24 aprile 2012

Mediterraneo

Io vivo in una terra magica dove il sole bacia con delicatezza la terra e dove la terra ringrazia producendo frutti ricchi di colori e sapori.
Qui la terra incontra il mare e ci regala profumi inebrianti.
E in questo luogo così particolare tutto è ispirazione.
Per la poesia, per la letteratura, per la musica, per la cucina.
Ed è qui che è nata un'idea di cucina semplice e sana, che trova spunto nella natura e che qui può esprimersi in mille piatti che appagano la vista con i loro colori, la gola con i loro sapori, il naso con i profumi e il cuore per la  loro genuinità.
Nel passato gli uomini hanno solo saputo ascoltare queste ispirazioni. 
Oggi solo animi sensibili al giusto richiamo decidono di farsi portavoce di questo semplice messaggio che sa di buono e che rappresenta un grande tesoro da cui attingere consigli per la nostra salute.
In mezzo a queste campagne nascono antiche costruzioni di pietra, le masserie, riportate allo splendore di una volta da persone che non hanno mai dimenticato il valore del passato e vogliono farlo conoscere a chi non è ancora mai passato di qui.
E qui una donna speciale, Marisa Melpignano, ha deciso di aprire le porte della sua meravigliosa casa, ora divenuta un prezioso hotel immerso in 100 ettari di uliveti e fiori, per far conoscere la nostra cultura e il nostro territorio.
La Masseria San Domenico è abbracciata dal mare e dalla campagna. Si trova in un posto privilegiato, vicino a centri di interessi culturali, ed è un riservatissimo e silenzioso posto dove trascorrere le proprie vacanze o semplicemente per allontanarsi dalla frenesia del quotidiano e rifugiarsi nelle mani esperte di chi sa offrire massaggi e trattamenti rilassanti e di cuochi attenti e raffinati che sanno proporre ai più alti livelli  i sapori del nostro mediterraneo.
Marisa Cartotto e Marisa Melpignano
E dalla volontà della signora Melpignano e dalle capacità organizzative della bravissima Marisa Cartotto, nasce un evento che segna l'inaugurazione della Fondazione Dieta Mediterranea qui in Puglia.
L'idea è straordinaria.
Mediterraneo non significa ovviamente solo Puglia, ma anche tanti altri Paesi che qui si affacciano e che come noi hanno seguito in cucina la stessa ispirazione.
Ed è per questo che in questo splendido posto, La Masseria San Domenico, si sono incontrati i rappresentanti della migliore cucina della Spagna, del Libano, di Cipro, di Taormina e di Ceglie, per una simpatica sfida, il Contest 'Cuciniamo Mediterraneo', che voleva far conoscere le varie interpretazioni della dieta Mediterranea.

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19 aprile 2012

Burro alle erbe aromatiche


Da sempre mi sono sentita come 'l'acqua del mare', in continuo movimento che non riesce mai a stare ferma. Come i bambini curiosi. Come il vento nel cielo. Come i pensieri. Come le idee.
Ma quando si è più giovani, si è prigionieri di mille insicurezze, come i giudizi, i pregiudizi, le paure, le incertezze, che si intrecciano come fili e che ci impediscono di volare davvero.
Anche una battuta, un'idea un pò strampalata, una parola un pò azzardata, un pensiero scandaloso, restano nell'angolo del buon senso.
Ma piano piano, crescendo, i fili scompaiono, e le idee vengono fuori in allegria, (ovvio, se le mente è sgombra da pensieri neri!) e prende forma un progetto, la voglia di organizzare per stare insieme. 
Ma tutto nasce dal bisogno di condividere le cose che mi piacciono perchè, chissà com'è, vivere da sola un'emozione, mi emoziona.... di meno.
E così stanno nascendo idee per nuovi corsi....

Vi ricordate il mazzo di erbe aromatiche dell'altro giorno? bene, mi ha ispirato una ricetta piccola, apparentemente banale, ma di effetto strabiliante se accostata alla giusta base. 
Se per caso avete deciso di preparare una bella pagnotta di farina integrale, quando è ancora calda, spalmate su una fetta questo meraviglioso burro aromatizzato alle erbe.... e vedrete che pane e profumi è una delle cose più buone da gustare.... da soli, ma ancor di più in compagnia...


