30 dicembre 2008

Prima che l'anno finisca

L'attesa mi logora. Eppure è una vita che sono sua prigioniera. Aspetto sempre che qualcuno torni o che qualcosa si avveri. E il momento del salto per eccellenza è la fine di un anno. C'è chi dice che il tempo scorre comunque, che gli uomini festeggino oppure no, che tu sia sveglio oppure no, con o senza ansie, con o senza aspettative. Ma è inevitabile, almeno per un istante, guardarsi indietro e fare un veloce resoconto di quanto è stato fatto nei 364 giorni appena passati. Come pure inevitabile è aver paura di questo spazio tutto da riempire che ci viene incontro.
Eppure è solo un attimo. Il salto. Appena sono dall'altra parte scatta qualcosa dentro di me. Dapprima timidamente, poi sempre più prepotente, si affaccia il coraggio di affrontare qualsiasi cosa, la voglia di RI-cominciare, mille progetti da realizzare, il desiderio di continuare a percorrere la strada con coloro che amo.
E allora .... hic et nunc ... qui e ora... voglio fare gli auguri a tutti i viaggiatori che si fermano per un pò in questo nuovo luogo di incontri che è il mio blog, che tanto mi ha sorpreso e tanto mi ha dato. E poi a tutti i miei 'vecchi' amici che ogni tanto vengono a 'fare un salto' da me.
A Ignazio e Anna (con i quali diciamo che siamo quasi 'sposati') sperando di poter realizzare almeno 2 o tre dei mille progetti che facciamo sempre, a Giancarlo e Antonella, a Sandro e Paola, a Giuseppe e Caterina, a Domenico e Marina, a Francesco e Antonietta, a Carmine e Clara, Nicola e Sara, Francesco e Maria, Lucia e Martino, Beppe e Viviana, a Fausta e Francesco.
E poi a tutte le mie 'donne' Mariella (la mia coscienza), Antonella la prof (che vive lontano da me, ma so che c'è sempre), Loredana, Liliana, Anna L, Luciana, Clarissa, Adriana di Napoli e Adriana di Roma, Carmen di Torino, Alessandra 'la grafica incazzata', a Liana, alla mitica Patti, e alle altre donne meravigliose che ho incontrato nella mia vita e sono tante, anche se ora non riesco a scrivere tutti i loro nomi, perchè dovrei raccontare anche le loro mille storie.
E soprattutto alle persone più importanti di tutto e di tutti, Franco, Domenico e Guido, Guido e Celestina, Stani e Ginetta e Guido e Federica, Massimo e AnnaStella e Celeste e Guido, Nuccio e Annamarzia e Mara e Aurelia e Cristina, Vito, che sono la mia anima e la mia vita.
Buon anno a tutti.
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26 dicembre 2008

Cena della vigilia

Menù della Vigilia di Natale 2008

Cruditè, lampascioni olio e pepe, verdure arrostite

Tagliolini alla cernia al profumo di limone

Scampi alla crema di vino bianco con verdurine tricolore

Assaggio di astice al curry

Bocconcini di baccalà fritto con cime di rape al limone

Girella di sogliola, gamberetti, salmone e porro su insalatina di valeriana con crema di aceto balsamico

Polpo affogato con quenelle di patate al timo

Capitone arrostito su foglie di lauro

Formaggi freschi e stagionati

Frutta fresca e secca

Cartellate pettole e torrone

Torta di mandorle al limone

Vini: Prosecco di Valdobbiadene

Primitivo di Mandria 2006

Salice Salentino riserva 2002


Anche quest'anno è passato il Santo Natale. Con le solite corse, le mille ansie, la grande voglia di stare tutti insieme e anche con tanta malinconia. Quando si è bambini il Natale si vive con allegria, da adolescenti quasi con indifferenza, da giovani adulti con gioia e da adulti con malinconia.

Per fortuna non ci manca la voglia di fare, organizzare, addobbare, invitare e cucinare e godere della compagnia. Ebbene si quello che ho scritto sopra è proprio il menù che ho preparato per la vigilia. Ovviamente almeno per questa volta non si può pretendere una buona qualità delle foto che sono state fatte di corsa, di sera (ovviamente) e con la luce calda delle lampadine e, purtroppo, non a tutte le preparazioni perchè non facevo in tempo a portare in tavola che finiva tutto. Ma ho voluto comunque rendervi partecipi più che altro delle buone intenzioni, che sono state premiate.


