26 aprile 2014

Lasagna al salmone e asparagi, per il pranzo di campagna.

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Voglio condividere con voi una strana sensazione che mi accompagna ormai da giorni.
 
Quando si costruisce un pozzo di campagna, si lascia un’apertura nella parte alta di un fianco, per far fuoriuscire l’acqua in eccesso, in caso di troppa pioggia, impossibile da contenere tutta. Questa apertura si chiama ‘troppo pieno’.
 
Alla mia mente manca il troppo pieno, ecco. Quando la quantità di cose a cui pensare, di cose da fare, di progetti che richiedono tempo, raggiungono il colmo della misura, non c’è la possibilità di scaricare e di non far entrare quello che posto non ha. No. Ho la capacità di stringere quello che c’è già e far entrare tutto. A rischio di scoppiare.
E dopo un pò di questo esercizio di compressione, per evitare di scoppiare vado in tilt. E mi fermo. E sento che le uniche cose da fare sono: non far più progetti, stare in silenzio, stare ferma quanto più possibile, limitare le energie, limitare addirittura le parole scritte, anche a rischio che il blog sembri chiuso da una vita. E respiro. Mi riempio di aria pulita. E’ una specie di OMMMMM lungo qualche giorno.
 
Ho bisogno di guardarmi intorno, casa mia, il mio paese, le persone intorno a me e riappropriarmi del tempo. Ho bisogno di dare una ripulita al superfluo, alle nozioni di infinita saccenza che leggo qua e la, credendo che siano vere, ma che mi creano solo confusione.
 
Ho bisogno della mia campagna. E meno male che è tempo di ripiantar fiori. E di tagliar l’erba e riempire l’aria con il suo profumo. E di aspettare che maturino le ciliege, che ora sono già piccole ma pronte a diventar grandi. E’ tempo di riabbracciare i miei alberi come fanno quelli che pagano pure per seguire i corsi ‘per tornare in contatto con la natura’.
E meno male che a Pasquetta il tempo è stato bellissimo e abbiamo potuto mangiare sotto questi miei magici alberi, tutti in fiore, tra l’erba tagliata, con tutti i nostri amici.
 
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Tante, come al solito, sono state le cose buone sulla mia tavola, preparate da tutti e diverse le ricette che vorrei scrivere qui. Poche e troppo sovraesposte le foto fatte in fretta e sotto un sole fortissimo. Quindi ci sarà una documentazione scarsa del pranzo. Ma piano piano vi spiegherò.
 
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Lasagna salmone e asparagi

- 12 sfoglie di lasagna all’uovo
- un mazzo di asparagi verdi
- un cipollotto
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 3 tranci di salmone fresco
- una confezione piccola di salmone affumicato
- 2 confezioni di besciamella
- 500 di robiola
- pepe bianco
- pangrattato

In una padella versare l’olio, il cipollotto tritato e i tranci di salmone. Man mano che cominciano a cuocere disfarli grossolanamente.
Con un pelapatate, eliminare la parte legnosa del gambo degli asparagi. Lessarli per 7 minuti in acqua bollente, in una pentola alta, lasciando fuori dall’acqua le cime.
Mescolare la robiola, il salmone affumicato a pezzettini, il pepe bianco macinato  alla besciamella e diluire se necessario con un pò di latte, per rendere il tutto cremoso.
In una teglia da forno versare sul fondo un mestolo di crema di besciamella e robiola. Disporre uno strato di lasagna, uno strato di besciamella, il salmone sbriciolato e gli asparagi. Coprire con un altro strato di lasagna e ripetere gli strati. Quando avrete terminato versare uno strato di besciamella e un pò di pangrattato.
Coprire con la carta stagnola. Infornare a 200° per circa 20 minuti. Scoprite e continuare la cottura fino a doratura.
 
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20 aprile 2014

Buona Pasqua 2014

buona pasqua 2014

Andiamo avanti, e con il peso di un lungo inverno, buio a volte anche nel cuore, continuiamo la nostra strada verso la luce. E’ tempo di rinascita. E’ tempo di abbracci. Ne abbiamo tutti bisogno. Dimentichiamo per un momento i pensieri grigi e i sentimenti negativi che ci allontanano. E’ tempo di colori e di luci negli occhi.

Vogliamoci bene e andiamo avanti con progetti di amicizia e di incontri.

Buona Pasqua di rinascita a tutti noi!

