21 aprile 2016

Polpo, vellutata di fave e fiori

 sagra

La primavera è la stagione che mi sconvolge più di tutte. Porta nuova energia e voglia di fare tante cose. Mi mette addosso la voglia di viaggiare, di organizzare incontri, di pulire e spazzare via il grigiume, con l’uscita del primo sole. E così mi ritrovo contemporaneamente tra una valigia da preparare per una meta lontana, il trullo da sistemare per i futuri incontri, i fiori da mettere in vaso, una passeggiata al mercato e un’altra al mare. Insomma un’attività frenetica e frizzante. La mia vita è così. Ma tutto questo fuggi fuggi si placa quando mi ritrovo ad organizzare un pranzo con i miei amici. Questo poi è un periodo pieno di buone intenzioni di dieta prima della prova costume, quindi tutti attenti a quello che si mangia. ‘Ti prego qualcosa di leggero, magari un piatto unico, profumato, niente carne eh? Dai, così stiamo insieme ma non ci appesantiamo’. E così mi ritrovo ad inventare piatti nuovi che rispettino tutte queste esigenze. Ma immaginate di essere con me, al mio trullo… in una giornata di aprile, con l’aria tiepida, silenzio tutto intorno… anzi no, solo il canto degli uccelli che si danno un gran da fare da un albero all’altro, il fruscio degli ulivi, il vento tra gli alberi, i petali dei miei ciliegi in fiore che volano come neve al sole. Una passeggiata fino all’orto dove raccolgo le mie erbe e i fiori di questa primavera. Metto tutto sulla mia tavola, fuori al sole. Anche la mia piccola cucina da viaggio. E al tepore che mi accarezza, comincio a lavare i fiori della borragine, quelli dell’albero di giuda, seleziono le barbe dai finocchi, mentre lentamente cuociono sul fornello le fave. Ormai questo piatto tipico della mia terra, è diventato indispensabile in molte delle mie preparazioni. Si può abbinare in tutte le stagioni a tanti altri ingredienti.  Olio, poco, ma buono. Tutto abbinato in leggerezza e sapore. E così con questo ritmo lento, aspetto i miei amici. Fra un pò arriveranno e voglio vedere la faccia che faranno ….

Intanto ho creato una playlist su Spotify per ascoltare la musica che mi piace mentre cucino e anche come sottofondo mentre chiacchiero con i miei amici.

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Polpo, vellutata di fave e fiori

(per quattro persone)

- due polpi medi

- 400 g di fave secche

- una patata

- 100 g di piselli

- barba di finocchio

- fiori eduli (di borragine, fiori dell’albero di giuda, ecc…)

- Olio extravergine di oliva Sagra

- sale e pepe bianco

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Mettere in ammollo le fave dalla sera precedente alla preparazione.

Sbucciare la patata e tagliarla a fette. In una legumiera sistemare le fave lavate in acqua fredda e le patate. Salare e coprire d’acqua. Metterle a cuocere su un fornello medio. Eliminare la schiuma che si formerà e proseguire per almeno un’ora, o fino a quando, assaggiando le fave si sfalderanno in bocca.

Nel frattempo portare ad ebollizione una pentola d’acqua. Versare i piselli e farli bollire per circa 10 minuti. Toglierli dall’acqua con una schiumarola e metterli da parte. Immergere nella stessa acqua il polpo e farlo cuocere per circa mezz’ora.

Sciacquare i fiori e le barbe di finocchio in un pò d’acqua, facendo attenzione a non rovinarli.

Con un minipimer o uno sbattitore elettrico, ricavare un purè con le fave a cui avrete aggiunto un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva.

Tagliare a pezzi il polpo e aggiungerli al piatto dove avete conservato i piselli. Aggiustate di sale, pepe bianco e aggiungete un filo d’olio.

Impiattare come segue:

Versare un mestolo di purè caldo di fave, disporre il polpo, i piselli, i fiori e le barbe di finocchio come più vi piace. Con un cucchiaino fate cadere tantegocce di olio nel piatto.

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Questa ricetta l'ho realizzata in collaborazione con Sagra in un progetto che coinvolgerà 14 blogger + me con altrettante ricette sfiziose - seguite l'hashtag #atavolaconamore

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1 ottobre 2015

Seppie gratinate al limone

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E’ qui. L’autunno è arrivato. E lo ringrazio, perchè mi sta portando di nuovo il respiro. Polmoni che si riempiono grati di quest’aria fresca e le gambe che tornano a camminare più leggere. L’agenda si riempie di nuovi incontri e ora scrivo con la pioggia che suona per me e la valigia che mi aspetta. Ho poco tempo oggi, vado a Parma per un evento molto bello. E’ il Parma Home Restaurant, dove parlerò con eminenti relatori all’Università, nella ‘Padellata Mediatica’, per esplorare cosa sta succedendo nel mondo del web e non solo, dove di cibo se ne parla, si straparla, si esagera e ….. Insomma sarà sicuramente un incontro che mi insegnerà molto. Ne riparleremo durante e anche dopo di sicuro. Di sicuro servirà anche a me per chiarirmi un pò le idee sulla direzione che prenderà il mio blog. Come quando ci si ferma per un momento a meditare e nel frattempo si ascoltano i consigli di persone che ne sanno più di te.

Intanto la dieta continua e si vedono i primi risultati. Sono contenta dei piatti che riesco a creare in maniera veloce e sono davvero efficaci, oltre che buoni. Anche questo modo di cucinare, fa parte della mia attuale esigenza interiore e anche ricerca personale verso l’'essenzialità.

Sono semplici seppie, molto profumate e veloci da preparare. Da gustare solo con un pò di verdura fresca di contorno e con una coppetta di frutta dolce e profumata. Io ho mangiato il melone bianco.

Devo scappare e per ora non posso restare qui.

Ecco la ricetta.

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Seppie gratinate al profumo di limone.

(Per me sola)

- due seppie

- un cucchiaio abbondante di pan grattato

- uno spicchio di aglio

- un mazzetto di prezzemolo

- limone

- poco sale e pepe

- un cucchiaio di olio extravergine di oliva

tagliare le seppie a tagliatelle.

In una ciotola mescolare il pangrattato, l’aglio tritato, il prezzemolo tagliuzzato, il sale, il pepe, e la scorza grattugiata del limone. Aggiungete mezzo cucchiaio di olio. Laltra metà la metterete sulla carta da forno con cui fodererete una teglia.

Adagiate le seppie, cospargetele con il pangrattato aromatico, e cuocete in forno a 200 gradi finchè sarà evaporata tutta lacqua delle seppie e il pane sarà dorato.

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23 settembre 2015

Salmone marinato all’’arancia e insalata (secondo giorno di dieta)

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Siamo in pieno mood dieta. E allora anche per darmi la carica do dei consigli. Pure…. considerato il pulpito….

