25 luglio 2011

Spaghetti dell'orto e i muratori


Allora.... 
Il fiume è in piena,
E io ho bisogno del 'troppopieno' per far defluire il 'dippiù'. A farla breve sono di un incazzato che metà già basterebbe. 
Tra i miei amici è diventata ormai proverbiale la mia esperienza con i muratori, che ha avuto come unico effetto, non la soddisfazione di vedere realizzati i miei disegni di casa, ma quello di diventare un'agguerrita persecutrice razzista e classista.
E si, perchè a forza di fare apparentemente il 'capocantiere', ma in realtà il 'garzone du mèst' che fa avanti e indietro per 15 km, più volte al giorno, ho imparato i termini e gli atteggiamenti dei mestieranti e l'odio per la categoria..
E quando vado al deposito dei laterizi, mi servono ormai con sorrisetti sornioni, quando ordino 'u gemènd rapd' (cemento rapido), 'due bancali di poroton', 'un tot di polipan', 'la malta bianca', 'i tùbb ross', '120 mattoni refrattari bianchi', 'il cemento refrattario da impastare con l'argilla', discuto sui vari tipi di 'mulazza' .... ecc... ecc....
e carico anche i mattoni in macchina, e li scarico, 
E nel negozio ci sono solo coloro che fanno le stesse cose che faccio io e che dicono le stesse cose che dico io. L'unica differenza è che sono tutti uomini.
E io, con abiti e capelli impolverati, come loro, in mezzo a loro.
Aspetto solo che qualcuno dica 'à vìst a signòr?' e faccio una strage.
Ma la cosa che mi fa impazzire di rabbia è la lentezza dei miei muratori.
Nel parlare (e la cosa mi sfinisce.....), tanto che prima di dire 'si' o 'no' sospirano, prendono la rincorsa con il fiato e poi, guardando altrove, emettono il fonema. E sembra una sofferenza.
E poi sono lenti anche nei movimenti.
Ieri io seguivo i lavori e scrivevo al computer. A un certo punto ho visto  'u mèst' che con le mani appoggiate al forno, immobile, lo fissava... e così è rimasto per circa 10 minuti.
Il suo aiutante, una mano appoggiata al muro e l'altra alla cintura (senza movimento sexy.....), fissava 'u mèst', per altrettanti 10 minuti.
HO pensato...'stanno meditando', no no, i muratori non meditano..... 'si stanno riposando'... no no, avevano appena cominciato..... 'sono morti' .... magari, così ne trovo un altro, no no no, le spalle si muovevano ogni tanto....
Allora mi sono avvicinata e rivolgendomi ai due sguardi persi chissà dove ho chiesto ' CAFFE'?????'.
E dopo tre sospiri e un lungo momento di riflessione, mi hanno risposto 'si'.
E così ho scoperto che erano ancora vivi.
Ma manco quintali di caffè riuscirebbero a far raggiungere loro un ritmo di lavoro umano e produttivo.
Intanto il mio fegato ne risente.
E pensare che avevo cominciato facendo le domande in italiano e in maniera educata.
E ora mi devono tenere per non mettergli le mani addosso e mi suggeriscono l'idea di una denuncia se dico con le parole quello che dicono i miei occhi....
e io soffro.
Giuro... appena finiscono, seguo un corso di carpenteria e d'ora in poi faccio tutto da me...
Anzi mi sa che non ne vale la pena, i loro silenzi e i loro ritmi mi stanno svenando e non potrò fare più niente per i prossimi 50 anni.

Bene, lo sfogo è finito, mi sento un pò meglio, per stasera è andata....
Domani........
o no, domani alle 6,30 devo essere di nuovo sul 'cantiere'..... ARGHHHHHHHHHHH.
Posto una ricetta che a vederla non sembra un granchè, ma a mangiarla è profumatissima

Spaghetti veloci con 'quel che sta nell'orto'

- peperoncini friggitelli 
- cipolla
- sedano
- pomodori
- prezzemolo
- basilico
- olive snocciolate
- olio extravergie di oliva
- cacioricotta

il bello di questa ricetta è che dovete avere l'orto.
E tutti gli ingredienti (olive e olio a parte) devono essere raccolte in quantità abbondante, poco prima di essere cucinati.
Quindi.....subito dopo aver 'calato' gli spaghetti nell'acqua che bolle, mettere in una padella larga, olio, cipolla,        prezzemolo, basilico, pomodori, olive, sedano e peperoni. 
Scolare gli spaghetti al dente e saltare in padella con un pò di acqua di cottura.
Aggiungere ancora un filo d'olio crudo, altro basilico e cacioricotta.

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