo intorno e dentro, non hai bisogno di altro.
E se nel freddo pungente mangi un piatto di pasta con brodo caldo, ti senti la persona più amata e coccolata del mondo.
'Nel solco della tradizione' il sabato si prepara il brodo di carne. Diverso in ogni posto, in ogni paese, in ogni casa. Come il ragù.  C'è chi mette la carne nell'acqua fredda, chi nel brodo vegetale, chi mette i chiodo di garofano, chi no, chi usa diversi tipi di carne, chi l'osso, chi il muscolo, il pollo.... ecc..... mille le varianti.
Io so solo che i piatti buoni riescono a riempire di profumo la propria casa, le scale del condominio, le strade del centro storico, e incantano chiunque passi di li, facendo venire il desiderio di essere invitati a pranzo.
E se gli spaghetti sono spezzati davanti al caminetto dal proprio figlio, con calma, assecondando il ritmo che detta il fuoco e l'aria di campagna, e fuori senti solo pace, e dentro solo il bollore del brodo, la quiete è qui.
E mi preparo alle mille avventure che, neve e influenza permettendo, mi aspettano a Milano.
Poi vi racconto..... 


Brodo di carne

- due pezzi di muscolo o di 'stecca' con grasso, a persona
- 1 cipolla
- sedano
- carote
- patate
- prezzemolo
- pelati o qualche cucchiaio di salsa di pomodoro
- scorza di formaggio

In una pentola alta coprire  la carne con abbondante acqua fredda, e metterla sul fuoco medio.
Man mano che l'acqua diventa calda sulla superficie verrà a galla una schiumetta densa da togliere prima che giunga l'ebollizione.
Quando non sale più a galla alcuna schiuma, aggiungere la cipolla, il sedano, le carote, il prezzemolo precedentemente lavati e puliti. Aggiungere anche la scorza di formaggio e aggiustare di sale.
Far cuocere a fuoco medio per circa due ore, assaggiando di tanto in tanto per vedere se bisogna aggiungere altro sale.
Nel frattempo mettere l'acqua per la pasta (spaghetti spezzati, funghetti, farfalline, semi di cicoria.... secondo il proprio gusto) o il riso.
E in questo frattempo aggiungere qualche cucchiaio di salsa al brodo o qualche pelato, giusto per dargli un pò di colore.
Condire quindi la pasta (o il riso) con abbondante brodo bollente, aggiungendo anche (se gradite) le verdure tagliate a pezzi e parmigiano grattugiato.
E per secondo, ovviamente, servire la carne, accompagnandola con altre verdure o insalata fresca condita con aceto.


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25 gennaio 2012

Minestra di cavoli con foglie e cereali


Questa giornata sta finendo. E meno male.
Continuo a guardare fuori ma è tutto buio e silenzio. 
Come stamattina. Appena sveglia ho guardato fuori dalla finestra da dove entrava una strana luce e ho visto tutto intorno pieno di neve. E neve dal cielo, e neve ovunque. Di solito c'è un soffice silenzio quando nevica. Ma stamattina il cielo era arrabbiato e scuro e c'era vento, tanto vento e freddo, tanto. E all'improvviso sono arrivati anche fulmini terribili e tuoni da spavento, come per dire che il cattivo tempo era proprio qui sopra di noi. Sulle nostre case e sul nostro paese.
Ho preparato il caffè, e non riuscivo a godere della prima neve. Ho aperto il computer e ho letto del terremoto al nord. Si, in generale, al nord.
Poi mi chiama mio figlio e capisco che il nord è anche e soprattutto dove è lui. Ha sentito il terremoto e tutti in casa si sono spaventati. E io con loro.
Ho condiviso per un pò i messaggi di spavento dei miei amici di fb.
E subito dopo compaiono le immagini di un campanile del mio paese con su scritto 'Prima' e 'Dopo', come nelle diete, come nelle trasformazioni. Solo che questa volta il dopo evidenzia un disastro. Un fulmine di quelli forti ha colpito il campanile e lo ha fortemente danneggiato. 
E un pezzo del mio passato, dei miei ricordi di bambina, del mio orgoglio di nocese, dell'amore per il mio paese, si è coperto di nuvole. 
Delle stesse nuvole che oggi si son fatte beffa della nostra rabbia, alternando buio, neve, vento e sole fortissimo. Un cielo malvagio e cattivo che ci ha portato solo sentimenti bui e tristi.
Ho imprecato persino contro l'anno bisestile, diventando superstiziosa, e si, perchè non è possibile tante cose negative e siamo ancora al primo mese. Che cavolo!!! E la Concordia, e le tasse, e gli scioperi, e la neve, e il terremoto, e i fulmini, e il campanile, e le notizie del telegiornale.... bastaaaaaa.