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11 aprile 2014

Un aiuto nuovo in casa. Crostata soffice alla frutta di stagione

cro6ter Le donne sono mamme sempre. Se hanno avuto figli, da quel momento in poi lo saranno sempre, anche se i figli avranno 60 anni. E’ inevitabile. Se non ne hanno avuto, le donne sono mamme lo stesso. Perchè noi questo dono ce l’abbiamo dentro al DNA. Ce l’hanno dato e non possiamo prescindere da esso.
La nostra voglia di donare, di fare cose per qualcuno, di coinvolgere figli e amici dei figli quando si prepara qualcosa di buono, non finisce mai. E si scrivono ricette per i figli che ormai vivono da soli fuori per l’università, temendo che non si curino abbastanza (scoprendo poi che nel frattempo hanno sperimentato, imparato cose nuove e le insegneranno a te). E coinvolgi i nipotini perchè vuoi ancora godere delle mani piccole che impastano e pasticciano ovunque.
Un giorno ricevo una mail in cui mi chiedono se mi va di sperimentare un nuovo prodotto che aiuterà le mamme a guadagnare tempo in cucina, e se mi va di farlo preparando delle ricette per bambini, magari quelle mie adattate ai piccoli. MI stupisco ma gioisco. IN fondo è quello che continuo a fare ogni settimana per i miei nipoti, organizzando con loro le serate del cineforum di Harry Potter, durante le quali si discute degli incantesimi, si spiegano le scene non viste per la paura, si parla di ‘coluichenondeveesserenominato’, per evitare gli incubi notturni e si cena rigorosamente a gambe incrociate sul divano, con ricette preparate appositamente per loro. E quindi c’è stata la cena con la Cesar Salade (insalatina verde, pollo alla piastra, cubetti di pane tostato, scaglie di parmigiano, e dressing allo yogurt), la cena con la pizza rustica di carne con l’insalata, quella con i gli spaghettoni con pomodorini e crema di olive nere.
Io dedico volentieri loro il mio tempo. Un giorno alla settimana torno ai bei tempi di quando erano piccoli i miei e poi ho la scusa per rivedere i film che mi piacciono.
Quindi dicevo, accetto questo incarico e dopo un pò di tempo arriva il CUISINE COMPANION , un nuovo prodotto della MOULINEX, un robot multifunzione che fa un sacco di cose, e comincio a spignattare il doppio con metà tempo. E si che ne ho preparate di ricette. E mi sono molto divertita.
E una sera, ho servito la mia crostata soffice alla frutta, preparando in pochissimo tempo l’impasto. Giusto il tempo di far scaldare il forno e tagliare le fragole.
Guardate un pò voi…. non è una magia come quelle di Harry Potter?
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- 220 g di farina 00
- 6 cucchiai di zucchero
- 4 cucchiai di olio extravergine di oliva (o burro morbido)
- 3 uova
- mezza bustina di lievito per dolci
- un pizzico di sale
- un barattolo di marmellata NON a pezzi
- 500 g di fragole (o altra frutta fresca a piacere)
- 50 ml di latte
- 200 g di succo di frutta
Procedimento
Nel contenitore di acciaio inserire la lama (F3) e versare la farina, lo zucchero, il sale, il lievito, e avviare la velocità 5 per 3 minuti. A 30 secondi dall’inizio, togliere il tappo dal coperchio e aggiungere, uno alla volta, gli ingredienti liquidi (uova, olio e latte), lasciando in funzione il programma. Nel frattempo ungere una teglia per crostata e infarinarla. Versare l’impasto ottenuto e infornare a 180° per circa 15 minuti o fino a doratura. Lasciar raffreddare e capovolgere in un piatto di portata. Con un pennello da cucina, bagnare tutta la superficie della crostata morbida con il succo di frutta. Stendere con l’aiuto di un cucchiaio la marmellata e distribuire le fragole lavate e tagliate (o altra frutta di stagione, a piacere). Servire.
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Se volete saperne di più andate qui
https://www.facebook.com/moulinex.italia
http://www.cuisinecompanion.moulinex.it













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8 aprile 2014

Quaresima, cenere sul capo e la mia crostata di marmellata e scorza di limone

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(Quando ho scritto questo post avevo uno stato d’animo corrispondente a questa musica… https://www.youtube.com/watch?v=M1fUgpYSdpo)

Vabbè che siamo in Quaresima. Vabbè che siamo tutti peccatori (vedi post precedente). Vabbè che dobbiamo cospargerci il capo di cenere ammettendolo. E vabbè che dobbiamo saper accettare di aver torto ed essere umili. Ma certe volte la rabbia supera anche l’auspicabile umiltà.

Vi racconto.

