29 settembre 2009

Strudel 'tiramisù'

Da un pò di giorni sembra che nell'aria ci sia il virus di quella che dalle nostre parti si chiama 'susta', cioè un nervoso latente che ti fa sentire a disagio con tutto e tutti, che ti fa scattare all'improvviso perchè ogni cosa ti da fastidio e ti senti all'improvviso giù, molto giù. Ti guardi intorno sperando di trovare un appiglio di buonumore negli amici che incontri, ma vedi che anche loro sono stati contagiati e se mai cominci a raccontare i tuoi motivi, subito ti rispondono con 'mmm, ma non sai a me cosa è successo...bla bla bla', e il tuo bla bla bla che serve come terapia per estirpare da dentro il tuo magone, ti rimane bloccato in gola. E ti strozzi di malinconia.
E allora tristemente o ti lasci andare o reagisci. E vai di corsa a casa e prendi il foglio di pasta sfoglia che sta li, che ti aspetta come sempre per i tuoi momenti di emergenza e si prepara ad abbracciare tutto ciò che fra un pò potrà mitigare la 'susta' che ti porti dentro. E allora, ma si dai, biscotti (li mettiamo integrali, ma con lo zucchero di canna, con la scusa che sei sempre, non è vero, a dieta? ma si... chissenefrega), pinoli che mi fanno impazzire, le mele che tanto quelle stanno, senza fichi che sono finiti o se stanno chi va in campagna a raccoglierli?, che ci mettiamo di profumato? una scorzetta di arancia... e anche di limone, si si , va bene cosi? che altro? nient'altro che non c'è altro davvero. Dai, veloce, che il forno è caldo, arrotola subito, pungi con la forchetta, mannaggia ora esce tutto, no, dai, ecco cosìììììì. Ecco fatto, in forno.

Finito il flusso di coscienza....e di pensiero...

E giù una nevicata di zucchero a velo.....
Eccolo li il mio strudel consolatore, caldo e profumato, che mi viene in soccorso e mi risolleva lo spirito e anche l'umore. Altrimenti non stavo qui a raccontarla......
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27 settembre 2009

Le minne di Sant'Agata

Leggere è una delle passioni della mia vita. Niente riesce a farmi sognare tanto quanto un viaggio immaginato tra le pagine di una storia. Ha tutti i sintomi di una dipendenza. Il pensiero resta fisso alle vicende, anche di notte, quando i personaggi e i luoghi prendono forma nei sogni.
Il respiro si fa apnea quando il ritmo incalza. Non riesci a liberarti dalla voglia di lasciare tutto e sederti di nuovo per continuare. E porti il libro con te, vorresti finirlo subito, ma nello stesso tempo hai paura che finisca perchè sai che questo è un momento che non tornerà più. Rileggere un libro dopo un pò di tempo non ti da le stesse emozioni, non solo, le ultime impressioni andranno inesorabilmente a sostituire le prime e così avrai irrimediabilmente perso le tue antiche sensazioni.

Ma mentre lo vivi, un libro, vedi posti nuovi, conosci nuove persone, respiri e soffri e sogni con loro. E, come nel caso dell'ultimo mio libro letto, di cui ho parlato nel mio blog 'le parole di carta' assapori anche ricette che hanno sapori lontani. E non te ne liberi più finchè non prepari anche tu questi dolci e capisci, finalmente, il significato profondo di una storia.
Poi se le mangi subito dopo aver visto 'Baaria' di Tornatore (stupendo e molto emozionante...ve lo consiglio!!!), la Sicilia è tutta intorno a te.

(La ricetta è riportata integralmente dalla prima pagina del libro 'Il conto delle minne' di Giuseppina Torregrossa)


Le minne di Sant'Agata

Pastafrolla
- Farina di tipo 00, 600 grammi
- Strutto, 120 grammi
- Zucchero a velo, 150 grammi
- Aroma di vaniglia
- uova, 2

Tagliare lo strutto a dadini e lavorarlo tra le dita insieme con la farina. Quando i due ingredienti saranno bel amalgamati aggiungere lo zucchero a velo, incorporare le uova e la vaniglia. Impastare velocemente. Quando il composto avrà una consistenza soffice ed elastica, da poterci affondare le dita come in un seno voluttoso, coprire con una mappina (= strofinaccio) e lasciar riposare.

