7 settembre 2016

5 ricette veloci per cominciare la dieta

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Ci risiamo, ci riproviamo. E’ appena finita l’estate e già dobbiamo correre ai ripari per le allegre cene che ci siamo concessi questa estate. Io non so, ma mi sembra che siamo sempre alla ricerca di una forma che stentiamo a raggiungere. Prima della prova costume ci proviamo altrimenti giuriamo ‘non vado al mare, perchè sono impresentabile, o almeno vado su quelle spiagge dove non mi conosce nessuno’, poi bene o male arriviamo al mare e all’improvviso, ormai è fatta. Ci dimentichiamo dei chili persi o ancora da perdere perchè tanto ormai mi hanno visto, ormai non c’è più tempo, ormai siamo in vacanza, ormai ‘chissenefrega’. E ci concediamo giornate a mare, in cui mangiamo solo verdure crude sotto l’ombrellone, per poi rifarci la sera con spaghetti con le cozze, panzerotti e cene tra amici, perchè intanto è arrivata una fame da star male. E ci autoindulgiamo con il ‘si vive una volta sola’.

Ora dobbiamo ricominciare a lavorare e abbiamo voglia di tornare alla normalità, ai ritmi rassicuranti e anche alla cucina di casa. E così possiamo semplicemente dimezzare le dosi, ma mangiare meglio, e sgonfiarci un pò.

Da questa esigenza sta nascendo un progetto di …. chiamiamolo ‘promemoria’, per chi non sa mai cosa cucinare, stando attenti alla linea e a quello che si ha in frigorifero. Cominciamo col consumare quello che già abbiamo che, se guardiamo bene, basterà per almeno un mese ancora. Non importa se non è quello che desideriamo da mangiare. Ce lo faremo piacere, finchè non svuotiamo tutta la dispensa. Certo se proprio abbiamo solo friselle, olio e sale, qualcosina dovremo pur comprare, ma giusto per integrare. Ma cominciamo con la convinzione che basta pochissimo per mangiare bene e tentare una piccola dieta. Date un’occhiata alle foto che propongo su Instagram con l’hashtag #diet_onthetable o sulla mia pagina instagram @annathenice, dove pubblico spesso quello che cucino.

Le dosi sono sempre per una persona e le ricette scrive veloci, così come la loro preparazione.

Cominciamo…

1) Carote saltate con olio, aglio, erbe aromatiche e noci.

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Ingredienti: due carote grandi o tre medie, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio, salvia, rosmarino (ma potete aggiungere anche prezzemolo, timo a piacere), due noci, una frisella.

Procedimento: lessare le carote, affettatele, fatele rosolare in una padella dove avrete messo già l’olio, l’aglio tagliato a fettine e le erbe. Salate. Aggiungete le noci schiacciate. Bagnate velocemente la frisella e buon appetito.

 

2) Salmone al forno con patate alle erbe e contorno di spinaci crudi

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I: un trancio sottile di salmone, due patate piccole, rosmarino, spinaci freschissimi, limone, un filo d’olio evo

P: in una teglia da forno sistemare il trancio di salmone e le patate tagliate a fettine sottili (anche con la buccia). Aggiungere il rosmarino e salare leggermente. Cuocere in forno a 200° per circa 15/20 minuti. Servire con un’insalatina di spinaci crudi condita con limone e un filo d’olio.

 

3) Zuppa di verdure di stagione

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I: tutte le verdure che volete, un porro o una cipolla, pepe e un filo d’olio evo

P: tagliate a pezzi piccoli tutte le verdure e la parte bianca del porro o la cipolla. Far rosolare in un filo d’olio e coprire d’acqua di almeno tre dita. Far cuocere finche saranno diventate tenere.  Con un frullatore ad immersione ricavare una crema. Un altro filo d’olio e una bella macinata di pepe nero

 

4) Strozzapreti con fagiolini al sugo di pomodoro

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I:  40 g. di pasta, 200 g di fagiolini, una cipolla piccola, un cucchiaio di olio evo, una tazza di salsa, un cucchiaio di cacioricotta

P: Pulire i fagiolini e lessarli. Scolarli con la schiumarola e nella stessa acqua cuocere la pasta. Nel frattempo mettere in una padella l’olio, la cipolla e la salsa. Far cuocere finchè è pronta la pasta. Scolare la pasta, e mescolarla ai fagiolini. Impiattare e condire con cacioricotta grattugiato e il sugo

 

5) Petto di pollo con peperoni e origano

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I: due fettine di petto di pollo, un peperone, una cipolla, origano, due pomodorini, due cucchiai di olio evo.

P:  Far scaldare l’olio nella padella con la cipolla tagliata sottile sottile. Versare i peperoni e il pollo tagliati a listarelle. Far rosolare dolcemente. Aggiungere i pomodorini a metà cottura. Poco prima di spegnere la fiamma, salare e aggiungere l’origano. Se accompagnate con un’insalata di patate lesse saranno ancora più buone.

Alla prossima allora….

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21 aprile 2016

Polpo, vellutata di fave e fiori

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La primavera è la stagione che mi sconvolge più di tutte. Porta nuova energia e voglia di fare tante cose. Mi mette addosso la voglia di viaggiare, di organizzare incontri, di pulire e spazzare via il grigiume, con l’uscita del primo sole. E così mi ritrovo contemporaneamente tra una valigia da preparare per una meta lontana, il trullo da sistemare per i futuri incontri, i fiori da mettere in vaso, una passeggiata al mercato e un’altra al mare. Insomma un’attività frenetica e frizzante. La mia vita è così. Ma tutto questo fuggi fuggi si placa quando mi ritrovo ad organizzare un pranzo con i miei amici. Questo poi è un periodo pieno di buone intenzioni di dieta prima della prova costume, quindi tutti attenti a quello che si mangia. ‘Ti prego qualcosa di leggero, magari un piatto unico, profumato, niente carne eh? Dai, così stiamo insieme ma non ci appesantiamo’. E così mi ritrovo ad inventare piatti nuovi che rispettino tutte queste esigenze. Ma immaginate di essere con me, al mio trullo… in una giornata di aprile, con l’aria tiepida, silenzio tutto intorno… anzi no, solo il canto degli uccelli che si danno un gran da fare da un albero all’altro, il fruscio degli ulivi, il vento tra gli alberi, i petali dei miei ciliegi in fiore che volano come neve al sole. Una passeggiata fino all’orto dove raccolgo le mie erbe e i fiori di questa primavera. Metto tutto sulla mia tavola, fuori al sole. Anche la mia piccola cucina da viaggio. E al tepore che mi accarezza, comincio a lavare i fiori della borragine, quelli dell’albero di giuda, seleziono le barbe dai finocchi, mentre lentamente cuociono sul fornello le fave. Ormai questo piatto tipico della mia terra, è diventato indispensabile in molte delle mie preparazioni. Si può abbinare in tutte le stagioni a tanti altri ingredienti.  Olio, poco, ma buono. Tutto abbinato in leggerezza e sapore. E così con questo ritmo lento, aspetto i miei amici. Fra un pò arriveranno e voglio vedere la faccia che faranno ….

