30 aprile 2020

Risotto primavera (piselli, asparagi, gamberi e timo)


Nella mia mente avvengono strani miracoli.
Se accosto i sapori di alcuni ingredienti riesco a 'cuocere ed amalgamare' fino a raggiungere il gusto finale.
Cioè so che sapore avrà quel piatto.
Oggi sono partita dal contrario.
Volevo un piatto con un sapore particolare che sapevo solo io.
E così ho preso gli ingredienti e tadaaaaaaa ci sono riuscita.

Volevo la primavera, volevo la libertà di una giornata in campagna che profuma di vento e erbe appena tagliate, volevo l'illusione di una gita sugli scogli o in barca a vela in Grecia, volevo un risotto.
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21 maggio 2012

risotto carciofi, piselli e asparagi, al timo limone


Fuori piove.
Ed è buio, anzi no, grigio. Grigio malinconia. 
Una giornata d'inverno in un mese di primavera.
E' vero che il caldo mi fa male, ma vorrei vivere di primavera sempre. Senza eccessi di vento, di gradi, di pioggia, di neve. Vorrei di tutto un pò e in giusta misura. Bisogno di equilibrio.
E mentre penso sento ogni tanto un tic tic dalla finestra, che non è il rumore della pioggia.
E' un tic tic irregolare, che arriva ogni tanto e mi fa guardare fuori.
Ora devo capire cos'è.
E' semplicemente un rametto che spinto dal vento ogni tanto batte contro il vetro.
Ma a volte siamo tentati di dare significati sovrannaturali alle cose più insensate.
Come se ci fosse qualcuno da qualche parte, che volesse attirare la mia attenzione su qualcosa.
Generico si, e allora diamo noi dei significati.
E penso.
Sposto l'attenzione alle cose più vicine. 'Guarda chi ti sta vicino, rifletti sul tempo di oggi, dai la giusta importanza a quello che hai e al tempo che ti è concesso'.
Ultimamente sono portata a pensare cose tristi e mi aiuto distraendomi e riempendo il mio tempo di mille cose da fare. La mia attenzione va sempre inevitabilmente verso chi ha dei problemi. Anche perchè tutti intorno a noi hanno pensieri e battaglie da combattere. E non riesco a rimanere indifferente. E chissà com'è non riesco a  distrarmi guardando la gente spensierata. E' come se loro fossero un film irreale.
E la gente reale è quella che ha i problemi.
Che non sono solo di salute, ma anche economici, di prospettiva, di figli disoccupati, di genitori bisognosi, di sogni che non trovano tempo per esistere, di conti che non tornano.
Poi pensi anche che la cattiveria può uccidere figli innocenti anche mentre vanno solo a scuola, sorridenti e mentre pensano al futuro.
E pensi che anche la natura ci mette del suo, scuotendo la terra, forse per scuotere anche gli animi?
E un brivido arriva, quando pensi a questo castello di carta che è la vita, che può crollare da un momento all'altro.
Ma poi la vita stessa ti dice di accorgerti che non è proprio così. Quando sei giù di morale non hai la capacità di vedere i colori. E hai bisogno di qualcuno che ti accompagni e non ti faccia sentire sola. E che aspetti con te che torni il sole.
Perchè DEVE tornare.
E come per magia il sole torna prima o poi.
Come in questo momento. Si sono aperte le nuvole.
Sarà un segno anche questo?
Stamattina siamo in vena di misteri e  magie. 
Ma il sole, LA LUCE, qualunque essa sia, da ovunque essa provenga, fa bene al cuore. Davvero.
E ora sono pronta per ripartire.
Grazie a voi per la compagnia. Prima o poi la vostra presenza arriva. Sempre.
C'è ancora il sole.

E penso ad un dono che mi è arrivato un giorno, un pacco pieno di regali inaspettati e di una ricetta che ho preparato sabato... mentre riflettevo.


