
1 aprile 2016
Crepes Nutella e nocciole. I miei risvegli ieri e oggi
18 marzo 2016
Plum cake ROCK al limone
Alle 16 ho un appuntamento. Il cielo si sta oscurando velocemente e non promette niente di buono. Ieri ho mandato un messaggio ad un mio amico col quale abbiamo lavorato insieme tempo fa, divertendomi moltissimo. Da quando sono a Roma mi è venuta la fissa di scrivere in romano. Mi fa sentire, come dire, a casa in un posto che non è casa mia. Non ho radici qui. Solo qualche radichetta che ho piantato da quando avevo 10 anni, venendo almeno una volta l’anno qui. Ed è per questo che ho accettato di venirci a vivere. Non per sempre. A spizzichi e bocconi. Due/tre settimane qui e una giù. Giusto il tempo di essere contenta di stare in un posto e poi stancarmi. Cambiare posto ed essere sempre felice di tornare nell’altro.
Dicevo, gli ho mandato un messaggio per ricordargli un invito a pranzo per parlare di lavoro. Ammazzandoci dalle risate per il mio romano abbiamo deciso, no pranzo, si caffè e vengo con un amico. L’amico lo conoscevo già, grande musicista, che fa la musica che piace a me, rock, forte, bella, ma con contenuti veri, di quelli che ti fanno pensare. Tanto lo sanno tutti quelli che mi conoscono che sotto l’aspetto angelico e solare, si nasconde in me un cuore metal, dark, che scoppia di musica dura ad alto volume. Si vabbè direte…. ma non lo dite, perchè è vero.
Mi dico, solo il caffè davvero gli faccio trovare? no, tanto che ci vuole? cinque minuti impasto un dolce, sperando che venga bene, così parliamo, beviamo il caffè caldo, un pezzo di dolce bello caldo…. E così mentre penso il dolce è già nel forno. Senza bilancia, misurato con i bicchieri, al volo, un plum cake, così me lo ritrovo anche per domani mattina per colazione.
Alle 16 puntuali come un orologio che va bene, suona il citofono. Fuori il cielo è sempre più nero. Minaccia. Arrivano i miei amici e come nel detto ‘ora devi far piovere’, che si dice quando si fa una cosa desiderata da tempo che poi si riesce a realizzare, comincia a grandinare. Un segno del destino.
Appena entrati, ci salutiamo e assisto alla loro reazione. Nasi che annusano l’aria, capiscono quello che succede nel forno, sorrisi che si allargano e occhi che diventano sognanti. E la felicità is in the air. E comincia così un pomeriggio di brain storming intenso che porterà sicuramente a progetti interessanti. D’altro canto se si mettono insieme ‘l’omo più importante der cinema’, il più tosto dei musicisti rock, e la blogger più casinista che c’è, non può venir fuori che qualcosa di forte. Ne vedremo delle belle.
Intanto vi do la ricetta del plum cake che, per dovere di cronaca, è durato pochi minuti, e vi lascio in attesa dei nostri progetti….
YEEEAAAHHHHHH
Plum cake al limone
- due bicchieri di farina 00 (1 bicchiere = 200 ml scarsi)
- mezzo bicchiere di amido di mais
- un bicchiere scarso di zucchero
- tre uova
- lievito per dolci
- un bicchiere scarso di latte
- due dita di olio di semi o burro sciolto o olio extravergie di oliva leggero
- la scorza grattugiata di due limoni biologici grandi
Mescolare prima gli ingredienti solidi e poi insieme tutti i liquidi. Mescolare energicamente con la frusta ficnhè vedrete formarsi delle bolle in superficie, che fanno plop plop
Foderare di carta da forno bagnata uno stampo da plum cake. Versare l’impasto e infornare a 180° in forno già caldo. Aspettare circa 20/30 minuti e controllare ogni tanto con lo stuzzicadenti che ne esca asciutto.
