
11 settembre 2020
Plum cake mele e confettura di ciliege
8 aprile 2014
Quaresima, cenere sul capo e la mia crostata di marmellata e scorza di limone
(Quando ho scritto questo post avevo uno stato d’animo corrispondente a questa musica… https://www.youtube.com/watch?v=M1fUgpYSdpo)
Vabbè che siamo in Quaresima. Vabbè che siamo tutti peccatori (vedi post precedente). Vabbè che dobbiamo cospargerci il capo di cenere ammettendolo. E vabbè che dobbiamo saper accettare di aver torto ed essere umili. Ma certe volte la rabbia supera anche l’auspicabile umiltà.
Vi racconto.
Ho preso un’altra multa. Mi direte, e vabbè ma allora sei tu… E che ne so? Ma il fatto che la legge non ammette ignoranza è proprio giusto? Se tu, uomo delle forze dell’ordine (scritto minuscolo tiè), mi fermi con la paletta e la faccia di chi dice ‘ti ho beccata’ e io mi fermo buona buona. Già il tono autoritario con cui mi dici ‘spenga il motore!’ lo considero un abuso di potere. Poi mi dici… patente, eccola, libretto, eccolo, assicurazione, ecco il tagliando. Guardi la mia cintura di sicurezza e mi dico brava, auricolare del telefono, e mi sento ligia al dovere io. Poi mi dici ‘certificato di assicurazione’, e io ‘cheeeee????'. ‘Signora, sa quel foglietto da cui stacca il contrassegno dell’assicurazione? bè quello’ E io, ‘ma quello lo consegno al commercialista per scaricare….blablabla’. Tiè allora beccati sta multa. Signora non si innervosisca, stia calma, ma deve accettare la multa.
Vabbè, ho capito che la legge non ammette ignoranza, ma dove li comunicano ‘gli aggiornamenti’ delle leggi stradali? Quando ho preso io la patente non esisteva quest’obbligo. E se non faccio dei corsi di aggiornamento sulla patente, chi me le dice queste cose? Perchè ammettetelo, la maggior parte di voi intanto lo porta con se solo perchè in automatico quando ritira il contrassegno infila nel libretto il certificato. E non perchè sa che è obbligatorio. Sgrunt.
Molti dei suoi nonni, i bistriquadrisnonni, sono stati ricordati con veemenza, in quei cinque minuti. Lui ha conservato una calma divertita che ha avuto l’effetto di potenziare l’evocazione dei suddetti avi, fino ad Adamo. Ma alla fine diciamo che di fronte alla LEGGE, ho dovuto abbassare la testa e accettare la condanna. Ma l’unica cosa che posso ammettere è che IGNORAVO la legge del certificato, ma non posso accettare di essere definita ‘TRASGRESSORE’.
Almeno ho avuto la soddisfazione di veder scritto sul verbale alla voce ‘dichiarazione del trasgressore: è meglio non dichiarare quello che ho in mente in questo momento’- E quella parte me la incornicio.
Come giustificare la ricetta di oggi?
volevo scrivere cose belle, tutte quelle che avevo in mente quando l’ho preparata. E vantarmi di aver intrecciato con precisione le strisce della frolla, che ho creato tute uguali usando addirittura il righello per portare il segno e misurarle precise precise.
Invece guardandola, ora mi viene in mente solo l’intreccio complicato delle strade perverse che percorre la legge, per spillare soldi alla gente. E a me, che devo pure accettare per forza il fatto di NON aver ragione.
Sono arrabbiata, ma mi passerà.
Crostata con marmellata e scorza di limone (English version below)
- 300 g di farina
- 180 g di burro buono ammorbidito
- 100 g di zucchero
- un uovo
- un pizzico di sale
- mezzo cucchiaino di lievito per dolci
- due limoni freschi e biologici
- un barattolo di marmellata possibilimente di ciliege, a pezzettoni
- zucchero a velo per la decorazione finale
Impastare velocemente tutti gli ingredienti per la frolla + la scorza di uno dei due limoni
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo a riposare per almeno un’ora.
Dopodicchè stendere 2/3 della palla e foderare una teglia per crostata.
Bucherellare il fondo. In una ciotola mescolare la marmellata e il succo di mezzo limone.
Distribuire la marmellata sulla frolla nella teglia. Grattugiare la scorza dell’altro limone.
Stendere il resto della frolla, spolverizzare con un pò di farina. Con l’aiuto di un righello tagliare (con la rotella dentellata) tante strisce uguali. Formare una griglia come quella della foto, direttamente nella teglia.
