23 novembre 2018

Polpettine di ricotta e erbe aromatiche in brodo vegetale

Quest'anno, stranamente, c'è un'incredibile voglia di freddo, di casa, di Natale.
Anch'io non vedo l'ora che arrivi questo momento. Ho bisogno di magia, di ritorni a casa e di incontri. Fra poco inizierò a mettere le mani nella farina per impastare dolci buoni e profumati di spezie. E nel frattempo sfoglio libri di zuppe e rubo ricette buone dalle amiche. 
SHARE:

6 ottobre 2016

Riso e zucca arrostita con rosmarino e aglio

14556125_10209330548414019_1459884992_n

E’ una di quelle giornate incerte. La pioggia arriva all’improvviso con un cielo nero e minaccioso. Bagna tutte le piante e il terrazzo, lava via la polvere nera di questa città e tutto risplende di nuovo. Ho dovuto mettere da parte i miei programmi di uscita, per andare a comprare una nuova agenda, per riportare tutti gli impegni presi già fino a maggio del prossimo anno. Perchè piove. Poi all’improvviso da dietro una nuvola nera, sbuca il sole e crea un paesaggio strano e misterioso, fatto di luce fortissima che colora d’arancione alcune facciate di palazzi e di ombre scure su altre facciate, tanto scure da percepire anche il freddo che potrebbe arrivarti fin nelle ossa, quando sai che li manca il sole. E guardando in alto non si sa ancora se le nuvole dell’orizzonte porteranno pioggia o se saranno innocue. Intanto mi preparo da mangiare qualcosa, poi ci penserò.

Mi piace cucinare per me, perchè solo così posso sperimentare accostamenti nuovi secondo l’ispirazione, senza il timore di sbagliare e senza la responsabilità di dover tenere conto di gusti altrui. Così ho aperto il frigo e mi ha guardato per un attimo una zucca piccola che qualcuno mi ha regalato pochi giorni fa. E mi son detta ‘va bene, e zucca sia’.

14608066_10209330548174013_1821560864_n14555951_10209330548294016_334948980_n

L’ho tagliata con molta difficoltà a fette. Aveva una scorza durissima, verdone scuro, a protezione di una polpa soda e non molto spessa. Ho raccolto i semi e li ho conservati per piantarli in campagna. Ho tagliato tutto a fette, le ho sbucciate e le ho sistemate in una teglia da forno. Ho raccolto un paio di rametti di rosmarino, li ho lavati e ho staccato gli aghi, distribuendoli sulle fette. Ho sbucciato e tagliato a fette uno spicchio d’aglio che è andato a far compagnia al rosmarino. Poco sale, un filo d’olio e via nel forno. Nel frattempo ho semplicemente lessato una tazza di riso in acqua salata. Quando tutto è cotto, la zucca era diventata morbida e profumata, il riso leggermente al dente. Ho versato il riso nella teglia della zucca e li ho fatti abbracciare. Ho messo il tutto nel piatto, con l’acquolina in bocca perchè intorno intanto si era sparso un profumo meraviglioso. E guardando fuori dalla finestra la pioggia che nel frattempo era tornata, ho gustato il mio piatto di riso e zucca profumata.

14569827_10209330548454020_1982309668_n

SHARE:

15 luglio 2015

Pranzo all’ombra con riso venere, verdure, gamberi e erbe aromatiche

_MG_3822

Le persiane sono chiuse. Anche la porta è accostata. Il ventilatore ruota freneticamente e fra un pò decolla. Intanto intorno tutto vibra di questo vento spinto dalle pale. La tovaglia, la gonna, lo strofinaccio poggiato sulla sedia. Ogni tanto vola qualche tovagliolino di carta lasciato sul tavolo. Fa caldo, ma proprio tanto. E, visto che proprio lo deve fare perchè siamo in estate, visto che non serve a niente lamentarsi o strepitare, allora ricorro al vecchio metodo dell’oooommmmm, del restare calma, della distrazione, dell’indifferenza.

E così cammino scalza in casa, evitando le mattonelle in prossimità della luce. vesto con una cosa leggerissima di cotone, faccio la limonata con ghiaccio, zucchero e menta, a portata di sete, lascio filtrare la luce quanto basta per non inciampare e aspetto il tramonto e l’ombra che verrà.

Ricordo che da bambina non avvertivo per niente il caldo dei pomeriggi assolati, quando piuttosto che andare a riposare come volevano i grandi, avrei preferito continuare a giocare fuori sulla veranda. E anche quando da ragazza si andava in spiaggia, rigorosamente all’ora di pranzo, solo con il telo sotto il braccio e le infradito ai piedi… Senza ombrellone, senza ombra, senza ripari. Solo sole e mare, e amici accanto.

Vai ora vai, al mare senza la tenda verde di decathlon al seguito, o senza la protezione totale… oppure vedi se riesci a mettere il naso fuori di casa prima delle 18…

E vabbè si cambia. E intanto devo trovare un compromesso con mio figlio che con ‘tutta quest’aria condizionata (28° ndr)’ sente freddo.

intanto …. OMMMMMM….

Cucino con mooolta lentezza una cosa buona e fresca. Abbondante così basterà anche per cena.

E, nell’ombra del mio rifugio, si accendono i colori.

riso

Riso venere con verdure, gamberi e erbe profumate.

- fiori di zucchina

- peperone rosso e giallo

- zucchina

- cipolla rossa

- gamberi freschi sgusciati

- riso venere

- prezzemolo basilico e a piacere le erbe che preferite

Lessare il riso venere in abbondantissima acqua salata. Scolare e passare sotto il getto dell’acqua fredda per farla raffreddare subito

Rosolare le verdure lavate e tagliate in olio. Lasciarle un pò croccanti.

Quasi alla fine aggiungere i gamberi e farli cuocere velocemente.

Tagliuzzare le erbe.

Assemblare riso, verdure, gamberi e erbe.

Un filo d’olio extravergine di oliva e via.

gamberi

SHARE:

6 novembre 2014

Le case e le cozzelle.

cozzelle1

Stamattina il caffè ha un sapore più dolce del solito.  E ho l’impressione che questo addolcisca tutto quello che penso e quello che vedo.

Ieri è stata una giornata di messaggi. Alcuni brutti, di quelli che la mattina quando ti alzi, sai già che forse arriveranno, perchè ti svegli quasi come un senso di attesa fastidiosa, che svanisce all’improvviso, quando senti il ‘din’ giusto. Non tutti i ‘din’, ma tra tanti il tuo cuore lo sa qual è e te lo prepari ad ascoltare. E ascolti….

