11 gennaio 2013

La compagnia della luce

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Abbiamo tutti delle strane abitudini. Nascono forse da strane convinzioni, difficili da capire o da giustificare. Però nel gioco della costruzione del proprio nido, è giusto che ognuno sia libero di esprimerle.  Nella mia vita ho sempre avuto intorno a me tanta compagnia. Vicina, lontana, fisica o solo di pensiero. Ma raramente mi sono sentita davvero sola. Ho sempre avuto accanto qualcuno da abbracciare o a cui chiedere di essere abbracciata per un pò. Ho sempre avuto una voce che mi ha chiamato proprio quando ne avevo bisogno o che ho chiamato io perchè sentivo che aveva bisogno di me. Nelle sere di tempesta ho trovato amici anche sul web, con cui condividere un momento di timore, o un pensiero negativo. Nei giorni di sole, qualcuno con cui ridere. Nelle notti insonni, qualcuno insonne come me. Nelle cartoline ricevute a sorpresa, parole di amicizia. Nei pacchi regalati, pensieri per me.

Ma c’è qualcosa che nelle mie giornate mi fa davvero bene al cuore e che mi regalo continuamente. Nella mia casa c’è sempre una o più candele accese. Piccole, profumate, bianche o colorate. Sono per me tante cose. Una luce che mi accompagna. Un profumo che mi accarezza. Una preghiera silenziosa. Una speranza per qualcosa o per qualcuno. Un’idea di calore silenzioso che discretamente mi sta vicino.  Affido a lei le buone intenzioni della giornata, la riuscita di un progetto, la soluzione di un problema. Mi convinco che finchè lei sarà accesa ci sarà luce ovunque.

Mi piace la sua compagnia. E oggi ho voluto condividerla con voi, mentre accanto a me ne brilla una.

Corro a preparare la cena. Strano un post senza ricetta eh?

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8 gennaio 2013

Perle di risaia all’arancia con gamberoni caramellati alla melagrana (più un passo verso la nuova primavera)

_MG_6026 Confido in una seconda tazza di caffè per ritrovare il mio ritmo questa mattina. Ma com’è che si stenta a ripartire? Ho perfino capito che è inutile stilare la lista. Mi pesa anche solo guardare quell’elenco di cose da fare! figurarsi farle. Però che rottura! se vivi un periodo vuoto e frenetico confidi nel riposo. Se finalmente ti fermi e te ne freghi dei doveri e ti immergi completamente della nullafacenza del periodo di festa, non riesci a ripartire. Mi sa che devo ritrovare in antichi saggi la giusta strada da percorrere. Che poi l’antico saggio mi direbbe ‘rimboccati le maniche e basta con le chiacchiere. Datti da fare che di cose da fare ce ne sono tante e tu perdi il tuo tempo in parole’. Ma sarà così davvero? cosa rende davvero produttivo il nostro tempo? la meditazione o il lavoro? ma se una il lavoro non ce l’ha?

Intanto mi piace condividere la sorpresa di un viaggio organizzato al volo e vissuto nella sua pienezza, che mi ha regalato un’anticipazione della primavera che arriverà o che forse non è mai andata via. Grazie al ‘sentito dire’ siamo andati a curiosare in una città a noi vicina, che onestamente non avevo mai ‘calcolato’ o meglio dire ‘presa in considerazione’ solo perchè non ci sono mai stati motivi di viaggio che mi potessero portare li. Salerno e le sue ‘luminarie’ del periodo di Natale. Una bella idea che si è inventato il suo sindaco per dare uno sprint alla sua città. Da novembre a gennaio la città è completamente illuminata da luci che formano strane magie lungo i vicoli del centro storico. Galassie con stelle cadenti, fiori e cascate, spille variopinte, tappeti volanti, interi giardini con gallerie fatte di luci e alberi in fiore. E poi ti avvicini per guardarli meglio e scopri che la maggior parte di queste strutture sono fatte di…. bottiglie di plastica riciclate. E ti stupisci e ti congratuli sia con chi ha avuto l’idea che con chi ha deciso di sfruttarla per la propria città.

