6 marzo 2018

Quiche di patate e piselli per la campagna #NONSIBARATTA


Ma quante cose stanno cambiando? e quante ancora restano sempre uguali e non se ne fregano niente del tempo che passa, delle battaglie fatte di continuo nella storia, delle storie raccontate che parlano al cuore e alle menti affinchè si aprano alla ragionevolezza?

Vi racconto una storia.
Quando ero piccola, avevo circa 8 anni, nei pomeriggi che scorrevano lenti dopo aver fatto i compiti e dopo aver aiutato la mamma ad asciugare i piatti, trascorrevo le mie ore libere nel terrazzino di casa, da cui mi affacciavo per guardar giocare giù per strada, mio fratello più piccolo e tanti suoi amichetti. Si divertivano molto e ogni volta che chiedevo alla mia mamma di poter andare anch'io con loro lei mi rispondeva 'no, tu non puoi perchè sei una femminuccia e devi stare qui con me ad aiutarmi in casa.' E al mio 'E perchè lui può andare a giocare e non ti aiuta mai?', lei mi rispondeva ancora 'Perchè tu sei una femminuccia e devi imparare a pulire casa.'.
Fin da allora avevo uno spirito ribelle e una mente che si opponeva alle ingiustizie. Ne nascevano discussioni dove non potevo vincere perchè ero piccola e finiva che piena di rabbia piangevo e via...



E così quando abbiamo preso la patente e io non potevo prendere la macchina e mio fratello si.
Quando dovevamo andare a ballare che lui poteva andarci e io no.
Non potevo andar fuori dal mio paese a studiare.
E così via.

Fino al liceo. Erano gli anni 70 e il mio spirito indipendente si era rafforzato a forza di discussioni e sganassoni ma sempre affrontati a testa alta.
C'era un professore meraviglioso al liceo, il professor Giannini, che insegnava italiano, il quale al quinto anno sull'ultimo compito del semestre mi scrisse 'Gentile, negli ultimi tre anni ho molto apprezzato le tue capacità di arrivare per strade tortuose, ma sempre coerenti, ad affrontare con veemenza sempre ed unicamente il problema della condizione femminile, in tutti i tempi e i tutti i luoghi. Ho capito che ti sta molto a cuore, e fino alla fine ho voluto vedere se ce la facevi, nonostante le tracce più disparate, ad arrivare sempre allo stesso punto. Ti premio per il coraggio, ma devo limitarmi ad una semplice sufficienza per essere andata quasi sempre fuori tema. Però complimenti per la tenacia'.

Poi è arrivato il lavoro che mi ha permesso di mantenermi orgogliosamente all'università. Intanto le cose stavano cambiando e non c'erano più i cortei femministi incazzati a cui avevo anche partecipato in precedenza. La vittoria era una consapevolezza raggiunta della nostra forza di donne, grazie alla quale non dovevamo mai avere paura.

Io sono stata fortunata a non aver mai incontrato 'l'orco' che allunga le mani o avanza ricatti.
Ho sempre incontrato gente per bene.
Ed è per questo che mi sono sempre infervorata come ai vecchi tempi davanti alle notizie sempre più frequenti di violenze o soprusi nei confronti delle donne.
Che continuano ad essere sempre accusate di essere loro il primo pericolo per se stesse. Per come si vestono, se sono belle, loro provocano. Se lasciano i propri uomini, magari perchè violenti, non hanno avuto pazienza, dovevano proteggere a tutti i costi il matrimonio. Se subiscono ricatti e li denunciano dopo anni in cui hanno avuto paura a farlo, sono opportuniste, perchè prima gli era convenuto e 'ora se lo ricordano'?. Anche se sono uccise, la colpa è sempre loro, perchè 'potevano stare a casa e non provocare'.  Non siamo poi così lontani dalla mentalità talebana no?

Ecco che è partita la voglia di discutere che non mi ha mai abbandonata. Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo.
Dipenderà dal fatto che in fondo, anche se il tempo passa, forse siamo noi donne a crescere ed educare uomini nel modo sbagliato. Non tutte ovviamente.

Ma perchè vi sto raccontando tutto questo oggi?

Si avvicina l'8 marzo e, lo so lo so, non si festeggia la donna, ma anzi una data tragica. Lo so.
Ma per chi ha visto il film 'Suffragette', sa che per farsi ascoltare bisogna approfittare di un evento, di una data, di un'occasione di grande clamore, nel bene o nel male, per poter gridare la propria idea.

E quando ho ricevuto l'invito a partecipare ad una bella e simpatica seppur serissima iniziativa di Silvia e Ilaria ho deciso di accettare volentieri.

La campagna #NONSIBARATTA  è una campagna di sensibilizzazione a favore delle donne, una spinta a  non accettare di essere ricattate sul lavoro e nella vita.
Non accettiamo che si promettano  lavori o occhi di riguardo, in cambio di prestazioni sessuali.
Non accettiamo, non accettate ricatti, questo non è uno scambio, soprattutto se non consenziente.
E poi voi uomini bastaaaa con queste mani sempre pronte a toccare, questi sguardi che vanno oltre i cappotti più pesanti, questa arroganza che crede di poter ottenere tutto solo 'perchè gli va'.... sugli autobus, negli uffici, sui set cinematografici, ovunque... Questi uomini, (per fortuna non tutti) devono essere fermati, avvisati, sgridati, folgorati con lo sguardo.

Donne vogliatevi più bene e scappate da chi non vi rispetta e denunciate chi pensa, erroneamente,  di avere diritti su di voi e sul vostro corpo.

