26 maggio 2014

Insalata di patate, fagiolini e ravanelli al pepe nero. Apriamo le porte all’estate.

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Qui è ancora alba. Ho bisogno del fresco di questa mattina ancora non iniziata, perchè sento un caldo incredibile e una smania di cominciare a mettermi in moto. Ho tanto da fare questa settimana. E mi da la carica non solo il lungo elenco davanti a me, ma anche la responsabilità di quello che abbiamo deciso di organizzare.

Però ora, questo momento, caffè sul tavolino nel balcone, nessuna macchina ancora in giro, lo voglio dedicare a me. Voglio allenarmi all’idea che le cose si fanno ugualmente anche senza l’ansia. Meglio farle con allegria.

E allora, tolgo i fiori secchi dalle mie piante, controllo l’umidità del terreno infilandoci il dito dentro, guardo il cielo per immaginare che tempo mi aspetterà oggi; un pensiero a chi è lontano augurandomi che abbiano una buona giornata (i fili del cuore non si spezzano mai), un pensiero a chi andrò a svegliare fra un pò. Raccolgo le immagini di ieri, nella mia amata campagna, dove abbiamo iniziato le danze della bella stagione, accarezzando le rose delicate appena sbocciate, curando il campo, dipingendo cassette che diventeranno vassoi, raccogliendo fragole e ciliege, intrecciando ghirlande estive, con quello che c’era. dormicchiando sulla sdraio, facendo foto da condividere. Io amo questo mio angolo dove trovo la pace che mi serve.

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Poco tempo alla cucina. Tra le occhiate un pò deluse di  un figlio che non si accontenta di mangiare leggero, ho preparato una cosa veloce e buona.

Non credo che questa settimana riuscirò a postare molto. Ci proverò. Ma per ora vi lascio la mia ricetta veloce, che non stupirà nessuno, leggendola, ma assaggiandola si.

Vi lascio anche le foto di ieri, e io prendo il mio caffè. Buona giornata a tutti voi.

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Insalata estiva di patate, fagiolini, con ravanelli al pepe.

(x 4 persone)

- 8 patate piccole

- 500 g di fagiolini

- un mazzetto di ravanelli

- olio extravergine di oliva

- pepe nero macinato fresco

- sale

- timo, origano, prezzemolo freschi

Lessare le patate immergendole con la buccia in acqua fredda. Controllare la cottura infilando i rebbi di una forchetta.

Lessare i fagiolini, spuntati e lavati. Tirarli al dente.

Pulire, lavare bene, e affettare sottilmente i ravanelli. Disporli in un piatto e metterci su un pò di sale fino per eliminare l’acqua di vegetazione. Sciacquare dopo 10 minuti e condirli con pepe nero, e un filo d’olio.

Sminuzzare le erbe fresche.

Spellare le patate e schiacciarle grossolanamente con una forchetta direttamente nel contenitore di portata.

Aggiungere i fagiolini, i ravanelli, le erbe. Condire con sale, olio e ancora pepe.

Guarnire con fiori commestibili e servire.

Per renderlo un piatto completo associarlo ad un formaggio fresco.

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24 maggio 2014

Brioches alla vaniglia

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E’ uno strano periodo. ‘Ove tanto niente….’ che da noi significa ‘o non riesci a fare niente, oppure fai troppo’.

E infatti la mia vita fatta di eccessi, prevede o un silenzio prolungato sul blog, o una sovrabbondanza di parole. Ma mai che io stia ferma per più di cinque minuti. E ho sempre e comunque voglia di cucinare, di assaggiare, di condividere.

Poi ci si mette anche l’estate che si avvicina, la voglia di perdere qualche chilo, il caldo che gonfia, le cose dolci sono vietate… ecc…. ecc…. ti ritrovi alcune sere che hai proprio voglia di una cosa dolce per farti due coccole, ma un pò per le cose su dette, un pò perchè credi che ci voglia troppo tempo per preparare ‘almeno’ una piccola brioche, insomma … desisti.