Poi, a sera tarda, ne arriva uno bello, anche quello lo aspettavi da tempo, ma non sapevi quando sarebbe arrivato. Ci sono cose della vita che, nonostante la tua caparbietà, la tua forza di volontà, non puoi forzare. Ci sono situazioni e scelte che si sistemano da sole, perchè devono seguire il proprio corso. C’è un tempo per tutto… e tu non puoi comandare sul tempo. E’ come se qualcuno avesse deciso per noi da molto, quale debba essere il percorso che dobbiamo fare. E a noi non resta altro da fare che chinare il capo e accettare tranquillamente. Ho alzato mille volte la testa e i pugni, per lottare, con forza e urlando, ma mai, dico mai, ho ottenuto quello che volevo. Ho dovuto aspettare. E poi quasi magicamente le cose hanno fatto il loro corso e le soluzioni sono arrivate.

Io ho scelto lei e lei ha scelto me. Quando si va in giro in cerca di una nuova casa, non bisogna mai studiarne i particolari o ostinarsi a ragionarci su. Si parte da quanto puoi spendere e si scartano subito i sogni impossibili. Tra quelli raggiungibili si entra con cuore aperto e bisogna afferrare al volo la prima sensazione che vivi. La prima e solo la prima. Quelle che seguono sono di contorno e di affinamento. E’ il primo assaggio. Come di un vino, di una buona cioccolata, di un piatto speciale. Devi catturare la prima impressione. E su quella ragionarci. Capire il perchè,  e vedere se tutte le risposte bastano ad accettare anche le cose che non vanno. Poi si va via e ci si dorme su. E la scelta viene da se. Se non ti torna in mente più significa che non ti è entrata dentro. Se invece cominci a pensarci significa che ‘si può fare’,  si può tentare….

Di certo farò mie le storie che mi racconterà, le storie di chi ci è passato, assorbite dai muri e dagli oggetti che troverò. Perchè se in una casa c’è stato amore, amore si respirerà.

Inizia ora una nuova fase della mia vita. Un nuovo capitolo. Una nuova casa da vivere, da aggiungere a quelle che ho. Aprirò un nuovo spazio, fuori e dentro di me. Vivrò un pò qui e un pò li, vagabonda per raggiungere chi amo, sempre con la valigia pronta.

Vedremo (anche perchè non si conosce bene la data di inizio di questa avventura….)

Ora passiamo alla ricetta.

cozzelle2

Anche in questo caso aspettavo il momento giusto per pubblicare questa ricetta. E, aspettando aspettando, è arrivato. Oggi si parla di ‘cozzelle’, come si chiamano da noi le lumache. Si si, proprio quelle che si portano la propria casa con se, sempre e ovunque. Quasi una metafora di quello che siamo anche noi, che ovunque ci spostiamo, ci portiamo dentro quello che davvero è casa, i nostri affetti.

Ogni luogo ha la sua ricetta per le lumachine, e io qui vi racconto la mia. Ricetta e storia.

Nei giorni di estate, dopo gli acquazzoni che profumano l’aria di buono, quando i campi sono pieni di ‘rstùcc’, gli steli tagliati dopo la mietitura, si aspetta che il caldo faccia venir fuori le lumache. E così, dopo la pioggia, magicamente compaiono, tutte appollaiate sugli steli, sulle pietre dei muretti a secco, sui tronchi degli alberi di mandorlo, di ulivo e di ciliegi. E allora tutti dicono… ‘Dai, andiamo a cozzelle?’. E si va a raccogliere tutte queste sprovvedute, che comunque non potrebbero mai scappare, scansando quelle sulle erbe amare. Si mettono in un contenitore che si può coprire, perchè prima o poi, rendendosi conto della fregatura, tentano di scappare, lentamente, venendo fuori e salendo salendo nel cesto, verso l’uscita.

Certo questa ricetta è crudele, ma appartiene ad un tempo dove non si badava tanto a fare gli animalisti. Era buona e basta, faceva parte quasi del gioco della vita, dove animale mangia animale e basta. E le cozzelle erano semplicemente uno dei piatti estivi, raccontato e sognato,  passeggiando con i bambini nei campi. E basta. Quindi ora, chi è troppo sensibile per continuare, si fermi pure qui.

Si portano a casa e si mettono a ‘spurgare’, brutta parola, ma necessaria. Per un giorno almeno, in uno scolapasta coperto. Devono ‘liberarsi’ del superfluo prima di essere cucinate. Quindi si lavano e si mettono in una pentola alta, in acqua fredda, sul fuoco medio. E la crudeltà sta proprio qui. Non bisogna far capire loro la sorte che li aspetta. Accarezzate dolcemente dall’acqua che diventa tiepida, vengono fuori, ignare. Appena fuori, si alza la fiamma per …. continuare. Si formerà una schiumetta che va tolta. A questo punto si aggiungono gli aromi. Origano, pomodori, prezzemolo, aglio, un filo d’olio e una foglia di alloro. Si copre con un coperchio e si fanno cuocere per almeno un quarto d’ora.

Per gustarle al meglio e in maniera primitiva, si mangiano succhiandole (ma gli schizzinosi, le prendono con lo stuzzicadenti). Per facilitarne l’uscita, con i denti si fa un piccolo buco nel guscio, ma bisogna aver acquisito una certa abilità, dopo anni e anni di allenamento, per capire qual è il punto esatto. Decisamente non è un piatto proprio raffinato, ma più uno sfizio ricercato, per chi non ha paura di sporcarsi, e per chi non si innervosisce a sentir gli altri fare quel rumore inevitabile e fastidioso dei tentativi di … aspirazione della lumaca.

A me piace e mi ricorda la mia infanzia, quando ancora, non si alzavano polveroni al suon di ‘Che peccato le cozzelle!’. Ma la prossima estate, provate anche voi e poi ne riparliamo.

Alla prossima.

cozzelle3

SHARE:

7 maggio 2014

Aiuto in campagna per la cucina (e per le pulizie). Involtini di carne alla pizzaiola

_MG_8977

E’ tempo di prepararsi a godersi i primi tepori della campagna ed è tempo di mettere fuori un pò tutta la biancheria rimasta ben chiusa e sigillata per l’inverno. Però questo è un lavoraccio che spaventa sempre perchè, diciamocelo, è di una noia mortale e poi ci si stanca. Ma tempo fa ho sperimentato con una mia amica che perfino i lavori domestici che si odiano in maniera particolare (per me stirare), se svolti in compagnia diventano divertenti. Ma ci sono un sacco di cose da far combaciare….

