9 dicembre 2009

La danza delle scatole di latta


La nostra danza delle scatole di latta è iniziata. E penso che durerà per tutto il periodo di Natale. Questa bella iniziativa mi ha permesso di realizzare  due  desideri che avevo da tempo. Poter inviare dei doni alle persone a me care conosciute tramite blog e fare ancora nuove amicizie. E quest'ultimo desiderio è stato realizzato solo per puro caso... Infatti l'indirizzo che è stato abbinato a me è qui vicino, a Potenza, e per questo abbiamo deciso di incontrarci e conoscerci e scambiarci così di persona le nostre scatole.

E' stato davvero emozionante poter ritrovare nel sorriso,nella semplicità e nell'allegria della mia nuova amica, Lidia, molte cose in comune e la voglia di raccontarsi e scoprire così quello che io ho sempre pensato (vedi post ...) sulle donne: che basta guardarsi negli occhi e anche senza parlare ci si capisce al volo e sembra che ci si conosca da sempre.
Non avremmo mai smesso di parlare ma, visto che non eravamo sole e avevamo altri impegni, abbiamo deciso di rivederci e rimandare spero a tante volte successive la nostra voglia di raccontarci. Intanto vi dico che cosa conteneva la bellissima scatola di Lidia: sono usciti fuori come da uno scrigno biscotti di tanti tipo fatti da lei, a forma di alberelli di Natale, di comete, di omino di pandizenzero, biscotti al burro, al cioccolato, panzerottini ripieni, tutti buonissimiiiiiiii.  Un sacchetto di fagioli tondini, che sicuramente saranno presenti sulla mia tavola per la vigilia. Poi un pensierino squisito: uno gnomo lettore (per una gnoma lettrice come me) e un bel biglietto di auguri con delle parole speciali che però sono solo mie.

Grazie Lidia, alla prossima....

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L'uomo nero


Oggi è tornato lo spirito del Natale. E voglio iniziare a vivere questo periodo nella maniera più serena e tranquilla possibile. Ho lasciato alle mie spalle la tristezza e voglio circondarmi di cose e persone belle. Stasera mi son fatta un regalo fatto di poesia e stupore. 
Sono andata a cinema per vedere 'L'uomo nero' di Sergio Rubini ed è stata una sorpresa meravigliosa. Io ho sempre amato Rubini e apprezzato la sua bravura, ma onestamente non sapevo fosse anche un bravissimo regista. 
Questo film è un regalo che dovete fare a voi stessi, un primo grande, delicato, regalo di Natale. La storia, che ovviamente non racconterò, abbraccia un periodo storico che potrebbe essere quello della nostra infanzia, ritrae suoni e colori della mia terra, proprio qui, vicino a casa mia, fa rinascere la speranza di un qualcosa che si può sempre avverare. Vola alto al di sopra delle meschinità umane e riscatta la potenza del proprio sogno, negli occhi disperati e dolcissimi di Rubini. Si sente molto il segno autobiografico della storia e per questo è ancora più forte l'emozione che ti lascia alla fine. E vorresti che continuasse ancora.
La musica di Piovani è sempre bella anche se secondo me poteva impegnarsi un pò di più a non farla assomigliare così tanto a quella de 'La vita è bella'. Comunque è sempre un grande anche lui. 
Grande, grande Sergio Rubini che premio con un invito a tutti ad andare a vedere il suo film.
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1 dicembre 2009

L'olio nuovo



E' arrivato l'olio nuovo. E' verde e forte e profumato di olive appena schiacciate. Questo rito magico che si ripete quasi ogni anno ti riporta a contatto con le cose vere ed essenziali della natura. Ogni anno c'è sempre la nebbia e fa sempre freddo, ma alzarsi presto la mattina e partire portando con se le reti che già odorano di olive, i rastrelli, il maglione in più, il cappello per non far impigliare i miei capelli ricci tra i rami, il termos con il caffè.... sapendo che trascorreremo tutta la giornata in campagna, immersi nel silenzio e negli alberi, intervallando ogni tanto un saluto dei contadini che passano accanto al nostro 'tratturo'.... ha il profumo di una promessa.


Una promessa di cose vere. E ti viene sempre più il desiderio mentre raccogli e cominci a riempire le cassette da portare al frantoio, e pensi a quanto olio otterrai dalla spremitura. 
 
'Faremo il 13, il 16 o, addirittura il 18?'. Tutti termini ormai 'tecnici' che abbiamo imparato strada facendo e che riservano sempre una sorpresa alla fine. Quindi a fine giornata si portano al frantoio dove io mi trattengo quando più possibile perchè il profumo è meraviglioso.
Si torna il giorno dopo per ritirare l'olio e vedere che quel tesoro verde scuro e denso e profumato è TUO, ti riempie di orgoglio e soddisfazione e sai che hai fatto una cosa buona.
Ovviamente non vedi l'ora di tornare a casa e, prima di conservare il bidone, la prima cosa che fai è metterne un pò in un piatto e assaggiarlo con una fetta di pane fresco.
Ed è magia...

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