31 marzo 2010

Spaghetti e cicorie con cacioricotta e sugo di pomodorini freschi al basilico


Saltelliamo dentro e fuori gli stati d'animo gioiosi soledipendenti e malinconici (ormai infastiditi) pioggiasofferenti. E questo è l'elemento che accomuna tutti i blogger in questi giorni.
Tanto che mi sono così stupita di non aver altro da dire che quasi quasi stavo per chiedere le ferie anch'io dal blog. Ma oggi, dopo una mattinata da stress da capocantiere, son tornata a casa esausta (parola preferita da mio figlio, quando pretende il riposo dell'intellettuale che non vuole e non DEVE essere disturbato) e mi son vista costretta a preparare il pranzo. Ma la stanchezza richiede leggerezza e allora ho preparato uno dei piatti preferiti della mia mamma che abbina tutte le verdure alla pasta e non so com'è ma tutto diventa speciale, soprattutto perchè usa i prodotti freschi e li cuoce appena. 
Ora mi sto concedendo 5 minuti di pausa e, nell'attesa che il caffè sia pronto, scribacchio qualcosa. Poco fa ho sentito un rumore familiare giù per la strada. Il rumore del 'motocarretto' Ape di Giulio, un fornitore locale 'a domicilio' di bibite e acqua. E si perchè noi, anche se abbiamo l'acqua buona, anche se non abbiamo dei problemi fisici particolarmente invalidanti, ci piace comprare di tanto in tanto  delle bibite e latte di mandorle ecc.... dal signor Giulio, ma, soprattutto la cosa ci fa sentire speciali perchè ce le consegna a casa, con una puntualità incredibile. Alle 15 di pomeriggio si sente arrivare il 'tatatatatata' del suo splendido mezzo comodissimo che si infila dappertutto, carico di tante cassette che solo a vederle ti dissetano. E mi è tornato alla mente il primo incontro.
Mi ero informata su questo tipo di servizio a domicilio e mi avevano dato il nome sbagliato della persona e nemmeno il suo numero di telefono. Quindi non sapevo come rintracciarlo. Un giorno sento il suo 'motocarretto' fermarsi sotto il mio balcone per consegnare ad una signora a fianco. Mi affaccio e chiedo 'Scusi, Lei si chiama Biagio?' perchè così pensavo si chiamasse.
'No, signora, mi chiamo Giulio' 
'A si, va bene lo stesso. Magari se mi lascia il numero, uno di questi giorni la chiamo per un ordine'.
Mi da il numero. Dopo qualche giorno perdo il numero. Aspetto che ripassi. Ripassa. Mi affaccio e da imbranata gli chiedo:
'Scusi, lei si chiama Biagio?'
E  lui con gesti alla Aldo (di Aldo, Giovanni e Giacomo...) 'Signò, jì sò Giulio, Giulio....me l'hai chiesto l'altro giorno arrèèt (per gli alieni.... arrèt= di nuovo).
Ovviamente mi sono sentita una rimbambita, ma una rimbambita umile e allora  ho avuto la mia solita reazione delle situazioni imbarazzanti. Sono scoppiata a ridere e gli ho chiesto scusa e ho fatto subito l'ordine, dal balcone.
Bè il caffè è pronto, scrivo velocemente la ricetta e vi saluto. Alla prossima. 
Madòòòò che corsa ragazzi............

Spaghetti e cicorie con cacioricotta e sugo di pomodorini freschi al basilico

- Spaghetti (50 g a persona)
- Cicorie (puntarelle romane)
- olio extravergine di oliva
- pomodorini 
- cipolla
- basilico
- cacioricotta fresco

Mettere l'acqua per la pasta. Nel frattempo spuntare le cicorie e metterle a bagno in acqua fredda. Appena l'acqua bolle mettere le cicorie, aspettare che riprenda il bollore e aggiungere gli spaghetti. Solo ora cominciate a preparare il sugo. In un tegame mettere dell'olio extravergine di oliva con la cipolla, i pomodori a metà e qualche foglia di basilico. Aggiungere un pò di sale e cuocere a fiamma vivace fino a quando è cotta la pasta. 
Scolare gli spaghetti e le cicorie, condire con abbondante cacioricotta grattugiato e sugo di pomodorini. Aggiungere basilico fresco e servire.
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26 marzo 2010