Risotto carciofi, piselli e asparagi al timo limone

- burro
- cipollotti
- carciofi
- piselli
- asparagi
- riso Carnaroli della Riserva San Massimo
- vino bianco secco
- Parmigiano reggiano grattugiato
- timo limone fresco (oppure timo fresco semplice e un pezzo di scorza di limone grattugiata)
- brodo vegetale

In una noce di burro far rosolare i cipollotti tagliati finemente, i carciofi puliti e tagliati a spicchi e i piselli sgranati.
Aggiungere un pugno di riso a persona e far tostare.
Spegnere con il vino bianco e far evaporare.
Aggiungere gli asparagi tagliati a pezzettini.
Cominciare ad aggiungere piano un  mestolo di brodo vegetale per volta, farlo assorbire e portare a cottura.
Quando è ancora al dente spegnere la fiamma, aggiungere ancora una noce di burro, un pugno di parmigiano e lasciar riposare per mezzo minuto.
Prima di servire aggiungere il timo limone o una scorza di limone grattugiata e del timo semplice.



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13 aprile 2010

Scaldacuore agli asparagi selvatici

Minimalismo. Ecco la parola che identifica in questo momento la mia vita. E penso che sia legato allo scorrere del tempo. C'è un momento della vita di tutti in cui si desidera accumulare, esperienze, libri, cose, vestiti, comprando e indossando di tutto. E poi, all'improvviso comincia una fase in cui ti manca l'aria e desideri più spazio. Intorno e dentro di te.
E il 'repulisti' inizia eliminando gli anelli superflui, i braccialetti che si bagnano e ti danno fastidio ogni volta che ti lavi, poi le collane 'fisse', poi in casa tutti i sopramobili inutili, le bomboniere, anche quelle d'argento, le scatole e scatoline che 'possono sempre servire', ma che non servono mai, o almeno serviranno quando le avrai buttate via. 
Poi ti compare davanti agli occhi l'armadio. E sai che li dentro si nasconde il tuo passato fatto di taglie mooooolto più piccole che è inutile continuare a guardare, di golf di colori e forme obsolete, che nonostante i revival, non saranno mai più mettibili. E foulard profumati di saponette, e scatole di magliette che passano pazientemente dal reparto estate a quello inverno ormai da anni, senza mai avere la soddisfazione di essere indossate nemmeno durante i lavori di campagna. E allora viene il momento del coraggio. Apri la busta di quelli che fingono di fare beneficienza portandoti via le robe vecchie (ma quelle proprio vecchie no, quelle non le vogliono), che verrano domani a ritirare, e ci infili di tutto. E ti senti un'eroina che libera dal nemico il territorio dell'armadio e della mente.
Stessa necessità di semplificazione... nella cucina. Dove cominci a ridurre i tempi, gli ingredienti, l'olio (soprattutto!!!),  e le complicazioni dei sapori. Scegli di gustare pochi sapori per volta, per riscoprire il valore della semplicità. E scopri che questo fa bene al cuore.
Ecco perchè oggi questo piatto ha avuto una valenza terapeutica. Quando fuori c'è il diluvio anzichè la primavera.
Scaldacuore agli asparagi selvatici
- un mazzetto di asparagi selvatici
- aglio
- prezzemolo
- un uovo a testa
- parmigliano grattugiato
- pepe macinato
- pastina a piacere (io preferisco gli spaghetti spezzati o i funghetti)
- olio extravergine di oliva

Pulire gli asparagi e privarli della parte dura. Lavarli e metterli in una pentola alta con parecchio prezzemolo spezzettato grossolanamente e qualche spicchio d'aglio. Riempire di acqua e portare ad ebollizione.
Quando il brodo è pronto versare la pasta. Salare.
In una coppa sbattere le uova con il formaggio e pepe. Quando la pasta è al dente versare le uova sbattute nel brodo e rigirare velocemente. Versare un filo d'olio e portare a cottura. Non eliminare il prezzemolo perchè nel frattempo si sarà amalgamato agli altri ingredienti profumando il tutto.
Servire bollente.
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6 aprile 2010

