11 ottobre 2011

Quiche di cipolle rosse



Ore 7,00
A parte i pensieri, sono incapace di muovere il benchè minimo muscolo e tantomento le palpebre. Non ce la faccio, porca miseria, è già suonata la sveglia (ma tutte quel bla bla bla sul fatto che ho la sveglia biologica e che io mi sveglio da sola un minuto prima che la sveglia suoni... tutte palle! a volte ho l'impressione di essere appena andata a letto e invece mi sorprendo della luce del giorno).
E vabbè alziamoci e vediamo se con due caffè si rimette in moto la macchina. Intanto rimettiamo in moto la testa e leggiamo un pò.

Ore 8,00
Il vero lavoratore di questa famiglia è chi è già fuori di casa alle 7,50 per andare a scuola. Sbuffando si per il sonno, ma è ligio al dovere e affronta le scale, poi la salita, poi si immerge nella folla vociante del liceo. Beati i giovani, perchè loro è il regno del giorno presente. Non cominciamo con i piagnistei da anziani che rimpiangono la giovinezza. NO NO questo non mi appartiene (ancora!).
Cominciamo a fare il piano operativo di queste prossime ore. Vago per la casa e raccolgo post it mentali sulle cose da fare. Ma mi accorgo che non basta un quadernetto... e man mano che appunto, svanisce l'appunto di prima e comincio a preoccuparmi dell'alzheimer. O il rifiuto è semplicemente una forma di difesa contro una valanga di cose che ti travolge, che tu riesci a gestire in un primo momento, ma solo fino a quando vedi che ce ne sono altre di valanghe di impegni che si formano a ripetizione.
E penso e invidio le mamme di una volta che sapevano esattamente cosa fare della loro giornata. 
Sveglia, rassettare, cucinare, rassettare, caffè, rammendare e stirare, piccolo giro per poche commissioni, magari anche doveri tipo trigesimi o messe varie, rientro, cena, rassettare, poca tv e a letto, che il giorno dopo sarebbe stato uguale. E tutto questo garantiva l'entusiasmo per una eventuale novità.

Ore 9,00 
come un volano che si autoalimenta inizio 4 o 5 cose e via giù di rincorsa sennò la spinta si esaurisce.
Su su, facciamo il pane e mentre lievita riscaldo il forno e faccio i peperoni arrostiti. 
Cavoli mi sono accorta che in frigo ci sono dei quasi cadaveri, su su pulisco il frigo. 
Elimino l'eliminabile e metto sul tavolo il recuperabile, pronta per fare qualche cosa stupefacente per il piccolo che torna a pranzo, tanto torna alle 2 hai voglia a tempo!

Ore 10,00
L'occhio cade su fb e mi sconvolge la vitalità del mondo e delle cose che gli altri fanno e pubblicano e io mi sento una spettatrice paralizzata davanti al video. Ma poi mi dico 'ma anche loro stanno davanti al video no? per raccontare a tutti quello che fanno, magari anche loro in un momento di grande energia'. Torno alle mie faccende e ai miei pensieri, che se arrivano le 10,30 la giornata è bella che andata e poi hai voglia a deprimerti sul tempo che passa in maniera improduttiva.

Ore 15,00
Seduta, che ci devo pure restare poco, altrimenti la debolezza di assale e paralizza, guardo soddisfatta il resto del pranzo che è appena finito.
Quiche alle cipolle rosse di Tropea, rotolo di brisee con peperoni e emmenthal, polpette di pane, pane di semola e pizza con mozzarella, pomodoro e capperi.
E riso in bianco al limone per me.

Quiche di cipolle rosse

- 3 cipolle rosse di Tropea
- un rotolo di pasta brisèe
- 200 g di Emmenthal
- 250 cl di panna liquida
- 3 uova
- burro

Pulire le cipolle e tagliarle a spicchietti sottili.
Rosolarli a fiamma bassissima nel burro. In realtà più che rosolarli dovrebbero appassire.
Sistemare la pasta brisèe nella sua carta da forno nella teglia e bucherellarla.
Distribuire le cipolle, l'emmenthal tagliato julienne. In una coppa sbattere con una forchetta le uova e la panna e versare il tutto nella teglia.
Infornare a 200° fino a quando la superficie diventa dorata.
Servire tiepida.


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