22 settembre 2017

Mini quiche formaggio e funghi



E' strano come il tempo possa influenzare i pensieri e anche i gusti a tavola.
Stamattina mi ha svegliato il vento. Nonostante l'orologio segnasse le 7,30 mi sembrava ancora notte fonda. Le nuvole grigie annunciavano la pioggia e c'era la malinconia nell'aria tipica dell'autunno che arriva. Volevo rimanere ancora un pò a letto ma poi ho preferito alzarmi e preparare il caffè.
All'improvviso mi son sentita proiettata in avanti nel tempo, come se avessimo fatto un salto fino a dicembre e come se stesse arrivando il tempo di rimanere chiusi in casa a preparare cose buone.
Quindi preparo il caffè e, guardando dai vetri la strada e le finestre con le luci gialle delle case, aspetto di sentire il gorgoglio seguito dal profumo di benvenuto della caffettiera.
Preparo il latte caldo, mi siedo con i miei biscotti e do distrattamente uno sguardo al computer.
E mi stupisco nel vedere la stessa mia sensazione comune a tanti blog e su facebook. E' vero che noi blogger siamo sempre in 'ansia da preparazione' ma cominciare a vedere ricette natalizie mi fa un certo effetto.
Ma, ripensandoci, a me piace preparare tante cose buone sulla tavola dei giorni di festa, e quindi mi sa che mi conviene cominciare a segnarmi un po’ di idee.
Cominciando dagli antipasti.
Pronta e decisa, saltello qua e là tra i motori di ricerca e tra i tanti mi imbatto in un sito in cui trovo tante idee carine per antipasti natalizi. Ma davvero tante.
E allora faccio mente locale, penso a quello che ho in frigo e sfido me stessa a preparare qualcosa di caldo, stuzzicante e veloce. Già mi immagino il giorno della vigilia, quando arrivano i primi ospiti, che annusano l'aria e seguono la scia fino al forno e cercano di sapere cosa di buono avrò preparato per loro.
E' un modo per accogliere chi ami, con il profumo di una cosa calda preparata e studiata in anticipo, come se fosse un abbraccio. Può essere una bella pagnotta croccante, ma anche tante piccole miniquiche al formaggio e funghi che, mentre si gonfiano in superficie, spandono il profumo.
E così, con questa immagine nella mente mi son messa subito all'opera. Dovevo sapere se la mia immaginazione aveva prodotto una cosa fattibile.
Quindi, controllato di avere tutto l'occorrente, ho preparato queste delizie. Ovvio che il primo pensiero è stato quello di condividere sul mio blog questo risultato.

Io le preparerò di sicuro durante le feste. Per gli antipasti della tavola di Natale, per gli stuzzichini dei pomeriggi in cui giocheremo a carte, per le serate tra le cartelle della tombola.




_____________________________________________________________________________

Mini quiche formaggio e funghi

Ingredienti (per 7 mini quiches)

una confezione di pasta brisée
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
uno spicchio d'aglio
300 g di funghi champignon
100 g di formaggio tipo Galbanino o Emmenthal
un uovo
8 cucchiai di latte
qualche rametto di timo
Procedimento

Pulire i funghi e tagliarli a fette. Lavarli e scolarli per bene. Sbucciare l'aglio, tagliarlo a metà e versarlo in una padella con l'olio e i funghi. Far rosolare aggiustando di sale. 
Nel frattempo tagliare julienne il formaggio. Srotolare la pasta brisée e con una rotella dentata (o con un coppapasta o un bicchiere, come preferite) ricavare 7 dischi leggermente più grandi dello stampino per miniquiches. Oliare l'intera superficie degli stampini e posarvi la pasta.
In ciascuno sistemare un paio di cucchiai di funghi, e un cucchiaio di formaggio julienne. In una ciotola sbattere l'uovo con il timo e il latte. Salare leggermente e versare a cucchiai in ciascuno stampino. Infornare in forno già caldo a 180° nella parte bassa del forno (al primo piano...). Far cuocere finchè la superficie diventerà dorata e lucida. 
_____________________________________________________________________





SHARE:

