28 gennaio 2009

Barcellona nei libri

Si può compiere un viaggio in tanti modi. Appena si arriva in un posto bisogna chiudere gli occhi e prepararsi con il corpo e con la mente a percepirne l'anima. Ogni luogo ti regala sensazioni uniche, legate agli odori, ai sapori, ai colori del cielo del momento e ai rumori che ascolterai intorno a te.
Barcellona è un posto misterioso che ti affascina e che incute timore.
La Sagrada Famiglia, tempio espiatorio in continua costruzione, si nutre delle offerte e delle speranze di redenzione dei peccatori della sua terra.
E la follia e la genialità del suo ideatore serpeggia nell'aria.



Lo stesso genio folle si respira nel Park Guell, un luogo dove materiali e progetti inusuali si fondono per creare un atmosfera onirica.

E così attraversando la città si respira una strana inquietudine, un non detto carico di magia e oscurità che ti ritorna ogni volta che vedi o senti o pensi a Barcellona.
Io ci sono stata 2 anni fa e non mi sono stupita di ripercorrere le stesse strade e rividere le stesse emozioni attraverso una storia fatta di carta.
Oggi ho finito di leggere il mio libro: 'Il Gioco dell'Angelo' di Carlos Ruiz Zafòn e ancora non riesco a liberarmi della sensazione di mistero maledetto che pervade la storia. Si ritrovano personaggi e luoghi del libro precedente 'L'ombra del vento' ed un posto che ho subito amato, chiamato 'Il Cimitero dei Libri Dimenticati'......
"Questo posto è un mistero. Un Santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi, ha un'anima. L'anima di chi lo ha scritto e di quelli che lo hanno letto e vissuto e sognato. Ogni volta che un libro cambia di mano, ogni volta che qualcuno fa scorrere lo sguardo sulle sue pagine, il suo spirito cresce e si rafforza. In questo posto i libri che nessuno più ricorda. i libri che si sono perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa di arrivare tra le mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito...". (pag 662)
Non anticipo niente della storia, perchè è facile trovare trama e indicazioni su internet, ma di sicuro lo consiglio a chi a ama i libri che parlano di libri, a chi sa subire in silenzio una storia oscura e ammaliante.

"Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta chd vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell'istante, perchè a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo."

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