Glassa
- Zucchero a velo, 350 grammi
- Succodi limone, 2 cucchiai
- Albumi, 2
Montare parzialmente gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungere lo zucchero, il succo di limone e condinuare a mescolare fino ad ottenere una crema bianca, lucida, spumosa.

Ripieno
- ricotta di pecora, 500 grammi
- Canditi (di zucca, cedro e arancia), 100 grammi
- Scaglie di cioccolato fondente, 100 grammi
- Zucchero, 80 grammi

Lavorare la ricotta e lo zucchero fino a farne una crema liscia, senza grumi. Unire i canditi e il cioccolato. Lasciare riposare in frigorifero per un'ora circa.

Imburrare e infarinare stampini rotondi, perchè il dolce abbia la forma di un seno. Stendere la pastafrolla in uno strato sottile. Foderare il fondo degli stampini, farcirli con la crema e chiuderli con dischi di pastafrolla. Capovolgerli sulla piastra unta e infarinata. Cuocere nel forno a 180° per 25-35 minuti. Sfornare e far freddare su una griglia.
Estratta delicatamente ogni cassatina dal suo stampo, colarvi sopra la glassa, in modo uniforme perchè tenderà a solidificare in poco tempo.
Perchè delle semplici cassatelle si trasformino come per magia in seni maliziosi, minne piene, decorare queste magnifiche, bianche, profumate rotondità con una ciliegina candita.

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26 settembre 2009

Gelatina di peperoncini piccanti


Ci stiamo avvicinando all'inverno. Immaginate le serate in cui regna freddo e gelo. Abbiamo voglia di stare in compagnia per riscaldarci il cuore. E' bello stare insieme parlando, ma si sta meglio se si mangia qualcosa. Allora prepariamoci, per quest'inverno abbiamo bisogno di fare scorta di 'combustibile' alimentare. Ma di quello buono però. Di quello che fingendo di essere dolce, si avvicina alla ruvidezza di un formaggio, guarda con indifferenza il miele che, superbo, neanche lo pensa, pur standogli vicino nello stesso piatto e alla fine ti sorprende con un esplosione di fuoco che non riesci più a domare e tra urletti e risate e bicchieri d'acqua fresca, spento l'incendio, ti lascia stremato, ma appagato.

Gelatina di peperoncini piccanti

- 1 kg di peperoncini piccantissimi
- 500 g di zucchero
- 1 busta di Fruttapec (2:1) (= pectina rapporto 2 a 1 )

Lavare accuratamente i peperoncini e privarli completamente del picciolo. Tagliarli a pezzettini e lasciare anche i semi, che sono la parte più piccante. Mettere il tutto in una pentola alta. Mescolare la pectina allo zucchero e aggiungerlo ai peperoncini.
Portare ad ebollizione e far bollire per almeno 3 minuti a fiamma molto alta, mescolando di continuo.
Togliere la pentola dal fuoco e mescolare per un minuto facendo dissolvere la schiuma.
Versare in barattolini piccoli precedentemente sterilizzati ed asciugati. Riempirli fino all'orlo, chiudere e capovolgere. Lasciare raffreddare e conservare.
Servire con formaggi stagionati o molli. Con carne lessa o a vostro piacimento per insaporire in maniera insolita ed esaltare i vostri piatti.

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23 settembre 2009

Ciambella soffice con marmellata d'arance


Oggi è un nuovo giorno. Tante cose da fare e pochissimo tempo da dedicare al mio blog in questo momento. Mi aspetta un lungo elenco 'di inviti e di incontri' (Kavafis..) e non avrò tempo di piluccare durante la mattinata. Quindi mi regalo solo qualche minuto per fare colazione con una ciambella sofficissima che ho preparato ieri sera a mezzanotte. Certo dormire circondata da un meraviglioso profumo di ciambella è come una carezza che dura tutta la notte. Davvero.
Non è una ciambella complicata, anzi semplicissima, soffice e profumata al profumo di vaniglia, ma che con un velo di marmellata d'arancia e un caffellatte diventa una colazione da re, anzi da regina. Buona giornata a tutti.

