9 ottobre 2015

Parole al vento e Peperoni ripieni di riso e filetti di tonno

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Oggi si va giù di flusso di coscienza. Non nel senso che faccio outing, come qualcuno avrà pensato, ma del ‘Stream of consciousness novel’, del racconto che cerca di seguire il flusso dei propri pensieri e delle emozioni, senza alcun rispetto delle regole della sintassi. Perchè le regole soffocano, cercano di trattenere le passioni dentro il greto di un fiume ben preciso e vorrebbero farle scorrere tutte in un unica direzione, con la stessa velocità. Ma ai pensieri e alle emozioni non puoi fare questo.

E così in questo casino che di solito è la mia giornata, piena di buone intenzioni e di occasioni perse, mi son fermata, per capire bene quali sono le cose che mi preme di più fare. Ed è venuta fuori questa urgenza di scrivere. Con un cavolo di computer che comincia a morire piano. Prima scompare la M dal tasto, poi la N, poi ancora la L. E prima ci metti un pezzo di nastro di carta con su scritta la lettera. Poi ti ricordi che sai scrivere anche senza guardare la tastiera e le togli. Ma intanto ti ha lasciato la colla…e tutto diventa un casino. Ora non mi scrive più il punto interrogativo, come se volesse impedirmi di pormi e di porre delle domande. Solo certezze. Capirai. Fosse facile. La mia vita è tutta un punto interrogativo. Comunque finchè non lo riparo quel tasto, non potrò chiedermi pi niente. Ecco, ora comincia a non scrivere a momenti la u con l’accento. Cosa vorrà dire tutto questo. Ecco niente punto interrogativo. Significherà che non dovrò avere nemmeno dubbi. Ok andiamo avanti. Senza chiederci più il senso delle cose, e se faccio bene o male a fare una cosa qualsiasi.

Non importa che mi sia alzata all’alba. Dormo bene di notte, e quindi posso anche alzarmi presto. Sono già pronta ad affrontare una giornata e a riempirle di cose da fare. Compilo un elenco bevendo il primo dei miei due caffè. Decido le priorità. Intanto il tempo scorre con una velocità indipendente dalla mia volontà. E a sera mi accorgo che l’elenco era solo un inganno. L’illusione di poter dare un senso al giorno, per poi scoprire che fai tanto o fai poco non importa. L’importante è che tu ti distragga dal vuoto.

L elenco (scusate ma il tasto del punto interrogativo ha anche l apice/apostrofo…dovrò fare a meno anche di quello) aveva previsto di buon ora spesa al mercato. Ma sono le 9 e ancora sto togliendo fiori secchi dai miei gerani, fingendo di essere una con il pollice verde. Mi regalo questa soddisfazione di un momento, anche di qualche ora, perchè ora mi sembrano perfetti i miei gerani, ma domani mattina, mi regaleranno ancora questa opportunità, lasciandomi togliere ancora tanti e tanti fiori secchi. Sarebbe meglio cogliere fiori freschi e non concentrarsi su quelli morti.

Devo andare a comprare verdura e latte e pesce. In dispensa mi è rimasta solo pasta e farina. E ho bisogno di cucinare e farmi tornare l’ispirazione. Quando si sta a dieta, i sensi di colpa verso le cose buone ti spengono la passione nella gola, te la chiudono. E le cose leggere che puoi mangiare, ti allontanano dal desiderio. La passione è molto vicina al peccato. Anche nel cibo. Le cose permesse sono senza tutto. Senza gusto (hai voglia a mettere le famigerate spezie), senza sale (che fa male) senza olio (che però è dannatamente buono), senza soffriggere (e ti si ammoscia pure il sapore), senzasenzasenza…. senza significa vuoto, significa niente. E l’assenza del piacere nel cibo si estende a tutto il resto. Io mi intristisco. Anche se perdo 200 grammi al giorno. Quando e se perderò chili, so già che diventerò una tristissima magra, anche un pò stronza, perchè arrabbiata con la vita, con i sensi frustrati e spenti.

Faccio il conto del tempo che mi rimane di questa mattina. Alle 12 devo essere a casa di ritorno. Allora: ho cucito l’orlo scucito della giacca. Brava. Passato la scopa elettrica ovunque. Tolta polvere. Lavato i piatti di ieri sera, che quella stronza della vicina va a letto presto e ha deciso di mettere il letto appoggiato al muro dove io ho i pensili. E comincia a bussare fin dalle 10 di sera. Io che mangio quando mi pare, anche a mezzanotte, devo essere prigioniera in casa mia e non posso fare più rumori dopo le 10 che parte il coprifuoco. Sta stronza.

Camicie stirate e messe a posto. Letto rifatto. Busta immondizia pronta, sta già fuori, così inciampo e non me la scordo. Intanto il libro mi guarda dalla libreria, triste, pensando che non sono più quella di una volta, quando lasciavo tutto per stare con lui, e che mi sto trasformando in una triste casalinga, con la fissa incomprensibile dell’ordine. E non sa quanto si sbaglia. Non sa che mi odio per questi gesti ripetuti ogni giorno, tutti uguali, per togliere una polvere che domani tornerà, e ancora e ancora. E mi odio per il tempo perso come spettatrice di un mondo virtuale dove le persone non sono vere, le parole sono buttate al vento, dove se scompari nessuno se ne accorgerà mai. E se ci sei sei solo un battito di ciglia. E poi penso che così è anche nella vita reale.

Fuori c è il sole e ora devo uscire. Confido nella luce per riattivare l’ottimismo in questa giornata. Mi aspettano dei giorni un pò impegnativi. E devo fare scorta di pensieri positivi.

E che faccio, non vi lascio una ricetta oggi (punto interrogativo). Dovrò cominciare a parlare più di persone e meno di cibo. Ma si, dai. Una ricetta leggera, ancora una volta.

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Peperoni ripieni di riso e filetti di tonno

(per 4 persone)

- 6 peperoni rossi carnosi

- 6 tazze di riso roma

- una confezione di filetti di tonno

- un cucchiaio di capperi all’aceto

- prezzemolo, basilico, menta

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

- pepe

con un frullatore o un minipimer emulsionate l’olio con quattro cucchiai di acqua, fino a quando si formerà una specie di maionese. Aggiungere i capperi e continuate ad emulsionare.