Però anche alle donne che accettano, pensando di prendere una scorciatoia diciamo di no, perchè siamo davvero brave e non abbiamo bisogno di mezzucci per farci valere.

Ammazza, sono tornata al tempo del liceo. Uguale.

Vi invito anche a sorridere su... e l'8 marzo con noi preparate una bella ricetta con ...la patata.

Io per questa occasione ripropongo una delle mie ricette che hanno sempre riscosso un grande successo. La mia quiche di patate e piselli che, se cucinati insieme e con tanto amore, danno origine ad una vera poesia.



Quiche di patate e piselli

- un rotolo di pasta brisèe
- 2 patate medie lesse
- 250 g di piselli surgelati
- 1 cipolla
- due cucchiai di olio extravergine di oliva
- 150 di formaggio grattugiato un pò piccante
- 2 uova
- prezzemolo

In una pentola rosolate nell'olio la cipolla tagliata a piccoli pezzi, e i piselli.
Salare e coprire di acqua calda. Cuocere per circa 15 minuti a fuoco medio.
Schiacciare le patate e amalgamarle con i piselli, le uova  e con il prezzemolo tritato.
In una teglia da forno disporre la pasta brisèe con la sua stessa carta da forno.
Versare l'impasto e sistemare i bordi come più vi piace.
Cuocere in forno caldo a 200° fino a quando  si formerà la crosticina dorata.

Servire con insalata fresca al limone.


SHARE:

12 commenti

  1. Che bello leggerti e provare tante emozioni perche' ti rispecchi in questo racconto ritornando bambina,giovinetta e finalmente una donna per acquistare la tua liberta',ma senza rancori (almeno per me )per chi ti ha educato a certi principi.Complementi per la ricetta,a presto.

    RispondiElimina
  2. Sono corsa a leggerti perché io e te ne abbiamo discusso a lungo al telefono trovando tante situazioni comuni e tanta forza nella giovinezza che ci ha viste ragazze orgogliose di essere piccole donne e che, crescendo, guardano alle donne come esseri meravigliosi, di cui, purtroppo, ogni tanto finiscono per vergognarsi.
    E non smetto di vivere questo sentimento di profonda ingiustizia e di preoccupazione crescente visto che ho una figlia di 16 anni. E rivaluto questa data, 8 marzo, come un momento da non dimenticare per tanti, troppi motivi quasi dimenticati.
    E mi piace pure l'hashtag #nonsibaratta e le parole che scrivi in proposito.
    Mi piace proprio tutto tranne questa "patata", usata come ingrediente per un gioco di parole di una iniziativa sicuramente lodevole, ma che mi stona fortemente.
    Non so bene come spiegartelo, ma mi sembra uno scivolone perché purtroppo spesso, per certi individui, "patata e donna" sono la stessa cosa.
    Proprio quello che non vorrei mai essere.
    Una patata, quella patata.
    Naturalmente ti voglio bene. Naturalmente non voglio essere polemica.
    Ma forse se provi a pensarci, non fa proprio tanto ridere.
    Buona Fiera del libro.
    Una protofemmista di lungo corso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me che sono forse fin troppo ironica e ammiccante nel carattere è proprio piaciuto. Anche perché ho usato anche altri ingrefienti associati appositamente e sempre per ridere anche per prendere in giro ‘l’altra parte’. Comunque sia viva noi che sappiamo volerci bene.
      Un abbraccio

      Elimina
  3. Sei fortissima Anna, ti abbraccio e...non si baratta :-)

    RispondiElimina
  4. Quanto mi piace quando racconti pezzi di vita... specie se è la tua. grazie per questo dono. Bisogna volersi bene per non barattare noi stesse.... e come madri abbiamo il dovere di trasmettere il valore dei diritti nella differenza.. :-)<3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Simo quanto mi mancano i nostri racconti della mattina, del pomeriggio e di sempre.
      un abbraccio

      Elimina
  5. Non avevo colto subito...piselli e patate...ma da quando ci sono arrivata sto ancora ridendo! Sono un po' rinco lo so!!!!
    Bella ricetta, comunque, e begli anedotti, per me un po' più giovane e con una mamma superfemminista sembrano addirittura surrealisti, eppure certi discorsi vengono fatti pure adesso: non giocare a quello che sei maschio/femmina...mah! Io non li capirò mai!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sarebbe bellissimo confrontarmi con una ...figlia di una mamma femminista. Mi piacerebbe sapere come ci vedete.
      Comunque siamo state fortunate a vivere un periodo di lotte fatte per noi e per tutte le donne. Ci sentivamo e ci sentiamo ancora artefici della storia.
      Diceva Gaber... libertà è partecipazione. E oggi si partecipa solo al proprio orticello.
      Vorrei essere smentita.
      Fai tesoro della tua mamma.
      un abbraccio carissimo.
      Anna

      Elimina
  6. che bei post che scrivi! e che ricettine sfiziose! ma le uova? le aggiungo all'impasto sbattute? ti bacio Daniela

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hai ragione
      grazie correggo subito
      un abbraccio anche a te

      Elimina

Grazie, i vostri commenti sono preziosi. Purtroppo per ragioni di spam non posso accettare commenti anonimi. So che capirete. Vi ricordo che se commentate con un account registrato ACCONSENTITE a pubblicare il link al vostro profilo tra i commenti. Prima di commentare consultate la PRIVACY POLICY per ulteriori informazioni.

TEMPLATE BY pipdig | CUSTOMIZATION BY SARA BARDELLI