Se a proporsi di dare una mano sono amiche con figli piccoli, ebbene anche loro faranno parte della comitiva itinerante. Quindi ci si inventa anche per loro dei lavoretti. Tipo spazzare il piazzale con la scopa di saggina, che sa tanto di strega. oppure zappettare qua e la pezzi di erba e il loro innato spirito distruttore sarà così appagato…. ecc…. Intanto le amiche che sono sempre a dieta ma poi gli viene il fatidico capogiro per la fame e la stanchezza devi poterle rifocillare in breve tempo e con cose sostanziose. Che devono essere anche saporite per non portare pentimenti per averle mangiate. Però… non puoi nemmeno restare li a spignattare per tutto il tempo perchè non si è li solo per divertirsi, anzi….

E allora bisogna inventarsi un piatto unico buono, anzi buonissimo, da accompagnare con una bella scarpetta abbondante e con una insalatina fresca per placare i sensi di colpa. E che piaccia a tutti, donne e bambini.

E….bisognerebbe farlo fare a qualcun altro. Magari a quel bel robot che la Moulinex (il CUISINE COMPANION, un nuovo robot multifunzione che fa un sacco di cose) ha deciso di farmi provare e che io, agguerrita foodblogger, con un pò di titibanza ho accettato come una sfida, ma che poi ho cominciato a baciare per ringraziarlo per essermi corso in aiuto in momenti come questi.

Quindi ecco qui la soluzione a tutti questo piccoli problemi.

involtini3

Mentre noi sbattevamo materassi e cuscini fuori all’aria aperta, stendevamo sui fili tende e lenzuola, i bambini giocavano allegramente….. il mio robot ci preparava … le brasciolette alla pizzaiola tutto da solo.

Quindi ognuno aveva una cosa da fare ….

E giudicate voi come son venute?

Allora vi va di venire con me in campagna al mio trullo a fare le pulizie?

involtini5

Involtini di carne alla pizzaiola

Ingredienti (per 4 persone)

- 8 fettine di vitello

- 8 cubetti di parmigiano o formaggio dolce

- Un mazzetto di prezzemolo

- Un pizzico di sale per involtino

- Un peperone rosso

- Un peperone giallo

- 4 pomodorini rossi

- Prezzemolo

- 2 coste di sedano

- 2 spicchi di aglio

- 1 cipolla bianca piccola

- Un mazzetto di erbe aromatiche(rosmarino, timo, salvia)

- 1 cucchiaino raso di origano

- Sale

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

Procedimento

Preparare gli involtini su una piano da lavoro, posizionando al centro delle fettine un pezzettino di formaggio, qualche foglia di prezzemolo e un pizzico di sale. Avvolgerle e legarle con uno spago da cucina. Lavare tutte le verdure e tagliarle a pezzi piccoli. Sul fondo del recipiente di acciaio (D1) inserire l’accessorio per miscelare (F2), versare l’olio e disporre gli involtini. Versare sugli involtini di carne tutte le verdure e distribuire le erbe aromatiche, l’origano e un po’ di sale.

Selezionare la velocità 1, la temperatura a 100° e 45 minuti per la cottura. Avviare la cottura con il tasto start. Controllare di tanto in tanto che ci sia sempre abbastanza sughetto durante la cottura. Se dovesse ridursi troppo aggiungere un mezzo bicchiere di acqua calda.

A fine cottura, eliminate lo spago e servite gli involtini con un’insalata fresca.

A piacere potrete frullare le verdure e il sughetto con l’accessorio F1 e servirlo sugli involtini.

Tempo di preparazione: 1 ora e mezza

Difficoltà: minima

involtini2

SHARE:

23 marzo 2014

Il tempo regalato (riso, carciofi e piselli alle erbe)

risocarciofiepiselli1

Oggi sono sola. E lo sarò anche domani. Un sabato e una domenica da inventarsi, di cui approfittare, da riempire di cose o da svuotare di pensieri.

Premesso che io non amo molto la solitudine. Mi intristisce e mi fa sentire abbandonata, come quando hai quella famosa sindrome del ‘nessuno mi vuole bene’. Però ho notato che facendo appello a tutto l’ottimismo di cui sono capace, mi fa sentire a volte come chi ha trovato una borsa piena di tanti soldi e non riesce a decidere come e se spenderli. e comincia a fare mille progetti che affollano la mente.

E così il tempo ‘regalato’ lo si può riempire di tutto o di niente.

I panni da stirare possono aspettare? le ricette da consegnare posso mandarle domani? posso evitare per un giorno di cucinare? posso mangiare quando voglio e cosa voglio io?

Se il tempo è brutto e freddo, la risposta è si. Un bagno caldo e profumato. Poi prendi quella coperta lilla morbida, il libro, thè sul tavolino, sacchetto di riso e lavanda riscaldato. Ti piazzi sul divano e leggi.

Se fuori c’è il sole, la risposta a tutte queste domande è … sempre si. E decidi di andare a camminare al mare, anche se non fa ancora caldo. Porti con te un’amica, una bottiglietta d’acqua fresca, un pezzo di pane alle noci, un maglione. Ti metti abiti leggeri e comodi. E vai. Tanto al ritorno hai ancora un pò di piselli e cipolla pronti. Anzi, hai anche dei carciofi saltati in padella di ieri sera. Poi si pensa.

E cammini, e respiri, e ti riempi d’aria pulita dal profumo di estate e vacanze. E ti senti fortunata che in venti minuti sei già in questo posto di favola con l’acqua limpida e immobile, con il suo rumore che gli altri ci pagano le app zen per sentirle. E poi al mare chi ci va in questi giorni? nessuno. E il mare e la spiaggia son tutti per te. Anche sulla sabbia non ci sono orme. E ti organizzi la camminata di un pò di chilometri, e decidi di farla in silenzio. E decidi di pensare solo al qui e ora. Lasci fuori da questo momento le angosce che ti porti dentro. E se si affacciano i pensieri, non li fai entrare. Ecco.

E tutto questo funziona.

Se non hai a portata di mano il mare anche la campagna va benissimo.

E poi quando torni a casa, in un attimo, decidi che hai fame e vuoi farti le coccole.