Lessare il riso. Passare in forno i peperoni, che però dovranno rimanere sodi.

Togliete la calotta dei peperoni e svuotarli del liquido e dei semi.

Intanto mescolate il riso, i filetti di tonno, la maionese con i capperi, il ppe e le erbe sminuzzate.

Riempite i peperoni con questa insalata di riso. Chiudere con la calotta.

Sistemarli in una teglia e passare in forno per almeno 10/15 minuti a 180 gradi.

peperoni

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24 settembre 2015

Riso e patate con TRE olive fritte (terzo giorno di dieta)

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Bè diciamo che anche 200 g al giorno vanno bene. 200 x 7 sono 1,400 a settimana. !,400 x 4 sono 5,600 al mese. Wow, di questo passo a Natale sarò una ‘sinuèt’ come dice mia madre. Però bisogna essere seri e fare le cose senza fregare. Io a dire il vero faccio degli sgarri calcolati, ma mi servono per pensare di aver fatto una furbata e perchè mi voglio bene. Allora vediamo se qualcuno ha da obiettare. Nel senso di qualche nutrizionista.

Consiglio n.1 di oggi: se a colazione sono previsti due biscotti o due fette biscottate integrali con un cucchiaino di marmellata, io dimezzo e mangio o un biscotto solo o una fetta sola e conservo l’altro per la sera tardi come dolce. E si, perchè io che faccio tardi verso mezzanotte ho già di nuovo fame e ho voglia di qualcosa di dolce. E così gabbo il vizio.

Consiglio n.2: quando è prevista una minestra, io cerco di allungarla quanto più possibile con il brodo, così mi sento ugualmente sazia e introduco liquidi che altrimenti stento a bere.

consiglio n.3: servire le pietanze in un piatto piccolo e non nelle ciotolone dell’ikea che ho comprato lo scorso Natale. In effetti la colpa del mio aumento repentino di peso è da attribuire ai piatti grandi che, si riempiono che poca roba pare brutto, si finisce tutto che lasciare nel piatto pare brutto, e si fa pure la scarpetta che anche se pare brutto chi se ne frega.

Per oggi basta così.

Oggi Riso e patate con verdure e gentile concessione di tre olive fritte.

Riso e patate

- un cucchiaio di olio extravergine di oliva

- una patata piccola

- una cipolla piccola

- mezzo peperone

- tre pomodorini

- una tazza piccola da caffè di riso

- prezzemolo

- pepe

Sbucciare e tagliare a cubetti la patata. Tagliare a pezzi il pomodoro, il peperone, e la cipolla e far rosolare dolcemente in una padella dove avrete versato l’olio.

Aggiungere l’acqua e portare a bollore. Versare il riso e aspettare che cuocia.

Servire caldo con prezzemolo fresco tritato e con un cucchiaio raso di parmigiano o cacioricotta  o pecorino.

Per le olive: ungete una padellina piccola piccola con olio, mettete le olive della varietà giusta, copritele e quando vedete che sono belle lucide spegnete il gas. Pochissimo sale e via…. Ma davvero dovete mangiarne SOLO tre eh!

riso e olive

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15 luglio 2015

Pranzo all’ombra con riso venere, verdure, gamberi e erbe aromatiche

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Le persiane sono chiuse. Anche la porta è accostata. Il ventilatore ruota freneticamente e fra un pò decolla. Intanto intorno tutto vibra di questo vento spinto dalle pale. La tovaglia, la gonna, lo strofinaccio poggiato sulla sedia. Ogni tanto vola qualche tovagliolino di carta lasciato sul tavolo. Fa caldo, ma proprio tanto. E, visto che proprio lo deve fare perchè siamo in estate, visto che non serve a niente lamentarsi o strepitare, allora ricorro al vecchio metodo dell’oooommmmm, del restare calma, della distrazione, dell’indifferenza.

E così cammino scalza in casa, evitando le mattonelle in prossimità della luce. vesto con una cosa leggerissima di cotone, faccio la limonata con ghiaccio, zucchero e menta, a portata di sete, lascio filtrare la luce quanto basta per non inciampare e aspetto il tramonto e l’ombra che verrà.

Ricordo che da bambina non avvertivo per niente il caldo dei pomeriggi assolati, quando piuttosto che andare a riposare come volevano i grandi, avrei preferito continuare a giocare fuori sulla veranda. E anche quando da ragazza si andava in spiaggia, rigorosamente all’ora di pranzo, solo con il telo sotto il braccio e le infradito ai piedi… Senza ombrellone, senza ombra, senza ripari. Solo sole e mare, e amici accanto.

Vai ora vai, al mare senza la tenda verde di decathlon al seguito, o senza la protezione totale… oppure vedi se riesci a mettere il naso fuori di casa prima delle 18…

E vabbè si cambia. E intanto devo trovare un compromesso con mio figlio che con ‘tutta quest’aria condizionata (28° ndr)’ sente freddo.

intanto …. OMMMMMM….

Cucino con mooolta lentezza una cosa buona e fresca. Abbondante così basterà anche per cena.

E, nell’ombra del mio rifugio, si accendono i colori.

riso

Riso venere con verdure, gamberi e erbe profumate.

- fiori di zucchina

- peperone rosso e giallo

- zucchina

- cipolla rossa

- gamberi freschi sgusciati

- riso venere

- prezzemolo basilico e a piacere le erbe che preferite

Lessare il riso venere in abbondantissima acqua salata. Scolare e passare sotto il getto dell’acqua fredda per farla raffreddare subito

Rosolare le verdure lavate e tagliate in olio. Lasciarle un pò croccanti.

Quasi alla fine aggiungere i gamberi e farli cuocere velocemente.

Tagliuzzare le erbe.

Assemblare riso, verdure, gamberi e erbe.

Un filo d’olio extravergine di oliva e via.

gamberi

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18 maggio 2015

Genesi di un pranzo all’ultimo minuto: Minestra di riso e verdure e frittata di lampascioni

minestra di riso e verdure2

Giornate sempre piene le nostre e non sempre con un perchè. Fatto sta che corriamo e, anche se sembra aver finito tutto l’elenco delle cose da fare, eccallà che prendiamo subito carta e penna per scrivere ancora, e un altro elenco compare.