Ho preso un’altra multa. Mi direte, e vabbè ma allora sei tu… E che ne so? Ma il fatto che la legge non ammette ignoranza è proprio giusto? Se tu, uomo delle forze dell’ordine (scritto minuscolo tiè), mi fermi con la paletta e la faccia di chi dice ‘ti ho beccata’ e io mi fermo buona buona. Già il tono autoritario con cui mi dici ‘spenga il motore!’ lo considero un abuso di potere. Poi mi dici… patente, eccola, libretto, eccolo, assicurazione, ecco il tagliando. Guardi la mia cintura di sicurezza e mi dico brava, auricolare del telefono, e mi sento ligia al dovere io. Poi mi dici ‘certificato di assicurazione’, e io ‘cheeeee????'. ‘Signora, sa quel foglietto da cui stacca il contrassegno dell’assicurazione? bè quello’ E io, ‘ma quello lo consegno al commercialista per scaricare….blablabla’. Tiè allora beccati sta multa. Signora non si innervosisca, stia calma, ma deve accettare la multa.

Vabbè, ho capito che la legge non ammette ignoranza, ma dove li comunicano ‘gli aggiornamenti’ delle leggi stradali? Quando ho preso io la patente non esisteva quest’obbligo. E se non faccio dei corsi di aggiornamento sulla patente, chi me le dice queste cose? Perchè ammettetelo, la maggior parte di voi intanto lo porta con se solo perchè in automatico quando ritira il contrassegno infila nel libretto il certificato. E non perchè sa che è obbligatorio. Sgrunt.

Molti dei suoi nonni, i bistriquadrisnonni, sono stati ricordati con veemenza, in quei cinque minuti. Lui ha conservato una calma divertita che ha avuto l’effetto di potenziare l’evocazione dei suddetti avi, fino ad Adamo. Ma alla fine diciamo che di fronte alla LEGGE, ho dovuto abbassare la testa e accettare la condanna. Ma l’unica cosa che posso ammettere è che IGNORAVO la legge del certificato, ma non posso accettare di essere definita ‘TRASGRESSORE’.

Almeno ho avuto la soddisfazione di veder scritto sul verbale alla voce ‘dichiarazione del trasgressore: è meglio non dichiarare quello che ho in mente in questo momento’- E quella parte me la incornicio.

Come giustificare la ricetta di oggi?

volevo scrivere cose belle, tutte quelle che avevo in mente quando l’ho preparata. E vantarmi di aver intrecciato con precisione le strisce della frolla, che ho creato tute uguali usando addirittura il righello per portare il segno e misurarle precise precise.

Invece guardandola, ora mi viene in mente solo l’intreccio complicato delle strade perverse che percorre la legge, per spillare soldi alla gente. E a me, che devo pure accettare per forza il fatto di NON aver ragione.

Sono arrabbiata, ma mi passerà.

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Crostata con marmellata e scorza di limone (English version below)

- 300 g di farina

- 180 g di burro buono ammorbidito

- 100 g di zucchero

- un uovo

- un pizzico di sale

- mezzo cucchiaino di lievito per dolci

 

- due limoni freschi e biologici

- un barattolo di marmellata possibilimente di ciliege, a pezzettoni

- zucchero a velo per la decorazione finale

 

Impastare velocemente tutti gli ingredienti per la frolla + la scorza di uno dei due limoni

Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla in frigo a riposare per almeno un’ora.

Dopodicchè stendere 2/3 della palla e foderare una teglia per crostata.

Bucherellare il fondo. In una ciotola mescolare la marmellata e il succo di mezzo limone.

Distribuire la marmellata sulla frolla nella teglia. Grattugiare la scorza dell’altro limone.

Stendere il resto della frolla, spolverizzare con un pò di farina. Con l’aiuto di un righello tagliare (con la rotella dentellata) tante strisce uguali. Formare una griglia come quella della foto, direttamente nella teglia.

Sistemare sulla placca del forno e cuocere in forno già caldo a 180° fino a doratura.

Far raffreddare e servire spolverizzato di zucchero a velo.

Purtroppo la foto finale l’ho fatta al volo, senza zucchero, perchè non ho fatto in tempo…. è finita in un istante…..

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Tart with jam and lemon zest

- 300 g flour

- 180 g butter, softened and good

- 100 g  sugar

- 1 egg

- A pinch of salt

- Half a teaspoon of baking powder

- Two fresh organic lemons 

- A jar of cherry jam 

- Icing sugar 

Mix quickly  all the ingredients for the pastry and add zest of one lemon

Form a ball, wrap in plastic wrap and put it in the fridge  for at least an hour.

Spread 2/3 of the ball and put it in a tart pan .

In a bowl mix the jam and the juice of half a lemon.

Spread the jam on the pastry into the pan . Grate the zest of the other lemon.

Spread the rest of the pastry , sprinkle with a little flour . With the help of a ruler cut, make many equal strips . Form a grid like the one of the photo, directly into the pan .

Place on a baking tray and bake in a preheated oven at 180 degrees until golden brown.

