10 aprile 2015

Il Mediterraneo in Terrazza. Social Eating a Roma

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Vita ballerina la mia. E ballata a ritmo allegro, non lento.

E rieccoci in ballo per una nuova avventura. L’ho accennata, lanciata poco tempo fa su facebook, ma ora qui ve ne parlo in maniera più dettagliata, anche perchè la data è prossima e i fuochi sono già accesi.

Ormai mi muovo tra Roma e la mia amata terra di Puglia e chi mi conosce sa che non posso stare mai ferma. Come quei bambini che non possono essere ‘scolarizzati’ perchè non sanno stare mai seduti nel banco per più di 10 minuti. Ecco io sono così. Troppe cose belle ci sono nella vita, tutte da imparare, da scoprire, di cui gioire. E io che ho sempre gli occhi aperti, sgranati sul mondo che mi circonda, e la curiosità di un bambino piccolo, non posso che sentirmi sempre ‘imprisciata’ (rallegrata) nell’organizzare le cose che desidero. E condividerle con tutti.

Nelle belle serate passate con gli amici romani, ci siamo ritrovati molte volte a parlare della cucina della terra, della cucina di una volta, quella semplice, e della fortuna di essere nata in un posto baciato dal sole e dal clima mite del mediterraneo. E così è nata l’idea di poter organizzare una cena con persone amiche e … non ancora amiche. Persone che si vogliono conoscere e condividere il piacere di una buona tavola mediterranea,  e di due chiacchiere leggere e allegre tra amici. E dove? E perchè non scegliere una bella terrazza romana, aperta se fa caldo o chiusa se tira il ponentino? una bella terrazza con veranda a vetri, con piante e, all’occorrenza, anche un caminetto? Insomma una terrazza romana inverno/estate, da animare con i nostri incontri e i miei piatti tipici.

E così è nata la mia prima cena di social eating, ‘IL Mediterraneo in Terrazza’, organizzata per il 16 aprile prossimo, cioè giovedi prossimo per l’esattezza. Preparerò per chi avrà il piacere di cenare con noi, friselle e bruschette, Purè di fave con mille contorni, un secondo di verdura a sorpresa e dolce con vincotto di fichi.(*)    E vi farò conoscere dei vini della mia terra, le cui storie vi faranno sognare. Se per il 16 non ce la fate, fatemelo sapere, perchè è già in programma un’altra data. Per le prenotazioni e maggiori informazioni sul contributo potete contattarmi alla mia mail annagentiledg@yahoo.it. Oppure sulla pagina facebook dell’evento. Ci sono solo 10 posti e già delle prenotazioni. Quindi fate in fretta. Vi aspetto.

(*) In caso di irreperibilità di alcuni ingredienti, mi riservo la possibilità di variare i piatti riportati in locandina, assicurando sempre la tipicità delle ricette.

Dopo la cena…. le foto!!!

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7 aprile 2015

Et voilà…… il mio corso di Pasticceria Francese

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Qualche giorno fa i miei abbracci erano molto ambiti. Perchè ero circondata da un profumo davvero buono. Profumo di zucchero e bacche di vaniglia, di crema chantilly, di creme agli agrumi, di sfoglie e frolle e caramello e mou. E abbracciarmi portava felicità. La stessa felicità che io ho provato e vissuto per due giorni quando ho deciso di seguire un corso di pasticceria francese organizzato dall’Istituto Eccelsa (*). Ogni tanto, in preda alla mia voglia di imparare, mi iscrivo e seguo alcuni dei tanti corsi che organizzano. Sono fantastici! sempre interessantissimi, con postazioni singole, come piace a me, con tutta l’attrezzatura che serve e con docenti preparatissimi e serissimi che ti tengono incollata con le loro spiegazioni per 8 ore al giorno, per due giorni, e ti fanno mettere ‘le mani in pasta’ e ti insegnano davvero tanto. Belli tutti i corsi che organizzano, rivolti sia agli esperti nel settore con corsi di specializzazione, che ai semplici appassionati di cucina che vogliono partecipare a corsi amatoriali, ma di alto livello. E poi soprattutto ora che, oltre ad essere la sede della Federazione Italiana Cuochi (F.I.C), è anche la sede della Federazione Italiana Pasticceria Gelateria e Cioccolateria (F.I.P), è diventata davvero un serio punto di riferimento per chi vuole fare di quest’arte la sua professione.

