3 novembre 2011

Braciolette al pepe nero fresco in sughetto profumato

Stamattina, nel dormiveglia delle prime ore, pensavo al mio blog.
Mi pesa il fatto di non avere abbastanza tempo per aggiornarlo. Ma più che pesarmi mi manca.
Sto saltando vari appuntamenti con chi passa di qui a leggermi e mi sento in colpa.
E, dicevo, pensavo ... 'ma la gente ha davvero ancora bisogno di ricette?'. Sono circondata da veri esperti e io che mi rifugio sempre di più nelle ricette rassicuranti che ho imparato e soprattutto mangiato da mia madre.
E' anche vero che la richiesta parte dai miei figli che mi chiedono le 'cose che facevi prima del blog'.

Ma non è che ho bisogno di altro?
Ma di cosa? 
Questa specie di intontimento che mi fa vagare con la mente altrove e mi stampa sulla faccia un'espressione assente deve farmi riflettere. Mi piacerebbe parlarne seduta sotto un albero, al tiepido sole di questo strano novembre che ancora qui da noi regala 20° in alcuni momenti della giornata, con altre persone, con lo spirito inquieto come il mio, che si affannano ogni giorno alla ricerca di se stesse mentre si occupano di chi gli sta accanto. Perchè solo chi si dona agli altri si dimentica di se.
E persone che hanno nella mente pensieri come frasi di libri che nessuno leggerà mai, perchè i sentimenti si affacciano timidamente e poi tornano dove sono, per paura di non essere capiti.
E che magari amano leggere perchè tra quelle parole e quelle storie ritrovano compagnia alla propria inquietudine e a quella che fino ad allora era solitudine.

I libri, i miei amati libri, compagni di sogni e viaggi, che mi hanno indicato mete che ho poi raggiunto, mi hanno fatto conoscere poeti che da allora ho sempre amato e portato con me, mi hanno fatto capire meglio anime e situazioni, mi hanno fatto innamorare o hanno scavato dentro le mie paure dicendomi che non sono solo mie. E ho viaggiato nella pazzia per capire quanto fragile sia la linea che la separa dalla ragione. 
Ma soprattutto mi hanno insegnato che le parole hanno il grande potere di farti volare, se solo riesci a caricarle dei tuoi desideri e dei tuoi sogni e a portarli fuori e in alto.
Ed è così che si sta facendo strada il nuovo progetto per il prossimo, molto prossimo Natale.
Ora devo correre, bevuto il caffè, anche il secondo, il tempo è scaduto. Ci vediamo al prossimo post.
Ma nel frattempo la metto un'altra ricetta va....

Braciolette al pepe nero fresco in sughetto profumato

- fettine di vitello sottilissime
- pepe nero in grani da macinare al momento
- peperone giallo
- cipolla
- aglio
- prezzemolo
- sedano
- pomodorini ciliegino
- peperoncino
- erbe profumate fresche (rosmarino, salvia, timo, origano)
- olio extravergine di oliva
- sale

Tagliare le fettine di carne in strisce larghe tre dita.
Tritare al momento il pepe nero sulla carne, non esagerando nelle quantità.
Arrotolarle su se stesse e fermarle con uno stuzzicadenti.
In una casseruola mettere tutto insieme un filo d'olio, il peperone tagliato a strisce larghe, qualche grano di pepe intero, la cipolla, l'aglio, parte del prezzemolo, il sedano, i pomodori a spicchi e le erbe. Adagiarvi sopra le braciolette, salare, coprire e cuocere a fiamma moderata.
Aggiungere a piacere un pò di peperoncino fresco.
Quando e se dovessero asciugarsi troppo, aggiungere un pò d'acqua calda o di brodo vegetale e continuare la cottura fino a quando diventeranno tenerissime.
Da servire con un'insalatina fresca al limone.
SHARE:

15 maggio 2011

Corso di erbe spontanee



Camminare nei campi e sapere che c'è tutto un popolo sotto i tuoi piedi che può portare gioia e stupore sulla tua tavola, è una sorpresa continua.
Se poi attraverso questo percorso ti accompagna la voce saggia e quasi antica di un professore che ha dedicato il tempo e l'attenzione della sua vita ad osservare, studiare, imparare e divulgare tutto questo, è ancora più affascinante.
E accanto a lui un esperto di erbe che con piglio sicuro indica e spiega che anche il più piccolo di quei fiori nasce da una pianta con tante proprietà....
E se in questo viaggio ci accompagna anche uno chef che sa apprezzare le erbe, portandole sulla nostra tavola, trasformate in piatti semplici ed eleganti, ma antichi e innovativi allo stesso tempo, allora direi che questa compagnia potra viaggiare sicura e tranquilla in un viaggio che riserverà sempre delle sorprese.

Parlo ovviamente del corso di riconoscimento delle piante spontanee che ho organizzato qui a Noci il 12 maggio scorso. I docenti esperti e appassionati, prof. Bianco e prof. Mariani e lo chef Sebastiano D'Onghia, hanno affascinato i partecipanti con la loro professionalità.
Ci è stata trasmessa una grande lezione di vita, in cui dovremmo accorgerci di quanto la natura sia generosa e materna, e quanti doni ci offre in ogni stagione. E' solo che dovremmo avere occhi per guardare ed esperienza per capire e abilità per trasformare tutto questo in doni per la nostra tavola e per la nostra salute.

L'appuntamento si ripeterà sicuramente all'inizio per prossimo anno, per poter osservare in un altro momento della loro vita, non solo quello della fioritura, le piante da raccogliere.
Grazie a tutti i partecipanti che hanno manifestato, con la loro attenzione, tutto il loro consenso e piacere per questa iniziativa.















SHARE:
TEMPLATE BY pipdig | CUSTOMIZATION BY SARA BARDELLI