6 ottobre 2016

Riso e zucca arrostita con rosmarino e aglio

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E’ una di quelle giornate incerte. La pioggia arriva all’improvviso con un cielo nero e minaccioso. Bagna tutte le piante e il terrazzo, lava via la polvere nera di questa città e tutto risplende di nuovo. Ho dovuto mettere da parte i miei programmi di uscita, per andare a comprare una nuova agenda, per riportare tutti gli impegni presi già fino a maggio del prossimo anno. Perchè piove. Poi all’improvviso da dietro una nuvola nera, sbuca il sole e crea un paesaggio strano e misterioso, fatto di luce fortissima che colora d’arancione alcune facciate di palazzi e di ombre scure su altre facciate, tanto scure da percepire anche il freddo che potrebbe arrivarti fin nelle ossa, quando sai che li manca il sole. E guardando in alto non si sa ancora se le nuvole dell’orizzonte porteranno pioggia o se saranno innocue. Intanto mi preparo da mangiare qualcosa, poi ci penserò.

Mi piace cucinare per me, perchè solo così posso sperimentare accostamenti nuovi secondo l’ispirazione, senza il timore di sbagliare e senza la responsabilità di dover tenere conto di gusti altrui. Così ho aperto il frigo e mi ha guardato per un attimo una zucca piccola che qualcuno mi ha regalato pochi giorni fa. E mi son detta ‘va bene, e zucca sia’.

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L’ho tagliata con molta difficoltà a fette. Aveva una scorza durissima, verdone scuro, a protezione di una polpa soda e non molto spessa. Ho raccolto i semi e li ho conservati per piantarli in campagna. Ho tagliato tutto a fette, le ho sbucciate e le ho sistemate in una teglia da forno. Ho raccolto un paio di rametti di rosmarino, li ho lavati e ho staccato gli aghi, distribuendoli sulle fette. Ho sbucciato e tagliato a fette uno spicchio d’aglio che è andato a far compagnia al rosmarino. Poco sale, un filo d’olio e via nel forno. Nel frattempo ho semplicemente lessato una tazza di riso in acqua salata. Quando tutto è cotto, la zucca era diventata morbida e profumata, il riso leggermente al dente. Ho versato il riso nella teglia della zucca e li ho fatti abbracciare. Ho messo il tutto nel piatto, con l’acquolina in bocca perchè intorno intanto si era sparso un profumo meraviglioso. E guardando fuori dalla finestra la pioggia che nel frattempo era tornata, ho gustato il mio piatto di riso e zucca profumata.

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1 marzo 2016

Riso integrale con carote al forno glassate e noci (Brown rice with roasted carrots and nuts)

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Ore 11,25 del primo giorno di marzo

Le giornate scivolano via velocemente. Da quando apriamo gli occhi sintonizziamo la nostra mente sulla corsa che sta per iniziare. Facciamo l’elenco delle cose da fare, delle cose che mancano in dispensa, un’idea di quello che metteremo sulla nostra tavola, un pensiero ai ‘doveri’, un sospiro per le responsabilità, un momento per i desideri, subito rinchiusi nel solito cassetto, perchè sbagliando crediamo al ‘tanto c’è tempo per quello’ e via, a fare il caffè. E così la vita scorre. Ci accorgiamo che è ‘già’ il primo giorno di marzo, di un anno con un numero così alto che ti sembra impossibile sia già arrivato.

Non hai un lavoro fisso e questo, a fasi alterne, ti fa sentire una sfigata improduttiva che non vale niente, pur avendo laurea, tante competenze, idee geniali da realizzare, oppure una persona fortunata che può ‘guadagnare risparmiando’ e migliorare la qualità della vita di chi sta accanto, creando atmosfere più rilassate, cucinando cose buone, riempendo la casa di profumi che fanno di casa un rifugio accogliente, scrivendo con calma parole che un giorno potranno diventare libri. E, a giorni alterni, vivi la malinconia o l’euforia della tua condizione.

Vai a fare la spesa e hai un ritmo più lento della gente che corre, chiusa nella bolla dei propri pensieri con occhi concentrati solo sul prezzo,  sulla qualità dei broccoli e sull’orologio che va avanti, e che urla ‘sbrigati’. Guardi con calma il mondo che ti circonda e rifletti. Sulla busta della spesa sempre più leggera delle persone anziane, sui respiri affannati delle donne con bambini e bustoni appesi ai passeggini, sulla quantità di roba invenduta ai banchi, sull’insistenza di ambulanti stranieri che ad ogni giro ti vogliono vendere con occhi e tono implorante buste di aglio rosa, e la quarta volta che t’incontrano ti riconoscono e ti ‘saltano’. E sei parte di un mondo colorato e ricco di sentimenti di gente come te.

Torni a casa con la busta piena di verdure e colori e cominci a cucinare. E ti riconcili con il mondo. E con te stessa.

Oggi ho comprato un mazzo bello di carote fresche e colorate. Ed ecco cosa ne ho fatto….

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Riso integrale con carote al forno glassate e noci (english version below)

(per due persone)

- 4 carote novelle

- due spicchi d’aglio

- un cucchiaino di zucchero di canna (o quello che avete)

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

- prezzemolo, sale e pepe

- 3 tazze (da caffè) di riso integrale

- 4 noci sgusciate

- un limone (facoltativo)

Lavare il riso e tenerlo in ammollo in acqua tiepida per circa un’ora.  Cuocerlo in abbondante acqua bollente salata. Tenete conto che ci vorrà parecchio tempo, anche 50 minuti. Quindi se avete fretta usate un altro tipo di riso, oppure potete lessarlo il giorno prima e tenerlo già pronto in frigo.

Lavare le carote con tutto il ciuffo, che metterete da parte per altre preparazioni. Pelarle, tagliarle nel senso della lunghezza, o come preferite. Mettere un foglio di carta da forno in una pirofila. Sistemare le carote. Aggiungere l’olio, il sale, l’aglio spezzettato, lo zucchero, mescolare il tutto e cuocere in forno a 180° fino a quando saranno diventate morbide.

Tritare grossolanamente le noci.

Mescolare il riso, le carote, le noci. Aggiungere un filo d’olio crudo, prezzemolo fresco tritato e se piace anche un pò di succo di limone.

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Brown rice with roasted carrots and wallnuts

(for two people)
- 4  carrots
- Two cloves of garlic
- A teaspoon of brown sugar
- 4 tablespoons extra virgin olive oil
- Parsley, salt and pepper
- 100 g of brown rice
- 4  walnuts
- lemon (optional)


Wash rice and keep it in warm water for about an hour. Cook it in salted boiling water. Keep in mind that it will take 50 minutes about. So if you are in a hurry using a different type of rice, or you can boil it the day before and keep it ready in the fridge.
Wash  carrots, peel and cut them lengthwise, or whatever you like. Place a sheet of baking paper in a baking dish. Place carrots, oil, salt, chopped garlic, sugar, mix well and bake at 180 degrees until they become soft.
Chop the nuts.
Mix rice, carrots, walnuts. Add a little more olive oil, chopped fresh parsley and, if you like,  a bit of lemon juice.

Buon appetito.