Ciambella di Anna (l'amica mia...)

- 400 g di farina
- 300 g di zucchero
- 200 g di margarina (o 150 di burro)
- 4 uova
- 1 pizzico di sale
- 1 pezzzettino di baccello di vaniglia
- 1 bicchiere di latte
- 1 bustina di lievito per dolci (pane degli angeli o a piacere)
- cacao in polvere se si desidera farla bicolore

Lavorare bene la margarina con lo zucchero. Poi aggiungere una per volta le uova e lavorare con la frusta. Aggiungere poco per volta la farina e il sale. Sciogliere il lievito nel latte e aggiungere i semini del baccello di vaniglia (si prendono tagliando in tutta la sua lunghezza il baccello e 'grattandoli' con un coltello). Mescolare ed aggiungere all'impasto.
Imburrare e infarinare la teglia per ciambelle e versare. Infornare a 200° circa secondo il proprio forno sulla grata bassa. Controllare la cottura con il solito stuzzicadenti.
Spolverizzare con zucchero a velo.

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21 settembre 2009

Santa semplicità: le friselle

Ognuno di noi ha i suoi gusti e gradisce in maniera maggiore o minore alcuni cibi piuttosto che altri. Ma se qualcuno dovesse chiedermi qual'è la cosa che mi piace di più in assoluto, io non saprei cosa rispondere. Infatti mi piace tutto. Per me guardare un cibo significa immaginare subito il sapore, la sua consistenza, il suo profumo, la sua freschezza e resto affascinata anche dai suoi colori. Fino a qualche tempo fa mi piaceva sperimentare sapori nuovi e accostamenti arditi. Conservo ancora questa curiosità, ma la nuova ... tendenza è ... la semplicità. Tendo infatti ad assaporare pochi sapori per volta, per esaltarli singolarmente e godere della loro particolarità.
E' vero che per arrivare ad un piatto che diventa un capolavoro bisogna saper stupire, centellinare e dosare sapientemente piccole quantità di ingredienti, curarne la presentazione, fare attenzione alla temperatura, persino ai colori......
Ma vi assicuro che sedersi a tavola in un momento di pace, quando hai fame ma non hai voglia di accendere i fornelli, e avere davanti agli occhi un piatto con tre friselle condite solo con pomodori, olio, sale e origano..... ebbene questo è un momento di grande, grande godimento e l'unica cosa che può rovinarti la magia è... un telefono che squilla o, peggio, qualcuno che si avvicina con l'acquolina in bocca e dice ' me ne dai una?'.

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17 settembre 2009

Peperonata piccante


Strana giornata oggi. Avete presente le formiche che vanno sempre avanti e indietro, sempre indaffarate, dalla mattina alla sera (credo...), che non si fermano mai, con dei compiti precisi da eseguire, senza sosta, con determinazione, con forza vanno instancabili... Ebbene io oggi mi sentivo proprio così ... una formica instancabile (bè una bella formica ... in forma diciamo, che nonostante l'impegno non diventa mai un fuscello, accidenti...).
A parte le inevitabili, infinite incombenze domestiche, e a parte i soliti impegni che pendono sulla mia testa, ho avuto il tempo di preparare una cosa che da un pò di giorni desideravo fare: la peperonata piccante. E tra una cosa e l'altra sono riuscita a lavare, sminuzzare, cuocere, passare, assaggiare (e bè...) e fotografare. E ora anche a scrivere.
Però che stanchezza ragazzi...


Peperonata piccante

- 2 kg di peperoni rossi carnosi
- 300 g di pomodori da salsa
- 2 peperoncini piccanti
- 1 cuore di sedano
- 1 cipolla
- olio extravergine di oliva
- sale

Dopo aver lavato tutte le verdure, sminuzzarle non troppo finemente in un tegame dai bordi larghi dopo aver aggiunto un filo d'olio d'oliva.
Aggiustare di sale e mettere a cuocere con un bicchiere d'acqua.