Consiglio n.1: Dovete comprare assolutamente uno specchio sincero. Di quelli che vi rimandano la vostra immagine intera. Non come ho fatto io che mi son sempre guardate solo dal busto in su e, tutto sommato, mi piacevo. E nel frattempo non vedevo cosa succedeva sotto. Poi andavo nei negozi e mi arrabbiavo perchè non mi riconoscevo in quegli specchi stronzi.

Consiglio n.2: scrivete sullo specchio una frase che ho visto sullo specchio dell’Auchan, nel camerino dei dipendenti. ‘Gli altri vi vedono così’, per invitarli ad essere ordinati e presentabili. E nel nostro caso per vedere con occhi veri, non come ci immaginiamo, ma come siamo.

Consiglio n.3: buttate la bilancia con l’asticella tremolante e mobile e comprate la bilancia digitale. Nel primo caso i chili che vedrete segnati sono un ‘più o meno’ un chilo o due chili oscillanti, anche nella vostra mente. E la cosa deprime molto. Nel secondo caso anche i 100 grammi persi vi fanno sentire bene. E io così ho fatto. E fate foto ricordo del peso quotidiano. così ve lo ricordate.

Consiglio n.4: dal numero totale dei chili da eliminare dovete togliere quelli che secondo voi riguardano tette e sedere, sperando di non perdere anche quelli, perchè se restano al posto giusto è meglio. E, se ne siete ben forniti, guardate che i chili sono parecchi. Esempio: se dovete perdere 20 chili, ma supponete che di bontà ne avete circa 5, in realtà i chili da perdere sono 15. Non so perchè mi è venuta questa teoria, mah!!! secondo me è un’altra scusa pigra.

Consiglio n.5: camminate, camminate e camminate. Magari anche guardando le vetrine, Fermandovi ogni tanto se non ce la fate, ma camminate. E controllate con runtastic quanta strada fate.

Ieri era il secondo giorno. Ero fuori casa e non volevo saltare il pasto. Quindi ho mangiato in un posto che già conoscevo, un piatto che ritengo sia leggero e completo: Salmone fresco marinato con insalata di arance, finocchi, ins verde e carote. Buono, buono davvero. Ovvio che non ho avuto la ricetta dallo chef, ma volendo …. sappiamo come fare almeno una cosa simile.

Salmone marinato all’arancia

- 150 g di filetto di salmone fresco

- un’arancia

- sale grosso

- salsa di soia

- 1/2 pistacchi

- pepe

In una ciotola sistemare il salmone e cospargetelo di sale, succo e scorza di arancia. Lasciarlo così tutta la notte. Il giorno dopo scolare il liquido che si sarà formato, tamponare con carta assorbente. Quindi tagliarlo come da foto o a fettine. In una ciotolina mescolare un cucchiaio di salsa di soia e un po di succo di arancia e condire il salmone. Aggiungere poco  pepe e qualche pistacchio tritato.

Servire con insalata di arance, finocchi, ins verde e carote, condita con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e pochissimo sale.

insalata

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20 luglio 2015

Cos’è #FoodcampPuglia.

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18 luglio, ore 13,30

Bari, una fornace, in questa torrida estate, mi accoglie sorprendendomi con mille parcheggi a disposizione, tutti per me. E’ la prima volta in vita mia che mi capita. E allora scelgo il posto proprio di fronte a Frulez, un luogo magico, dove fra un pò, sono sicura, sognerò cose belle, assaggiando cose buone e fresche.

Ho qui un appuntamento, con Paola Sucato (la mitica Ci_polla), Francesca Singerfood D’Agnano, Flavia di Cucina Mancina e tante, tante altre persone speciali che ormai ‘da mò’ che vivono sul web, e popolano, animandola, una vita parallela in cui tutte si conoscono  e parlano la stessa lingua.

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Paola, milanese nell’aspetto, nei modi e nei ritmi, ma dal cuore pugliese (che si vede ad ogni languida inquadratura che fa della nostra/sua Monopoli, e delle friselle che mangia), ha fortemente voluto un incontro fra Foodblogger pugliesi, qui a Bari. Dopo un primo stupore e tra un’incertezza e l’altra (chiamato anche ‘tiremmolla’), si è formato il gruppo. Da una parte i ‘relatori’ (parola troppo seria, considerata la professionalità molto gioiosa ed entusiasta dell’evento, ma non me ne viene un’altra ora), e i foodblogger venuti li, apposta apposta per ascoltare. Ma fino alla fine c’è stato uno splendido interscambio e tutti sono diventati relatori, tanto tutti foodblogger lo eravamo già prima.

Devo elencare i punti dell’incontro in sequenza perchè è stato bello tutto e non voglio dimenticare niente e nessuno.

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1) ‘Foodstorytelling aziendale: persone, luoghi e vendita. Una narrazione online’, di Francesca D’Agnano, la nostra bellissima Singerfood che ci ha spiegato come si ‘racconta’ un prodotto attraverso la sua storia e le persone che l’hanno creato.

2) ‘Ci SEO o ci fai? Quando farsi trovare sui motori di ricerca non è un gioco da ragazzi’, rocambolesca lezione via skype con la grande Valentina Novembre che, nonostante un piccolo malore è stata con noi, per insegnarci a capire i meccanismi della ricerca sul web. Cose a noi sconosciute di cui avevamo davvero sete.

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3) ‘Una cucina che si sente. Dalle ricette alla voce. Dalla voce al podcast’ di Marileda Maggi, che ci ha aperto un mondo nuovo. Mille spunti per ricette raccontate, con la nostra voce, senza l’ausilio delle immagini. Parole che fanno desiderare il cibo…. Il tutto raccontato da lei, bellissima voce e personalità travolgente.

4) ‘Strumenti di analisi per foodblogger’ di Daniele Rutigliano. E chi lo sapeva che c’era tutto un mondo di analisi per capire come si muove la ricerca in rete? Google analitycs, ha meno segreti ora. Spero che organizzi un bel corso il nostro Daniele, perchè il suo aiuto e le sue conoscenze sarebbero di grande aiuto per ‘muoversi’ meglio con i nostri blog. Se ce la facciamo ad organizzarlo, vi faccio sapere.

5) ‘Chi se la piglia sta Puglia?’ di Nick di Fino. Un’arrabbiata analisi su quello che offriamo della nostra Puglia, condizionati più dall’idea che hanno ‘gli altri’ di noi, che sta lentamente trasformando la nostra terra. Durante questo intervento, che in realtà si è dovuto quasi fermare all’inizio, si è scatenata una fervida discussione, sostenuta dall’orgoglio pugliese che è venuto fuori in maniera prepotente. Ed è stata creata e issata la bandiera del ‘trullo senza piscina’, di cui sicuramente un giorno vi parlerò.