Asparagi selvatici sott'olio

E anche questa è fatta. Siamo rientrati, stanchi, da quella che doveva essere una pausa rigenerante. E che invece ci ha visto belli compatti nei preparativi di piatti pasquali, nelle organizzazioni di picnic fuori casa, nella buondisposizione verso i cannelloni, dopo un accenno di digiuno quaresimale e dopo un tentativo maldestro di immedesimazione nei riti religiosi pasquali.
Troppe parole gettano fango su chiunque in televisione e anche gli animi più scaltri ne risultano macchiati. O almeno tutti sono portati a pensare, a riflettere, ad indignarsi, e ad avvicinarsi con cautela alla spiritualità che soprattutto in questo momento ha bisogno di punti di riferimento, per respirare aria pulita. E tutti coloro che vivono la Settimana Santa come un momento di rinascita, di ritorno alla vita, hanno aperto le loro ali con timore, temendo di volare in un mondo fatto di menzogne e cattiverie. 
Per fortuna ci salvano gli affetti che coltiviamo intorno a noi e che difendiamo a costo della nostra vita. 
E godiamo di piccole cose, come i primi fiori che spuntano, le risate dei nostri bambini, e la voluta spensieratezza che ci porta a chiudere le porte buie e a guardare e ad andare solo avanti.
E a godere anche di un piccolo dono, un mazzetto di asparagi selvatici, raccolti da mio figlio che me li porge aspettando il mio stupore.
E che all'istante ho preparato come una cosa preziosa,  perchè tale per me è stata... da provare a conservare, ma che in un istante è stata goduta in compagnia su un pezzo di pane e avvolto in un velo di mortadella.
Asparagi selvatici sott'olio
- asparagi selvatici
- una parte di vino bianco
- una parte di aceto bianco
- olio extravergine di oliva

Spuntare gli asparagi e raccogliere solo la parte tenera del gambo. Lavare il tutto e nel frattempo mettere a bollire il vino bianco e l'aceto.
Immergere per 5 minuti le punte degli asparagi e farle scolare per bene, praticamente li dovete far asciugare.
Sistemarli in barattolini piccoli e coprirli d'olio extravergine di oliva.
Provare a conservarli, se vi riesce. Se non ce la fate preparate una bella fetta di pane fatto in casa con una fetta larga di mortadella, adagiare gli asparagi e, a mò di lenzuolo, coprire con un la parte appesa della mortadella. 
Guardarla, chiudere gli occhi e addentarla.


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9 maggio 2009

Crema di asparagi


Qualche anno fa abbiamo comprato un pezzo di terra con un trullo. Quando si decide di acquistare qualcosa, bisogna aspettare il colpo di fulmine. La ragione deve essere messa da parte e bisogna seguire l'istinto. Devi sentire dentro di te che quel posto è speciale, che anch'esso vuole te e che vuole donarti i suoi tesori. Bisogna saper ascoltare un legame profondo, che viene da lontano e da dentro di te.
Così è stato. E da allora in ogni momento dell'anno vado a raccogliere quello che questa terra mi offre. Non mi lascia tornare mai a casa a mani vuote. Cicorielle, bietoline selvatiche ed erbe aromatiche varie, sono sempre li pronte. Frutta quasi in ogni stagione. In questo periodo per esempio sono appena finiti nei dintorni gli asparagi selvatici, ed ecco che cominciano a spuntare, tra le fragoline di bosco, enormi asparagi succulenti, che poi a un certo punto mi stanco di mangiare e devo necessariamente pensare alla maniera di conservare.


Ed è così che nasce la mia crema di asparagi, da usare come condimento per la pasta e da arricchire, volendo, con pancetta croccante o piccoli pezzi di speck, o solo con un pò di parmigiano e un filo d'olio.
Crema di asparagi giganti

- asparagi giganti
- olio extravergine di oliva
- burro
- piccolo pezzo di cipolla
- brodo vegetale
- poca panna liquida
- sale

Lavare gli asparagi in abbondante acqua e privarli della parte dura e legnosa.


In un tegame mettere a rosolare la parte tenera degli asparagi con olio, burro e un piccolo pezzo di cipolla.

Una volta insaporiti, aggiungere un pò di brodo vegetale per ultimare la cottura.
Quando sembrano già morbidi, salare e frullare il tutto aggiungendo un pò di panna liquida per raggiungere la giusta consistenza.
condire con questa salsa meravigliosa un bel piatto di tagliatelle.....
Se invece volete conservarla non aggiungere la panna e versarla nei barattoli e far cuocere a bagnomaria prima di mettere in dispensa.

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