Biscotti integrali (...o meglio finti integrali)

La primavera, come un virus benigno, ha contagiato tutti. E così si avverte in maniera tangibile la frenesia, tutta intorno. Case di campagna che si riaprono al primo sole e ragni e ragnatele cacciate fuori da scope veloci. Voglia di cambiamenti, dentro e fuori e lavori di imbiancamento di muri che rischiarano tutta la Murgia. Ieri ho piantato i primi fiori nell'aiuola del mio trullo: antiche violacciocche ricche di profumo e colori. Rosa, fucsia, lilla e viola. 
E tornano i ricordi di tempi lontani, quando la mia nonna prima di sera innaffiava i suoi fiori e tutt'intorno si spandeva il loro profumo. Ed è per questo che ho piantato gli stessi fiori.
E oggi, venerdi, già per me un giorno di sole, assaporo un momento di pace.
Poco fa l'allegra compagnia degli amici di mio figlio son passati di qui, a rapirlo e schiamazzando nella quiete del primo pomeriggio son partiti per andare 'ad asparagi'.
Quanto li adoro questi ragazzi, pieni di vita, ma capaci anche di grandi pigrizie, che durante i pomeriggi d'inverno, per spezzare il ritmo dei compiti si chiamano e organizzano 'una cioccolata calda con biscotti' a casa di uno di loro. E amo sentirli parlare e ridere e complottare scherzi e cene tra loro. Sono orgogliosa dei miei figli e anche dei loro amici, e se potessi, me li terrei tutti qui intorno a preparare per loro mentre studiano o schiamazzano.
Mi mancheranno molto il prossimo anno, quando ognuno prenderà la sua strada, alla fine del liceo... Ma intanto ho ancora gli amici metal del piccolo, che mi fanno morire quando fanno i duri e alternativi. 
Questa non è una casa .... è un porto di mare, e quanto mi piace.
Tra una cosa e l'altra ho fatto dei biscotti belli e buoni, che sembrano dietetici, ma non lo sono per niente. E che mangiati caldi sono di un buonoooooooo.
Biscotti integrali (... o meglio, finti integrali)
- 500 g di farina integrale
- 100 g di farina 00
- 250 g di zucchero di canna
- 250 g di margarina o 200 di burro (lo so, lo so, non mi dite niente!!!!!)
- mezza bustina di lievito per dolci
- 3 uova piccole o 2 grosse
- circa 100 g di latte
- zucchero semolato per spolverizzare.

Unire prima tutti gli ingredienti solidi, poi il burro o la margarina morbidi,  e poi piano piano aggiungere quelli liquidi. Viene un impasto morbidissimo che io ho inserito in un saccappòsc (lo so che si dice 'sac a poche', ma a me piace dirlo così) c#on un beccuccio per dolci e ne ho fatto bastoncini ricci e arrotolati.
Spolverizzate con zucchero semolato e cuocere in forno a 180° per circa 15 minuti. Ma ognuno conosce il suo forno, quindi controllate.
Dentro restano morbidi e fuori croccanti. E spariscono subito.

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23 marzo 2010

La piantina di Pasqua

E' così che comincia la primavera...
Con una pianta lasciata crescere al buio e poi vestita di fiori in una settimana di passione. Con il viso che si lascia bagnare dalla pioggia che ancora ti sorprende mentre gioivi per il sole. Con le piante delle rose e dei lillà che mettono radici nell'acqua e vogliono andare a vivere nella terra. E l'ulivo che chiede di essere spogliato. E i ciliegi che lentamente si vestono di bianco. E la luce che inonda sempre prima il tuo risveglio. E una strana frenesia, dietro la tua finestra, che si   trasforma in canto. Ho passeggiato per i campi bagnati di pioggia mentre un profumo di fiori nuovi si spandeva intorno a me. E' bello vedere che ogni anno la terra mantiene le sue promesse e ti regala le sue magie per il tempo che ti è concesso. E scandisce con la sua calma un ritmo che dovresti fare tuo, fermandoti, assaporando, gustando lentamente questo grande dono che è la vita che rinasce.
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19 marzo 2010

