31 maggio 2013

La torta del mio compleanno

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Tic Tac, Tic Tac, il tempo scorre. Va avanti, e il passato, con tutte le sue storie, i mille pensieri, i fiumi di parole, le fotografie, i quaderni di ricordi e tutte le cose che hai imparato e continui ad imparare, ha bisogno di uno spazio sempre più grande e diventa sempre più prezioso. Siamo quello che abbiamo vissuto. Ma quello che rende la nostra strada sempre più interessante e luminosa è la nostra instancabile curiosità. Guai a perderla.  Guai a perdere la capacità di stupirsi, la voglia di conoscere cose nuove, la capacità di vedere nel nuovo una fonte infinita di energia. Guai a rimanere fermi sul divano o con la mente per un tempo più lungo di un momento di solo e sano riposo.

Mi volto per un istante e mi vedo, adolescente che correvo a maniche corte e pantaloncini per allenarmi in mezzo alla neve. Studentessa/lavoratrice che stanca del lavoro mi tuffavo tra i libri, avida di letteratura femminile del ‘900. E poi giovane innamorata, pronta a partire per raggiungere ovunque il mio amore. E poi mamma in corsa, ansiosa di essere presente nella vita dei figli piccoli, che rimandavo a dopo mezzanotte i lavori di casa, per portarli ovunque, al mare, in campagna a giocare con il pallone, in villa d’estate a mangiare il gelato.

E mi vedo ora. ancora a mezze maniche (ma non con i pantaloncini) che ancora farei il bagno nell’acqua gelida della primavera. Ancora ammaliata dalle parole di carta e dalle storie di donne di ogniddove e ognittempo. Ancora pronta a raggiungere mio marito ovunque, appena me lo chiede. E ancora e ancora mamma in corsa, forse ancora troppo ansiosa per i figli, che tento di tenere con un filo sempre più sottile, ora che è arrivato il momento che stanno andando via, con i lavori di casa sempre tanti, troppi per i miei tempi e i miei interessi da soddisfare intorno.

Cosa è cambiato in tutto questo tempo? solo qualche ruga. Ma gli occhi, dicono, sono sempre attenti e curiosi. Il cuore aperto. La mente anche. La voglia di sperimentare infinita. E la voglia di condividere tutto questo con chi passa di qui, immensa.

Grazie a tutti per aver festeggiato con me il mio compleanno. E’ stato un grande, grandissimo regalo.

E ora mangiamo la torta.

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La torta del mio compleanno

1 pan di spagna (ricetta di Luca Montersino, vedi qui)

1 litro di latte intero

4 tuorli

4 cucchiai di zucchero

4 cucchiai di farina

una tavoletta di ottimo cioccolato fondente

un limone

2 confezioni di Togo (biscotti ricoperti di cioccolato)

1 confezione di ciliegie candite

170 ml di liquore Strega

Preparare il Pan di Spagna seguendo le istruzioni di Montersino, che ho seguito io. Mentre cuoce, preparare la crema pasticcera. Mettere a riscaldare in una pentola il latte intero (magari anche quello di masseria). Sbucciate un limone facendo attenzione a non lasciare troppa buccia bianca, e mettetelo nel latte. Nel frattempo in una ciotola sbattere con una frusta i tuorli, la farina, lo zucchero e un mestolo di latte preso dalla pentola. Lavorare energicamente e quando il latte comincia a diventare caldo versarlo nella ciotola dove continuerete a girare con la frusta. Versate velocemente tutto il composto nella pentola e portare a cottura con un cucchiaio di legno che gira e gira. Eliminare la buccia del limone. Versare in un’altra ciotola un terzo della crema. Spezzettare il cioccolato fondente e versarlo nella pentola. Girare finchè il cioccolato si sarà sciolto tutto. Tagliare il pan di Spagna in tre dischi. In un bicchiere mescolare il liquore e la stessa quantità di acqua. Bagnare con questa bagna tutti i dischi di pan di spagna. Versare metà della crema al cioccolato sul primo disco. Coprire con il secondo. Versare la crema pasticcera bianca. Coprire con il terzo strato. Versare tutto il resto della crema al cioccolato e livellare. Tutto intorno alla circonferenza della torta disporre i togo, lasciandoli un pò distanziati. Decorare con le ciliege candite.

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28 maggio 2013

Polpette dolci con marmellata di ciliege e zucchero a velo vanigliato home made

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Entro in cucina mentre c’è ancora la penombra dovuta alla tenda appena accostata. E nel silenzio del mattino mi accoglie il rumore familiare della caffettiera che fra un pò sprigionerà il profumo del mio amato caffè del risveglio. E con gli occhi ancora semiassonnati sbircio una cassettina nera bucherellata, che ieri sera ho poggiato sul tavolo, perchè stanca e non avevo alcuna voglia di portarla fuori nel balcone. Ogni volta che vado in campagna mi sento come quella famosa donzelletta che torna con un cesto pieno di rose e viole e cose buone. Chissà cosa penseranno le donne che sbirciano sempre dai loro balconi per controllare il viavai della strada quando mi vedono trafficare nel cofano della macchina per tenere in equilibrio i miei mazzi di erbe aromatiche, i fiori, le cicorielle, il cesto delle ciliege…. e lo spettacolo delle chiavi da cercare nella borsa, per aprire il portone e che puntualmente mi cadono, scatenando la gara dell’equilibrista per tenere tutto in piedi mentre mi piego per raccattarle….