Lessi un pò di riso a chicchi grossi. Lo scoli al dente, lasciandogli un pò di acqua. Lo metti in una padella larga dove hai già messo a scaldare i carciofi e i piselli together. Li mescoli insieme, in un abbraccio che sa di buono. Ancora un filo d’olio. Prezzemolo e altre erbe che hai a portata di mano. Tutte rigorosamente fresche. Una nuvola di parmigiano. E quando ti servi da sola, sembra che ti sia regalata una carezza e un abbraccio. Mi voglio bene.

Fatelo anche voi. E poi ditemi se questo non è una forma bellissima di amore.

risocarciofiepiselli

SHARE:

24 settembre 2013

Uova al tegamino con pomodorino e origano

uova origanoe pomodorini1

Qui Roma. Vi scrivo nel bel mezzo di una giornata di sole settembrino, che riscalda i colori di questa città e il core mio (guarda un pò l’ho scritto in romano ehehehe). Ginocchio a parte, mi sento benissimo, ogni volta che sono qui. Per mille motivi. Sono vicina al mio amore, sono in mezzo a mille cose bellissime da fare/vedere/assaporare/inventare/progettare, persona amiche mie da incontrare, abbracciare, abbracciare ancora, con cui parlare, fare i riassunti, guardarsi negli occhi e raccontarsi, parlare dei progetti (sempre tanti), gioire a mille anche solo per un caffè, bevuto sedute ad un tavolino, in mezzo alla gente di tutti i colori che ci passa e ci sfiora. Insomma… carica a mille..

Domani farò un bagno di folla per andare dal Papa. Oggi ho cose e cose d fare ma, sempre di corsa e, in previsione di un altro viaggetto che mi aspetta per venerdi questo (bè così si dice da noi!) posto veloce una ricetta veloce, con lo stupore e le risate che mi son fatta poco fa nel vedere che anche una mia amica ormai ‘sintonizzata’ ha postato. Insomma Aurelia, e l’altro giorno le cipolle, oggi l’uovo, ma insomma di che sei collegata telepaticamente e sposiamoci e non se ne parla più…

Protese verso questo evento che ci aspetta, incastrata io in una nuova visione della cucina e del tempo da dedicarvi, ispirata dall’essenzialità delle cose…. posto ricettine veloci e semplicissime senza però dimenticare il gusto, altrimenti mi intristisco io e quelli per cui cucino (i miei figli!)…. che cominciano a dire ‘e si, tu hai la mamma foodblogger, tu hai la mamma foodblogger, chissà che cose buone che ti cucinaaaaa… e invece… ecco qua, che si mangia? le uova a tegamino…’ E io me la cavo dicendo che anche per quelle ci vuole un’arte. Vediamo le sapete fare voi, con mille varianti e così buone? eh? eh?

E con questo piatto che ho preparato l’altro giorno, anche quello un giorno di corsissima (che ora anche i gatti ci mancavano e il tempo si è dimezzato), li ho fregati. Troppo buone le uova, preparate così.

E pensare che con questa ricetta ho perso una scommessa una sera. Io preparavo orgogliosa la mia ricetta con cipollotti/pomodorino/basilico, pensando (giustamente) che fosse il nonplusultra… e invece Ignazio, l’amico mio, mi ha fregata con questa ricetta preparata a mò di gara. Era più buona la sua.

Provate e fatemi sapere. Bè io scappo eh? Roma mi aspettaaaaaaaaaaaaa

uova origanoe pomodorini

Uova al tegamino con pomodorini e origano.

(a cranio, come dice Eugenio il mio amico medico/cuoco)(quanti amici che ho, azz….)

- due uova freschissime

- due pomodorini ciliegino

- mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva

- un pizzico di sale

- un pizzico abbondante di origano (magari ce l’avete fresco di pianta!!!!)

Versare l’olio nel tegamino, spezzettare i pomodorini e aspettare SOLO che cominci a muoversi l’olio mentre si riscalda intorno ad essi. Metterci le uova, facendo attenzione che non si rompano i tuorli. La fiamma dev’essere vivace, non troppo forte, nè troppo moscia, attenzione! Salare. Man mano che cuoce l’albume, aiutandosi con la forchetta, muoverlo un pò per farlo cuocere ovunque, lasciando semicrudo il tuorlo, che NON deve rompersi. Qualche secondo prima che l’albume sia tutto cotto, spolverizzare l’origano.

E mangiarlo con pane spezzettato qua e la …. mamma miaaaaaaaaaaaaa!

SHARE:

7 giugno 2013

Coniglio in umido con patate alle erbe aromatiche, e melanzane con origano fresco

coniglioinumido1

Mi annoto appunti, validi non solo per oggi, ma per tutti i giorni da questo in poi.

1) ricorda di leggere tutti i giorni questo foglio, mentre bevi il primo caffè, anzi dopo aver bevuto il primo caffè, così sei già sveglia.

2) sempre dopo il caffè concentrati su quelle che sono le REALI priorità della tua giornata. Non sempre al primo posto c’è facebook e il blog. Nemmeno il tuo amato libro. Nemmeno la montagna dei panni da stirare. Guardati e vedi cosa devi migliorare di te per volerti più bene. Di cosa avresti bisogno oggi? di un’ora di abbracci? Vai da chi sai che te li regalerà volentieri. Anche in silenzio. Hai voglia di allegria? Telefona a qualcuna delle tue amiche che sanno ridere con te, anche dopo un bollettino di guerra degli acciacchi. Hai voglia di silenzio? vai in campagna e raccogli erbe da sola. Inventati una scusa, e anche se piove chissenefrega. Poi torna a casa e porta con te qualcosa che profumi di buono. E ora che dentro di te è tutto a posto, cura quello che è intorno a te in casa.

3) apri il frigo e vedi quello che c’è e quello che realmente devi comprare, cioè, a parte il latte che è finito, nient’altro. Il pane lo puoi fare, la frutta c’è, lo zucchero per il dolce lo sostituisci con il miele. Controlla tutto quello che è scaduto, che nel frattempo cerca di nascondersi per non andar via, e vedi se è proprio scaduto da taaaanto, altrimenti usalo oggi.

4) non comprare più tanta roba quante sono le idee, perchè ne hai troppe, e troppo poco il tempo per realizzarle. Per il momento potresti vivere più di un mese con quello che hai. Si si, cosi dev’essere un bunker antiatomico… proprio come casa mia.

