25 febbraio 2021

marmellata di arance (gelatina)


 Mi direte, ma ancora? 

Ebbene si. Questa storia della ricerca della marmellata di arance come dico io finalmente ha trovato le sue risposte. Ho cercato le diverse ricette e finalmente ho trovato quelle che cercavo. E si perchè a me non ne piace solo una, ma diverse. Quella cremosa, aspra, con le scorze e la polpa, e quella tipo gelatina tipo quella dell'ikea per intenderci, trasparente e luminosa come l'ambra. 

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5 febbraio 2021

Marmellata di arance e limoni

Ce l'ho fatta.

Sono seduta e ora vi racconto.

La marmellata di arance è da sempre oggetto di ricerca e di studio. Tutti la vogliono come quella confezionata, trasparente e dorata, oppure con quella nota aspra che fa tanto fattaincasa, ma, addentrandosi nella miriade di ricette della rete o di vecchi libri fidati, il risultato non è mai quello desiderato.

A meno di fare la gelatina di arance con la tanto disprezzata pectina comprata, il risultato non è mai abbastanza trasparente ed elegante. Viene sempre fuori una marmellata arancione carico/scuretto, oppure a crema giallina, e così via.

Nel tempo si accumulano ricette su ricette, storie su storie che passano di bocca in bocca. 

Quando ho comprato con entusiasmo i miei bei 15 kg di arance biologiche e i 5 kg di limoni e quando ancora ho ricevuto altri 3 kg di limoni, dopo il primo entusiasmo sono andata nel panico.

ma poi ho deciso di concentrarmi, studiare e procedere.

La ricetta ve la racconto, partendo da 1 kg di arance e 500 gr di limoni. 

Ho messo da parte un'arancia e ho eliminato a tutte le altre e a tutti i limoni le bucce  con un pelapatate, così da non utilizzare la parte bianca.

Ho messo le bucce in acqua per un giorno,  cambiando l'acqua ogni tanto e facendo aspettare in frigo gli agrumi pelati.

Il secondo giorno ho eliminato la parte bianca di arance e limoni.

Ho tagliato a fettine sottili l'arancia intera, tutta la polpa delle altre, ho messo da parte i semi con la parte bianca.

Ho messo la parte bianca e i semi in una garza che ho legato con uno spago da cucina.

Ho tagliato a striscioline sottili le bucce.

In una pentola alta ho messo le bucce, la polpa, e la garza. 

Ho coperto il tutto con acqua e ho messo sul fuoco a sobbollire.

Quando le bucce sono diventate tenere ho aggiunto 500 gr di zucchero e ho continuato la cottura per circa 2 ore, eliminando la schiuma che si formava di tanto in tanto.

Ho tenuto la fiamma medio bassa.

Ho controllato dopo due ore il livello di cottura versando un pò di liquido su un piattino freddo di freezer, tenendo presente che, se fosse stato liquido avrei dovuto continuare la cottura.

Infatti così è stato e ho continuato ancora per una mezz'ora.

Ho eliminato la garza, dopo averla strizzata ben bene.

Ho versato la marmellata nei barattoli precedentemente sterilizzati, chiuso e capovolto.

Per eccesso di zelo ho fatto bollire comunque a bagno maria per 20 minuti i barattoli. 

Dopo 48 ore ho potuto finalmente vedere la marmellata immobile nel barattolo. Fino alla fine ho sempre avuto il timore che non si sarebbe solidificata abbastanza. E invece è diventata proprio come desideravo.

Il sapore di questa marmellata non è dolcissimo, ma tendente alla frizzantezza energizzante del limone. E questo io l'adoro. 

Il procedimento è questo, ma per il sapore finale dovrete decidere voi se preferite più verso l'arancia o verso il limone.

E ora tocca a voi. 




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11 settembre 2020

Plum cake mele e confettura di ciliege


Si ricomincia.
Manco dal mio blog da un paio di mesi.
Un turbine di eventi mi ha travolta e non mi ha permesso di fermarmi. E anche stasera mi sto costringendo a sedermi.
E si, perchè davvero non riesco a dare un ritmo umano alla mia giornata. Inizio alle 6,30/7 per continuare senza respiro fino a che il mio fisico non mi dice che la misura è colma.
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6 maggio 2020

Confettura di fragole



Finalmente sono arrivate le fragole.
Io amo questo frutto, perchè lo associo al mese di maggio, che amo anche per il suo profumo di rose. Mi donano la primavera e la speranza di una stagione sempre più piena di luce e tepore. E' un sapore che mi accarezza per la sua delicatezza.

E poi come non pensare alle confetture assaporate in Trentino durante le mie magiche colazioni con il burro di malga spalmato sul pane di segale al finocchietto selvatico?
Insomma un piccolo e semplice frutto che nella mia vita ha un posto d'onore.

Poco tempo fa mi hanno chiesto una ricetta per una confettura di fragole, ma ho dovuto ammettere che non ne conoscevo una da consigliare. Ne ho provate tante e mai ho ottenuto un dignitoso risultato. Quindi ho chiesto aiuto alla rete e ho trovato una ricetta consigliata da Morena sul suo sempre affidabilissimo blog, che ha attirato la mia attenzione. L'ho scelta fra mille ed è stato come vincere alla lotteria.
Evviva evviva, ho trovato la mia ricetta per la confettura di fragole. 
Come potete vedere io l'ho assaggiata su un pane semi integrale generosamente imburrato. Un piccolo pezzo, una grande emozione.
Se la provate fatemi sapere quanto vi è piaciuta. Perchè vi piacerà tanto, lo so lo so.


