31 maggio 2011

Riso in brodetto pazzerello di pesce con origano fresco e pepe nero


A seguire dal post precedente...
sono due giorni che sul mio telefonino mi arrivano di continuo i 'din din din' dei messaggi ricevuti per posta.
Tanti splendidi messaggi di auguri per il mio compleanno e tantissime dimostrazioni di affetto.
Mamma mia quante cose belle.
E mi sorprendo dell'affetto che ricevo, attraverso le parole, e dell'immagine che arriva di me al cuore della gente.

E rifletto sul senso dell'amicizia.
Ci sono amici ai quali bisogna dare sempre continue spiegazioni per giustificare (che brutta parola!) qualche gesto che è stato frainteso. Bisogna spiegare, chiedere scusa per l'involontarietà delle proprie azioni, spesso legate agli eventi o agli stati d'animo. E invece ci sono amici a cui non devi spiegare nulla. Ti voglio bene così come sei, anche se sei stanca e non hai voglia di parlare, o di uscire.... Anche se si sta in silenzio a guardare la tv.... Sia che sei triste che sei allegra.... loro ci sono sempre discreti, sentono, ascoltano i tuoi silenzi.... ci sono .... e appena possono ti scrivono delle cose che ti aprono il cuore. Come una certa persona che mi scrive lettere d'amore, come poche... 

Vabbè ora entriamo nel campo minato delle emozioni forti, dove è facile che cada la lacrimuccia... quindi parliamo di una cosa buona, ma buona che mi son preparata oggi... solo per me, perchè ero da sola appunto.
E avevo bisogno di un sapore delicato ma confortevole. Sostanzioso ma raffinato...
Ed è venuta fuori una cosa deliziosa. Con riso e pesce.... provare per credere...

Riso in brodetto pazzerello di pesce con origano fresco e pepe nero
- 50 g di riso a persona
- 100 g filetto di pesce persico
- 4 pomodorini
- ciuffo di prezzemolo
. 2 spicchi d'aglio
- grani di pepe nero
- sale
- olio extravergine di oliva
- origano fresco e secco

In una pentola alta portare a bollore dell'acqua per il riso.
In una pentola bassa mettere insieme un filo d'olio, l'aglio sbucciato, il prezzemolo, i pomodorini tagliati a meta, i grani di pepe, il sale, e l'origano secco.
Adagiarvi sopra il filetto di pesce e coprire con acqua fino a due dita sopra il pesce.
Intanto far cuocere il riso.
Portare a cottura il pesce aggiustando di sale se necessario.
Scolare il riso completamente.
Spezzettare in un piatto a parte il filetto.
Assemblare in una coppetta il riso, il pesce, i pomodorini, i grani di pepe.
Versare il 'brodo pazzerello' del pesce e completare con un filo leggerissimo di olio d'oliva, una spolverata leggera di pepe e abbondanti foglioline di origano fresco.
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E andiamo sempre avanti.....


'Era una bellissima giornata di maggio. Era sabato. Sei nata a mezzogiorno e appena sei nata, bella e rosa come una rosa di maggio, suonavano le campane'.
Queste sono le parole che la mia mamma mi ripete da tanti anni, ogni volta che arriva il mio compleanno. E che io ascolto come se fosse una favola, perchè le leggo negli occhi la gioia che ha provato in quel momento, appena ha visto la sua prima figlia, femmina e tanto desiderata. E mi piace sentirmi tanto amata e tanto desiderata da lei.

Però c'è una cosa che oltre alla favola mi consente di festeggiare il mio compleanno per tre giorni di seguito.
E si. Come si usava in altri tempi....una lunga, lunghissima gioiosa festa...
E questo perchè lei dice che sono nata il 29 maggio di....tanti anni fa, di sabato.... e che mi hanno 'registrato' all'anagrafe solo il lunedi successivo e che per calcoli loro hanno dovuto mettermi ufficialmente come data di nascita il 30.
E fin qui tutto normale.... 
se non fosse che dopo un controllo che ho fatto risulta che il 29 maggio di quell'anno li, era di... venerdi.
E lei, indignata, mi ha detto che non è possibile, che su internet dicono chiacchiere, e che se lei, che è la mamma, si ricorda che era di sabato..... bè era di sabato e basta.
E da sempre io festeggio il 29 con lei e la mia famiglia, il 30 con il resto del mondo perchè è la data ufficiale, e... il 31 per tutti quelli che sono confusi dalla storia e che pensano sempre di ricordare il 31.
Insomma una festa continua.
E quest'anno per non sbagliare ho festeggiato il 28, aspettando ovviamente la mezzanotte per gli auguri, giusto per non essere scaramantici...
Insomma un casino, ma che mi è tanto piaciuto, perchè ho ricevuto baci e auguri e abbracci dal 28.
E me ne aspetto ancora domani.
Comunque....
Qui me li faccio anch'io, perchè mi voglio davvero bene per quello che sono, per come sono, e per i sogni che continuano ad alimentare la mia mente e i miei occhi, che non brillano solo perchè son verdi, ma soprattutto perchè sono felici.
E di una felicità che mi arriva dal grande amore di cui sono circondata e che mi abbraccia ogni giorno.
E anche per quest'anno è andata.... ora affrontiamo il prossimo.

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26 maggio 2011

Acquasèl o Ciallèdd


C'è una pentola che bolle e che sprigiona odori buoni. Sembra quasi un calderone non di strega  ma di fata.
In questo periodo la natura è benigna e ci sommerge di cose buone.
C'è un cesto delle fragole del mio giardino e altro..... ma questo sarà il prossimo post.....

Ora un piatto antico, merenda/cena che rinfrescava i caldi pomeriggi d'estate.
Immaginatevi allora al fresco di un grande albero, intorno silenzio e solo le cicale, tante, che cantano, la stanchezza di un giorno di sole e tanta fame che puoi mangiare di tutto in quel momento e ti sembrerà sempre sicuramente un piatto speciale.
Quindi ecco a voi.... 

Acquasèl o Ciallèdd

- Cocomeri ciangiuff (barattieri), ma siccome sicuramente non li avete metteteci i cetrioli
- una cipolla rossa
- uno spicchio d'aglio
- una costa di sedano con tutte le foglie
- pomodorini rossi profumati, la specie decidetela voi
- origano
- pane raffermo, anzi raffermissimo
- sale
- olio extravergine di oliva
- acqua freddissima

In una grande coppa tagliare a pezzi il cocomero, i pomodorini, il sedano, e il pane.
Tagliare a fettine sottilissime la cipolla rossa e a pezzettini l'aglio (per chi non lo gradisse, può tagliarlo in due o tre pezzi e poi eliminarlo).
Aggiungere l'origano, il sale e l'olio.
Riempire la coppa di acqua freddissima e aspettare che si 'spònzi' il pane, cioè che si ammorbidisca un pò.
Ma poco però, perchè quando si mangia si deve ancora sentire sotto i denti qualche pezzo duretto.
Mangiare con il cucchiario, per accompagnare anche con l'acqua condita.
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