Quando il tutto sembra già cotto, spegnere il fuoco e passare al passaverdura.
Rimettere la salsa granulosa così ottenuta sul fuoco e far riassorbire tutta l'acqua in eccesso.
A cottura ultimata versare in barattoli sterilizzati, chiudere e far bollire ancora a bagno maria.
Al momento di servire, aggiungere un filo d'olio d'oliva.
Utilizzare vasi di vetro piccoli, così si potrà consumare solo la quantità desiderata.




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15 settembre 2009

Torta di mandorle

Direttamente dal quaderno delle ricette della mia mamma, che scrive aprendo a piacere la pagina e non segue alcun criterio di impaginazione (e poi ovviamente anche di ricerca)...
... Ma direttamente dal forno della mia mamma un dolce buono, ma buono che te lo mangeresti tutto e che io cerco di centellinare, ma come si fa? Il sapore delle mandorle ti entra nell'anima e vorresti continuare non tralasciando nemmeno una briciola. E allora come fare per limitare i danni alla linea (che io dico sempre non è più linea ma è diventato ovale?)
Mangiare un bel pezzettone di torta, comodamente seduti a tavola, chiudendo gli occhi e godendo a pieno di questo magico profumo. E poi un bel bicchiere di latte freddo e.... salta il pranzo, la cena, ecc per il resto della giornata.

Torta di mandorle Mansueto

- 500 g di mandorle sbucciate e leggermente tostate
- 6 uova
- 300 di zucchero
- 1-2 cucchiai di farina
- un limone grattugiato
- un bicchierino di limoncello
- una bustina di Pane degli Angeli
- zucchero a velo per guarnizione

Macinare le mandorle sbucciate e appena tostate.
Montare a neve gli albumi.
Lavorare i tuorli con lo zucchero e piano piano aggiungere tutti gli altri ingredienti (farina, scorza di limone grattugiato, il limoncello, il lievito, le mandorle e gli albumi).
Versare in un tegame da forno coperto di carta da forno (essendo molto fragile e friabile la carta da forno aiuta a ... muoverla).
Infornare a 200° circa fino a doratura.
Cospargere di zucchero a velo.
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14 settembre 2009

Spaghettoni con pesto profumato e gamberetti

Ci sono giornate che nascono stanche.
Giornate che ti aspettano al varco con il sorriso sarcastico che dice 'vedrai cosa ti aspetta oggi' e tu lo sai in effetti quello che ti aspetta perchè hai davanti a te l'elenco che hai scritto mentre bevevi il caffè, sforzandoti di non dimenticare niente. E continui a fissarlo dicendoti 'Oddio, non ce la farò mai......'. Ma basta muovere il primo passo e poi accellerare piano piano e prendi la rincorsa verso il ritmo disinvolto di chi, da sempre, è abituato a gestire 'l'azienda famiglia'. Figli da accompagnare (continuamente), telefonate per risparmiare tempo, posta, libri da comprare soprattutto all'inizio dell'anno (e certo perchè nonostante si possono comprare fin da luglio, noi no, ce li lasciamo sempre per l'inizio della scuola, non si sa mai, cambiano idea i professori...), spesa, oddio cosa cucino oggi?. E allora decidi di affrontare la corsa con filosofia. Ti fermi, respiri nel tuo spazio sicuro (...'la guerra dei mondi' docet) e riprendi. Tanto mi sa che lo stress è solo un modo sbagliato di affrontare gli impegni. Si impiega lo stesso tempo anche se non ti angosci.
E mi viene persino in mente una ricetta speciale che ho copiato (e modificato) una sera mentre ascoltavamo da lontano un concerto di Patti Smith. Una ricetta che i miei amici hanno molto apprezzato e che ora ripropongo. La versione ufficiale prevede gli scampi ma oggi non ne ho trovato e così li ho sostituiti con i gamberetti. Certo è venuto più semplice (e soprattutto economico), ma vi assicuro che è davvero buona.