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18 aprile 2012

Quiche patate al prezzemolo e pancetta


E' tempo di liberarsi, liberare la mente e lo spazio intorno.
E' tempo di trovare tempo.
Sono stanca di dire sempre 'non ho tempo', 'non ce la faccio a fare tutto'.
Ho cominciato poco tempo fa a buttare via roba mai usata in attesa implorante di essere riutilizzata. Ma di cui  poi alla fine, quando l'ho buttata via, non ne ho sentito per niente la mancanza.
Ho continuato ieri sera, buttando via cose che servivano (a me???)  come promemoria sul blog....
Via via... ho fatto pulizia. Spero piaccia l'essenzialità perchè è li che mi sto dirigendo.
Voglio fare anche piazza pulita delle paure, delle insicurezze, delle incertezze quando guardo al futuro.
E togliere tutte le nostalgie che mi fanno camminare con la testa rivolta alla strada percorsa.
Voglio guardare avanti e imparare a vedere di nuovo i colori.
E se questo richiederà di rallentare e fermarsi un pò per ritrovare il proprio tempo, un ritmo nuovo, allora lo farò.
Confido nella nuova stagione che spero arrivi presto. E nell'aria profumata di erba che sentirò la mattina appena sveglia, nel fresco dell'alba,  nell'azzurro di un mare in cui mi immergerò per eliminare i rumori di fuori e finalmente ascoltare il suono di dentro, e nei nuovi occhi con cui voglio imparare a guardare quello che ho e a stringermelo al petto, e poi lasciarlo andare.
Confido, spero, voglio.
E che cominci la strada della nuova stagione.

Cominciando con il realizzare tutte le cose, ricette comprese, che ho appuntato su un post it.
E questa e la prima.


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15 aprile 2012

Chips di patate con foglie di salvia


Questa è una richiesta di pat pat sulla spalla.
Il mondo di una foodblogger è pieno di incomprensioni, sappiatelo.
A fronte di una gran voglia di preparare delle cose carine, succulente, originali, c'è sempre una semplice e banale aspettativa di un piatto caldo, magari tradizionale, che spegne tutti gli entusiasmi.
Oggi son tornata a casa con un bel mazzetto di asparagi, un 'bouquet' di erbe aromatiche, tra l'altro bellissime e profumatissime, e ho cominciato a preparare il pranzo.
Con stuzzichino per aperitivo.
Queste chips le avevo viste su una rivista di cucina e mi erano piaciute, immaginando il loro sapore, e avevo fatto l'orecchietta al foglio. Oggi con questa salvia freschissima ho deciso di prepararle. Il commento del marito è stato 'e il pollo dove sta?', il figlio piccolo 'ma la foglia si mangia?', il figlio grande di fronte al mio sguardo prima in attesa di complimenti e poi carico di delusione, si è astenuto dal commento, magnanimo.
Passiamo al pane.
Ho preparato una pagnotta di pane integrale, buona e profumata e calda.... da abbinare al burro alle erbe (che posterò la prossima volta...)  e il commento dei figli... 'ma un pane 'normale' non c'è?
E la loro inquietudine si è placata davanti al piatto del ragù.
Mi sa che mi licenzio....




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11 aprile 2012

Crostata di ricotta di una volta, alla tavola della mia Pasqua


Mi son buttata sul divano solo per qualche minuto. Occhi chiusi e tanta stanchezza addosso. E' il pomeriggio della festa e ho deciso di fermarmi per un pò prima di continuare. E mentre mi sciolgo nell'abbraccio del divano e aspetto di dormire profondamente per qualche minuto, ascolto. E le voci mi arrivano da lontano. Tutte insieme. Le risate di felicità per la sorpresa trovata nell'uovo. E i gridolini per montare subito quel gioco di plastica e l'invito/obbligo del 'dai dai vuoi giocare con me', rivolto a papà e zii...
E le risate che arrivano da fuori, dai ragazzi che nonostante le età diverse si son ritrovati a pari livello davanti ad un pallone mezzo sgonfio per segnare gol. Dal piccolo di 6 anni al grande di 21.... tutti insieme a fare squadra e a segnare reti immaginarie.
E i lunghi discorsi di mamma, papà e consuocera. E il gioco iniziato che vede trasformarsi in bimbi piccoli anche i miei fratelli che gli anta li hanno superati.
E mio marito che alimenta il bellissimo fuoco sempre acceso. E il profumo di fiori di ciliegio che entra ogni volta che si apre la porta. E il cielo che si intravede un pò nero, un pò turchese.
E subito dopo tutti a raccogliere asparagi, che tanto non si può dormire.... e il primo papavero trovato e i trifogli sparsi ovunque.
E un dolce di ricotta buonissimo, da mangiare al ritorno dalla passeggiata.....
E così è trascorsa la mia Pasqua. Con cose buone e belle fuori e dentro di me.


