10 aprile 2015

Il Mediterraneo in Terrazza. Social Eating a Roma

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Vita ballerina la mia. E ballata a ritmo allegro, non lento.

E rieccoci in ballo per una nuova avventura. L’ho accennata, lanciata poco tempo fa su facebook, ma ora qui ve ne parlo in maniera più dettagliata, anche perchè la data è prossima e i fuochi sono già accesi.

Ormai mi muovo tra Roma e la mia amata terra di Puglia e chi mi conosce sa che non posso stare mai ferma. Come quei bambini che non possono essere ‘scolarizzati’ perchè non sanno stare mai seduti nel banco per più di 10 minuti. Ecco io sono così. Troppe cose belle ci sono nella vita, tutte da imparare, da scoprire, di cui gioire. E io che ho sempre gli occhi aperti, sgranati sul mondo che mi circonda, e la curiosità di un bambino piccolo, non posso che sentirmi sempre ‘imprisciata’ (rallegrata) nell’organizzare le cose che desidero. E condividerle con tutti.

Nelle belle serate passate con gli amici romani, ci siamo ritrovati molte volte a parlare della cucina della terra, della cucina di una volta, quella semplice, e della fortuna di essere nata in un posto baciato dal sole e dal clima mite del mediterraneo. E così è nata l’idea di poter organizzare una cena con persone amiche e … non ancora amiche. Persone che si vogliono conoscere e condividere il piacere di una buona tavola mediterranea,  e di due chiacchiere leggere e allegre tra amici. E dove? E perchè non scegliere una bella terrazza romana, aperta se fa caldo o chiusa se tira il ponentino? una bella terrazza con veranda a vetri, con piante e, all’occorrenza, anche un caminetto? Insomma una terrazza romana inverno/estate, da animare con i nostri incontri e i miei piatti tipici.

E così è nata la mia prima cena di social eating, ‘IL Mediterraneo in Terrazza’, organizzata per il 16 aprile prossimo, cioè giovedi prossimo per l’esattezza. Preparerò per chi avrà il piacere di cenare con noi, friselle e bruschette, Purè di fave con mille contorni, un secondo di verdura a sorpresa e dolce con vincotto di fichi.(*)    E vi farò conoscere dei vini della mia terra, le cui storie vi faranno sognare. Se per il 16 non ce la fate, fatemelo sapere, perchè è già in programma un’altra data. Per le prenotazioni e maggiori informazioni sul contributo potete contattarmi alla mia mail annagentiledg@yahoo.it. Oppure sulla pagina facebook dell’evento. Ci sono solo 10 posti e già delle prenotazioni. Quindi fate in fretta. Vi aspetto.

(*) In caso di irreperibilità di alcuni ingredienti, mi riservo la possibilità di variare i piatti riportati in locandina, assicurando sempre la tipicità delle ricette.

Dopo la cena…. le foto!!!

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20 dicembre 2014

I verzolini e il Podere Casale sui colli piacentini

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Scrivo al mio tavolo all’ora del tramonto. Le corse di questo periodo dell’anno, così frenetico, così ricco di ansie, chiedono quiete. Ma ancora non è tempo di fermarsi. Ancora non tutto è pronto… ma forse sono troppo esigente e pronto non lo sarà mai. Ma ho anche imparato a fermarmi solo un momento per calmare il respiro. Oggi ho preparato tutto per il ritorno a casa dei miei figli … E mi soffermo a pensare ai viaggi che riempiono da sempre la mia vita. E soprattutto ai viaggi di cui conservo un bel ricordo per le persone che ho incontrato e per le cose buone che ho assaggiato. Nella pausa del mio pranzo ho preparato per me una ricetta che mi è tornata in mente mentre sorseggiavo un bicchiere di vino speciale. Per un istante son tornata indietro nel tempo…..

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Di ritorno da Milano un pò di tempo fa, come nostro solito, decidemmo di non prendere l’autostrada e di avventurarci per percorsi a noi sconosciuti. Altre volte vi ho raccontato di questa nostra passione e delle belle sorprese che ci son capitate. E anche questa volta stavamo attraversando verso il tramonto una zona che piano piano diventava magica. Era autunno e intorno a noi filari di viti che avvolgevano dolcemente le colline, coloravano tutto di incredibili sfumature di verdi, rosso e giallo.E colline ovunque. Uno spettacolo che ci prese il cuore tanto da decidere di cercare un posto dove dormire per poter godere ancora di questa luce.