Sistemare sulla placca del forno e cuocere in forno già caldo a 180° fino a doratura.
Far raffreddare e servire spolverizzato di zucchero a velo.
Purtroppo la foto finale l’ho fatta al volo, senza zucchero, perchè non ho fatto in tempo…. è finita in un istante…..
Tart with jam and lemon zest
- 300 g flour
- 180 g butter, softened and good
- 100 g sugar
- 1 egg
- A pinch of salt
- Half a teaspoon of baking powder
- Two fresh organic lemons
- A jar of cherry jam
- Icing sugar
Mix quickly all the ingredients for the pastry and add zest of one lemon
Form a ball, wrap in plastic wrap and put it in the fridge for at least an hour.
Spread 2/3 of the ball and put it in a tart pan .
In a bowl mix the jam and the juice of half a lemon.
Spread the jam on the pastry into the pan . Grate the zest of the other lemon.
Spread the rest of the pastry , sprinkle with a little flour . With the help of a ruler cut, make many equal strips . Form a grid like the one of the photo, directly into the pan .
Place on a baking tray and bake in a preheated oven at 180 degrees until golden brown.
2 giugno 2013
Pane e marmellata di ciliege
Camminavo per le strade di campagna di Locorotondo, un paese che sembra di favola qui vicino a me, e mi perdo. Ma per davvero! Incantata dai trulli e dagli alberi di ulivo potati alla perfezione, prendo appunti mentali su come li poterò io, su come voglio aggiustare i muretti a secco, sui miglioramenti da fare al mio trullo…. e perdo la strada.
Allora decido di chiedere informazioni al primo che incontro. Sembra facile. Qui per le strade di campagna è un miracolo se incontri qualcuno. E’ tempo di potatura e vedo solo uomini arrampicati sulle scale di legno, in mezzo ai rami, indaffarati a compiere il loro lavoro. A gruppi, su scale incrociate, ma tutti in mezzo al campo. Vabbè, mi dico, è così bello qui intorno che se mi perdo attivo il navigatore e torno a casa, la benzina ce l’ho, il tempo anche…. E all’improvviso, dove un campo fa una curva, e sulla curva c’è un albero di ulivo, vedo un vecchietto che lega una fascina con i rami appena tagliati, con calma, con ‘a rungèdd’ (coltello tozzo e lama curva) appesa alla cintura per tagliare lo spago. Vestito con pantalone caldo di lana scura, camicia a quadri, gilè e coppola, è appena sceso dalla scala di legno. MI fermo. MI guarda e sorride. Buonasera, dico io, Buonasera, dice lui.
Manca ancora un pò al tramonto e la luce arancione si riflette su tutto intorno. Chiedo informazioni sulla strada… e lui gentilmente comincia a spiegarmi dove devo svoltare, che proprio li vicino abita lui, che più giù ha costruito anche una villetta alla figlia. E che intorno abitano tutti signori, tutte persone come si deve, vantandosi di questo gradino appena salito nella scala sociale delle persone rispettabili, grazie alla presenza di questi vicini. E, come tutte le persone anziane di campagna, che hanno un concetto del tempo diverso dal nostro, approfittando di un incontro, di una nuova conoscenza, di un momento di riposo, di un’occasione per fare quattro chiacchiere con calma…. inizia a raccontarmi la sua vita, le cose che fa. MI chiede se sono di li, a chi sono figlia, cosa faccio nella vita…. e tra una parola e l’altra dopo un bel pò di tempo si arriva agli acciacchi, alle analisi, al colesterolo, al diabete ecc… E lui, con un grande sorriso si illumina e mi dice: ‘ Signò, grazie a Dio, a me le analisi stanno tutte bene. Certo sò vecchiaridd, e devo stare attento, ma posso mangiare tutto. Per esempio, vuoi sapere cosa ho mangiato oggi? Ho portato una minestra di cicorielle a mia moglie (una minestra = una quantità sufficiente per due persone circa) e mi ha preparato le fave bianche ‘mbanèt chi cicuredd (purù di fave bianche con cicorielle di campagna mescolate tutte insieme), poi un pezzettino di lardo arrostito e un pezzetto di pane con la marmellata di ciliege. Un bel bicchiere piccolo di vino primitivo e stò apposto’. Io sono rimasta affascinata da quest’uomo, dal suo racconto, dal suo rapporto antico con la moglie che, nella normalissima divisione dei compiti di una famiglia di una volta, cucina quello che il marito ha portato a casa e lo prepara per lui, mentre lui, stanco del lavoro si siede e aspetta. E sono rimasta incantata dal menù semplice e straordinario, ricco di sapori e di scelte antiche soprattutto per il dolce finale…. Pane e marmellata di ciliege!!!!