Spolverizzare con abbondante zucchero a velo e servire con una buona marmellata, di ciliege o di mirtilli o di arance…. come preferite.
18 giugno 2015
Muffin della mezzanotte
E si, è inutile, stasera non riesco proprio a dormire. Il sonno non arriva. E’ quasi mezzanotte e sulle spalle ho tutta la dieta di questo mondo che mi pesa. Inutilmente poi. Seguo a puntino tutte le indicazioni ma non succede niente, anzi per il caldo sembra che fa un pò mi solleverò levitando, (o lievitando?). Mannaggia alla ‘costituzione’ fisica. E mannaggia a questo desiderio di dolce che mi sta prendendo stasera. Ho cercato di tamponare con una pesca, ma la voglia di cioccolato si è fatta una ‘grassa’ risata. Dicendo, sono qua. Ti prego ti prego ti prego dammi un pò di dolce. Ma in casa non ho niente. Dico. Ma di pronto, dico… ma magari qualcosa potrei inventarmi … dico. Ma a mezzanotte? E quando urla l’emergenza, Anna risponde. Tanto non dormo lo stesso.
Allora mi alzo dal divano, apro tutte le persiane. Per fortuna l’aria si è rinfrescata. Vedo cosa posso inventarmi con quel che c’è. Apro il libro ma dovrò fare una modifica sostanziosa alla ricetta. E parto.
E che ci vuole?
E così mezz’ora dopo sulla tavola ci sono ben 7 muffin al cioccolato fondente caldi e fumanti di cui….. ne assaggerò solo metà, (la metà di uno eh!) rimandando a domani il resto. Prometto che mangio l’altra metà a colazione, 5 li regalo e ne conservo uno solo per un altro momento di follia.
Mi sento già meglio.
Scusate le foto, ma a quest’ora come volete che vengano, senza sole, con il cellulare e con la mano che trema per la debolezza?
Muffin della mezzanotte
- 150 g di farina per dolci
- 15 g di cacao amaro
- mezza bustina di lievito per dolci
- 80 g di zucchero di canna
- 35 g di olio extravergne di oliva, o di burro o di margarina o di olio di semi di arachidi
- un uovo
- 160 g di yogurt bianco
mescolare prima tutti gli ingredienti solidi e poi aggiungere tutti gli ingredienti liquidi mescolati tra loro.
Riempire per 2/3 7 pirottini e infornare a 200° per circa 20 minuti, fino a quando saranno ben gonfi.
Buonanotte.
22 maggio 2015
Una pagina di diario e le rose di sfoglia con mele e uvetta al rum
E continua il mio diario romano, con le mie nuove scoperte, e la voglia di fare e organizzare sempre più piena di entusiasmo. Ora sono alle prese con la terrazza, cosa preziosa in una città come questa. Aveva bisogno di lavori per essere rimessa a nuovo e ora siamo in ballo con operai, intonaco, pitturazioni, idropulitrice, fogature da rifare, piante da comprare, arredo da inventarsi…. il tutto si spera a prezzi mooooolto economici. Infatti vedremo un pò cosa partorirà la mia fantasia con i pallet. Chi ha soluzioni belle ed economiche mi scriva pure. Ora mi ritrovo nella veste ormai a me nota di capocantiere che combatte con ritmi lenti di operai che non capisco molto quando parlano perchè usano un linguaggio molto personale. ‘Signora hai tobo?’ Oppure, ‘Signora pe piascere mi dai muscio?’… ecc… Questo vorrei annotarlo per un libro che avrei voluto scrivere tempo fa… Ricordate il muratore del trullo che metteva la parola ‘ciabbattola’ ovunque, con una mimica che faceva da supporto per le varianti di significato? Quello dell’intonaco di Bressanone?
Per il momento sono contenta al sol pensiero di quello che qui organizzerò, delle persone che inviterò, e delle cose buone che preparerò. Intanto comincio a fare un elenco, spero di non dimenticare nessuno. Ma come per tutti i miei progetti, già immagino una bella serata di estate, con profumi di fiori intorno, musica e amici ……. Vedremo.