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9 ottobre 2015

Parole al vento e Peperoni ripieni di riso e filetti di tonno

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Oggi si va giù di flusso di coscienza. Non nel senso che faccio outing, come qualcuno avrà pensato, ma del ‘Stream of consciousness novel’, del racconto che cerca di seguire il flusso dei propri pensieri e delle emozioni, senza alcun rispetto delle regole della sintassi. Perchè le regole soffocano, cercano di trattenere le passioni dentro il greto di un fiume ben preciso e vorrebbero farle scorrere tutte in un unica direzione, con la stessa velocità. Ma ai pensieri e alle emozioni non puoi fare questo.

E così in questo casino che di solito è la mia giornata, piena di buone intenzioni e di occasioni perse, mi son fermata, per capire bene quali sono le cose che mi preme di più fare. Ed è venuta fuori questa urgenza di scrivere. Con un cavolo di computer che comincia a morire piano. Prima scompare la M dal tasto, poi la N, poi ancora la L. E prima ci metti un pezzo di nastro di carta con su scritta la lettera. Poi ti ricordi che sai scrivere anche senza guardare la tastiera e le togli. Ma intanto ti ha lasciato la colla…e tutto diventa un casino. Ora non mi scrive più il punto interrogativo, come se volesse impedirmi di pormi e di porre delle domande. Solo certezze. Capirai. Fosse facile. La mia vita è tutta un punto interrogativo. Comunque finchè non lo riparo quel tasto, non potrò chiedermi pi niente. Ecco, ora comincia a non scrivere a momenti la u con l’accento. Cosa vorrà dire tutto questo. Ecco niente punto interrogativo. Significherà che non dovrò avere nemmeno dubbi. Ok andiamo avanti. Senza chiederci più il senso delle cose, e se faccio bene o male a fare una cosa qualsiasi.

Non importa che mi sia alzata all’alba. Dormo bene di notte, e quindi posso anche alzarmi presto. Sono già pronta ad affrontare una giornata e a riempirle di cose da fare. Compilo un elenco bevendo il primo dei miei due caffè. Decido le priorità. Intanto il tempo scorre con una velocità indipendente dalla mia volontà. E a sera mi accorgo che l’elenco era solo un inganno. L’illusione di poter dare un senso al giorno, per poi scoprire che fai tanto o fai poco non importa. L’importante è che tu ti distragga dal vuoto.

L elenco (scusate ma il tasto del punto interrogativo ha anche l apice/apostrofo…dovrò fare a meno anche di quello) aveva previsto di buon ora spesa al mercato. Ma sono le 9 e ancora sto togliendo fiori secchi dai miei gerani, fingendo di essere una con il pollice verde. Mi regalo questa soddisfazione di un momento, anche di qualche ora, perchè ora mi sembrano perfetti i miei gerani, ma domani mattina, mi regaleranno ancora questa opportunità, lasciandomi togliere ancora tanti e tanti fiori secchi. Sarebbe meglio cogliere fiori freschi e non concentrarsi su quelli morti.

Devo andare a comprare verdura e latte e pesce. In dispensa mi è rimasta solo pasta e farina. E ho bisogno di cucinare e farmi tornare l’ispirazione. Quando si sta a dieta, i sensi di colpa verso le cose buone ti spengono la passione nella gola, te la chiudono. E le cose leggere che puoi mangiare, ti allontanano dal desiderio. La passione è molto vicina al peccato. Anche nel cibo. Le cose permesse sono senza tutto. Senza gusto (hai voglia a mettere le famigerate spezie), senza sale (che fa male) senza olio (che però è dannatamente buono), senza soffriggere (e ti si ammoscia pure il sapore), senzasenzasenza…. senza significa vuoto, significa niente. E l’assenza del piacere nel cibo si estende a tutto il resto. Io mi intristisco. Anche se perdo 200 grammi al giorno. Quando e se perderò chili, so già che diventerò una tristissima magra, anche un pò stronza, perchè arrabbiata con la vita, con i sensi frustrati e spenti.

Faccio il conto del tempo che mi rimane di questa mattina. Alle 12 devo essere a casa di ritorno. Allora: ho cucito l’orlo scucito della giacca. Brava. Passato la scopa elettrica ovunque. Tolta polvere. Lavato i piatti di ieri sera, che quella stronza della vicina va a letto presto e ha deciso di mettere il letto appoggiato al muro dove io ho i pensili. E comincia a bussare fin dalle 10 di sera. Io che mangio quando mi pare, anche a mezzanotte, devo essere prigioniera in casa mia e non posso fare più rumori dopo le 10 che parte il coprifuoco. Sta stronza.

Camicie stirate e messe a posto. Letto rifatto. Busta immondizia pronta, sta già fuori, così inciampo e non me la scordo. Intanto il libro mi guarda dalla libreria, triste, pensando che non sono più quella di una volta, quando lasciavo tutto per stare con lui, e che mi sto trasformando in una triste casalinga, con la fissa incomprensibile dell’ordine. E non sa quanto si sbaglia. Non sa che mi odio per questi gesti ripetuti ogni giorno, tutti uguali, per togliere una polvere che domani tornerà, e ancora e ancora. E mi odio per il tempo perso come spettatrice di un mondo virtuale dove le persone non sono vere, le parole sono buttate al vento, dove se scompari nessuno se ne accorgerà mai. E se ci sei sei solo un battito di ciglia. E poi penso che così è anche nella vita reale.

Fuori c è il sole e ora devo uscire. Confido nella luce per riattivare l’ottimismo in questa giornata. Mi aspettano dei giorni un pò impegnativi. E devo fare scorta di pensieri positivi.

E che faccio, non vi lascio una ricetta oggi (punto interrogativo). Dovrò cominciare a parlare più di persone e meno di cibo. Ma si, dai. Una ricetta leggera, ancora una volta.

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Peperoni ripieni di riso e filetti di tonno

(per 4 persone)

- 6 peperoni rossi carnosi

- 6 tazze di riso roma

- una confezione di filetti di tonno

- un cucchiaio di capperi all’aceto

- prezzemolo, basilico, menta

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

- pepe

con un frullatore o un minipimer emulsionate l’olio con quattro cucchiai di acqua, fino a quando si formerà una specie di maionese. Aggiungere i capperi e continuate ad emulsionare.

Lessare il riso. Passare in forno i peperoni, che però dovranno rimanere sodi.

Togliete la calotta dei peperoni e svuotarli del liquido e dei semi.

Intanto mescolate il riso, i filetti di tonno, la maionese con i capperi, il ppe e le erbe sminuzzate.

Riempite i peperoni con questa insalata di riso. Chiudere con la calotta.

Sistemarli in una teglia e passare in forno per almeno 10/15 minuti a 180 gradi.

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15 luglio 2015

Pranzo all’ombra con riso venere, verdure, gamberi e erbe aromatiche

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Le persiane sono chiuse. Anche la porta è accostata. Il ventilatore ruota freneticamente e fra un pò decolla. Intanto intorno tutto vibra di questo vento spinto dalle pale. La tovaglia, la gonna, lo strofinaccio poggiato sulla sedia. Ogni tanto vola qualche tovagliolino di carta lasciato sul tavolo. Fa caldo, ma proprio tanto. E, visto che proprio lo deve fare perchè siamo in estate, visto che non serve a niente lamentarsi o strepitare, allora ricorro al vecchio metodo dell’oooommmmm, del restare calma, della distrazione, dell’indifferenza.