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Chiedendo un pò di informazioni ci indicarono un posto poco lontano e li ci dirigemmo… E fu così che conoscemmo il Podere Casale, i suoi proprietari, la signora Daniela e suo figlio Nicolas, le fantastiche torte servite per la nostra colazione, l’antica torre medioevale che ancora domina altera, le camere recentemente ristrutturate e pulitissime, (la nostra addirittura con l’idromassaggio!!!) ma soprattutto conoscemmo una sensazione di piacevolissimo relax che ancora ricordo. Il giorno dopo rimanemmo molto colpiti anche dalla qualità dei salumi che assaggiammo per poter assaporare i vini di loro produzione. Un Gutturnio superiore (di cui poi facemmo scorta…. e il vino di oggi era proprio quello, ecco il perchè di tutta questa nostalgia), la Malvasia e l’Ortugo frizzante.

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Peccato non fosse piena estate e per questo non potemmo godere della loro bella piscina, posta in posizione panoramica, ma ci siamo ripromessi di tornarci ancora, e la programmeremo di sicuro come lunga sosta di qualche lungo viaggio. Anche perchè ho un ricordo piacevole anche della cucina piacentina dei ristorantini vicini all’agriturismo….

E, a proposito di ricetta, oggi ho associato questo vino ai verzolini…  ricetta tipica proprio di questi posti incantevoli.

Fine della pausa, il lavoro continua… e mi devo risvegliare da questi ricordi. Condivido con voi la ricetta e il consiglio di andare personalmente a verificare se quello che vi ho raccontato è vero. L’indirizzo lo trovate QUI e il promemoria del vino lo metto di seguito.

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I verzolini

- 6 foglie di verza (io ho usato quella rossa, ma quella verde è più leggera)

- due patate grosse

- sale, pepe, noce moscata,

- una noce di burro

- tre cucchiai di parmigiano

- due salsicce (o a piacere salumi, o carne lessa)

Sbollentate per qualche minuti le foglie di verza intere. Eliminate la pelle alle salsicce e sbriciolatele in una padella dove avrete versato un paio di cucchiai di olio.

Appena cotte versatele in una ciotola con le patate lesse schiacciate ancora calde e aggiungete il sale, il pepe, la noce moscata, e il parmigiano.

Riempite le foglie di verza con questo ripieno e avvolgetele come un pacchettino. Riporle con i lembi verso sotto, in una teglia da forno imburrata. Spolverate con parmigiano e piccoli fiocchi di burro. Infornate a 200° per circa 30 minuti.

Vino consigliato Gutturnio Superiore.

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10 novembre 2014

Farrotto con porcini e la compagnia degli amici

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Belle le serate d’autunno. Stanno diventando così rare, così incerte, quasi sospese e introvabili tra un caldo ormai fuori tempo che non vuole abbandonare l’estate ormai lontana, e un inverno che non sa quando e come iniziare. Da tanto non provo più il vero freddo ne sulla pelle, ne in casa, ne fuori, durante quelle belle passeggiate in cui tutta infreddolita dicevi ‘e se andassimo a bere una cioccolata calda al bar?’. Ma che cioccolata calda! ancora la prima cosa che desidero è un’acqua tonica con ghiaccio e limone!

Però qualche sera fa c’era la pioggia, tanta, che scendeva e profumava l’aria e mi regalava la sensazione di essere al sicuro, solo perchè ero li, dietro le finestre, a casa, con un’idea di cena consolatoria per la serata. Silenzio per strada, poche macchine che rientravano, la tv spenta, già le pantofole ai piedi. E la sensazione malinconica della solitudine che piano piano si faceva strada. E mentre ero li, con lo sguardo ipnotizzato dietro il vetro carico di gocce di pioggia, ad inseguire i miei pensieri, ‘chissàdove’, dai miei figli, da chi amo, tutti  sempre troppo lontani per poterli raggiungere in un momento di malinconia, tentavo di scuotermi, annaspando per cercare dei lati positivi. Perchè ce ne sono sempre, basta mettere a fuoco in maniera diversa la propria immagine. E così mi son detta, 1) stasera posso guardare tutti i film melensi che voglio, perchè nessuno mi dirà ‘ma sempre questi film che fanno piangere, mammaaaaa’, 2) posso fare a meno di fare la spesa per taaaanto tempo, dato che la mia dispensa sembra quella dei rifugiati nei bunker durante la guerra, ben approvvigionata per lunghi periodi di isolamento. 3) posso mangiare tutte le cose biologiche che voglio, che ho comprato per desiderio di mangiare in modo sano, senza dover lottare con i desideri di adolescenti affamati anche di hot dog e ‘cose animali’ come dice mio figlio, 4) potrò dedicare poco, pochissimo tempo alla preparazione di cose buone e semplici, senza cotture lunghe e procedimenti laboriosi. 5) e infine, sarà la volta buona che dimagrirò un pò, senza essere tentata di assaggiare qua e la…. Basterà solo integrare con frutta e latte la dispensa e poi posso andare avanti così fino a quando non consumo tutto questo ben di Dio.