Per ora si lavora, si organizzano corsi di cucina, cene social con l’aiuto di amici, e si studia alla ricerca di ricette sempre più semplici e sempre più light. E laddove manca il ‘light’, si opta per il buono che fa bene al cuore. E questa ricetta di oggi che ormai impazza sul web su tutti i blog e su tutte le bacheche di facebook, l’ho fatta anch’io e devo dire che è davvero un’ottima idea veloce, valida per colazioni raffinate, per il caffè con le amiche, dolce per cene improvvise, e per momenti che hanno bisogno di dolcezza.
Rose di pasta sfoglia con mele e uvetta al rum
per 8 rose
- un rotolo di pasta sfoglia
- due mele biologiche
-una noce di burro
- un cucchiaio raso di zucchero di canna
- una scorza di limone grattugiata
-un cucchiaio di uvetta ammollata nel rum
Lavare per bene le mele. Tagliarle in quattro spicchi e privarle di torsoli e semi. Tagliare ogni pezzo a fettine e metterle a rosolare per qualche minuto in una padella larga con il burro, il limone e lo zucchero di canna. Devono rimanere sode.
Ricavare 8 strisce con la pasta sfoglia. Lungo ciascuna striscia e sulla metà superiore, distribuire le fettine di mela accavallate facendo in modo che sporgano un pò dal bordo. Aggiungere qua e la l’uvetta precedentemente ammollata nel rum e ripiegare sulle mele la parte inferiore della sfoglia.
Quindi arrotolare questo nastro per formare delle rose.
Infornare a 180°/200° fino a doratura.
Servire tiepide e spolverizzate di zucchero a velo ( e cannella per chi gradisce)
10 marzo 2015
Lemon Loaf (cake al limone)
Maledizione alle diete e a chi ci mette in testa che magro per forza deve essere bello. Eppure com’è che, se fa così tendenza essere magre, quando vado nei negozi per comprare qualcosa, le uniche taglie rimaste sono sempre quelle piccole? Perchè? ne prendete di più perchè le vostre clienti sono tutte magre e poi vi avanzano? o perchè finiscono prima quelle sulla 46, dato che sono, siamo tutte oltre la 46? E poi noi che abbiamo questo rapporto di amore con il cibo siamo ogni momento sottoposte a torture e condizionamenti dalla tv con i suoi millemilla programmi di cucina, dai giornali e dai libri con foto e idee meravigliose, e poi dalla mia mammaaaaa che anche se passo per un momento da casa sua, so già a 100 metri da casa sua cosa sta cucinando. Riconosco a distanza il profumo delle sue focacce, le melanzane ripiene, il brodo di carne, il ragùùùùùùù- Ecco solo a parlarne mi viene fame e stasera mi tocca invece insalata e fettina.
Poi un bel giorno, tra la miriade di social dove trovi tutte le idee super faccio la conoscenza di un dolce per me (credevo) nuovo. Il Lemon Loaf, che mi appare in tutto il suo splendore e profumo… e mi dico, ok lo faccio, ne mangio solo una fetta, lo distribuisco, ancora non so cosa farò, ma il dolce lo faccio e basta.
Ma non è stato semplice trovare la ricetta giusta. E si, perchè ne ho trovate di mille versioni, con quantità e ingredienti davvero diversi tra loro, a parte i limoni. E questo mi ha creato davvero qualche problemino di scelta. E così mi sono affidata al web, ho lanciato un appello e la prima ricetta che ho ricevuto, da Lydia Martucci Zecca ho deciso che l’avrei fatta. E sono felice della scelta.
Il risultato è un dolce da cuocere in uno stampo da plum cake, da inzuppare, ancora caldo, con uno sciroppo di zucchero, limone e acqua. Da mangiare, io pensavo, all’ora del thè, come una bella usanza inglese. E invece no, è un dolce bello da vedere, buono da mangiare a colazione, a merenda, all’ora del thè, dopo cena, quando hai voglia di qualcosa di buono buono, qualcosa che ti tiri su, che ti dia una spinta verso il buonumore ecc….