E così cammino scalza in casa, evitando le mattonelle in prossimità della luce. vesto con una cosa leggerissima di cotone, faccio la limonata con ghiaccio, zucchero e menta, a portata di sete, lascio filtrare la luce quanto basta per non inciampare e aspetto il tramonto e l’ombra che verrà.

Ricordo che da bambina non avvertivo per niente il caldo dei pomeriggi assolati, quando piuttosto che andare a riposare come volevano i grandi, avrei preferito continuare a giocare fuori sulla veranda. E anche quando da ragazza si andava in spiaggia, rigorosamente all’ora di pranzo, solo con il telo sotto il braccio e le infradito ai piedi… Senza ombrellone, senza ombra, senza ripari. Solo sole e mare, e amici accanto.

Vai ora vai, al mare senza la tenda verde di decathlon al seguito, o senza la protezione totale… oppure vedi se riesci a mettere il naso fuori di casa prima delle 18…

E vabbè si cambia. E intanto devo trovare un compromesso con mio figlio che con ‘tutta quest’aria condizionata (28° ndr)’ sente freddo.

intanto …. OMMMMMM….

Cucino con mooolta lentezza una cosa buona e fresca. Abbondante così basterà anche per cena.

E, nell’ombra del mio rifugio, si accendono i colori.

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Riso venere con verdure, gamberi e erbe profumate.

- fiori di zucchina

- peperone rosso e giallo

- zucchina

- cipolla rossa

- gamberi freschi sgusciati

- riso venere

- prezzemolo basilico e a piacere le erbe che preferite

Lessare il riso venere in abbondantissima acqua salata. Scolare e passare sotto il getto dell’acqua fredda per farla raffreddare subito

Rosolare le verdure lavate e tagliate in olio. Lasciarle un pò croccanti.

Quasi alla fine aggiungere i gamberi e farli cuocere velocemente.

Tagliuzzare le erbe.

Assemblare riso, verdure, gamberi e erbe.

Un filo d’olio extravergine di oliva e via.

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18 maggio 2015

Genesi di un pranzo all’ultimo minuto: Minestra di riso e verdure e frittata di lampascioni

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Giornate sempre piene le nostre e non sempre con un perchè. Fatto sta che corriamo e, anche se sembra aver finito tutto l’elenco delle cose da fare, eccallà che prendiamo subito carta e penna per scrivere ancora, e un altro elenco compare.

Mi capita ogni tanto di mettere tutto in ordine, ma davvero tutto. Evidentemente, essendo una condizione ‘spuria’, cioè saltuaria e rarissima, non ci sono più abituata e la cosa mi crea un pò di disagio, tanto che appena finito, guardo soddisfatta il risultato del mio sudore, faccio foto, la pubblico, annunciando al mondo l’evento e mi domando…. ‘e ora che faccio?’. E subito comincio a preparare qualche ricetta a fare foto ecc, perchè un set intonso da riempire è un’occasione imperdibile.

Oggi sono forzatamente in casa perchè c’è l’operaio che sta facendo i lavori in terrazza. Poverino, sotto il sole, ma d’inverno non si possono fare che piove, quindi provvedo a portargli ogni tanto acqua fresca, caffè, biscottini eccetera. Lui ringrazia e continua. Intanto devo completare una dispensa per un corso che terrò la prossima settimana, e per il pranzo devo mettere su qualcosa.

E vi faccio un esempio di come possono nascere delle ottime ricette.

Ieri sera ho preparato un pò di riso in bianco, ma ne era rimasto proprio pochino nella confezione e allora che fai? lasci li uno scatolone con una manciatina di riso? Per quando? per le prossime occasioni di solitudine e depressione estrema? no. Allora l’ho cucinato tutto e ora ho già pronta una ciotolina di riso cotto al dente.

Forse passa di qui una mia amica e spero resti con me a pranzo.   Poi…. non posso uscire di casa per fare la spesa perchè l’operaio non si può lasciare da solo e rovisto nel frigo. Ma… io sono appena rientrata e il frigo piange. Non ho avuto il tempo di fare la spesa. Che c’è? ben poco…

- Cinque peperoni verdi piccoli, di cui uno mezzo ‘andato’, una patata,

- 3 carotine ammosciate e vecchiotte,

- una busta di carta piena di erbe aromatiche del mio trullo, (rosmarino, timo, alloro, menta, origano),

- uno scalogno sopravvissuto e uno spicchio di aglio un pò secco.

Inoltre

- un uovo,

- una crosta di pecorino,

- tre lampascioni avanzati della cena mediterranea, ma tanto quelli non diventano vecchi.

Vabbè… cominciamo, (oggi la ricetta ve la scrivo così):

Lavo bene patata carote ed elimino la parte della buccia davvero malandata. Taglio a rondelle. Via nella pentola.

Lavo bene i peperoni, elimino le parti andate e i semi e  taglio a pezzettini. Via nella pentola.

Taglio scalogno e aglio che vanno a far compagnia al resto.

‘Raschio’ un pò la parte esterna della scorza del pecorino e la tengo da parte.

Pulisco i 3 lampascioni e li metto a cuocere in un pentolino mini coperte d’acqua.

Verso un pò di olio nella pentola delle verdure e aggiungo due foglie di alloro e un rametto di rosmarino. Poco sale grosso. Faccio soffriggere dolcemente. Dopodichè aggiungo acqua e faccio cuocere. Aggiungo la scorza del pecorino che diventerà molle, insaporirà il tutto e beato chi la mangerà.

Aspetto che si riduca un pò l’acqua, e quando le verdure sono ormai cotte verso per un minuto il riso giusto per farlo riscaldare e insaporire.

Questa è una minestra sempre buona, da far raffreddare un pò prima di gustarla.

Nell’attesa schiacciate i lampascioni e aggiungete un uovo, un pò di formaggio (ricavato dalla scorza di pecorino, prima di tuffarla nel brodo), un pò di prezzemolo se ce l’avete, altrimenti un pò di rosmarino e/o timo. Sbattete il tutto con una forchetta e fatene una frittata con un pò di olio caldo in una padella.

E ora corro. Per il pranzo abbiamo risolto. Per la cena vediamo.

Le foto sono fatte al volo, non sono un granchè, ma il pranzo era da re.

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21 ottobre 2014

Vellutata di zucca con riso selvaggio e porri croccanti

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E poi ci son mattine in cui resti seduta e immobile ad aspettare che il rumore del caffè che esce dalla macchinetta sia finito. E aspetti ancora un pò, perchè vuoi che finisca del tutto. Stancamente ti alzi e ti prepari la colazione fatta solo di caffè e zucchero, tanto e caldo, anzi bollente. Ti risiedi e ti sforzi di fare il punto di questa situazione.

Quale? la tua. E senti che ti devi mettere di fronte al problema da affrontare, che è la causa di tanti altri problemi,  alla cosa di cui senti di più la mancanza. Il tempo. Benedetto tempo che ci è sempre donato, maledetto tempo che però ci sfugge ridendo di noi. Appena svegli la mattina pensiamo di averne almeno per 16 ore, tutte da riempire, da dividere per colori, nero per quello che devi fare, grigio per le cose tristi, turchese per i sogni, rosso per l’amore, giallo per quando devi correre, smeraldo per quello che ti piace fare, verde per riposare. E così, a seconda di quello che riuscirai a fare sul tuo calendario dell’anima si coloreranno le giornate. Ci saranno quelle nere, quelle grigie, quelle arcobaleno, in cui ti sentirai brava perchè sarai stata capace di fare tutto e così via. Mi piacerebbe poterne creare uno, da riempire, come un diario, giorno per giorno, verso sera, prima di andare a dormire, per poi vedere e capire con un solo sguardo di che colore è la vita mia.