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4 aprile 2014

Elogio della patata

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Da qualche giorno sul web impazza ‘la patata’, nel senso del tubero. E le strategie di comunicazione preferiscono pubblicità sfacciatamente ammiccanti che suscitano subito scalpore e attirano curiosità e attenzione. E, dietro la maschera, fioriscono sorrisetti e consensi perchè piacciono da morire. Io per esempio rido alla vista della faccia da schiaffi dell’’intenditore’ Rocco Siffredi. Pur non essendo assolutamente un’appassionata del ‘genere’, a me la sua capacità di ironia e autoironia mi porta a considerarlo un mito. Applausi a chi ha avuto il coraggio di scegliere lui e le parole che dice. Bravi.

Poi c’è l’altra patatina, pubblicizzata dal ‘giudice più duro e bruto del web’, fascino del'l’incazzato nero, che tanto piace alle donne (vedi l’altro perenne incazzato Mourinho). Categoria dell’uomo che non ho ancora capito se per piacere ha scelto la strategia del non sorriso o se proprio non gliene frega niente di piacere. Ma non credo, visto che continua a mietere sospiri e consensi. E persevera. La sua apparente rigidità, che si scioglie in un gioco di polso meraviglioso, nella preparazione della sua ‘omelette’, fa di lui un indiscusso sexsimbol della cucina. E li che tutte quelle che dicevano ‘antipatico ma piace’, sono rimaste esterrefatte e imbambolate e da allora in poi hanno rivisto migliaia di volte la ricetta con la scusa di impararla bene, ma in realtà solo per vederlo all’opera, con polso sicuro e volitivo, e hanno solo detto ‘piace’.

Ovviamente lui è bravissimo, strabravo, ed è per questo che lo hanno chiamato per ‘interpretare’ la patatina in cucina. E l’hanno fatto pure santo. Non mi interessa quanto gli hanno dato (e ha fatto bene ad accettare), non mi interessano i soliti giudizi degli invidiosi. Non so se e in quanti useranno il prodotto come consigliato da lui, ma di sicuro se ne parlerà e tanto. Intanto gli ammiratori sospireranno nel vedere ‘ancora e ancora’, il cuoco bistellato dal sorriso non facile.

Ieri quando impazzavano sul web hashtag e patatine, ho sorriso alla coincidenza (scema) del piatto che avevo preparato io. La patata lessa. A dire la verità mi è venuta in mente un’intera enciclopedia di doppi sensi e ridevo da sola come una scema. Erano tutte irripetibili, e della serie delle battute dei ‘fichi secchi’ ma detti nella variante femminile del dialetto locale….. e per questo, per parlarne,  dovrò aprire un blog assolutamente anonimo…. e chissà che già non l’abbia fatto.

Intanto ho preparato la patata come Dio comanda, con mille sapori. Perchè essa, si sa,  è versatile e si presta a tutte le esigenze. E, parafrasando Rocco, semplice, bianca, rossa, viola, come la volti e la giri, da sola o con altri ingredienti è sempre un delirio.

Cracco se ci sei, comincia a prepararmi un’omelette per favore, che arrivo. Ti ho scritto pure un post, dai….

Non sono abbastanza creativa da dare un nome strafigo alla ricetta, ma ci proverò…

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Letto di patata lessa con Tonno del Mediterraneo al pepe nero e altre  erbette.

- Patate farinose

- Tonno sott’olio fatto in casa (vedi qui) oppure uno buono buono

- pomodorini ciliegino

- pepe nero in grani

- una costa di sedano

- battuto di olive leccino

- origano fresco, timo fresco e prezzemolo

- olio extravergine buono buono

- sale

Lessate le patate in abbondante acqua, fino a quando i rebbi della forchetta entreranno con facilità. Nel frattempo preparate i condimenti. Estraete dal barattolo i filetti del tonno e sfaldateli grossolanamente. Lavate la costa di sedano, eliminare i filamenti e tagliarlo julienne. Schiacciare grossolanamente i grani di pepe nero. Sminuzzare il prezzemolo, l’origano e il timo.

Sbucciare velocemente le patate, che devono rimanere calde per essere gustate al meglio (che fredde non le vuole nessuno).  Schiacciarle con i rebbi di una forchetta. Condirle con sale, pepe e olio extravergine (abbondare perchè ne assorbe tanto e ne ha bisogno per insaporirsi e diventare morbida). Assemblare il piatto nel seguente modo: letto di patate, erbette, tonno, julienne di sedano, battuto di olive leccino (preparato con olive leccino, acciughe e capperi) distribuito qua e la. Pomodorino centrale. Ancora un filo d’olio versato anche sul pomodorino e ancora pepe.

Voilà.

Ciao Cracco!

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