30 settembre 2010

Pane, panna e zucchero


C'era un tempo in cui si sentivano solo risate e allegria dalla bocca dei bimbi. Che potevano, d'estate, alzarsi con comodo la mattina, perchè ormai non c'era più la scuola, ma non vedevano invece l'ora di iniziare a correre nei campi.
E i bimbi che assorbivano dentro di se, inconsapevoli, solo le cose belle, perchè quelle cattive non le conoscevano e non pensavano nemmeno che esistessero.
Loro avevano solo la mamma, la zia, la grande nonna... insomma tre mamme in tutto, che lasciavano al loro tempo, il regalo del tempo stesso, da riempire come uno scrigno, di giochi, racconti, filastrocche, canti, imitazioni e recite inventate, e poi di gelati al limone e spumoni con i canditi, e ancora carezze e amore infinito.
E al tramonto, al momento in cui il fattore iniziava il rito della mungitura i bimbi erano li con la loro tazza grande da riempire con il latte appena munto, che faceva la schiuma ed era ancora caldo di mucca.
Era il tempo in cui non si pensava ai microbi, alle malattie, alle infezioni... si pensava solo a quant'era buono quella tazza di latte caldo e a quello che avrebbero mangiato subito dopo.
E si, perchè la nonna, donna meravigliosa, che sapeva inventare magie dal nulla, subito dopo aver bollito il latte, raccoglieva con un mestolo forato la panna che si formava in superficie e, ancora calda, la posava su una bella fetta di pane. E cospargeva il tutto di zucchero, tanto zucchero e lo dava ai bimbi.

Oggi avevo voglia di tutto questo.... ed è stato bello tornare con la mente e con la mia 'fetta di pane con panna e zucchero', tra le braccia della mia nonna.


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