Però devo dire la verità, ormai apprezzo sempre di più il fatto di utilizzare degli elettrodomestici che mi fanno risparmiare tempo e ‘fanno loro’ mentre io faccio altro. Però, come quando mia madre diceva che alla nascita del terzo figlio voleva dare i baci alla lavatrice, perchè senza di lei non avrebbe saputo come fare per avere i panni lavati senza troppa fatica, ora io dico che avere in casa un robot come il CUISINE COMPANION , un nuovo prodotto della MOULINEX, un robot multifunzione che fa un sacco di cose che mi prepara la pasta brioche da solo, mi fa quasi commuovere, e mi viene spontaneo dirgli grazie. E a volte, quando mi sento davvero oberata dagli impegni, fargli preparare una buona zuppa calda, o una crema pasticcera, mi fa sentire bene, come se ci fosse qualcuno che si prende cura di me, o almeno mi dona un pò del suo tempo.

Fino ad oggi sono sempre stata una sostenitrice che fare da se è buono e fondamentale. Da quando ho in casa il  CUISINE COMPANION ritengo che farsi aiutare  sia ancora ‘più buono’ e saggio.

E poi guardate qui che cosa ho preparato!

Delle brioches sofficissime e profumate alla vaniglia, buonissime da sole, ma ancora più buone con la mia marmellata di albicocche.

Se volete saperne di più andate qui
https://www.facebook.com/moulinex.italia
http://www.cuisinecompanion.moulinex.it

Ecco qua la ricetta:

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Ingredienti

330 g di farina 00

150 di farina manitoba

Mezza bustina di lievito disidratato di birra

90 g di zucchero

Un vasetto di yogurt bianco

1 uovo intero + 1 tuorlo

150 ml di latte scremato + un paio di cucchiai per spennellare

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

La scorza grattugiata di un’arancia piccola

Zucchero a velo

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Procedimento

Nel latte tiepido (attenzione! Tiepido NON caldo) far sciogliere lo zucchero e il lievito. Nel frattempo nel recipiente di acciaio (D1) inserire l’accessorio ‘lama impastatrice’ (F4) e versare le farine e la buccia dell’arancia. Impostare velocità 5 e tempo 2 minuti e avviare. Versare il latte (in cui avete sciolto lo zucchero e il lievito), lo yogurt, la vaniglia e le uova, una per volta. Controllare se l’impasto risulta liscio ed elastico. Se ancora non lo è reimpostare la stessa velocità per un altro minuto.

Formare una palla. Far lievitare per almeno 5 ore in una ciotola, coperta con la pellicola trasparente, e mettere in forno con la sola luce accesa.

Sgonfiare l’impasto con dolcezza, ricompattare la massa e formare delle palline da sistemare, distanziate, su una placca da forno coperta con carta da forno. Far lievitare ancora per circa 30 minuti. Spennellare con latte e cuocere in forno per circa 20 minuti a 180°. Non devono diventare scure, ma solo leggermente dorate. Se usate dolci, spolverizzarle con zucchero a velo.

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22 maggio 2014

Melanzane ripiene per ‘Abbasciamadònn’

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Noci, il mio paese, è una ‘ridente’ località, dall’aria frizzantina, nata su una collina della Murgia. Qui le stagioni sono miti e dolce è passeggiare per le vie del paese e delle nostre campagne, in ogni tempo. Il mese di maggio è tutto dedicato alla Madonna, e in particolare alla Madonna della Croce a cui è dedicato un piccolo santuario distante un km dal centro abitato. Una Madonna molto amata e venerata perchè dispensatrice anche di miracoli, in particolare per i bambini che pativano di ernie. Quando ero bambina c’era un rito (il rito del ‘passa-passa’) che si svolgeva il tre di maggio, nel bosco adiacente la chiesetta, durante il quale i bambini venivano fatti passare per tre volte attraverso il ramo di un albero di quercia, tagliato per tutta la sua lunghezza. IN seguito, secondo la credenza, fede o superstizione,  se il ramo avesse continuato a germogliare il bambino sarebbe guarito. Dopo questo rito, partiva la processione dei fedeli che tutti insieme ‘portavano’ il quadro della Madonna dal santuario alla Chiesa Madre. E per tutto il mese si ‘faceva il mese alla Madonna’ che consisteva nel seguire la messa all’alba, accompagnato magari dal mitico ‘fioretto delle ciliege’, terribile promessa di non assaggiare manco un frutto per atto di costrizione e devozione.