Intanto ho creato una playlist su Spotify per ascoltare la musica che mi piace mentre cucino e anche come sottofondo mentre chiacchiero con i miei amici.

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Polpo, vellutata di fave e fiori

(per quattro persone)

- due polpi medi

- 400 g di fave secche

- una patata

- 100 g di piselli

- barba di finocchio

- fiori eduli (di borragine, fiori dell’albero di giuda, ecc…)

- Olio extravergine di oliva Sagra

- sale e pepe bianco

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Mettere in ammollo le fave dalla sera precedente alla preparazione.

Sbucciare la patata e tagliarla a fette. In una legumiera sistemare le fave lavate in acqua fredda e le patate. Salare e coprire d’acqua. Metterle a cuocere su un fornello medio. Eliminare la schiuma che si formerà e proseguire per almeno un’ora, o fino a quando, assaggiando le fave si sfalderanno in bocca.

Nel frattempo portare ad ebollizione una pentola d’acqua. Versare i piselli e farli bollire per circa 10 minuti. Toglierli dall’acqua con una schiumarola e metterli da parte. Immergere nella stessa acqua il polpo e farlo cuocere per circa mezz’ora.

Sciacquare i fiori e le barbe di finocchio in un pò d’acqua, facendo attenzione a non rovinarli.

Con un minipimer o uno sbattitore elettrico, ricavare un purè con le fave a cui avrete aggiunto un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva.

Tagliare a pezzi il polpo e aggiungerli al piatto dove avete conservato i piselli. Aggiustate di sale, pepe bianco e aggiungete un filo d’olio.

Impiattare come segue:

Versare un mestolo di purè caldo di fave, disporre il polpo, i piselli, i fiori e le barbe di finocchio come più vi piace. Con un cucchiaino fate cadere tantegocce di olio nel piatto.

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Questa ricetta l'ho realizzata in collaborazione con Sagra in un progetto che coinvolgerà 14 blogger + me con altrettante ricette sfiziose - seguite l'hashtag #atavolaconamore

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1 marzo 2016

Riso integrale con carote al forno glassate e noci (Brown rice with roasted carrots and nuts)

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Ore 11,25 del primo giorno di marzo

Le giornate scivolano via velocemente. Da quando apriamo gli occhi sintonizziamo la nostra mente sulla corsa che sta per iniziare. Facciamo l’elenco delle cose da fare, delle cose che mancano in dispensa, un’idea di quello che metteremo sulla nostra tavola, un pensiero ai ‘doveri’, un sospiro per le responsabilità, un momento per i desideri, subito rinchiusi nel solito cassetto, perchè sbagliando crediamo al ‘tanto c’è tempo per quello’ e via, a fare il caffè. E così la vita scorre. Ci accorgiamo che è ‘già’ il primo giorno di marzo, di un anno con un numero così alto che ti sembra impossibile sia già arrivato.

Non hai un lavoro fisso e questo, a fasi alterne, ti fa sentire una sfigata improduttiva che non vale niente, pur avendo laurea, tante competenze, idee geniali da realizzare, oppure una persona fortunata che può ‘guadagnare risparmiando’ e migliorare la qualità della vita di chi sta accanto, creando atmosfere più rilassate, cucinando cose buone, riempendo la casa di profumi che fanno di casa un rifugio accogliente, scrivendo con calma parole che un giorno potranno diventare libri. E, a giorni alterni, vivi la malinconia o l’euforia della tua condizione.

Vai a fare la spesa e hai un ritmo più lento della gente che corre, chiusa nella bolla dei propri pensieri con occhi concentrati solo sul prezzo,  sulla qualità dei broccoli e sull’orologio che va avanti, e che urla ‘sbrigati’. Guardi con calma il mondo che ti circonda e rifletti. Sulla busta della spesa sempre più leggera delle persone anziane, sui respiri affannati delle donne con bambini e bustoni appesi ai passeggini, sulla quantità di roba invenduta ai banchi, sull’insistenza di ambulanti stranieri che ad ogni giro ti vogliono vendere con occhi e tono implorante buste di aglio rosa, e la quarta volta che t’incontrano ti riconoscono e ti ‘saltano’. E sei parte di un mondo colorato e ricco di sentimenti di gente come te.

Torni a casa con la busta piena di verdure e colori e cominci a cucinare. E ti riconcili con il mondo. E con te stessa.

Oggi ho comprato un mazzo bello di carote fresche e colorate. Ed ecco cosa ne ho fatto….

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Riso integrale con carote al forno glassate e noci (english version below)

(per due persone)

- 4 carote novelle

- due spicchi d’aglio

- un cucchiaino di zucchero di canna (o quello che avete)

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

- prezzemolo, sale e pepe

- 3 tazze (da caffè) di riso integrale

- 4 noci sgusciate

- un limone (facoltativo)

Lavare il riso e tenerlo in ammollo in acqua tiepida per circa un’ora.  Cuocerlo in abbondante acqua bollente salata. Tenete conto che ci vorrà parecchio tempo, anche 50 minuti. Quindi se avete fretta usate un altro tipo di riso, oppure potete lessarlo il giorno prima e tenerlo già pronto in frigo.

Lavare le carote con tutto il ciuffo, che metterete da parte per altre preparazioni. Pelarle, tagliarle nel senso della lunghezza, o come preferite. Mettere un foglio di carta da forno in una pirofila. Sistemare le carote. Aggiungere l’olio, il sale, l’aglio spezzettato, lo zucchero, mescolare il tutto e cuocere in forno a 180° fino a quando saranno diventate morbide.

Tritare grossolanamente le noci.

Mescolare il riso, le carote, le noci. Aggiungere un filo d’olio crudo, prezzemolo fresco tritato e se piace anche un pò di succo di limone.

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Brown rice with roasted carrots and wallnuts

(for two people)
- 4  carrots
- Two cloves of garlic
- A teaspoon of brown sugar
- 4 tablespoons extra virgin olive oil
- Parsley, salt and pepper
- 100 g of brown rice
- 4  walnuts
- lemon (optional)


Wash rice and keep it in warm water for about an hour. Cook it in salted boiling water. Keep in mind that it will take 50 minutes about. So if you are in a hurry using a different type of rice, or you can boil it the day before and keep it ready in the fridge.
Wash  carrots, peel and cut them lengthwise, or whatever you like. Place a sheet of baking paper in a baking dish. Place carrots, oil, salt, chopped garlic, sugar, mix well and bake at 180 degrees until they become soft.
Chop the nuts.
Mix rice, carrots, walnuts. Add a little more olive oil, chopped fresh parsley and, if you like,  a bit of lemon juice.

Buon appetito.

