2 gennaio 2013

Istruzioni per come concludere un anno vecchio e iniziarne un altro nuovo

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E’ iniziato il periodo dell’essenziale. Ma come per gli stati d’animo positivi che nascono solo dopo che si è toccato il fondo della disperazione, così la nostra consapevolezza a tavola ha bisogno di un momento di delirio prima di iniziare la meditazione ascetica. Una specie di catarsi inevitabile seppur piacevolissima. Come dire che prima di entrare nel paradiso dell’estasi che deriva dal digiuno, abbiamo volutamente attraversato l’inferno interessantissimo dei piaceri del palato.

Le foto, scattate con telefonini e luci basse e caldissime, secondo me rendono più delle parole.

Il racconto del mea culpa è questo.

Ogni anno festeggiamo con tutti i nostri amici l’ultimo giorno dell’anno (come tutti gli altri giorni del resto!!!). E allora ci inventiamo degli incontri prima per decidere se farlo o no, poi dove farlo (e li ci vogliono circa 3 o 4 sedute), poi gli incontri con le discussioni sui vari menù da proporre, poi l’incontro delle donne per la cernita finale, poi l’incontro per andare a fare la spesa insieme, e li si cambiano sicuramente almeno due delle portate già decise e frutto di spreco di parole e intenzioni, e poi arriva il 31.

Il 31 si sta insieme dalla mattina, si comincia a sfilettare, tagliuzzare, programmare le prime cotture, sistemare i tavoli e gli addobbi, e si accendono i fuochi. Naturalmente si dividono i compiti a seconda delle propensioni e cominciano a sprigionarsi qua e la profumi e vapori che ci confermano la giustezza delle decisioni prese.

Accanto alla propria postazione un bicchiere di vino che accellera l’allegria man mano che si procede. Assaggia tu che assaggio anch’io, aggiustiamo di sale, brindiamo a mille cose e persone, al volo, a quello che è stato, a quello che sarà. Riempiamo piatti di cibo e di progetti, cancelliamo  le malinconie, telefoniamo ai figli che sono indaffarati come noi in altri posti, giusto per sentirli accanto, per un giorno non accendiamo la televisione, perchè per tornare a preoccuparci ci penseremo domani. Non per cinismo, ma per ricaricarci le pile prima di donare energia al mondo che è fuori. Per questa giornata siamo soli qui ad autoalimentarci a vicenda con pensieri positivi, cibo buono, e progetti di allegria. Coltiviamo l’illusione che il mondo sia qui e ora. Teniamo fuori almeno per queste ore le cose brutte che ci hanno segnato quest’anno, le persone che ci hanno scassato con costanza i cosiddetti, gli amici che son voluti andar via da noi, per abbracciare quelli che invece hanno il piacere di restare e anche quelli che avrebbero voluto essere con noi e non hanno potuto.

Poi quando tutto è pronto e al caldo… la tavola vestita a festa solo con la luce di candele d’argento bellissime, è il momento di doccia, trucco e abito elegante con tanto di cravatta e luccichii, profumi buoni, che rendono bello anche l’abbraccio per gli auguri che verranno, e ci si siede a tavola per premiarsi con tutto quello che abbiamo preparato. Non mancano le parole, che vengono fuori questa volta, senza le nostre battute, ma con serietà, con emozione, per ringraziare la vita per quello che abbiamo, per quello che abbiamo avuto e non abbiamo più, per quello che avremo, e per le speranze che aprono i nostri occhi e i nostri cuori, verso il nuovo anno, ancora un pezzo del nostro domani, attendendo solo doni. Con occhi di bambini felici.

Di seguito vi lascio le immagini e i rumori di quello che ho raccontato

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Il Menù prevedeva

Regalo di un ammiratore

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Antipasto:

- Crostoni di pane tedesco con barbe di finocchio saltate in padella, crema di mascarpone alla mostarda, salmone affumicato, caviale di uova di salmone e grani di limone biologico.

- Astice alla catalana, su letto di pomodori neri e cipolle rosse marinate in aceto di mele e zucchero

- cocktail di gamberetti in salsa rosa, sempre fantastico

- ostriche su letto di ghiaccio gustate con le bollicine, con qualche goccia di limone o al naturale

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Primi:

- Perle di risaia all’arancia con gamberetti caramellati e melagrana

- Spaghettoni al profumo di mare in tempesta al cartoccio

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Secondi:

- filetto di orata su letto di carciofi croccanti al timo

Frutta:

- carpaccio d’ananas e melagrana con sciroppo di zucchero al sedano

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Dolci:

- Crema catalana con croccante all’arancia

- tortini con cuore fondente di cioccolato servito con gelato alla vaniglia fatto in casa

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e ovviamente……

- lenticchie che più che altro portano speranza.

La cena è stata da sogno. Ogni piatto era un’emozione. Se volete le ricette chiedetele pure, ma qui, diventerebbe un’enciclopedia….

Buon anno a tutti…..

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