20 settembre 2017

Torta di noci



Strana la storia delle ricette.
Proprio ora che se ne leggono e vedono in tv a milioni, sempre e ovunque, in tutte le salse, tutte geniali o semplicemente interessanti..... Io ancora chiedo le ricette lette dal quaderno degli appunti e da me scritte su un foglietto appena trovato. E questo mi fa capire che forse tutta la strada percorsa è stata inutile se poi proviamo ancora una forte emozione nel vedere una semplice agenda schizzata di gocce di impasto di pandispagna e di cacao.
Questa torta io l'ho assaggiata ad una festa di onomastico di una nonna bellissima. Di quelle nonne con tanti anni, dalla pelle rosa e liscia curata per tutta la vita con l'olio extravergine, con un sorriso dolce regalato a tutti coloro che sono andati da lei per farle gli auguri.
E la figlia aveva preparato un tavolo pieno di torte buonissime, tutte per lei e per gli ospiti.
Io le ho assaggiate, ma mi sono innamorata solo di questa. Soffice, con i pezzettoni di noci e il profumo di liquore. La dose è per una torta piccola. Quindi se la volete 'normale' raddoppiate tutto.
Io intanto per onorarla l'ho preparata in un bel pomeriggio caldo di un giorno di settembre, verso il tramonto. Ho anche pubblicato una foto su instagram dedicandole parole che erano i miei pensieri di quel momento.
Scrivevo ...
'Sentiva il vuoto dentro. Un vuoto in cui albergava solo l'eco dei suoi pensieri silenziosi. Come un pozzo buio e profondo, vuoto d'acqua, in cui il suono rimbalzava solitario da parete ad acqua, da acqua a parete...
E fu allora che capì di aver bisogno di cose e parole, di tramonti fluidi e vento intorno. E voci di donne e di gatti ruffiani. Entró in silenzio in cucina, prese una ciotola e come in un rito, vi versó delicatamente noci banane zucchero scuro una scorza profumata cannella acqua e limone e poca farina. Mescoló tutto insieme velocemente. Si chinó per controllare che il forno fosse al punto giusto. Lo era. Mise la teglia al caldo, in un posto dove avrebbe potuto diventare grande e profumata e cotta per lei. Preparó l'acqua nel pentolino per la tisana, la caffettiera per un desiderio improvviso di caffè. Chiamó la sua più cara amica e le disse 'vieni'. Si sedette sul pozzo con la gatta che faceva le fusa sulle sue gambe e, mentre arrivava il tramonto, aspettó. Che la torta cuocesse, che la tisana fosse pronta, che il caffè gorgogliasse, che arrivasse l'amica con le sue parole. E il pozzo fu pieno d'amore'.


Torta di noci

2 uova
125 g di zucchero
100 g di noci sgusciate
50 g di burro
10 ml di latte
125 g di farina
1 bicchierino di liquore strega
una mela a cubetti
scorza di limone grattugiata
mezza bustina di lievito per dolci.

(versione vegan)
una banana
125 g di zucchero
100 g di noci sgusciate
50 g di avocado morbido

10 ml di acqua frizzante
125 g di farina
1 bicchierino di liquore strega
una mela a cubetti
scorza di limone grattugiata
mezzo cucchiaino di cannella
mezza bustina di lievito per dolci.

***

Mescolare gli ingredienti uno alla volta secondo l'ordine.
Infornare a 180° in forno caldo.

* semplicemente *






SHARE:

12 settembre 2017

Spaghettoni cipolla rossa e bottarga




Eccomi.  Il mio è un ritorno lento.
L'estate è stata lunga, calda, tremenda, almeno per me. Ma ora è arrivato il fresco di settembre che invita ancora a godere dell'aria aperta. Questo è il sole che mi piace. Quello che mi permette di restare sdraiata ancora un pò sul divano e appisolarmi, senza sentire nè freddo nè caldo. Al punto giusto insomma. E' il periodo delle partenze dei figli, che finalmente ti regalano un pò del loro tempo e restano con te, nel silenzio di un pomeriggio, per parlare, scherzare insieme o leggere un libro all'ombra del gazebo. Quest'anno si sono autoinvitati anche due gatti, che ci hanno fatto compagnia, e ci hanno insegnato a vivere. Con la loro riservatezza, il loro modo di godere di un raggio di sole e di non dare confidenza  oppure di donare tutte le coccole del mondo, facendo le fusa intorno alle nostre sdraio, ma solo se lo decidevano loro. E così Rocco e Giulietta sono entrati a far parte della nostra famiglia, almeno per ora. Poi decideranno se restare o no.