L’unica cosa per cui mi sforzo di trovare un lato positivo è…. mangiare da sola. Si, vabbè, ti vedi un bel film, si vabbè, finisci prima, si vabbè mangi quando vuoi……

Mentre rimuginavo su tutti questi sentimenti contrastanti, bagnati dalla pioggia, ore 21 di sera, suonano alla porta. Stupita apro…. e mi ritrovo i miei amici che, ombrello gocciolante in mano e faccia sorridente mi dicono ‘buonaseeeeeraaaaa, bè passavamo di qui di ritorno al lavoro, e abbiamo pensato che sono partiti tutti e stavi sola soletta, e, siamo passati a tastare il polso della situazione… bè che fai????’ . Che cari i miei amici!!! poi dici che gli altri se ne fregano di come stai, che pensano solo al loro fuocherello domestico e basta, che non uscirebbero sotto la pioggia, rimanendo al sicuro nella loro casetta. E invece no, loro sono qui. E allora cambiano in un attimo tutti i punti le convinzioni elaborate fino a quel momento…..

E allora, che si accendano i fuochi e che la casa si riempia di profumi. MI mette gioia cucinare per qualcuno, altro che finisco prima a pulire la cucina…. E’ così bello spignattare, mentre qualcuno ti ronza intorno con un bicchiere di vino in mano, mentre si aprono i discorsi sui figli, sul lavoro, e su tutto il resto…..

Apro la dispensa e prendo una cosa che volevo assaggiare da tempo, ma da sola no, perchè quando mangio delle cose nuove e particolari devo condividere impressioni ed emozioni. E’ un ‘Farrotto con porcini’, con tutti gli ingredienti che servono, tutti biologici e disidratati.

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E’ un’idea geniale che si prepara come un risotto, facendolo tostare come si fa con il riso, con un pò di olio extravergine di oliva, versare (a piacere) un pò di vino bianco e far sfumare e poi aggiungere…… acqua calda, solo acqua calda e portare piano a cottura come un risotto. Alla fine basta solo aggiungere un pò di parmigiano e mangiarlo con gli amici, bevendo un buon bicchiere di vino rosso. Come non fare la pubblicità spontanea a questo prodotto? io ve lo consiglio. Di solito scrivo ingredienti e procedimento, ma qui, gli ingredienti sono diversi dal solito…..

Farrotto con Porcini

- due cucchiai di olio extravergine di oliva

- una confezione di ‘Farrotto ai porcini’ dell’azienda Bottega 39

- mezzo bicchiere di vino bianco secco

- Acqua calda qb

- due cucchiai di parmigiano reggiano

- almeno un paio di amici allegri e loquaci

- un bicchiere di vino rosso a testa

- una serata di pioggia (facoltativo)

- la capacità di godere di ogni momento bello che ti capita.

Buon appetito.

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5 settembre 2014

Il viaggio tra i colli Euganei continua (seconda e ultima parte)

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Vi ho lasciato riposare un paio di giorni, per poter far decantare le sensazione e affrettarsi per il secondo giro di racconti.

Il viaggio continua da Arquà Petrarca, un piccolo, delizioso paesino, dove abbiamo visitato la dimora in cui ha vissuto i suoi ultimi anni il Sommo Poeta. Non vi farò la descrizione del luogo come se fossi una guida turistica, ma vi dirò cosa ho provato entrando in quel cortile.