Tagliolini alla cernia al profumo di limone


(dosi a persona)
- 50 g di tagliolini all'uovo
- 100 g di filetto di cernia
- 1 pomodoro
- aglio
- olio extravergine di oliva
- buccia di limone grattuggiata

Mettere l'acqua sul fuoco per la pasta e iniziare la preparazione del condimento. Mettere l'olio in un tegame largo e, appena caldo, mettere l'aglio. Quando l'olio si è insaporito mettere il filetto di cernia a pezzi e far insaporire. A parte sbollentare per qualche secondo i pomodori appena incisi, pelarli, eliminare i semi, tagliarli a striscioline e aggiungerli alla cernia.
Eliminare l'aglio, aggiustare di sale e grattuggiare la buccia di limone.
Attenzione, la pasta ha bisogno solo di 2 minuti di cottura, quindi l'operazione deve essere fatta poco prima di servire e molto velocemente.

Bocconcini di baccalà fritto e cime di rape al limone


E' inutile scrivere le dosi. Tanto queste dipendono dalla 'gola' individuale. E poi si sa che il baccalà si taglia a pezzi piccoli, si infarina e si frigge in abbondante olio di semi caldissimo. E si sa anche come si lessano le cime di rape, semplicemente. Il tutto si presenta con spicchi di limone che ognuno userà a proprio piacere. Ma il risultato è un misto di semplicità e di consistenza che soddisfa pienamente.

Girella di sogliola, gamberetti, salmone e porro, su insalatina di valeriana e crema di aceto balsamico

(dosi a persona)
- 1 filetto di sogliola (1/4 di sogliola)
- 1 gambero
- 100 g di salmone
- 1 foglia verde di porro
- valeriana
- crema di aceto balsamico
- olio extravergine di oliva

Fate sfilettare la sogliola dal vostro pescivendolo, a meno che non siate esperti e armati di pazienza. Da una sogliola ne ricaverete 4 (2 x lato).
Sbollentate il porro in acqua dove avrete versato un cucchiaio di olio. Scolatelo e mettetelo ben steso e piatto su un canovaccio asciutto.
Eliminate tutte le lische dal salmone e frullatelo.
Pulite i gamberi ed eliminate il filo nero. Tagliateli a pezzi.
Sulla foglia di porro posate il fletto di sogliola, spalmate il salmone frullato e posate i pezzi di gambero. Arrotolate e formate delle girelle, che poserete su una teglia foderata con carta da forno come da foto seguente. Infornare a 180° per 10 minuti, non di più altrimenti diventa troppo secca. Condire l'insalata e preparare il piatto con una girella, l'insalata e una decorazione di crema di aceto balsamico.



Polpo affogato con quenelle di patate al timo

(dose per persona)
- 1 patata piccola
- 1/4 di polpo non molto grande
- olio extravergine di oliva
- cipolla rossa di Tropea
- alloro fresco
- timo fresco
- pepe in grani
- concentrato di pomodoro

Lessare le patate in abbondante acqua.
Far bollire il polpo in acqua calda e abbondante finchè diventa morbido.
In un tegame mettere l'olio il polpo cotto, abbondante cipolla rossa e alloro. Fare insaporire e aggiungere il pepe nero in grani e poco concentrato di pomodoro. Aggiustare di sale. Aggiungere un pò dell'acqua di cottura del polpo e continuare a far cuocere fino a quando tutti i sapori si sono amalgamati.
Poco prima di servire, schiacciare benissimo le patate lesse, aggiungere olio extravergine di oliva e aromatizzare con timo fresco in abbondanza. Formare delle quenelle e disporne una nel piatto di portata con il polpo e il suo sughetto profumato

Capitone arrostito su foglie di lauro


- 1 capitone
- un rametto fresco di foglie di alloro
- sale

In un tegame foderato di carta da forno stendere un rametto di foglie di alloro precedentemente sfregato tra le mani per fare uscire meglio l'aroma. Poggiare il capitone tagliato a pezzi e mettere in forno caldissimo. Cuocere finchè la pelle è diventata croccante e finchè è colato tutto il grasso del capitone sotto il ramo di alloro. Salare e servire caldissimo

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17 dicembre 2008

Crostata di marmellata di mele con uvetta

Accidenti che brutta giornata che è cominciata! A dire il vero è cominciata da ieri mattina, quando mi sono resa conto che una settimana di pioggia aveva proprio stancato e minato il mio proverbiale ottimismo. E allora ieri pomeriggio dietro bisogno ipoglicemico dei miei figli ho cominciato a preparare prima 2 crepes al cioccolato fondente a testa, poi, in seguito ad un'esigenza di clima natalizio, una piccola crostata di marmellata di mele alla cannella e uva passa gigante. In serata ho fatto anche esperimenti riuscitissimi per un piatto che preparerò per le feste. E così è passato ieri. Stamattina mi alzo e mi trovo circondata dal grigio scuro che non si addice nè alla mia terra nè a me. In preda allo sconforto del tempo e delle centinaia di cose da fare entro le 17 di oggi pomeriggio (devo andare a Roma per 2 giorni) ...... ho deciso di ... fermarmi.
In mezzo al casino generale ho creato come una bolla, un'oasi temporanea di spazio e tempo in cui rigenerarmi. Tazza di thè, musica di Giovanni Allevi, una fetta di crostata che è venuta da Dio, pensieri belli nella mente ............................. STOP.