E’ così grande il dono del tempo che ci è dato e per chi ha un animo inquieto e curioso, non è mai abbastanza. Io cerco di svegliarmi presto per poter iniziare con qualcosa di bello, facendo colazione, scrivendo o leggendo, da sempre è così. E questo mi fa sentire bene per affrontare l’incognita della giornata. Ma appena comincio a muovermi le ore mi sfuggono dalle dita. Forse il mio ritmo interiore che vorrebbe fare mille e mille cose, non combacia più con quello fisico, che richiede arrendevolezza e calma. Non è più il tempo dei tre piani saliti di corsa, o delle notti passate a parlare fino all’alba, o delle giornate passate a correre e a sollevare pesi di ogni tipo. Ora è il tempo in cui le scale le salgo per allenare il fiato, ma non di corsa, ancora con una certa sfrontatezza si, ma non di corsa. Le mie chiacchiere serali, sfumano nel sonno verso l’una, e mi ritrovo ad aver abbandonato involontariamente la compagnia, scivolando nel sonno, parlando. E le mie giornata sono si sempre piene, ma ogni tanto mi devo fermare per poi riprendere. E intanto non sono solo le ore a sfuggirmi di mano, ma anche i giorni. Ti ritrovi che i figli sono cresciuti e andati via, hai finito di pagare il mutuo che, al momento in cui hai iniziato, pensavi non sarebbe finito mai, mentre la casa e il fisico hanno già qualche ritocco da fare……

Suona il cellulare. E’ mio figlio che mi chiama per darmi il buongiorno. E si parla del ‘cosa fai oggi?’, e giù un elenco allegro di racconti di ieri, che continueranno nell’oggi. E ti accorgi che ieri hai fatto tanto e oggi ti proponi di farne altrettanto. Ma non solo faccende domestiche banali, ma incontri con gente per lavoro, per insegnare a qualcuno ad aprire e gestire un blog, per progettare corsi per gli stranieri che vogliono imparare da me a cucinare pugliese, e poi fare il biglietto per andare in Germania a preparare dolci pugliesi, ecc…. e poi racconti che la nonna si è iscritta ai corsi di informatica (per imparare a leggere il blog da sola), al corso di ginnastica e ha fatto l’abbonamento al cinema….  E rido con lui quando dice ‘ho una famiglia meravigliosa, piena di persone speciali’. E apro gli occhi, quasi mi risveglio.

E li capisco che non è vero che il ritmo è lento. E’ tempo di accompagnare ancora i figli, che in realtà non sono andati via per sempre, ma solo per il momento e ancora torneranno, ricchi di esperienze fantastiche da raccontaci. Di mutuo quasi quasi ne apriremo un altro, per garantirci tanto tempo ancora per poterlo pagare. Una volta mia madre, vedendo la malinconia di chi compiva cinquant’anni, malinconia per il tempo che stava passando, disse ‘ ah figli miei se avessi io cinquant’anni, sai quanti mutui aprirei?’. E li capisci che non devi guardare il tempo che ormai è passato, ma quello che, speri, hai davanti a te. E cominci a piluccarlo con piacere, giorno per giorno. Ora per ora.

E sei grata anche per il  saper vedere ovunque i colori. Anche nelle cose che ti prepari per spennellare di giallo ocra, con una semplice zucca, l’ora del tuo pranzo.

Vi insegno a dipingere il vostro pranzo di oggi allora. Buona giornata a voi.

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Vellutata di zucca con riso selvaggio e porri croccanti

- 300 g di zucca già pulita

- una patata grossa

- un porro

- cinque cucchiai di olio extravergine di oliva

- due pugni di riso selvaggio

 

Sbucciare le patate e tagliarle a cubetti.

Tagliare a cubetti anche la zucca.

Eliminare le foglie esterne del porro e tagliare a rondelle il porro fino alla parte verde.

IN una pentola versare tre cucchiai di olio, i cubetti di patate e di zucca, le rondelle chiare del porro e far rosolare.

Coprire di acqua, salare e portare a cottura a fuoco medio per circa venti minuti.

Lessare nel frattempo il riso selvaggio, scolarlo.

In una padella versare gli altri due cucchiai di olio e far rosolare a fuoco vivace le rondelle verdi di porro. Tenerle in caldo.

Appena patate zucca e porri saranno cotte, spegnere e frullarle con un frullatore a immersione. A piacere si può aggiungere anche qualche cucchiaio di panna per dare un tocco più morbido.

Assemblare il piatto versando in una ciotola un mestolo di vellutata, una manciata di riso e decorare con i porri verdi croccanti.

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13 luglio 2014

Ho scritto un libro di ricette a 20 mani

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La vita di blogger, se fatta seriamente, è costellata di occasioni e incontri che ci arricchiscono. Ma per quanto mi riguarda le esperienze che lasciano il segno più bello sono quelle che riguardano i libri. Perchè quando andranno in giro, di carta o virtuali, sarà come se un pezzo di te, rimarrà impresso nella mente o, come nel caso di cui adesso vi parlerò, nelle cucine e nelle mani di chi lo sfoglierà. Sono davvero contenta di poter parlare di questo bel progetto di lancio di un nuovo utilissimo elettrodomestico, il Cousine Companion, della Moulinex, per il quale ho collaborato alla stesura di un libro davvero ricco di ricette. In collaborazione con altre 9 brave foodblogger abbiamo preparato, testato e fotografato ben 100 piatti, da preparare con facilità anche con i bambini, e da gustare con tutta la famiglia. Questo libro, anzi ebook,  si può scaricare facilmente da internet ---> quihttp://www.cuisinecompanion.moulinex.it/fichier/files/ricetteinfamiglia.pdf, ed è rivolto a tutti coloro che non hanno molto tempo per cucinare, o non hanno particolari abilità in cucina, o semplicemente hanno bisogno di un aiuto per cucinare più cose contemporaneamente. E, io che l’ho provato posso dire che i risultati sono davvero ottimi. Per me è davvero un grande aiuto quando voglio preparare velocemente una crostata, il pane, un sugo che richiede una lunga cottura, o addirittura un risotto, che altrimenti richiederebbe la mia presenza costante per rimescolare. Ebbene, con questo elettrodomestico, ho trovato davvero una compagnia utile.
Date un’occhiata al link e studiate bene le ricette e poi magari ditemi cosa ne pensate anche voi. Io qui vi posto subito la ricetta del mio risotto con i funghi preparato con il Cuisine Companion
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Risotto con funghi e prezzemolo 
Ingredienti (per 4 persone)
1 cipolla bianca
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
250 g di riso Carnaroli
1 vaschetta di circa 300 g di funghi champignon
800 g di brodo vegetale già salato e bollente
Prezzemolo
4 cucchiai di formaggio
Procedimento
Sbucciare la cipolla, tagliarla a pezzi e versarla nel recipiente d’acciaio dove avrete inserito la lama ultrablade (F1). Impostare velocità 11 per 10 secondi. Avviare.
Togliere la lama e inserire l’accessorio per mescolare (F2). Versare 3 cucchiai di olio e avviare il programma P1 per cottura lenta per 7 minuti a 130°. Dopo 3 minuti aggiungere il riso.
Avviare il programma P3 a 95° per 22 minuti e aggiungere i funghi e dopo 3 minuti aggiungere il brodo bollente. Chiudere il tappo.
2 minuti prima della fine del programma versare il formaggio e l’altro cucchiaio di olio.
Prima di servire amalgamare bene il risotto e distribuire del prezzemolo tritato.
Tempo di preparazione: 1 ora
Difficoltà : media
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23 marzo 2014

Il tempo regalato (riso, carciofi e piselli alle erbe)

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Oggi sono sola. E lo sarò anche domani. Un sabato e una domenica da inventarsi, di cui approfittare, da riempire di cose o da svuotare di pensieri.