Il mio papà

Quando il tempo era ancora tutto da riempire e la vita tutta da immaginare e lo stupore era sempre nei miei occhi, un bel principe, ma bello davvero, riempiva le mie giornate con il suo amore e le sue carezze e mi chiamava e mi trattava come una principessa. Mi illuminavo ad ogni suo ritorno, e sognavo quando l'abbracciavo e conservavo nella parte più preziosa della mia mente il suo profumo. Devo a lui e alle sue storie la mia voglia di sognare e raccontare, al suo esempio la mia convinzione che l'onestà e la purezza di animo rendono speciali le persone e alla sua semplicità e capacità di godere di poco, l'ottimismo che mi accompagna da sempre.
Lui era ed è il mio papà. Ed è ancora lui che si illumina oggi quando vado a trovarlo e mette il muso se non vado tutti i giorni, e viene a trovarmi a casa per parlare un pò da soli, perchè a casa sua mamma vuole sapere sempre cosa stiamo dicendo ...
Ed è sempre gelosissimo di me ancora oggi che ho, diciamo, una certa età, e se mi vede parlare con uomini sconosciuti si avvicina con lo sguardo indagatore e attaccabrighe e aspetta che lo presenti, per poi tranquillizzarsi. E lui che pensa che viviamo ancora nel mondo del libro Cuore, dove l'onestà e i buoni sentimenti vincono sempre e basta chiedere scusa o rimproverare qualcuno per redimerlo..... 
Lui che è felice solo quando ha intorno a se tutti, figli e nipoti con i quali organizza 'la serata del pollo e cocacola'.
Ed è sempre lui che ogni volta che entro in casa mi dice ancora 'è arrivato il sole di casa mia'.
 Ti voglio bene papà.....

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18 marzo 2010

Crema di lenticchie con gamberi al rosmarino e bruschetta all'aglio

I lavori del trullo procedono. A rilento ma procedono. Tutti coloro che hanno vissuto l'esperienza della ristrutturazione di un qualcosa,  SANNO che è un inferno in cui i diavoli si scatenano e inforcano le vittime malcapitate nella figura dei proprietari.
Innanzitutto premetto che: non ho niente da dire sulle categorie dei carpentieri, elettricisti, intonacisti, trullari, paretari (x gli alieni: costruttori di muretti a secco), se lavorano bene e fanno il loro dovere. Ma non se cominciano a trovare la scusa della pioggia (quando devono lavorare all'interno!!!), scuse sul  muro non venuto esattamente a piombo ('signò l'hai voluto tu grezzo e non allisciato!'), e sull'intonaco venuto scuro ('signò io ho lavorato a Bressanone e li, che ne capiscono, fanno tutti quest'intonaco marroncino!', ' e io sul contratto ti avevo detto BIANCO!!!, non ne capirò come quelli di Bressanone, non me ne vogliano per carità, ma io lo voglio BIANCO...), sull'angolo non proprio a 90° ('signò mi sono ispirato alle pareti tipiche del trullo che sono storte!')..... insomma devo continuare? La primavera è alle porte e io sono stanca di fare il capocantiere di un cantiere rallentato e inefficiente, per non dire di peggio che finisce sempre in '...efficiente'.
Bene ci siamo sfogati, allineamoci al clima di questa splendida stagione che è (leggi dovrebbe essere) la primavera e sentiamo dentro di noi il clima della rinascita.
Traduzione: io ho voglia di cose nuove, di un viaggio, di uscire, di fare le pulizie di primavera estese a tutti gli ambiti della mia vita, casa, campagna, armadio, progetti..... taglio di capelli, colore degli occhi anzi delle mie lenti a contatto, colore dei vestiti, vestiti nuovi, peso (quello è un'illusione), sport (altra  illusione)...., ricette... provare nuovi sapori....
Insomma a quanto pare questa primavera fa più male che bene.
E oggi, all'insegna della novità, ho utlizzato gli ingredienti di una ricetta tradizionale per creare (o meglio assemblare) un piatto originale.
Che è stato molto apprezzato dal pargolo metallaro che si è espresso con occhi chiusi e sognanti, un ampio giro di mano roteante sottolineando il tutto  dal suono 'MMMMMMMMMMMMMM'.
Crema di lenticchie con gamberi al rosmarino e bruschetta all'aglio
- lenticchie
- sedano
- prezzemolo
- aglio
- gamberetti freschissimi
- rosmarino
- pane tipo sfilatino o per bruschette
- olio extravergine di oliva