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6) ‘Dressing mania: il segreto dietro un piatto’ Showcooking di Francesco Gravina, cuoco creativo di Frulez, che ci ha preparato in diretta, facendolo sembrare semplice, due piatti fantastici, ‘Filetto di salmone marinato e arance’, Hamburger vegano con verdure e maionese veg’, di cui vi riporto le immagini che ho scattato e pubblicato senza alcun filtro. Presentazione meravigliosa di Flavia Giordano di Cucina Mancina.

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7) ‘Instamood: percorsi per immagini. Raccontare e raccontarsi in cucina’. di Anna Gentile, la sottoscritta. Mi sono divertita a raccontare come nascono le mie foto di food, privilegiando set imperfetti, attimi rubati alla preparazione, confidando nella comunicazione delle mie emozioni attraverso le immagini, senza l’ausilio delle parole.

Tanti gli amici presenti, da Spezio, alla mia principessa Roberta Longo, a Marina di Amula Cucina Creativa’, e tante amiche foodblogger che sono venute anche da lontano per condividere questo incontro che tanto ci ha dato.

Nasceranno sicuramente grandi cose, tra cui la voglia di imparare e crescere e sapersi muovere meglio con il nostro blog. Questa è la sensazione che mi è rimasta dentro.

Peccato per chi non ha potuto/saputo cogliere l’occasione. Ma questo è solo il primo …. Ce ne saranno altri e vi avviserò!

Grazie Paola, grazie a tutte.

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15 luglio 2015

Pranzo all’ombra con riso venere, verdure, gamberi e erbe aromatiche

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Le persiane sono chiuse. Anche la porta è accostata. Il ventilatore ruota freneticamente e fra un pò decolla. Intanto intorno tutto vibra di questo vento spinto dalle pale. La tovaglia, la gonna, lo strofinaccio poggiato sulla sedia. Ogni tanto vola qualche tovagliolino di carta lasciato sul tavolo. Fa caldo, ma proprio tanto. E, visto che proprio lo deve fare perchè siamo in estate, visto che non serve a niente lamentarsi o strepitare, allora ricorro al vecchio metodo dell’oooommmmm, del restare calma, della distrazione, dell’indifferenza.

E così cammino scalza in casa, evitando le mattonelle in prossimità della luce. vesto con una cosa leggerissima di cotone, faccio la limonata con ghiaccio, zucchero e menta, a portata di sete, lascio filtrare la luce quanto basta per non inciampare e aspetto il tramonto e l’ombra che verrà.

Ricordo che da bambina non avvertivo per niente il caldo dei pomeriggi assolati, quando piuttosto che andare a riposare come volevano i grandi, avrei preferito continuare a giocare fuori sulla veranda. E anche quando da ragazza si andava in spiaggia, rigorosamente all’ora di pranzo, solo con il telo sotto il braccio e le infradito ai piedi… Senza ombrellone, senza ombra, senza ripari. Solo sole e mare, e amici accanto.

Vai ora vai, al mare senza la tenda verde di decathlon al seguito, o senza la protezione totale… oppure vedi se riesci a mettere il naso fuori di casa prima delle 18…

E vabbè si cambia. E intanto devo trovare un compromesso con mio figlio che con ‘tutta quest’aria condizionata (28° ndr)’ sente freddo.

intanto …. OMMMMMM….

Cucino con mooolta lentezza una cosa buona e fresca. Abbondante così basterà anche per cena.

E, nell’ombra del mio rifugio, si accendono i colori.

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Riso venere con verdure, gamberi e erbe profumate.

- fiori di zucchina

- peperone rosso e giallo

- zucchina

- cipolla rossa

- gamberi freschi sgusciati

- riso venere

- prezzemolo basilico e a piacere le erbe che preferite

Lessare il riso venere in abbondantissima acqua salata. Scolare e passare sotto il getto dell’acqua fredda per farla raffreddare subito

Rosolare le verdure lavate e tagliate in olio. Lasciarle un pò croccanti.

Quasi alla fine aggiungere i gamberi e farli cuocere velocemente.

Tagliuzzare le erbe.

Assemblare riso, verdure, gamberi e erbe.

Un filo d’olio extravergine di oliva e via.

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28 dicembre 2014

Il tempo e il piatto della nostalgia: Pennette al salmone e uova di aringa

 

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(Ascoltate con me mentre leggete… cliccate QUI)

Tempo lento, tempo per rilassare i muscoli e la testa, tempo dopo la corsa, tempo per riprendere respiro e ricominciare a correre. Ma più che a correre a riorganizzare la visione del mio futuro. E’ proprio vero che chi non riesce a trovarsi a suo agio nelle regole prestabilite vive alla continua ricerca del puzzle dove incastrare il proprio pezzo che sembra non voler, dover, combaciare mai con niente.

Quella sensazione di disagio che proviamo quando siamo in un posto, o in mezzo ad alcune persone. Quella certezza che stai continuando a parlare a te stesso o con te stesso in silenzio, anche se intorno c’è rumore o gente che parla, o amici o parenti che brindano con te e mangiano alla tua stessa tavola….  Quella nostalgia di un posto che vorresti vedere, o di un tempo che è passato e non ci sarà più. Quello sfasamento spaziotemporale che ti fa sentire sempre come su una sedia con una gamba più corta, che traballa e non ti fa rilassare.

Che significa tutto questo?

Che siamo sempre alla ricerca di un qualcosa che manco noi sappiamo, ma che ci sfugge, perchè si trasforma di continuo.

E lo cerchiamo nei libri, su uno spazio virtuale, negli occhi della gente che incontri, dentro lo schermo di una notte buia dove finalmente vedi i tuoi pensieri, ma che scompaiono con la luce del giorno. Ripensiamo alle scelte, alle rinunce, alle decisioni prese. Alle gioie che sono arrivate ma anche alle delusioni inaspettate. E immaginiamo l’effetto ‘sliding door’ che si trasforma sempre in un gioco, in una nuova storia, di cui non riesci mai a decidere la fine. E alla fine decidi che non c’è posto per i ripensamenti, ma per le nuove decisioni. La vita scorre, corre…. e sono tante le cose che hai sempre desiderato.

Ogni anno che inizia è colmo di buoni propositi. E di spirito volitivo e positivo. Il salto è vicino.

Ma per ri-cominciare a volare la prima cosa da fare è lasciare le nostalgie e le paure del passato. Sono solo zavorre per il nostro cuore.

E mettere avanti il piede per fare il primo passo….

Però oggi mi concedo ancora qualche vecchia foto e una ricetta datata ma sempre buona.

E oggi va così… viviamocela tutta questa nostalgia e poi basta.

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Pennette al salmone e uova di aringa

(per due persone)

- due fette di salmone affumicato

- 200 g di pennette lisce

- due cucchiaini abbondanti di uova di aringa

- una cipolla

- tre cucchiai di olio extravergine di oliva

- una noce di burro

- 50 ml di latte

- pepe nero

- prezzemolo

- buccia grattugiata di mezzo limone

Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata.