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1 ottobre 2015

Seppie gratinate al limone

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E’ qui. L’autunno è arrivato. E lo ringrazio, perchè mi sta portando di nuovo il respiro. Polmoni che si riempiono grati di quest’aria fresca e le gambe che tornano a camminare più leggere. L’agenda si riempie di nuovi incontri e ora scrivo con la pioggia che suona per me e la valigia che mi aspetta. Ho poco tempo oggi, vado a Parma per un evento molto bello. E’ il Parma Home Restaurant, dove parlerò con eminenti relatori all’Università, nella ‘Padellata Mediatica’, per esplorare cosa sta succedendo nel mondo del web e non solo, dove di cibo se ne parla, si straparla, si esagera e ….. Insomma sarà sicuramente un incontro che mi insegnerà molto. Ne riparleremo durante e anche dopo di sicuro. Di sicuro servirà anche a me per chiarirmi un pò le idee sulla direzione che prenderà il mio blog. Come quando ci si ferma per un momento a meditare e nel frattempo si ascoltano i consigli di persone che ne sanno più di te.

Intanto la dieta continua e si vedono i primi risultati. Sono contenta dei piatti che riesco a creare in maniera veloce e sono davvero efficaci, oltre che buoni. Anche questo modo di cucinare, fa parte della mia attuale esigenza interiore e anche ricerca personale verso l’'essenzialità.

Sono semplici seppie, molto profumate e veloci da preparare. Da gustare solo con un pò di verdura fresca di contorno e con una coppetta di frutta dolce e profumata. Io ho mangiato il melone bianco.

Devo scappare e per ora non posso restare qui.

Ecco la ricetta.

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Seppie gratinate al profumo di limone.

(Per me sola)

- due seppie

- un cucchiaio abbondante di pan grattato

- uno spicchio di aglio

- un mazzetto di prezzemolo

- limone

- poco sale e pepe

- un cucchiaio di olio extravergine di oliva

tagliare le seppie a tagliatelle.

In una ciotola mescolare il pangrattato, l’aglio tritato, il prezzemolo tagliuzzato, il sale, il pepe, e la scorza grattugiata del limone. Aggiungete mezzo cucchiaio di olio. Laltra metà la metterete sulla carta da forno con cui fodererete una teglia.

Adagiate le seppie, cospargetele con il pangrattato aromatico, e cuocete in forno a 200 gradi finchè sarà evaporata tutta lacqua delle seppie e il pane sarà dorato.

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26 settembre 2015

Tartare di podolica al pepe nero e verdure (quarto giorno di dieta)

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La dieta continua eh? e cominciano i primi risultati. funziona, davvero. Tanto da suscitare la curiosità della mia nutrizionista e farle venire un’idea. Che ora non posso dire …. Ma molto carina.

Se oggi c’è carne e a me proprio la fettina non piace cosa faccio, non la mangio? Devo e allora studio una cosina sfiziosa e leggera ma, soprattutto saporitissima. E che sia tartare! di podolica però. Accompagnata da un piatto di verdure: cavoli romaneschi bolliti e insalata di funghi champignon con limone e prezzemolo.

Però qui non c’è ricetta. Bisogna solo andare dal proprio macellaio di fiducia, e il mio è Matteo dello ‘Sfizietto’ che tratta solo carni di qualità, e farsela preparare. Magari il prossimo post lo dedico a lui, così vedrete quanto è bravo.

Quindi comprate la tartare e conditela con poco olio, limone, sale e pepe. Servirla con la rucola, e accompagnate con verdure. Buoonoooo.

ah! ho perso già un chilo eh?

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24 settembre 2015

Riso e patate con TRE olive fritte (terzo giorno di dieta)

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Bè diciamo che anche 200 g al giorno vanno bene. 200 x 7 sono 1,400 a settimana. !,400 x 4 sono 5,600 al mese. Wow, di questo passo a Natale sarò una ‘sinuèt’ come dice mia madre. Però bisogna essere seri e fare le cose senza fregare. Io a dire il vero faccio degli sgarri calcolati, ma mi servono per pensare di aver fatto una furbata e perchè mi voglio bene. Allora vediamo se qualcuno ha da obiettare. Nel senso di qualche nutrizionista.

Consiglio n.1 di oggi: se a colazione sono previsti due biscotti o due fette biscottate integrali con un cucchiaino di marmellata, io dimezzo e mangio o un biscotto solo o una fetta sola e conservo l’altro per la sera tardi come dolce. E si, perchè io che faccio tardi verso mezzanotte ho già di nuovo fame e ho voglia di qualcosa di dolce. E così gabbo il vizio.

Consiglio n.2: quando è prevista una minestra, io cerco di allungarla quanto più possibile con il brodo, così mi sento ugualmente sazia e introduco liquidi che altrimenti stento a bere.

consiglio n.3: servire le pietanze in un piatto piccolo e non nelle ciotolone dell’ikea che ho comprato lo scorso Natale. In effetti la colpa del mio aumento repentino di peso è da attribuire ai piatti grandi che, si riempiono che poca roba pare brutto, si finisce tutto che lasciare nel piatto pare brutto, e si fa pure la scarpetta che anche se pare brutto chi se ne frega.

Per oggi basta così.

Oggi Riso e patate con verdure e gentile concessione di tre olive fritte.

Riso e patate

- un cucchiaio di olio extravergine di oliva

- una patata piccola

- una cipolla piccola

- mezzo peperone

- tre pomodorini

- una tazza piccola da caffè di riso

- prezzemolo

- pepe

Sbucciare e tagliare a cubetti la patata. Tagliare a pezzi il pomodoro, il peperone, e la cipolla e far rosolare dolcemente in una padella dove avrete versato l’olio.

Aggiungere l’acqua e portare a bollore. Versare il riso e aspettare che cuocia.

Servire caldo con prezzemolo fresco tritato e con un cucchiaio raso di parmigiano o cacioricotta  o pecorino.

Per le olive: ungete una padellina piccola piccola con olio, mettete le olive della varietà giusta, copritele e quando vedete che sono belle lucide spegnete il gas. Pochissimo sale e via…. Ma davvero dovete mangiarne SOLO tre eh!

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23 settembre 2015

Salmone marinato all’’arancia e insalata (secondo giorno di dieta)

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Siamo in pieno mood dieta. E allora anche per darmi la carica do dei consigli. Pure…. considerato il pulpito….

Consiglio n.1: Dovete comprare assolutamente uno specchio sincero. Di quelli che vi rimandano la vostra immagine intera. Non come ho fatto io che mi son sempre guardate solo dal busto in su e, tutto sommato, mi piacevo. E nel frattempo non vedevo cosa succedeva sotto. Poi andavo nei negozi e mi arrabbiavo perchè non mi riconoscevo in quegli specchi stronzi.

Consiglio n.2: scrivete sullo specchio una frase che ho visto sullo specchio dell’Auchan, nel camerino dei dipendenti. ‘Gli altri vi vedono così’, per invitarli ad essere ordinati e presentabili. E nel nostro caso per vedere con occhi veri, non come ci immaginiamo, ma come siamo.