Amo immaginare, attraverso gli occhi del Petrarca, le sue sensazioni, mentre attraversava quel cortile, saliva quelle scale ed entrava in quella bellissima casa, dai soffitti di legno bassi e intarsiati, in quelle stanze decorate ricche di luce calda. Vorrei darvi la piantina di quel luogo… entri e c’è una stanza che ti accoglie con una finestra da cui, come un quadro, si vede il verde di un albero. Ai lati, sia destro che sinistro, altre due, tre stanze anch’esse con luce soffusa da finestre affacciate sempre sul verde. Una luce discreta e calda, che illumina le foto che fai, i fogli che vorresti riempire di parole, che riscalderebbe le giornate di racconti con gli amici, davanti al fuoco di inverni antichi. Bè scusate, ma a me le case parlano, mi emozionano, sento le vibrazioni di chi ci è passato. E di questo volevo parlarvi. Se capitate da quelle parti, andateci e poi mi direte. Purtroppo non è permesso pubblicare le foto fatte agli interni, quindi rispetto le regole.

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Subito dopo abbiamo fatto tappa a ‘Il Pianzo’, produttori di vino e olio a Galzignano Terme, dove era prevista una degustazione con light lunch, e dove invece abbiamo trovato un mondo di sapori incredibili. Fatta una degustazione di tre tipi di oli profumatissimi, assaggiati salumi e formaggi d’altri tempi, e bevuti vini inebrianti. E ve lo dice una che si professa astemia, ma che da un pò di tempo ha imparato ad apprezzare questo nettare, tanto da riuscire a riconoscere le ciofeche e a storcere il naso, e a sorridere ad occhi chiusi quando invece  capita di gustarne uno buono davvero. E poi come non rimanere ammaliati dalla presentazione di tutti questi prodotti fatta dalla voce pacata e morbida della sig.ra Maria Grazia? Troppo bello!

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_MG_0702 La magia continua sul colle dove sorge la cantina Maeli, dove l’affascinante Elisa ci accoglie con estrema professionalità e precisione e ci spiega tutto quello che succede tra viti che nascono e crescono su terre bianche salate che lasciano il loro segno sul gusto originale del prodotto finale e dove si respira volutamente un’atmosfera Zen. Visitate il sito per entrare nella magia e capirne di più.

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Distrutti da tanto piacere decidiamo di distruggerci ancora un pò tra i trattamenti del Grand Hotel Terme di Montegrotto. E li giù di idromassaggi, grotta di sale, docce emozionali, bagni in acqua termale, in un’atmosfera di grande raffinatezza. Insomma una fatica incredibile da blogger, ragazzi……

Pensavate fosse finita? La cena è un’appuntamento ancora più magico perchè prevede un salto nel tempo. Quasi a piedi nudi su un prato morbido e fresco che circonda antichi scavi romani, ci accolgono le Tavole Tauriliane, dove i sensi sono accarezzati da suadenti musiche che con discrezione accompagnano un percorso fatto di parole recitate, spiegazioni accurate e ricette dell’antica Roma preparate e presentate nella penombra da bravi ristoratori (tra cui anche Trattoria Ballotta)

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E’ stato difficile salutare tutto questo il giorno dopo, a bordo piscina, dove la malinconia continuava a mescolarsi alla colazione a bordo piscina con tutti gli altri partecipanti.

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Incredibile esperienza da consigliare vivamente. E sapete che potete fidarvi!

Alla prossima!

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16 gennaio 2014

Già in Puglia, terra e mare abbracciati. Le mie pappardelle Cime di rape e cozze.

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Dicevo a tutti che ero astemia. Ma intendevo che non bevo quasi per niente vino e alcolici. Assaggio, pilucco. Ma apprezzo.  E arrossisco nello scoprire che, pur non essendo assolutamente un’esperta, il primo sorso di vino, assaporato quasi a labbra strette, ad occhi chiusi, mi emoziona. Sempre. E dopo qualche sorso, mi fermo. E la mia emozione resta li, impressa, su quel sapore unico e quello che ha lasciato in me.
Poco tempo fa sono stata invitata a partecipare ad una bella iniziativa. Abbinare un piatto di mia invenzione ad un vino. Mi dico ‘ma io cosa ne capirò mai di vini?’. Ma poi, dopo giorni e giorni in cui cerco di immaginarmi i vari abbinamenti capisco che, per ‘creare’ o immaginare un piatto da abbinare, l’unico modo è … assaggiare e catturare subito il primo desiderio di ciò che vorresti mangiare subito dopo.