Quindi è un momento di famiglia tenuta stretta stretta, ma che sta per dividersi in strade diverse. Chi all'università, chi al lavoro. Ognuno ai propri progetti di vita.
E va benissimo così. Quest'anno abbiamo fatto il pieno di abbracci e siamo pronti per ricominciare a correre.




Dai viaggi dei nostri figli sono arrivati doni, confetture da mangiare con i formaggi e lard d'Anard dalla valle d'Aosta, pane carasau e bottarga dalla Sardegna e noi abbiamo comprato quantità importanti di speck, di polenta e funghi porcini dal Trentino Alto Adige. Quindi, attenti alla dieta che è già ricominciata, ci regaliamo una tantum dei piatti peccaminosi, ma che ci fanno sentire però ancora in vacanza e felici.

Questi sono dei golosissimi e veloci spaghettoni con cipolla rossa e bottarga, preparati alle due di un pomeriggio, seguito da una pennica silenziosa tra i veli del nostro trullo.



_____________________________________________________________________________

Spaghettoni cipolla rossa e bottarga

Ingredienti (per due persone)

una cipolla rossa grande
100 g circa di bottarga (dipende da quanto è salata)
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
una noce di burro (facoltativa)
160 g di spaghettoni
sale
pepe nero macinato al momento

Procedimento

Pelare la cipolla e affettarla finemente. 
In una padella versare l'olio (e se volete anche il burro). Aggiungete le cipolle e farle cuocere dolcemente a fuoco medio basso. Non devono soffrigere ma appassire.
Nel frattempo cuocere gli spaghettoni in acqua bollente salata.
Con un minipimer ridurre una metà delle cipolle in una crema. 
Grattugiare la bottarga e versarla nella crema di cipolla. Assaggiare per vedere se va bene di sale.
Scolare gli spaghettoni, conservando un pò di acqua di cottura e versarli nella padella. 
Amalgamare su fiamma bassa.
Macinare del pepe nero al momento.
Un filo d'olio ancora e servire. 
_____________________________________________________________________




SHARE:

2 agosto 2017

Fiori di zucchina ripieni con mozzarella e acciughe





Mi piace svegliarmi presto la mattina e assaporare il fresco che precede l'arrivo dei primi raggi e il silenzio che mi circonda. Prima mi siedo un pò all'ombra della veranda coperta dalle arelle. Prima di bere il caffè mi piace andare giù nell'orto per ...fare una visita. e vedere cosa c'è di nuovo. E di nuovo c'è sempre qualcosa rispetto al giorno prima.
E mi stupisco di come da un giorno all'altro la vita vada avanti inesorabilmente, tenendo conto solo del sole e della pioggia. Il tempo serve per attendere che questi elementi facciano solo il loro dovere.
E così, quello che ieri era un accenno di bocciolo oggi è un fiore giallo e grande e meraviglioso che alla luce del sole si apre per accogliere gli insetti che si nutrono del loro nettare. E quelle che erano zucchine piccole che non valeva la pena raccogliere ieri oggi sono pronte per le mie minestre.
E poi scopro che sotto le foglie dei cocomeri ce ne sono due 'col pelo' e uno 'senza pelo'.
Quindi raccolgo nella gonna larga quello che c'è, dei fiori ne faccio un mazzo bellissimo, che quasi mi dispiace pensare di farne una ricetta, e gambe al vento (magari ce ne fosse, quindi gambe al sole) me ne torno su, nel trullo.