Premesso che io non amo molto la solitudine. Mi intristisce e mi fa sentire abbandonata, come quando hai quella famosa sindrome del ‘nessuno mi vuole bene’. Però ho notato che facendo appello a tutto l’ottimismo di cui sono capace, mi fa sentire a volte come chi ha trovato una borsa piena di tanti soldi e non riesce a decidere come e se spenderli. e comincia a fare mille progetti che affollano la mente.

E così il tempo ‘regalato’ lo si può riempire di tutto o di niente.

I panni da stirare possono aspettare? le ricette da consegnare posso mandarle domani? posso evitare per un giorno di cucinare? posso mangiare quando voglio e cosa voglio io?

Se il tempo è brutto e freddo, la risposta è si. Un bagno caldo e profumato. Poi prendi quella coperta lilla morbida, il libro, thè sul tavolino, sacchetto di riso e lavanda riscaldato. Ti piazzi sul divano e leggi.

Se fuori c’è il sole, la risposta a tutte queste domande è … sempre si. E decidi di andare a camminare al mare, anche se non fa ancora caldo. Porti con te un’amica, una bottiglietta d’acqua fresca, un pezzo di pane alle noci, un maglione. Ti metti abiti leggeri e comodi. E vai. Tanto al ritorno hai ancora un pò di piselli e cipolla pronti. Anzi, hai anche dei carciofi saltati in padella di ieri sera. Poi si pensa.

E cammini, e respiri, e ti riempi d’aria pulita dal profumo di estate e vacanze. E ti senti fortunata che in venti minuti sei già in questo posto di favola con l’acqua limpida e immobile, con il suo rumore che gli altri ci pagano le app zen per sentirle. E poi al mare chi ci va in questi giorni? nessuno. E il mare e la spiaggia son tutti per te. Anche sulla sabbia non ci sono orme. E ti organizzi la camminata di un pò di chilometri, e decidi di farla in silenzio. E decidi di pensare solo al qui e ora. Lasci fuori da questo momento le angosce che ti porti dentro. E se si affacciano i pensieri, non li fai entrare. Ecco.

E tutto questo funziona.

Se non hai a portata di mano il mare anche la campagna va benissimo.

E poi quando torni a casa, in un attimo, decidi che hai fame e vuoi farti le coccole.

Lessi un pò di riso a chicchi grossi. Lo scoli al dente, lasciandogli un pò di acqua. Lo metti in una padella larga dove hai già messo a scaldare i carciofi e i piselli together. Li mescoli insieme, in un abbraccio che sa di buono. Ancora un filo d’olio. Prezzemolo e altre erbe che hai a portata di mano. Tutte rigorosamente fresche. Una nuvola di parmigiano. E quando ti servi da sola, sembra che ti sia regalata una carezza e un abbraccio. Mi voglio bene.

Fatelo anche voi. E poi ditemi se questo non è una forma bellissima di amore.

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8 gennaio 2013

Perle di risaia all’arancia con gamberoni caramellati alla melagrana (più un passo verso la nuova primavera)

_MG_6026 Confido in una seconda tazza di caffè per ritrovare il mio ritmo questa mattina. Ma com’è che si stenta a ripartire? Ho perfino capito che è inutile stilare la lista. Mi pesa anche solo guardare quell’elenco di cose da fare! figurarsi farle. Però che rottura! se vivi un periodo vuoto e frenetico confidi nel riposo. Se finalmente ti fermi e te ne freghi dei doveri e ti immergi completamente della nullafacenza del periodo di festa, non riesci a ripartire. Mi sa che devo ritrovare in antichi saggi la giusta strada da percorrere. Che poi l’antico saggio mi direbbe ‘rimboccati le maniche e basta con le chiacchiere. Datti da fare che di cose da fare ce ne sono tante e tu perdi il tuo tempo in parole’. Ma sarà così davvero? cosa rende davvero produttivo il nostro tempo? la meditazione o il lavoro? ma se una il lavoro non ce l’ha?

Intanto mi piace condividere la sorpresa di un viaggio organizzato al volo e vissuto nella sua pienezza, che mi ha regalato un’anticipazione della primavera che arriverà o che forse non è mai andata via. Grazie al ‘sentito dire’ siamo andati a curiosare in una città a noi vicina, che onestamente non avevo mai ‘calcolato’ o meglio dire ‘presa in considerazione’ solo perchè non ci sono mai stati motivi di viaggio che mi potessero portare li. Salerno e le sue ‘luminarie’ del periodo di Natale. Una bella idea che si è inventato il suo sindaco per dare uno sprint alla sua città. Da novembre a gennaio la città è completamente illuminata da luci che formano strane magie lungo i vicoli del centro storico. Galassie con stelle cadenti, fiori e cascate, spille variopinte, tappeti volanti, interi giardini con gallerie fatte di luci e alberi in fiore. E poi ti avvicini per guardarli meglio e scopri che la maggior parte di queste strutture sono fatte di…. bottiglie di plastica riciclate. E ti stupisci e ti congratuli sia con chi ha avuto l’idea che con chi ha deciso di sfruttarla per la propria città.

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Il tempo è stato fantastico, con temperature primaverili e un sole che ha acceso i colori di questi posti magici. Guardare dall’alto il mare di Vietri, passeggiare nelle sue stradine colorate di ceramiche, raggiungere il Castello di Arechi e desiderare di volare da lassù in parapendio e godere di quel paradiso planando, visitare il giardino di Minerva cercando di immaginarlo pieno di erbe profumate in primavera, assaporare tisane inebrianti sulla terrazza di questo giardino, in compagnia,  e poi (!!!!) assaporare mozzarelle di bufala, pizze e piatti fantastici di pesce…. bè ti riconcilia con il mondo e ti fa capire che intorno a noi c’è davvero tanta bellezza e dovremmo imparare a goderne.

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Vi lascio foto silenziose e magiche di questo viaggio e, a grande richiesta, la ricetta delle perle di risaia che tanto hanno incuriosito nel mio post precedente. La ricetta è tratta da un libro fantastico che per me è un libro guida per i miei pranzi particolari: ‘La tavola delle feste’, S. Barzetti, Fabbri Editore. (scusate la foto, ma considerate le richieste ho preferito utilizzare quella che avevo, piuttosto che aspettare di farlo nuovamente. Sorry!)