Ora, tranquilla, rifletto sul mio mondo e su coloro che lo rendono meraviglioso.
I miei figli che se mi trovano addormentata sul divano per stanchezza sopraggiunta, mi coprono e spengono i rumori della casa; a mio marito che, al mio disperato bisogno di parole mi risponde abbracciandomi con un silenzio pieno di amore; a mia madre e a mio padre che quando ci incontriamo si siedono, lasciando ciò che stanno facendo, per parlare e parlare con me, trasmettendomi il piacere del loro amore e i loro abbracci anche solo con le parole; ai miei mille amici, quelli di sempre, quelli 'di rado', quelli nuovi, che sfiorando velocemente la mia strada mi regalano racconti, abbracci e baci, i loro problemi, i loro 'ti voglio bene', la loro voglia spesso impossibile da soddisfare di stare insieme per tanto tempo, la conferma che comunque ci sono.
La gente che non conosco che incontri casualmente in libreria, nei negozi, al mercato e che ti fanno sentire parte di un unico mondo, dove non c'è bisogno che qualcuno ti presenti per sentire che i loro pensieri, i loro desideri e le loro malinconie sono le stesse di tutti.
Il tempo del Natale è davvero un luogo magico, dove tutti riflettono, anche se non vogliono. E' un posto dove si incontrano il passato con i ricordi della nostra infanzia, il presente, con le corse e la voglia di fare tante cose, fare i regali, preparare cose buone, stare con le persone che ami, e il futuro, con la speranza che tutto continui sempre cosi e con la paura del nuovo anno che a breve inizierà.
Mi fermo ancora un pò per finire il thè e per scrivere la ricetta e poi riprendo a correre, con meno fretta ma ancora con un pò di malinconia.
Spero che torni presto il sole.

Crostata di marmellata di mele alla cannella e uva passa gigante

(dosi per una crostata piccola ...)

- 175 g di farina
- 50 g di zucchero
- 50 g di burro
- bustina di vanillina
- un cucchiano di lievito pane degli angeli
- 1 uovo

- marmellata di mele
- uva passa gigante (quella da mettere 'sotto grappa')

Prima di iniziare mettere in ammollo in acqua tiepida l'uva passa (chi preferisce i sapori più decisi può usare anche il liquore). Per preparare la pasta frolla bisogna impastare tutti gli ingredienti, ovviamente meno la marmellata e l'uva passa, e lasciarla in frigo per un pò.
La marmellata la preparo in maniera molto semplice, con 1 kg di mele e 200 di zucchero, aggiungendo solo alla fine pochissima cannella in polvere.
Preferisco usare l'uva passa gigante perchè... da più soddisfazione.
Disporre la pasta frolla nella teglia imburrata e distribuire l'uva passa in abbondanza e poi la marmellata. Fare la griglia con la pasta utilizzando il meraviglioso attrezzo che si vede nella ricetta della crostata di ricotta e infornare a 180° circa (secondo il proprio forno) fino a completa doratura. Spolverizzare con zucchero a velo e attenzione alla linea.
Però fa bene al cuore malinconico.
A presto.
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9 dicembre 2008

Fesa di tacchino con mele al limone


Le nostre cene prevedono moltissimi antipasti e, per necessità, devono essere leggeri e invitanti.
Molte verdure e pochi salumi, pesce e frutta si incontrano fin dall'inizio, stuzzicando l'appetito e anche la curiosità per quello che seguirà.

Fesa di Tacchino arrosto con mele verdi

- fesa di tacchino (circa 2 fette a testa)
- mele verdi (1 per 4 persone)
- limone
- olio extravergine d'oliva
- pepe (facoltativo)

Sistemare le fette di tacchino come un fiore in un piatto da portata.
Lavare benissimo le mele, tagliarle a bastoncini con tutta la buccia e disporle sulle fette di tacchino. Irrorarle immediatamente con il limone per evitare che anneriscano e condire con olio.
Per chi ama un sapore più intenso aggiungere una spolverata di pepe nero macinato al momento.

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Guido & Guido



Ci sono magie che fanno sorridere i bimbi. E il mio papà ne sa fare tante, da sempre.
Il gioco del topolino che scappa è un vecchio, semplicissimo incanto che inizia con la 'nascita' del topolino, che avviene arrotolando un fazzoletto di cotone e facendo uscire una coda lunga. Quindi il nonno appoggia il topolino sulla mano aperta e comincia ad accarezzarlo dolcemente. All'improvviso, si piega velocemente la mano e il topolino viene spinto verso la spalla, e sembra che scappi via. E tutti li a ridere e ad acchiappare il topolino che, ad arte compie piroette facendoselo sfuggire dalle mani.