Penso che è ancora presto per cucinare, ma intanto che metto il caffè sul fuoco, decido di anticiparne la preparazione.
Ho ancora una mozzarella della sera precedente, qualche acciuga sottolio, l'olio  per friggere più tardi e così, sicura di avere tutto l'occorrente, decido di 'giocare' con i fiori e prepararli per il pranzo. Ovvio solo il ripieno, e tante fotografie. Per la frittura più tardi.

La frittura è una cosa che da sempre mi attira perchè tutto (anche il prezzemolo diceva mia nonna) è buono fritto, ma che nello stesso tempo odio perchè 'appuzzisce' tutto intorno la stanza, oltre a capelli, abiti fino alla prossima, (ma proprio prossima nel senso di subito) doccia.
E così per evitare tutta quest'ansia che se non riesci a fregartene  di solito rovina un pò la goduria del mangiare la frittura, ho deciso di optare per una soluzione intelligente.
Appena sposati mi avevano regalato una friggitrice che però mio marito, non so perchè odiava. Dopo un pò di tempo che la usavo, come d'incanto scomparve. E io li a cercare e cercare ma niente, la friggitrice era svanita nel nulla. Ho capito, ho accettato a malincuore, siamo stati felici, fino a quando abbiamo dovuto mettere daccordo la voglia (sua e mia) di fritto e la faccenda dell''appuzzimento' della casa.

Abbiamo deciso di ricomprare una friggitrice, mettendo daccordo i nostri diversi gusti in fatto di design, funzionalità e costo. Non è stato proprio difficile in verità perchè sul sito  LionsHome ne ho trovati di mille tipi (guardate qui l'elenco) e così abbiamo scelto.
E da allora fritture light anche e soprattutto come antipasto. Due o tre fiori di zucchina a testa e siamo felici.
E ora la ricetta veloce veloce.



_____________________________________________________________________________

Fiori di zucchina ripieni con mozzarella e acciughe

Ingredienti (per due persone)

6 fiori di zucchina freschissimi
(aperti o che si aprono facilmente)
una mozzarella
tre filetti di acciuga
un bicchiere di farina 00
un uovo
acqua ghiacciata (o birra ghiacciatissima)
olio di semi di arachidi
sale


Procedimento

Lavare velocemente i fiori ed eliminare il pistillo centrale. Inserire nel fiore un pezzo di mozzarella precedentemente tagliata a cubetti e completare con mezzo filetto di acciuga. 
Chiudere il fiore e avvolgere su se stessi i petali  per chiudere e proteggere il contenuto.
Versare l'olio in una padella e mentre riscalda preparare la pastella.
In una ciotola versare la farina, l'uovo e poco per volta aggiungere l'acqua ghiacciata (o la birra) fino a raggiungere la consistenza cremosa  sufficiente per fermarsi sul fiore. Non deve essere molto liquida, altrimenti non riuscirà ad 'abbracciarlo'. 
Per vedere se l'olio è caldo a sufficienza, immergere una goccia di pastella. Se sale a galla e si formano le bollicine intorno è pronto, altrimenti aspettate e ripetete l'operazione.
Immergete dunque i fiori e portarli a cottura rigirandoli di continuo, fino a quando saranno dorati.
Quando sono cotti metterli a scolare su carta assorbente.
Spolverizzare un pizzico di sale e servire caldissimi

_____________________________________________________________________




SHARE:

30 luglio 2017

Chips di patate e salvia



Le giornate d'estate trascorrono lente e si aspetta il tardo pomeriggio per cominciare a muoversi. Il caldo mette a dura prova la mia creatività e la mia voglia di avvicinarmi ai fornelli. Ma quando si avvicina il tramonto, torna l'appetito e la voglia di ritrovarsi con gli amici.
Quest'anno stiamo trascorrendo quasi tutto il nostro tempo al riparo dai rumori della città, dalle temperature roventi, dall'assenza di vento. Ci siamo 'rifugiati' al nostro trullo, ed è li che trascorriamo le ore, tra una sdraio e l'orto, tra una doccia e una chitarrata.
All'imbrunire, quando decidiamo finalmente di accendere le luci e di cominciare a respirare l'aria un pò più fresca della sera, iniziano i progetti per la serata.
Guardiamo cosa c'è in frigo, cosa abbiamo raccolto e, sicuri che c'è sempre qualcosa in fresco, partono le telefonate agli amici.
Le nostre cene, trascorrono tra risate e canzoni, tra buone intenzioni di dieta e rovinosi cambi di rotta all'ultimo momento. Quando ci poniamo (per qualche secondo...) la domanda 'la zucchina la facciamo lessa o in tempura?', manco aspettiamo la risposta. Prepariamo subito la padella con l'olio. E, visto che ci siamo, prima di preparare la pastella, prepariamo degli stuzzichini che ci aiuteranno ad aspettare la cena vera e propria.
E, fin da subito, cominciamo con un brindisi, sempre lo stesso da anni ormai, 'A noi e ai nostri figli', suggellando così l'inizio delle danze.

Ieri sera è partito tutto aprendo il frigo.
C'era li, pronto ad aspettare, una meravigliosa bottiglia di prosecco, comprata dal sito di 'Val D'Oca', messa in fresco per una buona occasione, che ci guardava, pronta a regalarci fresche bollicine.
Quando l'abbiamo acquistata nella descrizione c'era scritto 'Ottimo accanto agli aperitivi e per i brindisi ad inizio pasto. Si sposa perfettamente se accostato alle pietanze a base di pesce. Alla temperatura 6 - 8° offre il meglio di se'. Prosecco 'Le Rive di Santo Stefano'
Ne siamo rimasti affascinati. Abbiamo fatto anche un giro nel sito, sulla pagina del merchandising e abbiamo trovato idee originali anche per qualche regalo a tema.
E all'arrivo del pacco ci aspettava anche un'altra gradita sorpresa. Uno sconto del 10% riservato a noi e ai nostri amici, per il primo acquisto dal sito. Cosa di cui sicuramente approfitteremo, vista l'ottima qualità dei prodotti e della serietà dell'azienda. (Se volete approfittare anche voi, potete usare fino al 30 settembre 2017 il codice e416205d).

Quindi tornando alla nostra serata di ieri... I piatti da preparare già decisi (prossimamente sul blog), non restava altro da fare che preparare un piccolo stuzzichino, finger food come si dice, per accompagnare il Prosecco pronto, al punto giusto, 6 gradi precisi.
Ed ecco qui la ricettina semplice semplice e veloce veloce, che tanto successo e stupore ha riscosso tra i presenti.




_____________________________________________________________________________

Chips di patate e salvia

Ingredienti

patate
foglie di salvia freschissima
olio di semi di arachidi
sale
pepe (facoltativo)

Procedimento

Raccogliere i rametti di salvia, scegliere le foglie intere e lavarle in acqua fresca. 
Tamponare con carta assorbente o con un panno bianco pulito.
Sbucciare le patate e tagliarle, nel senso della lunghezza, a fettine quanto più sottili possibile.
In un piatto distribuire le fettine di patate, una foglia di salvia e coprire con un'altra fetta di patata possibilmente della stessa misura. Come se fosse un sandwich. Le fettine di patate che non sono 'abbinabili', conservarle per friggerle da sole alla fine.
Versare l'olio in una padella e far riscaldare. 
Per vedere se è caldo a sufficienza, immergere una fetta di patata e controllare che faccia le bollicine intorno. 
Friggere le chips di patate e salvia e farle dorare. Quando sono cotte metterle a scolare su carta assorbente.
Friggere anche le fettine di patate singole e alcune foglie di salvia.
Spolverizzare un pizzico di sale e (a piacere) di pepe. Servire caldissime con prosecco freschissimo.