E con questa immagine negli occhi, ci siamo stretti le mani, piacere, ma davvero piacere di averVi conosciuto, perchè qui da ancora del Voi agli anziani, se hai un minimo di educazione…. E a malincuore l’ho salutato, sperando di rivederlo ancora, o forse no, affinchè questo ricordo potesse restare unico per sempre. E così sarà….
E che ricetta volete che vi scriva ora? Pane e marmellata, ovvio!!! Ma ci vuole proprio la ricetta? vabbè la trovate –> qui
28 maggio 2013
Polpette dolci con marmellata di ciliege e zucchero a velo vanigliato home made
Entro in cucina mentre c’è ancora la penombra dovuta alla tenda appena accostata. E nel silenzio del mattino mi accoglie il rumore familiare della caffettiera che fra un pò sprigionerà il profumo del mio amato caffè del risveglio. E con gli occhi ancora semiassonnati sbircio una cassettina nera bucherellata, che ieri sera ho poggiato sul tavolo, perchè stanca e non avevo alcuna voglia di portarla fuori nel balcone. Ogni volta che vado in campagna mi sento come quella famosa donzelletta che torna con un cesto pieno di rose e viole e cose buone. Chissà cosa penseranno le donne che sbirciano sempre dai loro balconi per controllare il viavai della strada quando mi vedono trafficare nel cofano della macchina per tenere in equilibrio i miei mazzi di erbe aromatiche, i fiori, le cicorielle, il cesto delle ciliege…. e lo spettacolo delle chiavi da cercare nella borsa, per aprire il portone e che puntualmente mi cadono, scatenando la gara dell’equilibrista per tenere tutto in piedi mentre mi piego per raccattarle….
Ieri era un pomeriggio caldo, di quelli con poco sole e aria tiepida e tranquilla. HO passeggiato nel campo appena rasato, con mia madre e la mia nipotina, per raccogliere un pò di ciliege. I miei alberi maturano due / tre alla volta, perchè di tipi differenti. MI danno il tempo di accorgermene e di programmare la raccolta senza stancarmi, anzi per godermela. Perchè i lavori di campagna, sempre tanti e faticosi, piacciono per le prime ore, poi stancano e ti sfiancano, facendoti innervosire e piano piano cancellano la convinzione che la campagna sia solo poesia.
Però ieri abbiamo adocchiato i tre alberi carichi di ciliegione nere e mature e dure e dopo averle… assaggiate, riassaggiate e riassaggiate ancora, abbiamo detto ‘si sono buone e pronte per la raccolta’ e ridendo per la dieta e i valori della glicemia dimenticati, abbiamo iniziato allegramente a raccogliere. Ogni tanto ci si lanciavano i noccioli o le ciliege picchiettate dagli uccelli, rincorrevo la piccola che con le ciliege doppie attaccate alle orecchie e le lentiggini venute fuori al sole, si era ben presto stufata di lavorare. E l’acchiappavo, la riempivo di baci forti, la chiamavo pigronaaaaaaaa e la riportavo sotto l’albero.
Le ho dato un compito alternativo, altrettanto profumato e dolce. Raccogliere le fragoline per fare il liquore. E lei ha pensato bene di modificare lo scopo dell’incarico, preparando con fili d’erba rigidi degli spiedini di fragoline da portarci come merenda. Il resto delle fragoline sono finite nella sua pancia, ovviamente, e niente nella coppa verde per il liquore. E vabbè, aspetteremo che maturino le altre.
Stamattina le ciliegione nere mi guardano, aspettano di conoscere il loro destino. Alcune finiranno nei piatti da offrire alle ‘Marie’ del primo piano (così si firmano sui biglietti che mi inviano con i fiori!), altre saranno snocciolate e trasformate in marmellata per le mie crostate, altre saranno infilate in ricette da sperimentare, altre nella pancia (yummmm yummmm) e tutte, sicuramente nelle mie foto.
ore 18,18 E una nuova ricetta è apparsa nella mia mente e nella mia cucina. A volte mi vengono delle genialate!!! Ho fatto le polpette dolci e ora stanno friggendo, e profumanooooooo….