rita collageCosì ho conosciuto Rita Busalacchi (**), ex collaboratrice del notissimo Luca Montersino e grande appassionata di pasticceria francese. Siciliana doc, è riuscita a coniugare grande professionalità, autorevolezza e simpatia travolgente, in due giorni di corso. Chiarissima nelle spiegazioni, tanto da far sembrare naturale qualsiasi procedimento complicato, fortemente motivante nei momenti di incertezza (miei), capace di alleggerire con simpatia i momenti di stanchezza, è riuscita a dare un ritmo serrato a questo corso, permettendoci di imparare davvero tante cose, facendoci stupire del nostro stesso risultato. Rita è una donna davvero speciale. Quando parla della sua esperienza francese, dei grandi maestri pasticceri da cui ha imparato l’arte della raffinatezza nei dolci, le si illuminano di entusiasmo i suoi bellissimi occhi azzurri. Sono occhi capaci di sognare i suoi, sia quando parla del suo lavoro che è la sua passione, che quando parla della sua terra, la Sicilia, ricca di profumi e sapori unici. E così siamo stati ‘catturati’ dalle sue belle lezioni. Volete un’idea del nutrito programma di lavoro che abbiamo seguito? Abbiamo imparato a preparare:

tartetatincollage tartecollage - un’originale Tarte Tatin, profumata di mele e caramello,

tartecitroncollage tartecitroncollage1 - la Tartre citron-meringue con crema al limone e meringa italiana,

agrumi1  10425391_10205327439738804_8357462166139312949_n- la torta Profumi di Sicilia con crumble di mandorle, Biscuit al limone e crema all’arancia e limone

ciocc collage - la Torta Sinfonia di cioccolato, con sucrèe al cioccolato, biscuit al cioccolato e cremoso al cioccolato e Chantilly al cioccolato bianco e vaniglia

pist collage pist collage1 - la Torta Dolce pistacchio, con biscuit Trocadero al pistacchio, gelèe al lampone e crema pasticcera

ecl collage ecl collage1 - gli Eclair alla nocciola, con ganache montata e croccante alla nocciola

choux collagechoux collage1  - Pate a choux e craquelin per le Religieuse

sh collage sh collage2 - la Saint’Honorè di croccante sfoglia e choux ripieni di crema e tuffati nel caramello

Insomma, si sente il profumo????

Grande corso, grande pasticcera e grande scuola. Se vi è venuto il desiderio, c’è ancora un’altra data disponibile, il 29-30 aprile p.v. E potrete vivere anche voi la mia stessa esperienza… profumata e dolce.

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(*)ECCELSA è stata riconfermata, anche per il 2015, unica sede formativa ufficiale per il sud Italia della Federazione Italiana Cuochi (F.I.C.), l’ente di categoria che associa cuochi professionisti, chef patron, ristoratori, docenti e allievi degli istituti alberghieri sul territorio nazionale. Un importante riconoscimento per ECCELSA, al quale si affianca il prestigio di avere in programmazione percorsi formativi consigliati dalla F.I.C. stessa.

Da pochi giorni, ECCELSA è diventata anche sede formativa ufficiale regionale della Federazione Italiana Pasticceria Gelateria e Cioccolateria (F.I.P.), unica per la provincia di Bari, Brindisi e Taranto. Una collaborazione nata per promuovere nuove e interessanti attività a livello formativo e informativo legate al mondo dell’arte dolce, di cui ECCELSA è espressione. Una collaborazione che nasce dalla condivisione di intenti e valori tra cui la formazione di alto livello per i professionisti, l’organizzazione di eventi, la promozione e lo sviluppo del comparto artigianale tipico italiano. Un contesto d’eccellenza all’interno dei quali i corsi di pasticceria ECCELSA hanno ottenuto il riconoscimento di “Corsi Consigliati da F.I.P.”. La F.I.P. è un comparto della Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria operante nel settore dell’arte dolce. Con una presenza radicata su tutto il territorio italiano, annovera fra i propri associati pasticceri, gelatieri, cioccolatieri e cuochi e mira a unire le diverse realtà esistenti per rafforzarne la collaborazione e ottenere la crescita di tutto il settore e dei prodotti Made in Italy.

(**) Rita Busalacchi, nata a Palermo, inizia il suo percorso formativo nel mondo dolce presso la Boscolo Etoile Academy dopo aver conseguito una laurea quinquennale all’università di Chimica e Tecnologia Farmaceutiche di Palermo.
Da sempre appassionata di pasticceria e di chimica, trova il modo di unire le sue due passioni quando nel 2011 incontra lo chef Luca Montersino, con cui inizia una collaborazione professionale. Le sue conoscenze chimiche, combinate alle forti tecniche e basi di pasticceria dello chef Montersino, danno vita alla stesura di ricettari e di due libri pubblicati nel 2012, «I Marzagiochi» e «Peccati Mignon», nei quali sono stati fatti studi approfonditi su materiali gelificanti alternativi.
Oltre alla forte passione per la chimica, coltiva da anni una grande passione per la pasticceria francese sulla quale basa molti dei suoi studi e, nell’estate del 2014, consegue due importanti esperienze lavorative presso la Michalak Masterclass (chef pasticcere di Alain Ducasse) e presso il rinomato laboratorio di Pierre Hermè a Parigi.

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27 marzo 2015

Storie di donne

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Quello che oggi scrivo ha il sapore agrodolce. Ed è una riflessione. Non una ricetta.