5) Non tornare con la mente sempre ai  pensieri negativi … pensa a cosa cucinerai per pranzo e per cena. E chiedi se sarai sola stasera o torna a casa qualcuno e regolati di conseguenza. E’ inutile accendere sempre i fornelli. E magari organizza anche una mezza pizza fuori con le amiche (che devi avvisare fin dalla mattina)

6) Ordina un pò casa, partendo dalla stanza davanti, dove entra gente se arriva all’improvviso, così non sarai costretta a nascondere tutto in fretta mentre salgono le scale o a dire ‘arrivooooooo’ perchè sono già dietro la porta.

7) avvia la lavatrice che tanto non mancano mai i lavaggi da fare.

8) quando e, ripeto, solo quando hai ordine intorno a te, prima fai una foto per ricordartelo e per dimostrare a te stessa che ogni tanto ci riesci, e poi comincia a cucinare.

9) il pomeriggio, meglio se non ti riposi, altrimenti sballa tutto l’elenco perchè ti viene l’abbiocco.

10) entro il tramonto regolati in base al tempo. Se c’è il sole esci, esci, esci… Se piove o fa freddo stira mentre guardi la tv. O prepara cose buone per il blog.

11) Non interrompere mai un post mentre lo stai scrivendo perchè poi perdi l’ispirazione.

12) Non sei obbligata a scrivere post. Magari leggi uno dei libri che ti hanno regalato e che fanno colonna sul tuo comodino. O non fare niente. Spalmati sul divano a guardare un film.  Ma se proprio non ce la fai e decidi di scrivere, scrivi sempre a tarda sera o notte, perchè allora non ti telefona nessuno. E in giro sul web c’è solo gente come te. E prima di andare a dormire, ricontrolla questo elenco per vedere se hai ubbidito e fissa le cose che dovrai fare domani.

E ora vi suggerisco un piatto unico, leggero, da dieta, profumato, e completo.

melanzanegrigliate

Coniglio in umido e patate alle erbe aromatiche, con melanzane all’origano fresco

(porzione a persona)

- 250 g di coniglio

- una patata

- un cucchiaio di olio extravergine

- vino bianco q.b.

- la scorza di un limone

- aglio,

- rosmarino, salvia, pepe in grani, alloro,

- un’acciuga sotto sale

- brodo vegetale

- una melanzana

- origano fresco (possibilmente)

in una ciotola mettere i pezzi del coniglio, l’aglio, la scorza del limone e il pepe in grani. Coprire con il vino bianco e far marinare per almeno un paio d’ore.

Scolare il coniglio, asciugarlo con uno scottex, disporlo in una padella antiaderente. Sbucciare la patata e tagliarla a spicchi grandi. Tagliare a pezzi piccoli l’acciuga, pescare l’aglio dalla marinata e aggiungerli. Versare il cucchiaio d’olio e con le mani ungere il tutto. Far soffriggere lentamente a fuoco medio.

Nel frattempo lavare la melanzana, tagliarla a metà, praticare dei tagli in diagonale fino a formare una griglia, e metterla sulla grata del forno accanto alla teglia.

Quando il coniglio sarà rosolato, salarlo,  aggiungere un pò del vino della marinata filtrato, e le erbette tagliuzzate (meno l’origano che servirà per la melanzana). Far evaporare e portare a cottura aggiungendo di tanto in tanto un pò di brodo vegetale.

Quando le melanzane saranno cotte spennellarle con un pò d’olio extravergine di oliva, origano fresco e sale.

SHARE:

10 aprile 2013

Strozzapreti con topinambur, erbe e fiori

topinambur1

La vita, anche se a volte ci sembra piatta e immobile e triste, e sembra non dover cambiare mai più, ci riserva invece delle sorprese. Ecco che una mattina ti alzi con una susta (per gli alieni = nervi a fior di pelle ) e ti dici ‘Madònn e c l’ho scrèsc iosc?’ (trad.: santa pazienza, come faccio a far passare velocemente questa giornata?’) e decidi di dimostrare a te stessa che sei una guerriera. E allora con rabbia sistemi casa, apparecchi pure per non perdere tempo a pranzo, esci e vai dal fruttivendolo in cerca di qualcosa di buono che ti scuota un pò almeno il palato, vai in piscina che ti sfoghi e dopo un bel pò di vasche, decidi che sei stanca. Esci. Suona il telefono. E all’improvviso esce il sole. Ti arriva una cortese telefonata, della stessa persona che 3 giorni prima ti ha fatto cadere in depressione, ti ha fatto sentire un rottame umano, parlandoti di emergenza, che non devi assolutamente partire per risolvere un problemino, che no no madame, lei è libera di ‘pràndere le sue desision’, olalà madame facc un pò com crèd… (era francese olalà), e poi, in seguito ad una mia mail di chiarimenti, mi chiama cortesemànt e mi dìsc, che oh oh oh … ma madame ha capito màl…. che in realtè l’emergens non esist pà. E io che la,  gocciolante e incredula, nel mio accappatoio, ero combattuta tra una momento di incazzatura nera perchè mi ha fatto perdere tre giorni di allegria della mia vita e tra il sollievo che mi faceva sentire il cuore leggero leggero. Attensiòn non sto parlando di malattie brutte, ma solo di un problema alla gamba che anni fa ho operato… Bè insomma, ho deciso di propendere per il sollievo e son tornata a casa con rinnovata voglia di fare, di inventare, di mangiare, anche se attenta alla dieta (che è stata la sua ultima raccomandasiòn olalà). Son passata ancora dal mio fruttivendolo (a proposito per i miei concittadini, il mio fruttivendolo è Miccolis, visto che poi vorrete sapere cosa ho comprato) e li ho trovato dei tuberi bitorzoluti che avevo visto una sola volta dal vivo, a Venezia, e altre mille volte in foto. Ma non avevo la più pallida idea di che sapore avessero. E dico, bè che sarà mai? li compro e vedo e chiedo alle mie amiche foodblogger, come si preparano. E li mi son venute in soccorso le mie fantastiche colleghe. Che ne sapevano loro, poverine, di quello che io, poverina, avevo vissuto stamattina? e così mi hanno dato mille consigli e spunti. E allora mi son messa con l’acquolina in bocca e ho cominciato a spadellare in diretta. Signori miei, come diceva il mio papà, il risultato è stato FAN-TA-STI-CO.

I topinambur, lo dico per i miei conterranei, hanno l’aspetto misto tra una patata e lo zenzero, e ha il sapore misto tra carciofi, patata e cardi. Caspita, quanto sono buoni. E allora mentalmente ho associato gli esaltatori che aggiungo ai carciofi, alla patata e ai cardi. E cioè… aglio, timo, origano e prezzemolo. E siccome ero felice, ho associato anche dei fiori che ho raccolto. E che sono commestibili. Fiori di borragine e fiori di fragoline (che non sanno di niente e quindi sono dei passepartout). Ecco dunque la ricetta.