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7 dicembre 2008

Panzerottini al miele con cuore di pasta di mandorle


Quando sento il profumo dei mandarini per me è arrivato il Natale.
E tornano i ricordi di bambina, quando il giorno del grande pranzo si trascorreva a casa della nonna Annina dove intorno al grande tavolo, con lei a capotavola, si sedevano 4 dei sette figli, le 4 nuore che l'adoravano e 12 nipoti. Il pranzo a base di pasta al forno e ragù e carne alla brace e frutta, si concludeva con un rito. Prima si aprivano le letterine con i brillantini lasciate con mille manovre sotto i piatti dei papà, poi si diceva la poesia, si faceva il giro a dare il bacetto a tutti gli zii che regalavano di nascosto mance generose e alla fine di mangiavano i dolci. La nonna abituata a preparare tutto in grandi quantità, non si limitava a riempire un vassoio di dolci, ma riempiva intere 'quarte', contenitori di terracotta tipo anfore con la bocca larga, di panzerottini al miele ripieni di pasta di mandorle e aromatizzati alla cannella in stecca.
E a tavola girava di mano in mano questo contenitore profumato che ad ogni passaggio diventava sempre più leggero, mentre sui volti si dipingeva il godimento e la felicità.

Panzerottini al miele con cuore di pasta di mandorle

- 1 kg di farina
- 200 g. di olio di oliva
- vino bianco per impastare
- 1 l di olio di semi per friggere
- un pizzico di sale
- miele
- pasta di mandorle ( o pasta reale)
- un cucchiaino di zucchero
- cannella

Pasta reale

- mandorle bollite, spellate e tritate
- zucchero (800 g per 1 kg di mandorle)

Preparare la pasta di mandorle mettendo a cuocere a fuoco lento le mandorle tritate con lo zucchero in un tegame alto (possibilmente di acciaio o alluminio). Attenzione a togliere continuamente la schiuma che si forma durante la cottura. Quando non se ne forma più vuol dire che è pronta.
Preparare l'impasto come per le cartellate. Stendere la pasta in un unica sfoglia. Con il cucchiaino distribuire il ripieno in maniera equidistante sulla pasta. Ripiegare la pasta e con la rotellina chiudere i panzerottini. Friggerli in abbondante olio di semi caldo. Preparare in un tegame del miele allungato con poca acqua e un poco di zucchero che serve per la lucentezza.
Quando avrà raggiunto il punto di ebollizione, si trasformerà in una calda schiuma dorata in cui si immergeranno poco per volta e velocement i panzerottini fritti.
Quindi disporli in un vassoio e spezzettare la stecca di cannella.
Per chi non gradisce il miele si può cospargere semplicemente i panzerottini con zucchero a velo.


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5 dicembre 2008

Insalatina di rucola e gamberi al melograno e arancia


Inizia la maratona. Per noi che, come ho già detto, fisicamente più che in linea siamo in ... ovale, e che non riusciamo a fare a meno di stare in compagnia durante le feste, dobbiamo necessariamente inventare per le nostre cene cose belle, invitanti ma soprattutto buone.
E non poche. Quindi da novembre si comincia a pensare, a sperimentare, ad organizzare i menù che caratterizzeranno il periodo delle feste e soprattutto la cena di San Silvestro.
Infatti le cene di Natale che vanno dall'8 al 25 di solito si trascorrono in famiglia, ed io con la mamma che mi ritrovo, ligia anzi ligissima alla tradizione, non posso assolutamente chiederle di rinunciare alle linguine con il baccalà al sugo, al baccalà fritto e alle cime di rape al limone per il giorno dell'Immacolata oppure all'immenso antipasto, alle orecchiette al ragù, alla carne allo spiedo, alle mozzarelle, stracciatella alla panna, formaggio primo sale, frutta fresca e secca, e cartellate e torrone, menù strafisso del Santo Natale!
E allora con i nostri amici, appena fuori della tradizione, ci illudiamo di recuperare quella famosa, illusoria, immaginaria linea di cui sopra.
Questo è uno dei 10 antipasti vegetariani, semplici semplici, delle nostre pie ed illuse cene.

Insalatina di rucola campestre, gamberetti e melograno

- rucola raccolta con la rugiada della mattina
- gamberetti freschissimi appena sbollentati
- 1 melagranata di quelle dolcissime
- olio extravergine di oliva
- succo di mezza arancia

Ovviamente, trattandosi di una semplice insalatina, basta mescolare il tutto e, attenzione, condire solo poco prima di servire, altrimenti sfuma il sapore dell'arancia.