Mi capita ogni tanto di mettere tutto in ordine, ma davvero tutto. Evidentemente, essendo una condizione ‘spuria’, cioè saltuaria e rarissima, non ci sono più abituata e la cosa mi crea un pò di disagio, tanto che appena finito, guardo soddisfatta il risultato del mio sudore, faccio foto, la pubblico, annunciando al mondo l’evento e mi domando…. ‘e ora che faccio?’. E subito comincio a preparare qualche ricetta a fare foto ecc, perchè un set intonso da riempire è un’occasione imperdibile.

Oggi sono forzatamente in casa perchè c’è l’operaio che sta facendo i lavori in terrazza. Poverino, sotto il sole, ma d’inverno non si possono fare che piove, quindi provvedo a portargli ogni tanto acqua fresca, caffè, biscottini eccetera. Lui ringrazia e continua. Intanto devo completare una dispensa per un corso che terrò la prossima settimana, e per il pranzo devo mettere su qualcosa.

E vi faccio un esempio di come possono nascere delle ottime ricette.

Ieri sera ho preparato un pò di riso in bianco, ma ne era rimasto proprio pochino nella confezione e allora che fai? lasci li uno scatolone con una manciatina di riso? Per quando? per le prossime occasioni di solitudine e depressione estrema? no. Allora l’ho cucinato tutto e ora ho già pronta una ciotolina di riso cotto al dente.

Forse passa di qui una mia amica e spero resti con me a pranzo.   Poi…. non posso uscire di casa per fare la spesa perchè l’operaio non si può lasciare da solo e rovisto nel frigo. Ma… io sono appena rientrata e il frigo piange. Non ho avuto il tempo di fare la spesa. Che c’è? ben poco…

- Cinque peperoni verdi piccoli, di cui uno mezzo ‘andato’, una patata,

- 3 carotine ammosciate e vecchiotte,

- una busta di carta piena di erbe aromatiche del mio trullo, (rosmarino, timo, alloro, menta, origano),

- uno scalogno sopravvissuto e uno spicchio di aglio un pò secco.

Inoltre

- un uovo,

- una crosta di pecorino,

- tre lampascioni avanzati della cena mediterranea, ma tanto quelli non diventano vecchi.

Vabbè… cominciamo, (oggi la ricetta ve la scrivo così):

Lavo bene patata carote ed elimino la parte della buccia davvero malandata. Taglio a rondelle. Via nella pentola.

Lavo bene i peperoni, elimino le parti andate e i semi e  taglio a pezzettini. Via nella pentola.

Taglio scalogno e aglio che vanno a far compagnia al resto.

‘Raschio’ un pò la parte esterna della scorza del pecorino e la tengo da parte.

Pulisco i 3 lampascioni e li metto a cuocere in un pentolino mini coperte d’acqua.

Verso un pò di olio nella pentola delle verdure e aggiungo due foglie di alloro e un rametto di rosmarino. Poco sale grosso. Faccio soffriggere dolcemente. Dopodichè aggiungo acqua e faccio cuocere. Aggiungo la scorza del pecorino che diventerà molle, insaporirà il tutto e beato chi la mangerà.

Aspetto che si riduca un pò l’acqua, e quando le verdure sono ormai cotte verso per un minuto il riso giusto per farlo riscaldare e insaporire.

Questa è una minestra sempre buona, da far raffreddare un pò prima di gustarla.

Nell’attesa schiacciate i lampascioni e aggiungete un uovo, un pò di formaggio (ricavato dalla scorza di pecorino, prima di tuffarla nel brodo), un pò di prezzemolo se ce l’avete, altrimenti un pò di rosmarino e/o timo. Sbattete il tutto con una forchetta e fatene una frittata con un pò di olio caldo in una padella.

E ora corro. Per il pranzo abbiamo risolto. Per la cena vediamo.

Le foto sono fatte al volo, non sono un granchè, ma il pranzo era da re.