In una pentola alta per legumi mettere le lenticchie lavate, un gambo di sedano, il prezzemolo, degli spicchi d'aglio e il sale. Coprire di acqua e mettere a cuocere fino a quando saranno diventate morbide, ma non sfatte.
Tagliare a fette il pane, salarlo leggermente e passarlo in forno per far abbrustolire.
Appena cotte le lenticchie metterle in un frullatore con un filo d'olio e ridurle in crema morbida. Nel frattempo in una padella larga versare un filo d'olio e un rametto di rosmarino. Quando sarà caldo versare i gamberetti sgusciati e saltare velocemente, aggiustando di sale.
Servire la crema di lenticchie con i gamberetti e le bruschette strofinate con l'aglio. Irrorare con un filo d'olio crudo.

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16 marzo 2010

Frittelle

Cos'altro aggiungere?
Questo è  il metodo usato per sconfiggere il grigio, le giornate che cominciano male, gli attacchi di solitudine, le crisi ipoglicemiche, le cattive notizie in tv, l'inverno che non va via, la schedina non vinta, gli operai del trullo che ti fanno arrabbiare, il lunedi, la noia, la stupidità e l'ignoranza, i progetti che non decollano, le orecchie che non ascoltano, le alternative che non nascono, i viaggi rimandati....
... ma anche per festeggiare il cielo azzurro di oggi, le fughe d'amore, il pranzo della domenica, le serate con gli amici, le canzoni gridate,  i fiori che stanno rinascendo, le buone notizie che ogni tanto arrivano, la primavera che si sente nell'aria, la salute che ci viene donata, il venerdi, la genialità e l'allegria, i progetti sperati, i cuori che battono sempre, il lavoro che abbiamo, i viaggi che faremo insieme.


Frittelle
- 100 g di farina
- 100 g di latte
- 1 uovo

- zucchero a velo
- nutella
- olio di semi di arachidi per friggere


Mescolare  con una frusta gli ingredienti e con gli appositi stampini (che si trovano anche su ebay)  friggere le frittelle nell'olio caldo.
Spolverizzare con zucchero a velo. In caso di golosità esagerata aggiungere anche la nutella.
Per spegazioni sull'uso degli stampini cliccare qui.
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15 marzo 2010