Ieri era un pomeriggio caldo, di quelli con poco sole e aria tiepida e tranquilla. HO passeggiato nel campo appena rasato, con mia madre e la mia nipotina, per raccogliere un pò di ciliege. I miei alberi maturano due / tre alla volta, perchè di tipi differenti. MI danno il tempo di accorgermene e di programmare la raccolta senza stancarmi, anzi per godermela. Perchè i lavori di campagna, sempre tanti e faticosi, piacciono per le prime ore, poi stancano e ti sfiancano, facendoti innervosire e piano piano cancellano la convinzione che la campagna sia solo poesia.

Però ieri abbiamo adocchiato i tre alberi carichi di ciliegione nere e mature e dure e dopo averle… assaggiate, riassaggiate e riassaggiate ancora, abbiamo detto ‘si sono buone e pronte per la raccolta’ e ridendo per la dieta e i valori della glicemia dimenticati, abbiamo iniziato allegramente a raccogliere. Ogni tanto ci si lanciavano i noccioli o le ciliege picchiettate dagli uccelli, rincorrevo la piccola che con le ciliege doppie attaccate alle orecchie e le lentiggini venute fuori al sole, si era ben presto stufata di lavorare. E l’acchiappavo, la riempivo di baci forti, la chiamavo pigronaaaaaaaa e la riportavo sotto l’albero.

Le ho dato un compito alternativo, altrettanto profumato e dolce. Raccogliere le fragoline per fare il liquore. E lei ha pensato bene di modificare lo scopo dell’incarico, preparando con fili d’erba rigidi degli spiedini di fragoline da portarci come merenda. Il resto delle fragoline sono finite nella sua pancia, ovviamente, e niente nella coppa verde per il liquore. E vabbè, aspetteremo che maturino le altre.

Stamattina le ciliegione nere mi guardano, aspettano di conoscere il loro destino. Alcune finiranno nei piatti da offrire alle ‘Marie’ del primo piano (così si firmano sui biglietti che mi inviano con i fiori!), altre saranno snocciolate e trasformate in marmellata per le mie crostate, altre saranno infilate in ricette da sperimentare, altre nella pancia (yummmm yummmm) e tutte, sicuramente nelle mie foto.

ore 18,18                                                                                                                      E una nuova ricetta è apparsa nella mia mente e nella mia cucina. A volte mi vengono delle genialate!!!  Ho fatto le polpette dolci e ora stanno friggendo, e profumanooooooo….

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Polpette dolci con marmellata di ciliege e zucchero a velo vanigliato home made

- 500 g di pane fatto in casa raffermo

- latte per ammorbidire il pane (quanto ne basta per coprirlo)

- 4 cucchiai di zucchero di canna

- scorza grattugiata di due limoni biologici grandi

- due uova (ma se l’impasto dovesse risultare non abbastanza morbido aggiungerne un’altra)

- pangrattato fine

- un litro di olio di semi di arachidi

- marmellata di ciliege fatta in casa

- zucchero a velo vanigliato fatto in casa

Tagliare a pezzettini il pane e metterlo in una ciotola. Versare il latte tiepido e aspettare che venga assorbito e che il pane diventi morbido. Strizzarlo e sbriciolarlo. Aggiungere lo zucchero di canna, la buccia grattugiata dei limoni, e le uova. Amalgamare il tutto. La consistenza deve essere tale che prendendo in mano una cerca quantità di impasto si potrà ‘appallottolare’ senza problemi. Con un cucchiaio prenderne una quantità grande come un piccolo uovo e schiacciarla come una frittatina sulla mano. Al centro posare mezzo cucchiaino di marmellata di ciliege. Chiudere come se fosse un sacchetto e formare la polpetta. Far rotolare la polpetta sul pangrattato e friggere in abbondante olio caldo. Scolare su carta assorbente, far intiepidire e spolverizzare con abbondante zucchero a velo vanigliato (Da preparare in casa mettendo un baccello di vaniglia in un barattolo pieno di zucchero a velo e lasciato a riposare per almeno una settimana)

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21 maggio 2013

L’albero delle ciliege di mezzanotte (Crostata semi-integrale morbida di fragoline e ciliege)