_____________________________________________________________________





SHARE:

24 giugno 2017

Fiori di zucchina con ripieno cremoso e basilico per contest Inalpi


Ultime notizie dalla Puglia.
E' arrivata l'estate, con il caldo, con la voglia di mare, voglia di mangiare cose leggere e di veloce preparazione.
E mentre le temperature salgono e diminuisce la capacità di muoversi, ecco che mi arriva un invito a partecipare ad un... gioco? gara? contest? ma si è una vera e propria sfida, organizzata da Inalpi in collaborazione con Slow Food e Altissimo Ceto. Hanno selezionato dieci tra i migliosi Sous Chef della Guida Osterie d'Italia 2017 e trenta blogger.
'Saranno famosi' si chiama ed è un gioco tra 10 squadre, che rappresentano diverse regioni d'Italia. La mia squadra è formata da Nunzia Bellomo del blog Miele di Lavanda, Ornella Daricello di Gialla tra i fornelli, coordinate dal bravissimo sous chef Gennaro Balice de la Masseria Barbera di Minervino Murge.
Cosa faremo? all'insegna del tema da noi scelto, 'l'Estate', prepareremo ciascuna un piatto, io l'antipasto, Gennaro il primo, Nunzia un secondo e Ornella un dolce. 
Porteremo tutta la nostra passione mediterranea e useremo i prodotti Inalpi, versatilissimi in cucina e garanzia di ottima qualità.





Questo per me, e chi mi segue lo sa, è un periodo magico perchè l'orto comincia a produrre i suoi frutti. E si comincia con i fiori di zucchina e zucchine in quantità. E continuerà così fino a fine estate.
Raccoglierli freschi appena alzata la mattina, mi fa subito pensare alle ricette da creare.
Sono così belli e dal sapore così delicato che è un piacere fotografarli, prepararli e assaggiarli.
Per questo ho deciso di proporre un antipasto dalla preparazione velocissima e dal sapore delicatissimo, adatto per solleticare l'appetito, senza appesantire, in attesa dei piatti che seguiranno.





Ho usato pochissimi ingredienti e tra quelli che ho ricevuto da Inalpi ho scelto la Caciotta Kremina, da abbinare ad un sapore fresco come il basilico e a una nota decisa del nostro meraviglioso presidio slow food, il capocollo di Martina Franca.

Ecco qui la mia ricetta con le foto che, secondo me parlano da sole.



Fiori di zucchina con ripieno cremoso e basilico.

Ingredienti

- fiori di zucchina freschissimi
- Caciotta Kremina Inalpi
- foglie di basilico freschissime
- olio extravergine di oliva
- zucchina piccola e tenera
- capocollo 

Procedimento

Lavare i fiori di zucchina, aprirli ed eliminare il pistillo.
Tagliare la caciotta a fettine sottili.
Posare una foglia di basilico sulla fetta di caciotta e arrotolare se necessario, per agevolare l'inserimento.
Bagnare le mani e delicatamente avvolgere le punte del fiore, per evitare che durante la cottura possa fuoriuscire il formaggio che tenderà a sciogliersi.
Posare i fiori su una teglia coperta da carta da forno. Spennellare la superficie con olio extravergine di oliva.
Infornare per pochissimi minuti in forno riscaldato a 150°.
Il fiore non dovrà cuocere molto, ma l'operazione serve a rendere più morbido il formaggio.

A parte in un pentolino far cuocere con un cucchiaio d'olio e uno di acqua la zucchina piccola e tenera tagliata a rondelle.
Aggiustare di sale e aspettare che diventi tenera. 
Aggiungere ancora un filo d'olio (l'altro nel frattempo sarà stato assorbito dalla zucchina), una foglia di basilico e con l'aiuto di un frullatore ad immersione ottenere una crema delicata.

Riscaldare un padellino e quando sarà caldo a sufficienza posare le fettine di capocollo fino a quando diventeranno croccanti.

Impiattare come segue:
due cucchiai di crema di zucchina, da far distribuire uniformemente sul fondo del piatto, tre fiori ripieni incrociati come preferite, piccoli pezzi di capocollo croccante e guarnire con foglioline di basilico.

Semplice, leggero e con tutto il profumo dell'estate.






SHARE:

15 giugno 2017

Piccolo festival della parola a Noci



Le parole sono importanti
Così diceva il manifesto giallo. Appeso, esposto, fatto girare a lungo e in largo sul web.
E così, curiosi, abbiamo atteso.

E in un giorno di sole, di quelli pieni di una luce bianca e forte come la calce dei muri del mio paese, abbiamo cominciato a cercare le parole.