Polpette dolci con marmellata di ciliege e zucchero a velo vanigliato home made
- 500 g di pane fatto in casa raffermo
- latte per ammorbidire il pane (quanto ne basta per coprirlo)
- 4 cucchiai di zucchero di canna
- scorza grattugiata di due limoni biologici grandi
- due uova (ma se l’impasto dovesse risultare non abbastanza morbido aggiungerne un’altra)
- pangrattato fine
- un litro di olio di semi di arachidi
- marmellata di ciliege fatta in casa
- zucchero a velo vanigliato fatto in casa
Tagliare a pezzettini il pane e metterlo in una ciotola. Versare il latte tiepido e aspettare che venga assorbito e che il pane diventi morbido. Strizzarlo e sbriciolarlo. Aggiungere lo zucchero di canna, la buccia grattugiata dei limoni, e le uova. Amalgamare il tutto. La consistenza deve essere tale che prendendo in mano una cerca quantità di impasto si potrà ‘appallottolare’ senza problemi. Con un cucchiaio prenderne una quantità grande come un piccolo uovo e schiacciarla come una frittatina sulla mano. Al centro posare mezzo cucchiaino di marmellata di ciliege. Chiudere come se fosse un sacchetto e formare la polpetta. Far rotolare la polpetta sul pangrattato e friggere in abbondante olio caldo. Scolare su carta assorbente, far intiepidire e spolverizzare con abbondante zucchero a velo vanigliato (Da preparare in casa mettendo un baccello di vaniglia in un barattolo pieno di zucchero a velo e lasciato a riposare per almeno una settimana)
21 maggio 2013
L’albero delle ciliege di mezzanotte (Crostata semi-integrale morbida di fragoline e ciliege)
Potrebbe essere il titolo di un libro. E chi lo sa, potrebbe anche diventarlo. Potrei parlare dell’amore che da sempre ho per le campagne. Si, al plurale, perchè ce ne sono state tante e tutte hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Ognuna una sua storia da raccontare. Sono apparse all’improvviso, nel momento in cui avevo bisogno di un luogo in cui sognare. Possederne una è sempre stato il mio sogno. La strada per realizzarlo è stata un pò lunga, ma alla fine ci siamo arrivati. E sono comparse sempre durante una passeggiata, sbucate dal nulla o in mezzo ad un prato di iris o venute fuori dalla nebbia di autunno. E mi hanno sempre regalato la voglia di viaggiare con la fantasia, di condividere con chi amo perfino l’aria da respirare. MI hanno donato generosamente, chi frutti da cogliere, chi fiori per rallegrare le mie giornate.
Vi racconto della campagna del mio trullo.
Era autunno e passeggiavamo in una di quelle giornate di novembre in cui, nonostante la pioggerellina, c’è una calma intorno e una temperatura che ti fa capire che anche l’autunno o l’inverno imminente possono essere magici. IL cartello ‘VENDESI’ era affisso su un cancelletto arrugginito, tutto svolazzi e ghirigori. Tutto intorno alberi spogli, e solo una macchia di colore: una melagranata spaccata che lasciava intravvedere i suoi semi fucsia, e ce li offriva, nonostante fossimo solo ospiti di passaggio. Era come una mano che ci invitava ad entrare e a riflettere sul cartello e sul dono. E così, in un momento in cui la natura si offre non certo al meglio, come un cane spelacchiato che vuole essere adottato, ma che ti entra nel cuore senza un motivo, decidemmo che sarebbe stata nostra. Li avremmo portato a giocare i nostri figli, in quel posto isolato, dove avrebbero potuto gridare a loro piacimento, avremmo potuto suonare e cantare a squarciagola, e ci saremmo sorpresi, con la nuova primavera, nello scoprire la bellezza che quel posto ci avrebbe riservato con la sua rinascita.
con noi c’era un amico che abitava li vicino. Grande sognatore, che riesce a vedere al di la della realtà, quelli che sono i confini da varcare per entrare nel mondo della fantasia. Sorrise e condivise con noi quel progetto.
Quando la firma fu messa in calce sul contratto di acquisto, decidemmo che per suggellare quel momento, in cambio di quella strana coincidenza di eventi che ti portano sulla strada che hai sempre cercato, avremmo regalato a lui e alla sua famiglia i frutti del primo albero di ciliege mature. E lui avrebbe deciso come e quando andare a raccoglierli.