E ho cercato di mandare via un pò di freddo, cucinando una cosa calda, bollente. stretta tra le mani, da mangiare piano, guardando fuori quella neve e cercando di vedere la luce.

Minestra di cavoli con foglie e cereali

- un cavolo romano
- aglio
- prezzemolo
- pomodorini
- sale e pepe
- una manciata di formaggio o una scorza di formaggio
- riso e orzo
- olio extravergine di oliva

Pulire il cavolo eliminando solo il torsolo centrale,  dividerlo in cimette e lasciare anche un pò di foglie con tutto il loro cordone duro.
Lavare e ancora gocciolante disporlo in un tegame. Condire con aglio, prezzemolo, pochi pomodorini, sale, pepe e un pò di olio. Scuotere il tutto per far amalgamare gli ingredienti. Aggiungere il formaggio e un bicchiere di acqua.
Coprire e mettere a cuocere, controllando ogni tanto per non far disperdere completamente l'acqua di cottura.
A parte lessare in acqua bollente il riso e/o l'orzo tenendo presente i loro tempi di cottura.
Quando il cavolo sarà cotto e il riso e/o l'orzo al dente, unirli in un solo tegame e amalgamare con dolcezza per evitare che si spappolino le cime.
Servire la minestra bollente, con il suo brodo e con altro parmigiano.




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23 gennaio 2012

Fave fritte


Ho messo la pentola con l'acqua sul fuoco, oggi il desiderio porterà in tavola semplici spaghetti con pomodorini e basta, il resto è già fatto, e ho tempo, di corsa, fino all'ebollizione dell'acqua, di scrivere qualcosa.
Sempre di corsa, ma per fortuna dentro non ho affanno. Questo inverno tiepido che ancora non si decide a sfogarsi con un pò di freddo vero, mi fa desiderare l'aria di primavera. Ho voglia di aria tiepida (attenzione non caldo!!!), di passeggiate sul mare, in campagna, di vestiti leggeri... di giornate lunghe da riempire....
Alcuni passerotti che di solito arrivano sulla mia finestra verso marzo, sono già arrivati da ieri e hanno cominciato, impauriti, a cinguettare...hanno intuito che c'era la fregatura.
Di cucinare cose grandiose, ancora non me la sento. C'è un ritorno alla semplicità estrema, minimal, secondo i miei figli, c'è un elogio della pigrizia e uno spegnimento della fantasia, ma non è così. Nonostante si mangi, e si mangia tanto eh!!!, ho voglia di verdure bollite, di legumi e fette di pane tostato, di cereali impastati in mille modi, di mani infarinate e di olio extravergine d'oliva crudo ovunque.
E di piccole quantità, di sfizi, non di piatti enormi.
E mi son ricordata di questo sfizio, che si vende comunemente alle bancarelle di nocelle e arachidi e pistizz (castagne secche), ma che fino alla scorsa settimana non sapevo preparare.
E così ho chiesto, cercato, studiato e preparato le sfiziosissime FAVE FRITTE, che si servono come stuzzichini per l'aperitivo e che se non ti controlli te ne mangi tanteeeeeeee ma tanteeeeeee che poi ti pizzica la lingua... anche perchè sono salate e piccanti.
Ma tanto buone.
L'acqua bolle..... vado.


Fave fritte
- fave secche sgusciate (fave bianche)
- olio per friggere (o extravergine di oliva per un sapore più deciso o di arachidi per un sapore più leggero e un effetto più croccante)
- sale fino
- pepone ( polvere di peperoncino piccante secco e macinato)

Tenere le fave in ammollo per 24/36 ore cambiando spesso l'acqua.
Asciugarle benissimo con un canovaccio pulito o tenendole all'aria aperta.
Friggerle in abbondante olio caldo fino a quando diventano leggermente dorate.
Scolarle su carta assorbente e cospargerle con tanto sale fino e pepone.

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