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Potrebbe essere il titolo di un libro. E chi lo sa, potrebbe anche diventarlo. Potrei parlare dell’amore che da sempre ho per le campagne. Si, al plurale, perchè ce ne sono state tante e tutte hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Ognuna una sua storia da raccontare. Sono apparse all’improvviso, nel momento in cui avevo bisogno di un luogo in cui sognare. Possederne una è sempre stato il mio sogno. La strada per realizzarlo è stata un pò lunga, ma alla fine ci siamo arrivati. E sono comparse sempre durante una passeggiata, sbucate dal nulla o in mezzo ad un prato di iris o venute fuori dalla nebbia di autunno. E mi hanno sempre regalato la voglia di viaggiare con la fantasia, di condividere con chi amo perfino l’aria da respirare. MI hanno donato generosamente, chi frutti da cogliere, chi fiori per rallegrare le mie giornate.

Vi racconto della campagna del mio trullo.

Era autunno e passeggiavamo in una di quelle giornate di novembre in cui, nonostante la pioggerellina, c’è una calma intorno e una temperatura che ti fa capire che anche l’autunno o l’inverno imminente possono essere magici. IL cartello ‘VENDESI’ era affisso su un cancelletto arrugginito, tutto svolazzi e ghirigori. Tutto intorno alberi spogli, e solo una macchia di colore: una melagranata spaccata che lasciava intravvedere i suoi semi fucsia, e ce li offriva, nonostante fossimo solo ospiti di passaggio. Era come una mano che ci invitava ad entrare e a riflettere sul cartello e sul dono. E così, in un momento in cui la natura si offre non certo al meglio, come un cane spelacchiato che vuole essere adottato, ma che ti entra nel cuore senza un motivo, decidemmo che sarebbe stata nostra. Li avremmo portato a giocare i nostri figli, in quel posto isolato, dove avrebbero potuto gridare a loro piacimento, avremmo potuto suonare e cantare a squarciagola, e ci saremmo sorpresi, con la nuova primavera, nello scoprire la bellezza che quel posto ci avrebbe riservato con la sua rinascita.

con noi c’era un amico che abitava li vicino. Grande sognatore, che riesce a vedere al di la della realtà, quelli che sono i confini da varcare per entrare nel mondo della fantasia. Sorrise e condivise con noi quel progetto.

Quando la firma fu messa in calce sul contratto di acquisto, decidemmo che per suggellare quel momento, in cambio di quella strana coincidenza di eventi che ti portano sulla strada che hai sempre cercato, avremmo regalato a lui e alla sua famiglia i frutti del primo albero di ciliege mature. E lui avrebbe deciso come e quando andare a raccoglierli.

E da allora, son passati 10 anni, appena l’aria diventa calda, c’è un albero che matura prima di tutti. Le sue ciliege sono piccole e dolci, tantissime e si trova nella parte a valle della campagna del trullo. Il primo anno il messaggio fu ‘le ciliege del tuo albero son mature’. E lui a mezzanotte, con la torcia e sotto la luce della luna, con le sue figlie, allora piccoline ora grandicelle, da allora, va a mangiare le ciliegie direttamente dall’albero, senza raccoglierle per portarle a casa.

E’ diventato un rito il nostro. Solo che ora il messaggio è ‘L’albero delle ciliege di mezzanotte è pronto’

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Crostata morbida semiintegrale con ciliege e fragoline di bosco

- 150 di farina 00

- 50 g di farina integrale

- 6 cucchiai di zucchero

- 150 di margarina (o burro, o quello che volete, senza pontificare)

- 3 uova grandi

- mezza bustina di lievito per dolci

- un pizzico di sale

- 50 ml di latte (se serve per raggiungere la giusta consistenza)

- una bagna per ammorbidire (acqua e zucchero, oppure succo di frutta, oppure acqua e liquore profumato)

- marmellata morbida di fragole

- ciliege fresche snocciolate

- fragoline di bosco

- una banana

- gelatina per torte (a piacere se si vuole ottenere un effetto lucido e se si vuole preparare il giorno prima)

 

Impastare prima tutti gli ingredienti solidi (le farine, lo zucchero,il sale, il lievito). Poi aggiungere prima la margarina ( o il burro o olio), e le uova una per volta. Se la consistenza è troppo solida e si fa fatica a lavorare con il cucchiaio di legno, aggiungere un pò di latte.

Ungere e infarinare una teglia per crostata. Versare il composto e infornare per circa 30 minuti a 180°. una volta tolta dal forno, far raffreddare nella teglia stessa, capovolgere in un piatto da portata.

Spennellare la base della crostata morbida con una bagna a piacere (acqua e zucchero, oppure succo di frutta, oppure acqua e liquore profumato)- Distribuire con un cucchiaio la marmellata di fragole. Decorare con fettine di banana, ciliege e fragoline.

Se si vuole preparare il giorno prima per impedire che la frutta annerisca o si disidrati, preparare della gelatina per torte, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, e versarla su.

Questa è una torta che fa bene al cuore…..

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