Consiglio n.3: buttate la bilancia con l’asticella tremolante e mobile e comprate la bilancia digitale. Nel primo caso i chili che vedrete segnati sono un ‘più o meno’ un chilo o due chili oscillanti, anche nella vostra mente. E la cosa deprime molto. Nel secondo caso anche i 100 grammi persi vi fanno sentire bene. E io così ho fatto. E fate foto ricordo del peso quotidiano. così ve lo ricordate.

Consiglio n.4: dal numero totale dei chili da eliminare dovete togliere quelli che secondo voi riguardano tette e sedere, sperando di non perdere anche quelli, perchè se restano al posto giusto è meglio. E, se ne siete ben forniti, guardate che i chili sono parecchi. Esempio: se dovete perdere 20 chili, ma supponete che di bontà ne avete circa 5, in realtà i chili da perdere sono 15. Non so perchè mi è venuta questa teoria, mah!!! secondo me è un’altra scusa pigra.

Consiglio n.5: camminate, camminate e camminate. Magari anche guardando le vetrine, Fermandovi ogni tanto se non ce la fate, ma camminate. E controllate con runtastic quanta strada fate.

Ieri era il secondo giorno. Ero fuori casa e non volevo saltare il pasto. Quindi ho mangiato in un posto che già conoscevo, un piatto che ritengo sia leggero e completo: Salmone fresco marinato con insalata di arance, finocchi, ins verde e carote. Buono, buono davvero. Ovvio che non ho avuto la ricetta dallo chef, ma volendo …. sappiamo come fare almeno una cosa simile.

Salmone marinato all’arancia

- 150 g di filetto di salmone fresco

- un’arancia

- sale grosso

- salsa di soia

- 1/2 pistacchi

- pepe

In una ciotola sistemare il salmone e cospargetelo di sale, succo e scorza di arancia. Lasciarlo così tutta la notte. Il giorno dopo scolare il liquido che si sarà formato, tamponare con carta assorbente. Quindi tagliarlo come da foto o a fettine. In una ciotolina mescolare un cucchiaio di salsa di soia e un po di succo di arancia e condire il salmone. Aggiungere poco  pepe e qualche pistacchio tritato.

Servire con insalata di arance, finocchi, ins verde e carote, condita con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e pochissimo sale.

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22 settembre 2015

Cicerchie piccanti e fagiolini alla menta (primo giorno di dieta)

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Ci siamo. E’ ora di prendere una decisione. Questa volta seriamente. Basta giocare, provarci, per poi tornare indietro. Devo assolutamente perdere peso e anche velocemente. Ho un dolore strano al ginocchio, non localizzato in un unico punto che mi impedisce di camminare per lunghi tragitti e quindi anche di fare qualsiasi attività. Non che io sia una stacanovista del jogging, ma almeno facevo passare delle lunghe passeggiate per attività sportiva. Soprattutto a Roma, dove è facile fare 10 km guardandoti intorno tra le cose belle che ci sono, e dopo aver dato un’occhiata a Runtastic ti rendi conto che hai camminato forte e non te ne sei accorta (se non fosse per il dolore all’L4-L5-S1 che ti sta bloccando progressivamente, e che ti costringerà all’immobilità per almeno due giorni).

A parte l’età, a parte una certa predisposizione genetica ereditata dal papà (che se avessi ereditato dalla mamma ora avrei la preoccupazione opposta, quella di non poter prendere peso, ma almeno avrei potuto fare la foodblogger senza problemi) …. insomma io non so perchè non ci riesco a dimagrire. E non mi si dica ‘che tu cuciiiiini quelle cose buone e poi te le mangiiiiiii’ perchè non è vero. Io assaggio, e anche quantità ridicole, tanto che mia madre spesso si arrabbia, e mi dice ‘un giorno di questi ha cadè nderr (un giorno di questi sverrai!) ca debolèzz’.    Perchè sento un coro silenzioso e ammiccante di ‘se…se…’?

Vabbè, meglio non badare agli scettici ironici.

Oggi ho la visita dall’ortopedico che segnerà una svolta nella mia vita. Dipenderà da quello che sentenzierà. Intanto da 15 giorni ho iniziato una dieta, grazie alla quale sono caduta in depressione, perchè…. non ho perso manco 100 grammi. Sarà sicuramente la bilancia. E così ieri sono andata a comprarne una nuova. E da oggi documento (in segreto ovviamente), il peso sulla bilancia nuova. E documento anche quello che mangio. Così vediamo se ottengo il sostegno morale da parte vostra.

Ieri il menù prevedeva legumi con pasta o senza e verdura. E io ho scelto le cicerchie e i fagiolini.

Ecco qui le ricette. (ma uèèè!)

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Cicerchie piccanti

- 50 g di cicerchie secche (o 190 gia cotte)

- una cipolla

- uno spicchio d’aglio

- una costa di sedano e un pò di prezzemolo

- due pomodorini

- mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva

- un peperoncino fresco da aggiungere al momento di servire

Mettere in ammollo dalla sera precedente le cicerchie. Quindi sciacquarle, coprirle di acqua e metterle a cuocere a fuoco lento. Schiumarle. Aggiungere il resto degli ingredienti ben lavati. Portare a cottura a fuoco lento. Al momento di servire aggiungere mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva e peperoncino fresco secondo i propri gusti.

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Fagiolini alla menta.

- fagiolini freschi

- menta fresca

-aglio (facoltativo)

- mezzo cucchiaio di olio extravergine di oliva

Spuntare le estremità dei fagiolini, lavarli bene e lessarli.

Condirli con aglio, olio e menta.

 

#annatheniceadieta

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12 maggio 2015

La bella stagione arriva: progetti nuovi e una ricetta leggera: Scialatielli con zucchine romanesche e fiori di zucca freschi.

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Sono seduta nella mia terrazza romana, con l’aria fresca che mi accarezza e mi ricorda ancora e sempre quanto è bella questa città in tutte le stagioni. Ma soprattutto ora, che non c’è più il freddo e non c’è ancora il caldo afoso che a breve arriverà. Ora ovunque gli alberi sono verdi di foglie nuove, sono tornati gli uccelli che cantano a squarciagola coprendo a volte anche il rumore del traffico, pensa un pò…. E io ho la fortuna di avere una bella terrazza dove al tramonto mi siedo, bevo qualcosa di fresco e scrivo.

Sono nuova di qui e ancora c’è molto da fare per fare di questa casa la mia casa. E sono qui che faccio schizzi e progetti nuovi per le serate che verranno, e penso a come arredare e non spendere una fortuna. Però già me le immagino le mie cene a lume di candela o sotto il pergolato, con gli amici che preparano con me cose buone e ridono e vivono con me questo nuovo momento. I trasferimenti non sono mai indolori, soprattutto se lasci qualcosa che ami e da cui torni sempre volentieri. Ma diventa tutto più facile se ad aspettarti qui c’è qualcos’altro che ti piace.