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Confettura di fragole (di Morena Roana, leggermente modificata nelle dosi)

(Ingredienti per 6 vasetti da 250 gr)

2 chili di Fragole già pulite
gr 1000 di Zucchero 
1 bottiglia di vino bianco
1 limone e mezzo


- Togliere il picciolo alle fragole e lavarle nel vino bianco.
- Tagliarle a pezzetti.
- Metterle in una pentola bassa e larga in rame o antiaderente e mescolarla allo zucchero e al succo di limone (conservate la buccia e i semini del limone e chiudeteli in un sacchetto di garzina).
- Lasciare macerare per mezz'ora circa.
- Legate la garzina con i semi e la buccia del limone con uno spago alimentare, immergetela nelle fragole e legatela al manico della pentola.
- Mettere sul fuoco con un coperchio e lasciare cuocere per circa 10 minuti a fuoco medio/basso..togliere il coperchio e lasciare ancora un paio di minuti, vedrete che si formerà uno sciroppo..

Ora seguite attentamente questi passaggi e non vi spazientite, è più semplice di quanto si possa immaginare.

- con un mestolo forato scolate le fragole e mettetele in un contenitore (magari tenuto al caldo)
- Far bollire lo sciroppo per 5 minuti a fuoco medio e schiumando se necessario.
- Aggiungere di nuovo le fragole e farle bollire per 5 minuti. 

- ripetere ancora  queste tre operazioni.

- ripetere ancora queste operazioni ma facendo sobbollire per 10 minuti anzichè 5.
Però, attenzione, solo se state preparando questa quantità di frutta, altrimenti riducete a 5 minuti anche qui.

- eliminare il sacchetto dei semini/bucce

- Anche se vi sembra liquida è pronta. 
Per sicurezza fate la prova 'piattino freddo' (che consiste nel mettere qualche goccia su un piattino da caffè tenuto in freezer). 
Se nonostante tutto scivola, fate cuocere per qualche altro minuto.
Se si ferma è pronta.

- versatela ancora bollente in barattoli sterilizzati (o in acqua bollente o in forno a 120° per 30 minuti). Chiudete e capovolgete. 
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20 settembre 2016

Torta sofficissima con la marmellata

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Oggi ho voglia di scrivere qui una ricetta velocissima, dove non si pesa niente con la bilancia, nel caso aveste bisogno di un urgente bisogno di cose buone, soffici, di coccole ma avete poco tempo a disposizione. E’ una ricetta sperimentata più e più volte da me. Ho apportato modifiche e rifiniture, ma alla fine il risultato ottenuto con queste dosi è sempre impeccabile. Mi capita spesso di avere ospiti a sorpresa e di non aver comprato un dolce, come quella volta in campagna quando son venuti da me zii e nipotini, che appena seduti a tavola mi hanno chiesto ‘zia cosa c’è per dolce?’ e io ho risposto ‘sorpresa!’ senza sapere ancora cosa avrei preparato. O come quella volta che alle 8 di sera ci hanno chiamato gli amici dicendo ‘stasera tutti da noi!’ e io ho detto ‘noi portiamo il dolce’ pensando già che avevo in casa giusto gli ingredienti per preparare questa ricetta che si presta a diversi usi. Quindi oggi solo un suggerimento veloce veloce, come la preparazione. Anche le foto sono state fatte veloci veloci… quindi non saranno proprio il massimo, ma mi scappava proprio di scrivere questo appunto. Buona giornata e…. siete in tempo per prepararlo. Anche se leggete a mezzanotte e avete voglia di dolce.

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Torta soffice con la marmellata

- una tazza e mezza di farina 00

- una tazza di frumina (o amido di mais o maizena)

- una tazza scarsa di zucchero

- una bustina di lievito per dolci

- un pizzico di sale

- tre uova

- mezza tazza di olio di semi di arachidi

- mezza tazza di latte

- zucchero a velo

- marmellata a piacere, o nutella, o crema pasticcera, o…. niente (perchè è buona anche così)

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Mescolate tutti gli ingredienti solidi prima e aggiungete poi quelli liquidi. Lavorare finchè si formeranno delle bolle in superficie. Versare in una teglia unta e infarinata e infornare a 200° per circa 15 minuti. Fare la prova stecchino per vedere se è cotta dentro.

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2 settembre 2016

Confettura di more

confettura di more

Stamattina mi son svegliata come tutti i giorni alle 6,18. E come al solito ero accaldata, tanto da non poter più sopportare le lenzuola. A piedi scalzi sono andata in cucina, ho aperto la tapparella e sono uscita nel balcone per poter respirare l’aria fresca del primo mattino. E per la prima volta dopo tutta l’estate, ho sentito un brivido sulla pelle. E’ arrivato settembre, mi son detta, finalmente. In un attimo, il colore dei muri delle case intorno, i rumori della gente che torna ad essere indaffarata, il freschetto che ti suggerisce di portare con te qualcosa per coprirti….. mi hanno riportato alla mente gli ultimi giorni delle vacanze in campagna a nonna, il primo giorno di scuola, con il grembiule nero, la cartella e i libri che profumavano di carta nuova, i capelli ben pettinati in quel modo particolare che solo la mia mamma sapeva fare, il fiocco bianco che non era mai bello e teso come quello della più brava della classe…. E la sensazione che stesse ricominciando un nuovo anno pieno di promesse.

E si, perchè per me l’anno comincia due volte. A mezzanotte del 31 dicembre e il primo settembre, quando finalmente si abbandona quello stato di pigrizia e indolenza, portato dalle vacanze, dall’estate e dal caldo, e si riprende in mano quella parte della propria vita che profuma di progetti, di cose nuove da fare, di fresco che ti spinge a muoverti. Ti vien voglia di cambiare tutto, la disposizione dei mobili, il taglio di capelli, hai voglia di buttare via tutto il vecchio per aprire nuovi spazi da non riempire più, libri nuovi da iniziare a leggere, corsi per imparare cose nuove….insomma, tutto un fermento pieno di vita.