E, stese come panni al sole, lungo le strade, sull'asfalto perfino, sui portoni, finanche in un bagno della vecchia biblioteca, le abbiamo trovate.


Erano brevi e lunghe, colorate, poche o tante come una ' Ma-Rea' di pensieri lasciati li per caso, ma fatt'apposta per stupire gli occhi dei nostri vecchi che, mentre si crogiolavano al sole del tardo pomeriggio, si guardavano intorno stupiti e ridacchianti di questa strana follia che ogni tanto compare nel paese.



E poi nel tramonto caldo della piazza abbiamo trovato le prime parole di chi sta aspettando felice l'arrivo dei poeti, un poeta anch'esso e il custode dei libri del paese. Ci hanno salutato e ci hanno fatto entrare in uno 'spaaace' dove, da bianchi muri, mille disegni con molti colori e poche parole, parlano di arte.

E' un piccolo festival, diceva il manifesto giallo. Il piccolo festival delle parole.
E seduti ad un bar che accoglie tutti con la parola PACE, spritz arancione ghiacciato e panzerottini caldi, abbiamo visto riempirsi la piazza di nuovi volti.
Una ragazza col cappello bianco che parlava ad un ragazzo alto, con il viso contento.
Ho detto, sono nuovi quelli, saranno venuti qui per le parole.

E poi siamo tornati a cercare altre parole.

E da quel momento il tempo ha cominciato a camminare con un nuovo ritmo.



Passeggiando tra i vicoli del borgo antico, abbiamo visto la porta aperta della piccola chiesa di S.Stefano, la chiesa dove un tempo si benedicevano gli animali. 
Sulla soglia, riparata al fresco, c'era la ragazza con cappello bianco del giorno prima.
E dentro, tra inginocchiatoi e sedie e un piccolo altare, immagini e poesie, venute fuori dall'incontro casuale con scarpe donate dal mare alla spiaggia. Scarpe che  come messaggi in bottiglie, raccontano
di abbandono, di giochi, di dimenticanza, di lavoro, di speranza, di lacrime forse, ma che, sono approdate silenziose su spiagge lontane e vicine. Senza spiegare niente di se. 
Testimoni di storie che non conosceremo mai. Oltrepassi 201, si chiama il progetto di Maria Cristina Ballestracci.

E qui, solo per noi, abbiamo ascoltato le prime poesie. Che all'improvviso sono diventate nostre. La numero 13 che parlava di inquietudine e attesa, di un'anca sbilenca e di un amore infinito. Del mio, del nostro.
Una strana coincidenza.






Poi, nel caldo del primissimo pomeriggio, non si sa come, ci siamo ritrovati tutti in una macchina, ridendo come adolescenti in gita, in mezzo alla mia campagna, tra rotoballe e campi arati, verso il Trullo the Nice, per farci due spaghetti. E due ciangiùffi, e un cesto di ciliege, un limoncello e un fragolino. E abbiamo riso e raccontato e parlato. Colorato tovaglie con pennarelli. E le parole hanno creato fili invisibili di amicizia.



Tornati in paese, senza più il senso del tempo, abbiamo seguito il percorso delle parole e dei racconti di Moni Ovadia, che ha incantato tutti, nella piazza del paese, tra le luci calde e il buio della notte che arrivava.

E Andrea e Alessandro Piva, amati autori de Lacapagira, hanno presentato il libro 'L'animale notturno' e con loro abbiamo chiacchierato piacevolmente ridendo 'alla barese'.

Ma quante cose belle abbiamo vissuto in questi quattro giorni?
Un elenco di cose interessantissime che hanno riempito la vita di questo mio paese, e hanno stimolato nuove idee e hanno aperto la mente per un uso migliore delle parole.




Ascoltando Giuseppe Basile, Lorita Tinelli e Giulia Basile (poetessa, insegnante, donna meravigliosa) ho ricominciato a sognare di poter entrare nella nostra bella biblioteca a qualsiasi ora del giorno e trovarla piena di gente che legge un libro di carta e non più solo un cellulare. 