Quindi cerco di prendere quello che di buono c’è ovunque. E di fare di ogni luogo casa mia.

Poco tempo fa su facebook girava una pubblicità che mi ha incuriosita. Foto molto belle e curate, di oggetti di arredamento, mobili, tessuti, complementi di arredo ecc, molto vicini ai miei gusti, e con prezzi non esagerati, anzi a volte addirittura convenientissimi. ‘Passeggiando nel sito ho trovato una immensa gamma di prodotti per la casa, giardino, uscite fuori porta, ecc… che si possono scegliere, valutare e comprare direttamente da casa. E così per ‘abbreviare’ i tempi ho lanciato un sondaggio su fb stesso per sapere se altri lo conoscessero o avessero fatto acquisti. Insomma per chiedere informazioni. E così ho scoperto che dal sito Dalani.it, moltissimi miei amici avevano comprato tante cose belle ed erano anche molto soddisfatti della qualità, del rapporto qualità/prezzo, della serietà, della celerità delle consegne ecc….. E così ho già preso un bel pò di appunti e conto di affidarmi a loro per gli acquisti di cui parlavo prima.

E dato che tra i progetti da realizzare ci saranno non solo cene in terrazza, ma anche incontri sull’erba nei parchi di Roma, con picnic e letture belle, guardate un pò cosa ho già ordinato?

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E questi sono gli ‘appunti’ che ho preso per la campagna, la terrazza ecc…..

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E, a proposito della bella stagione che si avvicina, ora parliamo di cose leggere, veloci e buone da mangiare. Qui ormai vado ogni giorno a fare la spesa ai mercati rionali che sono uno spettacolo di colori, di profumi e soprattutto di prodotti freschi. E’ già tempo di zucchine romanesche qui e ricche di fiori bellissimi. Queste zucchine sono tenerissime, saporite e facili da cucinare. Basta solo aggiungere un filo d’olio, una cipolla fresca, un pò di acqua ed è pronto un bel condimento per qualsiasi pasta. Io ho scelto degli scialatielli. Ecco qua la ricetta….

Scialatielli con zucchine romanesche e fiori freschi

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(per due persone)

- 4 zucchine romanesche con i loro fiori

- una cipolla bianca fresca

- due cucchiai di olio extravergine di oliva

- 120 g di scialatielli

- prezzemolo fresco

In una pentola bassa versare l’olio e la cipolla affettata con le zucchine lavate e tagliate a rondelle.

Tenere da parte i fiori.

Soffriggere per un pò e coprire di acqua calda. Salare e portare a cottura. Le zucchine romanesche sono tenere e cuociono presto. Quando pensate che manchi almeno un minuto per completare la cottura, aggiungere i fiori. Quando saranno appassiti, spegnere.

Lessare gli scialatielli in acqua salata bollente. Scolare e mescolare la pasta alle zucchine. aggiungere del prezzemolo fresco, ancora un filo d’olio crudo e servire.

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10 marzo 2015

Lemon Loaf (cake al limone)

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Maledizione alle diete e a chi ci mette in testa che magro per forza deve essere bello. Eppure com’è che, se fa così tendenza essere magre, quando vado nei negozi per comprare qualcosa, le uniche taglie rimaste sono sempre quelle piccole? Perchè? ne prendete di più perchè le vostre clienti sono tutte magre e poi vi avanzano? o perchè finiscono prima quelle sulla 46, dato che sono, siamo tutte oltre la 46? E poi noi che abbiamo questo rapporto di amore con il cibo siamo ogni momento sottoposte a torture e condizionamenti dalla tv con i suoi millemilla programmi di cucina, dai giornali e dai libri con foto e idee meravigliose, e poi dalla mia mammaaaaa che anche se passo per un momento da casa sua, so già a 100 metri da casa sua cosa sta cucinando. Riconosco a distanza il profumo delle sue focacce, le melanzane ripiene, il brodo di carne, il ragùùùùùùù- Ecco solo a parlarne mi viene fame e stasera mi tocca invece insalata e fettina.

Poi un bel giorno, tra la miriade di social dove trovi tutte le idee super faccio la conoscenza di un dolce per me (credevo) nuovo. Il Lemon Loaf, che mi appare in tutto il suo splendore e profumo… e mi dico, ok lo faccio, ne mangio solo una fetta, lo distribuisco, ancora non so cosa farò, ma il dolce lo faccio e basta.

Ma non è stato semplice trovare la ricetta giusta. E si, perchè ne ho trovate di mille versioni, con quantità e ingredienti davvero diversi tra loro, a parte i limoni. E questo mi ha creato davvero qualche problemino di scelta. E così mi sono affidata al web, ho lanciato un appello e la prima ricetta che ho ricevuto, da Lydia Martucci Zecca ho deciso che l’avrei fatta. E sono felice della scelta.

Il risultato è un dolce da cuocere in uno stampo da plum cake, da inzuppare, ancora caldo, con uno sciroppo di zucchero, limone e acqua. Da mangiare, io pensavo, all’ora del thè, come una bella usanza inglese. E invece no, è un dolce bello da vedere, buono da mangiare a colazione, a merenda, all’ora del thè, dopo cena, quando hai voglia di qualcosa di buono buono, qualcosa che ti tiri su, che ti dia una spinta verso il buonumore ecc….

Ma avete visto che parlando parlando ho dimenticato completamente la parola e l’idea della dieta?

Vi prego provate a farlo e poi mi direte…..

Ecco qui la ricetta, riportata pari pari (bè insomma qualche piccola modifica l’ho fatta)

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Lemon Loaf

- 350 g di farina 00
· 200 g di burro fuso
· la scorza grattugiata di 2 limoni
· 320 g di zucchero
· 3 uova
· 1 pizzico sale
· una bustina di lievito in polvere
· 250 ml di latte
· Semi di un baccello di vaniglia

Per lo sciroppo
· il succo e la buccia grattugiata di 2 limoni
· 50 g di zucchero al velo
· 100 ml di acqua

Foderare uno stampo da plumcake 30x11 con carta da forno. Scaldare il forno a 170°.

Lavorare lo zucchero con la scorza e le uova. Aggiungere la farina col lievito e il sale, e poi il latte con la vaniglia. Lavorare l’impasto finche diventa gonfio e soffice. Quindi aggiungere il burro fuso e lavorare ancora per amalgamare. (Io proverei anche con meno quantità di olio di semi, per intolleranti al lattosio)

Versare nello stampo e infornare. Non preoccupatevi se vi sembra che sia tanto l’impasto. La ricetta è proprio così…  Far cuocere per 1 h e 15 minuti, o finché non prende un bel colore dorato.

Controllare la cottura interna del dolce, infilando uno stecchino di legno, che dovrà uscire asciutto. Se l’interno dovesse risultare ancora umido e l’esterno sembra cotto, coprire con carta stagnola e continuare la cottura.