In una padella far appassire la cipolla sminuzzata nel burro e nell’olio. Aggiungere il salmone tagliato a fettine e farlo cuocere lentamente. Aggiungere il latte e le uova di aringa. Far ridurre il latte fino a formare una cremina morbida. Grattugiare la scorza di limone e amalgamare. Scolare la pasta e versarla nella padella del salmone. Amalgamare il tutto e servire caldo con pepe nero macinato al momento e prezzemolo tritato.

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9 ottobre 2014

Tagliatelline alici, pistacchi e pangrattato all'arancia, su crema di finocchi alla Prova del Cuoco

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Non sai mai chi c’è dall’altra parte del telefono, quando ti sorprende uno squillo con un numero a te sconosciuto, nel bel mezzo di una mattina di corse. E scopri, sorridendo, che ti sta chiamando qualcuno che ha letto quello che scrivi e desiderato quello che prepari sul tuo blog e ti invitano a prepararlo in una trasmissione. Non una sconosciuta, no, ma alla Prova del Cuoco. E’ un gioco, certo, un bel gioco, che mette allegria, però allo stesso tempo ti sale dentro l’ansia di chi non è abituata alle telecamere. IN fondo un blog nasce solo per condividere le proprie passioni, e c’è gente che ti segue, tanta in verità, ma è più rassicurante sapere che ti legge con calma, dietro lo schermo di un computer e che non richiede tempi brevi, e padronanza nel gestire la propria immagine. Però, come fai a rinunciare a questa carica di adrenalina? E poi andare una volta dall’altra parte dello schermo è davvero divertente.

E così parte l’avventura in una bella giornata di inizio autunno, nella magica Roma, e negli studi televisivi della Rai. Devo preparare una ricetta delle mie, scelta da loro, da preparare in soli 10 minuti. Impresa ardua si pensa, ma che in realtà richiede solo allenamento e concentrazione. E si perchè, dicono, mentre prepari, ti dobbiamo anche intervistare, quindi… forza e coraggio e concentrati.

E così con qualche piccolo imprevisto che, a detta dei conduttori, rende più umana la tv, ho vissuto questa mia esperienza e questo mio piccolo momento di visibilità. In studio l’aria è decisamente allegra, i conduttori sono davvero simpatici e tutti coloro che lavorano dietro le quinte molto molto professionali e disponibili. Grande fermento nei corridoi della Rai, dove si registrano in contemporanea altre note trasmissioni, come l’Eredità per esempio, e che quindi generano grande movimento di gente, pubblico, conduttori, operatori ecc…. Quindi bello esserci dentro.

‘Trucco e parrucco’ con parrucchiere ed estetiste bravissime, sartoria in fermento con cambi e colori da abbinare al grembiule del programma, volti noti che si incrociano ovunque e via…. parte la registrazione…

Bello bello bello.

E la ricetta è questa, loro l’hanno assaggiata e mi hanno chiesto la ricetta scritta, perchè l’hanno adorata subito.

Alla prossima….

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Tagliatelline alici, pistacchi e pangrattato all'arancia, su crema di finocchi.

(x 4 persone)

- 250 g di Tagliatelline all'uovo,

- 8 alici fresche

- 10 pistacchi sgusciati e tritati.

- 1 arancia

- 100 g di pangrattato

- 1 finocchio grande

- finocchietto selvatico fresco o in polvere se fuori stagione

- olio extravergine di oliva

 

Pulire e tagliare a fettine il finocchio privato delle barbe, e lavarlo.

Lessarlo in acqua salata.

Scolarlo e tenere da parte  l'acqua di cottura. Frullare i finocchi lessi aggiungendo un pò di acqua di cottura, un filo d'olio e aggiustando di sale.

Eviscerare le alici e spinarle.

Con un rigalimoni ricavare tante striscioline sottili dalla buccia di mezza arancia e il resto grattugiarla.

In un pentolino versare 6 cucchiai di olio e versare subito a freddo le scorze.

Far riscaldare leggermente e posarvi i filetti di alici.

Rigirare e far cuocere lasciando che rimangano morbide.

Eliminare dal pentolino le alici e tenerle da parte in caldo.

Nel frattempo immergere la pasta nell'acqua bollente.

Versare nell'olio delle alici il pangrattato, le barbe di finocchietto selvatico lavate e asciugate  (o il finocchietto selvatico in polvere)  i pistacchi tritati e far insaporire.

Scolare la pasta e saltarla in metà della crema di finocchio.

Impiattare mettendo sul fondo del piatto ancora un pò di crema di finocchi, la pasta, il pane croccante e  filetti di alici.

Tocco finale... un filo di olio extravergine di oliva e un fiore (qui di borragine, ma potete usare quello che preferite).

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25 luglio 2013

Il tempo pieno (Pescespada grigliato con melanzane bianche)

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Son quasi le due di notte e ho già scritto e riscritto questo post per 4 volte. Il taglio serio e sognante non corrisponde a quello che sento dentro di me. Allora cancello e ricancello ancora. Preparo due fette di melone bianco freschissimo e dolce. MI risiedo e ricomincio. Intorno, giù per strada il silenzio totale da più di un’ora… non riesco a dormire e in rete vedo che, come me, aumentano gli insonni, che invocano ‘Morfeo’…

E la mia mente è affollata e presa dagli ultimi avvenimenti che stanno dando nuova linfa alle mie giornate. Inviti a eventi che mi stanno portando in giro dalla Sicilia al Trentino, alla punta piu estrema della mia regione…. Ho deciso di collaborare con un fantastico Tour di una persona vulcanica e incredibile, Thelma, che ha appena iniziato il suo viaggio da sola in  camper armata di Ultrabook Intel, alla ricerca di posti da visitare, cose pazze da fare, gente nuova a incontrare. E io sulla sua strada ci sarò, appena approderà in Puglia e un pezzetto di strada lo faremo assieme, dal mio trullo in giro, qui nella mia terra.  E tanto e tanto altro ancora… Cene in meravigliosi castelli leccesi, ospite di una piccola grande newchef Sara, per condividere con lei i suoi sogni che si avverano.

E progetti e speranze che prendono forma…

Insomma è un tempo pieno questo… pieno di cose belle da fare, da dire e condividere con chi passa di qui o mi incrocia su fb. D’altro canto che senso avrebbero le cose belle se vissute in solitudine? C’è sempre bisogno degli altri per goderne appieno. Altri che sono accanto a te fisicamente, anche solo per trovare conferma che quello che vedi o fai è vero. Anche per dire ‘che meraviglia’ a qualcuno e gioirne insieme… E chi non può essermi accanto fisicamente, lo posso ritrovare qui e raccontare… Anche le parole possono portare con se la stessa luce di entusiasmo di quando si racconta dal ‘vivo’… Dicono che quando spiego mi si potrebbe seguire anche solo guardando come gesticolo. Una sorta di linguaggio non verbale che comunica da solo le mie emozioni….  E chi mi guarda negli occhi trova stupori di bambina. E parte con me attraverso i miei discorsi. Spero sia così per davvero… E questo non significa che il mio mondo ora sia fatto solo di viaggi.