frittata di lampascioni

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23 agosto 2014

Polpette di pane: la frittura e il condominio

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20 agosto 2014 -  ore 10
Scrivo su facebook: ‘ma si può friggere alle 10 di mattina e ‘appuzzirmi’ le lenzuola appena lavate e stese? Ma, dico, non ti si ammoscia tutta la frittura fino all'una?’
E li giù un mare di commenti, ‘staranno friggendo melanzane per fare la parmigiana’, ‘ ma fatti invitare pure tu per l’assaggio’, ‘ma anche qui a casa mia friggono come non ci fosse un domani’… ecc…
pane e polpette 018
21 agosto 2014 – ore 10
sto per uscire, mezza arrabbiata per una cosa che dovevo fare ma che non volevo assolutamente fare, e incontro giù, fuori dal portone di casa, la signora Maria 1 (si, perchè sullo stesso pianerottolo c’è anche la signora Maria 2, da cui, le Due Marie) che mi guarda e mi dice: ‘Ehi tu, signora, vieni un pò qua che ti devo dire una cosa. Cos’è che hai scritto ieri su ‘xbuc’? che ti ho appuzzito tutt i robb? io non ho fritto niente ieri. Mi ha telefonato una persona e mi ha detto ‘ma che stai combinando? quella di sopra a te dice che stai facendo la parmigiana e stai appuzzendo tutt u mùnn (tutto il mondo ndr)’. Io sono morta dalle risate. Potere della comunicazione digitale. Non ci vediamo quasi mai perchè i nostri orari liberi non coincidono ma, Maria 1, è una persona da conoscere, sempre allegra, positivissima, pronta alla battuta e allo sfottò, e che ha i ‘collegamenti’ informatici giusti e così viene a sapere tutti i fatti miei, di cui di solito scrivo e tutti i miei spostamenti. Grazie a Facebook, al blog, al fatto che io li racconto, e al fatto che lei è curiosa di saperli.
Allora ci siamo sedute sul muretto, e le ho spiegato che non ho detto che era stata lei a friggere, ma che nell’aria si sentiva odore (ehm…) di frittura, ma non sapevo chi stesse operando… le ho detto anche che su facebook non metto mai nomi. Che anche facebook è una specie di condominio dove tutti sanno i fatti di tutti, e ci sono anche quelli che non si vedono, perchè non scrivono mai, ma che intanto si affacciano e di nascosto sanno i fatti di tutti e ne parlano con chi conoscono ‘sai che quella è andata a Roma e poi in Sardegna e poi in montagna? madòòòò sempre girando se ne vaaaaaa’ ‘ ma sai cosa dice quellaaaa? non fate i servizi a casa, lasciate tutto e uscite, madòòòòò chissà che zugghiarì che sta sulla casaaaaaaaaaaa’    Ecc…..ecc….. 
E come nei condomini, tutti mettono cuori e sorrisi e sono gentili nelle risposte e poi appena sono in chat con qualcun altro ne dicono peste e corna, e fanno supposizioni e illazioni e si inventano storie e si fanno mille film nella testa pur di riempire le giornate e i pomeriggi di parole e tagli.
Quindi, rassicurata, Maria 1 si è fatta na bella risata con me e dopo avermi dato ragione sulle regole sociali della vita di condominio, se n’è andata a prendere il caffè al portone più su, avvisata già del fatto che ne avrei scritto qui.
E ho pensato… ma immaginate che vita fanno in quei posti o portoni, dove tutti sono riservati e si fanno i fatti loro, e non sanno nemmeno il lavoro del dirimpettaio? condannati ad una vita di indifferenza e solitudine, in cui nessuno è interessato a te, nessuno ha voglia di guardare dalla finestra se sei arrivato con la macchina e che cosa hai scaricato? chissà da dove vieni, e chissà dove vai con quella valigia quando scendi all’alba per prendere l’aereo? Nessuno ha interesse ad origliare quando parli ad alta voce, o alle due di notte ancora suoni la chitarra con gli amici? nessuno che sbircia sull’elenco del pagamento dell’acqua per sapere quanto hanno pagato tutti e li a fare congetture sul perchè di tanto spreco o del perchè paghi così poco, il che vuol dire che forse puzzi o non lavi abbastanza? Che tristezza infinita, tutta questa riservatezza…. Per chi vivi se nessuno si interessa a te? vuoi mettere se la tua vita attiva e interessante stimola la curiosità di chi ti guarda e fa aprire dialoghi in mezzo alle scale, pieni di tensioni nel caso in cui qualcuno aprisse il portone e se ne accorge? Vuoi mettere che se viene qualcuno a chiamarti e non ci sei, c’è sempre qualcuno che lo sa e che risponde per te? E poi vuoi mettere che se hai bisogno di una foglia di prezzemolo o di aiuto perchè non ti senti bene, basta gridare e qualcuno sicuramente ti sente e corre? (a parte quando sono venuti i ladri che non li ha sentiti nessuno…). Io cambierei casa se nel mio portone non si interessasse nessuno a me e ai fatti miei. Mi sentirei sola e ignorata. Ed ecco perchè mi piace abitare in un paese, dove tutti mi leggono e me lo dicono quando mi incontrano al supermercato o al pescivendolo, facendomi i complimenti (signora io sono una sua fan eh? sa che la vigilia di Natale preparo sempre i ‘tubbetti’ zucchine e patate del suo blog? fa delle ricette che vengono sempre bene’). Oppure le signore che conoscono mia madre quando la incontrano le dicono ‘Eh Celestina, hai fatto la salsa due giorni fa eh?’, oppure ‘dov’è quel posto dove hai mangiato quegli spaghetti con le cozze, con tua figlia, che mi hanno fatto venire un desiderio?’. E mia madre si arrabbia con me.
Insomma, si vive allegramente solo se tutti si interessano a tutti. Altrimenti regnerebbe il silenzio e la solitudine.
Quindi ricapitolando…..mi sa che mi tocca fare un corso veloce di internet e facebook a tutto il portone qui, e a chi ne avesse bisogno, così possiamo comunicare in diretta, anche tutti gli avvisi, tipo  ‘OGGI NON STEDERE I PANNI, CHE DEVO FRIGGERE I PEPERONI’
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7 maggio 2014

Aiuto in campagna per la cucina (e per le pulizie). Involtini di carne alla pizzaiola

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E’ tempo di prepararsi a godersi i primi tepori della campagna ed è tempo di mettere fuori un pò tutta la biancheria rimasta ben chiusa e sigillata per l’inverno. Però questo è un lavoraccio che spaventa sempre perchè, diciamocelo, è di una noia mortale e poi ci si stanca. Ma tempo fa ho sperimentato con una mia amica che perfino i lavori domestici che si odiano in maniera particolare (per me stirare), se svolti in compagnia diventano divertenti. Ma ci sono un sacco di cose da far combaciare….

Se a proporsi di dare una mano sono amiche con figli piccoli, ebbene anche loro faranno parte della comitiva itinerante. Quindi ci si inventa anche per loro dei lavoretti. Tipo spazzare il piazzale con la scopa di saggina, che sa tanto di strega. oppure zappettare qua e la pezzi di erba e il loro innato spirito distruttore sarà così appagato…. ecc…. Intanto le amiche che sono sempre a dieta ma poi gli viene il fatidico capogiro per la fame e la stanchezza devi poterle rifocillare in breve tempo e con cose sostanziose. Che devono essere anche saporite per non portare pentimenti per averle mangiate. Però… non puoi nemmeno restare li a spignattare per tutto il tempo perchè non si è li solo per divertirsi, anzi….

E allora bisogna inventarsi un piatto unico buono, anzi buonissimo, da accompagnare con una bella scarpetta abbondante e con una insalatina fresca per placare i sensi di colpa. E che piaccia a tutti, donne e bambini.

E….bisognerebbe farlo fare a qualcun altro. Magari a quel bel robot che la Moulinex (il CUISINE COMPANION, un nuovo robot multifunzione che fa un sacco di cose) ha deciso di farmi provare e che io, agguerrita foodblogger, con un pò di titibanza ho accettato come una sfida, ma che poi ho cominciato a baciare per ringraziarlo per essermi corso in aiuto in momenti come questi.

Quindi ecco qui la soluzione a tutti questo piccoli problemi.

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Mentre noi sbattevamo materassi e cuscini fuori all’aria aperta, stendevamo sui fili tende e lenzuola, i bambini giocavano allegramente….. il mio robot ci preparava … le brasciolette alla pizzaiola tutto da solo.

Quindi ognuno aveva una cosa da fare ….

E giudicate voi come son venute?

Allora vi va di venire con me in campagna al mio trullo a fare le pulizie?

