12 dicembre 2015

Zenzero candito (Candied Ginger)


Ancora a proposito dell’albero e di questo Natale che sento in maniera diversa…. Quando ero piccolissima l’albero di Natale era qualcosa di minuscolo, con un cubo di gesso colorato come base, che si piazzava sulla tv e si conservava tutto belleffatto sotto una busta di plastica. E si dava più spazio al presepe. E nonostante i miei tentativi di cambiare qualcosa, non ho mai ottenuto niente perchè comandava mia madre e basta. Si faceva come diceva lei.
Quando ho avuto una casa mia è iniziata la serie degli addobbi alternativi, con grande disperazione di mio marito che invece avrebbe preferito un bell’albero classico con le palle rosse equidistanti, luci multicolor, magari anche quello da coprire già fatto con la plastica per rimetterlo fuori anno dopo anno senza stress.
Invece, il primo anno era un cespuglio di spine tutto bianco che di solito si trovano sulle vie di campagna da noi, rotolanti se c’è vento, addobbato con palline rosse all’interno, e montate con guanti di acciaio….
Il secondo era un ramo immenso di noce (il più spoglio di tutti gli alberi), arricchito con palle stile country, marroni e rosse con collane di palline di legno rosse.
E poi un albero di alloro in vaso che comunque seccò prima di Natale e il giorno prima della festa fummo costretti a rifarlo.
E poi un abete vero per accontentare una volta mio marito, da piantare dopo le feste in campagna, addobbato con le palle dorate, che però non sopravvisse.
E poi decidemmo per un albero finto altissimo, che ho sempre odiato perchè ha la forma di un cono perfetto senza rametti selvaggi che escono qua e la, tanto che per farmelo piacere ho anche montato a casaccio i rami senza rispettare il colore del ferretto interno, ma ho continuato ad odiarlo comunque. Ma mio marito ci prova ogni anno, approfittando dei miei momenti di stanchezza, a riproporlo.
E dell’albero matematico ne vogliamo parlare? Ramo secco, con luci che, volevo coprire di neve bianca. Mio marito disse ‘a me la bomboletta. Vai pure tu, qui me la vedo io’. E io tutta felice per il compito in meno da svolgere, andai a fare la spesa. Al ritorno trovai il marito soddisfatto del lavoro svolto con tutte le bombolette vuote e con la faccia di chi si aspetta la mia reazione entusiasta. Ora…. lui è un ingegnere, di quelli bravi e precisi e aveva messo la neve come un ingegnere. In spruzzi uguali ed equidistanti su tutti i rami. Perchè secondo lui è vero che la natura è armonia, ma è governata anche da leggi matematiche ben precise. Insomma, il mio mutismo, accompagnato dagli occhi che non riuscivano a chiudersi restando sgranati, lo offesero a morte. E giurò sull’albero a pois che da allora non mi avrebbe più aiutato.
Gli accordi furono: ogni anno decide a turno uno della famiglia.
E l’anno successivo fu di nuovo il cono, ma considerato il mio malumore costante e la mia assorta e spenta aria di festa, i miei figli decisero di assecondarmi per gli anni della loro scelta.
E così da allora il mio albero è un ramo secco. Gli altri si sono rassegnati, ma io sono felice.
E oggi, visto lo spirito natalizio a mille guardate qui cosa ho preparato.
(La ricetta originale l'ho scoperta qui, e ringrazio)


Zenzero candito
- 350 g di zenzero
- 350 g di zucchero semolato + zucchero per l’operazione finale
- acqua
- la punta di un cucchiaino di sale
Eliminare la buccia dello zenzero grattandola con un cucchiaio.
Tagliarlo a fettine sottilissime. Metterle in una pentola e versare un litro di acqua. Accendere il fuoco e portare a bollore. Abbassare la fiamma e far cuocere per circa 40/50 minuti.
Scolare l’acqua. Versare nuovamente lo zenzero nella pentola e aggiungere lo zucchero, il sale e una tazza d’acqua.
Rimettere sul fuoco a fuoco medio/basso, mescolando spesso. Far cuocere per 40 minuti circa.
Preparare un contenitore basso con abbondante zucchero- Con una schiumarola prelevare lo zenzero e adagiarlo sullo zucchero. Fare in modo che sia coperto completamente. Quindi eliminare lo zucchero in eccesso e quando è ben freddo conservarlo in un barattolo di vetro o una scatola di latta.

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