Nel frattempo preparare lo sciroppo mettendo in un pentolino lo zucchero, il succo e la scorza di limone e l'acqua, portare a bollore e aspettare che si riduca, diventando un pò più denso.

Quando il dolce sarà cotto, e ancora caldo, bucherellarlo qua e la, con lo stecchino, fino alla base, lasciandolo ancora nella sua teglia. Aiutandovi con un cucchiaio, versare sulla superficie, piano piano, tutto lo sciroppo. Aspettare che si raffreddi il tutto. Tirarlo fuori dalla teglia e servire.

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1 dicembre 2014

Farfalle delle due stagioni (verdure, noci e pomodori secchi) e l’inverno che non c’è

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Oggi primo dicembre. Ovunque alberi di Natale e luci. C’è chi finge anche l’ansia dei regali, guardando con occhi sgranati nelle vetrine, ma subito dopo si allontana distratto, dimenticando già quello che ha visto, e continua a parlare con l’amica o al telefono. L’aria è calda, umida, anzi bagnata. Non è l’aria dei dicembre veri, quella che se andavi in una strada dove qualcuno stava arrostendo le castagne ecco che ti sentivi bambina, stretta nel tuo cappotto, mano nella mano di qualcuno che ti voleva bene. Nemmeno l’odore dei mandarini che volutamente lasci sulle mani, ha più l’effetto della magia dell’inverno. Ricordi? appena assaggiavi il primo mandarino, non clementina, mandarino proprio, quello giallo, ovale e con tanti semi dentro, ecco che una strana sensazione stringeva il tuo cuore. E in un attimo ecco li, la voglia di restare a casa, il profumo delle cartellate e del vincotto, la fretta che metteva mamma, come se stesse per succedere chissà che e non potevamo arrivare impreparate. Quindi bisognava sbrigarsi, sbrigarsi…. per fare cosa? Niente. Prepararsi a fare l’albero, mettere fuori le tovaglie rosse, controllare le luci che dall’anno prima sempre qualcuna rimaneva fulminata. E poi decidere la cena della vigilia (sempre quella: linguine con il baccalà, cime di rapa con il limone, baccalà al sugo e baccalà fritto. E se volevi esagerare, anche baccalà con le olive, tanto che alla fine eri tutta un baccalà e non volevi più sentirne parlare almeno fino all’Immacolata successiva). E poi il pranzo di Natale, sempre con mille antipasti, e i cannelloni e poco ragù e la carne arrostita e poi i lampascioni e le mozzarelle e la frutta e le cartellate e le pettole e ‘ì fcazz fracd’ ecceteraecceteraeccetera….. La certezza delle cose che si ripetono, che non annoiano, ma che danno la sicurezza di un rifugio. Si sa. A Natale si mangiano per forza le stesse cose e se ti azzardi a cambiare o a voler fare la moderna, non è più Natale.

……

E mentre scrivo si è fatto buio. E ha cominciato a diluviare. E sono qui, con la finestra aperta, mentre da fuori entra solo il rumore della pioggia incessante e calda. Fa ancora caldo e ancora indosso la mia maglietta a mezze maniche, con nessun brivido di freddo. E’ una strana sensazione, provare d’istinto l’estate addosso e di ragione sapere di essere in inverno.

Ed è per questo che anche i desideri a tavola diventano ibridi. Prendo dal freezer il contenitore dove conservo le verdure che di solito avanzano (le taglio a pezzi e le metto tutte insieme, mezza zucchina, una fetta di zucca, qualche fetta di peperone, una cipolla, carote un pò vecchie quando ne ho già comprate di fresche, ecc). Scelgo solo le zucchine, e le cipolle, ho una melanzana fresca e mentre decido cosa cucinare, mi assalgono desideri di più stagioni e così…. procedo…..

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Farfalle integrali con verdure e pesto di noci e pomodori secchi.

(per due persone)

- una melanzana

- un paio di zucchine tagliate a pezzi o rondelle

- una cipolla

- due noci

- due pomodori secchi piccoli

- un ciuffo di prezzemolo

- pepe

- olio extravergine di oliva (3 cucchiai)

- Parmigiano

- 100 g di pasta integrale di formato piccolo (io ho usato le farfalle, ma forse erano troppo piccole, infatti ho dovuto usare il cucchiaio, altrimenti mi innervosivo)

In una padella far rosolare dolcemente nell’olio, la cipolla tagliata a pezzi, la melanzana e le zucchine a pezzi. Salare e far cuocere a fuoco dolce le verdure. Nel frattempo mettere sul fuoco l’acqua per la pasta. Quando bolle, salarla, e versare la basta. Su un tagliere tritare le noci e tagliuzzare i pomodori secchi. Versarli nelle verdure e far insaporire. Quando la pasta è ancora molto al dente, scolarla e unirla alle verdure. Saltare a fuoco vivace per un minuto circa. Servire con pepe, parmigiano e prezzemolo tritato.

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6 giugno 2014

Facciamo outing sulla dieta (più due ricette per volersi bene: ‘insalata con caprino e mango’ e ‘tempura di gamberoni e verdure’)

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Leggo un post di Alex su facebook. Parole che sono quasi un ‘outing’ sul mandare a quel paese le diete. Riflessioni sulle speranze disattese, sui successi di cui vantarsi brevemente, difficili da mantenere perchè per farlo bisogna essere altamente concentrati solo su quello e tutto il resto della propria vita comincia ad essere condizionato solo da quello.

E leggo anche le risposte, che accolgono quasi con un senso di liberazione le parole di Alex, come per dire… ‘anch’io, anch’io, finalmente qualcuno che lo dice senza timori’.

E’ una storia infinita… d’inverno si tentano le diete, d’estate diventa un incubo il non esserci riusciti. Si acquistano magliette non aderenti, che non si poggiano sui fianchi, scollate per puntare sul décolleté che ‘distrae’ dal resto, salvo poi prendersi un colpo quando, passando davanti ad una vetrina, quasi non ci si riconosce in quell’immagine che rimanda. Ma, oddioddioddioooo, sono proprio io quella li? E se sei arrivata a questa taglia allora, è solo colpa del fatto che a casa hai  specchi a metà di quelli in cui ti vedi solo fino al seno! Ma che fare? comprare ora lo specchio intero e soffrire per i futuri insuccessi? o continuare a convivere con l’illusoria immagine che hai di te stessa?

Mi è capitato proprio ieri di aver indossato una camicia da notte bellissima, acquistata in fretta fidandomi della taglia senza averla indossata. Quindi acquistata sulla fiducia in me stessa. Fatto male, malissimo! per poco non ho dormito tutta la notte, dopo aver sovrapposto l’immagine immaginata a quella reale. Eppure a detta di tutti non sono proprio una oversize. Ma, si sa, il nostro occhio ci vede sempre in sovrappeso, fin dall’adolescenza, anche se indossiamo una normale 42, ci copriamo, ci pieghiamo in avanti per nascondere una sana terza/quarta di seno. E proseguiamo per tutta la vita, ignorando che andando avanti raccoglieremo ancora altri etti (notare la finesse, non ho detto ‘chili’) e continueremo l’estenuante battaglia del ‘mi devo mettere d’impegno’ e del ‘ricomincio da lunedi, perchè oggi proprio non ce la faccio’.