Mi fermo per una serie infinita di starnuti che mi fanno sorridere e che mi ricordano di non restare oltre fuori a godere di questo fresco. Rientro e preparo la colazione. E sorrido ancora quando apro il barattolino piccolo della confettura di more, perchè è un piccolo capolavoro di colori, profumi e pensieri. Solo qualche giorno fa ero nella stradina chiusa che costeggia il trullo, con mio figlio, mancavano poche ore alla sua partenza e ci siamo ritagliati qualche momento solo per noi, per parlare ‘cuore a cuore’, mentre raccoglievamo fichi nuovi appena maturati e more nere e profumate di selvatico. Quei momenti che sanno di silenzio e parole del tardo pomeriggio di un’estate che sta finendo, colorati di rosaarancione, con il sole basso, che ancora da tepore, e tu sei combattuta tra la struggente malinconia di un’imminente distacco e la gratitudine per quello che hai li, in quel momento magico e cerchi di rubarlo in fretta e chiuderlo dentro di te, per attiggerne quando ne avrai bisogno. Come ora. Ecco, perchè sorrido. Perchè quello che ora mi accompagna nella colazione non è solo frutta e zucchero, ma è una delle cose più preziose che ho nel mio cuore. E la mangerò piano e poco per volta, aspettando i prossimi abbracci.

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Confettura di more

- 1 kg di more

- 1 mela

- 1 limone biologico

- 100 g di zucchero

Lavare le more ed eliminare le eventuali impurità. Lavare il limone, grattugiare la scorza e spremerlo. Sbucciare la mela, grattugiarne una metà e tagliare a pezzi piccolissimi l’altra. Mescolare tutto in una pentola di acciaio e coprirla con un coperchio. Aspettare per qualche ora che si sciolga lo zucchero e che si amalgamino tutti gli ingredienti. Quindi metterla sul fuoco basso e aspettare che si disperda quasi tutto il liquido che si formerà. Io preferisco lasciarne un pò per renderla più spalmabile. Quando sarà pronta e ancora bollente, versarla nei barattoli puliti e sterilizzati, fino all’orlo. Chiudere con il tappo e capovolgerli fino a quando saranno raffreddati. Per essere sicuri che duri a lungo farli bollire anche a bagno maria. 

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8 marzo 2016

Torta rosa di mele

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Da stamattina si parla di donne. E di auguri. E la forla urlante… urla no alle mimose, alla festa, al non trattare le donne come categorie da festeggiare. La folla urlante dice che bisogna ricordare che questa è una festa triste, in memoria di donne che sono morte in una fabbrica… ecc..

E io penso che non si parla solo oggi di donne. Ma lo facciamo tutti i giorni. Sempre con amarezza. Leggiamo di donne violentate, non rispettate, tradite, sfruttate, ignorate, zittite, picchiate, ridicolizzate, maltrattate, bruciate, sfregiate. Ovunque, in ogni paese, in ogni istituzione, in tutti i sud e i nord del mondo, in ogni casa dove c’è un uomo che detta legge e crede di essere superiore. Uomini che non sanno o non vogliono leggere negli occhi delle donne. Non rispettano il loro lavoro e la loro capacità di saper stare comunque al loro fianco, pazientemente. Donne che sanno mettere da parte in una parte profonda del loro cuore torti e tradimenti, per andare avanti.

E’ vero, ci sono anche donne stronze. Ma sono poche.

Io conosco solo donne fantastiche, che ogni giorno hanno più di una lotta da portare avanti. Ed è per loro che oggi dico che voglio festeggiare, con il sorriso, a mio modo con una torta fatta velocemente perchè due amiche verranno ad abbracciarmi qui a casa e con loro prenderemo un thè e ci stringeremo le mani, per dirci l’un l’altra che siamo forti e belle. Ma forti e belle per davvero. Perchè conosciamo le nostre storie (e si, ce le raccontiamo noi!) e sappiamo quello che ci vuole per sorridere al mondo e ai figli, per dire ‘va bene così, nessuno mai mi sconfiggerà. E ci sarò sempre per proteggervi’. Perchè anche tra le lacrime sappiamo farci delle forti risate, che ci ricaricano subito. Perchè ci basta poco per essere felici. Una telefonata dei figli lontani, un caffè, un libro regalato, un messaggio con su scritto ‘come va?’, per aggiustare la giornata.

E oggi vorrei tanto festeggiare con tutte le mie belle amiche che riempiono la mia vita con la loro allegria. Antonella, Liana, Simonetta, Anna, Claudia, Laura, Caterina, Titti, Marcella, Clara, Sara, Tina, Maria, Francesca, Valentina….. e tutti i nomi di tutte le donne del mondo. Ne conosco tante, tante, e di tutte ho ascoltato le parole.

Tempo fa organizzai uno ‘swap’ che si chiamava ‘Parole di carta’, bellissimo, dove invitavo la gente a scrivere un racconto vero o inventato e a inviarmelo. Ebbene non si può immaginare quante storie di vita vera mi arrivarono, parole piene di gioia, di sfogo, di delusione, di felicità. E le conservo tutte gelosamente in una scatola verde bosco, legate con un nastro rosso, come si usava una volta.

Ma ora, aspettando che suoni il campanello, mentre questa giornata volge al termine, voglio solo dire grazie, fare un augurio a tutte noi e gridare al mondo ‘evviva le donne’.

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 Torta rosa di mele

- un foglio di pasta sfoglia rettangolare

- una mela bio

- uvetta sultanina

- due cucchiai di marmellata di arance o albicocca

- zucchero a velo

- cannella a piacere

Mettere l’uva sultanina in ammollo in acqua tiepida o liquore.

Srotolare sul tavolo la pasta sfoglia.

Lavare la mela, asciugarla bene, tagliarla in quarti, privarla dei torsoli e tagliare tante fette sottilissime.