Ma avete visto che parlando parlando ho dimenticato completamente la parola e l’idea della dieta?
Vi prego provate a farlo e poi mi direte…..
Ecco qui la ricetta, riportata pari pari (bè insomma qualche piccola modifica l’ho fatta)
Lemon Loaf
- 350 g di farina 00
· 200 g di burro fuso
· la scorza grattugiata di 2 limoni
· 320 g di zucchero
· 3 uova
· 1 pizzico sale
· una bustina di lievito in polvere
· 250 ml di latte
· Semi di un baccello di vaniglia
Per lo sciroppo
· il succo e la buccia grattugiata di 2 limoni
· 50 g di zucchero al velo
· 100 ml di acqua
Foderare uno stampo da plumcake 30x11 con carta da forno. Scaldare il forno a 170°.
Lavorare lo zucchero con la scorza e le uova. Aggiungere la farina col lievito e il sale, e poi il latte con la vaniglia. Lavorare l’impasto finche diventa gonfio e soffice. Quindi aggiungere il burro fuso e lavorare ancora per amalgamare. (Io proverei anche con meno quantità di olio di semi, per intolleranti al lattosio)
Versare nello stampo e infornare. Non preoccupatevi se vi sembra che sia tanto l’impasto. La ricetta è proprio così… Far cuocere per 1 h e 15 minuti, o finché non prende un bel colore dorato.
Controllare la cottura interna del dolce, infilando uno stecchino di legno, che dovrà uscire asciutto. Se l’interno dovesse risultare ancora umido e l’esterno sembra cotto, coprire con carta stagnola e continuare la cottura.
Nel frattempo preparare lo sciroppo mettendo in un pentolino lo zucchero, il succo e la scorza di limone e l'acqua, portare a bollore e aspettare che si riduca, diventando un pò più denso.
Quando il dolce sarà cotto, e ancora caldo, bucherellarlo qua e la, con lo stecchino, fino alla base, lasciandolo ancora nella sua teglia. Aiutandovi con un cucchiaio, versare sulla superficie, piano piano, tutto lo sciroppo. Aspettare che si raffreddi il tutto. Tirarlo fuori dalla teglia e servire.
24 maggio 2014
Brioches alla vaniglia
E’ uno strano periodo. ‘Ove tanto niente….’ che da noi significa ‘o non riesci a fare niente, oppure fai troppo’.
E infatti la mia vita fatta di eccessi, prevede o un silenzio prolungato sul blog, o una sovrabbondanza di parole. Ma mai che io stia ferma per più di cinque minuti. E ho sempre e comunque voglia di cucinare, di assaggiare, di condividere.
Poi ci si mette anche l’estate che si avvicina, la voglia di perdere qualche chilo, il caldo che gonfia, le cose dolci sono vietate… ecc…. ecc…. ti ritrovi alcune sere che hai proprio voglia di una cosa dolce per farti due coccole, ma un pò per le cose su dette, un pò perchè credi che ci voglia troppo tempo per preparare ‘almeno’ una piccola brioche, insomma … desisti.
Però devo dire la verità, ormai apprezzo sempre di più il fatto di utilizzare degli elettrodomestici che mi fanno risparmiare tempo e ‘fanno loro’ mentre io faccio altro. Però, come quando mia madre diceva che alla nascita del terzo figlio voleva dare i baci alla lavatrice, perchè senza di lei non avrebbe saputo come fare per avere i panni lavati senza troppa fatica, ora io dico che avere in casa un robot come il CUISINE COMPANION , un nuovo prodotto della MOULINEX, un robot multifunzione che fa un sacco di cose che mi prepara la pasta brioche da solo, mi fa quasi commuovere, e mi viene spontaneo dirgli grazie. E a volte, quando mi sento davvero oberata dagli impegni, fargli preparare una buona zuppa calda, o una crema pasticcera, mi fa sentire bene, come se ci fosse qualcuno che si prende cura di me, o almeno mi dona un pò del suo tempo.