L’ultimo giorno del mese tutta la popolazione seguiva la processione al contrario, dalla Chiesa Madre fino al Santuario, respirando l’aria tiepida e profumata di rose. In particolare di una rosa color rosa, profumatissima, addossata ad una delle croci di pietra che si trovano lungo il percorso. Quando da bambina andavo ‘abbàsc à Madònn’ (giù alla Madonna) con mia madre, mia nonna e i miei fratelli, mi raccontavano che quella rosa è sempre stata li, e fiorisce per tutto l’anno, ed è sempre ricca e profumata come il mese di maggio.

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La sera del 31 si organizzava una festa giù nel boschetto di lecci di questo Santuario. Ognuno portava con se tielle intere di melanzane ripiene, focaccia di patate con mortadella e provolone, verdure fresche per accompagnare, dette ‘u mischtùr’ e una buona bottiglia di vino.

Si organizzava il picnic in compagnia, si mangiava e si cantava tutti insieme in allegria, nel buio del boschetto e così si festeggiava la Madonna.

Nel corso del tempo questa usanza di è modificata di molto. Il boschetto è stato ceduto ad un privato, la festa si svolge sempre nel grande prato davanti alla chiesetta. Solo che le melanzane ripiene preparate in casa, hanno lasciato il posto ai panini con le salsicce, alle focacce delle bancarelle e l’aria che prima era piena di canti e risate della gente, ora è piena di canzoni di dvd venduti a poco e dal rumore dei gruppi elettrogeni degli ambulanti.

La devozione continua, sempre viva. I nocesi continuano a seguire la processione e a ritrovarsi giù tutti insieme, ma i profumi sono cambiati.

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E qui, arriva la novità.

Nostalgica come sono delle cose buone e belle di una volta e degli incontri festosi, penso che bisognerebbe tornare almeno ….. alle melanzane ripiene fatte in casa.

E così, con gli amici dell’associazione NOCI MY DESTINATION, ci incontreremo tutti ‘ABBASC A’ MADONN’  con il nostro kit da degustare, completo di ‘melanzane ripiene, focaccia con mortadella e provolone e ciangiùff sbucciati e tagliati’. Invitiamo tutti a fare altrettanto. Chi sarà pigro o impossibilitato a preparare queste cose tradizionali, non dovrà preoccuparsi. CI PENSIAMO NOI. Tutti potranno acquistare il ticket per ritirare il kit, qui a Noci, presso l’Hotel Cavaliere entro il 28 maggio alle 13.

Per maggiori informazioni chiamate il num. 346.6339414

per la ricetta andare QUI

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20 maggio 2014

Crostata piccola con coulis di fragole e mirtilli. E i pensieri del mattino davanti al caffè.

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Eccomi qui. Tanto tempo, troppo direi, lontana dal mio blog. Ma ora sono qui. A volte bisogna staccare con le proprie abitudini, per evitare che ci vengano a noia. E ritrovare nuova energia.