Distribuire sulla pasta sfoglia la marmellata. Tagliare delle strisce large almeno 3,5 cm.

Mettere su ogni striscia qualche acino di uva sultanina.

Sistemare per la lunghezza di ciascuna striscia le fette di mela.

Piegare a metà e cominciare ad arrotolare formando una ‘rosa’ che metterete al centro di una teglia coperta da carta da forno.

Continuare a distribuire le fette di mela sulle altre strisce e sistemarle ‘di continuo’, avvolgendo la rosa centrale.

Cuocere in forno a 180° fino a quando si cuoce la sfoglia. Fare attenzione a non far bruciare le mele.

Servire calda o tiepida con abbondante zucchero a velo misto a cannella.

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15 giugno 2015

Una favola, il pane più facile del mondo: Brown soda bread

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Io soffro terribilmente per il caldo. Stamattina mi sono svegliata che già ero una mongolfiera. E per di più pure incazzata nera perchè non ho dormito bene. Non si può dormire con l’aria condizionata, il ventilatore fa rumore, non c’è speranza di un pò di corrente, quindi è inutile tenere spalancate tutte le finestre tanto entrano solo zanzare, ma non aria. Quindi che fare? ti alzi e guardi l’alba. Passeggi nervosa dentro e fuori casa, metti le mani sotto il getto dell’acqua, aspettando che diventi fresca, ma pagherai l’eccedenza di sicuro prima che si svuotino tutti i tubi roventi.

E poi mi sento stupida perchè mi arrabbio per queste cose, quando intorno a me c’è gente che ha problemi ben più gravi. E magari, non si alza nemmeno dal letto, per il caldo, perchè non ha nemmeno il letto. E così aspetto la luce.

Ho deciso da tempo che voglio poche cose essenziali intorno a me, ma davvero poche. E così mi capita di non fare la spesa e di dovermi accontentare con quello che ho, finchè svuoto del tutto la dispensa. E mi ritrovo senza pane, senza frutta, senza pomodori, insomma ti sembra di essere quasi senza tutto ….

Poi arriva una mia amica, che viene qui a parlarmi di un progetto che sta realizzando con i bambini. Scova per loro dei libri dai mercatini, raduna intorno a se tanti piccoli e comincia a leggere.   E grazie al suo modo di rendere vive le parole, la magia inizia e i bambini restano incantati e vorrebbero che questo gioco non finisse mai. Starei ore ad ascoltarla e le chiedo di leggermi qualche pagina. E resto impigliata anch’io nella rete delle favole. All’improvviso torno bambina, o forse bambini restiamo sempre dentro, solo che ci forziamo di sembrare grandi. Sono belli i racconti, com’è bello seguire il filo di un cantastorie e perdersi, come quando nessuno ci trovava nulla di strano nei nostri occhi sognanti.

Torno alla realtà e mi rendo conto nel frattempo che non ho niente da offrire, manco per accompagnare il caffè. E decido di inventare con quello che c’è-

E così trascorro insieme alla mia amica cantastorie una pomeriggio di… favola. Impastando il pane più facile del mondo,  e mangiando pane e marmellata, sulla mia terrazza e parlando fino a che la luce è andata via. E ora vi do una delle tante ricette di questo pane, di cui vi ho tanto parlato nel post sull’Irlanda. Provate e fatemi sapere come lo trovate.

 

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Brown soda bread

- 450 g farina integrale
- 220 g di farina bianca
- 2 cucchiaini di zucchero
- 1 cucchiaino di bicarbonato
- 1 pizzico di sale

- 1 uovo
- 2 vasetti di yogurt bianco
- 450 ml di latte

Mescolare prima gli ingredienti solidi e a parte tutti quelli liquidi
Mescolarli tutti insieme e lavorare con un cucchiaio di legno

Versare in tre stampi piccoli X plumcake
O uno grande e uno piccolo
Riempire lo stampo per metà o max x 2/3

Cospargere la superficie di semi a piacere

Infornare x mezz'ora a 210 gradi e per altri venti minuti a 190 gradi

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14 febbraio 2015

Torta di mele e marmellata dal quaderno di ricette della mamma

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Che siano benedetti i quaderni di ricette delle nostre mamme. Sapete, di quelli dove quasi a caso vengono appuntate le ricette appena assaggiate delle amiche, della tv dopo averle provate, proprie per non dimenticarle ecc…. Quei quaderni dove le ricette sono scritte a mano, e che diventano preziose perchè portano con se tutto un bagaglio di ricordi legati alla calligrafia di chi ha preso appunti.