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Involtini di carne alla pizzaiola

Ingredienti (per 4 persone)

- 8 fettine di vitello

- 8 cubetti di parmigiano o formaggio dolce

- Un mazzetto di prezzemolo

- Un pizzico di sale per involtino

- Un peperone rosso

- Un peperone giallo

- 4 pomodorini rossi

- Prezzemolo

- 2 coste di sedano

- 2 spicchi di aglio

- 1 cipolla bianca piccola

- Un mazzetto di erbe aromatiche(rosmarino, timo, salvia)

- 1 cucchiaino raso di origano

- Sale

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

Procedimento

Preparare gli involtini su una piano da lavoro, posizionando al centro delle fettine un pezzettino di formaggio, qualche foglia di prezzemolo e un pizzico di sale. Avvolgerle e legarle con uno spago da cucina. Lavare tutte le verdure e tagliarle a pezzi piccoli. Sul fondo del recipiente di acciaio (D1) inserire l’accessorio per miscelare (F2), versare l’olio e disporre gli involtini. Versare sugli involtini di carne tutte le verdure e distribuire le erbe aromatiche, l’origano e un po’ di sale.

Selezionare la velocità 1, la temperatura a 100° e 45 minuti per la cottura. Avviare la cottura con il tasto start. Controllare di tanto in tanto che ci sia sempre abbastanza sughetto durante la cottura. Se dovesse ridursi troppo aggiungere un mezzo bicchiere di acqua calda.

A fine cottura, eliminate lo spago e servite gli involtini con un’insalata fresca.

A piacere potrete frullare le verdure e il sughetto con l’accessorio F1 e servirlo sugli involtini.

Tempo di preparazione: 1 ora e mezza

Difficoltà: minima

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12 settembre 2012

Coniglio con melanzane e peperoni ripieni

Oggi ho voglia di scrivere un post sulla buona educazione.
La buona educazione credo sia un'utopia. Perchè ognuno ne fa quello gli pare e ne vengono fuori delle interpretazioni originali.
Esempio: in che categoria inserisco la domanda che mi fanno tutte le persone gentili che mi incontrano e che, dopo avermi squadrata da capo a piedi, con lo sguardo che sembra uno scanner con incorporata bilancia pesapersone, aggiungendo un sorrisetto che non ho ancora capito se è ironico, comprensivo, timido, amichevole, materno o cavolo ne so, ma decisamente irritante questo si,.... mi chiedono, anzi affermano con punto interrogativo finale 'Ma hai preso qualche chiletto eh?'.
Premesso che i quarant'anni segnano una linea di demarcazione tra quello che si era e quello che si comincia ad essere, dal punto di vista fisico e .... hai voglia che lotti, indietro non si torna.
Escludendo magrezza e obesità legati a patologie specifiche, ci sono persone che per costituzione (fisica e non politica) possono essere magre o in carne. E da quel momento in poi cominciano a somigliare inevitabilmente a uno dei due genitori. 
Se si tende alla magrezza si diventa pian piano delle mazze di scopa, se si tende alla rotondità, la parola linea diventa 'ovale'. 
Quindi, a meno di rischiare di morire o di fame o di depressione, contro natura non si può andare.
Se poi a dirlo sono persone magrissime e asciuttissime, di quelle che per natura (e non per patologie!) tendono alla mazza di scopa, o che per volontà o deformazione mentale tendono alla fame, e che non si accorgono che lentamente tendono anche all'avvizzimento, credendosi bellissime, bè allora farei volentieri a meno della loro considerazione che ancora non so cosa vorrebbe essere..... una battuta? ( non fa ridere), una cosa detta senza pensare? (bè allora pensaci), una frase detta tanto per dire qualcosa? (a volte il silenzio sarebbe prezioso), un consiglio per dimagrire perchè dalla faccia sembra che io sia disgustosamente grassa? (io ti consiglierei di mangiare perchè le rughe ormai ti si vedono tutte)....
Volevo solo approfittare di questo spazio che sembra essere letto da molte persone anche nel mio paese, per comunicare che.... 
1)  io mi voglio bene così come sono
2) io preferisco le persone con qualche filo di carne in più.
3) i miei abbracci hanno, pare, un effetto pranoterapeutico e la sensazione di morbidezza rilassa e da sicurezza
4) Gesù mi ha fatto così e non posso farci niente.
5) Non continuate ad ammiccare al mio blog dicendo 'eh? ti piace cucinare eh? e poi mangi...', perchè significa che non leggete attentamente le mie ricette che, a parte qualche eccezione, sono tutte leggere... 
6) non sfruculiate, perchè la prossima volta vi rispondo male.
7) una sana manciata di c...avoli propri e di uno specchio vero a casa propria non farebbero poi tanto male.

E, visto che ancora non sono diventata una fashion blogger, anche oggi vi propongo una ricetta gustosa che, se mangiata nelle giuste quantità, è anche dietetica.
buon appetito.


Coniglio con melanzane e peperoni ripieni
(per 4 persone)

- 8 pezzi piccoli di coniglio
- 2 melanzane piccole
- 2 peperoni carnosi
- 2 spicchi d'aglio
- olio extravergine di oliva
- 2 uova
- una fetta di pane raffermo
- due cucchiai di pane grattugiato
- un pugno di formaggio piccantino
- prezzemolo e basilico

Mettere in ammollo in acqua la fetta di pane.
Tgliare a metà le melanzane, svuotarle e tagliare la polpa a pezzettini, lasciando la buccia quanto più sottile possibile. Mettere la polpa a pezzi in una ciotola piena di acqua e poco sale.
Versare un pò d'olio in un tegame, aggiungere uno spicchio d'aglio a pezzettini piccoli e uno intero (se invece vi piace un sapore più deciso spezzettare anche l'altro).
Strizzare i pezzi di melanzane per eliminare l'acqua nera e metterla a soffriggere nel tegame.
Salare leggermente e portare a cottura.
Far raffreddare e aggiungere il pane strizzato, il pane grattugiato, le uova, il formaggio, e il prezzemolo e il basilico abbondanti spettezzati.
Amalgamare il tutto.
Tagliare a metà i peperoni nel senso della lunghezza.
Riempire con il ripieno sia i peperoni che le 4 bucce di melanzane.
In una teglia da forno versare dell'olio e disporre ad incastro i pezzi del coniglio, i peperoni e le melanzane ripieni.
Infornare a 220° e portare a cottura, rigirando solo una volta i pezzi del coniglio.
Saranno pronti quando si formerà una calotta compatta e croccante sulle melanzane e i peperoni.