Sono rientrata da poco da Roma e ho trovato ad attendermi grandi entusiasmi per il mio ritorno. Amiche che, nonostante non ci si veda per giorni e a volte mesi, hanno sentito la mia mancanza, dicendo che ‘almeno sapevamo che eri qui, raggiungibile, e che al primo accenno sarebbe stato facile vedersi’. E, chi vedendo di nuovo la mia macchina in giro, chi sapeva già che sarei tornata, chi aveva già chiamato prima per fissare un caffè,… ho raccolto qui e la abbracci e scambiato racconti e progetti di vita. E così, davanti ad un tavolo, sigaretta e caffè e pranzo già avviato che bolle, sedute in macchina come da ragazze, alla luce di un lampione di strada, o in campagna, in mezzo alle cicorielle, siamo tornate a regalarci parole piene di storie passate, delusioni subite e speranze in un imminente cambiamento. E, in un solo giorno, ho raccolto, non solo sorrisi e gioia, ma anche storie malinconiche di donne.

E, carica di questo tesoro di confidenze sono tornata a casa.

Saranno parole banali quelle che dirò, lo so. Ma non c’è latitudine di questo mondo, ne data sul calendario, in questa infinita linea del tempo, che non continui a raccontare sempre e ‘banalmente’ la stessa storia. Storie di donne che hanno donato sempre TUTTO il loro tempo e le proprie energie per accudire marito e figli, che a lungo andare hanno ritenuto OVVIO e NORMALE il loro dono. Le loro parole, i loro desideri, le loro delusioni, non hanno mai trovato orecchie attente o voglia di essere capite e hanno generato muri in cui si sono lentamente ritirate e isolate, perdendo ogni voglia di riprovarci, tanto…. a che serve? Le poche che hanno avuto il coraggio di andare via hanno ricevuto in cambio solo incomprensione anche dalle proprie madri, urla e strepiti dai propri ex che continuavano a non capire, che le hanno guardate, stupiti, come delle poco di buono, che rivendicavano un proprio spazio, per poi trovare subito ‘un’altra’ ‘in sostituzione di’, dopo di che si sono calmati un pò, ‘mollando figli e cani’, per sistemarsi in una nuova divertente vita.

Diverse sono le storie, qui senza nome, ma in cui potrebbero ritrovarsi tutte. Una che parla di un marito ‘addormentato’, incrociato solo a colazione, a cui si fanno trovare pronte camicie pulite e calzini, e che si saluta, senza manco più un bacio, per ritrovarsi di sfuggita di sera, troppo stanchi anche per parlare. E di che poi? ‘cosa ne capisce lei dei problemi di lavoro di lui?’. L’ha lasciato, dopo anni di riflessioni dolorose fatte in silenzio, lui ha detto ‘capisco’, ha accettato, tempo un mese e nella sua vita (di lui!) è entrata una nuova donna che non permette più alla prima di ‘accostarsi’ all’ex. Nessun tentativo di riprovarci, niente, solo tanta ‘comprensione’ e una semplice parola ‘fine’.

La seconda. Donna meravigliosa, considerata da sempre una stupida da un marito farfallone. Stupito e addirittura scandalizzato dalla richiesta di considerazione, o zittita in malo modo ‘tanto cosa capisci tu’, dopo una sua opinione molto apprezzata. Se ci provi a mollarlo diventa violento e allora che fai? aspetti che i figli crescano, magari vadano via…. e poi si vedrà.

Donne mollate anche dai propri genitori, che spesso parteggiano per quel genero tanto bravo, che porta i soldi a casa, e che non ti fa mancare niente. Hai una bella casa, dei figli, perchè vuoi andare a lavorare? la laurea che hai serve a te, per una ricchezza interiore, di cosa ti lamenti? Come? vuoi andare via? cambiare città? casa? ma perchèèè? perchè???’ Cosa ti manca???

E’ la solita vecchia storia di donne che, nonostante le minigonne, i cortei, l’apparente autonomia conquistata con un lavoro, ricadono negli stessi errori. Si fidano e si infilano in matrimoni che diventeranno la solita vecchia prigione, gestita dall’egoismo di un uomo. . .

Meno male che almeno tra donne si apre il proprio cuore e ci si regala uno sfogo che ha il potere di un balsamo. Ci si sente capite e magari anche spinte a scappare via…..

Che strano…. scrivevo questi testi al liceo, tanto che il mio professore all’ultimo tema del quinto, la cui traccia parlava di problemi del terzo mondo, mi scrisse un giudizio che ricordo ancora ‘ Anna, ho capito che la condizione femminile e le ingiustizie ti appassionano, ma non puoi continuare a fare per cinque anni di liceo, per ogni tema, un giro di parole per parlarne sempre…. Tanto giri e tanto volti che sempre li arrivi. L’ho capito, ora vai oltre’.

Ma, caro amato professore, come possiamo andare oltre, se ancora ascoltiamo storie come quelle che ho raccontato?…..

E ne è passato di tempo….

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