Sembra che io non stia più cucinando, ma non è così. Grazie alla dieta,  al caldo e alla ‘solitudine’ dovuta agli impegni di tutto il resto della mia famiglia che è spesso fuori a pranzo/cena,  ho messo a riposo il forno e cerco di preparare cose veloci, ma buone e belle. Mi piace coccolarmi, anche perchè la solitudine assumerebbe un significato diverso da quello di ‘libertà’, ma solo di solitudine appunto.

Giorni fa ho preparato un pranzo buonissimo, che aveva anche un sapore particolare, il sapore dell’amicizia e dei doni fatti con il cuore. Una mia amica mi ha regalato i primi frutti del suo orto, 7 peperoni verdi carnosi, 1 barattiere e 3 melanzane bianche bellissime. E così ho comprato una fetta di pescespada, l’ho cotto alla griglia,  contemporaneamente alle melanzane tagliate a fette e ai peperoni tagliati a rondelle. Ho fatto un battuto di olio, prezzemolo e limone e ho irrorato il tutto…. Ecco qui una ‘ricetta’ per volersi bene….

alla prossima

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26 marzo 2013

Cozze ‘mollicate’

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Per andare avanti bisogna fermarsi ogni tanto e guardarsi. Non solo intorno, ma anche dentro. Non siamo abituati a fermarci, ma solo a correre. E quante cose si scoprono fermandosi! E’ come mettere a fuoco in maniera diversa l’obiettivo della nostra anima. Niente grandangoli, niente panorami lontani, ma solo piccole cose vicine, sfuocando il resto. Esattamente tutte quelle cose che sembrano invisibili quando puntiamo l’occhio troppo lontano.

E’ un tempo strano questo mio. Il ritmo della mia mente vorrebbe correre, ma sa che invece deve rallentare. MI accorgo del superfluo…e, appena l’occhio si ferma, valuta e decide di buttare via. Anche cose nuove che non hanno più importanza o che non mi emozionano più. Decido di tenere ciò che mi serve, quello che mi basta, ciò che porta con se un gesto bello di un regalo, di un ricordo, di una promessa, di cosa bella e basta.

ultimamente non sto scrivendo tanto. Perchè qui sul mio blog vi si aspetta di trovare ricette e parole. E io di ricette interessanti non ne sto preparando. Ho deciso seriamente di perdere un pò di peso, per sentirmi più leggera, e le ricette che preparo sono semplicissime e per molti, ovvie. Quindi solo parole. E pensieri. E per fortuna stanno tornando belli e colorati. Grati per il presente.

Questa mattina è iniziata con un caffè caldo, la voglia di scrivere, i baci dei miei figli sul collo, tanti, in silenzio, coccole d’amore vero. Un piatto semplice preparato ieri sera per insaporire una cena altrimenti davvero senza sapore. E, tutte insieme e nell’ordine, voglia di campagna, di verde, di primavera, di passeggiate all’aria, e poi voglia di aria di mare, di estate e vento caldo sul viso.

I desideri, che sono il volano dell’anima mia.

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Cozze ‘mollicate’

- cozze a ‘mezza scorza’

- pangrattato

- aglio

- prezzemolo

- pezzettino di peperoncino

- filo d’olio extravergine

- spolverata di pecorino (a piasèr!)

In un ciotola con il pangrattato spezzettare fine il prezzemolo e l’aglio. Meglio se fate quest’operazione nel mixer. Una bella girata veloce e fa tutto lui. Aggiungere un filo d’olio, il pezzettino di peperoncino (pochissimo pero eh? altrimenti copre tutto il sapore, con l’anestesia che provoca) e, volendo, anche un pò di pecorino che ‘esalta’. Disponete in una teglia da forno le cozze e con un cucchiaio riempirle di questo pangrattato aromatizzato. Infornare a 200° per pochi minuti, fino a quando la cozza si solleva dal suo guscio e il pane diventa crosticina.

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29 gennaio 2013

Baccalà con ‘sponzali’

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Ormai è un’affermazione comune: ‘ma non è che mi sta venendo l’Alzheimer?’. E non credo che sia una battuta. Arriva un momento in cui ci rendiamo conto di non avere più memoria. Molti ricordi sono stati rimossi dalla nostra mente. Dimentichiamo gli impegni che, quando ce li siamo appuntati nella testa, ci sembravano, erano, davvero importanti e urgenti. Ma, così come li abbiamo annotati, sono spariti. Facciamo domande ai nostri figli e poco dopo le ripetiamo perchè non abbiamo ascoltato la risposta, e loro li che ci guardano stupiti, ‘ma mamma me l’hai chiesto un momento fa!’. Durante il giorno e anche la notte c’è un turbinio di pensieri che si scontrano tra loro per avere la precedenza, ‘allora, devo andare in banca, passare alla posta, fare la spesa, oddio il dentista, mannaggia ci sono i saldi e dovrei comprare un maglione nuovo che son rimasta senza, prenotare l’incontro con i professori, devo scrivere il post, mannaggia e le ricette da spedire?, prenotare la visita per mamma, selezionare le cartacce, e la casa quando la pulisco? a si, prima di tutto ordino e poi il resto; e dall’ortopedico quando ci vado per quest’ernia che mi blocca? e la ginnastica? seeeeee la ginnastica, non c’è tempo………’

E così nella nostra mente il tempo è già bello che riempito. E ti assale l’ansia perchè sai già che non ce la farai mai a fare tutto questo in un solo giorno. E ti fai regalare l’agenda planning come i manager che, però, hanno l’assistente che gli ricorda ora dopo ora cosa devono fare, con un pò di anticipo, così si preparano mentalmente e fisicamente all’impegno.

La mattina ti alzi con la buona volontà, ti siedi in quel raro momento di pace, con il tuo caffè caldo, prendi carta e penna per dirti ‘e no, oggi farò tante cose, renderò produttiva la mia giornata e mi libererò la mente di tutti questi pensieri, per sentirmi più leggera’. E fai mente locale per scrivere le cose da fare. Ma….. com’è che nel fiume dei pensieri che convivono con te ogni istante della giornata e della notte, riesci a pescarne solo due o tre di cose ‘urgenti?’- E cominci a scavare, a cercare appigli, a tentare di ricordare, ma niente. Ti rassegni, dicendoti ‘forse non erano poi così urgenti…’, ma poi mentre ti riavvii verso il nuovo giorno, a tratti, all’improvviso, eccallàààà,  ti fanno la sorpresa e ricompaiono a tormentarti ‘le cose da fare’.