Ma non voglio parlare dei giorni passati perchè alla fine risultano essere tutti uguali, pur facendo cose diverse. Non voglio parlare del futuro perchè anche quello risulta essere solo una manciata di buone intenzioni che non sempre diventano progetti. Voglio parlare di ora, questo momento preciso. Ora che il caffè è appena uscito e devo alzarmi per spegnere il fuoco. Ora che non sono ancora proprio sveglia e per questo posso ancora scrivere senza correggermi. Del sole che finalmente appare per poi scomparire. Le tende sono ancora socchiuse e lasciano intravvedere le mie piante nuove che non riescono a scoppiare di vita e colori perchè quasi annegano in tutta questa pioggia. E sul balcone quest’anno c’è anche un nuovo vaso pieno di foglie e frutti e rametti che pendono. E che mi mettono nel cuore una gioia quasi di bambina. Sono due piante di fragole, di quelle grosse e golose, che ho comprato dopo aver sentito che questi frutti sono i più ricchi di quelle schifezze che mettono alle piante per farle ‘progredire’ e dare più frutti. Mi sono spaventata e ho deciso di fare un piccolo tentativo di giardino sul mio balcone. In realtà ultimamente ho notato che i miei progetti nascono, vivono, progrediscono e muoiono nella mia mente, senza passare dalla realtà, ma questa volta no. Le ho viste, le ho desiderate, portate a casa, piantate e lasciate sotto la pioggia. Il bello sarà quando arriverà il sole. Ma so già che in un momento di buona volontà tirerò giù le tende e le salverò dalla morte per disidratazione. Per ora sono vive e vegete, mi offrono frutti che io uso subito per preparare rimedi alla malinconia.

Nella corsa delle mie giornate, tutte ritagliate sugli impegni inderogabili, dall’alba al tramonto, in una sfida contro il tempo per farci entrare tutto, preferisco non fermarmi, altrimenti … mi addormento per la stanchezza. E allora cerco di mantenere un ritmo allegro e volenteroso, evitando di guardarmi intorno in casa, e di non esagerare con i rimproveri verso me stessa, casalinga imperfetta che non avrà mai una casa tirata a lucido, e di dirmi che in fondo sono una brava figlia che tenta di essere presente nei momenti di bisogno della mamma, cerco di essere una brava mamma che mantiene (= tenta di mantenere) le distanze dalle strade e dalle scelte dei propri figli per non farli inciampare in maldestri tentativi di tenerli abbracciati. Insomma, come tante donne, cerco di essere mille cose e mille persone.

E ora devo fermarmi. La giornata deve iniziare e sono contenta di aver preso il caffè pensando a chi leggerà. Vedo già su facebook che il mondo sta correndo. E ora mi infilo anch’io.

Vi lascio un dolcetto semplice semplice, di quelli che si preparano con poco, magari con una pallina piccola di frolla avanzata dal giorno prima, con una farcitura fatta in cinque minuti, ma di una bontà che dura tutto il giorno.

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Crostata piccola con coulis di Fragole e mirtilli

- Una palla di pasta frolla sufficiente per una teglia piccola, grande quando il vostro desiderio

- 300 g di fragole biologiche e mirtilli freschi

- 2 o 3 cucchiai di zucchero di canna

- la scorza grattugiata di mezzo limone

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In un pentolino mettere le fragole lavate bene e tagliate a pezzi, e i mirtilli. Aggiungere lo zucchero di canna. Far cuocere a fuoco lento fino a quando l’acqua sarà evaporata e si sarà formato uno sciroppo denso. Far raffreddare.

Stendere la pasta frolla e adagiarla in una teglia in maniera che i bordi siano un pò rialzati per non far debordare il ripieno. Con le dita formare tanti piccoli ‘fossi’.

Versare sulla frolla la coulis e cuocere in forno a 180° fino a quando i bordi saranno dorati.

Prima di mangiare, aggiungere qualche pezzo di frutta fresca

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7 maggio 2014

Aiuto in campagna per la cucina (e per le pulizie). Involtini di carne alla pizzaiola

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E’ tempo di prepararsi a godersi i primi tepori della campagna ed è tempo di mettere fuori un pò tutta la biancheria rimasta ben chiusa e sigillata per l’inverno. Però questo è un lavoraccio che spaventa sempre perchè, diciamocelo, è di una noia mortale e poi ci si stanca. Ma tempo fa ho sperimentato con una mia amica che perfino i lavori domestici che si odiano in maniera particolare (per me stirare), se svolti in compagnia diventano divertenti. Ma ci sono un sacco di cose da far combaciare….