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5 aprile 2012

Pausa caffè e un'idea per il picnic: Polpettine di verdura e ricotta alle erbette


Eccomi qua, come ai vecchi tempi, quando il blog era un luogo di pace dove fermarmi la mattina presto prima di iniziare la corsa della giornata e riversare i miei pensieri o la sera tardi prima di andare a dormire, e concedermi quattro chiacchiere con chi mi legge, come con vecchi amici.
E stamattina con il mio caffè voglio fermare un pò il tempo. 
Il ritmo della vita, delle giornate, del blog stesso e di quello che mi ha portato, è diventato troppo frenetico. E sento che bisogna rallentare un pò.
Fuori oggi non c'è il sole ma un grigio velato e diffuso che invita alla calma. E' la settimana Santa ed è giusto che sia così. Siamo, sono, troppo lontana dalla spiritualità di questo periodo. Ci stiamo perdendo dietro problemi che reclamano attenzione e dietro a preoccupazioni che gridano allarme.
Viviamo come farfalle impazzite in un paese che sta crollando e ci sta buttando addosso solo pessimismo.
Ma non voglio allargare troppo lo spazio su cui riflettere.
Voglio restare qui, nella mia cucina a pensare a quello che di buono ho intorno a me, a cucinare un paio di dolci per amici che me l'hanno chiesto e a cui li farò con molto piacere, agli impegni che oggi vorrei saltare, alla rincorsa che devo prendere per forza fra dieci minuti, ai figli e al marito che fra un pò avrò con me, finalmente, ad organizzare il pranzo di Pasqua, a raccogliere i fiori di lillà che saranno già fioriti in un campo abbandonato vicino al mio.
Mi piace guardarmi e compiacermi di questa immensa vitalità a volte esagerata che mi porta a fare mille progetti e a realizzarne solo pochi. A riflettere anche sull'eterna malinconia del mio carattere, quando sono sola, che si trasforma in pura energia e sorrisi quando sono con gli altri.
Alla voglia di ridere che ho ogni volta che non mi sento bene e chiamo qualcuno per alleggerirmi il cuore delle mie angosce e puntualmente dall'altro capo del telefono mi sento dire 'aaaaaaaa meno male che hai chiamato, sai, quando sento la tua voce mi sento meglio. Sai perchè mi sento.....bla bla bla', e giù a sciorinare malanni che travolgono ogni mia intenzione di sfogarmi per me stessa.
E li che fai? ridi e ti senti già meglio.
E guardo la mia casa, sempre con mille cose da fare, che richiederebbero almeno un paio di giorni di attenzione pura, prima di ricominciare dall'inizio.... e non invidio comunque i 'mausolei' perfetti e luccicanti di alcune casalinghe perfette in cui anche se piombi all'improvviso non trovi mai una sedia fuori posto.... 
Come faranno? non avranno un blog penso....
Vabbè..... i pensieri sono tanti, e ho già preso il secondo caffè....
Posto velocemente una ricetta che potrebbe tornare utile per il picnic di pasquetta, pioggia permettendo...
Grazie per la compagnia... e buona giornata....
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3 aprile 2012

Tagliatelline alici, pistacchi e pangrattato all'arancia, su crema di finocchi e la Bella Estate

Sono le 12,00 di un giorno dal tempo incerto. Vento, sole, freddo e un timido caldo si rincorrono. Come anche la mia voglia di primavera, resa timorosa da una strana, nuova allergia a qualcosa che mi regala solo un umore instabile.
E allora mi rifugio come sempre nella fantasia, dove trovo sempre un gancio che mi riporta su e mi fa vedere il sole.
Un giorno mi è arrivato un pacco che conteneva una bottiglia di vino con l'invito ad inventare una ricetta che si potesse abbinare.
Dico, bella sfida... un vino dolce da abbinare ad un piatto salato. 
Ci voleva solo il momento e lo stato d'animo adatto. E così è stato. Era oggi quel momento.
Ho cominciato stappando la bottiglia. Ne ho sentito il profumo e qui, già mi è arrivata la primavera....
Poi l'ho assaggiato ed è partita la sinfonia. Un profumo ricco e intenso di fiori e la dolcezza di un vino che sa di terre lontane mi ha regalato un momento magico dell'estate più bella.
Il vino si chiama appunto 'La Bella Estate'  (Piemonte Moscato, Passito di Terre da vino) e devono essere davvero dei maghi coloro che l'hanno creato e gli hanno dato il nome.
Subito nella mia mente e nel palato si sono affacciati i sapori che avrei voluto accostare. E così è nata questa ricetta che, vi giuro, è meravigliosa.
Lo so che sembro 'il fagiolo che si vanta da solo', ma vi scrivo dopo averla assaggiata, anzi no, gustata con l'ottimo vino.
Mi hanno sfidato, e io ho accettato la sfida...
Ora vi sfido io a provare e mi direte....

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