Oggi avevo voglia di assaggiare il Già Rosso. Combaciava con il mio umore. Fuori c’era freddo, e sulla tavola una grande spesa. Tutta roba invitante. Verdure fresche della terra mia, la Puglia, pesce e frutti del nostro mare, spezie, pasta di diversi tipi. Insomma ero pronta per cominciare.
Apro la bottiglia con il mio cavatappi portafortuna. Annuso il tappo e già mi colpisce il profumo, intenso e persistente. Lo verso nel mio bicchiere preferito, osservo il suo meraviglioso colore rosso rubino con riflessi violetti. Aspetto un pò. E lo assaggio. Il bouquet è fruttato, intenso. Il sapore è secco e vellutato. Decisamente affascinante. Mi fa pensare alla terra, forte e rassicurante. E al mare che mi affascina da sempre. E mi dico, ecco, creerò un abbraccio di mare e terra, e questo vino sarà la loro carezza.
Pappardelle Cime di rapa e cozze, al profumo di pepe nero intenso.
(per due persone)
- 500 g di cime di rapa
- 250 g di cozze già sgusciate, con la loro acqua
- 3 spicchi d’aglio
- 200 g di pappardelle
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- pepe nero macinato fresco

Mettere l’acqua in una pentola alta e portare ad ebollizione.
In una padella versare i due cucchiai di olio e gli spicchi d’aglio sbucciati e schiacciati. Far rosolare leggermente e poi versare le cozze con la loro acqua. far cuocere finchè le cozze saranno cotte e l’acqua si sarà ridotta almeno della metà. Spegnere la fiamma.
Nel frattempo lavare le cime di rapa ed eliminare le foglie dure. Salare leggermente l’acqua che bolle e versare la verdura. Cuocere per circa 5 minuti, e con una schiumarola tirarle fuori dall’acqua. Attenzione non devono disfarsi. Versarle nelle cozze e coprire.
Nella stessa acqua cuocere velocemente le pappardelle. Tirarle al dente e versarle nella padella con le cime di rapa e le cozze. Far insaporire il tutto a fiamma media e cospargerle di abbondante pepe, macinato al momento.
Aggiungere un filo d’olio extravergine di oliva e servire, avendo cura di guarnire con le cozze in bella vista.
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11 luglio 2013

Marsala, terra di vini e di stupore

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Ma voi, siete mai stati accolti da un tramonto tutto rosa, con una montagna coperta per metà da soffici nuvole e per l’altra tutta colorata dal sole caldo che scende? e scende nel mare turchese le cui onde leggermente increspate, riflettono il colore rosa del cielo?

Ecco quello che mi è capitato negli ultimi giorni. E se avete voglia, ancora una volta, di viaggiare con me in una terra calda e profumata, li vi porterò io per mano, con il mio racconto.

Arrivo in Sicilia, stupita dall’immediata bellezza che avverto intorno a me e ancora più stupita per essere stata invitata, io astemia che degusta solo fuori pasto piccoli sorsi di vino, a partecipare ad una delle più importanti manifestazioni dove si parla di tutto ciò che caratterizza questa fantastica regione e del suo vino, Marsala Wine 2013.

Arrivo a Palermo e già strada facendo, mi stupisco che l’immagine non corrisponde a quella che avevo nella mia mente, di una terra arida e brulla. E invece mi accorgo che intorno spuntano qua e la vigneti rigogliosi, che cominciano così a raccontarmi la storia del vino di questa terra.

Gentilissimi amici vengono a prendermi, ormai è sera, e gli altri sono già ad attendere la visita e la degustazione della cantina Musita.

Penso alla cantina come un piccolo ambiente dove la gente va a bere un bicchiere di vino. E invece mi ritrovo a visitare una struttura grandissima, ristrutturata solo in parte, proprio perchè immensa, e comincio ad assaggiare il mio primo vino. Bianco profumato e fresco, per accompagnare la mia prima caponata del viaggio, e altri piatti tipici del posto, spiegate nel dettaglio dalla mia carissima nuova amica, Stefania e dal suo simpaticissimo marito… dai quali ho imparato mille varianti della cucina siciliana, anche in versione gluten free, e con i quali abbiamo parlato e riso fino alle 2 di notte, raccontandoci di noi, dei nostri figli, delle nostre comuni passioni. _MG_1261

