22 maggio 2014

Melanzane ripiene per ‘Abbasciamadònn’

melanzane ripiene

Noci, il mio paese, è una ‘ridente’ località, dall’aria frizzantina, nata su una collina della Murgia. Qui le stagioni sono miti e dolce è passeggiare per le vie del paese e delle nostre campagne, in ogni tempo. Il mese di maggio è tutto dedicato alla Madonna, e in particolare alla Madonna della Croce a cui è dedicato un piccolo santuario distante un km dal centro abitato. Una Madonna molto amata e venerata perchè dispensatrice anche di miracoli, in particolare per i bambini che pativano di ernie. Quando ero bambina c’era un rito (il rito del ‘passa-passa’) che si svolgeva il tre di maggio, nel bosco adiacente la chiesetta, durante il quale i bambini venivano fatti passare per tre volte attraverso il ramo di un albero di quercia, tagliato per tutta la sua lunghezza. IN seguito, secondo la credenza, fede o superstizione,  se il ramo avesse continuato a germogliare il bambino sarebbe guarito. Dopo questo rito, partiva la processione dei fedeli che tutti insieme ‘portavano’ il quadro della Madonna dal santuario alla Chiesa Madre. E per tutto il mese si ‘faceva il mese alla Madonna’ che consisteva nel seguire la messa all’alba, accompagnato magari dal mitico ‘fioretto delle ciliege’, terribile promessa di non assaggiare manco un frutto per atto di costrizione e devozione.

L’ultimo giorno del mese tutta la popolazione seguiva la processione al contrario, dalla Chiesa Madre fino al Santuario, respirando l’aria tiepida e profumata di rose. In particolare di una rosa color rosa, profumatissima, addossata ad una delle croci di pietra che si trovano lungo il percorso. Quando da bambina andavo ‘abbàsc à Madònn’ (giù alla Madonna) con mia madre, mia nonna e i miei fratelli, mi raccontavano che quella rosa è sempre stata li, e fiorisce per tutto l’anno, ed è sempre ricca e profumata come il mese di maggio.

rose

La sera del 31 si organizzava una festa giù nel boschetto di lecci di questo Santuario. Ognuno portava con se tielle intere di melanzane ripiene, focaccia di patate con mortadella e provolone, verdure fresche per accompagnare, dette ‘u mischtùr’ e una buona bottiglia di vino.

Si organizzava il picnic in compagnia, si mangiava e si cantava tutti insieme in allegria, nel buio del boschetto e così si festeggiava la Madonna.

Nel corso del tempo questa usanza di è modificata di molto. Il boschetto è stato ceduto ad un privato, la festa si svolge sempre nel grande prato davanti alla chiesetta. Solo che le melanzane ripiene preparate in casa, hanno lasciato il posto ai panini con le salsicce, alle focacce delle bancarelle e l’aria che prima era piena di canti e risate della gente, ora è piena di canzoni di dvd venduti a poco e dal rumore dei gruppi elettrogeni degli ambulanti.

La devozione continua, sempre viva. I nocesi continuano a seguire la processione e a ritrovarsi giù tutti insieme, ma i profumi sono cambiati.

melanzane ripiene1

E qui, arriva la novità.

Nostalgica come sono delle cose buone e belle di una volta e degli incontri festosi, penso che bisognerebbe tornare almeno ….. alle melanzane ripiene fatte in casa.

E così, con gli amici dell’associazione NOCI MY DESTINATION, ci incontreremo tutti ‘ABBASC A’ MADONN’  con il nostro kit da degustare, completo di ‘melanzane ripiene, focaccia con mortadella e provolone e ciangiùff sbucciati e tagliati’. Invitiamo tutti a fare altrettanto. Chi sarà pigro o impossibilitato a preparare queste cose tradizionali, non dovrà preoccuparsi. CI PENSIAMO NOI. Tutti potranno acquistare il ticket per ritirare il kit, qui a Noci, presso l’Hotel Cavaliere entro il 28 maggio alle 13.

Per maggiori informazioni chiamate il num. 346.6339414

per la ricetta andare QUI

vino

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