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Il tempo è stato fantastico, con temperature primaverili e un sole che ha acceso i colori di questi posti magici. Guardare dall’alto il mare di Vietri, passeggiare nelle sue stradine colorate di ceramiche, raggiungere il Castello di Arechi e desiderare di volare da lassù in parapendio e godere di quel paradiso planando, visitare il giardino di Minerva cercando di immaginarlo pieno di erbe profumate in primavera, assaporare tisane inebrianti sulla terrazza di questo giardino, in compagnia,  e poi (!!!!) assaporare mozzarelle di bufala, pizze e piatti fantastici di pesce…. bè ti riconcilia con il mondo e ti fa capire che intorno a noi c’è davvero tanta bellezza e dovremmo imparare a goderne.

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Vi lascio foto silenziose e magiche di questo viaggio e, a grande richiesta, la ricetta delle perle di risaia che tanto hanno incuriosito nel mio post precedente. La ricetta è tratta da un libro fantastico che per me è un libro guida per i miei pranzi particolari: ‘La tavola delle feste’, S. Barzetti, Fabbri Editore. (scusate la foto, ma considerate le richieste ho preferito utilizzare quella che avevo, piuttosto che aspettare di farlo nuovamente. Sorry!)

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(per 6 persone)

- 420 g di riso Vialone nano (io ho usato il Carnaroli)

- 24 gamberoni interi

- 4 arance biologiche

- 1 melagrana

- 1 bicchiere di vino bianco

- 2,5 l di brodo vegetale

- 1 cipolla bionda e 1 foglia di alloro

- 1 cucchiaio da tavola di pepe rosa

- olio extravergine di oliva

- sale e pepe bianco

Pulire i gamberoni, eliminare il carapace ed eviscerateli. Utilizzate le teste, i carapaci e le bacche di pepe rosa per insaporire il brodo vegetale. Portare lentamente all’ebollizione affinchè il brodo non si intorbidisca ed eliminate la schiuma man mano che si forma. Tritate la cipolla, sgranate la melagrana, sbucciate un’arancia e tritate finemente le scorze e raccogliete il succo. In una casseruola tostare il riso con due cucchiai di olio extravergine di oliva, la cipolla e la foglia di alloro. Sfumate con il vino, coprite con il brodo e portate a cottura, aggiungendo poco alla volta brodo e succo di arancia. A metà cottura aggiungere metà dei gamberoni tagliuzzati (*variante mia)

Nel frattempo in una padella scaldate un cucchiaio di olio, unire l’altra metà dei gamberoni, fateli rosolare un minuto per lato e aggiungete metà della melagrana che, rilasciando succo zuccherato farà caramellare leggermente il tutto. Fate insaporire, spegnete, salate e pepate.

Quando il riso avrà raggiunto una cottura al dente, toglietelo dal fuoco, fatelo riposare per 2 minuti, aggiungete la buccia di arancia e il resto della melagrana. Regolate di sale e pepe, condite con 2 cucchiai di olio e mantecate. Versate il riso nei singoli piati e completatelo con i gamberoni caramellati alla melagrana.

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2 gennaio 2013

Istruzioni per come concludere un anno vecchio e iniziarne un altro nuovo

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E’ iniziato il periodo dell’essenziale. Ma come per gli stati d’animo positivi che nascono solo dopo che si è toccato il fondo della disperazione, così la nostra consapevolezza a tavola ha bisogno di un momento di delirio prima di iniziare la meditazione ascetica. Una specie di catarsi inevitabile seppur piacevolissima. Come dire che prima di entrare nel paradiso dell’estasi che deriva dal digiuno, abbiamo volutamente attraversato l’inferno interessantissimo dei piaceri del palato.

Le foto, scattate con telefonini e luci basse e caldissime, secondo me rendono più delle parole.

Il racconto del mea culpa è questo.

