10 giugno 2010

Fricassea di carciofi, lampascioni e agnello





Quando in casa ci sono le uova la mente, complice con il palato, è capace di inventare cose incredibili, perchè qualsiasi ingrediente profumato e/o saporito tenuto insieme dalle uova da sempre origine a qualcosa di speciale.
Ma ci sono ricette che non nascono solo dalla fretta, o dalla voglia di sperimentare, ma arrivano da lontano. Dai giorni di festa da riempire di sapori forti e originali. Accostamenti arditi e tradizionali. Ma soprattutto stagionali. Poichè c'era un tempo per i carciofi, per le zucchine e le ricette nascevano da questo. Da ciò che la natura offriva in quel periodi.

Fricassea di carciofi, lampascioni e agnello

- 4 carciofi grossi
- 10 lampascioni puliti e lessati
- 6 costatine di agnello
- 4 uova
- parmigiano grattugiato
- 3 mozzarelle
- prezzemolo
- aglio
- pepe
- olio extravergine di oliva
- vino bianco




In una padella far soffriggere con poco olio e uno spicchio d'aglio, i carciofi puliti, lavati e tagliati a spicchi.
Farli cuocere fino a che siano ancora croccanti e non morbidi. Eliminare l'aglio.
In un altra padella far rosolare le costatine di agnello e spegnerle con il vino bianco.
A fine cottura staccare la carne dall'osso e tagliarla a pezzettini piccoli.
In un tegame da forno sistemare sul fondo prima i carciofi con il loro sughetto, i lampascioni schiacciati con la forchetta, la mozzarella sfilacciata, il pepe e tanto prezzemolo sminuzzzato. Sbattere le uova e il formaggio, salare e versare in maniera uniforme nel tegame.
Roteare un pò il tegame stesso per consentire una distribuzione uniforme degli ingredienti.
Infornare a 200° fino a che si formi una crosticina dorata.
Servire con un'insalatina condita con aceto.

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21 gennaio 2010

Caponata, poesia di sapori



Come spiegare ad un figlio che cos'è la poesia?
Davanti a quegli occhi attenti e spalancati di un ragazzo di 16 anni come puoi non approfittare per lanciare dei fili dorati e portarlo con te nel mondo e continuare, ancora per il tempo dell'attenzione che ti concede, ad essere i suoi occhi, il filtro attraverso cui mostrargli la vita?
Quando era piccolo e pendeva dalle tue labbra, ti guardava negli occhi e gioiva per i tuoi sorrisi, era facile donargli l'allegria. Bastava il tuo tempo, l'allegria, i giochi fatti insieme, i mille baci e farlo addormentare tra le braccia, cantando e guardandolo negli occhi, i tuoi nei suoi, fino ad accompagnarlo nel mondo dei sogni.
Ora è un giovane adolescente, ancora tenero, che gioca nel mondo dei grandi e osa ogni giorno di più, suona musica metal, ma ha gli occhi che brillano e mi chiede all'improvviso 'mamma cos'è la poesia?'.
E vorrei dirgli che la poesia è una capacità interiore che ti permette di vivere la vita da un punto di vista diverso. Certo, ognuno di noi sceglie in maniera inconsapevole uno dei propri sensi per stupirsi ed emozionarsi, ma l'importante è sentire dentro di se questo grande dono.
E vorrei fargli vedere attraverso i miei occhi quanta poesia c'è nelle rughe e nei silenzi degli anziani che si riscaldano al sole dell'estate, vestiti con abito, cappello e bastone, guardandosi lentamente intorno e salutando con un rispetto di altri tempi uno sconosciuto che passa. E fargli sentire il sentimento struggente della malinconia di un giorno di pioggia e spiegargli che anche quando tutto è grigio intorno ci sono sempre i colori degli abbracci e dei sorrisi. E  dirgli di fare suo il profumo del pane appena cotto e catturarlo per sempre come una delle cose più preziose del mondo. E spiegargli la bellezza di un ritorno a casa, quando a casa c'è qualcuno che ti aspetta  e che ti ama. E pregarlo di non perdere mai la capacità di stupirsi sempre e ancora, davanti a ciò che la vita gli proporrà all'improvviso.
Ma, figlio mio,  la poesia è anche nel vento se lo sai ascoltare, trasformando il suo soffio in una carezza, che è solo per te. Nei profumi che il mondo di porterà ad ogni angolo che visiterai. Nella gente che conoscerai e che ti insegnerà  mille cose nuove. E....... ancora e ancora.... non finirei mai di mostrare quello che vedo e vorrei che anche tu vedessi, perchè la poesia è ovunque se ti porti l'amore dentro.
Ma il bello del percorso che spetta a ciascuno di noi è proprio la scoperta e il viaggio .... fuori e dentro noi stessi.
Magari in un altro momento ti leggerò 'Itaca' di Kavafis.

Ora torniamo alla poesia dei sapori. Tempo fa ho assaggiato per la prima volta la caponata e me ne sono innamorata. Ci voleva un motivo per rifarla e ho aspettato....
Il motivo non è arrivato mai perchè nessuno la conosceva e/o la voleva e allora... l'ho preparata per me (ecchissenefrega nun jò metti?). E me la sono goduta davvero alla grande.

Caponata

- 3 melanzane
- 3 peperoni
- 1 sedano intero
- 1 cipolla grande
- 3 pomodori tipo san marzano
- olio extravergine di oliva
- mezzo bicchiere d'aceto bianco
- sale
- 3 cucchiai di zucchero
- pinoli
- uva sultanina

Tagliare a tocchetti il sedano (senza le foglie), lavarlo e lessarlo.
Tagliare a tocchetti le melanzane, i peperoni e le cipolle e versarle in una padella larga dove avrete messo a scaldare l'olio. Rosolare a fuoco vivace. In un'altra padella larga far rosolare i pomodori tagliati a pezzetti e il sedano scolato. In quest'ultima padella versare le verdure (melanzane, peperoni e cipolla), i pinoli, l'uva sultanina e continuare la cottura fino a quando sembra attaccarsi sotto. Aggiungere lo zucchero e l'aceto. Far cuocere fino a completa evaporazione dell'aceto e quando sembra che lo zucchero sia caramellato e il tutto sembra lucido e glassato. Far raffreddare prima di servire.


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