Cavatelli con ceci e baccalà


Eppure oggi c'è il sole!!!! Non riesco a capire come mai, già di buonora, certe giornate nascano storte. Approfitto del tempo che ci vuole per preparare un caffè bollente, per sfogarmi un pò ed avere, come dire', 'compagni al duol'....
Già se la sveglia non suona perchè proprio durante la notte si è scaricata la batteria cominci male, perchè non hai il tempo di 'renderti conto' del passaggio dal mondo dei sogni a quello reale. Svegli i figli, ovviamente in ritardo, perchè loro ancora la sveglia non si sognano di metterla.... e li spingi letteralmente fuori di casa dicendo 'presto, presto è tardi, correte, che non ve la faccio la giustifica, perchè gli zaini si preparano la sera prima e non all'ultimo momento....' e pensi che, basta fermarti un attimo ad organizzare, e tutto andrà per il verso giusto.
NO, non è così.
Dici 'dai solo cinque minuti, aggiorni il blog, saluti gli amici su facebook, fai l'elenco delle cose da fare oggi e poi parti, dai'.
Ma.... scarichi le foto e ti accordi che qualcuno ha cambiato le impostazioni e le tue splendide foto di ieri che non vedevi l'ora di pubblicare..... non si possono scaricare....il formato del cavolo non è compatibile con qualcosa del computer......
Apri la posta e ..... scopri che è successo qualcosa, forse un virus schifoso, hai 35 mail tornate indietro, ma in realtà mai spedite ..... Che se ne fanno gli hacker del mio computer?
Il pc si blocca di continuo e ti fa innervosire...... allora è proprio un virus....
Ti guardi intorno e non ce la fai a pensare di mettere a posto come ogni lunedi tutto il campo di battaglia....
L'elenco delle cose da fare mi sembra lunghissimo.
Che sarà? Eppure c'è il sole.
Ma le giornate sono storte o le vediamo noi così? E' davvero questione di punti di vista?
Mi sento come una a cui hanno caricato il programma di Matrix sbagliato....
Bevo il caffè....
Posto una ricetta della scorsa settimana che tutti conoscevano e io no (e questo mi ha indispettito molto). Certo però... a quest'ora postare un primo....non si puòòòòò


Cavatelli con ceci e baccalà
- cavatelli freschi (100 g a persona)
- ceci (50 g a persona)
- baccalà ammollato (1 pezzo a persona)
- sedano
- aglio
- cipolla
- pelati
- pomodori freschi
- olio extravergine di oliva

(Preparazione dei ceci)
In una legumiera coprire con acqua i ceci (messi a bagno dalla sera prima)  e metterli sul fornello basso. Eliminare la schiuma che si formerà e aggiungere un gambo di sedano con le foglie, il prezzemolo, l'aglio e i pomodori freschi. Salare.
Far cuocere lentamente fino a quando i ceci risulteranno cotti (dipende dal tipo di ceci utilizzati, quindi non si possono consigliare tempi di cottura).
 
Versare dell'olio  in un tegame e adagiare i pezzi di baccalà. Far rosolare velocemente e poi togliere toglierli dal tegame e lasciar riposare in un piatto a parte tenuto al caldo.
Nell'olio versare la cipolla e far imbiondire. Aggiungere i pelati schiacciati, salare e portare a cottura. Quando il sugo, assaggiandolo, ha perso il sapore acre, aggiungere i pezzi di baccalà, facendo attenzione a non 'strapazzarli' troppo, per evitare che si sfaldino.

(assemblaggio)
Cuocere i cavatelli in abbondante acqua e scolarli.
In una coppa unire alla pasta i ceci. In un piatto a parte sfaldare il baccalà eliminando le spine eventualemente presenti e unire la polpa alla pasta.
Irrorare con il sugo e servire. Se gradito aggiungere anche del pepe nero macinato o del peperoncino piccante.



(Preparazione del baccalà)
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12 marzo 2010

I germogli e la pioggia

La pioggia porta con se non solo malinconia. Evoca anche emozioni e si allinea perfettamente a questo che è il tempo della Quaresima. Durante l'ultimo infinito temporale che ha allagato tutta la mia terra ho trascorso un pò di tempo dietro la mia finestra ad osservare attraverso la cascata del cielo, il mondo di fuori.
Un passerotto ignaro della mia presenza, ma intirizzito dal freddo e rincuorato dal mio davanzale, si è fermato per un pò con me. E all'improvviso mi son ritrovata a pensare alla Settimana Santa e alla Pasqua che per me, forse più del Natale, mi comunica una fortissima emozione. Un senso di rinascita. E ripercorro con la mente quello che fin da bambina la mia mamma mi ha insegnato. Tra le tante cose, la piantina di germogli cresciuti al buio, da offrire al Sepolcro.
E così ho raccolto in una ciotola bianca l'acqua che cadeva dal cielo, e ho posato su un letto di ovatta bianca dei legumi che, al buio, diventeranno bianche piantine da offrire in dono.