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7 luglio 2011

Panino con mortadella e altre cose buone


Tra i miei amici ce n'è uno che ogni volta che ci incontriamo per trascorrere una serata insieme, ad un certo punto si avvicina e mi porta un bicchiere d'acqua.
Mi sorprendo ogni volta anche se ogni volta mi sorride e mi dice sempre la stessa cosa : parli così tanto che ho pensato di portarti un pò d'acqua.... avrai sicuramente la bocca asciutta.
Ed io, tra lo stupore iniziale e la voglia di picchiarlo, scoppio a ridere, accetto e bevo.

Io amo le parole, quelle scritte, quelle fatte di aria, quelle mangiate con gli occhi da un libro, quelle pensate e non dette, quelle che spero di sentire un giorno......
Le amo, perchè portano con sè infinite emozioni, mille suoni e sogni.
Solo se le si sa usare.
Ma arrivano dei momenti in cui hai bisogno di lasciare spazio al vuoto.
Sono i momenti in cui ti senti come se fossi coperta di tanti post it giallini, con su scritti i mille impegni che hai e le responsabilità da tenere a mente, l'elenco delle commissioni, gli appunti da utilizzare per il blog, le infinite ricette, ecc...............
E le parole dei foglietti gialli diventano tante palline che rimbalzano nella mente e negli occhi e ti stordiscono e ti fanno sbandare e temere che non riuscirai mai a ricordare tutto.
E allora vorresti far coriandoli con quei foglietti......

E accade che un giorno decidi di fermarti.
Hai bisogno di respirare. Nonostante ti manchi la persona con cui ami condividere tutto, capisci che è arrivato il momento di riprendere fiato.
E dopo aver messo da parte faticosamente ogni pensiero, ti riempi del celeste di questo mare di Puglia, e resti in silenzio per ore.
e muovi solo gli occhi per fermare dei flash di questo paradiso.
e ascolti solo il vento.
e ti chiudi le orecchie andando sott'acqua.
e alla fine ti regali il più semplice ma meraviglioso dei sapori...... 



Panino con mortadella e altre cose buone
(ricetta e consigli)

- Entrare in un negozio che sa ancora di altri tempi, dove vendono di tutti, dagli alimentari ai giornali ai detersivi e alle sigarette, e dove fuori gli anziani sostano a lungo parlando della gente che passa o giocando a carte
- Guardare il banco dei salumi e individuare subito la mortadella
- controllare mentalmente se puoi abbinare altro
- se no, accontentarsi solo del provolone dolce o piccante
- se si, motivare di seguito la scelta
- aspettare che, mentre la signorina del negozio affetta la mortadella, il suo profumo (non della signorina ma della mortadella!) raggiunga il naso e la mente
- quindi fare gli abbinamenti.
- al pane fresco, bianco e morbido, ho aggiunto... mortadella (che è il salume più vero e buono e godereccio che ci sia), provolone dolce (perchè è la morte sua con la mortadella), melanzane grigliate (che ammorbidiscono) e peperoni fritti freddi (che stuzzicano ed esaltano gli altri sapori).
- Pizzico di sale, chiudere il panino, tagliare a metà sennò fai la figura della morta di fame, stappa una birra ghiacciata, siediti al tavolino di fuori, di fronte il mare, addenta il panino, soffri un pò perchè ti ricordi che devi fotografarlo..... e poi chiudi gli occhi e .... finiscilo....



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2 febbraio 2011

Peperoni ripieni di farro e orzo con ratatouille e provola sciolta


Ho voglia di un cielo pulito.
E colorato solo di azzurro. Senza nuvole, solo aria, fresca e libera. Per respirare.
Ho voglia di sole per svegliarmi da questo letargo che ancora dura. Calore che entri fin dentro il cuore, che sembra stanco, intorpidito e assonnato.
Ho voglia di mare, quest'anno si, stranamente... perchè con il suo rumore silenzioso e calmo ti culla la mente e ipnotizza i tuoi pensieri portandoli altrove.
E da qui, piano piano, ritrovare nuove strade da percorrere.
Troppo tempo rimaniamo immobili. Ce ne rendiamo conto solo quando il mondo comincia a perdere i suoi contorni e ci sembra sempre più lontano. E sembra che a vivere siano solo gli altri e ti arrivano rumori solo dalle telefonate che raccontano di cosa si fa nella vita. 
E questo ci spaventa e, se ce la facciamo, cominciamo a darci una scrollata e a riprenderci la nostra vita.
Ieri un pò di sole ha spazzato via un pò di nubi dentro e allora dopo aver sistemato tutto intorno a me, ho messo la felpa arancione, mangiato un'arancia, sono uscita un momento, ho comprato fiori e frutta e verdura colorata e ho spignattato per tutta la giornata, per riempire la casa di odori.
E oltre a dei meravigliosi biscottoni che posterò la prossima volta, ho preparato questo piatto che sa di estate, di campagna, di mare, di cieli colorati. In attesa della bella stagione.


Peperoni ripieni di farro e orzo con ratatouille e provola sciolta
(dose per 4)
-  peperoni colorati e carnosi
- 1 zucchina
- mezza cipolla rossa
- 2 patate piccole o 1 grossa
- 2 spicchi d'aglio
- 1 carota
- 1 tazzina di orzo e farro a testa
- provola
- parmigiano grattugiato
- olio exstravergine di oliva

Lessare per il tempo necessario l'orzo e il farro (circa 12 minuti).
Nel frattempo lavare le verdure e tagliare a cubetti 1 peperone, la zucchina, la cipolla, la carota, la patata.
In una coppa aggiungere l'aglio sbucciato ma intero e condire con sale e olio. Versare il tutto in un tegame largo da forno e passare in forno caldo (200°) finchè si appassiscono un pò e comincia a spandersi l'odore tutto intorno. Quando farro e orzo sono cotti scolare ben bene, in una coppa unirli alle verdure appassite, al parmigiano e alla provola tagliata a pezzi.
Preparare i peperoni da riempire, utilizzandone uno piccolo a testa tagliandone la calotta oppure tagliandolo a metà di traverso se è grande.
Riempirli con i cereali conditi. Disporli in un tegame con un filo olio sul fondo e un pò d'acqua.
Coprirli con la stagnola e cuocerli in forno caldo fino a quando saranno cotti i peperoni.
Togliere la stagnola e farli gratinare.
Caldi sono buonissimi, ma se penso all'estate saranno ancora più buoni nelle sere calde o sugli scogli al tramonto.

