10 marzo 2015

Lemon Loaf (cake al limone)

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Maledizione alle diete e a chi ci mette in testa che magro per forza deve essere bello. Eppure com’è che, se fa così tendenza essere magre, quando vado nei negozi per comprare qualcosa, le uniche taglie rimaste sono sempre quelle piccole? Perchè? ne prendete di più perchè le vostre clienti sono tutte magre e poi vi avanzano? o perchè finiscono prima quelle sulla 46, dato che sono, siamo tutte oltre la 46? E poi noi che abbiamo questo rapporto di amore con il cibo siamo ogni momento sottoposte a torture e condizionamenti dalla tv con i suoi millemilla programmi di cucina, dai giornali e dai libri con foto e idee meravigliose, e poi dalla mia mammaaaaa che anche se passo per un momento da casa sua, so già a 100 metri da casa sua cosa sta cucinando. Riconosco a distanza il profumo delle sue focacce, le melanzane ripiene, il brodo di carne, il ragùùùùùùù- Ecco solo a parlarne mi viene fame e stasera mi tocca invece insalata e fettina.

Poi un bel giorno, tra la miriade di social dove trovi tutte le idee super faccio la conoscenza di un dolce per me (credevo) nuovo. Il Lemon Loaf, che mi appare in tutto il suo splendore e profumo… e mi dico, ok lo faccio, ne mangio solo una fetta, lo distribuisco, ancora non so cosa farò, ma il dolce lo faccio e basta.

Ma non è stato semplice trovare la ricetta giusta. E si, perchè ne ho trovate di mille versioni, con quantità e ingredienti davvero diversi tra loro, a parte i limoni. E questo mi ha creato davvero qualche problemino di scelta. E così mi sono affidata al web, ho lanciato un appello e la prima ricetta che ho ricevuto, da Lydia Martucci Zecca ho deciso che l’avrei fatta. E sono felice della scelta.

Il risultato è un dolce da cuocere in uno stampo da plum cake, da inzuppare, ancora caldo, con uno sciroppo di zucchero, limone e acqua. Da mangiare, io pensavo, all’ora del thè, come una bella usanza inglese. E invece no, è un dolce bello da vedere, buono da mangiare a colazione, a merenda, all’ora del thè, dopo cena, quando hai voglia di qualcosa di buono buono, qualcosa che ti tiri su, che ti dia una spinta verso il buonumore ecc….

Ma avete visto che parlando parlando ho dimenticato completamente la parola e l’idea della dieta?

Vi prego provate a farlo e poi mi direte…..

Ecco qui la ricetta, riportata pari pari (bè insomma qualche piccola modifica l’ho fatta)

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Lemon Loaf

- 350 g di farina 00
· 200 g di burro fuso
· la scorza grattugiata di 2 limoni
· 320 g di zucchero
· 3 uova
· 1 pizzico sale
· una bustina di lievito in polvere
· 250 ml di latte
· Semi di un baccello di vaniglia

Per lo sciroppo
· il succo e la buccia grattugiata di 2 limoni
· 50 g di zucchero al velo
· 100 ml di acqua

Foderare uno stampo da plumcake 30x11 con carta da forno. Scaldare il forno a 170°.

Lavorare lo zucchero con la scorza e le uova. Aggiungere la farina col lievito e il sale, e poi il latte con la vaniglia. Lavorare l’impasto finche diventa gonfio e soffice. Quindi aggiungere il burro fuso e lavorare ancora per amalgamare. (Io proverei anche con meno quantità di olio di semi, per intolleranti al lattosio)

Versare nello stampo e infornare. Non preoccupatevi se vi sembra che sia tanto l’impasto. La ricetta è proprio così…  Far cuocere per 1 h e 15 minuti, o finché non prende un bel colore dorato.

Controllare la cottura interna del dolce, infilando uno stecchino di legno, che dovrà uscire asciutto. Se l’interno dovesse risultare ancora umido e l’esterno sembra cotto, coprire con carta stagnola e continuare la cottura.

Nel frattempo preparare lo sciroppo mettendo in un pentolino lo zucchero, il succo e la scorza di limone e l'acqua, portare a bollore e aspettare che si riduca, diventando un pò più denso.

Quando il dolce sarà cotto, e ancora caldo, bucherellarlo qua e la, con lo stecchino, fino alla base, lasciandolo ancora nella sua teglia. Aiutandovi con un cucchiaio, versare sulla superficie, piano piano, tutto lo sciroppo. Aspettare che si raffreddi il tutto. Tirarlo fuori dalla teglia e servire.

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