Se a proporsi di dare una mano sono amiche con figli piccoli, ebbene anche loro faranno parte della comitiva itinerante. Quindi ci si inventa anche per loro dei lavoretti. Tipo spazzare il piazzale con la scopa di saggina, che sa tanto di strega. oppure zappettare qua e la pezzi di erba e il loro innato spirito distruttore sarà così appagato…. ecc…. Intanto le amiche che sono sempre a dieta ma poi gli viene il fatidico capogiro per la fame e la stanchezza devi poterle rifocillare in breve tempo e con cose sostanziose. Che devono essere anche saporite per non portare pentimenti per averle mangiate. Però… non puoi nemmeno restare li a spignattare per tutto il tempo perchè non si è li solo per divertirsi, anzi….

E allora bisogna inventarsi un piatto unico buono, anzi buonissimo, da accompagnare con una bella scarpetta abbondante e con una insalatina fresca per placare i sensi di colpa. E che piaccia a tutti, donne e bambini.

E….bisognerebbe farlo fare a qualcun altro. Magari a quel bel robot che la Moulinex (il CUISINE COMPANION, un nuovo robot multifunzione che fa un sacco di cose) ha deciso di farmi provare e che io, agguerrita foodblogger, con un pò di titibanza ho accettato come una sfida, ma che poi ho cominciato a baciare per ringraziarlo per essermi corso in aiuto in momenti come questi.

Quindi ecco qui la soluzione a tutti questo piccoli problemi.

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Mentre noi sbattevamo materassi e cuscini fuori all’aria aperta, stendevamo sui fili tende e lenzuola, i bambini giocavano allegramente….. il mio robot ci preparava … le brasciolette alla pizzaiola tutto da solo.

Quindi ognuno aveva una cosa da fare ….

E giudicate voi come son venute?

Allora vi va di venire con me in campagna al mio trullo a fare le pulizie?

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Involtini di carne alla pizzaiola

Ingredienti (per 4 persone)

- 8 fettine di vitello

- 8 cubetti di parmigiano o formaggio dolce

- Un mazzetto di prezzemolo

- Un pizzico di sale per involtino

- Un peperone rosso

- Un peperone giallo

- 4 pomodorini rossi

- Prezzemolo

- 2 coste di sedano

- 2 spicchi di aglio

- 1 cipolla bianca piccola

- Un mazzetto di erbe aromatiche(rosmarino, timo, salvia)

- 1 cucchiaino raso di origano

- Sale

- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

Procedimento

Preparare gli involtini su una piano da lavoro, posizionando al centro delle fettine un pezzettino di formaggio, qualche foglia di prezzemolo e un pizzico di sale. Avvolgerle e legarle con uno spago da cucina. Lavare tutte le verdure e tagliarle a pezzi piccoli. Sul fondo del recipiente di acciaio (D1) inserire l’accessorio per miscelare (F2), versare l’olio e disporre gli involtini. Versare sugli involtini di carne tutte le verdure e distribuire le erbe aromatiche, l’origano e un po’ di sale.

Selezionare la velocità 1, la temperatura a 100° e 45 minuti per la cottura. Avviare la cottura con il tasto start. Controllare di tanto in tanto che ci sia sempre abbastanza sughetto durante la cottura. Se dovesse ridursi troppo aggiungere un mezzo bicchiere di acqua calda.

A fine cottura, eliminate lo spago e servite gli involtini con un’insalata fresca.

A piacere potrete frullare le verdure e il sughetto con l’accessorio F1 e servirlo sugli involtini.

Tempo di preparazione: 1 ora e mezza

Difficoltà: minima

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5 maggio 2014

Mani e volti della Puglia di mezzo (Turista nella mia terra)

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Ho la macchina fotografica e la mia mente piene di quello che ho vissuto in questi giorni. Sono stata lontana dal mio blog, ma ho tentato di ‘comunicare’ le mie emozioni attraverso le immagini pubblicate qui e la sui vari social.