Spaghettoni con pesto di erbe, pinoli, pistacchi e gamberetti

- spaghetti grossi (vermicelli o, meglio, spaghetti alla chitarra belli grossi)
- un mazzo di basilico
- qualche foglia di menta
- prezzemolo
- pinoli e/o pistacchi
- olio extravergine di oliva
- gamberetti freschi
- aglio
- sale

Quando l'acqua bolle, salarla e immergere gli spaghetti. Mentre la pasta cuoce, in un frullatore mettere tutte le erbe (prezzemolo, menta e basilico abbondante), lavate e sgocciolate, i pinoli, i pistacchi e olio abbondante. Frullare finchè si forma una crema abbastanza liquida e profumata. Salare e tenere da parte.
In una padella mettere un filo d'olio, l'aglio e i gamberetti sgusciati e privati del budello nero.
Poco prima di scolare la pasta aggiungere ai gamberetti il pesto del frullatore. Versare la pasta al dente (conservando un pò di acqua di cottura, non si sa mai...) e amalgamare per bene.
Servire caldo con qualche fogliolina di basilico spezzettata.

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11 settembre 2009

Sfogliatine dal cuore caldo e dolce

Primo pomeriggio. Il mondo tace, riposa. Fuori e dentro. E lascia spazio ai pensieri.
Oggi è venerdì e, come sempre, è un giorno speciale. E' il giorno pieno di promesse per i giorni liberi che seguiranno. E' il momento dei desideri, pronti a far capolino per essere ricordati e, se possibile, realizzati. Anche l'ora è la migliore per pensare. E dare un pò di quiete alle ansie e alle corse che accompagnano e spingono in avanti tutti gli altri giorni della settimana. E ci si concede un momento per respirare e ascoltare il vento che finalmente fuori dalla finestra ci risolleva dalla calura dell'estate.
I ragazzi riposano tra le cose che amano. I vicini si quietano al silenzio del pomeriggio. Il tramestio della cucina è momentaneamente interrotto. L'attesa per chi rientra è dolce e mi da serenità e pace. E penso alle tante parole e agli abbracci carichi di gioia e malinconia che la mattina appena trascorsa mi ha regalato. Ho ritrovato quasi per caso delle persone, degli amici, che tanto tempo fa hanno riempito di gioia la mia vita e con le loro mani mi hanno sostenuta ed aiutata in un momento importante. E' stato meraviglioso rivederli. Senza il pudore che di solito accompagna i sentimenti più profondi, ho detto che a loro ho da sempre riservato un posto grande e comodo nel mio cuore, non piccolo e nascosto. E quanto è vero!!!! Ed è sempre una grande gioia ritrovarli anche a distanza di anni. Il vero affetto e i ricordi importanti non sbiadiscono mai.
Per rendere perfetto questo momento che racchiude in se mille sentimenti, mi sa proprio che mi regalo una cosa buona..... e corro a prepararla....


Sfogliatine dal cuore caldo e dolce

- 1 rotolo di pasta sfoglia dal banco frigo
- 2 biscotti (io ho usato i Tarallucci del Mulino Bianco)
- qualche pinolo
- un pò di gocce di cioccolato fondente
- mezza mela
- 1 fico
- amarene sciroppate
- zucchero a velo

- Crema pasticcera preparata con:
- 1 tuorlo
- 1 cucchiaio di farina
- 1 cucchiaio di zucchero
- 250 g di latte


Stendere la sfoglia sulla propria carta da forno. Con un matterello renderla 'quadrata' .
Con la rotella dentellata dividerla in 9 quadratini (tipo il gioco del tris). Farcire a piacere i quadrati. Io ne ho farciti 3 con biscotto sbriciolato, pezzi di mela, pinoli e una fettina di fico fresco. Altri 3 con crema pasticcera e un'amarena sciroppata al centro e infine altri 3 con crema pasticcera e gocce di cioccolato fondente.
Chiudere i quadrati a piacere, formando dei fagottini.
Bucherellare ovunque con una forchetta e infornare a 180°/200° fino a cottura ultimata.
Ancora calde cospargerle di zucchero a velo e... mangiarle subito, mentre è in atto l'acquolina...