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11 marzo 2010

Pagnotta di farina integrale



Oramai mi succede sempre, ogni volta che vado in banca. Spingo il pulsante che apre la porta scorrevole e al momento di entrare....esito. Sento già nelle orecchie la signorina che anzichè dire 'si prega di lasciare nelle apposite cassettine gli oggetti metallici' all'improvviso, con un volume un pò più alto del solito, dimodocchè possono sentire tutte le 30 persone della fila interna, dice 'entrare uno alla volta'.... e invece ci sono solo io.
Il giorno che succederà denuncerò la banca per violenza psicologica e istigazione all'anoressia.
Ma poi visto che entro indenne attraversando lentamente nel silenzio quella maledetta porta (che sembra come quel passaggio tra le Fenici nel film 'La storia infinita'...), mi rendo conto che in fondo non avrebbero motivo di tarare l'allarme proprio sul mio peso....e che cavolo...
Però tornando a casa decido di preparare qualcosa che plachi i sensi di colpa (?????) soddisfacendo il palato.
Oggi ho preparato delle splendide, calde pagnotte integrali, semplici semplici ma morbide e buonissime. Che ovviamente in questo momento sto mangiando con prosciutto crudo e un filo della mia splendida peperonata piccante. Alla faccia della signorina della banca.
Pagnotta di farina integrale

- 500 g di farina integrale
- 50  g di farina di grano tenero
- 16  g di sale fino
- 1 cucchiaino di zucchero
- 1 bustina di lievito di birra disidratato
- 370 g di acqua tiepida


Mescolare tutti insieme gli ingredienti solidi e aggiungere piano l'acqua tiepida. Lavorare l'impasto fino ad ottenere una palla liscia ed elastica. Infarinare e mettere in una coppa a lievitare per 1 oretta circa (o più se necessario), dopo aver praticato un taglio a forma di croce. Coprire con un panno pulito, una coperta e lasciar riposare al calduccio.
Una volta lievitato, dividere in due l'impasto e formare delle pagnotte allungate su cui praticherete dei tagli. Disporle sulla placca da forno (su cui vrete messo un foglio di carta da forno). Cuocere a 180° per circa 30-40 minuti, secondo il proprio forno.
Appena sfornato coprire con un panno e resistere alla tentazione di mangiarlo subito.
 

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9 marzo 2010

Quadrotti di focaccia di carciofi e mozzarella

Non bisognerebbe mai scrivere di sera. Soprattutto quando si è tanto stanchi da non riuscire a vedere più il lato positivo delle cose. Quando fuori c'è un tempaccio che fa paura. Pioggia a dirotto, vento e buio, fiumi di acqua per le strade. L'inverno è ancora qui, tutto intorno a noi, altro che primavera. Fa talmente freddo che ti fanno pena perfino gli alberi in fiore che ti sembrano anche loro dei poveri  illusi. E il tempo fa la sua parte.
E la tv? ne parliamo? no.
E il fatto che è ancora martedi? Hai appena finito un libro e non riesci a trovare l'altro da iniziare e ti tieni il vuoto e la crisi di astinenza. E la dieta? e le parolacce in tv lasciate libere di offendere la mia buona educazione? e le cattive notizie che arrivano sempre? e quando non ci sono le cattive.... non mi semba che ne arrivino di buone.
Mannaggia che tempo fuori! fa davvero paura ... C'è un unico ululato di vento che copre tutto e spegne tutte le luci.....
Troviamo una soluzione..... ci mettiamo cucci cucci sul divano e mangiamo qualcosa di piccolo, buono e veloce? presto, sotto il plaid, tutti insieme.... chiudiamo fuori il mondo e mettiamo un bel film che fa ridere o sognare.....

