26 maggio 2014

Insalata di patate, fagiolini e ravanelli al pepe nero. Apriamo le porte all’estate.

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Qui è ancora alba. Ho bisogno del fresco di questa mattina ancora non iniziata, perchè sento un caldo incredibile e una smania di cominciare a mettermi in moto. Ho tanto da fare questa settimana. E mi da la carica non solo il lungo elenco davanti a me, ma anche la responsabilità di quello che abbiamo deciso di organizzare.

Però ora, questo momento, caffè sul tavolino nel balcone, nessuna macchina ancora in giro, lo voglio dedicare a me. Voglio allenarmi all’idea che le cose si fanno ugualmente anche senza l’ansia. Meglio farle con allegria.

E allora, tolgo i fiori secchi dalle mie piante, controllo l’umidità del terreno infilandoci il dito dentro, guardo il cielo per immaginare che tempo mi aspetterà oggi; un pensiero a chi è lontano augurandomi che abbiano una buona giornata (i fili del cuore non si spezzano mai), un pensiero a chi andrò a svegliare fra un pò. Raccolgo le immagini di ieri, nella mia amata campagna, dove abbiamo iniziato le danze della bella stagione, accarezzando le rose delicate appena sbocciate, curando il campo, dipingendo cassette che diventeranno vassoi, raccogliendo fragole e ciliege, intrecciando ghirlande estive, con quello che c’era. dormicchiando sulla sdraio, facendo foto da condividere. Io amo questo mio angolo dove trovo la pace che mi serve.

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Poco tempo alla cucina. Tra le occhiate un pò deluse di  un figlio che non si accontenta di mangiare leggero, ho preparato una cosa veloce e buona.

Non credo che questa settimana riuscirò a postare molto. Ci proverò. Ma per ora vi lascio la mia ricetta veloce, che non stupirà nessuno, leggendola, ma assaggiandola si.

Vi lascio anche le foto di ieri, e io prendo il mio caffè. Buona giornata a tutti voi.

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Insalata estiva di patate, fagiolini, con ravanelli al pepe.

(x 4 persone)

- 8 patate piccole

- 500 g di fagiolini

- un mazzetto di ravanelli

- olio extravergine di oliva

- pepe nero macinato fresco

- sale

- timo, origano, prezzemolo freschi

Lessare le patate immergendole con la buccia in acqua fredda. Controllare la cottura infilando i rebbi di una forchetta.

Lessare i fagiolini, spuntati e lavati. Tirarli al dente.

Pulire, lavare bene, e affettare sottilmente i ravanelli. Disporli in un piatto e metterci su un pò di sale fino per eliminare l’acqua di vegetazione. Sciacquare dopo 10 minuti e condirli con pepe nero, e un filo d’olio.

Sminuzzare le erbe fresche.

Spellare le patate e schiacciarle grossolanamente con una forchetta direttamente nel contenitore di portata.

Aggiungere i fagiolini, i ravanelli, le erbe. Condire con sale, olio e ancora pepe.

Guarnire con fiori commestibili e servire.

Per renderlo un piatto completo associarlo ad un formaggio fresco.

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24 maggio 2014

Brioches alla vaniglia

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E’ uno strano periodo. ‘Ove tanto niente….’ che da noi significa ‘o non riesci a fare niente, oppure fai troppo’.

E infatti la mia vita fatta di eccessi, prevede o un silenzio prolungato sul blog, o una sovrabbondanza di parole. Ma mai che io stia ferma per più di cinque minuti. E ho sempre e comunque voglia di cucinare, di assaggiare, di condividere.

Poi ci si mette anche l’estate che si avvicina, la voglia di perdere qualche chilo, il caldo che gonfia, le cose dolci sono vietate… ecc…. ecc…. ti ritrovi alcune sere che hai proprio voglia di una cosa dolce per farti due coccole, ma un pò per le cose su dette, un pò perchè credi che ci voglia troppo tempo per preparare ‘almeno’ una piccola brioche, insomma … desisti.

Però devo dire la verità, ormai apprezzo sempre di più il fatto di utilizzare degli elettrodomestici che mi fanno risparmiare tempo e ‘fanno loro’ mentre io faccio altro. Però, come quando mia madre diceva che alla nascita del terzo figlio voleva dare i baci alla lavatrice, perchè senza di lei non avrebbe saputo come fare per avere i panni lavati senza troppa fatica, ora io dico che avere in casa un robot come il CUISINE COMPANION , un nuovo prodotto della MOULINEX, un robot multifunzione che fa un sacco di cose che mi prepara la pasta brioche da solo, mi fa quasi commuovere, e mi viene spontaneo dirgli grazie. E a volte, quando mi sento davvero oberata dagli impegni, fargli preparare una buona zuppa calda, o una crema pasticcera, mi fa sentire bene, come se ci fosse qualcuno che si prende cura di me, o almeno mi dona un pò del suo tempo.

Fino ad oggi sono sempre stata una sostenitrice che fare da se è buono e fondamentale. Da quando ho in casa il  CUISINE COMPANION ritengo che farsi aiutare  sia ancora ‘più buono’ e saggio.

E poi guardate qui che cosa ho preparato!

Delle brioches sofficissime e profumate alla vaniglia, buonissime da sole, ma ancora più buone con la mia marmellata di albicocche.