E da allora, son passati 10 anni, appena l’aria diventa calda, c’è un albero che matura prima di tutti. Le sue ciliege sono piccole e dolci, tantissime e si trova nella parte a valle della campagna del trullo. Il primo anno il messaggio fu ‘le ciliege del tuo albero son mature’. E lui a mezzanotte, con la torcia e sotto la luce della luna, con le sue figlie, allora piccoline ora grandicelle, da allora, va a mangiare le ciliegie direttamente dall’albero, senza raccoglierle per portarle a casa.
E’ diventato un rito il nostro. Solo che ora il messaggio è ‘L’albero delle ciliege di mezzanotte è pronto’
Crostata morbida semiintegrale con ciliege e fragoline di bosco
- 150 di farina 00
- 50 g di farina integrale
- 6 cucchiai di zucchero
- 150 di margarina (o burro, o quello che volete, senza pontificare)
- 3 uova grandi
- mezza bustina di lievito per dolci
- un pizzico di sale
- 50 ml di latte (se serve per raggiungere la giusta consistenza)
- una bagna per ammorbidire (acqua e zucchero, oppure succo di frutta, oppure acqua e liquore profumato)
- marmellata morbida di fragole
- ciliege fresche snocciolate
- fragoline di bosco
- una banana
- gelatina per torte (a piacere se si vuole ottenere un effetto lucido e se si vuole preparare il giorno prima)
Impastare prima tutti gli ingredienti solidi (le farine, lo zucchero,il sale, il lievito). Poi aggiungere prima la margarina ( o il burro o olio), e le uova una per volta. Se la consistenza è troppo solida e si fa fatica a lavorare con il cucchiaio di legno, aggiungere un pò di latte.
Ungere e infarinare una teglia per crostata. Versare il composto e infornare per circa 30 minuti a 180°. una volta tolta dal forno, far raffreddare nella teglia stessa, capovolgere in un piatto da portata.
Spennellare la base della crostata morbida con una bagna a piacere (acqua e zucchero, oppure succo di frutta, oppure acqua e liquore profumato)- Distribuire con un cucchiaio la marmellata di fragole. Decorare con fettine di banana, ciliege e fragoline.
Se si vuole preparare il giorno prima per impedire che la frutta annerisca o si disidrati, preparare della gelatina per torte, seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, e versarla su.
Questa è una torta che fa bene al cuore…..
27 maggio 2012
Marmellata di ciliege, ancora....
- 1 limone biologico lavato accuratamente
Pesare di nuovo le ciliege e per ogni kg aggiungere 350 g. Se i frutti sono maturi aggiungerne anche meno.
Mescolare il tutto e lasciar riposare finchè si forma lo sciroppo.
Metterle a cuocere a fuoco medio.
Far cuocere finchè, facendo scivolare una goccia di liquido su un piatto freddo, questo 'frena' subito. Se scivola via velocemente continuare la cottura a fuoco lento, facendo attenzione a non far attaccare sul fondo della pentola.
8 giugno 2011
La strada dell'indulgenza è lastricata di marmellata di ciliegie.
24 gennaio 2011
Ancora una volta la crostata
17 giugno 2009
Sciroppo di amarene

E dopo tanti anni, ora sono io che continuo a preparare il mio barattolino di amarene e sciroppo da servire sulle macedonie, sui gelati, nelle torte antiche, e, d'estate, con ghiaccio e menta.
Sciroppo di amarene
- 1 kg di amarene
- 1 kg di zucchero
Quindi mettere il tutto in un tegame alto e mettere sul fuoco.
Quando si forma la schiuma, eliminarla, alzare per 10 minuti il fuoco e poi riabbassare.
Quindi spegnere e versare nei barattoli precedentemente sterilizzati.
Volendo essere sicuri che durino a lungo, farli bollire a bagno maria.
Per preparare la bibita fresca mettere due o tre cucchiai colmi di amarene e due cucchiai di sciroppo in un bicchiere pieno di ghiaccio e aromatizzare con foglie di menta (se gradita...).
3 giugno 2009
marmellata di ciliege
Innanzitutto desidero ringraziare di cuore tutti coloro che mi hanno fatto gli auguri per il mio compleanno..... Mi sono sentita avvolta davvero da un grande calore e mi questo mi ha fatto sentire davvero bene. Il blog per me è stata una bellissima scoperta, poichè mi ha fatto conoscere tante persone speciali con le quali, pur provenendo da percorsi diversi, si è creata un'intesa. Provvederò quanto prima a preparare un dolce, anche perchè il 6 giugno festeggio il primo compleanno del mio blog. Quindi ne approfitto e facciamo un'unica festa. Un abbraccio a tutti e ancora grazie.