Quanto è bella la vita quando ti sorride. OLALA’.

topinambur2

Strozzapreti con crema di topinambur, erbe e fiori.

- 2 topinambur a persona, (ma dalla volta successiva ne mangerete di più lo so…)

- 1 spicchio d’aglio a persona (a me piace molto il sapore dell’aglio, esalta e stuzzica)

- olio extravergine di oliva secondo le proprie convinzioni (io e mia madre p.es. abbiamo convinzioni diverse. Il mio cucchiaio singolo per lei corrisponde a tre cucchiai suoi)

- timo, origano e prezzemolo FRESCHI a volontà

- Parmigiano Reggiano secondo il proprio gusto

- 70 g circa a persona di Strozzapreti (io ho usato quelli per celiaci della Garofalo, perchè li volevo provare)

Appena l’acqua bolle, salare, versare la pasta e nel frattempo far saltare in una padella larga i topinambur sbucciati e tagliati a fettine sottilissime, con olio e aglio. Dopo una veloce ‘soffrittura’, aggiungere un pò di acqua di cottura della pasta, aggiustare di sale e portare a cottura.

Togliere gli spicchi d’aglio e con l’aiuto di un minipimer, o di un frullatore, o di uno schiacciapatate o di una forchetta, come volete, cercare di ridurre i topinambur a crema morbida.

Scolare la pasta e aggiungerla alla crema. Amalgamare.

Versare metà delle erbette tritate tutte insieme e amalgamare.

Versare l’altra metà delle erbette, grattugiare a scaglie un pò di parmigiano, decorare con i fiori. Un filo d’olio e… buon appetito.

borragine3

SHARE:

28 marzo 2013

Pane di mais al timo per il picnic di Pasquetta

a1mais

Quasi si sente il rumore delle rotelle che girano velocemente per decidere quali ricette preparare per il lunedi di Pasquetta. Intanto ci prepariamo mentalmente per un picnic. Poi se piove ci infiliamo dentro, al riparo e trasformiamo il tutto in un santo pranzo di campagna, pieno di cose buone, condite con canzoni alla chitarra. Le donne si sbizzarriranno ai fornelli, preparanno teglie da infilare nel forno a legna e si scontreranno i sederi per muoversi in una piccola cucina di campagna. Gli uomini di buona volontà faranno i lavori ‘da uomini’ accanto al forno, parlando di politica e di posizione della legna, alcuni. Altri non faranno un bel niente e parleranno solo di politica perchè hanno le mani delicate o perchè realmente incapaci di ‘menare le mani’. Altri aiuteranno le donne in casa, perchè gentiluomini. E nell’allegro casino generale, al suono di ‘a tavolaaaaaaaaaaaaa’, inizierà l’incontro goloiardico che vedrà sparire lentamente e inesorabilmente tutto il ben di Dio che avremo preparato, fino al calare del giorno. Piccola passeggiata umida per la pioggia che forse cadrà, in cerca di asparagi che aspettano ancora il sole per poter spuntare. Riflessione sulla meraviglia della nostra campagna che è già tutta verde e con le gemme già pronte per scoppiare prima in fiori e poi in ciliege. Riorganizzazione e annotazioni mentali dei lavori da fare. Insieme faremo programmi per l’estate che si avvicina e ci riempiremo di speranze di cose belle. E poi all’improvviso ci stupiremo perchè ci ritroveremo a pensare di nuovo, ancora,  alla cena.

E si perchè noi siamo capaci di tutto questo.

E ora un suggerimento di un pane buono preparato pensando alla Pasquetta, ricetta trovata su un giornale tanto tempo fa, provata e modificata con successo.

a2mais

Pane di mais al timo

- 200 g di fioretto di mai

- 350 di farina 00

- una bustina di lievito di birra secco

- una noce di burro buono o 3 cucchiai di olio di oliva extravergine

- un cucchiaino di malto d’orzo o di zucchero o di miele

- 2 cucchiaini di sale fino

- rametto di timo fresco

In una ciotola amalgamare il lievito con un pugno di farina 00, il malto ( o lo zucchero o il miele) e mezzo bicchiere d’acqua. Lasciare a riposo per una mezz’oretta, per far esplodere di vita il lievito. Nel frattempo miscelare le due farine, il sale, il timo. Aggiungere il lievitino e il grasso scelto (burro o olio), l’acqua tiepida nella quantità che ne assorbe e lavorare. Ovviamente si può lavorare l’impasto anche nell’impastatrice con il gancio. Far lievitare per circa due ore. Fare le pieghe, dare la forma, aspettare ancora una mezz’oretta e infornare a 220° (al forno mio eh?).

Abbinare salumi profumati e formaggi molli.

SHARE:

19 aprile 2012

Burro alle erbe aromatiche


Da sempre mi sono sentita come 'l'acqua del mare', in continuo movimento che non riesce mai a stare ferma. Come i bambini curiosi. Come il vento nel cielo. Come i pensieri. Come le idee.
Ma quando si è più giovani, si è prigionieri di mille insicurezze, come i giudizi, i pregiudizi, le paure, le incertezze, che si intrecciano come fili e che ci impediscono di volare davvero.
Anche una battuta, un'idea un pò strampalata, una parola un pò azzardata, un pensiero scandaloso, restano nell'angolo del buon senso.
Ma piano piano, crescendo, i fili scompaiono, e le idee vengono fuori in allegria, (ovvio, se le mente è sgombra da pensieri neri!) e prende forma un progetto, la voglia di organizzare per stare insieme. 
Ma tutto nasce dal bisogno di condividere le cose che mi piacciono perchè, chissà com'è, vivere da sola un'emozione, mi emoziona.... di meno.
E così stanno nascendo idee per nuovi corsi....

Vi ricordate il mazzo di erbe aromatiche dell'altro giorno? bene, mi ha ispirato una ricetta piccola, apparentemente banale, ma di effetto strabiliante se accostata alla giusta base. 
Se per caso avete deciso di preparare una bella pagnotta di farina integrale, quando è ancora calda, spalmate su una fetta questo meraviglioso burro aromatizzato alle erbe.... e vedrete che pane e profumi è una delle cose più buone da gustare.... da soli, ma ancor di più in compagnia...