Se volete saperne di più andate qui
https://www.facebook.com/moulinex.italia
http://www.cuisinecompanion.moulinex.it

Ecco qua la ricetta:

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Ingredienti

330 g di farina 00

150 di farina manitoba

Mezza bustina di lievito disidratato di birra

90 g di zucchero

Un vasetto di yogurt bianco

1 uovo intero + 1 tuorlo

150 ml di latte scremato + un paio di cucchiai per spennellare

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

La scorza grattugiata di un’arancia piccola

Zucchero a velo

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Procedimento

Nel latte tiepido (attenzione! Tiepido NON caldo) far sciogliere lo zucchero e il lievito. Nel frattempo nel recipiente di acciaio (D1) inserire l’accessorio ‘lama impastatrice’ (F4) e versare le farine e la buccia dell’arancia. Impostare velocità 5 e tempo 2 minuti e avviare. Versare il latte (in cui avete sciolto lo zucchero e il lievito), lo yogurt, la vaniglia e le uova, una per volta. Controllare se l’impasto risulta liscio ed elastico. Se ancora non lo è reimpostare la stessa velocità per un altro minuto.

Formare una palla. Far lievitare per almeno 5 ore in una ciotola, coperta con la pellicola trasparente, e mettere in forno con la sola luce accesa.

Sgonfiare l’impasto con dolcezza, ricompattare la massa e formare delle palline da sistemare, distanziate, su una placca da forno coperta con carta da forno. Far lievitare ancora per circa 30 minuti. Spennellare con latte e cuocere in forno per circa 20 minuti a 180°. Non devono diventare scure, ma solo leggermente dorate. Se usate dolci, spolverizzarle con zucchero a velo.

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22 maggio 2014

Melanzane ripiene per ‘Abbasciamadònn’

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Noci, il mio paese, è una ‘ridente’ località, dall’aria frizzantina, nata su una collina della Murgia. Qui le stagioni sono miti e dolce è passeggiare per le vie del paese e delle nostre campagne, in ogni tempo. Il mese di maggio è tutto dedicato alla Madonna, e in particolare alla Madonna della Croce a cui è dedicato un piccolo santuario distante un km dal centro abitato. Una Madonna molto amata e venerata perchè dispensatrice anche di miracoli, in particolare per i bambini che pativano di ernie. Quando ero bambina c’era un rito (il rito del ‘passa-passa’) che si svolgeva il tre di maggio, nel bosco adiacente la chiesetta, durante il quale i bambini venivano fatti passare per tre volte attraverso il ramo di un albero di quercia, tagliato per tutta la sua lunghezza. IN seguito, secondo la credenza, fede o superstizione,  se il ramo avesse continuato a germogliare il bambino sarebbe guarito. Dopo questo rito, partiva la processione dei fedeli che tutti insieme ‘portavano’ il quadro della Madonna dal santuario alla Chiesa Madre. E per tutto il mese si ‘faceva il mese alla Madonna’ che consisteva nel seguire la messa all’alba, accompagnato magari dal mitico ‘fioretto delle ciliege’, terribile promessa di non assaggiare manco un frutto per atto di costrizione e devozione.

L’ultimo giorno del mese tutta la popolazione seguiva la processione al contrario, dalla Chiesa Madre fino al Santuario, respirando l’aria tiepida e profumata di rose. In particolare di una rosa color rosa, profumatissima, addossata ad una delle croci di pietra che si trovano lungo il percorso. Quando da bambina andavo ‘abbàsc à Madònn’ (giù alla Madonna) con mia madre, mia nonna e i miei fratelli, mi raccontavano che quella rosa è sempre stata li, e fiorisce per tutto l’anno, ed è sempre ricca e profumata come il mese di maggio.

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La sera del 31 si organizzava una festa giù nel boschetto di lecci di questo Santuario. Ognuno portava con se tielle intere di melanzane ripiene, focaccia di patate con mortadella e provolone, verdure fresche per accompagnare, dette ‘u mischtùr’ e una buona bottiglia di vino.

Si organizzava il picnic in compagnia, si mangiava e si cantava tutti insieme in allegria, nel buio del boschetto e così si festeggiava la Madonna.

Nel corso del tempo questa usanza di è modificata di molto. Il boschetto è stato ceduto ad un privato, la festa si svolge sempre nel grande prato davanti alla chiesetta. Solo che le melanzane ripiene preparate in casa, hanno lasciato il posto ai panini con le salsicce, alle focacce delle bancarelle e l’aria che prima era piena di canti e risate della gente, ora è piena di canzoni di dvd venduti a poco e dal rumore dei gruppi elettrogeni degli ambulanti.

La devozione continua, sempre viva. I nocesi continuano a seguire la processione e a ritrovarsi giù tutti insieme, ma i profumi sono cambiati.

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E qui, arriva la novità.

Nostalgica come sono delle cose buone e belle di una volta e degli incontri festosi, penso che bisognerebbe tornare almeno ….. alle melanzane ripiene fatte in casa.

E così, con gli amici dell’associazione NOCI MY DESTINATION, ci incontreremo tutti ‘ABBASC A’ MADONN’  con il nostro kit da degustare, completo di ‘melanzane ripiene, focaccia con mortadella e provolone e ciangiùff sbucciati e tagliati’. Invitiamo tutti a fare altrettanto. Chi sarà pigro o impossibilitato a preparare queste cose tradizionali, non dovrà preoccuparsi. CI PENSIAMO NOI. Tutti potranno acquistare il ticket per ritirare il kit, qui a Noci, presso l’Hotel Cavaliere entro il 28 maggio alle 13.

Per maggiori informazioni chiamate il num. 346.6339414

per la ricetta andare QUI

vino

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