MI dicono ‘ma sei sempre in giro’ ed è vero. Per eventi, per i figli, per il marito, per la mamma, per me. In realtà penso che dovrei rallentare un pò, ma poi prevale il desiderio di abbracciare qua e la le persone che amo e faccio la valigia in un attimo e via.

Ma questa volta non sono andata molto lontano.

Sono stata turista nella mia terra. E’ una strana sensazione quella di cambiare punto di vista, e parlare a chi ti sta accanto, che nulla ancora conosce della Puglia, di quelle ‘strane’ piante pungenti, di quei bulbi rosa, di quei meloncini verdi che meloni non sono ma hanno il sapore dei cetrioli, e della storia dei nostri luoghi, e delle mani che ancora sanno riprodurre cose di un tempo. E ti scopri ancora più innamorata dei luoghi in cui vivi e ti stupisci ancora e ancora di quanto possa essere bianca e luminosa la luce che li colora.

Il press trip a cui ho partecipato si chiama “Le mani e i volti della Puglia di mezzo”, 5 giorni alla scoperta di luoghi, diversi dal ‘luogo’ comune che vede la Puglia come una regione che può offrire solo il mare. I GAL (gruppi di azione locale) Terre di Murgia, Sud Est Barese, Trulli e Barsento, Valle d’Itria hanno organizzato un percorso turistico nell’entroterra pugliese con blogger e  giornalisti di note testate, alla scoperta di sapori, eventi, bellezze naturalistiche e capolavori dell’architettura locale per dare un assaggio delle mille cose da fare e vedere quando si arriva nella nostra regione. E vi assicuro che sono davvero un’infinità.

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VEDI ALBUM ALTAMURA QUI –> album 

Il tour è iniziato il 26 aprile ad Altamura dove abbiamo vissuto la magica atmosfera medioevale di FEDERICUS,  una perfetta e affascinante rievocazione storica della vita al tempo di Federico II di Svevia, che vede coinvolta tutta la popolazione, con sfilate in costume,  a cui hanno partecipato anche i bravissimi artigiani di LAPIS (Local Arts Promotion Integrated Strategy), le cui mani all’opera sono state immortalate in mille foto. Altamura ha affascinato tutti con il sapore della focaccia e del pane ancora caldi, dell’antico forno di Santa Caterina e con i prodotti di ‘Biscò’ dove abbiamo assistito alla formatura del mitico pane e di ottimi biscotti.

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vEDI ALBUM DI FOCACCE E PANE DI ALTAMURA –> QUI   

A Santeramo in Colle abbiamo visto abili mani che creano capolavori nel laboratorio di oreficeria ‘Di Gesù’.

A Conversano siamo andati alla scoperta di un’area protetta (anche a me finora sconosciuta), in mezzo a ciliegeti in fiore e a uliveti infiniti e chiese rupestri, fino alla Torre di Castiglione, per poi ritornare a scoprire il bellissimo centro storico con la sua Cattedrale e il museo del Castello Aragonese che in questi giorni ospita una bellissima mostra dedicata a Paolo Finoglio.

A Rutigliano non si può non andare a visitare la bottega di Antonio Samarelli, e li vorrete sicuramente fermarvi per imparare a lavorare la terracotta e a fare con lui tegami e fischietti, ed aspettare che si compia la magia nel forno antico.

A Mola di Bari, lo stupore del pesce fresco buono da gustare e bellissimo da fotografare

A Putignano la magia dei colori del famosissimo Carnevale e della maestria di antichi artigiani che ogni anno accolgono con i loro carri allegorici migliaia di turisti e che per questa occasione hanno aperto le porte dei loro immensi capannoni. E ancora la bellezza della ‘Grotta del Trullo’ piccola rispetto a quelle di Castellana Grotte, ma ugualmente affascinante.

Quindi nella zona MIAAAAAA, a Nociiiii, dove abbiamo visitato la piccola chiesa di Barsento con la sua particolarissima architettura e il suo panorama mozzafiato.