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1 dicembre 2008

Le Cartellate

Vi presento uno degli Amori più grandi della mia vita: la mia nipotina di 4 anni che con me condivide il piacere della cucina. Anche lei ama impastare, cucinare, assaggiare e sorridere alla vita, cantando e saltellando felice di qua e di la. Con lei in cucina quest'anno è arrivato il Natale.

E anche questa volta sono in tremendo ritardo per la realizzazione di tutti i miei soliti progetti natalizi.
Elenco delle cose da fare con urgenza:
1. il torrone di mamma, per fotografarlo e pubblicarlo qui
2. la pasta reale in grandi quantità per i cioccolatini e le crostate di Natale
3. le cose buone da regalare alle persone che amo durante le cene pre-natalizie
4. comprare i regali subito, perchè non ce la faccio ad affrontare la folla urlante del sottonatale
5. comprare le scatole per i regali
6. aggiornare il blog................
7. ..... mi manca già il fiato a pensare alle cose che si DEVONO fare (pulizie, commisioni, posta, banca ecc.....) e che non avrò mai il tempo di fare.
Comunque meno male che c'è la mia mamma che comincia a preparare fin dal primo freddo di novembre questi dolci di Natale che sono un attentato alla mia linea (quale linea? io vedo un ovale in piedi, quasi un cerchio!!!)
Santa mamma mia che sa fare tante cose buone e che per fortuna me le ha insegnate, anche se il risultato finale delle sue ricette sono più buone perchè sanno di .... mamma.
Questo è il primo dolce che a casa mia apre il santo periodo frenetico del Natale. Se ne preparano quantità industriali da regalare, da mangiare la domenica, durante la settimana per conservare lo spirito festivo, per insegnare alle vicine di casa come si fanno (ma tanto loro non ci riusciranno mai a farli come lei), per avviare alla cucina la nipotina di 4 anni che ama impastare, preparare e mangiare. La preparazione sembra elaborata e ... lo è, ma con la pazienza iniziale e la pratica tutto si risolve.
L'ingrediente che rende speciale questo dolce è il vincotto di fichi, prodotto tipico locale che non so se si trova fuori dalla Puglia, ma se qualcuno desidera proprio assaggiarlo vediamo come fare per dare ... consigli per l'acquisto o per farlo in casa.
Il mio papà è specializzato anche in questo. Seguirà anche questa ricetta. Per oggi facciamo le cartellate.



- Cartellate di Natale con vincotto di fichi

- 1 kg di farina
- 200 g. di olio di oliva
- vino bianco per impastare
- 1 l di olio di semi per friggere
- un pizzico di sale
- 1/2 di vincotto di fichi (o in alternativa un barattolino di miele)
- un cucchiaino di zucchero
- cannella

Preparare l'impasto con farina, olio e il vino bianco che serve.
Lavorare bene un pezzo per volta con la macchinetta impastatrice (alla larghezza massima), aggiungendo un pò di farina per non fare attaccare la pasta

Quando la pasta risulta liscia al tatto, spostare la rotellina della macchinetta alla penultima posizione e tirare una sfoglia di forma regolare.


Con la rotellina dentellata tagliare delle strisce dello spessore di due dita e della lunghezza di 20 cm circa.


Ogni 2 cm unire la striscia di pasta e arrotolare come da foto.


Friggere le cartellate in abbondante olio di semi.


In un altro tegame mettere a riscaldare il vincotto con un cucchiaino di zucchero (serve a dare più lucentezza) e, appena è caldo, versare poco per volta le cartellate e rigirarle velocemente, giusto il tempo di farle 'colorare'.
Spezzettare un bastoncino di cannella e vedete un pò se riuscite a mangiarne solo una.


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29 novembre 2008

Auguri!!!!!


Ogni giorno la nostra strada incrocia altre strade. Ogni giorno la nostra storia si arricchisce di altre storie. La vita di ciascuno di noi è un racconto degno di essere raccontato. L'importante è saperla raccontare ... con la giusta umiltà, riempiendola delle stesse passioni, le stesse emozioni, le stesse lacrime e gli stessi sorrisi che l'hanno riempita.
Ancora più importante è saperla ascoltare, con la giusta attenzione e il cuore aperto, pronto ad accogliere.
Ma, e i nostri compagni non ce ne vogliano, ancora e ancora più importante è che la voce narrante sia quella di una donna.
In ogni luogo e in ogni tempo.

Oggi è il compleanno di una nostra nuova amica che da poco tempo, con molta discrezione e riservatezza, quasi in punta di piedi, ha incrociato la nostra strada.
Non ci sono state molte parole tra noi, non ce n'è stato il tempo, ma non sempre c'è bisogno di parlare per stare bene insieme e per capire la ricchezza di chi ci sta di fronte.

E allora ho pensato di dedicare a lei una torta speciale tutta 'femminile'.