Quella scrittura che abbiamo cercato di imitare mille volte sui libretti delle assenze a scuola, che abbiamo memorizzato nei biglietti che ci hanno lasciato sempre sul comodino o sul tavolo, con gli ordini autorevoli delle cose da fare in loro assenza. Quelle lettere care che, oltre alle ricette, hanno anche scritto accanto, le poesie dell’asilo, perchè belle se dette da noi bambini o dai nostri figli. Meravigliosi quaderni dove, sulla pagina ancora bianca, aperta a caso, hanno lasciato anche pensieri, rubati dalla tv, perchè erano gli stessi di un’anima troppo timida per farli venir fuori come pensieri personali. E li stesso trovi anche le battute e gli scherzi di chi non c’è più, che ci faceva morire dalle risate ogni santa volta.
E sono mille le amiche che chiedono alla mia mamma, ‘mi dai la ricetta?’. E nasce così un viavai di bigliettini con elenchi di ingredienti appuntanti…. e al ‘ e mi dai anche quell’altra, dei ciucciarelli, della focaccia, della torta con le noci…’ ecc…. parte la mia idea di farne un libro. Si un libro da distribuire ad amici e parenti, quasi un ciclostile di una volta, come per dire, ‘tiè ecco, già pronto, sta qua…’.
Ma pensate che sia facile scrivere le ricette di una mamma? C’è una ‘relatività’ delle dosi, calcolate ‘ad occhio’, o a ‘quanto ne serve, o a ‘quanto ne porta’, terribilmente difficile da quantificare. E alla richiesta ‘mamma scusa, ma quanto è, un pò d’olio sul fondo? dimmelo a cucchiai almeno…’, la sua risposta scandalizzata è sempre ‘quanto ce ne vuole’. Ditemi voi se si può scrivere un libro di ricette così. A meno di chiamarlo ‘Ricette relative’ o ‘ricette a occhio’. Ma l’occhio, si sa, è il risultato non di un semplice corso, ma di una lenta, inflessibile, inesorabile educazione alimentare che inizia dall’infanzia, quando era lei che controllava e diceva basta. Educazione che ancora continua quando io, che per esigenze di ‘peso’, riduco le dosi dell’olio, lei fa il sorrisino dicendo, ‘ma di che sa una minestra se non metti abbondante olio? Poi dite che le cose che preparo io sono più buone, o che il risultato finale delle vostre non è uguale al mio, grazie, non mettete olio!’…
E starei qui a raccontarvi per ore aneddoti simili. Ma mi sa che li inserisco direttamente nella prefazione del libro, così da giustificarne il contenuto ….
Solo l’ultima… alla sezione dolci ci sono un’infinità di varianti dello stesso tipo di dolce. Pan di Spagna di Gina, Pan di Spagna di Franca…. ecc…. Solo ingredienti, niente procedimento, perchè quello è uguale per tutti. Mescolare tutto insieme. E oggi vi do un assaggio… E mi sa che ha sempre ragione lei.
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Torta di mele e marmellata
- 260 g di farina 00 (00 l’ho aggiunto io, per lei è solo ‘farina’ e basta)
- 130 g di zucchero
- 3 uova
- 50 g di olio extravergine (lei mette anche olio di semi di arachidi, per me va bene anche il burro)
- la scorza grattugiata di un limone
- una bustina di lievito per dolci
-mezzo bicchiere di latte (variabile in realtà, perchè dipende anche dalle dimensioni delle uova che, se sono piccole, ne richiederanno un pò di più) Per intolleranti al lattosio si può sostituire con acqua.
- marmellata a piacere, ma fatta in casa e di consistenza non semiliquida (io ho messo la mia di melecotogne)
- una mela
 
Procedimento
MESCOLARE TUTTO INSIEME (meno marmellata e mela). Versare in una teglia da forno. Aiutandosi con un cucchiaino distribuire la marmellata qui e la. Sbucciare la mela e tagliarla a fettine che infilerete ‘in piedi’ se vi va in maniera simmetrica, a raggiera, o come volete. Infornare a 200° in forno statico per circa 20 minuti. Controllare la cottura infilando uno stuzzicadenti lontano da marmellata o mela. Quando lo stuzzicadenti ne esce asciutto e il colore in superficie è dorato è cotta. Quando si sarà intiepidita, spolverizzare di zucchero a velo vanigliato.
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11 aprile 2014

Un aiuto nuovo in casa. Crostata soffice alla frutta di stagione

cro6ter Le donne sono mamme sempre. Se hanno avuto figli, da quel momento in poi lo saranno sempre, anche se i figli avranno 60 anni. E’ inevitabile. Se non ne hanno avuto, le donne sono mamme lo stesso. Perchè noi questo dono ce l’abbiamo dentro al DNA. Ce l’hanno dato e non possiamo prescindere da esso.
La nostra voglia di donare, di fare cose per qualcuno, di coinvolgere figli e amici dei figli quando si prepara qualcosa di buono, non finisce mai. E si scrivono ricette per i figli che ormai vivono da soli fuori per l’università, temendo che non si curino abbastanza (scoprendo poi che nel frattempo hanno sperimentato, imparato cose nuove e le insegneranno a te). E coinvolgi i nipotini perchè vuoi ancora godere delle mani piccole che impastano e pasticciano ovunque.
Un giorno ricevo una mail in cui mi chiedono se mi va di sperimentare un nuovo prodotto che aiuterà le mamme a guadagnare tempo in cucina, e se mi va di farlo preparando delle ricette per bambini, magari quelle mie adattate ai piccoli. MI stupisco ma gioisco. IN fondo è quello che continuo a fare ogni settimana per i miei nipoti, organizzando con loro le serate del cineforum di Harry Potter, durante le quali si discute degli incantesimi, si spiegano le scene non viste per la paura, si parla di ‘coluichenondeveesserenominato’, per evitare gli incubi notturni e si cena rigorosamente a gambe incrociate sul divano, con ricette preparate appositamente per loro. E quindi c’è stata la cena con la Cesar Salade (insalatina verde, pollo alla piastra, cubetti di pane tostato, scaglie di parmigiano, e dressing allo yogurt), la cena con la pizza rustica di carne con l’insalata, quella con i gli spaghettoni con pomodorini e crema di olive nere.
Io dedico volentieri loro il mio tempo. Un giorno alla settimana torno ai bei tempi di quando erano piccoli i miei e poi ho la scusa per rivedere i film che mi piacciono.
Quindi dicevo, accetto questo incarico e dopo un pò di tempo arriva il CUISINE COMPANION , un nuovo prodotto della MOULINEX, un robot multifunzione che fa un sacco di cose, e comincio a spignattare il doppio con metà tempo. E si che ne ho preparate di ricette. E mi sono molto divertita.
E una sera, ho servito la mia crostata soffice alla frutta, preparando in pochissimo tempo l’impasto. Giusto il tempo di far scaldare il forno e tagliare le fragole.
Guardate un pò voi…. non è una magia come quelle di Harry Potter?
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- 220 g di farina 00
- 6 cucchiai di zucchero
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva (o burro morbido)
- 3 uova
- mezza bustina di lievito per dolci
- un pizzico di sale
- un barattolo di marmellata NON a pezzi
- 500 g di fragole (o altra frutta fresca a piacere)
- 50 ml di latte
- 200 g di succo di frutta
Procedimento
Nel contenitore di acciaio inserire la lama (F3) e versare la farina, lo zucchero, il sale, il lievito, e avviare la velocità 5 per 3 minuti. A 30 secondi dall’inizio, togliere il tappo dal coperchio e aggiungere, uno alla volta, gli ingredienti liquidi (uova, olio e latte), lasciando in funzione il programma. Nel frattempo ungere una teglia per crostata e infarinarla. Versare l’impasto ottenuto e infornare a 180° per circa 15 minuti o fino a doratura. Lasciar raffreddare e capovolgere in un piatto di portata. Con un pennello da cucina, bagnare tutta la superficie della crostata morbida con il succo di frutta. Stendere con l’aiuto di un cucchiaio la marmellata e distribuire le fragole lavate e tagliate (o altra frutta di stagione, a piacere). Servire.
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Se volete saperne di più andate qui
https://www.facebook.com/moulinex.italia
http://www.cuisinecompanion.moulinex.it