E ora veniamo ad oggi.....
Finalmente una temperatura ideale per rilassarsi un pò. Le ciliege sono pronte e mature e allora ci si da fare per raccoglierle e preparare la marmellata. Infatti questo tipo di marmellata non può mancare a casa mia, visto che il mio dolce preferito è proprio la crostata di marmellata e ricotta....
Quindi questo post è un ... appuntino per chi volesse imparare a fare la marmellata di ciliege (ma si scriverà indifferentemente ciliege o ciliegie? boh!) con poco zucchero.

- 1 kg di ciliege mature
- 200 g di zucchero
Lavare le ciliege ed eliminare il picciolo. Togliere anche tutti i noccioli e metterli da parte (per una sorpresa finale (*)), possibilimente con le mani e non con la macchinetta, altrimenti si rischia di far saltare un dente per qualche nocciolo dimenticato.
Mescolare ciliege e zucchero e lasciarle riposare per 1 ora circa, in un tegame di acciaio, con i bordi alti.
Metterle a cuocere a fuoco lento. Schiumare di tanto in tanto e lasciar cuocere, possibilmente senza girare mai.
Non far asciugare molto il liquido perchè si rischia di ottenere una marmellata dura come la pietra, anzi lasciarla abbastanza liquida, poichè a freddo si rapprende.
Farla quindi raffreddare e valutarne la consistenza. Se la si desidera ancora più densa far continuare la cottura, altrimenti versarla in barattoli piccoli e sterilizzati. Tappare e farli bollire a bagnomaria. Mettere l'etichetta con la data e decorare a piacere.
(*) Ho trovato un sito dove si vendono dei cuscini di tutte le misure pieni di ... noccioli di ciliege. Ho scoperto che mettendoli nel microonde si riscaldano e sostituiscono la borsa dell'acqua calda, oppure mettendoli nel freezer, rinfrescano al bisogno. Non è incredibile? Magari come al solito tutti lo sapevano ed io sono l'ultima.....
E allora ho lavato abbondantemente i noccioli e li ho messi ad asciugare al sole, così mi faccio anch'io questo cuscino ... termico. Vedremo un pò...
Però io non ho aspettato... come si fa a resistere davanti alla marmellata calda? E allora l'ho provata subito, su una fetta di pancarrè integrale tostato, con un bel pò di burro.
Mamma miaaaaaa.......

27 ottobre 2008
crostata di ricotta e marmellata di ciliege fatta in casa

Questo è il dolce che riesce a regalarmi dei momenti di intensa felicità. E' morbido, è cremoso, è dolce, è caldo, è buonissimo. E poi la marmellata è fatta da me con le ciliege della mia campagna.
Questa volta poche parole e molte foto. Anche queste fatte da me.
(... come dice la mia amica Antonella la prof!: decisamente autoreferenziale!!!)
Crostata di marmellata di ciliege e ricotta
(per la pasta frolla)
- 350 g. di farina
- 100 g. di zucchero
- 100 g. di burro
- 2 uova
- 1 pizzico di sale
- 1/2 busta di lievito vanigliato
(per il ripieno)
- marmellata di ciliege fatta in casa
- un limone biologico
- 500 g. circa di ricotta
- 3-4 cucchiai g. di zucchero
- 1 uovo
- zucchero a velo per il tocco finale
forno a 180°- 200° per circa 30 minuti
In una ciotola versare la farina, il lievito e lo zucchero. Aggiungete un pizzico di sale, il burro morbido e le uova. Con la punta delle dita cominciate ad amalgamare il tutto formando delle briciole. Quindi continuate a lavorare con le mani fino a formare una palla morbida. Attenzione a non far riscaldare troppo la pasta. Formare un panetto e metterla a riposare in frigo per almeno mezz'ora. Quindi dividerla in due parti. Con una foderate la teglia di circa 25/28 cm di diametro.
Distribuire la marmellata di ciliege. Grattare la scorza di un limone.
In una ciotola lavorare con una frusta la ricotta, lo zucchero e l'uovo. Distribuirlo sulla marmellata.
Con l'altra metà della pasta frolla creare le strisce o utilizzare la griglia apposita.
Coprire la superficie della crostata. Infornare a 180°/200° secondo il proprio forno fino a doratura.
Far raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.


