Allora ti senti davvero un baccalà, uno stoccafisso, immobile, salato e rigido, esposto alla fredda ingiuria del tempo e dell’età. Certo che avendo ancora almeno altri 50 anni da vivere, la cosa è un pò preoccupante.

Quale può essere il rimedio? una revisione del concetto di ‘urgente e indispensabile’? un reboot dell’hard disk centrale della mente? calmarsi e rallentare un pò? ridefinire le priorità?

E voi vivete la stessa angoscia? se la risposta e no, beati voi, se la risposta è si… come la risolvete?

Per coerenza, perchè tutto sommato sono intelligente e mi vengono dei collegamenti a mò di metafora…. vi posto una ricetta che adoro. Il baccalà con gli ‘sponzali’, che sono dei cipollotti tipici della nostra zona, con un sapore forte e particolarissimo, utilizzati anche per preparare dei fantastici ‘calzoni’ con uvetta e acciughe….. ma questa è un’altra ricetta.

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Baccalà con gli sponzali

- baccalà (qualsiasi pezzo, perchè dipende dal gusto personale)

- sponzali (per chi non riesce a trovarli, usare la cipolla o i porri)

- prezzemolo fresco

- qualche pomodorino

- olive taggiasche (in assenza utilizzare quelle nere)

- olio extravergine di oliva

- sale e pepe

In una padella far rosolare il baccalà con qualche cucchiaiata di olio. Quando sarà rosolato da tutte le parti scolarlo e tenerlo in caldo in un piatto. Pulire gli sponzali eliminando la pellicina che l’avvolge, le radici e metà della parte verde. Tagliarli per metà nel senso della lunghezza e metterli a rosolare nella padella con l’olio. Aggiungere i pomodorini e il prezzemolo. Far insaporire e rimettere i pezzi del baccalà. Aggiustare di sale assaggiando prima il baccalà per vedere quanto è salato. Versare un dito d’acqua e le olive, coprire e far cuocere. Aggiungere durante la cottura un pò di pepe macinato. Al momento di servire aggiungere un filo d’olio crudo e accompagnare con gli sponzali. Volendo si possono anche frullare tutte le verdure per creare un saporito sughetto da servire come base per il baccalà.

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31 agosto 2012

Salmone scozzese con patate verdure e creme fraiche all'aneto


Appena arriva il venticello fresco, mi sveglio.
E apro gli occhi e assorbo tutto quello che mi circonda e comincio a interagire con il mondo.
e contemporaneamente vorrei cucinare, leggere, organizzare, uscire, restare, viaggiare e invitare.
Insomma divento l'esatto contrario del bradipo e chi mi sta accanto ha difficoltà a mantenere il mio ritmo.
Il freddo è per me quasi una magia. Il bacio del risveglio, la spinta per volare, la sveglia dei sensi.
E tutto questo mi ha fatto pensare all'ultima sensazione di felicità che ho provato. Cibo, aria, luoghi della Scozia...
E che ho cercato di ritrovare qui a casa mia appena tornata, riproponendomi una ricetta che ho assaggiato li.
E' facile, è buona e leggera. E poi è un piatto unico, cosa che adoro!!!



Salmone scozzese con patate verdure e creme fraiche all'aneto

- un trancio di salmone a testa
- patate piccole con la buccia
- carote
- qualche pomodorino
- peperoni 
- cipolla e aglio
- olio o burro
- sale
- creme fraiche (da fare in casa con panna e aceto/limone)
- aneto (o in alternativa barbe di finocchio, anche selvatico)

Pelare le carote e farle bollire con le patate in abbondante acqua.
Scolarle bene. In una padella larga mettere il burro o l'olio extravergine di oliva con un pò di cipolla e aglio. Versare le verdure lesse, i peperoni tagliati a pezzi e solo alla fine e se gradite anche i pomodorini tagliati a metà. Saltare e salare il tutto secondo il proprio gusto.
Intanto riscaldate il forno a 220° e far cuocere i tranci adagiati su carta da forno, rigirandoli solo una volta, finchè sono cotti a puntino.
Mescolate la creme fraiche con l'aneto o con le barbe del finocchio.
Servite in un unico piatto di portata.... il trancio con le verdure e irrorate con la creme fraiche.
(nota: se non trovate la creme fraiche, si può fare in casa con un cucchiaio di aceto o di limone in due tazze di panna e facendo cagliare il composto)


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23 luglio 2012

Mare nostrum fish and chips (alici e patate)


L'immagine fissa sullo schermo e ... all'improvviso qualcosa cade.
Seguo la traiettoria a spirale che si conclude con un piccolo tonfo, un tonfino, sulla tastiera.
Una mosca che prima rompeva qua e la, è morta all'improvviso, stecchita, stroncata dal caldo che ormai fa sciogliere perfino le candele nelle mie lampade di casa.
E' strano vedere le candele sciogliersi, fa quasi paura. Dici, ma stiamo per morire tutti arrosto? Lessi, squagliati?
Io, che  d'inverno dico sempre 'che caldo', io che di battute con l'accento chalabbrese (letto con acca aspirata), del tipo 'dotthoressa, che caldo che fasci quiddentrhooo' ne ho un repertorio intero... io che che a febbraio a Venezia, bevevo acqua tonica con ghiaccio e limone, io che lo scorso anno per tutta la vacanza al mare per combattere il caldo sono stata in ammollo praticamente 18 ore su 24....... come farò a sopravvivere a questo caldo?
E mi aggrappo alle previsioni meteo delle app del mio Iphone che mentono spudoratamente, tanto che anche se sono gratis voglio chiedere un risarcimento per illusione di persona intontita dal caldo.
Aspettavo la pioggia, il temporale, l'uragano, e il fresco che ne sarebbe seguito, e invece l'acqua si c'è stata e c'è, ma ... tutta intorno a noiiiiiiii, sottoforma di umidità al 500% che mi sembra di annegare mentre respiro...
Gli altri anni aspettavo le 8 di sera e ridiventavo operativa. Ma quest'anno no, niente, il caldo non mi da tregua. MI blocca le forze e non mi consente di muovermi e tutti gli impegni si accumulano.
Anche far da mangiare mi pesa ma devo pur sfamare la famiglia. Tra l'altro questa settimana ho preparato due mega pranzi per il compleanno di mio figlio e così in previsione di questo tour de force, un giorno ho avuto l'idea di preparare qualcosa di veloce ma appetitoso.
Ho un fornello all'aperto, all'ombra, e li ho preparato una fritturina, ... si una fritturina, ma ne ho mangiato pochissima e mi son sentita subito felice.
Insomma, ero in ferie, in campagna, in compagnia, avevo fretta, non potevo preparare tante cose.... allora una sola e buona, anzi buonissima......
eccola qui....