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Ad Alberobello c’è la magia di un luogo che sembra uscito da un libro di favola. Ed io, nonostante abbia un trullo, ogni volta che percorro quelle stradine tortuose ricche di pietra e calce, con quella forma semplice che tanto racconta dell’abilità e della parsimonia del popolo locale, ne resto ammaliata. Sempre.

E come ancora non stupirsi con occhi da turista attraversando le strade pulite e piene di fiori di Locorotondo che ci regala ancora antiche storie di passione raccontate da un giovane ‘panarer’ ‘cestaio’ che fin da bambino voleva proprio impararlo questo mestiere e che ha realizzato il suo sogno, seguendo il suo percorso con un anziano artigiano che è stato il suo maestro. E la signora Nunziata Maria Spalluto che produce e vende merletti delicatissimi e ‘restaura’ con infinita pazienza antichi pizzi che andrebbero altrimenti perduti. E il nome del suo negozio è già una storia ‘La Bottega del Tempo Ritrovato’.

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VEDI ALBUM FTO DI LOCOROTONDO –> QUI 

A Martina Franca, cuore della Valle d’Itria abbiamo conosciuto le meraviglie del Palazzo Ducale e anche qui del suo centro storico, ricco di architettura barocca. Ma nelle campagne di Martina ho fatto un incontro per me nuovo e unico. Nella tenuta della Masseria Galeone, gestita dal Corpo Forestale dello Stato, abbiamo visitato l’allevamento del nostro bellissimo e forte cavallo murgese, e tanto abbiamo imparato, su questa splendida razza, assistendo alla loro ‘toletta’, al momento della ‘ferratura’, avvicinandoli prima con cautela e poi finalmente accarezzandoli. Li mi sono letteralmente innamorata. Guardandoli negli occhi, questi cavalli sanno comunicarti mille cose: bellezza, forza, potenza, saggezza, pazienza e orgoglio. E’ stata un’esperienza davvero unica. Che tutti possono ripetere durante gli open day che loro oranizzano. La prossima è fissata per l’11 maggio e sicuramente ci tornerò.

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VEDI ALBUM DI MARTINA FRANCA –> QUI  

E poi volete che la foodblogger locale non parli delle meraviglie della tavola a chi arriva per la prima volta dalle mie parti? E chiaramente è stato tutto un corso veloce sulla cucina tradizionale, parlando di lampascioni, cardoncelli (non i funghi, ma la pianta spontanea spinosa che si cucina in brodo di carne o a timballetto), di barattieri e sporchia (orobanca), e anche sui diversi modi di chiamare le ‘mozzarelle’ a seconda della forma e dimensione. Cosa che ha stupito non poco i nostri ospiti. Abbiamo assistito, commentato, assaggiato formaggio primo sale, ricotta, formaggette, trecce e burrate ancora calde, direttamente dalle mani del casaro della masseria Comea, nella zona tra Noci e Putignano. E ancora ‘focacce fritte’, taralli, polpette e ricotta forte, e panzerotti. E vino buono ovunque. E prima di partire c’è stata anche la puntata nel mio paese dove Giovanni del Caffè Pace ci ha insegnato (per la prima volta mi ha fatto entrare nel suo laboratorio eh!?!?!?!) a preparare il latte di mandorle, i suoi cornetti per noi mitici che sforna 24 ore su 24, il moretto, il gelato artigianale fatto sotto i nostri occhi e il suo fantastico aperitivo che tanto stupisce i nostri turisti.

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VEDI ALBUM MOZZARELLE –> QUI

E prima di partire abbiamo anche fornito di ‘panino da viaggio’ i nostri travel blogger veneti (Marta e Cris) dal nostro Marino, istutuzione locale del panino creativo.

Chiaramente delle quasi 1000 fotografie che ho scattato, qui ci sarà solo un assaggio, ma potrete gustare le altre gallerie, sulla mia pagina facebook. Seguono i link.

Allora …. chi dice che in Puglia c’è solo mare?

Vi aspettiamo!

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