SHARE:

5 aprile 2012

Pausa caffè e un'idea per il picnic: Polpettine di verdura e ricotta alle erbette


Eccomi qua, come ai vecchi tempi, quando il blog era un luogo di pace dove fermarmi la mattina presto prima di iniziare la corsa della giornata e riversare i miei pensieri o la sera tardi prima di andare a dormire, e concedermi quattro chiacchiere con chi mi legge, come con vecchi amici.
E stamattina con il mio caffè voglio fermare un pò il tempo. 
Il ritmo della vita, delle giornate, del blog stesso e di quello che mi ha portato, è diventato troppo frenetico. E sento che bisogna rallentare un pò.
Fuori oggi non c'è il sole ma un grigio velato e diffuso che invita alla calma. E' la settimana Santa ed è giusto che sia così. Siamo, sono, troppo lontana dalla spiritualità di questo periodo. Ci stiamo perdendo dietro problemi che reclamano attenzione e dietro a preoccupazioni che gridano allarme.
Viviamo come farfalle impazzite in un paese che sta crollando e ci sta buttando addosso solo pessimismo.
Ma non voglio allargare troppo lo spazio su cui riflettere.
Voglio restare qui, nella mia cucina a pensare a quello che di buono ho intorno a me, a cucinare un paio di dolci per amici che me l'hanno chiesto e a cui li farò con molto piacere, agli impegni che oggi vorrei saltare, alla rincorsa che devo prendere per forza fra dieci minuti, ai figli e al marito che fra un pò avrò con me, finalmente, ad organizzare il pranzo di Pasqua, a raccogliere i fiori di lillà che saranno già fioriti in un campo abbandonato vicino al mio.
Mi piace guardarmi e compiacermi di questa immensa vitalità a volte esagerata che mi porta a fare mille progetti e a realizzarne solo pochi. A riflettere anche sull'eterna malinconia del mio carattere, quando sono sola, che si trasforma in pura energia e sorrisi quando sono con gli altri.
Alla voglia di ridere che ho ogni volta che non mi sento bene e chiamo qualcuno per alleggerirmi il cuore delle mie angosce e puntualmente dall'altro capo del telefono mi sento dire 'aaaaaaaa meno male che hai chiamato, sai, quando sento la tua voce mi sento meglio. Sai perchè mi sento.....bla bla bla', e giù a sciorinare malanni che travolgono ogni mia intenzione di sfogarmi per me stessa.
E li che fai? ridi e ti senti già meglio.
E guardo la mia casa, sempre con mille cose da fare, che richiederebbero almeno un paio di giorni di attenzione pura, prima di ricominciare dall'inizio.... e non invidio comunque i 'mausolei' perfetti e luccicanti di alcune casalinghe perfette in cui anche se piombi all'improvviso non trovi mai una sedia fuori posto.... 
Come faranno? non avranno un blog penso....
Vabbè..... i pensieri sono tanti, e ho già preso il secondo caffè....
Posto velocemente una ricetta che potrebbe tornare utile per il picnic di pasquetta, pioggia permettendo...
Grazie per la compagnia... e buona giornata....
SHARE:

4 maggio 2011

Spaghetti con cozze e seppioline, al profumi di pepe, aglio, origano e timo freschi del mio orto


Latito sempre di più, ma non per disamore per il mio blog.
Come per tutti i grandi impegni della vita (i figli, il lavoro... il blog) ogni tanto bisogna allontanarsi e staccare, per rigenerarsi.
Quando erano piccoli i miei figli non potevo (e non volevo...) allontanarmi molto, ma bastava solo andare a fare la spesa in un altro posto, un pò più lontano, o prendere un caffè con un amica, o fare un massaggio rilassante... che ti sembrava di aver fatto una gita lunghissima e mi sentivo pronta a ricominciare la battaglia.
Così per il lavoro... mezza giornata di permesso e me ne scappavo al mare o in campagna, solo qualche ora, lontana da tutto il mondo delle corse quotidiane, per guardare un pò dentro di me.
Perchè nella quotidianità si perde di vista se stessi. Lo sguardo è sempre rivolto agli altri, a chi vive con te, o il pensiero è accanto a chi è lontano. E i desideri sono protesi verso il futuro.

Ma il presente, l'istante, te stessa... spesso sono colori sbiaditi.
E allora bisogna fermarsi a... riprendersi, a riprendere il contatto non solo con il proprio corpo, guardandosi, prendendosi cura di se, anche solo con un nuovo taglio di capelli e un pò di crema profumata..., ma anche della propria anima, rilassando le tensioni e liberandosi dei pensieri negativi.
Nei giorni scorsi ho vissuto un'esperienza molto bella che mi ha dato tantissimo. Sono stata a Roma per la beatificazione del grande papa Woitila e il bagno di folla, nella comunità di intenti e di emozioni, mi ha davvero ridato carica e serenità.

Quindi ora torno al mio amato blog, alle cose buone preparate oggi per i desideri dei miei figli, e alle valigie da preparare ancora una volta, alle cose buone da infilarci dentro per far sentire casa a mio figlio quando sarà lontano.
Torno prestissimo.....

Spaghetti con cozze e seppioline, al profumi di pepe, aglio, origano e timo freschi del mio orto

- 60 g di spaghetti a persona
- cozze sgusciate e la loro acqua
- 1 seppiolina piccola a persona
- aglio fresco
- timo e origano appena raccolti
- pepe in grani e macinato fresco
- 2 pomodorini a testa
- olio extravergine di oliva

Mettere l'acqua per gli spaghetti e portarla ad ebollizione.
Nel frattempo versare l'olio in una padella larga. Aggiungere l'aglio fresco e i pomodorini lavati e tagliati a metà.
Far rosolare pochissimo e aggiungere le seppioline tagliate a striscioline.
Salare l'acqua e versare gli spaghetti.
Quando le seppioline sembrano aver raggiunto la cottura aggiungere le cozze con la loro acqua.
Schiacciare grossolanamente qualche grano di pepe nero e metterlo nella padella. Aggiustare di sale.
Quando gli spaghetti sono molto al dente toglierli con un mestolo e adagiarli nella padella con le cozze e far continuare li la cottura, affinchè si impregnino del sapore dei condimenti.
Spezzettare due o tre rametti di origano e timo freschi, tenendone da parte alcuni per la guarnizione.
Appena arrivata a cottura la pasta, impiattare velocemente aggiungendo pepe nero macinato al momento, un filo di olio crudo e guarnire con le erbe.