Quadrotti di focaccia di carciofi e mozzarella
- 500 g di farina
- 40 g di fiocchi di patate
- mezzo cubetto di lievito di birra
- 16 g di sale
- 1 cucchiaino di zucchero
- 350 g di acqua

(x ripieno)
- 4 carciofi
- prezzemolo
- 300 g di mozzarella (magari del giorno prima)
- 3 uova
- mix di parmigiano e formaggio grattugiato un pò piccante (tipo Rodez)

Su una spianatoia o in un'impastatrice unire la farina, i fiocchi di patate, il sale e lo zucchero e mescolare. Sciogliere il mezzo cubetto di lievito di birra in 350 g di acqua tiepida e impastare il tutto. Formare una palla, infarinarla leggermente, metterla in una coppa capiente, tagliare una croce con un coltello, coprire con coperchio e avvolgere in una coperta.
Far lievitare fino al raddoppiamento del volume (x circa 1 ora).
Nel frattempo pulire i carciofi, eliminando le foglie esterne e spuntandoli. Tagliarli a spicchi e immergerli in acqua acidulata con limone.
In una padella versare dell'olio extravergine di oliva e i carciofi sgocciolati.
Far rosolare brevemente. Salare.
Dividere in due parti la pasta lievitata e con il matterello stendere due sfoglie rotonde.
In un tegame da forno versare un pò di olio e la prima sfoglia, lasciando fuoriuscire i bordi.
Versare i carciofi, il prezzemolo tritato, le mozzarelle sfilacciate o tagliate a dadini e le uova sbattute con il formaggio.
Coprire con l'altro cerchio di pasta. Chiudere i bordi. bucherellare la pasta e infornare a 200° circa fino a doratura.

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4 marzo 2010

'Sagna rìz chì middichele' Trenette con briciole di pane e noci

Beate voi!!! Da un pò di giorni sono vittima di una pigrizia incredibile che mi sta togliendo le forze. Appena sveglia e rigorosamente dopo il caffè, riesco appena a scrivere l'elenco delle cose da fare sull'agenda e fin da allora mi accorgo che dovrò riportare quasi la metà delle cose del giorno prima, che non sono riuscita a portare a termine. Poi mi trascino in casa tra un caffè e l'altro rassettando mal volentieri le stanze e sbirciando qua e la il pc che mi attrae irresistibilmente. E mi deprimo ancora di più nel vedere il mio blogroll che si aggiorna continuamente con le vostre ricette, i vostri post, sintomo di un'energia che non riesco ad avere. E mi dico 'a si fra un pò faccio questa ricetta'...
E' anche vero che la pioggia fuori non aiuta..... Però anche se fa freddo si sente già che qualcosa di nuovo sta arrivando... Sarà l'uccellino che è tornato proprio stamattina nel nido sotto la grondaia e che adesso ci sveglierà la mattina alle 6 mettendosi a cantare proprio dietro la finestra di mio figlio, dove puntualmente comincerà a partire il cuscino? Sarà che appena esce il sole lo senti sulla pelle che è un sole nuovo e diverso?
Ma allora questa pigrizia può dipendere solo dalla primavera. E si, perchè solo in questo periodo non riesco più a muovermi il pomeriggio dalle 14 alle 15 e mi sento 'costretta' a buttarmi sul divano dove, come succede quando ti fanno l'anestesia totale, non riesci a contare nemmeno fino a tre che sei già bella e cotta e..... sogni pure...... e dormi così profondamente che quando ti svegli sembri uscita dal coma e ti chiedi 'ma è mattina o pomeriggio?', 'ma dove sono? a casa mia o di mamma?'. E ti assalgono i sensi di colpa, perchè tutto il resto dell'umanità sta lavorando in quel momento e tu che fai? Dormi.
Ma ci sarà pure qualche vantaggio, dico io, ad essere disoccupate no?
Vabbè .... non apriamo questo capitolo....
Siamo in periodo di Quaresima e da noi c'è l'usanza di preparare per il giorno di San Giuseppe un piatto povero che dovrebbe ricordarci di non ingozzarci e di fare penitenza, di pensare all'essenziale e non mangiare carne ecc....
Però io mi sa che ho peccato ugualmente perchè questo piatto è talmente buono che mentre lo mangi capisci con certezza il significato della parola peccaminosa 'ingordigia'.
E l'ho preparato apposta per fotografarlo e mostrarvelo, e per dimostrare a me stessa che a parte la gola e a un altro paio di peccatucci che non riesco a combattere, almeno sto provando a debellare con un grande sforzo quello della pigrizia e dell'indolenza.