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8 aprile 2014

Quaresima, cenere sul capo e la mia crostata di marmellata e scorza di limone

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(Quando ho scritto questo post avevo uno stato d’animo corrispondente a questa musica… https://www.youtube.com/watch?v=M1fUgpYSdpo)

Vabbè che siamo in Quaresima. Vabbè che siamo tutti peccatori (vedi post precedente). Vabbè che dobbiamo cospargerci il capo di cenere ammettendolo. E vabbè che dobbiamo saper accettare di aver torto ed essere umili. Ma certe volte la rabbia supera anche l’auspicabile umiltà.

Vi racconto.

Ho preso un’altra multa. Mi direte, e vabbè ma allora sei tu… E che ne so? Ma il fatto che la legge non ammette ignoranza è proprio giusto? Se tu, uomo delle forze dell’ordine (scritto minuscolo tiè), mi fermi con la paletta e la faccia di chi dice ‘ti ho beccata’ e io mi fermo buona buona. Già il tono autoritario con cui mi dici ‘spenga il motore!’ lo considero un abuso di potere. Poi mi dici… patente, eccola, libretto, eccolo, assicurazione, ecco il tagliando. Guardi la mia cintura di sicurezza e mi dico brava, auricolare del telefono, e mi sento ligia al dovere io. Poi mi dici ‘certificato di assicurazione’, e io ‘cheeeee????'. ‘Signora, sa quel foglietto da cui stacca il contrassegno dell’assicurazione? bè quello’ E io, ‘ma quello lo consegno al commercialista per scaricare….blablabla’. Tiè allora beccati sta multa. Signora non si innervosisca, stia calma, ma deve accettare la multa.

Vabbè, ho capito che la legge non ammette ignoranza, ma dove li comunicano ‘gli aggiornamenti’ delle leggi stradali? Quando ho preso io la patente non esisteva quest’obbligo. E se non faccio dei corsi di aggiornamento sulla patente, chi me le dice queste cose? Perchè ammettetelo, la maggior parte di voi intanto lo porta con se solo perchè in automatico quando ritira il contrassegno infila nel libretto il certificato. E non perchè sa che è obbligatorio. Sgrunt.

Molti dei suoi nonni, i bistriquadrisnonni, sono stati ricordati con veemenza, in quei cinque minuti. Lui ha conservato una calma divertita che ha avuto l’effetto di potenziare l’evocazione dei suddetti avi, fino ad Adamo. Ma alla fine diciamo che di fronte alla LEGGE, ho dovuto abbassare la testa e accettare la condanna. Ma l’unica cosa che posso ammettere è che IGNORAVO la legge del certificato, ma non posso accettare di essere definita ‘TRASGRESSORE’.

Almeno ho avuto la soddisfazione di veder scritto sul verbale alla voce ‘dichiarazione del trasgressore: è meglio non dichiarare quello che ho in mente in questo momento’- E quella parte me la incornicio.

Come giustificare la ricetta di oggi?

volevo scrivere cose belle, tutte quelle che avevo in mente quando l’ho preparata. E vantarmi di aver intrecciato con precisione le strisce della frolla, che ho creato tute uguali usando addirittura il righello per portare il segno e misurarle precise precise.

Invece guardandola, ora mi viene in mente solo l’intreccio complicato delle strade perverse che percorre la legge, per spillare soldi alla gente. E a me, che devo pure accettare per forza il fatto di NON aver ragione.

Sono arrabbiata, ma mi passerà.

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Crostata con marmellata e scorza di limone (English version below)

- 300 g di farina

- 180 g di burro buono ammorbidito

- 100 g di zucchero

- un uovo

- un pizzico di sale

- mezzo cucchiaino di lievito per dolci

 

- due limoni freschi e biologici

- un barattolo di marmellata possibilimente di ciliege, a pezzettoni

- zucchero a velo per la decorazione finale

 

Impastare velocemente tutti gli ingredienti per la frolla + la scorza di uno dei due limoni

Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo a riposare per almeno un’ora.

Dopodicchè stendere 2/3 della palla e foderare una teglia per crostata.

Bucherellare il fondo. In una ciotola mescolare la marmellata e il succo di mezzo limone.

Distribuire la marmellata sulla frolla nella teglia. Grattugiare la scorza dell’altro limone.

Stendere il resto della frolla, spolverizzare con un pò di farina. Con l’aiuto di un righello tagliare (con la rotella dentellata) tante strisce uguali. Formare una griglia come quella della foto, direttamente nella teglia.

Sistemare sulla placca del forno e cuocere in forno già caldo a 180° fino a doratura.

