18 settembre 2013

Cipolle borettane in agrodolce

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Ci sono posti in cui ti viene il buonumore. Ed è li che devi andare quando vedi che la giornata sta prendendo una brutta piega. E questo succede spesso, a tutti, all’improvviso. Quando succede a me io so dove farmi tornare l’allegria. Complice la certezza che anche solo l’acquisto di una matita colorata non può che farmi bene, devo solo scegliere tra due negozi e devo evitare di farmi prendere dalla troppa felicità e degenerare nello shopping compulsivo.

Quindi… la scelta n.UNO è … il negozio grande dei cinesi. Peccato che qui io non possa mettere la mia imitazione della piccola signora imprenditrice cinese, perchè dicono che sia perfetta… Intanto è una molto pratica, senza salamelecchi e sorrisini. Poi è sempre collegata con il telefonino con qualcuno lontano. Ma lei senza scomporsi, posa il cellulare, dicendo di aspettare in cinese, e ti da le indicazioni per quello che cerchi. E li comincia la giostra. Mi aggiro volentierissimo tra gli scaffali, soffermandomi su tutte quelle cose straordinarie e stravaganti che solo la loro mente sa inventare. Luci/abatjour con luce bianche che al bisogno possono diventare colorate, multicolore e pulsanti, non si sa mai vuoi improvvisare un festino, sei già pronta. Telefoni col pelo e senza pelo, a forma di bocca, di cane, di sofà. Pelapatate/grattugia/tagliagiardiniera/grattacarote, di mille colori. Tazze/tazzine/tazzoni di un kitch allucinante. Tendegiocattolicuscinoniemillemillemille altre cose che ti fanno sorridere mentre ti chiedi ‘ma come gli sarà venuta in mente questa cosa?’. E alla fine del giro, acquisto sempre qualcosina simpatica, ma non trovo mai la cosa che DAVVERO vorrei comprare e che continuo ad aspettare che vendano. LA CALCOLATRICE CHE PARLA ITALIANO CON ACCENTO CINESE. E si… proprio lei. Quando arrivi alla cassa c’è sempre la stessa piccola signora imprenditrice cinese che, posa il telefono, prende gli articoli, e comincia a comporre il prezzo sulla calcolatrice che dice quattlo eulo, uno eulo, otto eulo… totale tledici euli. E io li che vorrei contlattale il plezzo della calcolatlice. Ma niente non me la da….

Scelta n.DUE. Purtroppo non posso dire il nome del supermercato, perchè sarebbe pubblicità, quindi, se mi pagano lo dico, altrimenti nisba. Insomma vado in questo supermercato perchè li trovo oltre al meraviglioso burro tedesco, la farina nera per il pane tedesco, le olive portoghesi, ripiene di peperone, gli spaghetti di riso, la marmellata di menta per la cacciagione (che però non cucino mai, perchè sono contro la caccia), i tacos originali, la salsa mexicana, il riso tailandese, una volta ho pure preso il pork in gelatina (na schifezza unica, che ho buttato), i lebkuchen tedeschi che non sono mai come me li ricordo io, le cioccolate tedesche con nocciolone, senza nocciolone, con uvetta, con i fichi, nero, bianco (che fa schifo), al latte. Cereali con le banane essiccate…. respiro…. e poi negli scaffali centrali…… rascadoras para gatos, luces de colores para fiestas, tablero magnético, cojín para el cuello, che a me già solo leggere le etichette mi fa morire dalle risate. E si perchè io sono come quella del pescedinomeWanda.

E poi nella zona verdura fresca acquisto siempre bellissimi cetrioloni giganti di Espagna che mi vergogno pure di andare a pagare per come si presentano, e ne compro tre o quattro per sviare l’attenzione, i cipollotti freschi, i pomodori cuore di bue, porri come se piovesse, e … attenzione attenzione, quando è periodo, quintali di cipolline borettane (addirittura già pelateeee), che qui non le trovo mai, manco a pagarle oro. E mi sbizzarrisco a prepararle in mille modi, perchè a me, le cipolle, piacciono da impazzire.

Ecco qua l’ultima ricetta che ho preparato tempo fa e che solo ora ho potuto assaggiare. Che dire? buonissime, giuro. Ma voi fatele e poi ditemi.

E, visto che ieri ci sono tornata in quel supermercato (ero triste), vi dico che di la mi aspettano due confezioni di meravigliosi peperoni rossi che vogliono solo la mia totale attenzione.

Quando lo shopping compulsivo, dona felicità.

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Cipolle borettane in agrodolce

- 500 g di Cipolline borettane

- 100 ml di olio extravergine di oliva

- 500 ml di aceto bianco

- 70 g di zucchero

- grani di pepe nero/rosa a piacere

- 2/3 chiodi di garofano

Bollire le cipolline in abbondante acqua poco salata. Non farle cuocere molto altrimenti si spappolano, diciamo circa 2/3 minuti. Scolarle e farle asciugare su un canovaccio.

In una casseruola versare l’olio, l’aceto, lo zucchero, il pepe e i chiodi di garofano. Far cuocere fin quando sono sciolti il sale e lo zucchero. Far bollire per qualche minuto ancora e versare le cipolline. Cuocere per altri 2/3 minuti e lasciarle ancora al dente. Sistemarle nei barattoli sterilizzati e coprirle completamente con il liquido di cottura. Tappare e, per essere più sicuri della conservazione, fare il bagno maria. Mangiare dopo un mese circa… se resistete.

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