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(per 6 persone)

- 420 g di riso Vialone nano (io ho usato il Carnaroli)

- 24 gamberoni interi

- 4 arance biologiche

- 1 melagrana

- 1 bicchiere di vino bianco

- 2,5 l di brodo vegetale

- 1 cipolla bionda e 1 foglia di alloro

- 1 cucchiaio da tavola di pepe rosa

- olio extravergine di oliva

- sale e pepe bianco

Pulire i gamberoni, eliminare il carapace ed eviscerateli. Utilizzate le teste, i carapaci e le bacche di pepe rosa per insaporire il brodo vegetale. Portare lentamente all’ebollizione affinchè il brodo non si intorbidisca ed eliminate la schiuma man mano che si forma. Tritate la cipolla, sgranate la melagrana, sbucciate un’arancia e tritate finemente le scorze e raccogliete il succo. In una casseruola tostare il riso con due cucchiai di olio extravergine di oliva, la cipolla e la foglia di alloro. Sfumate con il vino, coprite con il brodo e portate a cottura, aggiungendo poco alla volta brodo e succo di arancia. A metà cottura aggiungere metà dei gamberoni tagliuzzati (*variante mia)

Nel frattempo in una padella scaldate un cucchiaio di olio, unire l’altra metà dei gamberoni, fateli rosolare un minuto per lato e aggiungete metà della melagrana che, rilasciando succo zuccherato farà caramellare leggermente il tutto. Fate insaporire, spegnete, salate e pepate.

Quando il riso avrà raggiunto una cottura al dente, toglietelo dal fuoco, fatelo riposare per 2 minuti, aggiungete la buccia di arancia e il resto della melagrana. Regolate di sale e pepe, condite con 2 cucchiai di olio e mantecate. Versate il riso nei singoli piati e completatelo con i gamberoni caramellati alla melagrana.

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26 settembre 2012

Risotto con fiori di zucchina e gorgonzola


Qui da me ancora l'aria è calda.
E ora io ho voglia di andare al mare. Ma è troppo strano questo mio desiderio per essere condiviso.
Fare il bagno in un acqua ancora caldissima, sotto un cielo morbido di nuvole, magari anche qualche goccia tiepida che cade... nella solitudine di una spiaggia abbandonata da tutti, perchè ormai in corsa verso l'autunno... non è riconosciuto come un momento magico, da condividere.
Per tutti l'estate è già andata via. E a dispetto di un caldo ostinato che ancora ci costringe alla manica corta, ci si infila comunque un maglione, perchè il calendario ha deciso che è autunno.

E allora rubo una passeggiata a questa giornata. Esco di casa, con la voglia di respirare aria tiepida nel tardo pomeriggio di questo bellissimo settembre. E scopro cose meravigliose. Antiche ma per me nuove.
Passeggiare per le strade di un paese, verso le 6 di sera (o di pomeriggio, ancora), con le luci morbide che tendono a spegnersi, ti regala momenti incredibili. Incontri con persone che non vedevi da tempo, se non dal finestrino della tua auto, in movimento... ciao e via...
E ti fermi a parlare del più e del meno. 
E scopri i manifesti che ti annunciano la dipartita di persone che non conosci, ma ti fermi ugualmente, ad osservare i testi dell'annuncio, che, a seconda dell'agenzia funebre scelta, sono originali, ridondanti, essenziali,     pieni di fiori e croci... raccontano di storie familiari, quando non riportano i nomi dei parenti, raccontano di solitudini quando non ci sono affatto nomi, parlano di vanità quando riportano titoli nobiliari, sono simpatici e realisti se oltre al nome e cognome aggiungono anche il 'soprannome' sennò nessuno capisce chi è.
E di donne sottomesse anche qui, che riportano il loro nome, cognome del marito, e solo in piccolo, sotto, timidamente, 'nata....' con il proprio cognome... 

E sospirando passi ai manifesti degli eventi e scopri che te li sei persi tutti, perchè non esci mai e dalla macchina non puoi leggerli mentre guidi...

E continui a camminare e incroci tanta gente che conosci e ciao ciao ciao ovunque... e ti senti a casa, perchè il paese è la tua casa... dove hai avuto negli anni il tempo di conoscere tutti e di incrociare storie e strade con tutti. E ti fermi a guardare le vetrine e scopri che i negozi più grandi sono sei e tutti di cinesi. Ed entri in uno e ridi e ti diverti a vedere cosa sono capaci di inventare.... una calcolatrice che parla (c'è la voce di un cinese che parla e dice i numeri), 'ùno, dùe, tLè, quattLo, ecc....', un attrezzo per la cucina che fa mille cose, ma che sai già che le farà malissimo, e che dopo due o tre utilizzi si romperà... ma per ora fa sorridere.

E scopri che a piedi, in un unico giro, hai fatto tante cose e in poco tempo. Meno che trovare parcheggio e salire e scendere mille volte.
E ti sembra di aver fatto una gita. Fatta di cose semplici, ovvie, che si facevano una volta, ma che bastavano per riempire la vita.

Oggi un risotto con quel che c'era....
Ma c'erano delle cose buone.

Risotto con fiori di zucchina e gorgonzola
(per 4 persone)

- 7 pugni di riso Carnaroli
- 16/20  fiori di zucchina
- una cipolla
- burro
- brodo vegetale
- gorgonzola al mascarpone ( o gorgonzola normale se si desidera un sapore più deciso)

Far rosolare la cipolla tagliata con un cucchiaio di burro.
Aggiungere il riso e far tostare. Aggiungere poco per volta il brodo vegetale.
A metà cottura del riso tagliuzzare a striscioline i fiori di zucchina lavati e amalgamarli al riso.
Portare a cottura, sempre aggiungendo il brodo.
Mantecare con gorgonzola. Le dosi dipendono dai gusti personali.

nota: volutamente non ho aggiunto il vino bianco, perchè potrebbe conferire un sapore più deciso e un piccolo problema di ... acidità post prandiale.


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29 agosto 2012

Risotto con fiori di porcini al ghiaccio


Arriva ogni tanto una calma piatta.
Di quelle calme pericolose e improduttive, terribili, che non fanno muovere alcuna vela.
Non hai voglia di muovere un dito, un piede, un pensiero.
Intorno a te mille cose da fare che ti guardano in attesa insolente. E tu che intanto, seduta, con un caffè in mano, amaro per giunta, ma che non hai nemmeno voglia di zuccherare perchè dovresti alzarti, aspetti.
Giri lentamente la testa, socchiudi gli occhi, ti da perfino fastidio la luce, segno di vita, e guardi e riguardi il panorama desolante dei panni da lavare e stendere, gli odiosi granelli di sabbia caduti dal borsone di chi va a mare, che con il loro 'cric cric' sotto le scarpe, ti fanno innervosire come poche cose al mondo.
Sia perchè è una sensazione odiosa e sia perchè vengono da un mare che tu non hai visto, ma gli altri si.
E senti che tutti tornano soddisfatti o incazzati dalle ferie, ma almeno ci sono andati.
E vedi che il mondo piano piano riprende a funzionare, finalmente, e tu, intanto, bradipo, resti immobile.
Ma lentamente cominci a studiare un piano infido e sottile.
Appena tutti riprendono a lavorare, le spiagge si svuoteranno, il silenzio e la quiete torneranno, il sole si sarà pur stancato di bruciare così tanto no?, e allora occuperò quel pezzo di sabbia tanto desiderato e finora occupato dal chiasso, e delimiterò li la mia terra..... 
E mi godrò il rumore dell'acqua che bagnerà i miei piedi, senza dover aprire per forza una tenda per nascondermi dal caldo, e il libro e l'aria saranno miei.....