Mare nostrum Fish and chips (alici e patate)

- Alici freschissime
- patate
- farina
- olio di semi di arachidi
- sale

Eviscerate le alici e tuffatele in una ciotola piena di farina.
Sbucciate le patate e tagliarle a listarelle.
Tuffatele in acqua fresca per eliminare l'eccesso di amido e asciugatele con un canovaccio pulito.
Friggerle poco alla volta in abbondante olio di semi di arachidi caldo.
Salatele solo dopo averle scolate su abbondante carta assorbente.
Friggere le alici e salatele.
Servite pesce e patate insieme,  in un cartoccio o in un unico contenitore da porre al centro della tavola.
Buon appetito.

P.S. e vabbè lo sapevo che avreste detto che non sono chips.... che in Inghilterra non ci sono alici.... lo so lo so, ma io per questo ho scritto 'Mare Nostrum' .... perchè questa è una ricetta di casa nostra, anzi  mia.... 


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8 maggio 2012

Tonno sott'olio profumato al pepe nero e alloro


Ora mi fermo.
E' da stamattina che corro e non riesco a smettere. C'è sempre qualcosa da sistemare, iniziare, completare, cuocere, tirare fuori dal forno e fotografare.
Ora però basta. Almeno per mezz'ora. Scrivo, penso un pò a me, al mio blog, a fare uno spuntino.
E decido di tirar fuori una cosa speciale, che centellino, parsimoniosa, per i momenti in cui voglio mangiare qualcosa di particolare. Soprattutto perchè l'ho fatto io.
Apro la dispensa, prendo un barattolo, trasparente e giallo di olio buono, con un'etichetta fatta a mano e torno con la mente ad un pomeriggio di lavoro intenso quando ho preparato tanti, ma tanti tonni e palamite sott'olio.
E' stato un lavoro duro e di pazienza, ma il risultato è meraviglioso.
Avrei voluto condividerlo ma....è bello anche coccolarsi da soli.
A volte anche il silenzio di una casa lasciata nella penombra del tramonto diventa un oasi per ritrovarsi.
Non sei completamente sola, perchè ti fanno compagnia i rumori della strada, il vocio dei ragazzi che cominciano a passeggiare nell'aria di questa nuova primavera, le voci dei bambini che giocano in casa della signora accanto,  i racconti delle signore del primo piano che non finiscono mai e mi rassicurano, come quando dormivo sulle gambe di mia madre e mi piaceva sentire questa voce che raccontava e raccontava. E io amo sentire le loro voci, la mattina presto quando si danno il buongiorno e si domandano cosa cucineranno oggi, o il pomeriggio sul tardi quando si riposano finalmente come tutte le 'mamme' che, beate loro, hanno le ore della giornata distribuite ordinatamente. La mattina per rassettare e per preparare il pranzo, il pomeriggio per riposare dopo aver sistemato tutto, poi il caffè e poi ti siedi per fare qualche lavoretto o solo per chiacchierare. E poi la cena veloce, un pò di tv e subito a dormire che domani ci si alza presto.
A volte il ritmo ripetitivo delle cose è rassicurante. Ti da la certezza che hai fatto bene il tuo dovere...
Magari riuscissi a farmelo bastare. La mia inquietudine mi porta sempre altrove....
Bene veniamo alla ricetta e... alla cena di questa sera, panino con tonno, pomodorini, capperi e qualche goccia di limone.


Tonno sott'olio profumato al pepe nero e alloro

- Tonno o palamita
- sale (100 g per 1 litro di acqua)
- rami di alloro
- bucce di limoni
- pepe nero in grani
- 1 rametto di finocchio selvatico


Eviscerare i pesci. Preparare in un pentolone tanta acqua a sufficienza per coprire tutto il pesce.
Aggiungere 100 g di sale per ogni litro di acqua.
Immergere alloro e un rametto di finocchietto selvatico e far bollire per almeno 3 ORE, rabboccando l'acqua con altra acqua bollente, man mano che si consuma.
Si sprigiona un odore non molto gradevole per cui se possibile arieggiare la stanza.
Quando il pesce è cotto scolare l'acqua e pulirlo, eliminando la pelle, le lische e le parti scure del sangue rappreso.
Asciugate i filetti con un panno bianco pulito e quando saranno freddi cominciarli a sistemare nei barattoli sterilizzati, aggiungendo grani di pepe, alloro e bucce di limone, secondo il proprio gusto.
Sistemare i filetti tutti insieme e le 'briciole' a parte in un altro barattolo.
ATTENZIONE ! Per questa operazione è importante farsi aiutare da un marito ingegnere che prende persino le misure da un filetto all'altro. Solo così l'aspetto dei barattoli diventa PERFETTO e invitante.
Coprire con olio extravergine di oliva.
Bollire a bagno maria e conservare.

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13 marzo 2012

Paella di primavera

 

E ti alzi una mattina con mille pensieri nella testa. Come tutti in verità.
E ti accorgi che non riesci ad iniziare la giornata. Ti senti zavorra di te stessa. Con il caffè tra le mani stenti a fare l'elenco della giornata e una volta fatto stenti ad iniziare il numero uno.
E allora decidi di rimproverarti e ti dai gli ordini perentori. Alzati e cammina. E datti da fare. E metti in moto le energie e la positività.
Di fronte al dilemma 'oddioooooo, cosa preparo da mangiare oggi? e al vuoto della risposta, ho rimandato. Ho detto, vabbè ora esco e vado in giro e vediamo se con un pò di appetito mi viene anche qualche idea.
Ma sarà stata l'aria di primavera (fredda in verità), sarà stata la felicità di vedermi perfettamente sintonizzata sulla variabilità di questo mese che finalmente è proprio pazzerello, così come abbiamo imparato fin dalla scuola elementare.... mi è venuto in mente un sapore di sere d'estate in campagna di amici, un appuntamento (quasi) fisso di ogni agosto, intorno ad un fuoco di legna su cui si cucina un piatto bello e profumato, che sa di terra e di mare, di posti lontani, di viaggi caldi. Da mangiare in compagnia di tanti amici. 
Allora ho chiamato Sandro, che con Paola cucina questo spettacolo... e mi son fatta dare la sua ricetta.
E si, perchè di paelle ce ne sono mille e più... ma nemmeno a Barcellona o a Siviglia  ne ho mangiato una così. 
E alle 12,30 ho cominciato il progetto 'Paella di primavera'.
Fatta la spesa, tornata a casa, ho cominciato a preparare alle 13, e si, perchè quando mi metto in testa una cosa, me ne frego dell'ora.... (come una volta che ci è venuto il desiderio dei panzerotti alle 11 di sera... si, li abbiamo mangiati all'una di notte, ma vuoi mettere mangiare con desiderio?)
Bene.... non si può avere l'idea di quanto è venuta buonaaaaaaa, ma buonaaaaaaaaaaaa, scusa Sandro, ma posso dire più buona.... no,non si può dire, no... sennò perdiamo l'amicizia.
Però era buona davvero.
Provate voi ora a farla...