E si perchè nella nostra vita il cibo non è solo un bisogno primario, ma un dono prezioso da condividere per donare gioia e piacere ai propri ospiti, un balsamo per i nostri cuori malinconici, un premio da regalarsi per stare bene, un piacere intenso per suggellare un momento importante. E ciascuno di noi ne assume secondo il proprio bisogno e il proprio parere. Quindi perchè sentirci in colpa sempre e ovunque, quando inizia la salivazione davanti ad un pezzo di un tiramisù o davanti ad un piatto di tagliatelle al ragù? Certo non ci si può tuffare ogni giorno in 300 grammi di pasta, ma quando ci capita di stare con gli amici, o di sentirci un pò giù, se questo ci dona felicità perchè non farlo senza l’autoflagellazione?

Io ho iniziato una dieta solo una volta nella mia vita. Mai nemmeno tentato quelle dei giornali, o quelle consigliate dalle amiche, perchè sono sempre stata convinta che è pericoloso non essere seguiti da uno specialista. E poi mi sembrano assurde quelle monotematiche, la dieta della banana, quella del latte, quella della sola frutta, della sola carne. Per non parlare quella del sondino, del digiuno…. no no, non ce la posso fare…. Meglio farsi consigliare…. o seguire il consiglio saggio della mia mamma. Mangia la metà di quello che fino ad oggi hai mangiato. E qualcosa dovrà pur succedere no? Io dopo la mia dieta ho perso dieci chili, mi sentivo benissimo, mi entravano i vestiti di una volta, se ne accorgevano gli altri, ma…. avevo perso la gioia del cibo, avevo quasi perso l’appetito e non scrivevo più sul blog con lo stesso entusiasmo, nemmeno parlando di un’insalata. Quindi ho molto ridimensionato dieta e obiettivi.

E poi la vogliamo proprio dire tutta? ed è la verità, giuro… IO mi piaccio proprio così, un pò morbida, pronta ad abbracciare chiunque, e poi, se mangio cose buone sono anche più sorridente e contenta. E quindi oltre all’abbraccio regalo anche allegria e positività.

Quindi, concludendo…. volete raccontarmi i vostri vani tentativi di dieta e fare outing qui, e così non se ne parli più di diete, che ci rendono tristi. Ci sfoghiamo una volta per tutte e non ci pensiamo più (almeno per questa estate eheheh). Ma intanto, mettiamoci d’impegno a:

1) diminuire le porzioni dei nostri piatti quando possiamo e vogliamo

2) buttiamo via dall’armadio i vestiti di due taglie piccole che speriamo di poter indossare ancora ‘dopo’ la dieta, perchè tanto vi fanno solo sentire tristi e arrabbiate. Poi si pensa, se dimagriamo ne compriamo di nuovi.

3) compriamo i vestiti che comodi che non stringono e non ci tolgono il respiro, ma che ci abbracciano

4) non guardiamo le vecchie foto con nostalgia

5) regaliamoci un bel massaggio rilassante con oli profumati, appena possiamo, tanto quello non si paga a chili e costa lo stesso di una magra.

6) Trucchiamoci, vestiamoci bene, sentiamoci belle, perchè siamo belle, non solo dentro, come da facili battute, ma anche fuori.

7) allontaniamo da noi quelli che dicono ‘ma sempre a mangiare pensi?’ che mi fanno un pò di tristezza. Oppure quelli che dicono, ‘essììì tu fai la foodblogger, cucini e poi mangi, e allora di che ti lamenti?’. A quelli dico, andate a leggere i fashionblog e non rompete.

8) passeggiamo e balliamo in compagnia, che aiuta a mantenerci allegri e in forma.

9) e se andiamo a mare, se proprio ci vergogniamo, mettiamoci il due pezzi quando non c’è molta gente e quello intero quando siamo circondate da quelle che mangiano solo anguria e cracker sulla spiaggia, perchè è inutile, con tutta la buona volontà un pochino ci sentiamo condizionate. Piano piano ce ne fregheremo completamente.

10) andiamo a testa alta, 'con l’aria nostra’ in mezzo alla gente, perchè se ci piacciamo noi, piaceremo moltissimo a chi incontreremo.

E qui voglio anche i giudizi sinceri degli uomini eh?

E intanto lascio a voi la scelta di due piatti (che ho mangiato ieri, si entrambi!), da desiderare e da mangiare se vi va.

insalata mango

Insalata con caprino e mango

- insalata riccia

- caprino o robiola

- mango maturo al punto giusto che deve profumare da inebriarvi

- olio extravergine di oliva

- sale

- crostini di pane (pochi)

 

Procedimento….. assemblare il tutto e gustatevelo prima di altri piatti.

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Tempura di verdura e gamberi

- un tuorlo

- farina 00

- acqua gassata GHIACCIATA

- un pizzico di sale

- olio di semi di arachidi per friggere

- verdure (zucchine, carote, melanzane)

- gamberi

preparate la pastella mescolando la farina, il tuorlo, l’acqua gassata freddissima e il pizzico del sale, fino a quando otterrete una pastella che avvolge quello che dovete friggere, senza scivolare via.

Tagliare a fette sottilissime le verdure.

Sgusciare i gamberi.

Immergere un pezzo per volta nella pastella e friggere in olio caldo. Scolare su carta assorbente e aggiungere ancora un pò di sale. Servire caldissimo

(Un altro consiglio: mangiate poco pane e bevete acqua, non vino)

pane

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14 gennaio 2014

Col CAVOLO mi metto a dieta!

col cavolo

Io mi amo.

E così cominciava tutta una serie di scuse, giustificazioni per non iniziare una dieta vera e propria perchè, ammettiamolo, noi siamo grandi peccatori e il nostro più grande peccato è la gola. Ebbè è vero! Ma la cosa bella è che lo siamo tutti. Hai voglia a dire che ‘mangiare’ è così volgaaaare.  La voglia di socializzare si alimenta con cose semplici, comuni e buonissime. Basta dire a qualsiasi ora, della notte, del giorno, ‘mettiamo su l’acqua per due spaghetti?’ che è subito allegria. E nessuno dice mai di no. Mai.  E così si condividono spaghetti e sensi di colpa, che però scompaiono immediatamente, grazie al noto ‘avere amico al duol’.

Ma poi il duol arriva, ti senti un pò appesantita, hai voglia a dire che è bello essere morbida, e che se si è secche, ci si sbatte contro e ti fai male.’! Se quando sali le scale hai un pochino pochino di fiatone, o se i 7 km cominci a farli in 1 ora anzichè in 40 minuti, o se eviti di ballare perchè ti stanchi… allora mi sa che è ora di riprendere la dieta. O meglio, cominci a mangiare più verdura, meno carboidrati, meno grassi, e soprattutto cominci a ridurre le porzioni.