Fino ad oggi sono sempre stata una sostenitrice che fare da se è buono e fondamentale. Da quando ho in casa il CUISINE COMPANION ritengo che farsi aiutare sia ancora ‘più buono’ e saggio.
E poi guardate qui che cosa ho preparato!
Delle brioches sofficissime e profumate alla vaniglia, buonissime da sole, ma ancora più buone con la mia marmellata di albicocche.
Se volete saperne di più andate qui
https://www.facebook.com/moulinex.italia
http://www.cuisinecompanion.moulinex.it
Ecco qua la ricetta:
Ingredienti
330 g di farina 00
150 di farina manitoba
Mezza bustina di lievito disidratato di birra
90 g di zucchero
Un vasetto di yogurt bianco
1 uovo intero + 1 tuorlo
150 ml di latte scremato + un paio di cucchiai per spennellare
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
La scorza grattugiata di un’arancia piccola
Zucchero a velo
Procedimento
Nel latte tiepido (attenzione! Tiepido NON caldo) far sciogliere lo zucchero e il lievito. Nel frattempo nel recipiente di acciaio (D1) inserire l’accessorio ‘lama impastatrice’ (F4) e versare le farine e la buccia dell’arancia. Impostare velocità 5 e tempo 2 minuti e avviare. Versare il latte (in cui avete sciolto lo zucchero e il lievito), lo yogurt, la vaniglia e le uova, una per volta. Controllare se l’impasto risulta liscio ed elastico. Se ancora non lo è reimpostare la stessa velocità per un altro minuto.
Formare una palla. Far lievitare per almeno 5 ore in una ciotola, coperta con la pellicola trasparente, e mettere in forno con la sola luce accesa.
Sgonfiare l’impasto con dolcezza, ricompattare la massa e formare delle palline da sistemare, distanziate, su una placca da forno coperta con carta da forno. Far lievitare ancora per circa 30 minuti. Spennellare con latte e cuocere in forno per circa 20 minuti a 180°. Non devono diventare scure, ma solo leggermente dorate. Se usate dolci, spolverizzarle con zucchero a velo.
20 maggio 2014
Crostata piccola con coulis di fragole e mirtilli. E i pensieri del mattino davanti al caffè.
Eccomi qui. Tanto tempo, troppo direi, lontana dal mio blog. Ma ora sono qui. A volte bisogna staccare con le proprie abitudini, per evitare che ci vengano a noia. E ritrovare nuova energia.
Ma non voglio parlare dei giorni passati perchè alla fine risultano essere tutti uguali, pur facendo cose diverse. Non voglio parlare del futuro perchè anche quello risulta essere solo una manciata di buone intenzioni che non sempre diventano progetti. Voglio parlare di ora, questo momento preciso. Ora che il caffè è appena uscito e devo alzarmi per spegnere il fuoco. Ora che non sono ancora proprio sveglia e per questo posso ancora scrivere senza correggermi. Del sole che finalmente appare per poi scomparire. Le tende sono ancora socchiuse e lasciano intravvedere le mie piante nuove che non riescono a scoppiare di vita e colori perchè quasi annegano in tutta questa pioggia. E sul balcone quest’anno c’è anche un nuovo vaso pieno di foglie e frutti e rametti che pendono. E che mi mettono nel cuore una gioia quasi di bambina. Sono due piante di fragole, di quelle grosse e golose, che ho comprato dopo aver sentito che questi frutti sono i più ricchi di quelle schifezze che mettono alle piante per farle ‘progredire’ e dare più frutti. Mi sono spaventata e ho deciso di fare un piccolo tentativo di giardino sul mio balcone. In realtà ultimamente ho notato che i miei progetti nascono, vivono, progrediscono e muoiono nella mia mente, senza passare dalla realtà, ma questa volta no. Le ho viste, le ho desiderate, portate a casa, piantate e lasciate sotto la pioggia. Il bello sarà quando arriverà il sole. Ma so già che in un momento di buona volontà tirerò giù le tende e le salverò dalla morte per disidratazione. Per ora sono vive e vegete, mi offrono frutti che io uso subito per preparare rimedi alla malinconia.