'Sagna rìz chì middichele' Trenette con briciole di pane e noci
- trenette o sagna riccia (si dice 'sagna' xchè secondo mia madre la parola lasagna contiene già in se l'articolo, quindi perchè ripetersi????)
- pane di qualche giorno ma non ancora duro
- noci
- acciughe sotto sale
- olio extravergine di oliva

Eliminare la crosta del pane e sbriciolare la mollica tra i palmi delle mani.
Sgusciare le noci e tritarle grossolanamente infilandole in uno scottex e schiacciandole con un matterello o il fondo di una bottiglia piena.
In un tegame largo versare dell'olio (non un filo!!!) e quando è caldo versare un'acciuga diliscata e lavata. Attendere che si sciolga. Quindi  versare le briciole del pane e le noci tritate.
Appena dorate spegnere e attendere che la pasta sia cotta (al dente). Mettere in un pentolino ancora un pò di olio e farlo scaldare. Scolare la pasta e versare le briciole abbrustolite. Nel pentolino dove nel frattempo l'olio è diventato caldissimo versare ancora un'acciuga e quando sta sfrigolando versare il tutto sulla pasta.

Lo so, lo so, sembra un pò pesante e lo è, ma vi consiglio di ridurre le dosi piuttosto che i condimenti, perchè vi assicuro che ne vale davvero la pena.

Poi se siete proprio ostinati e volete una variante più leggera allora basterà far tostare in un flo d'olio le molliche di pane e le noci e basta........ è ugualmente buona e croccante... ma appena possibile assaggiate anche la versione originale...
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1 marzo 2010

Il nuovo giorno

Fuori è ancora buio. E' il momento che separa la notte dal giorno quando, per un tempo indefinito, le luci si spengono, lasciando le strade avvolte dal buio, in attesa che la luce del giorno si mostri.
E' il momento del silenzio totale, dove smarrimento, immobilità e sorpresa restano sospese nell'aria. E' come se ti mancasse il respiro. Uscire dal grembo ovattato della notte, dal torpore del corpo che stenta a svegliarsi, dal mondo dei sogni e degli incubi, richiede uno sforzo incredibile. Abbandonare un luogo e un tempo dove tutto è dilatato, dove i pensieri non sono servi della luce e del mondo reale, ma giocattoli belli o terribili che si animano solo quando il giocattolaio è via... può essere una rinascita o un ritorno ad una pesante realtà.
Poi, all'improvviso, vedi un colore che sfuma all'orizzonte e comincia a diluire il nero di tutto il cielo che puoi vedere. E i colori riappaiono e.... tutto riparte, come se il mondo spiccasse un nuovo volo verso il giorno che inizia.
Anche il silenzio scompare. Le parole sussurrate della gente che va presto al lavoro, diventano parole del giorno e la voce pian piano aumenta il suo volume.
Anche tra gli alberi comincia all'improvviso uno schiamazzo infervorato di uccelli che sembrano aver avuto una sveglia violenta e si sentono in ritardo per qualcosa.... e cinguettano e strepitano e svolazzano.
E dentro riparte la voglia di iniziare il nuovo giorno.
E ora si che hai voglia di caffè, di qualcosa di dolce, di un foglio di carta per fissare subito i mille pensieri delle cose da fare, prima che te le dimentichi.
E tutto quello che qualche ora prima, vittima della stanchezza, ti sembrava andasse male o pensavi impossibile da realizzare, ora la vedi con una luce nuova, e senti che tutto è possibile, basta volerlo, basta rimboccarsi le maniche e cominciare.
E ringrazio Dio di questa energia che mi rinasce dentro ogni nuovo giorno, che mi regala la speranza di poter ancora realizzare dei sogni, miei e di chi mi sta vicino. E mi da la voglia di sorridere agli altri e di ridere di cuore delle sciocchezze che di solito vorrebbero avvelenarci l'anima.
Bene..... La luce è arrivata... bisogna svegliare i ragazzi.....
Ottimo il caffè... ricomincia il nuovo giorno....
Che sia splendido per tutti voi.
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