Far raffreddare e servire spolverizzato di zucchero a velo.

Purtroppo la foto finale l’ho fatta al volo, senza zucchero, perchè non ho fatto in tempo…. è finita in un istante…..

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Tart with jam and lemon zest

- 300 g flour

- 180 g butter, softened and good

- 100 g  sugar

- 1 egg

- A pinch of salt

- Half a teaspoon of baking powder

- Two fresh organic lemons 

- A jar of cherry jam 

- Icing sugar 

Mix quickly  all the ingredients for the pastry and add zest of one lemon

Form a ball, wrap in plastic wrap and put it in the fridge  for at least an hour.

Spread 2/3 of the ball and put it in a tart pan .

In a bowl mix the jam and the juice of half a lemon.

Spread the jam on the pastry into the pan . Grate the zest of the other lemon.

Spread the rest of the pastry , sprinkle with a little flour . With the help of a ruler cut, make many equal strips . Form a grid like the one of the photo, directly into the pan .

Place on a baking tray and bake in a preheated oven at 180 degrees until golden brown.

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2 giugno 2013

Pane e marmellata di ciliege

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Camminavo per le strade di campagna di Locorotondo, un paese che sembra di favola qui vicino a me, e mi perdo. Ma per davvero! Incantata dai trulli e dagli alberi di ulivo potati alla perfezione, prendo appunti mentali su come li poterò io, su come voglio aggiustare i muretti a secco, sui miglioramenti da fare al mio trullo…. e perdo la strada.

Allora decido di chiedere informazioni al primo che incontro. Sembra facile. Qui per le strade di campagna è un miracolo se incontri qualcuno. E’ tempo di potatura e vedo solo uomini arrampicati sulle scale di legno, in mezzo ai rami, indaffarati a compiere il loro lavoro. A gruppi, su scale incrociate, ma tutti in mezzo al campo. Vabbè, mi dico, è così bello qui intorno che se mi perdo attivo il navigatore e torno a casa, la benzina ce l’ho, il tempo anche…. E all’improvviso, dove un campo fa una curva, e sulla curva c’è un albero di ulivo, vedo un vecchietto che lega una fascina con i rami appena tagliati, con calma, con ‘a rungèdd’ (coltello tozzo e lama curva) appesa alla cintura per tagliare lo spago. Vestito con pantalone caldo di lana scura, camicia a quadri, gilè e coppola, è appena sceso dalla scala di legno. MI fermo. MI guarda e sorride. Buonasera, dico io, Buonasera, dice lui.

Manca ancora un pò al tramonto e la luce arancione si riflette su tutto intorno. Chiedo informazioni sulla strada… e lui gentilmente comincia a spiegarmi dove devo svoltare, che proprio li vicino abita lui, che più giù ha costruito anche una villetta alla figlia. E che intorno abitano tutti signori, tutte persone come si deve, vantandosi di questo gradino appena salito nella scala sociale delle persone rispettabili, grazie alla presenza di questi vicini. E, come tutte le persone anziane di campagna, che hanno un concetto del tempo diverso dal nostro, approfittando di un incontro, di una nuova conoscenza, di un momento di riposo, di un’occasione per fare quattro chiacchiere con calma…. inizia a raccontarmi la sua vita, le cose che fa. MI chiede se sono di li, a chi sono figlia, cosa faccio nella vita…. e tra una parola e l’altra dopo un bel pò di tempo si arriva agli acciacchi, alle analisi, al colesterolo, al diabete ecc… E lui, con un grande sorriso si illumina e mi dice: ‘ Signò, grazie a Dio, a me le analisi stanno tutte bene. Certo sò vecchiaridd, e devo stare attento, ma posso mangiare tutto. Per esempio, vuoi sapere cosa ho mangiato oggi? Ho portato una minestra di cicorielle a mia moglie (una minestra = una quantità sufficiente per due persone circa) e mi ha preparato le fave bianche ‘mbanèt chi cicuredd (purù di fave bianche con cicorielle di campagna mescolate tutte insieme), poi un pezzettino di lardo arrostito e un pezzetto di pane con la marmellata di ciliege. Un bel bicchiere piccolo di vino primitivo e stò apposto’.  Io sono rimasta affascinata da quest’uomo, dal suo racconto, dal suo rapporto antico con la moglie che, nella normalissima divisione dei compiti di una famiglia di una volta, cucina quello che il marito ha portato a casa e lo prepara per lui, mentre lui, stanco del lavoro si siede e aspetta. E sono rimasta incantata dal menù semplice e straordinario, ricco di sapori e di scelte antiche soprattutto per il dolce finale…. Pane e marmellata di ciliege!!!!

E con questa immagine negli occhi, ci siamo stretti le mani, piacere, ma davvero piacere di averVi conosciuto, perchè qui da ancora del Voi agli anziani, se hai un minimo di educazione…. E a malincuore l’ho salutato, sperando di rivederlo ancora, o forse no, affinchè questo ricordo potesse restare unico per sempre. E così sarà….

E che ricetta volete che vi scriva ora? Pane e marmellata, ovvio!!! Ma ci vuole proprio la ricetta? vabbè la trovate –> qui

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15 gennaio 2013

Crostata del Sole, con mele, arance e limoni

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Ho sognato di danzare. I sogni hanno il potere di influenzare le ore buie della notte e il battito del tuo cuore. Come pure il risveglio del mattino per iniziare la giornata. E l’umore che ti porterai appresso per le ore che verranno. C’è chi dice che sono l’estensione di quello che abbiamo dentro. C’è chi crede nel loro potere premonitore. C’è chi li considera uno spazio ignoto in cui possono incrociarsi dimensioni diverse a noi sconosciute.  Io credo che invece li confluiscano i nostri desideri e i nostri timori. E’ uno spazio profondo che viene a galla quando le zavorre della ragione e del buon senso vengono mollati, al buio.