Nella corsa delle mie giornate, tutte ritagliate sugli impegni inderogabili, dall’alba al tramonto, in una sfida contro il tempo per farci entrare tutto, preferisco non fermarmi, altrimenti … mi addormento per la stanchezza. E allora cerco di mantenere un ritmo allegro e volenteroso, evitando di guardarmi intorno in casa, e di non esagerare con i rimproveri verso me stessa, casalinga imperfetta che non avrà mai una casa tirata a lucido, e di dirmi che in fondo sono una brava figlia che tenta di essere presente nei momenti di bisogno della mamma, cerco di essere una brava mamma che mantiene (= tenta di mantenere) le distanze dalle strade e dalle scelte dei propri figli per non farli inciampare in maldestri tentativi di tenerli abbracciati. Insomma, come tante donne, cerco di essere mille cose e mille persone.
E ora devo fermarmi. La giornata deve iniziare e sono contenta di aver preso il caffè pensando a chi leggerà. Vedo già su facebook che il mondo sta correndo. E ora mi infilo anch’io.
Vi lascio un dolcetto semplice semplice, di quelli che si preparano con poco, magari con una pallina piccola di frolla avanzata dal giorno prima, con una farcitura fatta in cinque minuti, ma di una bontà che dura tutto il giorno.
Crostata piccola con coulis di Fragole e mirtilli
- Una palla di pasta frolla sufficiente per una teglia piccola, grande quando il vostro desiderio
- 300 g di fragole biologiche e mirtilli freschi
- 2 o 3 cucchiai di zucchero di canna
- la scorza grattugiata di mezzo limone
In un pentolino mettere le fragole lavate bene e tagliate a pezzi, e i mirtilli. Aggiungere lo zucchero di canna. Far cuocere a fuoco lento fino a quando l’acqua sarà evaporata e si sarà formato uno sciroppo denso. Far raffreddare.
Stendere la pasta frolla e adagiarla in una teglia in maniera che i bordi siano un pò rialzati per non far debordare il ripieno. Con le dita formare tanti piccoli ‘fossi’.
Versare sulla frolla la coulis e cuocere in forno a 180° fino a quando i bordi saranno dorati.
Prima di mangiare, aggiungere qualche pezzo di frutta fresca
11 settembre 2013
Risveglio e colazione con la Torta Nera
- 60 g di mandorle spellate
- 60 g di nocciole (o noci)
- 60 g di fette biscottate
- un cucchiaino di lievito per dolci
- 5 uova
- 125 g di burro (o margarina, o olio di semi)
- 160 g di zucchero
- 110 g di cioccolato nero
- 1 pizzico di sale
30 ottobre 2012
Pane nero con semi di girasole
E' in corso una polemica.
23 febbraio 2012
Frollini al cioccolato
18 gennaio 2012
Cornetti integrali al miele
Cornetti integrali al miele
- 250 g di farina integrale
- 150 g di farina manitoba
- 1 bustina di lievito secco
- 1 uovo
- 60 g di burro
- 4-5 cucchiai di miele
- 1 pizzico di sale
- 240 g di latte
- Zucchero a velo
Nella ciotola dell'impastatrice (per chi ce l'ha, altrimenti una coppa va benissimo) unire il latte, il burro sciolto o morbido, il miele e l'uovo. Mescolare.
A parte miscelare le farine con il pizzico del sale e il lievito secco, e unire agli ingredienti liquidi.
Lavorare per 5-6 minuti.