E’ inutile che ci illudiamo. Bisogna darsi una regolata. E allora? allora da oggi….

COL CAVOLO MI METTO A DIETA.

E soprattutto con quello che amo di più. Il cavolo romanesco, stufato a modo mio. Volete sapere come si fa?

Cavolo romanesco stufato

Mettere il cavolo in un tegame alto che possa contenerlo tutto (magari a cimette o intero come l’ho cucinato io oggi, dopo averlo lavato accuratamente), e condirlo con aglio, prezzemolo, pepe nero, qualche pomodorino, sale, olio extravergine di oliva e tre dita d’acqua. Coprire e mettere a cuocere su fiamma media. Quando è quasi cotto, versarvi su una manciata di formaggio piccante e ancora pepe. (Se siete a dieta strettissimissima, evitate il formaggio, però se ne mettete poco non morite ma è più buono eh?!?!?)

Tutto qui? Si. E non ne mangiate un chilo, se no non avete fatto niente.

Buon appetito.

E voi che fate?Aavete deciso di unirvi a questa compagnia di future ‘sinuètt’ come dice la mia mitica mamma?

Massììì che ci amiamo lo stesso!!!

che cavolo

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17 aprile 2013

Insalata di spinaci crudi, fiori e straccetti di pollo al curry

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‘200 g di pollo, una fetta piccola di pane (o pangrattato), 200 g di verdura’ che ci fai? questo doveva essere ieri il mio triste pranzo. Ora il mio medico, in seguito ad una visita per problemi di ‘somatizzazione’ mi ha proibito il colore nero dalla mia vita, sul mio corpo, nella mia mente, intorno a me. Colori, colori, colori!!!!  Non ho ancora capito se si è trattato di una metafora neanche poi tanto velata! Voleva forse dirmi che dovevo allontanare i pensieri tristi dalla mia mente che, in automatico, mi fanno scegliere anche abiti neri? Io penso di scegliere il maglioncino e i pantaloni neri perchè … mi slanciano (se sento ridere, picchio), e invece non avevo capito niente allora! Era perchè in me soggiornavano pensieri bui!!!

Mah!

Allora ho messo insieme tutto quanto, i consigli del medico, il nero via, i colori dentro, pensieri positivi, colori intorno, campagna, fiori, erbe, verdura, pollo, pane, colori ancora, limone, olio. Color oro. La fame, tanta fame. Un pò di fantasia e il peccato capitale principale, cioè la gola, ed ecco qui cos’è venuto fuori. Un pranzo da regina, anzi meglio, da principessa, che mi fa sentire più giovane e fresca, che mi ha messo allegria e leggerezza, anche nel cuore.

Lo consiglio. Davvero.

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Insalata di spinaci crudi, fiori e straccetti di pollo al curry

- spinaci crudi, lavati abbondantemente foglia per foglia

- pochissimi pomodorini secchi (magari del Cilento!!!)

- Fiori commestibili (fiori di malva, di borragine, di camomilla… ecc)

- petto di pollo a fettine

- sale e curry o Sale di Cervia

- olio extravergine di oliva

- limone

Tagliare a listarelle il petto di pollo e versarle in una ciotola con del pan grattato. Farle ‘avvolgere’ ben ben dal pangrattato e disporle su un foglio di carta da forno in una teglia. Distribuire a pizzichi il curry e poco sale (oppure direttamente il Sale di Cervia). Cuocere a 200° finche diventano croccanti.

Nel frattempo lavare benissimo le foglie degli spinaci. Eliminare la parte centrale più dura e metterle in una insalatiera capiente. Spezzettare pochi pomodorini secchi e i fiori. Condire con un filo d’olio e il succo di limone. Distribuire nei singoli piatti e sistemare al centro di ogni piatto una porzione di straccetti di petto di pollo croccanti.

Volendo colorare questo piatto, ancora di più si possono aggiungere carotee julienne, pomodorini freschi, misticanza… ecc…. secondo il proprio gusto e tempo. Io avevo na fame e mi son fermata qui.

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26 marzo 2013

Cozze ‘mollicate’

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Per andare avanti bisogna fermarsi ogni tanto e guardarsi. Non solo intorno, ma anche dentro. Non siamo abituati a fermarci, ma solo a correre. E quante cose si scoprono fermandosi! E’ come mettere a fuoco in maniera diversa l’obiettivo della nostra anima. Niente grandangoli, niente panorami lontani, ma solo piccole cose vicine, sfuocando il resto. Esattamente tutte quelle cose che sembrano invisibili quando puntiamo l’occhio troppo lontano.

E’ un tempo strano questo mio. Il ritmo della mia mente vorrebbe correre, ma sa che invece deve rallentare. MI accorgo del superfluo…e, appena l’occhio si ferma, valuta e decide di buttare via. Anche cose nuove che non hanno più importanza o che non mi emozionano più. Decido di tenere ciò che mi serve, quello che mi basta, ciò che porta con se un gesto bello di un regalo, di un ricordo, di una promessa, di cosa bella e basta.

ultimamente non sto scrivendo tanto. Perchè qui sul mio blog vi si aspetta di trovare ricette e parole. E io di ricette interessanti non ne sto preparando. Ho deciso seriamente di perdere un pò di peso, per sentirmi più leggera, e le ricette che preparo sono semplicissime e per molti, ovvie. Quindi solo parole. E pensieri. E per fortuna stanno tornando belli e colorati. Grati per il presente.

Questa mattina è iniziata con un caffè caldo, la voglia di scrivere, i baci dei miei figli sul collo, tanti, in silenzio, coccole d’amore vero. Un piatto semplice preparato ieri sera per insaporire una cena altrimenti davvero senza sapore. E, tutte insieme e nell’ordine, voglia di campagna, di verde, di primavera, di passeggiate all’aria, e poi voglia di aria di mare, di estate e vento caldo sul viso.

I desideri, che sono il volano dell’anima mia.

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Cozze ‘mollicate’

- cozze a ‘mezza scorza’

- pangrattato

- aglio

- prezzemolo

- pezzettino di peperoncino

- filo d’olio extravergine

- spolverata di pecorino (a piasèr!)

In un ciotola con il pangrattato spezzettare fine il prezzemolo e l’aglio. Meglio se fate quest’operazione nel mixer. Una bella girata veloce e fa tutto lui. Aggiungere un filo d’olio, il pezzettino di peperoncino (pochissimo pero eh? altrimenti copre tutto il sapore, con l’anestesia che provoca) e, volendo, anche un pò di pecorino che ‘esalta’. Disponete in una teglia da forno le cozze e con un cucchiaio riempirle di questo pangrattato aromatizzato. Infornare a 200° per pochi minuti, fino a quando la cozza si solleva dal suo guscio e il pane diventa crosticina.

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