Torta di compleanno di crema, panna, amarene e rose glassate
- pan di spagna
- panna
- amarene sciroppate
- crema pasticcera
- rose di campagna profumate
- zucchero

Rose glassate:
1) Lavare le rose e asciugarle
2) Spennellare le rose con un albume sbattuto
3) Spolverizzarle velocemente con lo zucchero
4) Metterle subito in freezer

Crema pasticcera:
1) far riscaldare 1/2 di latte intero
2) nel frattempo che il latte si riscaldi, mescolare insieme 2 tuorli, 2 cucchiai di zucchero e 2 cucchiai di farina, stemperando con un pò di latte freddo
3) versare velocemente il latte caldo nella terrina, mescolare il tutto molto velocemente e rimettere sul fuoco fino a fare addensare.

Quindi preparare il dolce alternando pan di spagna, crema pasticcera (fredda), panna montata, amarene sciroppate, di nuovo pan di spagna e panna. Decorare con le rose glassate e spolverizzare con zucchero a velo.


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17 novembre 2008

Panna cotta con gelatina di frutti di bosco e croccantino al sesamo

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Nel racconto del mio viaggio a Berlino ho parlato di mitico ristorante, dove ho assaggiato in porzioni mignon delle pietanze meravigliose. Con moooolta umiltà e a testa bassa, ho tentato di ricreare uno dei tanti dolci che ho assaggiato.
Ed è venuto benissimo!!!!!!
Iniziamo con questa ricetta la serie dei dolci che saranno presenti sulla mia tavola a Natale.....
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Panna cotta con gelatina di frutti di bosco e croccantini di sesamo
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Per la panna cotta:
- Una confezione di panna cotta Cameo
- 250 g di panna liquida
- 250 g di latte intero
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Per la gelatina:
- 250 g. di frutti di bosco misti (fragoline, mirtilli, ribes ecc)
- 1 confezione di fogli di gelatina
- 100 g di zucchero
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Per i croccantini:
- 100 g di semi di sesamo
- 40 g di miele d'acacia
- 30 g di zucchero
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.Gelatina
Mettere i fogli di gelatina in ammollo per circa 10/20 minuti.
In un pentolino versare i frutti di bosco, lo zucchero e coprire d'acqua, superando solo di un dito il livello dei frutti.
Portare ad ebollizione ed aspettare per circa 10 minuti. Aggiungere i fogli di gelatina ammollati e continuare a far bollire per altri 5 minuti circa.
Quindi versare la gelatina ancora calda e liquida in bicchieri piccoli. Se si desidera un risultato come quello della foto, utilizzare per il tempo di riposo una griglia da forno su cui incastrerete in bilico i bicchieri.
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Croccantini
Nell'attesa preparare i croccantini al sesamo.
Far abbrustolire i semi di sesamo in un tegamino sul fuoco, fino a raggiungere un colore dorato.
Preparare su una spianatoia un foglio di carta da forno abbastanza lungo, e oliarlo leggermente su tutta la superficie.
Versare in un pentolino alto, il miele e lo zucchero, e raggiungere una caramellatura dorata.
Aggiungere i semi di sesamo e mescolare il tutto fino ad ottenere una palla.
Capovolgere l'impasto ottenuto sul foglio di carta da forno, coprire il tutto con una parte della carta e, spianando con un matterello, si otterrà una sfoglia sottilissima di croccantino e lasciar raffreddare.
Appena fredda ridurla a briciole con il matterello stesso e versarne un pò nei bicchieri con la gelatina.
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.Panna cotta
Seguendo le istruzioni, preparare la panna cotta. Non farla raffreddare completamente, ma abbastanza per non far sciogliere la gelatina già rassodata nei bicchieri, quando la verserete.
Far raffreddare in frigo o al fresco fino al completo rassodamento.
Guarnire con foglioline di menta e servire.
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12 novembre 2008

Il cielo sopra Berlino e Amburgo


Sono appena tornata da un altro viaggio: Amburgo e Berlino.
Darsi appuntamento in una parte qualsiasi del mondo, prendere al volo il primo aereo sapendo che alla meta ti aspetta il tuo amore, seduto in poltrona con le luci soffuse e la musica discreta di un piano bar, ti fa tremare di emozione. E così cominci a vivere il viaggio come un sogno.
Probabilmente novembre non sarà il mese migliore per viaggiare, soprattutto in direzione Nord.
Invece a noi piace immergerci, abbracciati, nei paesaggi circondati da una leggera foschia che da ai contorni un sapore di favola. Certo, il colore predominante è il grigio, che cola quasi dal cielo e trasuda dall'aria, ma solo così ti può stupire il giallo delle foglie dei parchi immensi, delle ghirlande già pronte per il Natale, e del caldo vin bruleè che ti riscalda il cuore.
Sono arrivata venerdi sera e già la temperatura era ... diciamo frizzante.
Sabato è stato dedicato dapprima ad un'abbondantissima colazione a base di croissant caldi e girelle all'uvetta, pane nero con burro e marmellata di mirtilli e cappuccino ..... poi ad una lunga tranquilla piacevolissima passeggiata per visitare Amburgo. Gita sul lago in traghetto, caffè bollente in mano,