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6 settembre 2009

Cheesecake light con frutti di bosco

L'estate volge al termine. Ed è stata una lunga estate, calda non solo di sole ma anche di incontri e di musica. Sembrava davvero il manuale 'Come godersi la vita', ricco di consigli e indicazioni per la strada del godimento estivo. Concerto nostalgico ma energico di Claudio Baglioni. Incontro con la musica meravigliosa del mio Giovanni Allevi e con l'autore stesso, dolcissimo e incantato maestro dagli occhi e dal cuore puro. Ritmo travolgente del concerto di Pino Daniele che da sempre accompagna le nostre serate con la chitarra. E ancora... feste a raffica nelle campagne in compagnia dei nostri tantissimi amici, suonando e ballando e mangiando sotto le stelle, aspettando quasi l'alba parlando e ridendo tutti insieme in spensieratezza.
E ieri sera abbiamo chiuso l'estate con una festa, mentre tutto intorno minacciava il temporale. Lampi ovunque ma non è caduta una sola goccia di pioggia, quasi a voler proteggere quest'ultimo momento di vacanza prima della ripresa delle nostre frenetiche attività lavorative.
E allora ho deciso di preparare un dolce nuovo almeno per me.. e per i miei amici ormai abituati alla mia mitica crostata di ricotta e marmellata. Non ricordo da quale libro ho preso la ricetta (quindi non me ne vogliano autore ed editore ... ammetto solo che non è una mia invenzione), ma ricordo esattamente il momento in cui l'ho letta e me ne sono innamorata e l'ho copiata.
E, in effetti, è davvero buona e da provare.
(*nota: le foto ritraggono i due cheesecake che ho fatto raddoppiando le dosi, ed è per questo che sembrano diversi....)


Cheesecake ai frutti di bosco

(per la base)
- 180 g di biscotti digestive
- 100 g di burro

(per la crema)
- 3 uova
- 250 di ricotta
- 250 g di mascarpone
- 1 cucchiaio di farina
- 120 g di zucchero
- buccia di limone grattugiato
- 1 bustina di vanillina

(per la farcitura)
- 1 bustina di frutti di bosco surgelati
- 2 cucchiai di zucchero
- 1 foglio di colla di pesce

Tritare nel mixer i biscotti e aggiungere il burro fuso a bagnomaria e impastare tutto insieme.
Con il composto ottenuto foderare una teglia di stagnola o, meglio, una teglia con cerniera foderata di carta da forno. Mettere in frigo (meglio se per qualche ora).

Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema chiara e spumosa.
A parte montare a neve ferma gli albumi.
Alla crema di tuorli e zucchero unire ricotta, mascarpone, farina, vanillina, buccia di limone grattugiato e alla fine gli albumi.

Versare la crema così ottenuta sulla pasta di biscotto e infornare a 180°-200° per circa 20-30 minuti stando attenti a non far scurire troppo la superficie. (Esiste anche una versione 'a freddo', velocissima... ma la posterò un'altra volta.... )

Nel frattempo far cuocere i frutti di bosco con lo zucchero e un pò d'acqua, finchè si crea una specie di sciroppo. Aggiungere il foglio di colla di pesce precedentemente ammollato in acqua tiepida e appena sciolto e amalgamato, spegnere il fuoco.

Distribuire questo denso sciroppo di frutti di bosco sul dolce e lasciar raffreddare.
Decorare a piacere con frutti di bosco freschi.