Ogni anno festeggiamo con tutti i nostri amici l’ultimo giorno dell’anno (come tutti gli altri giorni del resto!!!). E allora ci inventiamo degli incontri prima per decidere se farlo o no, poi dove farlo (e li ci vogliono circa 3 o 4 sedute), poi gli incontri con le discussioni sui vari menù da proporre, poi l’incontro delle donne per la cernita finale, poi l’incontro per andare a fare la spesa insieme, e li si cambiano sicuramente almeno due delle portate già decise e frutto di spreco di parole e intenzioni, e poi arriva il 31.

Il 31 si sta insieme dalla mattina, si comincia a sfilettare, tagliuzzare, programmare le prime cotture, sistemare i tavoli e gli addobbi, e si accendono i fuochi. Naturalmente si dividono i compiti a seconda delle propensioni e cominciano a sprigionarsi qua e la profumi e vapori che ci confermano la giustezza delle decisioni prese.

Accanto alla propria postazione un bicchiere di vino che accellera l’allegria man mano che si procede. Assaggia tu che assaggio anch’io, aggiustiamo di sale, brindiamo a mille cose e persone, al volo, a quello che è stato, a quello che sarà. Riempiamo piatti di cibo e di progetti, cancelliamo  le malinconie, telefoniamo ai figli che sono indaffarati come noi in altri posti, giusto per sentirli accanto, per un giorno non accendiamo la televisione, perchè per tornare a preoccuparci ci penseremo domani. Non per cinismo, ma per ricaricarci le pile prima di donare energia al mondo che è fuori. Per questa giornata siamo soli qui ad autoalimentarci a vicenda con pensieri positivi, cibo buono, e progetti di allegria. Coltiviamo l’illusione che il mondo sia qui e ora. Teniamo fuori almeno per queste ore le cose brutte che ci hanno segnato quest’anno, le persone che ci hanno scassato con costanza i cosiddetti, gli amici che son voluti andar via da noi, per abbracciare quelli che invece hanno il piacere di restare e anche quelli che avrebbero voluto essere con noi e non hanno potuto.

Poi quando tutto è pronto e al caldo… la tavola vestita a festa solo con la luce di candele d’argento bellissime, è il momento di doccia, trucco e abito elegante con tanto di cravatta e luccichii, profumi buoni, che rendono bello anche l’abbraccio per gli auguri che verranno, e ci si siede a tavola per premiarsi con tutto quello che abbiamo preparato. Non mancano le parole, che vengono fuori questa volta, senza le nostre battute, ma con serietà, con emozione, per ringraziare la vita per quello che abbiamo, per quello che abbiamo avuto e non abbiamo più, per quello che avremo, e per le speranze che aprono i nostri occhi e i nostri cuori, verso il nuovo anno, ancora un pezzo del nostro domani, attendendo solo doni. Con occhi di bambini felici.

Di seguito vi lascio le immagini e i rumori di quello che ho raccontato

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Il Menù prevedeva

Regalo di un ammiratore

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Antipasto:

- Crostoni di pane tedesco con barbe di finocchio saltate in padella, crema di mascarpone alla mostarda, salmone affumicato, caviale di uova di salmone e grani di limone biologico.

- Astice alla catalana, su letto di pomodori neri e cipolle rosse marinate in aceto di mele e zucchero

- cocktail di gamberetti in salsa rosa, sempre fantastico

- ostriche su letto di ghiaccio gustate con le bollicine, con qualche goccia di limone o al naturale

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Primi:

- Perle di risaia all’arancia con gamberetti caramellati e melagrana

- Spaghettoni al profumo di mare in tempesta al cartoccio

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Secondi:

- filetto di orata su letto di carciofi croccanti al timo

Frutta:

- carpaccio d’ananas e melagrana con sciroppo di zucchero al sedano

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Dolci:

- Crema catalana con croccante all’arancia

- tortini con cuore fondente di cioccolato servito con gelato alla vaniglia fatto in casa

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e ovviamente……

- lenticchie che più che altro portano speranza.

La cena è stata da sogno. Ogni piatto era un’emozione. Se volete le ricette chiedetele pure, ma qui, diventerebbe un’enciclopedia….

Buon anno a tutti…..

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