Paella di primavera
(per 4 persone)

- 2 seppie
- 8 gamberi grossi
- 8 pezzi di pollo (per le quantità regolatevi secondo la fame, se son grandi spezzettateli)
- 1 peperone rosso
- 1 peperone verde
- cozze ( io le ho messe già sgusciate perchè il mio pescivendolo le aveva aperte tutte)
- vongole (io non le ho messe, ma si mettono)
- paprika
- zafferano
- riso (io ho usato Arborio superfino)
- brodo quasi vegetale (carota, sedano, cipolla, pomodorini, patata, scarti di pollo, teste di gamberi)
- olio extravergie di oliva


Preparate il brodo e aggiustate di sale.
In una paellera o padella grande, versare l'olio e mettere a soffriggere i  pezzi di pollo. Aggiungere le seppie tagliate a strisce.
Aggiungere i peperoni tagliati a pezzi grossi e i gamberi. Questi ultimi fateli cuocere pochissimo e poi tirateli fuori e metteteli da parte.
Aggiungere il riso e far insaporire. Mettere poco sale, poichè il resto è contenuto nel brodo.
In un pentolino sciogliere lo zafferano e la paprika in un pò di brodo e versare nel riso.
Versare altro abbondante brodo (filtrato) e coprire di due dita il riso.
Coprire a metà la teglia e non toccatela più, lasciando cuocere tutto a fuoco medio.
Quando è giunto quasi a cottura il riso, aggiungere le cozze, le vongole e i gamberi.
Lasciate assorbire tutto il brodo e servire.

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4 settembre 2011

Risotto gamberoni e verdure al limone


Prolungamento di questa estate, calda, caldissima e ricca di infiniti colori.
Si vede che le giornate si stanno accorciando e non la si vuole lasciare andare. Tante le cose che si volevano fare e che non si son potute fare tutte.
E allora ci si aggrappa ad un'ora rubata quasi all'alba, al mare.
Alle foto ancora da mettere a posto.
Alle mail degli amici incontrati e alle notizie da inviare loro.
A qualche cena all'aperto, tirando fino alle 2.
Al caffè preso prestissimo in campagna, con intorno ancora il tepore che si affievolisce.
E si comincia a preparare l'elenco dei buoni propositi per il nuovo anno che in realtà inizia proprio a settembre, come da sempre, con l'inizio della scuola.
E palestre e piscine da prenotare, e cose estive da buttar via prima di richiuderle nelle scatole, e pietre e libri da sistemare negli scaffali.
E ricette da pubblicare per non dimenticare.
Come questa, inventata in barca, ma che ha deliziato occhi e palato, in un pomeriggio afoso, tra un tuffo e l'altro, e tra la voglia di fermare il tempo.

Risotto gamberoni e verdure al limone
- due o più gamberoni a persona
- una tazza di riso a chicchi grossi, a persona
- peperone rosso, peperone giallo, carota, sedano
- limone
- aglio
- olio extravergine di oliva

Lessare il riso in abbondante acqua salata, e scolarlo al dente.
Tagliare le verdure a pezzi piccoli e farli saltare in padella con un filo d'olio per due o tre minuti.
Salare e aggiungere al riso.
Privare i gamberoni della testa, lavarli e praticare un taglio lungo la parte dell'addome per togliere il budello nero.
In una padella versare un filo d'olio e uno spicchio d'aglio e far saltare i gamberoni finchè diventano rossi e quindi cotti.
Sgusciarli, tagliarli a pezzi grossi e lasciarne alcuni interi.
Aggiungerli al riso con l'eventuale sughetto rimasto.
Condire con succo di limone e olio crudo.


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30 giugno 2011

Spaghetti con polpo e crema di cipolle rosse di Tropea e pepe in grani


ho voglia di ....
passeggiate al tramonto verso musei pieni di colori.
silenzi pieni di intese con persone che non hanno bisogno di parole.
raggi tiepidi che accarezzano e non bruciano.
persone che lavorano per me, intorno a me, con buona volontà e non mi facciano rispiegare sempre perchè sono li.
fiori che non bevano troppo.
figli intorno a me.
non avere desideri impossibili.
di profumi di petunie rosa fiorite.
di sapori semplici in bocca.
di amici a cui non devo spiegare niente, ma che sono li solo per il piacere di condividere anche solo un'insalata.
di amici che ti abbracciano davvero.
di dire a qualcuno 'come stai?' e di sentirmi rispondere finalemente 'bene', e non un lungo elenco di malattie.
di non sentire nelle orecchie sempre 'come sei ingrassata!' o 'come sei dimagrita!'
di persone educate e di buon gusto di una volta.
di profumo di bimbi piccoli che sanno di borotalco e di latte appena bevuto.
di incontrare parenti dimenticati e dire loro che non li ho mai davvero dimenticati.
di sorprese.
di conferme.
di cambiamenti.
di amore che abbraccia e avvolge.
di mare alla sera e all'alba.
di occhi stupiti.
di libri belli da leggere.
di un viaggio in Scozia.
di tempo per continuare ad imparare.
della pazienza di chi sta leggendo questo elenco.
di vedere la strada davanti a me.
di non guardare indietro e provare nostalgia.
di accarezzare.
di galleggiare in un porto.
di dimenticare i pensieri brutti e le persone che mi hanno deluso.
di abbracciare quelli che non mi deludono mai.
di rimanere sveglia tutta la notte a scrivere.....ma già ora crollo.

nella mia mente l'elenco è ancora lungo.... magari lo aggiornerò nelle prossime notti.


Spaghetti con polpo in crema di cipolle rosse di Tropea e pepe in grani
(x 4 persone)

- 250 g  di spaghetti
- un polpo medio
- due cipolle rosse di Tropea
- pepe nero in grani
. olio extravergine di oliva


In una tegame basso mettere l'olio, la cipolla rossa tagliata a fettine sottili, il pepe in grani e il polpo.
Coprire e portare a cottura, rigirando di tanto in tanto nell'acqua 'sua stessa' del polpo.
Cuocere gli spaghetti al dente.
Tagliare il polpo a pezzi piccoli, lasciando la punta dei tentacoli più belli per guarnire.
Se la cipolla non si è sciolta del tutto frullarla con il sughetto con un minipimer ad immersione o in un frullatore normale.
Scolare gli spaghetti e farli saltare in padella con polpo a pezzi e la crema di cipolle.
Servire con un filo d'olio crudo e una spolverata di pepe nero.

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