Far lievitare per un'ora e mezza /due ore....
Sgonfiare l'impasto e con il matterello stenderlo dandogli una forma rettangolare e lunga.
Con un coltello a lama liscia ricavare tanti triangoli isoscele.
Arrotolare i singoli triangoli partendo dalla base larga e arrotondare le punte verso il centro, dando la classica forma.
Disporli su una placca da forno coperta con carta da forno.
Lasciarli riposare per almeno mezz'ora. Quindi accendere il forno a 180° e da quando è caldo far cuocere per almeno 15 minuti (dipende dalle dimensione del cornetto.... quindi bisogna regolarsi al momento).
Quando sono cotti lasciar riposare per almeno 10 minuti prima di riempirli di miele con una siringa.
Servire con una spolverata di zucchero a velo...
30 novembre 2011
Cuori di zucchero da thè
Cuori di zucchero da thè
- zucchero di canna
- succo e scorza grattugiata di limone (oppure latte o acqua)
Procuratevi uno stampino da ghiaccio a forma di cuore o altre forme che preferite.
Versate lo zucchero di canna in una ciotola e inumidite leggermente con il succo di limone e la scorza grattugiata (o con del latte o con un pò di acqua a seconda dei vostri gusti).
Attenzione a non bagnare troppo lo zucchero altrimenti si scioglie.
Compattare l'impasto ottenuto nella formina, tenendo presente i cucchiaini di zucchero che servono (perchè poi dovrete ricordare a quanto corrisponde un cuore!)
Infilare la formina nel freezer e aspettate almeno 10 ore prima di utilizzarli.
Vi serviranno per dare dolcezza e profumo di limone al thè del pomeriggio.
O dolcezza e un goccio di latte.
O solo dolcezza nel caffellate o il caffè.
2 giugno 2011
tortini di albicocca
Come riempire una giornata di cose rilassanti che cancellano lo stress ti riconciliano con il tuo ritmo vero e interiore.....
Innanzitutto cercare di riaddormentarsi anche se ti sei svegliata alla 6,30 come tutti i giorni, perchè la sveglia interna ormai è sincronizzata a quell'ora li...
E ci riesci, si si che ci riesci, anzi riprendi il più giusto dei sonni, dopo aver controllato mentalmente che tutti i tuoi pensieri sono al sicuro...e riesci anche a sognare..
E ti risvegli dopo un'ora o due al suono dei rumori della gente che ti abita intorno e delle macchine per strada, di chi insomma ha già fatto 'mezza giornata di lavoro'.
E con gesti da bradipo ti dirigi verso la cucina e non dici nemmeno buongiorno, ma fai cenno con la mano e se ce la fai anche con la testa.
Prima del caffè non si può comunicare.
Quindi caffè, controllo posta, secondo caffè, riprendi i contatti con il mondo. E cominci a pianificare cose molto piacevoli, carezze per il tuo cuore, durante l'arco di tutta la giornata.
Preparo un impasto veloce e mi faccio dei tortini con le albicocche dolci e mature che ho visto in frigo.
Doccia, borsone con costume e asciugamani.
Salto al mare. Non me ne frega niente dell'orologio, e non fa niente se arriveremo alle 2, e se chiederemo qualcosa da mangiare al volo alle 3. E dormirò sulla spiaggia, e leggerò un libro, e non parlerò per niente, e mi riempirò solo di dolce far niente. Manco la passeggiata farò. Scaverò sdraiandomi nella sabbia un posto comodo dove restarci finchè vorrò. Ci portiamo la chitarra e la felpa e li rimarremo finchè il buio ci costringerà a tornare.
Ecco.
Ci rivediamo dopo il we..
La ricetta dei tortini in realtà è la stessa della mia torta croccante di albicocche che trovate qui.....
solo che dovete riempire i pirottini con 'saccapposc'....
Diciamo che le dosi le trovate li e qui vi lascio un promemoria silenzioso...
