Ecco mi piace quando la mia mente, lentamente, olia gli ingranaggi, e ricomincia con i progetti.
E così sia.

Oggi ricetta fatta ieri, frutto di un momento in cui mi sentivo formica avveduta, sicura che ne avrei avuto bisogno nei miei giorni da cicala.
E che è tornata utilissima quando nelle corse di una giornata con la mia amica, non avevamo voglia di perdere tempo a cucinare tanto, ma invece volevamo parlare e parlare e parlare,  ma che ci ha accarezzato il cuore per quanto è buona.


Risotto con fiori di porcini al ghiaccio
(senza dosi, troppo stanca anche per questo....)

In tempi di abbondanza di porcini soffriggerne un pò tagliati a pezzi, in olio, burro e un pò di aglio.
Quando si sono ammorbiditi lasciarli raffreddare, eliminate l'aglio e frullare il resto. Distribuire la crema in un contenitore per cubetti di ghiaccio e conservare in freezer.

Quando avete fretta e poca voglia di cucinare, ma avete voglia di qualcosa di buono.....
0) Preparate un brodo vegetale veloce con sedano e cipolla e prezzemolo
1) mettete una noce di burro con cipolla tritata finemente in un tegame per risotto.
2) versare un pugno di riso Carnaroli a testa e far tostare
3) sfumare con vino bianco
4) aggiungere piano piano il brodo finchè viene assorbito
5) a metà cottura del riso aggiungere un paio di cubetti di porcini ghiacciati, a testa
6) mantecare con altro burro e poco parmigiano
7) a cottura ultimata servire con prezzemolo tritato crudo


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21 maggio 2012

risotto carciofi, piselli e asparagi, al timo limone


Fuori piove.
Ed è buio, anzi no, grigio. Grigio malinconia. 
Una giornata d'inverno in un mese di primavera.
E' vero che il caldo mi fa male, ma vorrei vivere di primavera sempre. Senza eccessi di vento, di gradi, di pioggia, di neve. Vorrei di tutto un pò e in giusta misura. Bisogno di equilibrio.
E mentre penso sento ogni tanto un tic tic dalla finestra, che non è il rumore della pioggia.
E' un tic tic irregolare, che arriva ogni tanto e mi fa guardare fuori.
Ora devo capire cos'è.
E' semplicemente un rametto che spinto dal vento ogni tanto batte contro il vetro.
Ma a volte siamo tentati di dare significati sovrannaturali alle cose più insensate.
Come se ci fosse qualcuno da qualche parte, che volesse attirare la mia attenzione su qualcosa.
Generico si, e allora diamo noi dei significati.
E penso.
Sposto l'attenzione alle cose più vicine. 'Guarda chi ti sta vicino, rifletti sul tempo di oggi, dai la giusta importanza a quello che hai e al tempo che ti è concesso'.
Ultimamente sono portata a pensare cose tristi e mi aiuto distraendomi e riempendo il mio tempo di mille cose da fare. La mia attenzione va sempre inevitabilmente verso chi ha dei problemi. Anche perchè tutti intorno a noi hanno pensieri e battaglie da combattere. E non riesco a rimanere indifferente. E chissà com'è non riesco a  distrarmi guardando la gente spensierata. E' come se loro fossero un film irreale.
E la gente reale è quella che ha i problemi.
Che non sono solo di salute, ma anche economici, di prospettiva, di figli disoccupati, di genitori bisognosi, di sogni che non trovano tempo per esistere, di conti che non tornano.
Poi pensi anche che la cattiveria può uccidere figli innocenti anche mentre vanno solo a scuola, sorridenti e mentre pensano al futuro.
E pensi che anche la natura ci mette del suo, scuotendo la terra, forse per scuotere anche gli animi?
E un brivido arriva, quando pensi a questo castello di carta che è la vita, che può crollare da un momento all'altro.
Ma poi la vita stessa ti dice di accorgerti che non è proprio così. Quando sei giù di morale non hai la capacità di vedere i colori. E hai bisogno di qualcuno che ti accompagni e non ti faccia sentire sola. E che aspetti con te che torni il sole.
Perchè DEVE tornare.
E come per magia il sole torna prima o poi.
Come in questo momento. Si sono aperte le nuvole.
Sarà un segno anche questo?
Stamattina siamo in vena di misteri e  magie. 
Ma il sole, LA LUCE, qualunque essa sia, da ovunque essa provenga, fa bene al cuore. Davvero.
E ora sono pronta per ripartire.
Grazie a voi per la compagnia. Prima o poi la vostra presenza arriva. Sempre.
C'è ancora il sole.

E penso ad un dono che mi è arrivato un giorno, un pacco pieno di regali inaspettati e di una ricetta che ho preparato sabato... mentre riflettevo.


Risotto carciofi, piselli e asparagi al timo limone

- burro
- cipollotti
- carciofi
- piselli
- asparagi
- riso Carnaroli della Riserva San Massimo
- vino bianco secco
- Parmigiano reggiano grattugiato
- timo limone fresco (oppure timo fresco semplice e un pezzo di scorza di limone grattugiata)
- brodo vegetale

In una noce di burro far rosolare i cipollotti tagliati finemente, i carciofi puliti e tagliati a spicchi e i piselli sgranati.
Aggiungere un pugno di riso a persona e far tostare.
Spegnere con il vino bianco e far evaporare.
Aggiungere gli asparagi tagliati a pezzettini.
Cominciare ad aggiungere piano un  mestolo di brodo vegetale per volta, farlo assorbire e portare a cottura.
Quando è ancora al dente spegnere la fiamma, aggiungere ancora una noce di burro, un pugno di parmigiano e lasciar riposare per mezzo minuto.
Prima di servire aggiungere il timo limone o una scorza di limone grattugiata e del timo semplice.



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13 marzo 2012

Paella di primavera

 

E ti alzi una mattina con mille pensieri nella testa. Come tutti in verità.
E ti accorgi che non riesci ad iniziare la giornata. Ti senti zavorra di te stessa. Con il caffè tra le mani stenti a fare l'elenco della giornata e una volta fatto stenti ad iniziare il numero uno.
E allora decidi di rimproverarti e ti dai gli ordini perentori. Alzati e cammina. E datti da fare. E metti in moto le energie e la positività.
Di fronte al dilemma 'oddioooooo, cosa preparo da mangiare oggi? e al vuoto della risposta, ho rimandato. Ho detto, vabbè ora esco e vado in giro e vediamo se con un pò di appetito mi viene anche qualche idea.
Ma sarà stata l'aria di primavera (fredda in verità), sarà stata la felicità di vedermi perfettamente sintonizzata sulla variabilità di questo mese che finalmente è proprio pazzerello, così come abbiamo imparato fin dalla scuola elementare.... mi è venuto in mente un sapore di sere d'estate in campagna di amici, un appuntamento (quasi) fisso di ogni agosto, intorno ad un fuoco di legna su cui si cucina un piatto bello e profumato, che sa di terra e di mare, di posti lontani, di viaggi caldi. Da mangiare in compagnia di tanti amici. 
Allora ho chiamato Sandro, che con Paola cucina questo spettacolo... e mi son fatta dare la sua ricetta.
E si, perchè di paelle ce ne sono mille e più... ma nemmeno a Barcellona o a Siviglia  ne ho mangiato una così. 
E alle 12,30 ho cominciato il progetto 'Paella di primavera'.
Fatta la spesa, tornata a casa, ho cominciato a preparare alle 13, e si, perchè quando mi metto in testa una cosa, me ne frego dell'ora.... (come una volta che ci è venuto il desiderio dei panzerotti alle 11 di sera... si, li abbiamo mangiati all'una di notte, ma vuoi mettere mangiare con desiderio?)
Bene.... non si può avere l'idea di quanto è venuta buonaaaaaaa, ma buonaaaaaaaaaaaa, scusa Sandro, ma posso dire più buona.... no,non si può dire, no... sennò perdiamo l'amicizia.
Però era buona davvero.
Provate voi ora a farla...