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11 gennaio 2011

orecchiette integrali con salsa di peperoni piccanti

Fuori è buio. Il rumore delle auto che tornano a casa fa intendere che anche questa giornata è passata, finalmente, e che la corsa che si sente è solo impazienza di infilarsi pigiama e pantofole e, davanti a qualcosa di caldo e buono per cena e un buon film da vedere sul divano, per oggi ci si può fermare.
Fatto il giro delle telefonate rassicuranti, si può fermare la mente e godersi un momento di silenzio. 
Domani si ricomincerà a correre, volentieri. Perchè è ritornata la voglia di fare, di incontrare e viaggiare, di organizzare, di nuovo.
Io sono così. MI fermo solo per riposare o quando c'è qualcosa che non va. E in quei momenti identifico la vita, la salute, con la possibilità di correre durante la giornata. L'adrenalina che ti da la carica e ti fa sentire viva. Che ti fa sentire bene dentro. Che ti fa sorridere quando incontri qualcuno e far scambiare velocemente quattro chiacchiere e magari anche un caffè. Ma di corsa, perchè c'è l'elenco delle cose da fare ... ancora e ancora. E ti fa arrivare a casa la sera, stanca ma soddisfatta, di cose fatte e realizzate.
Finalmente.
Questa sarà una settimana bella se tutto va come l'ho immaginata.
Ci saranno incontri e progetti da avviare.
E la cosa mi rende felice.
Racconterò con calma e con foto quello che succederà.
Cercherò di farlo ogni sera al ritorno a casa, come un racconto della giornata appena trascorsa, piena di cose belle da descrivere.
Come questo piatto che ho preparato velocemente, ma che aveva un profumo di buono un sapore fresco e tanti colori da riempirsi gli occhi.....

Orecchiette integrali con salsa di peperoni piccanti

- 100 g di orecchiette integrali a persona
- 1 peperone giallo
- 1 peperone rosso
- 1 peperone verde
- 1 peperoncino piccante
- 1 cipolla
- salsa di pomodoro
- prezzemolo
- olio extravergine di oliva
- parmigiano grattugiato

Mentre si aspetta che l'acqua giunga a bollore, preparare il sugo.
Lavare i peperoni e tagliarli a listarelle.
In un tegame largo e basso mettere un cucchiaio d'olio a persona, mezza cipolla, le falde colorate di tutti i peperoni e far soffriggere per un pò. Salare. Togliere dal tegame la metà dei peperoni e coprire per tenerli in caldo.
Nel tegame quindi aggiungere la salsa di pomodoro e un ciuffetto di prezzemolo.
Nel frattempo versare nell'acqua le orecchiette integrali che, di solito, non richiedono molto tempo per la cottura. 
Poco prima di scolare la pasta, aggiungere un piccolo peperoncino piccante e  frullare con il minipimer il sugo, affinchè restino intrappolati tutti i sapori degli ingredienti. Deve risultare una salsa rossa e cremosa. Aggiustare di sale.
Condire quindi le orecchiette con questa salsa e decorare con le falde di peperoni soffritti e un ciuffetto di prezzemolo crudo. A piacere spolverizzare con parmigiano.
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14 gennaio 2010

Fusilli lunghi con peperoni e tonno


Ieri dopo aver finito di scrivere  il mio post sulla brioche ho aspettato per vedere cosa sarebbe venuto fuori dalla selezione automatica delle pubblicità AdSense. Si sa che si 'allineano' in maniera coerente con alcune parole scritte dall'autore del blog nell'ultimo post. Mi sono spaventata e soprattutto mortificata. Le pubblicità apparse riguardavano 'la pulizia dell'intestino', 'una casa di riposo per anziani', 'vuoi perdere 30 kg?', 'disturbi alimentari' ecc....  Ma che cos'è? un'altra forma di terrorismo psicologico? L'occhio del Grande Fratello (ma quello di Orwell, non quello della Marcuzzi...) che spia e ci giudica? Cosa fare? prendere con sano ottimismo il buono che c'è in questi consigli oppure ... eliminare immediatamente le pubblicità Adsense, considerato che più che farci guadagnare, guadagnano loro e mortificano noi senza alcun lucro. Almeno ci pagassero per soffrire....
Aspetto consigli e opinioni. A proposito Approfitto per ringraziare tutte le adorabili blogger che mi scrivono e per dire loro che se non rispondo tra i commenti è perchè non credo che in effetti poi si ripassi per vedere la risposta. Di solito se posso rispondo personalmente, ma il 'noreplay' non mi consente sempre di farlo. Quindi grazie a tutte di cuore.
Allora riporto qui la ricetta che ieri ho preparato alla faccia di Adsense per rimettermi su il morale e ci sono riuscita.


Fusilli lunghi con peperoni e tonno

- fusilli lunghi (o vermicelli attorcigliati)
- una falda di peperone giallo
- una falda di peperone rosso
- una costa di sedano
- perezzemolo
- aglio
- un peperoncino
- olio extravergine di oliva
- pomodori eterni (o ciliegino)
- tonno in scatola

Appena l'acqua bolle salare e versare la pasta. In una padella larga a sufficienza per saltare poi la pasta, versare l'olio e, tutti insieme, l'aglio i peperoni e il sedano (senza le foglie)  tagliati a cubetti e i pomodiri eterni (che poi sono quelli 'appesi' e che durano tutto l'inverno). Poco prima che sia pronta la pasta aggiungere le foglie del sedano e il prezzemolo sminuzzati, il tonno sbriciolato e il peperoncino.
Saltare tutto in padella e servire caldissimo. A piacere aggiungere parmigiano e pepe, ma, onestamente coprirebbero i sapori o li complicherebbero.