Ed è così che c’è stato un tempo in cui sognavo di essere in bilico su un grande muro dello spessore di un mattone solo, altissimo, che si ergeva da un mare nero in tempesta. E poi un altro tempo in cui sognavo di nuotare in un mare sereno  limpido e azzurro dal quale spuntava la punta di un campanile di un paese sommerso, come favola. E poi sogni in cui prendevo la rincorsa e imparavo a volare. E planavo e planavo sulle colline della mia terra, e se mi avvicinavo alla terra, bastava ridarmi una piccola spinta per tornare a volare. Non son mancati i sogni bui dove serpi e cani e uomini cattivi minacciavano i miei figli. E nemmeno son mancate le notti senza sogni, dove avevo l’impressione di non essermi mai addormentata e mi rialzavo stanca.

Ma poi arriva il momento in cui vorresti danzare di giorno e almeno di notte, nei tuoi sogni riesci a farlo. E nel sogno stesso chiudi ancora gli occhi per sentire meglio la musica e ti abbandoni ad essa. E cominci a muoverti, leggera e segui tutti i movimenti che senti dentro. E volteggi, e salti e spicchi il volo, e ti scuoti, e ti fermi, per poi ricominciare. Poi all’improvviso la musica smette, avverti una luce che ti chiama e piombi pesantemente nella realtà di un nuovo giorno che comincia.

Vorrei ritrovare la stessa musica e la stessa leggerezza dei miei sogni, nelle ore del giorno.

Cominciamo con questo giorno allora.

Per ora vi regalo una ricetta che sa di sole e così l’ho chiamata. Provatela… regala emozioni.

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Crostata del sole (mele, limoni e arance)

(x la frolla)

- 350 g di farina

- 120 di zucchero

- 120 di burro

- 2 uova

- un pizzico di sale

- mezza bustina di lievito per dolci

(x la farcitura)

- due mele

- due arance rigorosamente biologiche

- un limone grande rigorosamente biologico

- zucchero (un quarto del peso della frutta)

- mezzo bicchiere d’acqua

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Amalgamare tutti gli ingredienti della frolla, formare una palla e metterla in frigo per almeno mezz’ora.

Sbucciare le mele e tagliarle a pezzi. Lavare le arance e il limone e tagliarli a fettine con tutta la buccia e aggiungerli alle mele. Aggiungere lo zucchero (un quarto del peso della frutta), il mezzo bicchiere d’acqua e metterli sul fuoco medio. Se si forma la schiuma eliminarla. Far cuocere finchè si consuma tutta l’acqua e rimane una poltiglia dorata e densa.

Stendere metà della frolla in una teglia per crostate, imburrata e infarinata. Distribuire il composto di frutta. Con l’altra metà della frolla formare una grata a proprio piacimento (io uso una griglia, ma quella fatta a mano è uguale).

Infornare a 180° fino a doratura.

Spolverizzate a piacere con zucchero a velo.

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1 ottobre 2012

Crostata di marmellata 'con quello che c'è in barca'


 Anni fa il 1° Ottobre iniziavano le scuole e, ufficialmente, anche l'autunno.
Oggi, finalmente il cielo si è coperto di nuvole che, speriamo, portino un pò di pioggia.
E mentre parlo qualche goccia comincia a fare tic tic....
E in questa atmosfera scrivo un post di saluto a questa calda estate che nei giorni appena passati ha voluto regalarci ostinatamente ancora un pò di caldo.
Ed io, che non amo il caldo di agosto, ma quello di settembre, che è misto del fresco frizzante dell'ombra, e del mare che comincia a raffreddarsi come piace a me, ne ho goduto a piene mani.
Barca a vela di un mio amico che ci aspettava pronta al porto, spaghetti e passata pronti nella cambusa, costume da bagno pronto indossato, piedi scalzi, aria di mare intorno, e voglia di rilassarsi e stare bene insieme agli amici intorno a noi. Sullo sfondo una città fantastica, Trani, bianca di pietra, con tante piazze che accolgono, parchi curatissimi che costeggiano il mare e una passeggiata che domina la città e il mare insieme.
Si parte verso il largo. E nuvole e sole che scende colorano l'acqua mossa, di tanti colori, tutte le varianti del blu. E mi affascina il cobalto, e i guizzi di luce che si riflettono.





All'andata verso l'orizzonte c'era solo mare e luce che cambia di continuo e vento. E la barca vola.
Al ritorno ci aspetta all'orizzonte la città e raggi di sole che indicano la rotta. In mezzo ai due fari di riferimento, uno rosso e uno verde....
E poi l'allegria della compagnia, ricchezza ineguagliabile.
E la conclusione di una crostata inventata alla fine di un pranzo a base di spaghettoni al pomodoro e cacioricotta e basilico, con quello che c'era rimasto in dispensa... Con il sapore fantastico della spensieratezza, di un giorno di fine estate.


Crostata con 'quello che c'era in barca'
(ingredienti pesati ad occhio, perchè in barca la bilancia non c'è...)

- 350 g di farina
- 100 g di zucchero
- 170 di burro
- un pizzico di sale
- latte qb per amalgamare 
- marmellata che c'è

Amalgamare la farina, lo zucchero, il sale e il burro freddo a pezzetti. 
Aggiungere poco per volta il latte che serve per raggiungere una consistenza morbida.
Stendere con le mani, meglio che potete 2/3 della pasta in una teglia, lasciando ai lati dei bordi di pasta sollevati. Versare la marmellata stendendola con una forchetta. Con il resto della pasta formare delle strisce che disporrete a grata sulla marmellata.
Aiutandovi con i rebbi della forchetta 'aggiustare' i bordi.
Cuocere in forno caldo (di regola intorno ai 180°) fino a doratura.





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