 _MG_1268_MG_1278    La mattina successiva scopriamo la città di Marsala, grazie alle parole della nostra simpaticissima e sorridente guida, che ci trasmette tutto il suo amore per la sua città, con i suoi racconti eruditi. E sotto un caldo che picchia, scopriamo piano piano la città a partire dal porto che vide lo sbarco di Garibaldi con i suoi mille (provenienti da ogni punto dell’Italia, che bello, quando si aveva un ideale per cui combattere, e che ideale!!!). Ma, pur essendo, ‘sed ventosa’, il caldo incalza e andiamo a visitare il mercato dove grazie alle spiegazioni dei miei amici siciliani scopro come si preparano le ‘sarde’, cos’è il ‘lattume’, i diversi tipi di bottarga, i vari dolci, un polpo aggredito e coperto dai molluschi delle conchiglie, ceste di pesce da zuppa e teste e tranci di pescespada e tonno rosso…. Che profumi e che fame!!!_MG_1273_MG_1282

Ancora visita alla città e poi via verso una delle cantine più importanti della città, le cantine FLORIO, dove lo spettacolo comincia all’apertura del cancello. Il giardino curatissimo con la sua piccola vigna, location ideale anche per concerti e manifestazioni, ci accoglie prima di entrare nel mondo profumato fatto di centinaia di botti e tini immensi, colmi di vini profumati.

_MG_1321 A metà percorso … all’improvviso, è cambiato qualcosa in me….

Tolto un tappo da una delle botti del percorso, ci è stato consentito di ‘annusare’ in diretta, il profumo che si sprigionava. E ad occhi chiusi si è compiuta la magia… immagini lontane di racconti antichi, di terre baciate dal sole, di dolci profumati e preziosi e storie ricche di fascino, sono apparsi nella mia mente. E tutto questo solo per aver aver sentito, forte e dolce, il profumo del Marsala. E la magia è continuata con il percorso sensoriale, alla fine del quale abbiamo assaggiato tre tipi di marsala, Terre Arse, Targa e Grecale, dal sapore incantevole, con il sottofondo di una musica al pianoforte che ci ha fatto sognare. E mi riprometto di rifare questo stesso percorso sensoriale con i miei amici, e di consigliarlo a tutti coloro che vorranno venire in queste fantastiche cantine per imparare e capire che di Marsala ce ne sono tanti e diversi a seconda degli anni di invecchiamento e della quantità di zuccheri contenuti. E che in base a questo anche i colori variano passando dall’oro all’ambra._MG_1304

Pranzo tipico siciliano, con cous cous con la zuppa di pesce…. dolci al doppio cioccolato, e alla ricotta con canditi e cioccolata e mandorle a scaglie…. ecc….. e degustazione di passiti e moscati profumatissimi.

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Pomeriggio in giro per degustazioni per conoscere i grandi rossi e i grandi bianchi di Sicilia,  sempre eccezionali… e la sera altra cena alle cantine DonnaFugata….. altro sogno… una serata al femminile, sia per l’alta presenza di partecipanti, sia perchè la padrona di casa, squisita, ci accoglie letteralmente ‘a braccia aperte’, come si ci conoscesse da sempre. E ci presenta il sindaco di Marsala, Dott.ssa Giulia Adamo, splendida donna, che è qui anche lei per accoglierci. E l’atmosfera si fa subito amica. Aiuta molto il buon cibo e il buon vino da degustare…. _MG_1381

Domenica tutti quanti alle Saline della Laguna dello Stagnone, paesaggio lunare che incanta, e ti accarezza con il suo vento caldo. Di fronte alle isole di Lampedusa e Mothia…. è davvero un posto magico, dove mani sapienti, con riti attrezzi antichi, si raccoglie un grande prodotto, e dove inizia una delle mitiche strade del Sale…

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E finalmente per noi foodblogger, uno showcooking, presso il Ristorante ‘Le Lumie’, dove lo chef Emanuele Russo e i suoi collaboratori e amici, ci insegna a cucinare il CousCous con la zuppa di pesce e altri incredibili piatti, semplicissimi ma gustosi…

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Sicilia, terra ricca di oro, profumi e sapori inebrianti. Ispiri i poeti e regali emozioni incredibili a chi viene a trovarti. E qui presto e ancora tornerò….

Ma saranno sufficienti queste foto per farvi partecipare a questo incredibile viaggio con me???

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