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26 settembre 2009

Gelatina di peperoncini piccanti


Ci stiamo avvicinando all'inverno. Immaginate le serate in cui regna freddo e gelo. Abbiamo voglia di stare in compagnia per riscaldarci il cuore. E' bello stare insieme parlando, ma si sta meglio se si mangia qualcosa. Allora prepariamoci, per quest'inverno abbiamo bisogno di fare scorta di 'combustibile' alimentare. Ma di quello buono però. Di quello che fingendo di essere dolce, si avvicina alla ruvidezza di un formaggio, guarda con indifferenza il miele che, superbo, neanche lo pensa, pur standogli vicino nello stesso piatto e alla fine ti sorprende con un esplosione di fuoco che non riesci più a domare e tra urletti e risate e bicchieri d'acqua fresca, spento l'incendio, ti lascia stremato, ma appagato.

Gelatina di peperoncini piccanti

- 1 kg di peperoncini piccantissimi
- 500 g di zucchero
- 1 busta di Fruttapec (2:1) (= pectina rapporto 2 a 1 )

Lavare accuratamente i peperoncini e privarli completamente del picciolo. Tagliarli a pezzettini e lasciare anche i semi, che sono la parte più piccante. Mettere il tutto in una pentola alta. Mescolare la pectina allo zucchero e aggiungerlo ai peperoncini.
Portare ad ebollizione e far bollire per almeno 3 minuti a fiamma molto alta, mescolando di continuo.
Togliere la pentola dal fuoco e mescolare per un minuto facendo dissolvere la schiuma.
Versare in barattolini piccoli precedentemente sterilizzati ed asciugati. Riempirli fino all'orlo, chiudere e capovolgere. Lasciare raffreddare e conservare.
Servire con formaggi stagionati o molli. Con carne lessa o a vostro piacimento per insaporire in maniera insolita ed esaltare i vostri piatti.

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10 agosto 2009

Peperoni e melanzane sott'olio

C'è di buono che l'estate ti esplode anche dentro con i suoi profumi forti e i suoi colori violenti. Tutto assume un tono esasperato, il sole accecante nel cielo, il caldo sconvolgente intorno alla pelle, la luce che appare prestissimo tra le persiane e non ti lascia se non alla fine di una lunghissima giornata. E in tutto questo i rossi, i gialli e i verdi della natura si impongono al tuo palato e alla tua vista. Quasi un urlo della natura che vuole farsi sentire, imporre e amare. Prima dell'assopimento dell'autunno e del lento addormentarsi dell'inverno. Quando protetti dal freddo, restiamo chiusi in casa, a ricordare, aprendo di tanto in tanto un barattolo, il caldo abbraccio dell'estate.

Peperoni e melanzane sott'olio al profumo di aglio, menta e peperoncino

- melanzane freschissime di medie dimensioni
- peperoni gialli, rossi e verdi, carnosi e freschissimi
- sale
- aglio
- menta
- peperoncino
- aceto bianco
- olio extravergine di oliva

Lavare melanzane e peperoni
Sbucciare le melanzane e tagliarle a fette non molto sottili
Tagliare i peperoni a listarelle non molto strette, eliminando i semi.
Sistemare nei barattoli a strati alterni, melanzane, peperoni, aglio, menta peperoncino e sale grosso.
Metterli sotto carico per circa 10 ore.
Eliminare l'acqua nera che fuoriesce solo alla fine delle 10 ore e aggiungere altri strati per riempire il barattolo e ripetere le operazioni.
Senza sollevare melanzane e peperoni, coprire con aceto bianco e lasciar riposare almeno per altre 10 ore.
Eliminare l'aceto e versare nel barattolo olioextravergine di oliva di ottima qualità, fino a coprire completamente il contenuto.

nota: per evitare problemi il contenuto del barattolo deve essere SEMPRE coperto dall'olio. Quindi ricordarsi sempre di aggiungerlo prima di conservare in dispensa o, meglio, in frigo.
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24 marzo 2009

peperoni ripieni

Se ti serve qualcosa all'ultimo minuto, sai che puoi chiamare solo una persona che non ti dirà mai di no: la tua mamma. Se ti serve un consiglio, un aiuto per stirare, un posto per i tuoi figli quando devi partire all'improvviso, qualcuno che ti chieda 'che cosa è successo?' solo per avere una scusa per sfogarti, una compagnia in un momento in cui ti senti sola, lei c'è sempre. E quando passa anche solo 'per caso' da casa non viene mai a mani vuote. Com'è bello aprire le buste che mi porta, dove trovi una coppa di olive nere messe sotto sale da lei, una busta di rucola già lavate, una bottiglia di limoncello appena fatto e già ghiacciato (perchè lei lo tiene nel freezer...) e un barattolo di giardiniera.

Oggi è successo che si è rotto il suo forno, proprio poco prima di infornare un meraviglioso tegame di peperoni ripieni. MI ha chiamato dicendomi che stava arrivando mio padre con il tegame per cuocerlo nel mio forno. E questo è lo spettacolo....

A fine cottura, la casa che profumava, la fame che incombeva (erano le 12,30...), ho preso una fetta del nostro meraviglioso pane di Telegram (a cui un giorno dedicherò un intero post), ho preparato un letto di rucola e vi ho poggiato sopra un peperone e, con zero sensi di colpa e mille sensazioni di piacere, l'ho divorato.
Chiudendo gli occhi ad ogni morso.

Peperoni ripieni
- 1 peperone rosso, 1 giallo, 1 verde
- pangrattato
- capperi
- aglio
- prezzemolo
- sale e pepe
- olio
- vino bianco
- formaggio grattuggiato (facoltativo)
- tonno (facoltativo)

Lavare i peperoni e tagliare delle 'barchette', mettendo da parte i pezzi residui.
In una coppa mescolare il pangrattato, i capperi, l'aglio tagliato a pezzettini piccolissimi, il prezzemolo tritato, sale e pepe, i pezzi di peperoni residui tagliati a pezzettini e un filo d'olio e di acqua.
Chi gradisce un tocco di sapore un più può aggiungere del formaggio grattuggiato e/o il tonno sbriciolato.
Mescolare e con questo impasto riempire i peperoni.
In un tegame versare un filo d'olio e riporre ad incastro i peperoni.
A piacere, coprire il tutto con altre listarelle di peperoni per non far bruciacchiare subito il ripieno.
Cuocere in forno a 200°. A metà cottura aggiungere un filo di vino bianco e continuare fino ad evaporazione completa.
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