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4 settembre 2009

Fichi secchi al profumo di limone, mandorle e alloro


Fichi, fichi e ancora fichi. Quest'anno ce ne sono tantissimi e nessuno li raccoglie. Almeno dalle nostre parti. Sarà una forma di superbia e di alterigia che fa considerare questo frutto un pò troppo umile per i palati raffinati, tanto da snobbarli vedendoli appesi all'albero? Sarà semplicemente la pigrizia, terribile pigrizia che ci fa scegliere di comprarli al supermercato a peso d'oro piuttosto che ... sporcarsi le mani e le scarpe nella terra calda?
Per fortuna c'è ancora chi ne raccoglie a secchiate e li trasforma in vincotto o in fichi secchi, ovviamente dopo aver fatto una tremenda scorpacciata a rischio di dolor di pancia e di tanti chili in più.
Oggi mi sono lasciata prendere dal profumo che usciva dal barattolo dei miei fichi secchi, che odorano di mandorle e limone e alloro e che mi hanno riportato alla mente vecchie storie di bambini buoni premiati con una manciata di questi splendidi dolci di altri tempi.
E di luoghi esotici dove ancora oggi, serviti su un piatto d'argento accanto a dolci profumati di miele e datteri, troneggiano ancora, come cibo di principi, i fichi secchi.

Fichi secchi al profumo di limone, mandorle e alloro

- Fichi maturi
- mandorle tostate
- buccia di limone
- foglie di alloro

Tagliare longitudinalmente i fichi maturi lasciandoli attaccati alla base e disporli su una spianatoia possibilmente di legno. Esporli al sole, rigirandoli ogni tanto finchè si saranno liberati di tutto il liquido in eccesso. Non c'è un tempo preciso di esposizione perchè varia dalla temperatura e dall'umidità. Quando sembrano ben 'appassiti' e quasi secchi passare alla seconda operazione.
Inserire in ogni lato del fico una mandorla tostata e un pezzettino di buccia di limone.
Quindi poggiare un'altro fico aperto su quello farcito e formare una specie di doppio fico attaccato alla base (vedi foto).
Infornare finchè saranno seccati del tutto, ma attenzione a non farli bruciare.
Appena raffreddati si potranno conservare in barattoli di vetro o di latta aromatizzandoli con tante foglie di alloro.
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3 settembre 2009

Profumi d'estate: Tiella di riso, zucchine, peperoni e patate.

Mollemente seduta sulla sdraio nel balcone, in una serata d'estate finalmente fresca e silenziosa, mi dedico un pò al mio passatempo preferito. Ogni tanto un'auto interrompe la magia dell'assenza di rumore. Voci rassicuranti di donne che parlano e si godono la frescura, aspettando solo che il tempo passi. Da lontano si vedono bagliori delle case di campagna dove immagino i mille profumi delle erbe e delle piante appena innaffiate alla fine della giornata, prima della cena. Fra un pò ci si siederà a tavola e si parlerà di oggi, di quello che si è fatto e appena concluso e di domani, di quello che ci aspetta. E quasi sempre nelle nostre case di vacanza in campagna si pianificherà il pranzo con le verdure e le erbe del proprio orto. Cose semplici e profumate che richiamano al cuore e alla mente antichi e semplici sapori.

Tiella di riso, zucchine, peperoni e patate

(per 4 persone)
- 6 pugni di riso Carnaroli
- 2 zucchine grosse
- 1 peperone giallo e 1 peperone rosso di quelli carnosi
- 2 patate grosse
- 10 pomodorini
- formaggio grattugiato (parmigiano o Rodez)
- olio extravergine di oliva
- prezzemolo
- aglio e cipolla
- sale e pepe

Ovviamente le dosi sono variabili a seconda del gusto personale. Io per esempio preferisco più verdure che riso, quindi si potrà tranquillamente abbondare con i condimenti.
In una coppa mescolare il riso, le verdure tagliate a cubetti, abbondante prezzemolo tritato, aglio e cipolla tagliuzzati finemente, formaggio grattugiato in abbondanza, sale e pepe.
Irrorare il tutto con abbondante olio e versare in un tegame largo da forno.
Distribuire ancora un pò di formaggio e pepe.
Coprire con acqua tiepida e infornare a 220° circa, fino a (quasi) completo assorbimento del liquido e soprattutto fino a cottura del riso.
Il risultato deve essere morbido e profumato.

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