Paella di primavera
(per 4 persone)

- 2 seppie
- 8 gamberi grossi
- 8 pezzi di pollo (per le quantità regolatevi secondo la fame, se son grandi spezzettateli)
- 1 peperone rosso
- 1 peperone verde
- cozze ( io le ho messe già sgusciate perchè il mio pescivendolo le aveva aperte tutte)
- vongole (io non le ho messe, ma si mettono)
- paprika
- zafferano
- riso (io ho usato Arborio superfino)
- brodo quasi vegetale (carota, sedano, cipolla, pomodorini, patata, scarti di pollo, teste di gamberi)
- olio extravergie di oliva


Preparate il brodo e aggiustate di sale.
In una paellera o padella grande, versare l'olio e mettere a soffriggere i  pezzi di pollo. Aggiungere le seppie tagliate a strisce.
Aggiungere i peperoni tagliati a pezzi grossi e i gamberi. Questi ultimi fateli cuocere pochissimo e poi tirateli fuori e metteteli da parte.
Aggiungere il riso e far insaporire. Mettere poco sale, poichè il resto è contenuto nel brodo.
In un pentolino sciogliere lo zafferano e la paprika in un pò di brodo e versare nel riso.
Versare altro abbondante brodo (filtrato) e coprire di due dita il riso.
Coprire a metà la teglia e non toccatela più, lasciando cuocere tutto a fuoco medio.
Quando è giunto quasi a cottura il riso, aggiungere le cozze, le vongole e i gamberi.
Lasciate assorbire tutto il brodo e servire.

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25 gennaio 2012

Minestra di cavoli con foglie e cereali


Questa giornata sta finendo. E meno male.
Continuo a guardare fuori ma è tutto buio e silenzio. 
Come stamattina. Appena sveglia ho guardato fuori dalla finestra da dove entrava una strana luce e ho visto tutto intorno pieno di neve. E neve dal cielo, e neve ovunque. Di solito c'è un soffice silenzio quando nevica. Ma stamattina il cielo era arrabbiato e scuro e c'era vento, tanto vento e freddo, tanto. E all'improvviso sono arrivati anche fulmini terribili e tuoni da spavento, come per dire che il cattivo tempo era proprio qui sopra di noi. Sulle nostre case e sul nostro paese.
Ho preparato il caffè, e non riuscivo a godere della prima neve. Ho aperto il computer e ho letto del terremoto al nord. Si, in generale, al nord.
Poi mi chiama mio figlio e capisco che il nord è anche e soprattutto dove è lui. Ha sentito il terremoto e tutti in casa si sono spaventati. E io con loro.
Ho condiviso per un pò i messaggi di spavento dei miei amici di fb.
E subito dopo compaiono le immagini di un campanile del mio paese con su scritto 'Prima' e 'Dopo', come nelle diete, come nelle trasformazioni. Solo che questa volta il dopo evidenzia un disastro. Un fulmine di quelli forti ha colpito il campanile e lo ha fortemente danneggiato. 
E un pezzo del mio passato, dei miei ricordi di bambina, del mio orgoglio di nocese, dell'amore per il mio paese, si è coperto di nuvole. 
Delle stesse nuvole che oggi si son fatte beffa della nostra rabbia, alternando buio, neve, vento e sole fortissimo. Un cielo malvagio e cattivo che ci ha portato solo sentimenti bui e tristi.
Ho imprecato persino contro l'anno bisestile, diventando superstiziosa, e si, perchè non è possibile tante cose negative e siamo ancora al primo mese. Che cavolo!!! E la Concordia, e le tasse, e gli scioperi, e la neve, e il terremoto, e i fulmini, e il campanile, e le notizie del telegiornale.... bastaaaaaa.

E ho cercato di mandare via un pò di freddo, cucinando una cosa calda, bollente. stretta tra le mani, da mangiare piano, guardando fuori quella neve e cercando di vedere la luce.

Minestra di cavoli con foglie e cereali

- un cavolo romano
- aglio
- prezzemolo
- pomodorini
- sale e pepe
- una manciata di formaggio o una scorza di formaggio
- riso e orzo
- olio extravergine di oliva

Pulire il cavolo eliminando solo il torsolo centrale,  dividerlo in cimette e lasciare anche un pò di foglie con tutto il loro cordone duro.
Lavare e ancora gocciolante disporlo in un tegame. Condire con aglio, prezzemolo, pochi pomodorini, sale, pepe e un pò di olio. Scuotere il tutto per far amalgamare gli ingredienti. Aggiungere il formaggio e un bicchiere di acqua.
Coprire e mettere a cuocere, controllando ogni tanto per non far disperdere completamente l'acqua di cottura.
A parte lessare in acqua bollente il riso e/o l'orzo tenendo presente i loro tempi di cottura.
Quando il cavolo sarà cotto e il riso e/o l'orzo al dente, unirli in un solo tegame e amalgamare con dolcezza per evitare che si spappolino le cime.
Servire la minestra bollente, con il suo brodo e con altro parmigiano.




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1 agosto 2011

Cucinando.... spuntino freddo per la spiaggia: Involtino di prosciutto e riso con cipolle arrosto dell'Ikea


Io amo la spiaggia nelle giornate fredde. E i colori del cielo e del mare.
E li amo ancora di più perchè non c'è il sole che mi uccide e la sua luce troppo forte che mi fa andare in sovraesposizione anche i pensieri.

un giorno qualcuno mi disse ' se in Inghilterra dovessimo aver paura del cattivo tempo, non usciremmo più di casa'. E infatti noi, abituati al sole scappiamo appena una goccia cade.
E se durante luglio una nuvola mitiga il colore dell'azzurro del cielo, giù con sbuffamenti e musi lunghi.

E così mi piace ancora di più organizzare uscite proprio quando la gente e scappata a casa e mi ha lasciato il posto libero sulla spiaggia.
Dove mi posso godere in santa pace, libro, pensieri e spuntini sfiziosi portati da casa.




Involtino di prosciutto, riso, verdure, tonno, capperi e cipolle arrosto

- prosciutto cotto a fette
- riso a chicchi grossi
- giardiniera
- tonno
- capperi
- peperoni crudi
- cipolle arrostite dell'Ikea
- limone
- olio extravergine di oliva

Lessare il riso.
Condirlo con il tonno, i capperi, la giardiniera, il peperone crudo tagliato a pezzettini, le cipolle arrostite dell'Ikea.
Aggiungere il succo del limone e un filo d'olio.
Disporlo su una fetta di prosciutto cotto e arrotolare.
Avvolgere con un tovagliolino di carta e con carta da forno e legarlo.
Sistemare tutti gli involtini in un contenitore e riporlo in frigo per almeno 1 ora.
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