camminata nella parte più antica della città, puntatina-ina nei mille, grandi centri commerciali senza comprare niente poichè (grande delusione) sembra ci siano le stesse cose dappertutto ormai, pranzo a 'The Parliament', appariscente e affascinante ristorante quasi sotterraneo, dove tutto ti fa pensare che mangerai delle cose eccellenti e invece ti portano un wurstellone di 50 cm. con la salsa al curry e mezzo chilo di patatine fritte, senza pane che non si usa. Bellissimo un negozio di abbigliamento da visitare assolutamente anche solo via internet http://www.gudrunsjoeden.de/ che ti fa sognare mille colori immersi nel freddo del Nord.

Continua la passeggiata cuore a cuore .....
Ragazzi che fanno la breakdance, la città che si riempie sempre di più per lo shopping pomeridiano e che ravvivano un pò l'aria di questa città che sembra un pò ... buia, con costruzioni quasi nere, punte acuminate delle chiese e acqua grigia intorno.


Distrutti siamo tornati nel nostro meraviglioso albergo e ci siamo preparati per andare a cena in un ristorante assolutamente spe-tta-co-la-re.
Vi dico solo il nome del sito per avere un'idea del...viaggio nel viaggio che abbiamo fatto in questo posto: http://www.koflerkompanie.com/de/comment.html Aspettate che scorrano le immagini fino a quando compaiono le foto dei piatti.


Quello che abbiamo assaggiato non è semplice cibo. E' un insieme di evocazioni di sapori indefiniti e affascinanti, presentati come un'opera d'arte molto minimalista, ma che racchiude in sè un mondo di idee. Se ci andate non scegliete dal menù, ma lasciate a loro la libertà di portarvi quello che desiderano. E poi godetevi lo spettacolo del luogo, della cucina centrale con i cuochi che creano per voi, della bella musica di sottofondo e della loro professionalità.
Domenica ad Amburgo piove. Allora guardiamo le previsioni e decidiamo di andare in un posto dove si può continuare la passeggiata: Berlino. Andiamo di corsa alla stazione di Amburgo dove ci fa un pò innervosire l'efficienza dei treni che partono spaccando il secondo. Non ci siamo molto abituati noi italiani e per questo in Germania li perdiamo i treni, perchè li immaginiamo sempre in ritardo. Comunque ne prendiamo un altro e ...
ci ritroviamo a Berlino.


Con poche ore a disposizione non possiamo vedere molto. Decidiamo di partire da AleksanderPlatz e di dirigerci verso la porta di Brandeburgo. E subito ci assale uno strano senso di ... tristezza. E' come se quella parte di Berlino est trasudasse ancora di vecchie malinconie e sensazioni di abbandono e solitudine. Nonostante i parchi bellissimi, nonostante i mercatini pieni di gente, anche dai quadri che vendono traspare una specie di delirio collettivo. Anche il chioschetto che vende i bratwurstel sa di arrangiato e anacronistico.



Man mano che ci avviciniamo alla zona ovest gradatamente si respira un'aria nuova. Negozi avveniristici con 'concept car' della Peugeot, luci sempre più forti e chioschi invitanti e profumati di vino caldo.



Si fa buio e decidiamo di salutare la città dal posto dove ci guardano gli angeli di Wenders.


E torniamo a casa.

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6 novembre 2008

Piatto 'unico'



Ma si, passiamo con una certa indifferenza da un dolce ad un secondo!
Oggi avevo proprio voglia di un sapore estivo. In una grigia giornata di novembre (figurati fuori ci sono 22 gradi!!!) con la pioggia che non sa se scendere oppure no, in un clima di incertezza diffuso e con una gran voglia mia di fare tante cose, ho deciso: oggi preparo le melanzane ripiene.
Ricetta apparentemente complicata, ma che in realtà risolve il problema del primo e del secondo insieme, essendo un piatto unico, completo e versatile.
Buono caldo, ma ancor più buono freddo tra due fette di pane fresco, con una buona insalatina, risolve il problema pranzo-cena- spuntino-picnic in maniera eccellente.Nella nostra tradizione ci sono tante varianti, legate soprattutto al gusto personale. Quella che mi ha insegnato la mia mamma, che è schizzinosa e non ama quelle che lei chiama 'le complicazioni del sapore', è molto semplice e prevede giusto gli ingredienti di base. Secondo lei se si decide di cucinare in qualche modo le melanzane, il loro sapore deve essere quello prevalente e non deve essere coperto da altri.
Nelle discorsi di donne vanitose che credono di saper cucinare benissimo, sono presenti ingredienti come prosciutto, carne macinata, e addirittura (!!!) carne Simmenthal. Mia madre fa gli occhi (celesti) storti ogni volta e non vi dico le espressioni di disgusto e disappunto!!!
Certo che la mia mamma è uno spettacolo! Piccola, bionda, con meravigliosi occhi celesti, piccante e profumata come un granello di pepe..... e si chiama Celestina. Ma di lei vi parlerò ancora, magari raccontandovi anche le sue involontarie battute che ci fanno morire dal ridere. Lei ha sempre riempito la mia vita di cose belle, di cose buone, di semplicità, di sorrisi, di allegria, di coraggio e di profumo che sa di Amore.
Ma si, ve la scrivo una poesia che le ho dedicato:

E' lei.
Sempre.
C'è sempre stata e sempre ci sarà.
Piccola, bionda, fresca e pulita.
Presente, sempre.
Che mi abbraccia morbida con gli occhi
azzurri, attenti.
Che mi punge con i suoi pensieri e
le parole svelte.
Ma che rimane addosso anche quando vado via,
come un profumo buono,
che sa di verità e di certezze.
E che tornerà sempre,
ad ogni primavera.


Bè ora mi commuovo e sbaglio la ricetta.....
Melanzane ripiene e insalatina di rucola

(per 4 persone)
- 4 melanzane medie o 6 piccole
- aglio
- basilico
- 4 uova
- pane raffermo
- parmigiano
- olio
- sugo di pomodoro fatto con olio, pomodorini, cipolla e poca salsa

Lavare le melanzane e spuntarle. Tagliarle a metà.
Scavarle con un coltello e completare l’operazione con un cucchiaio.
Tagliare a cubetti piccoli le melanzane e immergerle in acqua fredda
Nel frattempo dopo aver scaldato l’olio in un tegame, friggere le bucce delle melanzane (a piacere si possono anche lessare. Sono più leggere, ma ovviamente meno saporite).
In un altro tegame mettere olio e le melanzane strizzate bene, con l’aglio sminuzzato.
Far rosolare bene, bagnando di tanto in tanto con un po’ d’acqua per facilitare la cottura.
Salare.
Mettere in acqua il pane raffermo per farlo ammorbidire.
A cottura ultimata aggiungere alle melanzane il pane strizzato, abbondante basilico spezzettato, le uova e il parmigiano.
Rimepire le bucce delle melanzane precedentemente fritte (o lesse) e adagiarle nel tegame da forno, dove abbiamo messo un filo d'olio.
Infornare a 250 ° fino a far formare una crosta dorata.
Coprire con sugo di pomodoro e infornare nuovamente sempre a 250° per 30 minuti circa .


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27 ottobre 2008

crostata di ricotta e marmellata di ciliege fatta in casa



Questo è il dolce che riesce a regalarmi dei momenti di intensa felicità. E' morbido, è cremoso, è dolce, è caldo, è buonissimo. E poi la marmellata è fatta da me con le ciliege della mia campagna.
Questa volta poche parole e molte foto. Anche queste fatte da me.
(... come dice la mia amica Antonella la prof!: decisamente autoreferenziale!!!)

Crostata di marmellata di ciliege e ricotta

(per la pasta frolla)
- 350 g. di farina
- 100 g. di zucchero
- 100 g. di burro
- 2 uova
- 1 pizzico di sale
- 1/2 busta di lievito vanigliato

(per il ripieno)
- marmellata di ciliege fatta in casa
- un limone biologico
- 500 g. circa di ricotta
- 3-4 cucchiai g. di zucchero
- 1 uovo

- zucchero a velo per il tocco finale
forno a 180°- 200°  per circa 30 minuti

In una ciotola versare la farina, il lievito e lo zucchero. Aggiungete un pizzico di sale, il burro morbido e le uova. Con la punta delle dita cominciate ad amalgamare il tutto formando delle briciole. Quindi continuate a lavorare con le mani fino a formare una palla morbida. Attenzione a non far riscaldare troppo la pasta. Formare un panetto e metterla a riposare in frigo per almeno mezz'ora. Quindi dividerla in due parti. Con una foderate la teglia di circa 25/28 cm di diametro.

Distribuire la marmellata di ciliege. Grattare la scorza di un limone.

In una ciotola lavorare con una frusta la ricotta, lo zucchero e l'uovo. Distribuirlo sulla marmellata.

Con l'altra metà della pasta frolla creare le strisce o utilizzare la griglia apposita.

Coprire la superficie della crostata. Infornare a 180°/200° secondo il proprio forno fino a doratura.

Far raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.













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