SHARE:

15 aprile 2011

Cicorielle, bietole e finocchietto selvatico, 'azzìs' con pomodorini e aglio fresco di primavera


Non ho più voglia di parole. Di suoni di persone, di chiasso e confusione, o suoni di auto.
Ho bisogno di suono di vento e fruscii,  di stridii e ronzii di insetti e abbaiare lontani di cani di masseria. E al finire del giorno, di muggiti di mucche che tornano dal pascolo da sole e suoni di campanacci e poi, piano piano, anche di versi di civette e gufi che si riprendono il potere della notte. 

E ho voglia dei profumi di lillà che in questi giorni riempiono l'aria delle strade di campagna, e dell'erba appena tagliata dei campi puliti. E della rucola che comincia a spuntare, con il suo odore forte che mi fa pensare alle insalate fresche dell'estate. E delle violacciocche del mio giardino che fanno compagnia alla citronella comprata lo scorso anno.

E ho voglia di riempire le mie future giornate della calma delle passeggiate dove ti incammini senza ancora sapere dove andare e perchè, ma strada facendo raccogli quello che ti viene offerto dalla campagna, come carezze che solo una madre, paziente e silenziosa, sa darti.
E raccogli erbe di campo, piene di profumi e fiori e piante di borraggine. E rucola selvatica e cicorielle e bietole spontanee. E fiori da mettere in tavola e nelle insalate.

E torni, con la pace dentro e con la voglia di condividere tutta questa magia con qualcuno.
Ed è così che nasce l'idea di un corso sulle erbe spontanee della mia terra, che si terrà qui a Noci il 12 maggio prossimo, in compagnia di un bravissimo esperto di piante della facoltà di Agraria dell'Università di Bari, appassionato come me della sua terra, tanto da fare di un amore il suo lavoro. E in compagnia anche di un grande cuoco che sa trasformare queste semplici erbe in piatti pieni di passione.
Per il programma cliccare sulla foto qui di seguito

Mi piacerebbe tanto ripetere con tanta gente la stessa passeggiata che ho fatto ieri e che mi ha dato oltre a tanta serenità anche l'idea del piatto che oggi era sulla nostra tavola.


Cicorielle, bietole e finocchietto selvatico, 'azzìs' con pomodorini e aglio fresco di primavera

- cicorielle e sivoni
- bietole selvatiche
- finocchietto selvatico
- olio extravergine di oliva
- aglio fresco
- pomodorini
- peperoncino (facoltativo)

Pulire accuratamente le verdure, lavarle più volte per eliminare il terreno.
Lessarle in acqua bollente e salata. Nel frattempo in un tegame far rosolare in olio extravergine di oliva, diversi spicchi d'aglio fresco, anche in camicia, parecchi pomodorini tagliati a metà e, se gradito, il peperoncino.
Quando le verdure sono ancora al dente tirarle fuori dall'acqua di cottura con un forchettone o con l'attrezzo per gli spaghetti e, grondanti di acqua, posarli nel tegame con i pomodorini. Aggiungere ancora qualche mestolo di acqua delle verdure e continuare la cottura, coprendo con un coperchio.
Servire con fette di pane fatto in casa.

SHARE:

21 giugno 2010

Insalata di pollo con cipolle rosse su letto di patate alle erbe

E' vero, arriva la pioggia, ma per me l'estate è cominciata due sere fa.
La bella stagione da noi è costellata da una serie infinita e instancabile di incontri nelle campagne dei nostri amici dove, a suon di corde di chitarra, si consumano allegramente note, canti a squarciagola e cose buone da mangiare e da bere. C'è una strana euforia che ci contagia durante i mesi di giugno, luglio e agosto, che ci fa trovare continuamente scuse e pretesti per organizzare nel giro di poche ore delle serate e nottate incredibili. Il piacere di stare insieme, in un abbraccio collettivo, si legge negli occhi che brillano e nell'allegria contagiosa che spesso ha fatto nascere in alcuni 'estranei invitati alla festa' la frase tra noi diventata famosa 'quanto si paga per entrare in questa comitiva?'.
Ma, si sa, le alchimie degli incastri che rendono perfetta l'armonia tra persone, è il risultato di anni di conoscenza, necessari per smussare gli angoli dei propri caratteri e renderli compatibili. Oppure di un'immediata chimica sconosciuta che ti permette di allinearti subito allo spirito di gruppo.

Quindi è iniziata la serie delle serate estive 2010 nella mia nuova campagna. Ho preparato antipasti e  ricette da barbecue che posterò a puntate e che hanno incontrato il favore entusiasta dei miei amici. 
Cibo a parte, avrei voluto fotografare i volti e gli occhi sorridenti di tutti per conservare non solo dentro di me, il piacere che aleggiava, tangibile ad ogni sguardo.
C'è stato un momento in cui ho sentito dentro di me la completezza di un momento di felicità, in cui senti di non desiderare altro, perchè tutto quello che vuoi è intorno a te.
Le persone che ami, che desideri, gli amici, il cibo semplice e buono, una sera d'estate perfetta e un cielo di stelle a cui rivolgere lo sguardo e i pensieri e perdersi.

Foto gentilmente concessa da Anonimo Domenico (invitato alla cena...)
 
Insalata di pollo con cipolle rosse su letto di patate alle erbe

- petti di pollo interi
- patate
- cipolla rossa
- aceto bianco
- olio extravergine di oliva
- zucchero
- salvia 
- rosmarino
- basilico
- aglio
- sale e pepe


Lessare le patate con la buccia. 
Tagliuzzare la salvia e il rosmarino, unire sale e pepe e corpargere con il trito ottenuto i petti di pollo. Coprire con la pellicola e porre in frigo fino al momento della cottura. 
Affettare sottilmente la cipolla rossa e coprirla con aceto bianco e qualche cucchiaino di zucchero.  
Preparare l'emulsione al basilico frullando un pezzettino d'aglio, l'olio e un bel mazzetto di basilico fresco. Salare.
Al momento di far cuocere il petto di pollo sul barbecue, avere cura di spennellarlo ogni tanto di olio, aiutandosi con un mazzetto di rosmarino. 
Preparare in un piatto di portata le patate lesse affettate, le cipolle rosse sgocciolate, i petti di pollo sfilacciati o tagliati a fetta e cospoargere il tutto con l'emulsione al basilico.


SHARE:
TEMPLATE BY pipdig | CUSTOMIZATION BY SARA BARDELLI