Ho visto il Chiostro delle Clarisse pieno di giovani attenti ed entusiasti per votare al Poetry Slam, bellissima gara tra poeti che hanno regalato emozioni fortissime con i loro versi.

Ho capito l'importanza di usare correttamente la nostra bella lingua anche quando si scrivono brevi messaggi virtuali.

Ho goduto di una serata con Franco Arminio, il paesologo che ci fa pensare su quanto abbiamo e non sappiamo di avere, noi, nei paesi, tra la gente di paese. Abbiamo cantato con lui e con il nostro Sindaco, una canzone nostalgica che ci appartiene. E capito che se volessimo potremmo essere davvero un unico respiro, se non distogliessimo sempre lo sguardo altrove, magari al giardino del vicino.


Ho conosciuto l'ironia surreale di Guido Catalano che ho imparato ad amare anche come persona, leggendo tra i suoi versi una nota di simpatica follia.




Ho conosciuto la dolcezza infinita, la fragilità dello sguardo e la forza dirompente di una poetessa di Sant'Arcangelo di Romagna, Annalisa Teodorani,  che con parole semplici ed essenziali, intrecciate come fili di  bianco cotone, mi ha emozionata in una piazza semivuota, di una mezzanotte fredda di tramontana.



Ho ascoltato versi e parole, iilluminati da sguardi languidi e silenziosi, di Silvana Kuhtz, che ha il dono di cullare con la voce, il cuore di chi l'ascolta.



Ho abbracciato la mia amata Marcella, amica di campeggi e risate infinite in chat. Un'amica meravigliosa con lo sguardo, il sorriso e l'intelligenza più belli del mondo. Di quelle che sanno nascondere i pensieri bui, e cacciarli almeno per un pò con battute argute e da morire dal ridere. Non ha dormito per 4 giorni e ha percorso la strada Noci/aeroporto per portare da noi tutti i poeti infinite volte, senza mai battere ciglio.


Ho ritrovato il Vittorino delle notti dell'Europa Festival Jazz di tanti anni fa, pronto sempre e ancora a ridere di brindisi improbabili, di scenette improvvisate all'alba con una fumata di pipa all'aria aperta, a raccontar versi in dialetto, a ritornare vecchi amici.



Ho conosciuto Luca, il ragazzo dagli abbracci e dagli occhi stupiti e innamorati più dolce del mondo. Meridionale nostalgico e appassionato dell'ospitalità del trullo, ormai irrimediabilmente contagiato dalla trullite e dalla voglia di condividere le nottate in campagna e nuovi progetti ancora per ora solo immaginati.



E del cantore, poeta e folk singer, dai capelli lunghi, che in piedi in un angolo declama versi ('Nascere è un ingresso gratuito, morire è una consumazione obbligatoria') e che intorno al tavolo recita brindisi per un buon primitivo e che imbracciando la chitarra ci stupisce con canti/scioglilingua e ballate a 'Carmeeeeeee', vogliamo parlarne? Andrea Bitonto, bravissimo e meravigliosa compagnia per fare alba insieme.



E la mia adorata Simonetta, spacciatrice di poesia, amica di tutto questo viaggio nel mio paese, instancabile 'raccontatrice', dagli occhi di bimba e dal dolce sorriso che accarezza tutti. Ho goduto della sua compagnia finalmente e totalmente.

E il mio amatoamore, sempre accanto a me, con me, in me, un unica voce, un unico stesso desiderio di accogliere e godere del mondo intero, ad abbracciare tutti. Insostituibile.

Sazia di parole, sicura che le cose belle sono irripetibili e che bisogna conservarle nel cuore, fiduciosa che nuove cose meravigliose verranno ancora e ancora, aspetto che i fili si intreccino di nuovo.


In questa vita / ho praticato l'effimero / quando stenderanno / l'inventario dei miei beni / non troveranno altro che parole 
(Annalisa Teodorani)



foto di Marcella Signorile

foto di Marcella Signorile

foto di Luca Melillo

SHARE:
TEMPLATE BY pipdig | CUSTOMIZATION BY SARA BARDELLI