17 marzo 2009

Roma, una storia e una carbonara

Eccomi qui. Sono appena tornata dall'ennesimo viaggio a Roma, che ormai è la mia seconda casa. E questo lo avverti quando ti senti a tuo agio tra strade e vicoli. E quando c'è qualcuno che comincia a salutarti e ti riconosce. Il fruttivendolo, il panettiere e il salumiere dell''Antica Caciara', il portiere di casa e soprattutto il barista del meraviglioso bar sotto casa, che appena ti vede spuntare dal portone comincia a preparare la colazione che preferisci e riesce a stupirti.
Il bar davanti casa mia è un bar speciale. Quartiere spettacolare il mio, strada famosa anche perchè set di film noti, e mitico bar (non so se posso citarlo, diciamo che è un nome ... glorioso), con il mitico Marco che ormai ho capito, apprende al volo i gusti dei suoi clienti e li coccola con il cornetto giusto e la battuta giusta, sempre garbata, e con le sue mille idee da realizzare li davanti al bar e per il bar. Dalla mattina si vedono sempre tante persone sostare mollemente a leggere il giornale, a scambiare due chiacchiere, con la lentezza e l'ironia tipica dei romani. E sembra che, a dispetto del caos che regna a partire da due strade più in basso, li il tempo si sia fermato.
La vecchia Roma è ancora li, con i suoni romaneschi, gli antichi profumi e l'indolenza dei micioni sornioni che passeggiano.

E scriverò anche del posto che ho scelto per vivere a Roma e del perchè.
E' importante farlo bene perchè secondo me niente nella vita accade per caso. E' come se tutto quello che ci riguarda e ci riguarderà, resta immobile ad aspettarci. E il tempo che trascorre da un appuntamento all'altro della nostra vita, non è altro che il tempo necessario per percorrere una strada che va sempre in avanti, dove incontriamo persone e luoghi di cui più o meno ci ricorderemo, che possono camminare con noi , lasciarci durante il percorso, persone che prenderanno strade diverse dalla nostra e che prima o poi potremo incrociare. O che forse non incontreremo mai più.
E poi ci sono i luoghi magici che sembra, ti stessero aspettando da sempre e che riconosci.
A me è accaduto.
Per motivi di lavoro siamo stati costretti a cercar casa a Roma. Per me, abituata a vivere in un paese, in una casa mia che ho costruito lentamente, giorno dopo giorno, piena di cose mie che raccontano di me e della mia vita, è stato un problema iniziare la ricerca. Da dove si comincia? pensavo... Dalla zona, mi son detta. Ma vicino a lavoro o ragionevolmente lontano, per evitare di sentirsi sempre 'in ufficio'?. Ragionevolmente lontano. Allora in un posto equidistante da tutto. Ok, al centro. E Roma al centro è Trastevere.


Ed è partita la ricerca, tra agenzie immobiliari, ricerche virtuali, annunci sparsi qua e là per strada. Tre settimane in cui ho visitato di tutto, immensi appartamenti per i quali ci sarebbe voluto un mutuo al mese per pagare l'affitto, bilocali bohemienne arredati in maniera essenziale ma con terrazzino che costavano comunque quanto una casa di 200 metri dalle mie parti, miniappartamenti da arredare che avrebbero richiesto un finanziamento pluriennale almeno da Ikea, case arredatissime con i mobili delle trisavole, fatti passare come scelta dell'architetto per calarsi nel 'passato' del luogo storico. Insomma una tragedia durante la quale mi intristivo e spegnevo il mio entusiasmo del trasferimento nella città eterna.
Poi un bel giorno arrivo all'appuntamento ....

Entriamo con l'agente immobiliare in un portone di una casa antica, di una strada notissima.
Palazzo con due portoni che danno su un atrio pieno di piante, portiere, gente che abita li da una vita, gatti romani indolenti che ti passano accanto e che sembra pensino 'e questi chissò? da ndò arivano? speriamo chessò tranquilli e nun sfottano, sinnò chi ja fà a core...'.

Ascensore tipo Profondo Rosso che da quando ho visto il film, prima di salirci controllo istintivamente di non avere una collana al collo... Entriamo in casa.
Corridoio al buio, si accende la luce e, piano piano, scopriamo cosa c'è in ogni stanza. Alzando la serranda lo studio di un professionista si illumina di un forte sole che mostra le librerie che tappezzano la stanza piena di libri.....uguali a quelli che ho io nella mia. Stessi autori, stesse edizioni, stesso modo di catalogarli, tanto da poter quasi capire quale sarà il successivo.
E poi altri libri che ... avrei voluto comprare e che non ho ancora fatto in tempo a prendere.
Stupita vado avanti con la perlustrazione. Cucina, bagno, ok.
Alziamo le serrande dappertutto e la casa si riempie di luce ovunque. Salotto con altra libreria... piena di tutti i cd della musica che adoro a che ... avrei voluto comprare, dvd di film amati da mio marito in collezione completa, dvd di film che i miei figli adorano....... Mi gira la testa.... rischio uno sbandamento.
Camera da letto.... c'è il copriletto che ho anch'io a casa.....
Mi manca il respiro.
Mi dico, calma e ragiona. Abbiamo semplicemente gli stessi gusti. O no?
E allora comincio a pensare che tutto questo era li per me. Stava semlicemente aspettando che io arrivassi e ridessi vita ad una casa chiusa da tempo per motivi a me sconosciuti.
C'è da scrivere un libro e chissà che non lo scriva prima o poi.
Vogliamo parlare anche di una ricetta che 'te fà sentì romano' sia quando la prepari che quando la mangi?
Meravigliosa Carbonara, che farà parte del libro per i miei figli, dato che quando la preparo diventano felici e allegri. Vuol dire che è una di quelle ricette che consolano e ti fanno sentire a casa ovunque.
Pasta alla Carbonara (per 4 persone)

- 500 g di pasta (rigatoni o spaghettoni, a piacere)
- 1 confezione di pancetta affumicata a cubetti
- 2 uova
- parmigiano grattuggiato o pecorino (se si gradisce un sapore più forte)
- olio e pepe

Mettere a bollire l'acqua per la pasta. Salare, immergere la pasta e contemporaneamente mettere l'olio in un tegame largo a sufficienza per 'saltare' dopo la pasta.
Versare la pancetta e farla soffriggere, ma non bruciare.
In un piatto capiente mettere le uova sgusciate e il formaggio grattuggiato e mescolare con una forchetta.
Scolare la pasta e versarla nel tegame con la pancetta. Versare sopra le uova sbattute e continuare a mescolare finchè il tutto risulta perfettamente cotto.
Attenzione, sarebbe utile conservare un pò di acqua di cottura della pasta per 'ammorbidire' la preparazione se dovesse risultare un pò troppo compatta.
Prima di servire pepare secondo il proprio gusto.

SEGUIRA' RACCONTO DI VIAGGIO ..........

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