17 settembre 2014

Storia di un fico sciroppato

fichi

Era una di quelle estati in cui arrivi stanco distrutto al periodo delle cosiddette ferie. Manco il tempo di organizzare una piccola vacanza, niente. Niente prenotazioni, niente idee, niente forza di fare nemmeno un tentativo… poi ad agosto con queste premesse dove vai? Ma quando la stanchezza è tanta, questa può generare o il nulla, l’inerzia totale, o la vera follia. A noi toccò quest’ultima.

Infilammo in valigia poco di tutto, sufficiente per un’idea di mare, di montagna, di caldo e di freddo, cuscini in macchina per i bimbi (e si, avevamo anche piccoli i due figli), gameboy per tappare la bocca ad eventuali lamentele per il troppo tempo in macchina, decidemmo solo di dirigerci verso nord,  senza toccare l’autostrada e … via, partimmo. All’avventura. Senza aver prenotato niente. E non c’era manco internet sul cellulare con google e app varie. Così come due pazzi avventurosi, con due bimbi al seguito che si fidavano ciecamente di noi. Sapevano che tra le tante cose avremmo incluso anche cose buone da mangiare e luoghi divertenti da visitare.

E così iniziò un viaggio bello, bellissimo durante il quale visitammo parchi di divertimento, andammo in giro a Ferrara con le bici, sotto il solleone, ci lanciammo con le carrucole nei parchi, andammo al mare, a Comacchio a mangiar le anguille che, scoprimmo, sapevano di fango, telefonando ‘strada strada’ ai vari B&B del posto che avremmo visitato, per essere sicuri che alla fine di ogni  giornata, stanchi morti, avremmo comunque avuto un posto dove dormire.

E così capitammo in un posto chiamato Oriolo Fichi, vicino Faenza. Luoghi a noi sconosciuti del tutto. Avevamo prenotato in un agriturismo, chiamato ‘La Sabbiona’, così, a fiducia. Volevamo una soluzione per una notte, familiare, dove poter mangiare cose genuine… per poi ripartire il giorno dopo per un’altra avventura. Arrivammo tardi, sera inoltrata, la cucina era appena chiusa e la signora che ci accolse ci disse che poteva preparare qualcosa al volo, giusto quello che c’era ….

E così ci vedemmo arrivare una piadina calda calda, di quelle vere, con un formaggio ancora caldo chiamato ‘squaccherooone’ (che allora non conoscevo), e….. un fico sciroppato grondande di sciroppo tiepido.

Uno di quei momenti di magia pura in cui ti chiedi se è vero che stai vivendo li, proprio in quel posto, che stai assaggiando proprio quel sapore, in mezzo ai grilli della sera, in mezzo ad un vigneto in salita, in un luogo lontano da casa tua?????

Quel momento è rimasto marchiato a fuoco nella mia memoria…

Abbiamo quindi concluso la cena con salumi, formaggi, e frutta e siamo andati a dormire, stanchissimi. IL giorno dopo, ottima colazione e via, per continuare l’avventura.

Son passati tanti anni, non ricordo più nemmeno quanti… ogni tanto mi tornava in mente quel sapore, quella sera, quella sensazione di pura poesia. Superata quella pochissima, quasi inesistente, timidezza, o forse scetticismo che mi faceva temere di essere presa per pazza, in un pomeriggio di un autunno incipiente, decisi di cercare su internet ‘La Sabbiona’. E con grande gioia vidi che era sempre li, con le stesse foto, forse le stesse persone, non so… ma era li. Con tanto di mail. E allora mi decisi a scrivere, raccontare questa storia e chiedere…. la ricetta di quei benedetti fichi sciroppati. E la risposta fu gentilissima, stupita, riconoscente e precisa. MI inviarono la ricetta che per due anni ho provato e riprovato a realizzare, ma con scarsi risultati. Mi venivan fuori sempre dei pasticci e il motivo era semplice. Utilizzavo il tipo di fichi sbagliati, senza picciolo, già un pò aperti e quindi si disfacevano durante la cottura. Ho riscritto e, con la santa pazienza, mi hanno ri-spiegato come fare e cosa non fare.

E così son riuscita nell’intento. E così … ho comprato una piadina, lo squaccherone e con i fichi ancora caldi (non ho potuto aspettare!) ho rivissuto la stessa magia. E ho sorriso tutto il pomeriggio come una scema, perchè ero veramente, veramente felice.

fichi2 E ora vi trascrivo la mail che contiene la ricetta.

Gentile Anna

La ringrazio per la sua memoria. Le darò la ricetta, la sua pazienza nel provare deve essere ricompensata. Credo che comunque sia fondamentale il tipo di Fico “ fico della goccia” si chiamano cosi. E’ utile il clima non troppo umido. Allora per 1 kg di Fichi maturi ma sodi, con il picciolo, aggiungere 400 grammi di zucchero, poi un limone tagliato fine ogni 3 kg di Fichi. Lasciar bollire per diverse ore + la pentola è grande e piena + occorre tempo. Quando i fichi sono scuri, lo sciroppo è liquido ma un poco + denso. Per Circa 5 kg occorrono 5/6 ore do cottura, mai mescolare, solo abbassare un poco i fichi, per far venire a galla gli ultimi.

Mi farebbe piacere il link al nostro sito con  la citazione “ ricetta della Sabbiona, Agriturismo e cantina, Faenza “ (cliccateci su…. eheheheh)

Cordiali Saluti

SERENA

fichi3

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